Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 27 febbraio 2009

Libero difende la casta, altro ched libertà di stampa

Parliamo oggi delle intercettazioni. Di quelle che, per decisione di un Giudice , sono state definite irrilevanti giudiziarimente e destinate ad essere distrutte.
Certo il carcere , previsto per i giornalisti che si rendono responsabili di illecite pubblicazioni di intercettazioni, è sanzione dura da digerire. Ma se osserviamo con attenzione quanto è successo in Italia, non si può non convenire che la pubblicazione di testi di intercettazioni, poi risultate irrilevanti dalla Magistratura ,non abbbia finito per violare palesemente e violentemente l'articolo 27 della nostra Costituzione. E non solo quello, perchè c'è anche da mettere in conto il discredito, lo sfrantumarsi delle relazioni amicali, affettive, lavorative, insomma anche la qualità della vita e la dignità del malcapitato. Tra l'altro non tutti sanno che la denuncia del reato di diffamazione a mezzo stampa già gode di un termine di prescrizione assai più breve rispetto al reato di diffamazione stesso, il che è già una attenuante ad personam, come direbbe qualcuno. Insomma una Legge fatta apposta per i giornalisti. Stupisce avere ascoltato tante voci, Vittorio Feltri compreso e forse in testa, sbraitare contro il previsto carcere per i giornalisti definito demagogicamente come un bavaglio per la stampa, ma tacere volontariamente e subdolamente su questa legge protezionistica ed odiosa che vige da decenni e della quale i signori giornalisti si avvalgono abbondantemente davanti alle denuncie per diffamazione che ricevono.
Insomma, se ci si ragiona senza spirito corporativo e senza demagogia giustizialista, si deve convenire che solo il giornalista trae vantaggio ( più copie, più mediaticità ) dalla pubblicazione illecita. Certo al giornalista qualcuno le fornisce e la filiera è semplice: avvocati, ufficio del PM, giornalista. Allora esprimo un mio personale suggerimento, nella consapevolezza che contravvenire a queste norme comporta una violazione di un diritto costituzionale del malcapitato. Dunque sì alla condanna del giornalista ma condanniamo anche coloro che al giornalista hannio fornito il materiale. Dunque la condanna avvenga con l'aggravante dell'associazione a delinquere. Ultimo quesito al quale dare risposta: carcere o no?
La risposta mi appare ovvia: se spesso il diffamato ( vedi , oggi , caso Rizzoli )è stato in galera e nessuno msi straccia le vesti ( neanche Vittorio Feltri nè Travaglio ) , perchè non ci può andare iol giornalista che coscientemente commette un'azione illegale ben sapendo quali sono le conseguenze negative per il malcapitato? Ah! se potessi estendere questo ragionamento anche ai Giudici !
Gaetano Immè

Uno sciopero al giorno, leva il medico di torno!

Dice un vecchio proverbio, riferendosi ad una mela . Figurarsi se gli scioperi, al giorno, nella categoria dei servizi pubblici, alias trasporti ( urbani, aerei, marittimi, treni, ecc ) sono addirittura tre. Sono le statistiche a confermarlo, ISTA peraltro. Ormai, lo sanno tutti e tutti lo possono testimoniare, non si può più parlare di uso dello sciopero, troppo spesso selvaggio, ma di abuso. Un abuso che la Costituzione non può certo nè accettare nè ignorare: non si può certo dire che l'estensione dell'articolo 39 della Costituzione fu fatta per consentire che questa disposizione vanificasse il diritto costituzionale del cittadino di godere in ogni momento dei servizi essenziali cui ha diritto, dalla mobilità, alla sanità, alla giustizia, ecc. Per non parlare, poi, del danno inimmaginabile che gli scioperi selvaggi proclamati magari da sigle sindacali microscopiche nel settore trasporto pubblico arrecano ad una delle nostre principali fonti di attività nella nostra bilancia dei pagamenti. Voglio risparmiarvi i conti, ma devo dirvi che da calcoli effettuati da chi se ne intende, da quando nel 2001 le elezioni furono vinte dal centrodestra ad oggi tutti gli scioperi del settore ci sono costati qualcosa come 30 miliardi di Euro, mezza Finanziaria, un punto di PIL. Irresponsabile l'atteggiamento e l'eloquio della CGIL e di Epifani: le sue minacce al Governo e quindi al Paese hanno un sottofondo ben noto alle persone responsabili, quello dei proiettili .
Colpisce e stupisce, oltre a questo, l'atteggiamento psicologico di Epifani: non il minimo rispetto per i cittadini che da quasi settanta anni aspettano inutilmente le regole che attuino in concreto l'articolo 40 della Costituzione, non il minimo rispetto per la moltitudine dei cittadini Italiani e stranieri che da tempo immemore sono rimasti spesse volte intrappolati nella morsa degli scioperi selvaggi ( Alitalia docet!). Subito con le minacce, subito in evidente e chiara posizione di strenua difesa degli abusi che tutti i sindacati, ma CGIL per prima, hanno compiuto ai danni dei cittadini, anch'essi lavoratori, che sono rimasti letteralmente prigionieri di tali scipoperi selvaggi, scioperi spesso indetti per motivi non di relazioni industriali ma politiche. Infastidisce e deprime che Epifani assuma questo atteggiamento, di disprezzo assoluto verso chi non è della sua parrocchia, questa arroganza belluina basata sullo strapotere violento che lo sciopero selvaggio ha sempre esercitato sugli utenti dei servizi pubblici dovuto essenzialmente ad una colpevole, spesso per evidente complicità, ignavia da parte dei Governi che si sono succeduti dal 1948 in poi. Non capisco poi come possa un sincero democratico come Epifani assumere questi atteggiamenti intimidatori quando si tratta solo di applicare la Costituzione, applicare concretamente l'articolo 40 della Costituzione. Non è forse il loro totem? Ma come, si vuole applicare la Costituzione e lui minaccia ? Facile fare solo opposizione di stile intimidatorio senza assumersi alcuna responsabilità di proporre e discutere le proposte governative. Ogni botte dà il vino che ha.
Gaetano Immè

giovedì 26 febbraio 2009

Meglio tardi che mai

Il dilemma è di data antichissima ed è sempre stato presente ed attuale. La questione era: il diritto di sciopero vale più del diritto del cittadino ad avere quei servizi pubblici che lo Stato deve lui garantire? Al riguardo la nostra Costituzione prevedeva gli articoli 39 e 40 che avrebbero dovuto regolare, per l'appunto, sia il " diritto di sciopero" da parte dei lavoratori sia, per converso, il " diritto dei singoli cittadini "di non subire le dannose conseguenze degli scioperi. E' infatti risaputo che la questione della regolamentazione di cui discuto sorge proprio perchè deve cessare questa barbarie degli scioperi improvvisi nei servizi pubblici che rendono impossibile per il cittadino usufruire, com'è suo sacrosanto diritto, di tale servizio ( non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, basta pensare ad aerei, treni, trasporti urbani, ecc per rendersi conto che abbiamo vissuto e sopportato vessazioni vestite da sindacalese dal 1948 ad oggi, senza che nessuno, nè a sinistra nè al centro, nè a destra muovesse un dito per risolvere la questione, per rendere al cittadino la dignità che la Costituzione gli garantisce. Insomma c'è sempre stata una quarantennale calata di braghe da parte di tutti i governi succedutisi a favore dei sindacati.
Devo comunque premettere che il così detto " diritto del cittadino " ( diritto alla mobilità, diritto alla giustizia, ecc) nel caso in esame non è espressamente previsto e regolato da uno specifico articolo della Costituzione. L'articolo 40, che ho prima citato, infatti, si limita ad affermare che " il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Ne consegue che il diritto del cittadino nonè stato specificatamente tutelato dalla Costituzione, ma la tutela del cittadino ed il suo diritto - di sicura origine costituzionale -alla fruizione dei servizi pubblici è una promanazione esegetica delle norma Costituzionali , ma per questo non meno rilevante del diritto di sciopero.
Dunque, ancora una volta la nostra Costituzione, come si evince chiaramente da questo esempio del quale discuto - ma esistono ben altri casi che approfondirò - in tema di tutele costituzionali manifesta il suo carattere prefrenzialista che, cioè, ideologicamente e praticamente , fornisce maggiore tutela alla persona quale " lavoratore", al quale riconosce l'indiscutibile diritto di sciopero in modo esplicito, piuttosto che alla persona , comune cittadino i cui inalienabili diritti evita di regolamentare. Questa situazione squilibrata era ovviamente ben conosciuta e dibattuta nei rapporti industriali e nel dibattito politico e sindacale italiano fin dall'inizio dell'era repubblicana. Di chiacchiere ne sono state fatte a josa. Già nel 1975 la CGIL dichiarava " che i tempi erano maturi per una regolamentazione per l'uso corretto del diritto di sciopero". Figurarsi! Lo stesso Lama, nel 1979 proclamò che " i tempi sono maturi!". Ovviamente nulla si mosse. Frasi da Gattopardo. Anche la DC disse la sua , con Flaminio Piccoli che nel 1981, tanto per evitare prescrizioni decennali, che, tanto per cambiare disse " che i tempi erano maturi per la regolamentazione del diritto di sciopero nei pubblici servizi". Stesso copione poi nel 1982 e nel 1985. Ovvio che si trattasse di boutade, di incuici fra il PCI e la DC, dove il consociativismo legalizzava la grande presa per i fondelli degli italiani. Che intanto subivano le peggiori vessazioni mai esistite nel mondo delle relazioni si ndacali di Paesi democraticamente evoluti.
Oggi assistiamo ad un tentativo di questo governo di dare finalmente corso ad una regolamentazione con un ritardo settantennale. Ma non è mai troppo tardi. Sarà una battaglia sanguinosa, prevedo, come lo fu, in tempi andati, quella sull'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. E dico e predico questo non ostante la larga maggioranza nelle mani del centrodestra perchè ho sbirciato l'impatto della notizia sugli altri giornali. L'Unità sostiene la parte di chi non sa cosa fare e resta quindi in attesa pur dando spazio a possibili revisioni della legislazione in materia, purchè, ecco il refugium peccatorum, non sia uno strumento per evitare dissensi. Repubblica, se da un lato si limita a riportare la notizia come proviene da fonte agenziale, dall'altro si premura di promuovere un sondaggio sull'argomento: il risultato, alle ore 18,35 del 26/2/09 metteva in risalto che ben il 78% dei votanti erano contrari a questa regolamentazione.
Dunque, vedremo. Vedremo come andranno le cose. Una cosa resta certa: certi soprusi autorizzati dalla Costituzione devono essere eliminati. Nessuno vuole vietare lo sciopero nei servizi pubblici, solo armonizzarlo con il sacrosanto diritto del cittadino di avere il servizio pubblico. In tutta questa diatriba che sta scoppiando, non ho letto nessuno che mettesse in evidenza che questi lavoratori pubblici sono già dei privilegiati, perchè le loro aziende non falliscono ed i loro stipendi non sono in discussione. Non potrebbe bastare ?
Gaetano Immè

mercoledì 25 febbraio 2009

Questi sono i loro uomini nuovi

Per dire com'è moderno , aperto alle novità , attuale, à la page Franceschini: sapete chi vorrebbe come " uomo nuovo" alla testa del PD? Nientepopodimenoche....Carlo Azegli Ciampi. La notizia mi sconvolge. Ma come, dopo Oscar Luigi Scalfaro - sono ottantaquattro - anche Carlo Azeglio Ciampi - sono ottantasei -. Il giuramento, roba da Pontida - e poi criticano Bossi... - con padre sugli ottanta e ci metto anche quel buontempone dell'Ingegner De Benedetti che - matri comanda e picciotto obbedisce - suggerisce , via corazzata La Repubblica, nientepopodimenoche Eugenio Scalfari, sempre a capo del PD. Ho perso il conto. Ecco il nuovo che avanza. Fate voi i conti. Roba nata nel 1920 e giù di lì. Tutta chincaglieria d'antan, roba da brocante della politica, roba da rigattiere. Quando non sai a chi santo votarti....
Gaetano Immè

La nota politica dle giorno

E' bello avere un data base, una memoria o un qualcuno che ci ricordi i bei tempi che furono. La storia, dicono in giro, è maestra di vita. Sto parlando di Franceschini e del PD perchè è un tema di attualità e perchè non riguarda solo chi aderisce, simpatizza e milita nel centrosinistra, ma riguarda tutti gli italiani, il Paese, come si dice. Sempre perchè un sistema democratico bipolare, fondato sul confronto e sull'alternanza fra due forze politiche opposte, rappresenta il massimo per le domocrazie rappresentative, dunque un sistema istituzionale al quale dovremmo - uso il condizionale perchè tanti fatti mi inducono a pensare che non tutti i politici nostrani abbiano questo scopo per il bene supremo del paese - tutti aspirare e contribuire a costruire. Una sinistra italiana, abituata a pascolare nelle praterie che la vecchia DC le lasciava a bella posta aperte e dove il PCI poteva tranquillamente pascolare, ingrassarsi sia con i finanziamenti occulti dell'Unione Sovietica sia con i frutti dei vari pascoli italiani lui elargiti dal consociativismo democristiano, si è trovata improvvisamente senza alcun punto di riferimento con la caduta del muro di Berlino. Il progetto del socialismo reale, meglio, del comunismo, era miseramente crollato alla prova della storia e sotto il peso di tanti popoli che si ribellarono al regime oppressivo comunista. Lungi dall'accettare la realtà, invece di ammettere l'impossibilità di tenere ancora in vita un progetto bollato dalla storia e fallito in tutto il mondo, i seguaci del PCI hanno pensato di prendere in giro loro stessi - ma la loro è una vita di illusioni - e l'Italia ed hanno solamente cominciato a cambiare il nome della ditta. E' storia recente, quella degli ultimi venti anni della vita italiana, della sinistra italiana. PDS con Occhetto, poi DS poi PD ma nel frattempo Ulivo, Asinello, prodismo, veltronismo, la musica non cambia. Mentre dunque l'Italia assisteva ad una destra in senso lato che, con fatica ma con sano realismo , compiva lo sforzo di superare i propri errori del passato e riusciva in tal modo a rientrare a pieno titolo nell'arco costituzionale ,al di fuori del quale era stata tenuta dal connubio PCI-DC per quaranta e più anni, tutto questo non accadeva nella sinistra proveniente dal vecchio PCI. Ma non avendo più il suo punto di riferimento, il suo Eden cui fare riferimento, il suo Pardiso dei lavoratori, quella Unione sovietica di Stalin e dei suoi discendenti, ecco che gli epigoni del Migliore si imbarcano, per costruire un qualche progetto politico che le renda più o meno credibili e degni di accesso e recitazione sul palco della politica italiana, in avventure politiche che, guarda caso, esaltano il libero pensiero. E così Longo, Natta, Berlinguer, Fassino, D'Alema e compagnia si sono imbarcati sulle dispute sulla vita, sulla morte, sulla bioetica sostenendo la più ampia libertà di comportamento. Solo che il libero pensiero è strumento difficile da maneggiare per chi è stato allevato con il latte del " pensiero unico" , per chi ha studiato nelle cellule del PCI o a Mosca o, addirittura, alle Frattocchie. Il libero pensiero pone problemi di coscienza, reclama libertà di opinione , tutte questioni che malissimo si adattano a trovare una soluzione unitaria. Ecco gli esempi direi clamorosi di un prodismo basato su una continua mediazione fra forze tenute insieme non da un comune progetto politico ma dal solo antiberlusconismo, di un successivo veltronismo con il coraggioso esordio del Lingotto - andare da soli, costruire una sinistra riformista e non antiberlusconiana, lasciare alle sue spalle la sinistra radicale e verde ormai sconfitta dalla storia da Dio ed agli uomini in tutto il mondo - ma subito domato dalle forze non tanto occulte che non vogliono questo processo di modernizzazione dell'Italia e che, in pochi mesi hanno letteralmente domato il Veltroni del Lingotto trasformandolo in un misero tribuno giacobineggiante che ha portato il PD alla disfatta odierna. Oggi , non sazi di tante sberle e pur di restare attaccati alle loro poltrone, hanno messo l'ultimo utile idiota a governare quel che resta del PD. Assisterò anche alla nascita e dunque anche alla morte del " franceschinismo", qualcosa di orrido. Ma già mi è chiaro, fin troppo chiaro cosa significhi questo nuovo termine, basta guardarsi in giro e vedere qualche appunto di storia politica italiana. Basta riandare all'anno 2008 ( in pieno prodismo, governo Pordi ) e leggere quel che diceva Franceschini ( giuro che si tratta della stessa persona) sulla Costituzione. Compulsato dalla pressione governativa, in una lunga intervista si proclamò fautore di una riforma Costituzionale che partorisse un Presidenzialismo che consentisse, sull'esempio della Francia, al Presidente di avere i poteri necessari tipici del sistema istituzionale presidenzialista. Insomma voleva la riforma della Costituzione, perchè quanto da lui invocato avrebbe comportato una profonda revisione ed una profonda modifica della Costituzione. Oggi invece, questo giovane - vecchio, fermo agli anni settanta, ignorante della vera storia d'Italia ( secondo lui in Emilia Romagna i comunisti e i democristiani si volevano un bene dell'anima....), cinquantenne di età anagrafica ma ottantenne di mente e cultura, si ridicolizza giurando sulla Costituzione e gridando che Berlusconi tenta una sua modifica per accentrare il potere nelle sue rapaci mani. Ma si può avere fiducia, si può credere a questo uomo, si può capire come si possa così repentinamente cambiare idea su temi così definitivi per l'assetto costituzionale del Paese ? Quale fiducia dare dunque a questo " canna al vento del potere " piegato da ogni refolo di vento di sinistra? Ma già oggi il franceschinismo è in crisi. Ci ha pensato Rutelli con la sua terza via per i DAT, per il testamento biologico. Devo dire che, pur restando sempre contrario a questa legge - ripeto e ribadisco che il Governo non doveva farsi trascinare in questa questione etica, ma doveva lasciare che fosse la politica ( la politica non è il Governo, perchè il Governo governa, la politica invece deve mediare fra il territorio e il Palazzo ) a sbrogliare questa triste matassa - trovo la soluzione di Rutelli, al di là dell'aspetto politico che essa rappresenta all'interno del PD, una scelta ed una proposta sulla quale meditare. Con una correzione. Questa: quando l'alimentazione ed idratazione siano forzose, invece di creare una forza ospedaliera che decida sul caso, bisogna dare questo potere ai familiari, i quali devono sentire il medico . Non viceversa.
Gaetano Immè

martedì 24 febbraio 2009

Uno spunto da meditare

In principio era il Partito Comunista Italiano, il PCI. Poi, man mano che nel mondo l'ideologia comunista naufragava e si contavano i milioni di morti e di poveri che il comunismo aveva determinato, ecco l'idea fissa farsi avanti, entrare nelle vene degli ex comunisti, diventare una loro personale ossessione. Questo benedetto aggettivo " democratico": tutto quello che esce dalle loro menti di ex comunisti porta sempre questo aggettivo. Volete una cronistoria? PDS ( partito democratico della sinistra), DS ( democratici di sinistra), oggi PD ( partito democratico, per chi l'avesse già dimenticato ). Invece dall'altra sponda politica non esiste questa fissa, ma, sempre se ci fate caso, si batte il tasto della solidarietà nazionale ( AN, Lega ) o, meglio, si invoca la parola Libertà. Casa delle Libertà, Popolo della Libertà. Libertà vo' cercando ch'è sì cara......
Ecco un aspetto intimo e però significativo, che scruto nelle profondità del DNA dei simpatizzanti e militanti della sinistra. Quelli del centrodestra che invocano unitariemente la libertà e , invece, quelli del centrosinistra, che si preoccupano che il loro partito del momento abbia comunque l'aggettivo di " democratico". Eccoci: scusa non richiesta, accusa manifesta. Coda di paglia
alla grande.
Meditate gente! Meditate!
Gaetano Immè

Senti che puzza di naftalina....

Torno a parlare di Franceschini perchè è il tema del giorno ed anche , e sopra tutto, perchè leggo e sento ( vedi ieri sera Porta a Porta, veramente imbarazzanti sia Bindi che Parisi ) tante di quelle trombonate di ipocrisia stentorea che quasi quasi mi sembra di sentire il Colle. Stessa radice, stessa ( per chi facesse finta di non capire, chiarisco: ex PCI ) ipocrisia.
Un partito allo sbando non ha bisogno di una figurina nuova, quella la compri da Panini. Il PD, benedetti signori, è stato atrocemente travolto e sconfitto per il semplicissmo motivo che non aveva un progetto politico che abbia convinto l'elettore. In questa situzione - sempre che la dirigenza e la base del PD siano in grado di rendersi conto della situazione, del che io dubito fortemente - il manuale Cencelli della politica prescrive un Congresso che, con il pieno dei delegati, discuta ed approvi una nuova linea politica, un nuovo progetto politico. Ma siccome questa nuova linea politica, siccome questo nuovo progetto politico nel PD non esiste, ecco allora che i padroni ( leggasi la Dirigenza) lungi dall'ascoltare la base che voleva assolutamente il Congresso, ha preferito la solita solfa e farsa. Niente Congresso, niente Primarie ( chissà quali nomi sarebbero usciti dalle urne se non fossero imposte dai Soviet ) e via, ecco un altro vetero democristiano ( dopo Amato, Prodi, Rutelli, etc) che funge da utile idiota, che si prende in prima persona carico del rischio di fallimento alle Europee di giungo prossimo, ecco un altro scendiletto o tappetino che si presta a nascondere tutta la sporcizia del caso. Il peggio del peggio e, per l'Italia, il peggio del male. Una soluzione di pura facciata, solo per spargere una falsa apparenza di unità del PD. Che senso ha nominare il vice di un fallito? Se Veltroni è fallito, lo è anche Franceschini che era suo vice nel, diciamo così, Consiglio di Amministrazione del PD. Dunque si può, benedetto Iddio, nominare un fallito al posto di un altro fallito? Pare di sentire quei discorsi mafiosi, tipo il Principe di Solina quando diceva " tutto cambi affinchè nulla canbi" e tutto resti come prima. Ma la ratio di questa procedura insulsa sta in un giochetto ancora più squallido, nel senso che non potendo contare su nessun proprio uomo da presentare ( come sempre han fatto i post comunisti ), allora prendiamo il primo che ci sta e che quanto meno ci porta alle elezioni europee. Poi si vedrà. Un gioco, dunque, squallidamente truce e privo di ogni elementare dignità politica. Un calcolo di pura e meschina convenienza di bassa politica politicante. E chi sono andati a nominare ? Un democristiano della peggiore specie, un uomo che è rimasto culturalmente e politicamente alla politica alla quale è stato svezzato dalla DC degli anni 70, un vecchio politico, nulla di nuovo, E gli armamentari che ha tirato fuori, a parte la ridicolaggine di cui s'è coperto con un giuramento che spetta solo ai Capi di Stato e del Consiglio dei Ministri, sono da anni settanta. Per esempio, quando Franceschini afferma "...nella mia regione si combatteva senza esclusione di colpi, ma.....(udite! udite!) comunisti e democristiani si volevano un bene dell'anima...". Dove fra il 42 ed 44 i comunisti ammazzavano i civili perchè erano stati fascisti, dice Franceschini, i comunisti ed i democristiano si volevano un bene dell'anima.
Torno a ripetere: mi dispiace che il PD sia ormai nelle fauci fameliche di quel tribuno giustizialista di Di Pietro, che Franceschini ora dica "..che parlerò con l'UDC e con gli altri ex alleati ( dell'Ulivo..)". Ci vuol gente nuova, gente che non sia legata ai sepolcri imbiancati della DC del tempo che fu, gente nuova, gente che ha studiato e che, come Mattia Renzi, è libero da pastoie vetero comunisteggianti, come quel Capo dello Stato che ci ritroviamo che invece di fare l'arbitro continua a giocare per una parte politica: quella che l'ha eletto.
Gaetano Immè

lunedì 23 febbraio 2009

Povero Colle....

