Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 25 febbraio 2009

La nota politica dle giorno

E' bello avere un data base, una memoria o un qualcuno che ci ricordi i bei tempi che furono. La storia, dicono in giro, è maestra di vita. Sto parlando di Franceschini e del PD perchè è un tema di attualità e perchè non riguarda solo chi aderisce, simpatizza e milita nel centrosinistra, ma riguarda tutti gli italiani, il Paese, come si dice. Sempre perchè un sistema democratico bipolare, fondato sul confronto e sull'alternanza fra due forze politiche opposte, rappresenta il massimo per le domocrazie rappresentative, dunque un sistema istituzionale al quale dovremmo - uso il condizionale perchè tanti fatti mi inducono a pensare che non tutti i politici nostrani abbiano questo scopo per il bene supremo del paese - tutti aspirare e contribuire a costruire. Una sinistra italiana, abituata a pascolare nelle praterie che la vecchia DC le lasciava a bella posta aperte e dove il PCI poteva tranquillamente pascolare, ingrassarsi sia con i finanziamenti occulti dell'Unione Sovietica sia con i frutti dei vari pascoli italiani lui elargiti dal consociativismo democristiano, si è trovata improvvisamente senza alcun punto di riferimento con la caduta del muro di Berlino. Il progetto del socialismo reale, meglio, del comunismo, era miseramente crollato alla prova della storia e sotto il peso di tanti popoli che si ribellarono al regime oppressivo comunista. Lungi dall'accettare la realtà, invece di ammettere l'impossibilità di tenere ancora in vita un progetto bollato dalla storia e fallito in tutto il mondo, i seguaci del PCI hanno pensato di prendere in giro loro stessi - ma la loro è una vita di illusioni - e l'Italia ed hanno solamente cominciato a cambiare il nome della ditta. E' storia recente, quella degli ultimi venti anni della vita italiana, della sinistra italiana. PDS con Occhetto, poi DS poi PD ma nel frattempo Ulivo, Asinello, prodismo, veltronismo, la musica non cambia. Mentre dunque l'Italia assisteva ad una destra in senso lato che, con fatica ma con sano realismo , compiva lo sforzo di superare i propri errori del passato e riusciva in tal modo a rientrare a pieno titolo nell'arco costituzionale ,al di fuori del quale era stata tenuta dal connubio PCI-DC per quaranta e più anni, tutto questo non accadeva nella sinistra proveniente dal vecchio PCI. Ma non avendo più il suo punto di riferimento, il suo Eden cui fare riferimento, il suo Pardiso dei lavoratori, quella Unione sovietica di Stalin e dei suoi discendenti, ecco che gli epigoni del Migliore si imbarcano, per costruire un qualche progetto politico che le renda più o meno credibili e degni di accesso e recitazione sul palco della politica italiana, in avventure politiche che, guarda caso, esaltano il libero pensiero. E così Longo, Natta, Berlinguer, Fassino, D'Alema e compagnia si sono imbarcati sulle dispute sulla vita, sulla morte, sulla bioetica sostenendo la più ampia libertà di comportamento. Solo che il libero pensiero è strumento difficile da maneggiare per chi è stato allevato con il latte del " pensiero unico" , per chi ha studiato nelle cellule del PCI o a Mosca o, addirittura, alle Frattocchie. Il libero pensiero pone problemi di coscienza, reclama libertà di opinione , tutte questioni che malissimo si adattano a trovare una soluzione unitaria. Ecco gli esempi direi clamorosi di un prodismo basato su una continua mediazione fra forze tenute insieme non da un comune progetto politico ma dal solo antiberlusconismo, di un successivo veltronismo con il coraggioso esordio del Lingotto - andare da soli, costruire una sinistra riformista e non antiberlusconiana, lasciare alle sue spalle la sinistra radicale e verde ormai sconfitta dalla storia da Dio ed agli uomini in tutto il mondo - ma subito domato dalle forze non tanto occulte che non vogliono questo processo di modernizzazione dell'Italia e che, in pochi mesi hanno letteralmente domato il Veltroni del Lingotto trasformandolo in un misero tribuno giacobineggiante che ha portato il PD alla disfatta odierna. Oggi , non sazi di tante sberle e pur di restare attaccati alle loro poltrone, hanno messo l'ultimo utile idiota a governare quel che resta del PD. Assisterò anche alla nascita e dunque anche alla morte del " franceschinismo", qualcosa di orrido. Ma già mi è chiaro, fin troppo chiaro cosa significhi questo nuovo termine, basta guardarsi in giro e vedere qualche appunto di storia politica italiana. Basta riandare all'anno 2008 ( in pieno prodismo, governo Pordi ) e leggere quel che diceva Franceschini ( giuro che si tratta della stessa persona) sulla Costituzione. Compulsato dalla pressione governativa, in una lunga intervista si proclamò fautore di una riforma Costituzionale che partorisse un Presidenzialismo che consentisse, sull'esempio della Francia, al Presidente di avere i poteri necessari tipici del sistema istituzionale presidenzialista. Insomma voleva la riforma della Costituzione, perchè quanto da lui invocato avrebbe comportato una profonda revisione ed una profonda modifica della Costituzione. Oggi invece, questo giovane - vecchio, fermo agli anni settanta, ignorante della vera storia d'Italia ( secondo lui in Emilia Romagna i comunisti e i democristiani si volevano un bene dell'anima....), cinquantenne di età anagrafica ma ottantenne di mente e cultura, si ridicolizza giurando sulla Costituzione e gridando che Berlusconi tenta una sua modifica per accentrare il potere nelle sue rapaci mani. Ma si può avere fiducia, si può credere a questo uomo, si può capire come si possa così repentinamente cambiare idea su temi così definitivi per l'assetto costituzionale del Paese ? Quale fiducia dare dunque a questo " canna al vento del potere " piegato da ogni refolo di vento di sinistra? Ma già oggi il franceschinismo è in crisi. Ci ha pensato Rutelli con la sua terza via per i DAT, per il testamento biologico. Devo dire che, pur restando sempre contrario a questa legge - ripeto e ribadisco che il Governo non doveva farsi trascinare in questa questione etica, ma doveva lasciare che fosse la politica ( la politica non è il Governo, perchè il Governo governa, la politica invece deve mediare fra il territorio e il Palazzo ) a sbrogliare questa triste matassa - trovo la soluzione di Rutelli, al di là dell'aspetto politico che essa rappresenta all'interno del PD, una scelta ed una proposta sulla quale meditare. Con una correzione. Questa: quando l'alimentazione ed idratazione siano forzose, invece di creare una forza ospedaliera che decida sul caso, bisogna dare questo potere ai familiari, i quali devono sentire il medico . Non viceversa.
Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento