Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 14 febbraio 2009

La vigna dei coglioni

C'è qualcosa che stride quando si affronta il discorso su compensi e personaggi pagati dal popolo, attraverso tasse, imposte , contributi e canoni. Sarò invidioso, ma il principio del libero mercato, della domanda e dell'offerta non mi convince. Allora, leggo che Bonolis, per una settimana di conduzione del Festival di Sanremo, percepirà un compenso di Euro 1 milione. Le Stars del video guadagnano sinceramente troppo. Sei milioni di Euro a Benigni l'anno scorso dalla RAI per cinque letture della Divina Commedia, due milioni di Euro per Fabio Fazio, sempre dalla RAI, come compenso triennale per il suo programma biserale " Che tempo che fa", non reggono all'esame del liberismo. Uno dice: è il libero mercato, bellezza, per cui se Benigni produce ascolti e questi producono pubblicità, Benigni prende un compenso adeguato. E così Fazio. Ma è così? Non è così. Se andiamo a vedere gli ascolti, stupiamo. Perchè Benigni viene seguito poco, rispetto, per esempio, a " Quelli che il calcio" o al " Grande fratello ". Allora, come la mettiamo? La mettiamo che tutte le scuse che questi nababbi dicono sono tutte stronzate e cialtronerie. La mettiamo che è assolutamente immorale e da galera pagare queste cifre a questi tizi. La mettiamo che noi siamo proprio la vigna dei fregnoni. La mettiamo che chi amministra un'azienda pubblica, sovvenzionata con i soldi dei contribuenti, deve essere sottoposto al controllo dei proprietari, che sono i contribuenti. Se l'azienda RAI è " nostra" non è il Ministero del Tesoro ad esserne azionista e quindi proprietario ma noi contribuenti. Voi direte: ma la RAI è del Tesoro, dello Stato. Ed io vi rispondo che è così perchè in Italia lo Stato è un pappone che, grazie a una Costituzione statalista e marxista, consente che un Tizio( lo Stato , alias il Pappone) per il solo fatto di essere Stato , si appropria di beni il cui costo è a carico dei contribuenti. Sollevo un problema; la RAI non deve essere semplicemente privatizzata, perchè ,anche se a spezzatino, potrebbe essere acquistata solo dai soliti noti " capitani coraggiosi". La RAI deve essere una " nostra" azienda e quindi deve produrre spettacolo e cultura, deve fare concorrenza alle TV commerciali e non deve essere finanziata con il nostro canone perchè, come le altre TV, deve aziendalmente produrre entrate che determinino le uscite. Ma deve essere il contrario, come invece in RAI accade da sempre.
Nota bene: con simili compensi, la RAI non applica il libero mercato, ma perpetua una casta di superricchi che domani domineranno la nostra economia. Per quali meriti?
Gaetano Immè

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