Il Colle....frana! Non contento di aver messo bocca, non richiesto, ben prima che il governo decidesse sul caso di Eluana Englaro, non contento di aver dimenticato l'esistenza dell'articolo 77 della Costituzione diventando così attore della politica anzi che notaro, non contento di aver addebitato le foibe a tutti, fuorchè ai criminali comunisti assassini responsabili, non contento di tutte queste meschine figure, Napolitano si supera oggi, affermando di non condividere i tagli dell'Università generalizzati, ma solo i tagli agli sprechi. Se l'è andata a cercare, la risposta giusta: è quello che il Governo ha fatto, la secca,lapidaria e dissacrante risposta del Ministro Gelmini. Come dicono a Roma: pja, pesa, incarta e porta a casa!!!! Napolitano sta superando perfino Scalfaro, che è tutto dire.
Gaetano Immè

Utili idioti offerensi

Ho letto in giro molte parole di circostanza su Veltroni e, sopratutto, su Franceschini.
Su Veltroni, che io non ritengo l'unico responsabile del tracollo del PD, nessuno però ha scritto quello che si scrive ad un capitano che abbandona la nave quando questa sta affondando. Mi piacerebbe chiedere a chi lo ha sostenuto: ma come hai fatto a concedere fiducia ad un uomo così fellone ? Quello che è l'uomo è il politico. A dire la verità, tutti i così detti " utili idioti " hanno fatto questa ingloriosa fine: cito in ordine temporale: Occhetto, D'Alema, Amato, Rutelli, Fassino, Prodi, Veltroni, Soru. L'unico che ha perlomeno tentato di salvare la faccia è stato D'Alema, che, trombato di brutto alle Regionali, ha anticipato formalmente la inevitabile decsione che il Comitato Centrale del PDS avrebbe assunto dopo qualche giorno in puro stile sovietico, quello di gettare il fallimento tutto sulle spalle di un presunto colpevole. Lui dette le dimissioni. Che , poi, il soviet, ha comunque accettato, mica le ha respinte. Tutti gli altri sono finiti demoliti e disonorati dal compito improbo che , pur essendone ben consapevoli, si erano assunti. Sete di potere. Mancanza di dignità personale pur di acchiappare il potere, pur di mettersi in mostra.
Ed ecco, ora, Franceschini. Ridicolo nei suoi primi atti, e spiego perchè.
Innanzi tutto, tutto il mondo sapeva che la base del PD voleva le primarie subito. In secondo luogo nessuno ha sottolineato il fatto che al Congresso del PD avrebbero docuto partecipare più di 3.000 delegati, invece se ne sono presentati solo 1.047, cioè u n terzo. Cioè, la base aveva già fiutato l'aria bulgara che tirava e non si fatta prendere per il sedere ed ha disertato un Congresso del quale già si conosceva l'esito. Terzo: si sapeva anche che la nomenclatura comunista cercava un altro utile idiota presentabile che facesse il prestanome e che si prestasse a prendere tutte le colpe della futura batosta elettorale del giugno prossimo per le Europee. Mica fessi gli ex-comunisti ( il nuovissimo Bersani, il figlio di papà Letta ) ; sapendo benissimo del loro futuro nerissmo, del probabile ulteriore tracollo alle europee, non ci mettono la loro faccia, ma quella di un altro utile idiota.
Bene, Franceschini sapeva tutto questo e nonostante lo sapesse, ha accettato di essere nominato Segretario reggente con una maggioranza sovietica dal un Congresso sovietico dove hanno votato solo il 33% dei delegati. Alla faccia della democrazia!. Poi, non contento di prestarsi alla farsa, ha infilato due perle.
Prima perla: le sue dichiarazioni. " Parlerò con l'UDC e con i vecchi alleati". Cesa scappa, lasciando Franceschini da solo con l'unica via di riparlare cona la sinistra estrema che Veltroni aveva fatto fuori. Cesa vsarà democristiano, ma mica scemo. Contento solo l'IDV che vede ampliarsi a dismisura il suo campo di raccolta appunto sia nello stesso PD che nella sinistra estrema. Così il licaone Di Pietro, dopo avere sbudellato e fatto crepare Veltroni, già inizia a pedinare Franceschini. Appena lo vedrà barcollare, come un jena gli mangerà le budella, per ingrassare il proprio ventre.
Seconda perla: sentendosi pari a Obama, sentendosi quasi un Capo di Stato, l'Avvocato-scrittore di Ferrara ha pensato di farseggiare e di giurare fedeltà sulla Costituzione. Ridicolo, semplicemente ridicolo. Egregio On. Franceschini, sei solo un utile idiota in mano agli ex comunisti, non un Capo di Stato. Ma certo, l'ho capito. Dovevi pur far capire quale sarà il tuo progetto politico: salvare la Costituzione ( ma da che , poi) e l'antiberlusconismo d'accatto.
Ecco il nuovo che avanza.
Povero PD.

venerdì 20 febbraio 2009

Violante nel girono dantesco....

Ora che Violante è stato accantonato dal Presidente della Repubblica - non dimenticate che costui è stato compagno di partito con il suddetto per tantissimi anni - che ha nominato, in sostituzione di Giovanni Maria Flick Giudice costituzionale il professor Paolo Grossi, sono proprio curioso di vedere se l'On Violante proseguirà o mano nell'appena accennato percorso di revisionismo sugli orrori del comunismo al quale ha sempre acriticamente aderito. Mi sbilancio: e scommetto di no. Boccaccia mia statte zitta!
Or si parrà la tua nobilitate.
Gaetano Immè

Idratazione, alimentazione ed...Englaro

Ho la conferma di quanto dicevo da tempo. Beppino Englaro scende in piazza per fare di sua figlia una battaglia politica. Non ne sentivamo il bisogno, sono diciassette anni che Beppino fa politica. Ora scenderà in piazza contro il testo del ddl definito in Commissione Sanità del Senato. La materia del contendere è se l'idratazione e l'alimentazione debbano essere considerati " diritti indisponibili" oppure devono rientrare nell'accanimento terapeutico. Lascio a tutti e molto volentieri di trovare una decisione giusta e laica. Ciao ciao. Gaetano Immè

giovedì 19 febbraio 2009

Ma non è solo questione di uomini...

Se fosse solo una questione di uomini torneremmo ai tempi di Cesare. La politica, come naturale intermediaria fra la guida della nazione ed il suo territorio e quindi la sua gente, non potrebbe esistere se avere la possibilità di governare fosse solo una questione di uomini. Ieri scrivevo che il PD è praticamente sparito, che questo rende la nostra debolissima democrazia ancor più gracile perchè, in questo momento storico, viaggiando verso una modernizzazione ed una globalizzazione degli strumenti politici e quindi verso un bipolarismo, la mancanza di un centrosinistra matura, saggio e riformista, rende monco questo progetto di modernizzazione politica. In poche parole, se vogliamo mirare ad un sistema bipolare e quindi con due schieramenti che si alternino nella guida del Paese, non possiamo non avere una delle due parti in causa. Ed il PD avrebbe voluto rappresentare la gamba sinistra del progettato bipolarismo. E invece è sparito. E' crollato dappertutto: una debacle appresso ad un'altra. Ora siamo al ridicolo, con una sorta di chierichetto mancato che diventa Segretario del PD. Ma vi rendete conto che casino? Un vecchio democrastiano, un uomo cattolico, anzi una sorta di bigottom cattocomunista da sagrestia che guida il partito che fu di Palmiro Togliatti e che mai fu di De Gasperi. Dunque è chiaro che con questi uomini il PD non va da nessuna parte e il centrodestra si assume una grossissima responsabilità, quella di governare un Paese senza sapere se la sua opera ha o non ha il consenso anche di chi non ha voluto votare per il centrodestra. Può ricadere sul centrodestra una colpa del centrosinistra? Certo che no, ma questa è come quando in una famiglia c'è un figlio debosciato ed uno lavoratore. Va sempra a finire che l'ultimo, senza colpa, ripara ai danni dell'altro.
E quì si innesta una considerazione, diciamo, politica: perchè questo PD, pur contando fra le sue fila elementi che, perlomeno a detta della gente, vengono definiti preparati o addirittura intelligenti, è distrutto? La risposta giusta, a mio modo di vedere, è una sola: perchè manca un vero e sano progetto politico. Allora le cose diventano più chiare e limpide ed il giudizio sulle persone più coerente. I vari D'Alema, Veltroni, Fassino, Bersani, Franceschetti, Rutelli, Marini, Bindi ecc sono destinati a perdere sempre semplicemente perchè non hanno un progetto politico credibile. Che poi siano anche intelligenti o meno è questione che non mi interessa e che lascio alle conclusioni di chi legge. In Italia i due grandi progetti politici del ventesimo secolo sono stati, meteore più o meno caduche a parte , la DC ed il PCI. Su queste due grandi ideologie è vissuta , nel bene e nel male, la seconda metà del secolo scorso. Perchè dunque esistevano due precisi, concreti e ben delineati progetti politici: da un lato la DC degasperiana che proponeva il modello moderato-clericale e dall'altra parte il PCI con il suo progetto comunista, rivoluzionario ed ancorato all'esperienza sovietica. Devo sottolineare che se fosse solo quetione di uomini allora anche questi due grandi progetti politici si sarebbero frantumati strada facendo uando sono venuti a mancare i due uomini simbolo e cioè da un lato De Gasperi e dall'altro Togliatti. Nè mi sento ipocritamente di affermare che i prosecutori di entrambi siano stati tutti alla loro altezza invece che dei semplici epigoni. Non ostante dunque queste carenze del fattore personale e crismatico dunque, siccome i progetti politici erano seguiti dalla gente, essi hanno acquistato forza con l'evolversi della situazione, anzichè perderla. E quì subentra la storia: ecco infatti che con gli anni fine 80 primi 90 uno dei due progetti politici del secolo scorso viene cancellato dalla storia e dal popolo. Il progetto comunista è crollato in tutto il mondo con i mattoni del muro di Berlino. Ed in questo preciso istante è stata decisa anche la sorte della DC che praticament vedeva il suo progetto vincere definitivamente sul progetto rivale. La politica si sarebbe poi spostata, come in effetti è poi avvenuto, dal terreno del confronto politico al terreno del confronto non politico, dove ogni mezzo è buono pur di uccidere il nemico. E così è stato. Infatto gli uomini che costituivano il supporto intellettuale del progetto comunista anzichè accettare il fallimento del loro progetto politico hanno cercato di mistificare la loro cocente sconfitta, hanno voluto mantenere per loro il potere pur non potendo più contare su un progetto credibile ed hanno tentato in tutti i modi di " apparire" diversi da quello che invece erano e sono. Così sono gli uomini della sinistra italiana che nel 1989 già erano in politica, cioè tutti. Napolitano, D'Alema, Fassino, Rutelli, De Mita, Veltroni, Franceschini, ecc anno cambiato ditta, hanno cambiato l'abito, forse il sarto, ma mancava al loro progetto politico la presa sul popolo per la sua credibilità. Il progetto è così diventato non il progetto per governare ma il progetto per riacciuffare il potere non avendo più un progetto che la storia approvasse. Ecco quindi la spinta che verso il 1994 ha portato alla soppressione giudiziaria della vecchia DC il cui pogetto politico non era affatto fallito nè era stato condannato dalla storia, ma era vivo e vegeto. Ecco la lettura di Tangentopoli, ecco dunque chi è veramente Di Pietro, il braccio giudiziario che ha ucciso coscientemente un progetto politico che, pur con tutte le sue mancanze, era accettato e condiviso da una notevole parte degli italiani. In questa chiave appare del tutto logico e conseguenziale l'atteggiamento politico del centrosinistra dal 1994 ad oggi, tutto basato non certo su un proprio progetto politico ( che la sinistra nmon può più avere e che infatti va a cercare disperatamente da altri movimenti dai quali assume anche gli uomini guida che abbiano una parvenza di credibilità ) (ecco, quindi, i così detti " utili idioti", terminologia che ben si adatta a tanti uomini politici di questi ultimi quindici anni) ma su opzioni non politiche, come l'antiberlusconismo, come la via giudiziaria come scorciatioa al potere. Invece il progetto politico sostenuto dal centrodestra oggi appare credibile, appare adatto alle richieste del popolo, appare adeguato al momento internazionale spinto verso una globalizzazione anche politica. Ma questo esula dall'esame che sto per concludere. Dunque si tratta di uomini, quelli che hanno fallito, che sono politicamente dei falliti perchè hanno cercato di instaurare sulla pelle della gente un progetto politico inesistente, bocciato e sconfitto dalla storia , raffazzonato con progetti di altre ideologie, parterendo propositi più che progetti imbastarditi che hanno disgustato la gente. Ecco perchè sono falliti anche come uomini pensanti: perchè il fallimento storico va accettato, non nascosto o mistificato come stanno facendo i nominati uomini, non certo per il bene del Paese- del quale se ne strafregano e pure coscientemente-ma per raggiungere solo ed esclusivamente il potere. Ecco la carica dei miseri Cola di Rienzo. Ma attenzione, che il popolo bue prima o poi s'incazza sul serio.....
Gaetano mmè

