Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 16 febbraio 2009

Domenica è sempre domenica

La Domenica non ha proposto grandi temi nuovi nel panorama politico sociale dell'Italia. Ci sono alcune brutte notizie comunque ed alcune riflessioni su argomenti ormai dibattuti.

La Repubblica di ieri ospita un interessante aritoclo di Stefano Rodotà sul DAT , sul testamento biologico che , sotto il titolo, anticato come i mobili falsi, " La nuova legge truffa" si scaglia contro il testo di legge che la maggioranza desidera. In realtà le considerazioni dell'estensore sono completamente da me condivise . In sede costituzionale l'art. 13 pone una barriera invalicabile a chiunque nel senso che la " libertà personale " di ciascuno di noi può avere delle limitazioni determinate in base a Leggi o a provvedimento motivato del Giudice. Nella stessa sede l'articolo 32 va anche oltre, affermando di fatto che " la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Confesso che non sono mai riuscito a capire perchè i così detti Padri costituenti abbiano voluto usare un termine così inutile come " persona umana". Non credo esistano al mondo persone non umane o umani che non siano persone. Forse una delle tante esagerate imbalsamazioni così sovente presenti nella nostra vetusta costituzione. Resta il mio personale disappunto e malumore , anzi, addirittura la mia decisa e convinta contrarietà alla scelta della maggioranza che si è voluta mettere sulla propria testa questo cul de sac di voler a tutti i costi legiferare su un argomento che, Costituzione o non Costituzione, progressi della medicina o non progressi, resta sempre strettamente di competenza propria. Nessuna legge può contare più della mia volontà sui temi etici. Nessun Governo, che non si proponga una invasività sospetta, può permettersi di impormi una Legge che mi detti quel che devo fare sui temi etici della vita. Questo è purtroppo il risultato della violenta spinta che la corrente cattolica del PDL ha di fatto esercitato sul partito per spingerlo a seguire i precetti cardinalizi. Disquisire sulla vita e sulla morte non ha poi troppa rilevanza, serve alla bassa speculazione politica, per il concetto del popolo bue. Il PDL non doveva intervenire su questo argomento, doveva lasciare il tema etico al libero pensiero di ciascuno. Avrebbe ottenuto non solo una immediata grana in meno, ma anche di mettere all'angolo politico il PD il quale, come vedete, ora si batte per una sorta di libertà individuale riferita al caso Englaro, ma contemporaneamente, mentre lascia e concorre a condannare a morte un handicappato, si batte anche in sede internazionale per ottenere, invece, con la moratoria della pena di morte, che incalliti assassini e serial killer condannati alla stessa pena di Eluana in altri Paesi, siano salvati. Valli a capire!

Non mi convince, inoltre, la scelta di consentire l'ingresso - non ne conosco ancora i dettagli, ma resta il fatto in sè - nel PDL dell'UDEUR di Mastella. Come se non fosse bastata l'esperienza con l'UDC di Casini e Follini - esperienza amara, amarissima per me, che l'ha vissuta come un fallimento dell'istituzione maggioritaria creato dal ricatto di un partitino minore - o gli attuali problemi con la Lega che puttaneggia con il PD su molti argomenti perchè spera di ottenere da questo, in caso di crisi di governo, il lasciapassare per ilm Federalismo fiscale, da sempre in cima ai suoi desideri. Ho sentito con le mie orecchie Bossi difendere la Costituzione Italiana per dar giù al PDL e per accarezzare il pelo del PD. Come possa Bossi parlare della Costituzione dopo Venezia, la secessione, Roma Ladrona ed altro, proprio è ridicolo.

Mastella non deve rientrare con il PDL e se verrà accolto sulla base di una sorta di realpolitik o di pragmatismo, riterrò non dico conclusa la mia adesione al PDL, ma sicuramente in via di ridimensionamento. Ma come si fa per quattro voti a mettersi in casa un Mastella! A me questo PDL sembra sempre di più la vecchia Democrazia Cristiana e della peggiore specie. Non sono nato democristiano e nemmeno voglio morirci.

Gaetano Immè

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