mercoledì 18 febbraio 2009

Trenta anni per dire la verità ed accettarla.

Caro/a amico/a, lo so che stai in Italia e che sei Italiano/a, ma, per un attimo, levita, astraiti ed immagina di essere in un altro Paese, in un Paese dove c'è una compiuta democrazia, in un Paese dove si dice pane al pane e vino al vino, in un Paese senza sepolcri imbiancati, in un Paese...insomma scegli tu, a me va bene anche Dreamlandia. Bene. Stai a Dreamlandia e sei colto, emancipato, benestante. Possibile che tu abbia figli e nipoti che non conoscano la storia ? La storia del tuo Paese e la storia del mondo? Ecco, questo accade quì da noi. E' sempre accaduto, da quando è nato Togliatti a Genova. Ecco che allora solo oggi emerge in tutta la sua crudezza, grazie al processo a Duch, quella realtà sui Kmer rossi cambogiani - stiamo parlando di fatti accaduto tra il 1975 ed il 1979, parlo di trenta anni fa! - assassini e sui loro campi di sterminio che da tempo la sinistra tutta ha sempre negato. Con una faccia come il culo. Due milioni di morti in quattro anni. Come Stalin ed Hitler. Eppure tutti negarono i signori comunisti italiani. Volete ch vi ricordi chi erano questi negazionisti? Eccovi serviti. Tiziano Terziani, illustre intellettuale di sinistra, scriveva che i kmer rossi erano avanguardie rivoluzionarie ed eroi della guerra contro l'imperialismo americano. Sapete chi guidava allora il PCI Italiano? Volete i nomi? Va bene, mi aete convinto: ve li snocciolo . Berlinguer, Longo, Pajetta, Jotti, Napolitano, in FIGC stava D'Alema e con lui Veltroni. Avete voi sentito una parola di pentimento da questi Signori? Avete voi sentito una parola di pentimento da, cito uno a caso, Luciano Violante?
Qualcuno mi risponderà? Ma quando mai!
Gaetano Immè

Ma dove crede dim andare il PD con questi dirigenti?

Veltroni si è dimesso. Lodi ed osanna. Leggo dappertutto magnificat di una ipocrisia a dir poco raccapricciante. Sono il primo a ridurre al minimo questa vittoria, perchè era troppo facile ed anche per non infierire su uno sconfitto. Ma da quì a santificare Veltroni ce ne corre di ipocrisia e di relativismo. Qualcuno addiritura invita Veltroni ad imparare la lezione ed a rialzarsi, come Lazzaro ed a riprendere la strada da leader. Davanti a tali ossimori, davanti a tali contraddizioni in termini, pur non cadendo nella volgare e bassa politica di rinfacciare allom sconfitto tutte le stronzate ( e diamo una svolta al politicamente corretto) fatte in questi due anni di guida del PD, devo esporre alcune mie personali osservazioni.
Me ne frego di Veltroni, me ne frego. Lo sapevo fin dall'inizio chi era costui, aria fritta rimasticata, buonismo da quattro soldi, scopiazzature di vecchi idoli in salsa cattocomunista, il nulla sotto il vestito ed il nulla, sopratutto, sotto il cappello. Ma dico io, ma ci vuole una laurea per capire che presentarsi come la forza nuova e riformista nel discorso del lingotto e poi associarsi con Di Pietro significava suicidare non tanto sé stesso ma anche il bipolarismo che resta il sistema istituzionale al quale si tende di arrivare sia da parte del centrodestra sia ( ma vedete, solo a chiacchiere) da parte del centrosinistra. Ora io chiedo: ha sbagliato solo Veltroni? Ma che diavolo dite! E dove stavano i maggiorenti del PD? In vacanza? All'estero? No signori, no. Questa disfatta non è di Veltroni e basta, ma di tutti i grossi nomi della niomenclatura pd. D'Alema, Franceschetti, Bersani, Fassino, etc hanno concorso con questav disfatta ed oggi rendono praticamente impraticabile il bipolarismo. Il PD doveva estromettere dalla scena politica italiana tutti i partitini di estrema sinistra e invece questi mano mano che il PD prender sberle elettorali si riaffacciano, il PD doveva - era un solenne giuramento del discorso al Lingotto- abbandonare l'antiberlusconismo d'accatto e viscerale, il PD doveva servire a proporre una concreta azione politica nei fatti e non solo ed esclusivamente ad interessarsi alla demonizzazione di Berlusconi.
Tutte chimere, tutte vuote e risibili parole al vento. Ho letto L'UNITA' di questi ultimi giorni, dico l'UNITA', cioè l'organo o uno degli organi del PD, e sfido ciascuno di voi ad andare a leggerla e vi accorgerete che non c'è altro che un continuo attacco demonizzatore a Berlusconi. Non una autocritica, non un qualche segno di pentimento, niente, zero di zero. Ho sentito il Direttore di questo giornale ( fondato nel 1924 da Gramsci, ma, malauguratamente oggi di proprietà di un sardo miliardario vestito da accattone e da pastore, acquistato con chissà quali soldi, visto che la sua TISCALI ha chiuso gli ultimi bilanci in perdita e il suddetto pastore-miliardario prosentato dichiarazioni fiscali ridicole ) ieri sera a Ballarò affermare che in Italia esiste solo l'emergenza Berlusconi. E' lui il male assoluto. Queste persone non hanno ritegno, non sanno veramente quali sono i problemi della gente comune, degli operai che non rappresentano più, sono tante Marie Antoniette incipriateche, annoiate davanti al fatto ce non c'è pane, rispende " allora mangiate i cornetti".
Con questi uomini il PD non può nè ora nè domani rappresentare una sana e vera opposizione riformista. Altro che Blair, quì ritorniamo a dare voc e a Bertinotti, a Diliberto, a Cento, quì tutti questi soloni del PD hanno consegnato il potere politico della sinistra a Di Pietro il quale vede ovviamente con grande interesse il ritorno della sinistra oltranzista e si pone come il vero ed unico rappresentate dell'opposizione viscerale, antiberlusconiana , virulenta, ignorante e giustizialista. Bel passo avanti per il nostro Paese. Altro che bipolarismo. Guardate i risultati, guardate i risultati della Sardegna. Vedrete nelle cifra quel che dico. Ecco l'UDC che si conferma al 10%, Di Pietro che strappa un punto al PD, prende un 4% scarso anche Rifondazione ( morti viventi) , addirittura prende quasi il 2% anche Diliberto. Insomma, Veltroni e soci hanno sventrato il progetto di rendere l'Italia un Paese moderno politicamente ed istituzionalmente. Ecco quindi che incombe l'inutilità del bipolarismo ( c'è lo schieramento del centrodestra, ma manca quello del centrosinistra), risorge la politica centrista portata avanti dall'UDC cui potrà anche aggregarsi il redivivo ( dico come una volta, disperatamete, chiese Socci alla Melandri, senza mai avere una risposta:" Perché? Perchè? Perchè ????) Mastella, assemblare con loro i rutelliani, strappare voti e potere al PD e far rinascere la vecchia DC. E con essa la politica dei due forni. E torniamo al 1970 ed al proporzionale. Bel risultato. Veramente un'opera meritevole. Ma che vadano a nascvondersi questi signori e che lascino campo liobero alle nuove leve, se esistono. Che dire in conclusione? Che per il centrodestra giunge , dopo lo tsunami economico, nche queso tsunami politico. A me non fa per niente piacere che non esista il centrosinistra. Perchè il suo posto lo prenderà un centrosinistra formato Di Pietro e nuovi soci di estrema sinistra e l'Italia perderà del tempo prezioso per metters al passo con le migliori democrazie bipolari del mondo.
Gaetano Immè

martedì 17 febbraio 2009

Stato laico vo' cercando ch'è sì caro....

Le osservazioni di Mario Cervi su IL GIORNALE di oggi mi entusiasmano. Perchè vi leggo non solo la sua grande umanità, ma anche un inatteso e sostanzioso avallo di quanto da me sostenuto su Englaro nei giorni passati. Non condivide, Mario Cervi, non solo l'ostinazione di Beppino Englaro nel ricercare uno scontro giuridico e mediatico che è andato a finire in politica. Se lo popteva risparmiare, per sé e per Eluana. Ma non l'ha fatto. non per un giorno, ma per tutti questi lunghissimi anni. Tantomeno, sempre Mario Cervi, non ha condiviso limprovviso, tardivo e pesante intervento del Governo in una materia ( etica, aggiungo io) che sarebbe bene restasse nell'ambito degli affetti e dolori personali e familiari.
Una linea certamente laica che fa onore a Mario Cervi, qualora di onore non ne avesse già abbastanza. E di ossequio, da parte mia.
Sentire però condivise alcune opinioni peraltro così spiazzanti, sentire da tale pulpito autorevolissimo un riconoscimento della correttezza della mia impostazione, certamente ignota a Mario Cervi, ma da me pubblicata su L'OPINIONEm in data anteriore, fa un piacere sottile e completo. Consultare:

Gaetano Immè

I problemi che le elezioni sarde ci assegnano

Il calvario del PD strazia anche la mia anima. Non bisogna vedere solo il trionfo, oltre ogni ragionevole ipotesi, del centrodestra, ma anche gli elementi negativi che la situazione politica italiana oggi evidenzia. Strappare la Sardegna a Soru è vincere facile, sembra vi siano quasi dieci mpunti di differenza. Mi pare inutile dileggiare ancora Soru oltre quanto i fatti lo hanno già distrutto. Mai infierire sugli sconfitti. Lasciamo perdere i canti, gli osanna ed i peana per la strepitosa vittoria del centrodestra e ragioniamo sugli elementi negativi che da questo evento derivano per il nostro Paese.
Dissento dal trionfalismo del vincitore, perchè non poteva essere altrimenti. Mi preoccupa invece la crisi, ormai quasi irreversibile, che attanaglia il PD. Ormai sono allo sbando. Un tracollo appresso all'altro. Perchè non si tratta slo della Sardegna, ma anche in Toscana ed in Emilia-Romagna, roccaforti dei DS e del PCI di un tempo, il PD è in piena crisi di scissione. Infatti a Reggio, a Ferrara, a Forlì, a Firenze, a Pistoia, a Prato, tanto per dire, insomma nelle parti più importanti delle due regioni rosse, gli uomini forti della zona DS, cioè gli ex PCI, sono stati sconfitti da uomini nuovi di area rutelliana, cioè zona ex democrazia cristiana. Veltroni è letteralmente scomparso da una scena politica minimamente dignitosa. Chi è colpa del suo mal, pianga sé stesso. Colpa della loro odiosa e saccente spocchia. Come dimenticare quanto scriveva sull'Unità, di proprietà di Soru stesso, una appecoronata Concita De Gregorio, quando definiva Cappellacci, senza un minimo di avvedutezza ma spocchiosamente sicura- per dovere di proprietà- del successo di Soru , quando definiva Cappellacci " una foto sorridente di un parvenu della politica", un irricevibile Di Pietro che affermava " il candidato della Sardegna è Berlusconi" o il giovane ma non per questo rispettoso ed educato Letta che spocchiosamente chiosava, credendo di essere spiritoso " ma vogliamo che Obama sia ricevuto da Cappellacci?". I risultati odierni rispondonom per le rime a tale arroganza. E' l'arroganza del potere il male del PD, chi di arroganza ferisce di arroganza perisce. Ora il PD teme anche per l'Umbria. Questo baratro che sta franando sotto i piedi del PD, sta però provocando elementi negativi per la scena politica italiana. In pratica il tracollo del PD incita la rinascita della sinistra antagonista. Riecco Bertinotti ed il Prc prendere un 3,5%, un PdcI prendere un 1,5%. La stessa IDV ridimensionata nella sua illusione giustizialista arrivare pur sempre al 5%. Ancora peggio, perchè collegato ala sempre minore laicità dello Stato, l'affermazione dell'UDC di Casini che, pur essendo limitata per ora alla Sardegna, pur tuttavia ragiunge quasi il 10%, praticamente il terzo partito di queste elezioni sarde. Giova alla democrazia di questo Paese avere un centrosinistra a pezzi, in crisi di scissione con i pericoli impliciti di riemersione di un centro cattolico che troverebbe nell'UDC e in Mastella una convergenza pericolosa perchè stantia ed ecclesiale ? Certamente no. Se vogliao sempre attuare un bipolarismo maggioritario puro io non posso essere felice di questo franare del PD. Perchè dalla sconfitta esso ritroverà la linfa del puro antiberlusconismo d'accatto, addio quindi ad ogni forma di dialogo per accattivarsi la sinistra alternativa. Addio quindi ad un bipolarismo moderno ed alternativo. Stiamo tornando indietro. Lo dico da tempo, lo penso da sempre. Ma vedo che a molti sta bene anche morire democristiani, purchè al potere!
Gaetano Immè

lunedì 16 febbraio 2009

Domenica è sempre domenica

La Domenica non ha proposto grandi temi nuovi nel panorama politico sociale dell'Italia. Ci sono alcune brutte notizie comunque ed alcune riflessioni su argomenti ormai dibattuti.

La Repubblica di ieri ospita un interessante aritoclo di Stefano Rodotà sul DAT , sul testamento biologico che , sotto il titolo, anticato come i mobili falsi, " La nuova legge truffa" si scaglia contro il testo di legge che la maggioranza desidera. In realtà le considerazioni dell'estensore sono completamente da me condivise . In sede costituzionale l'art. 13 pone una barriera invalicabile a chiunque nel senso che la " libertà personale " di ciascuno di noi può avere delle limitazioni determinate in base a Leggi o a provvedimento motivato del Giudice. Nella stessa sede l'articolo 32 va anche oltre, affermando di fatto che " la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Confesso che non sono mai riuscito a capire perchè i così detti Padri costituenti abbiano voluto usare un termine così inutile come " persona umana". Non credo esistano al mondo persone non umane o umani che non siano persone. Forse una delle tante esagerate imbalsamazioni così sovente presenti nella nostra vetusta costituzione. Resta il mio personale disappunto e malumore , anzi, addirittura la mia decisa e convinta contrarietà alla scelta della maggioranza che si è voluta mettere sulla propria testa questo cul de sac di voler a tutti i costi legiferare su un argomento che, Costituzione o non Costituzione, progressi della medicina o non progressi, resta sempre strettamente di competenza propria. Nessuna legge può contare più della mia volontà sui temi etici. Nessun Governo, che non si proponga una invasività sospetta, può permettersi di impormi una Legge che mi detti quel che devo fare sui temi etici della vita. Questo è purtroppo il risultato della violenta spinta che la corrente cattolica del PDL ha di fatto esercitato sul partito per spingerlo a seguire i precetti cardinalizi. Disquisire sulla vita e sulla morte non ha poi troppa rilevanza, serve alla bassa speculazione politica, per il concetto del popolo bue. Il PDL non doveva intervenire su questo argomento, doveva lasciare il tema etico al libero pensiero di ciascuno. Avrebbe ottenuto non solo una immediata grana in meno, ma anche di mettere all'angolo politico il PD il quale, come vedete, ora si batte per una sorta di libertà individuale riferita al caso Englaro, ma contemporaneamente, mentre lascia e concorre a condannare a morte un handicappato, si batte anche in sede internazionale per ottenere, invece, con la moratoria della pena di morte, che incalliti assassini e serial killer condannati alla stessa pena di Eluana in altri Paesi, siano salvati. Valli a capire!

Non mi convince, inoltre, la scelta di consentire l'ingresso - non ne conosco ancora i dettagli, ma resta il fatto in sè - nel PDL dell'UDEUR di Mastella. Come se non fosse bastata l'esperienza con l'UDC di Casini e Follini - esperienza amara, amarissima per me, che l'ha vissuta come un fallimento dell'istituzione maggioritaria creato dal ricatto di un partitino minore - o gli attuali problemi con la Lega che puttaneggia con il PD su molti argomenti perchè spera di ottenere da questo, in caso di crisi di governo, il lasciapassare per ilm Federalismo fiscale, da sempre in cima ai suoi desideri. Ho sentito con le mie orecchie Bossi difendere la Costituzione Italiana per dar giù al PDL e per accarezzare il pelo del PD. Come possa Bossi parlare della Costituzione dopo Venezia, la secessione, Roma Ladrona ed altro, proprio è ridicolo.

Mastella non deve rientrare con il PDL e se verrà accolto sulla base di una sorta di realpolitik o di pragmatismo, riterrò non dico conclusa la mia adesione al PDL, ma sicuramente in via di ridimensionamento. Ma come si fa per quattro voti a mettersi in casa un Mastella! A me questo PDL sembra sempre di più la vecchia Democrazia Cristiana e della peggiore specie. Non sono nato democristiano e nemmeno voglio morirci.

Gaetano Immè

domenica 15 febbraio 2009

Passata la sera di San Valentino, schivata la forzata serata dell'amore per ordine ricevuto di staliniana memoria, torno ad occuparmi di quanto abbiamo vissuto recentemente e dei temi politici che urgono.

Svetta, su ogni altro, l'aspetto della laicità dello stato. Non si tratta, ripeto, di bollare ome interferenza o ingerenza, più o meno indebite, le manifestate opinioni della Chiesa sui vari aspetti della vita civile italiana, quanto di verificare se, in linea ideale, veramente ci troviamo in uno Stato laico. In senso storico, sommariamente, posso rilevare che con la soppressione per via giudiziaria del PSI carxiano e con la consengente eliminazione di altri Partiti politici come il PRI ed il PLI, al movimento laico si apriva una vera e propria autostrada nel panorama politico italiano. Ma nessun partito ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia, nè il Partito Radicale di Pannella e Bonino, posizionato su posizioni laiciste addirittura fastidiose, anacronistiche ed anche fastidiose, nè tanto meno le varie formazioni politiche di sinistra costruite man mano. All'inizio del suo irromepere sul panorama politico italiano, sembrò che la Casa delle Libertà avesse l'intenzione di occupare, ed io aggiungo molto saggiamente, i vasti spazi laici e moderati che la scomparsa dei suddetti vecchi partiti aveva lasciato liberi ed occupabili. In tal senso fu positivo che nella Casa delle Libertà avessero trovato spontaneamente ospitalità e residenza personaggi di spicco e spessore notevole provenienti dai partiti ai quali accennavo prima. Basti pensare all'On Cicchitto ed al Sen. Paolo Guzzanti, elementi paradigmatici del pensiero laico moderato.
Ma da allora ad oggi ho assistito, peraltro molto amareggiato, ad una minore importanza di questa componente nell'ambitodella Casa delle Libertà ed ora del PDL. E se l'On. Cicchitto è ancora uno dei suoi capisaldi e portavoce, il Sen. Guzzanti è addirittura fuoriuscito dal PDL per motivi propri. In questi anni, inoltre, ho assistito ad uno strisciante travisamento di tendenza nel senso che, man mano, l'elemento cattolico è andato sempre più invadendo e ricoprendo - come un fiume che esonda - lam porzione laica del PDL. Ricordiamo tutte le traversie poste dall'UDC di Buttiglione, Follini e Casini, quelle poste da AN e rilevo anche le nuove posizioni possibiliste fatte emergere dalla Lega nei confronti di una minore laicità dello Stato concesse pur di ottenere il via libera al Federalismo che costituisce una tappa vitale per la Lega stessa. Oggi come oggi, la corrente cattolica del PDL risulta non solo predominante ma anche assolutamente invadente, nel senso che sta portando il PDL verso una deriva decisamente gradita ad oltretevere. In altri termini, vedo nel PDL una preoccupante rassomiglianza, man mano che cresce, con la vecchia balena bianca, con la DC di Forlaniana memoria quando questa non era un partito degli italiani, ma il partito dei cattolici, che è cosa ben diversa. Alcuni obiettano che questo decadimento verso posizioni clericali è essenzialmente dovuto alla morte del precedente papa polacco, portatore di una politica vaticana che consentiva una certa laicità dello Stato, mentre invece questo nuovo Papa viene interpretato come un guardiano del Faro molto più chiuso rispetto alle esigenze laiche dela gente comune. In queste sabbie mobili, viene a galla impietosamente, il carattere assai poco laico del PDL. E Berlusconi, che si limita ad interpretare e con molto successo, quel che pensa la gente, di fronte al problema che sto ponendo, molto pragmaticamente sceglie la posizione che accontentando il mondo cattolico dell'universo mondo, scontenta solo una parte minoritaria del PDL, quello laico, peraltro caratterizzato da una enorme dose di naturale tolleranza per le idee altrui. Insomma, anche Berlusconi appare aver perduto quel tocco laico che aveva o del quale si era dipinto all'atto della sua discesa in campo politico. Io non so dire se questo sia un bene o un male, nè se sia un bene o un m,ale un atteggiamento machiavellistico del PDL che guarda ai fatti concreti tralasciando, come in questo caso, le intelligenze e le sensibilità laiche ad un ruolo non dignitoso. Esemplare è il caso del testamento biologico, esemplare l'accodamento, a mio modo di vedere cieco, assoluto ed acritico, del PDL intero al punto d vista dell'anima cattolica del PDL. Sì alla Legge per non avere altri casi Englaro. Ecco che quindi il dualismo PDL e PD da un confronto asolutamente politico è stato, su questo fatto, fatto degradare ad una lotta fra cattolici e acattolici. E ci ritroviamo, nostro malgrado, decenni indietro. E allora? Dove sono i nostri capataz laici? Sta loro bene questo andamento? Finora ho ascoltato dissensi e critiche solo da simpatizzanti, mai da uomini di punta. Non sarebbe ora di chiarire questo problema nel PDL ?
Gaetano Immè

sabato 14 febbraio 2009

Non sono d'accordo con Lei, caro Direttore

IL GIORNALE di oggi, pubblica una lettera sui temi etici del lettore Dino Bottazzi di Milano che, alla fine, così recita " E' allo studio una legge che regoli la materia;ma non vorrei che essa fosse subordinata alla dottrina cattolica,anzichè concedere ad ogni cittadino di scegliere per sé in base alle proprie convinzioni etiche ed in piena ed assoluta libertà di coscienza". Il Direttore Mario Giordano risponde:" La legge nobn deve essere subordinata alla dottrina cattolica, certo,ma la legge non può essere nemmeno sganciata dai principi fondamentali della nostra cultura, le cui radici (per credenti e non credenti) poggiano sul cristianesimo".
Caro Direttore, con tutto il rispetto e la stima, ma allora, duecento e passa anni cosa sono passati a fare? Non volgio credere che uno Stato laico in Italia non sia possibile perchè noi non possiamo sganciarci dalle nostre radici cristiane. Questa è una visione antistorica di una società ferma, immobile e schiava non di Roma, ma della cattedra di San Pietro. L'Italia e gli Italiani non sono solo questi che dice il Direttore. Sono anche tutti quei laici come me e come Bottazzi che, pur rispettando le opinioni di tutti, non vogliono a parte, nè partecipare a scelte che non siano perfettamente laiche. Perciò democratiche e non asservite da nessuno. Quindi sono con il caro Dino Bottazzi: questa legge sul testamento biologico NON S'HA DA FARE.
Gaetano Immè

Machiavelli o una volgare mistficazione?

Voglio parlare dell'On Violante. Membro del PCI poi DS oggi PD, l'On Luciano Violante è stato Magistrato ed ha portato nel Parlamento l'angolo visuale del Magistrato. Di certo Magistrato. Una vita passata nel PCI di Togliatti, di Longo, di Berlinguer, una vita passata insieme all'ideologia comunista dura e pura, al mito del PCUS, ai finanziamenti in rubli del PCUS, accanto ai carri armati sovietici che invasero Budapest, che invasero Praga, che bruciarono milioni di vite con gulag, con purghe, con stermini. L'On Violante è stato il suggeritore del processo Andreotti, insieme al Giudice Caselli della Porcura di Palermo e di tante altre inchieste annose e costosissime e che poi si sono rivelate solo ed esclusivamente dei castelli di carta, delle illusioni mediatiche che sono servite a rafgforzare temporaneamente il suo potere, la sua carica, il suo clientelaggio. Oggi l'On Violante, con un atto di coraggio, cerca di mettere in ordine il suo passato e cerca di accaparrarsi il posto in Consulta che verrà lasciato libero dalla scadenza del Mandato a favore del Giudice Costituzione Giovanni Maria Flick. E siccome lo scranno o cadrega che dir si voglia è ricca, lui, come si dice, ci si ficca. E fa bene, perchè in Italia puoi dire quel che vuoi, ma se lo dici, qualunque cosa che tu dica, ti fa " apparire", quindi acquisire credito e visibilità. Tuttavia bisogna pur sempre vedere quello che dici. Se vuoi fare il furbetto ti pesco subito con le dita nella marmellata. E così l'On. Luciano Violante, si trova fra due fuochi: la voglia immane del potere e di
quel bramato posto di Giudice della Corte Costituzionale e dall'altra parte il doversi guadagnare quel posto, costi quel che costi, senza riguardo a destra ed a sinistra. La via più facile è quella di accontentare più la destra, che è scettica sul suo nome ( ed a ragione), che la sinistra dalla quale proviene. Ed allora, ecco la trovata. Dice l'On. Violante, dopo una vita nel PCI, che il recentissimo ( due giorni orsono) discorso del Capo dello Stato sulle foibe, gli ha fato capire d'essere stato dalla parte degli assassini invece che con le vittime, con gli oppressori invece che con gli oppressi. Ma va? Sulla via di Damasco, Violante è stato miracolato, ha visto quello che per quaranta anni pur partecipandovi, pur condividendolo nelle decisioni del PCI, pur accadendogli sotto i suoi occhi ( quattro, non solo due) eppure lui non aveva mai visto. Che pena, che schifo, che ribrezzo! A chi la vuol dare a bere l'On Violante? Sconcerto a destra , ma anche a sinistra. Cacciari l'ha già battezzato come merita. Piero Melograni, storico di vaglia ex comunista ed uscito dal PCI proprio nel 1957 a seguito dei fatti di Budapest col famoso "Manifesto dei 101" si è limitato, per carità di patria, a dire che " gli storici comunist hanno sempre raccontato balle". Persino l'On Macaluso , pur nella sua estrema rigorosità morale, non può fare a meno di bollare l'On Violante come uno " che vuol liberarsi la coscienza" ( dai crimini ai quali ha partecipato, bisogna aggiungere). Non ho ancora notizie su cosa pensi Giampaolo Pansa di Violante.
Non so voi, cosa ne pensate. Io penso che l'On Violante non abbia il dovuto coraggio civico di ammettere tutta la verità e quindi tenti di cavarsela con un revisionismo da quattro baiocchi, buono per salvare se stesso, buonino per accreditarsi a destra, buono per non entrare in aperto conflitto con la sinistra. Insomma, moralemte assai riprovevole. Uno che gioca con la coscienza non può sedersi su uno scranno talmente elicato.
E poi, non vi sembra una bella presa per i fondelli?
Gaetano Immè

La vigna dei coglioni

C'è qualcosa che stride quando si affronta il discorso su compensi e personaggi pagati dal popolo, attraverso tasse, imposte , contributi e canoni. Sarò invidioso, ma il principio del libero mercato, della domanda e dell'offerta non mi convince. Allora, leggo che Bonolis, per una settimana di conduzione del Festival di Sanremo, percepirà un compenso di Euro 1 milione. Le Stars del video guadagnano sinceramente troppo. Sei milioni di Euro a Benigni l'anno scorso dalla RAI per cinque letture della Divina Commedia, due milioni di Euro per Fabio Fazio, sempre dalla RAI, come compenso triennale per il suo programma biserale " Che tempo che fa", non reggono all'esame del liberismo. Uno dice: è il libero mercato, bellezza, per cui se Benigni produce ascolti e questi producono pubblicità, Benigni prende un compenso adeguato. E così Fazio. Ma è così? Non è così. Se andiamo a vedere gli ascolti, stupiamo. Perchè Benigni viene seguito poco, rispetto, per esempio, a " Quelli che il calcio" o al " Grande fratello ". Allora, come la mettiamo? La mettiamo che tutte le scuse che questi nababbi dicono sono tutte stronzate e cialtronerie. La mettiamo che è assolutamente immorale e da galera pagare queste cifre a questi tizi. La mettiamo che noi siamo proprio la vigna dei fregnoni. La mettiamo che chi amministra un'azienda pubblica, sovvenzionata con i soldi dei contribuenti, deve essere sottoposto al controllo dei proprietari, che sono i contribuenti. Se l'azienda RAI è " nostra" non è il Ministero del Tesoro ad esserne azionista e quindi proprietario ma noi contribuenti. Voi direte: ma la RAI è del Tesoro, dello Stato. Ed io vi rispondo che è così perchè in Italia lo Stato è un pappone che, grazie a una Costituzione statalista e marxista, consente che un Tizio( lo Stato , alias il Pappone) per il solo fatto di essere Stato , si appropria di beni il cui costo è a carico dei contribuenti. Sollevo un problema; la RAI non deve essere semplicemente privatizzata, perchè ,anche se a spezzatino, potrebbe essere acquistata solo dai soliti noti " capitani coraggiosi". La RAI deve essere una " nostra" azienda e quindi deve produrre spettacolo e cultura, deve fare concorrenza alle TV commerciali e non deve essere finanziata con il nostro canone perchè, come le altre TV, deve aziendalmente produrre entrate che determinino le uscite. Ma deve essere il contrario, come invece in RAI accade da sempre.
Nota bene: con simili compensi, la RAI non applica il libero mercato, ma perpetua una casta di superricchi che domani domineranno la nostra economia. Per quali meriti?
Gaetano Immè

Miracolo a Roma!

Tredici giorni. Sono stati necessari solo tredici giorni dalla denuncia, affinchè un Giudice, non a Berlino ma a Roma, archiviasse la denuncia per vilipendio al Capo dello Stato presenata dall'Unione delle Camere Penali contro l'On. Di Pietro Antonio. Mi dicono che il PM in questione, tale Dr. Giovanni Amato, abbia anche riempito un dossier notevole per legittimare la sua decisione di archiviare la denuncia. Facile fare dell'ironia sul caso. Facile anche ricordare i precedenti penali dell'On Di Pietro Antonio e la velocità supersonica dei vari proscioglimenti o archiviazioni incassate. Giustizia ad personam ? Mi informerò. Perchè non capisco come mai una denuncia simile, presentata da un cittadino qualunque, ha un processo che dura in media nove anni e questo, invece, pur con tutti i processi penali che urgono, che spingono l'Italia all'ultimo posto in Europa e ben dopo taluni Paesi africani nel mondo per lunghezza dei processi penali, è durato SOLO TREDICI GIORNI. Meditate gente, meditate!
Gaetano Immè

venerdì 13 febbraio 2009

Legge o non Legge, this is the question

Passata la bufera, calato il sipario sulla tragedia, impresentabile per un Paese civile, di Eluana, resta l'aspetto concettuale e programmatico. Cosa fare per il futuro? Tutto il Parlamento sta studiando alcune proposte d Legge, di quella Lgge che viene indicata come " testamento biologico". Osservo che in Italia il cittadino, la persona, non ha alcun valore, nè alcuna voce. Questa nostra Costituzione, che tanto viene osannata da una parte politica, ci ha tutti imbalsamati, la persona non vale nulla. Infatti in una compiuta democrazia liberale dovrebbe essere previsto dalla Costituzione la possibilità per il popolo di proporre, via referendum, una volontà, una legge . E invece questa nostra Costituzione, rafforzando il concetto statalista della nostra Magna Charta che prevede il dominio dello Stato sull'individuo, esclude questa possibilità. Ecco, noi persone, per questa Costituzione non contiamo nulla, siamo solo degli oggetti animati di cui lo Stato, nostro padre e padrone,può disporre: ci dice se possiamo nascere, quando possiamo nascere, come possiamo nascere, se possiamo vivere ed ora anche quando possiamo morire.
Da noi è previsto solo il referendum abrogativo, niente propositivo. Dunque, fatta questa premessa, vengo al quesito: Legge sul testamento biologico o no? Questo è il nocciolo del problema.
Sinceramente non condivido la scelta del centrodestra di proporre una Legge, nel senso che in questo caso è il Governo che propone un intervento in tema etico. Assurdo ed inconcepibile. Intervenire con una legge è, ripeto, assurdo ed inconcepibile. In primo luogo perchè sono assolutamente contrario ad ogni intervento governativo che pretende non solo di regolare aspetti etici che appartengono al singolo individuo ( ed io vedo in questa invadenza dello Stato nella sfera propria della persona una violazione della libertà personale di assoluto carattere sovietico ) ma anche di stuprare il catattere laico della società italiana. Inoltre sono anche contrario, fermamente contrario, ai tentativi di regolare per legge, di regolare con interventismo e statalismo, tutto ciò che è contro natura. In tali materie deve prevalere solo ed esclusivamente il pensiero individuale. La società non deve pretendere di regolare quello che appartiene solo a noi. Non deve regolare per legge se io uomo voglio vivere con un altro uomo, non deve regolare per legge se io sto male e quanto devo stare male perchè io venga ucciso, tolto di mezzo, fatto morire.
Nel caso del testamento bioetico questa pretesa di fare una Legge è un trappolone nel quale il centrodestra o è caduto per dabbenaggine oppure, ancora peggio, perchè ha troppo prestato orecchio alle ragioni, peraltro lecite, della Chiesa. Dissento da Berlusconi, doveva tacere su Eluana, il Governo doveva solo starsene in disparte, rispettare la volontà dei cari di Eluana, senza lasciarsi trascinare in questo balordo tentativo di introdurre ancora un'altra legge che limita la libertà personale su temi etici. Io credo che i miei cari o i medici, quando e se avrò la disgrazia di diventare un vegetale ( ma perchè usare il misurino, vedere se ho ancora la produzione di sperma come è stato miseramente scrutata la mestruzione di Eluana, sostenendo tesi vaghe) sanno bene quel che dovranno fare. Come sempre è andato il mondo, una persona si lascia morire. Non è crudeltà , è rispetto. Questo sì che è rispetto. Rispetto della Llibertà dell'individuo, rispetto della vita e della morte, rispetto della volontà del singolo. La mia nascita è fatto privato, la mia sessualità è fatto privato, la mia morte è fatto privato. Lo Stato ne deve restare fuori .
Non condivido quindi la scelta del Governo di indicare un testo per una legge di questa portata, perchè così facendo ha dimostrato chiaramente di aver tradito l'assoluta laicità che ritenevo fosse una delle peculiari caratteristiche del PDL. Così non è, purtroppo. Ma questa non è una posizione laicista o intollerante perchè tutti, liberamente, possono e debbono esprimere il loro pensiero, anche, quaindi la Chiesa cattolica, anche la Chiesa Ortodossa se il problema la interessa. Nè ritengo che manifestare il proprio pensiero sia, se il pensiero è della Chiesa, un'ingerenza, se sia invece di altri, un contributo democratico.
Gaetano Immè

giovedì 12 febbraio 2009

Ma voi che ne pensate?

Mi dicono - agenzie di stampa - che Daniela Martani ( la hostess famosa per l'altrettanto famoso cappio al collo della moribonda ALITALIA), quella che Santoro e compagnucci presentarono ad Annozero come una vittima ancora non si sa di chi ma in assenza di indizi ed a prescindere da questi ovviamente del famigerato regime berlusconiano, quell'assistente di volto della vecchia Alitalia che incassava 3.500,00 Euri al mese per lavorare dieci giorni su trenta, quando non in malattia, quella che poi, sulla base della sua notorietà basata sulle sue comparsate da Santoro è stata invitata al Grande Fratello, bene proprio Lei insomma, una persona che, onestamente, rappresenta la quintessenza della cialtroneria mediatica, della disonesta truffagine sul lavoro, vorrebbe andare inn politica con il suo Guru. Indovinate chi è? Ma sì, è proprio lui. Antonio Di Pietro. Un culo e camicia che fa riflettere e sospettare. Vedremo.

Ancora su Eluana

E' apparso, meglio riapparso - ma guarda che combinazione, proprio oggi!!! - nelle Librerie di Roma, un libro, edito nel 2008 da Pendragon, scritto dal professore Maurizio Mori, professore di bioetica all'Università di Torino nonchè Presidente della Consulta di Bioetica ONLUS, con prefazione scritta da - ariguarda un po' il caso cieco! - da Beppino Englaro. Spendete questi 13 Euri se volete sapere chi è veramente Beppino Englaro. Non certo per giudicarlo come padre, al quale va sempre il mio massimo rispetto. Leggete gente, e meditate!
Oggi alle ore 18, a Roma, a Piazza Santi Apostoli, il PD scende in piazza ( meglio dire in piazzetta) per " la difesa della costituzione" e protestare " contro gli attacchi del Governo al Presidente della Repubblica". E' previsto un solo oratore, ma di eccellenza. Sapete chi è? Come direbbe Ezio Greggio: " E' lui o non è lui?" Ma sì che è lui, è proprio OLS , una sigla che è una garanzia. Oscar Luigi Scalfaro, una garanzia del rispetto della Costituzione. Infatti! Ricordate chi è? Devo darvi un aiutino? E va bene, vi dò un aiutino, ma poi non ditemi che offendo, che straparlo.
Costui, me questo lo ricorderete senz'altro, è stato Presidente della Repubblica e, durante il suo settennio il governo, quello di Berlusconi, legittimamente eletto dal popolo italiano, messo sotto accusa pubblicamente dal Pool di magistrati di Milano per accuse che poi si sono dimostrate tutte coglionerie e cialtronerie arrivando il Berlusconi stesso ad essere assolto in modo definitivo da tali accuse " per non aver commesso il fatto", fu estromesso dal Governo del Paese e lo stesso affidato da OLS a Massimo D'Alema ( guarda un po' il caso.....), stravolgendo sia la Costituzione che il voto popolare. Un vero e proprio golpe, rimasto come una infamia sulla storia democratica dell'Italia. OLS, lo stesso che, da giovane, nel 1943 entrò nella Magistraura della RSI ed applicò ostinatamente tute le leggi fasciste del momento. Poi, eccotelo salito (con un bel salto della quaglia ) sul carro dei vincitori e fu P.M. nei tribunali per i crimini fascisti. Ed eccolo, questo cattolico bigotto, devoto della Madonna, ascetico e mistico, invocare per tale Salvatore Zurlo ( un fascistone novarese )la pena di morte. Lui , così cattolico osservante, chiese la pena di morte. Per apparire devoto a Togliatti, il quale, Ministro della Giustizia, fece approvare un'amnistia e lo Zurlo se la cavò con sei anni di galera.
E' talmente devoto alla Madonna e quindi di un'osservanza cristiana, mi si passi l'aggettivazione, talmente bigotta da mostrarsi violenta e talebana ( non dimentichiamo che il nostro ha sempre combattuto contro i suoi nemici democristiani e cattolici osservanti Andreotti e Emilio Colombo, al fine di conqiustarsi le simpatie di De Gasperi, il quale, poi, è noto, scelse come suo pupillo Giulio Andreotti). Fu scelto come sottosegretario al Ministero degli Interni dal famoso Ministro Scelba e si occupò di spettacolo. Applicando le sue bigotterie ipocrite emanò una pletora di circolari per vietare non solo il nudo, ma anche semplici scollature. Fu non solo criticato, per questo suo talebanismo cristiano, ma addirittura impallinato da Curzio Sukert ( Curzio Malaparte ) che di lui usò queste parole che restano scolpite nel marmo:" L'On Scalfaro si considera, da solo s'intende, l'unico uomo morale in questa Italia immoralissima". Semplicemente stupendo, come tutto Malaparte. Siccome poi questi figuri cattolico-talebani non hanno il minimo senso della misura ( basta pensare all'On. Bindi!), vi ricordo che il nostro, andato una sera a cena a Via della Vite a Roma, si accorse che a tavolo vicino al suo c'era seduta una donna , con altre persone, vestita con un abito estivo che le lasciava nude le spalle. Le spalle, Signori, le spalle, non altro. Il nostro si sentì in dovere di apostrofarla con queste parole:" Lei è una donna disonesta! Le ordino( sic, testuale) di rimettersi il bolerino!". Fu sfidato a duello dal padre della Signora, ma, ovviamente, e vilmente, se ne sottrasse in quanto Parlamentare ( e poi urla contro il Lodo Alfano)!. Come, poi, non rammentare che questo moralista, quando era Presidente della Repubblica, intascava cento milioni al mese dai nostri Servizi segreti. Senza doverli dichiarare nè tanto mano doverne render conto. In sette anni si tratta della bella cifretta di 8miliardi e quattrocento milioni di vecchie lire. Forse non tutti ricordano che anzichè cospargersi il capo di cenere e di vergognarsi, il nostro pretese di apparire in TV a reti unificate e di urlare il famosamente ridicolo " Non ci sto, non ci sto!". Se la cavò perchè non avendo il minimo senso del ridicolo, non si dimise - come un altro suo predecessore che, pur essendo democristiano come lui, aveva invece un alto senso della dignità propria di uomo e di politico - perchè è stato un uomo politico senza dignità politica e perchè ricevette l'ppoggio della sinistra e segnatamente dei DS ( ex PCI) ai uali aveva affidato il Governo, fregando il popolo Italiano e la nostra Costituzione ed incassando, quindi, in tutto o in parte il prezzo di tale associazione a delinquere.
Basta così con la storia di questo Signore. Andrò a sentirlo, perchè oggi a Roma, film da ridere non se ne proiettano. Vi farò un resoconto.
Gaetano Immè

mercoledì 11 febbraio 2009

Il silenzio, la rilfessione

L'esecuzione di Eluana è avvenuta. La prima esecuzione capitale, la prima sentenza di morte nella democratica Italia. Complimenti a tutti.
Al padre, straziato certo dal dolore ma anche ossessivamente fissato ad ottenere una visibilità del caso che avrebbe potuto benissimo evitare e che già oggi, come facilmente avevo previsto, alcuni ritagli di stampa danno come prossimo candidato del Partito Radicale. E quindi del centrosinistra. Le orme da seguire sono tante, basti ricordare alcuni nomi noti che oggi o ieri siedono o sono stati seduti in Parlamento ma non per loro capacità, ma utilizzando una bara di qualche loro caro. Ricordate Heidi Giuliani, la madre di Carlo Giuliani, la vedova del professor D'Antona, l'on. Nando Dalla Chiesa figlio del generale, l'on. Di Pietro Antonio( il campione del Mondo delle scalate, seduto nl Parlamento su almeno due bare - quella di Gabriele Cagliari e quella di Bettino Craxi - e su innumerevoli inquisiti devastati in pubblico e poi asolti e così riscuotendo la prima rata del prezzo del suo lavoro da P.M.) e tantissimi altri. Che ha cercato pervicacemente ogni risalto mediatico del suo caso per ottenere dalla Magistratura un pezzaccio di carta che gli permettesse di eliminare sua figlia. Poteva portarsela a casa, metterla nel suo letto della sua cameretta, chiuderla a chiave, buttare la chiave e andarsene a mangiare. Non è osceno o irrispettoso quel che divo: è solamente vero. Solo che non è ipocrita, come tante persone che siedono in Parlamento o che sono padri.
Complimenti poi, in modo particolare a questo Presidente della Repubblica. Con un clamoroso errore di conoscenza della Costituzione ( andatevi a vedere l'articolo 77 della Costituzione, signori miei) non ha concesso che si salvasse questa disabile e attaccandosi al fumo di una pipa, al nulla, l'ha di fatto condannata a morte. Non contento e certamente con la coscienza sporca e con il rimorso questo Presidente ha tentato di salvarsi l'anima affermando che " chiama come testimone il popolo Italiano": dimentica che lui, con il popolo italiano, non c'entra per nulla, nessuno di noi lo ha votato, lui dimentica che è stato votato solo ed esclusivamente dai suo compagni del centrosinistra, che sono quelli, guarda caso, che hanno sempre voluto che Eluana fosse uccisa. Sono semplicemente pasati dal Quirinale per incassare il prezzo dell'elezione. Oggi questo Presidente se ne esce ancora attribuendo la responsabilità delle foibe del 1942-1946 non al regime comunista di Tito, che voleva impadronirsi dell'italia con la dichiarata complicità del PCI di cui questo Presidente era uno dei maggiorenti, ma - guarda caso - al fascismo. Cioè la vecchia, stantia, vile, pallosa , disgustosa, cialtronesca disinformatia di stampo sovietico.
Grandi figure, degne di questo Colle. Mai come oggi il Quirinale è ostaggio della peggiore politica, con un inquilino che non rappresenta se non la propria parte politica. Al suo cospetto i suoi predecessori diventato giganti del pensiero e della dignità. Specie quel povero democristiano di Giovanni Leone, letteralmente impiccato dal PCI ( di cui era parte massima questo Presidente) che si dimise per dignità.
Complimenti anche al PDL ed a questa maggioranza. Dicono di voler fare una legge - la chiamano testamento biologico - accordandosi con l'opposizione per evitare che vi siano altre Eluane nel futuro. Nel futuro e non ostante questa legge che verrà promulgata, di Eluane ce ne saranno quante ne vorrete, perchè fatta la legge e trovato l'inganno. Finchè la spettacolarizzazione della politica sarà la base per una raccolta di consensi e di voti si troverà sempre un padre o una madre di un'altra Eluana che chiederà di ammazzare qualcuno ben oltre i limiti che una legge imporrà. Non capisco perchè il PDL si è impantanato in questo casino orrendo, si è fatto trascinare nel gorgo politico dal centrosinistra e da Beppino Englaro. Niente legge, signor Beppino e signori politici, niente legge. Ma perchè dobbiamo accettare che uno Stato diventi gtanto pervasivo da venire a ficcare il suo naso nelle nostre faccende private? Niente legge sul testamento biologico, perchè una legge non può evitare che esistano mitomani, pazzi, esasperati che non sopportano le umane vicende, ancorchè riguardanti un congiunto. Ma figuratevi! Una dichiarazione notarile per dire che non volgio essere attaccato alle macchine . Ma saranno si o no cazzi miei? E allora, come sempre è stato fatto, lasciateci almeno morire come vogliamo e che la politica stia fuori dal privato e dall'etica.
Complimenti poi ai due medici ed ai quindici infermieri che hanno sottoscritto con il padre di Eluana un vero e proprio contratto, il cui oggetto era: ammazzare Eluana. Che il prezzo riscosso serva loro per non dormire la notte per il rimosrso.
E sopratutto, complimenti vivissimi al centrosinistra. La lorocoerenza è a dir poco strepitosa. Dunque Eluana deve morire, Eluana per loro deve essere ammazzata, tifo da stadio perchè Eluana sia uccisa. Ma contemporaneamente richiesta di moratoria per la pena di motrte per i peggiori assassini, mostri e simili. Moratoria della pena di morte per tutti, meno che per Eluana.
Questa è la loro coerenza. Ma io li capisco. E sapete perchè ragionano così? Perchè una cosa sola è certa: che Eluana era ed è un'anima candida, non un'assassina, non un mostro. Allora , per loro, che sia libero Cesare Battisti, che non si impicchi in USA un pluriomicida reo confesso, ma che sia condannata a morte questa scema di Eluana, una ragazza per bene.
Onorevole Berlusconi, stia in campana. Non si impicci più con questo Governo che anche io ho votato dei comandamenti della Chiesa. Non si impicci più di questioni etico-religiose e si faccia i cavoli suoi e nostri. Pensi a governare laicamente come ci aveva promesso, senza farsi trascinare da un buonismo ridicolo e fuori posto. Stia attento ai voti.
Gaetano Immè

martedì 10 febbraio 2009

Esordio

Roma 8 Febbraio 2009
Oggi mi gira storto e perciò mi va di riflettere ad alta voce, fra me e me. Poi, se qualcuno sente e vuol rispondere, ben venga.
Ho aperto il mio Blog (L’OPINIONE di Gaetano Immè)(http://wwwgaetano-lopinione.blogspot.com) per sfogarmi con voi e con me.
Per liberarmi del peso che hanno i pensieri, ancorché tenui e leggeri, e le opinioni.
Così, oggi, sentendo che Beppino Englaro ha avuto la brillante uscita di invitare a vedere la figlia sia il Presidente della Repubblica che il Presidente del Consiglio, mi sono reso conto che il dolore, da rispettare certamente, fa uscire spesso e sovente di senno.
Vorrei dire a Beppino: ma invece di chiedere una apposita sentenza, mettendoti così – credo volutamente – al centro di un caso pubblico, non potevi semplicemente rimanere nel tuo privato, portarti a casa tua figlia, metterla nella sua cameretta, chiudere a chiave la porta, buttare la chiave e poi andartene al cinema? Quante volte ci è capitato di sentirci dire, di fronte ad un malato grave, dal suo Medico
“ ma lasciatelo in pace e fategli passare in pace questi ultimi giorni…”? Tantissime. E tutte queste morti, hanno forse comportato qualche conseguenza penale per gli interessati? Non credo, anzi certamente nessuna. Che bisogno c’era dunque di creare tutto questo can can. Ma ve lo dico io, ve lo dico perché a pensar male certo si pecca, ma troppo spesso ci si indovina. Scommetto quel che volete che tra poco – non so quando, ma presto, vedrete- qualcuno offrirà a Don Beppino una lista nella quale candidarsi in virtu’ di una battaglia sulla vita della quale Don Beppino s’è fatto furbescamente attore principale. Sulle disgrazie dei familiari ce ne sono che hanno costruito fortune politiche! Ricordo solo la mamma di Carlo Giuliani ( credo Senatrice o ex Senatrice di Rifondazione Comunista ), la sorella del povero Giudice Borsellino, anche lei candidata in Sicilia per lo stesso partito, la vedova del prof. D’Antona, che milita nelle file progressiste del PD, il figlio di Bettino Craxi, che ha calpestato l’eredità paterna per un piatto di mozzarella andata a male, Di Pietro Antonio che ha avuto un seggio dai DS al Mugello come prezzo per aver fatto morire in carcere Gabriele Cagliari , insomma il nostro Parlamento è pieno zeppo di tali ignobili esempi.
Se ci rifletto, devo sinceramente dire che fra i tre ruoli che recitano in questa tragedia della ipocrisia e della falsità, quale mi appare la vicenda della Eluana, quello che fa una vera figura ignobile è proprio il padre. Certo è dura assistere ( assistere un cazzo, però, dato che Eluana è sempre stata amorevolmente assistita a Lecco nella clinica delle suorine dove si trovava ) un familiare ridotto nelle condizioni in cui giaceva Eluana. Week ends perduti, serate a ballare perdute, films perduti. Insomma una tragedia! Comunque mi piacerebbe vedere la faccio del Signor Beppino quando Eluana verrà da lui stesso condannata a morte per fame e sete. E le facce di tutti quelli che gli hanno dato bordone.
Il Presidente della Repubblica ( not in my name, of corse, Mr Napoletano, never in my name) ha scelto di ripagare chi lo ha eletto con questo regalo politico. Lui, come ha fatto in passato con i cittadini di Budapest nel 1956, con i giovani di Praga poi, con i giovani di Piazza Tienammen, con tutte le vittime italiane del terrorismo, con tutti i milioni di morti nei Gulag sovietici, nelle foibe carsiche, etc, è passato alla cassa ed ha pagato il prezzo del Colle. Semplicemente disgustoso nascondersi dietro vacui formalismi dipinti da merdona nobiltà e vilmente condannare a morte una ragazza. Ora anche Napoletano siede in quel posto usufruendo di tutti i cadaveri che nella sua carriera politica ha calpestato ed in parte provocato.
Termino con il Presidente del Consiglio, che poteva pure svegliarsi prima. Poteva da tempo aprire bocca sull’argomento, tanto hanno parlato tutti, mancava solo lui. Perché dunque si è deciso così tardi?
Per ignavia? Per far bruciare qualcun altro? Per calcolo politico? Devo ricordare,a questo punto, che se c’è stato qualcuno che si è battuto con tutti i mezzi, durante questo periodo, per evitare che Eluana fosse uccisa, bene questo è stato proprio questo Governo, tramite un suo Ministro, il Ministro Sacconi, che le ha provate tutte per evitare questa surrettizia introduzione nel nostro Paese della pena di morte.
La Magistratura è rimasta tracotantemente ferma sulle sue invasioni a gamba tesa nel potere esecutivo, sostituendosi al Parlamento come sovente fa.
Io credo che abbia voluto mandare un preciso segnale a questa vecchia Politica, fatta di formalismi, fatta di “ nenie ammorbanti di rispetto della costituzione “, di minuetti ipocriti ed insulsi. Avete scassato la mischia con questa vecchia Costituzione e con questi balletti ingessati. Fate schifo, davanti ad una persona che muore voi vi nascondete chi dietro la religione e chi dietro una costituzione vecchia di sessanta anni, scritta da gente che sognava di far fare all’Italia la fine della Jugoslavia.
Se volgiamo cambiare la Costituzione lo possiamo fare, c’è un articolo che lo prevede, leggetevi l’articolo 138.
Buster Keaton Veltroni, da ultima barzelletta. Quando parla ormai è da scompisciarsi.
Bella Italia, amate sponde!
Gaetano Immè