Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 13 febbraio 2009

Legge o non Legge, this is the question

Passata la bufera, calato il sipario sulla tragedia, impresentabile per un Paese civile, di Eluana, resta l'aspetto concettuale e programmatico. Cosa fare per il futuro? Tutto il Parlamento sta studiando alcune proposte d Legge, di quella Lgge che viene indicata come " testamento biologico". Osservo che in Italia il cittadino, la persona, non ha alcun valore, nè alcuna voce. Questa nostra Costituzione, che tanto viene osannata da una parte politica, ci ha tutti imbalsamati, la persona non vale nulla. Infatti in una compiuta democrazia liberale dovrebbe essere previsto dalla Costituzione la possibilità per il popolo di proporre, via referendum, una volontà, una legge . E invece questa nostra Costituzione, rafforzando il concetto statalista della nostra Magna Charta che prevede il dominio dello Stato sull'individuo, esclude questa possibilità. Ecco, noi persone, per questa Costituzione non contiamo nulla, siamo solo degli oggetti animati di cui lo Stato, nostro padre e padrone,può disporre: ci dice se possiamo nascere, quando possiamo nascere, come possiamo nascere, se possiamo vivere ed ora anche quando possiamo morire.
Da noi è previsto solo il referendum abrogativo, niente propositivo. Dunque, fatta questa premessa, vengo al quesito: Legge sul testamento biologico o no? Questo è il nocciolo del problema.
Sinceramente non condivido la scelta del centrodestra di proporre una Legge, nel senso che in questo caso è il Governo che propone un intervento in tema etico. Assurdo ed inconcepibile. Intervenire con una legge è, ripeto, assurdo ed inconcepibile. In primo luogo perchè sono assolutamente contrario ad ogni intervento governativo che pretende non solo di regolare aspetti etici che appartengono al singolo individuo ( ed io vedo in questa invadenza dello Stato nella sfera propria della persona una violazione della libertà personale di assoluto carattere sovietico ) ma anche di stuprare il catattere laico della società italiana. Inoltre sono anche contrario, fermamente contrario, ai tentativi di regolare per legge, di regolare con interventismo e statalismo, tutto ciò che è contro natura. In tali materie deve prevalere solo ed esclusivamente il pensiero individuale. La società non deve pretendere di regolare quello che appartiene solo a noi. Non deve regolare per legge se io uomo voglio vivere con un altro uomo, non deve regolare per legge se io sto male e quanto devo stare male perchè io venga ucciso, tolto di mezzo, fatto morire.
Nel caso del testamento bioetico questa pretesa di fare una Legge è un trappolone nel quale il centrodestra o è caduto per dabbenaggine oppure, ancora peggio, perchè ha troppo prestato orecchio alle ragioni, peraltro lecite, della Chiesa. Dissento da Berlusconi, doveva tacere su Eluana, il Governo doveva solo starsene in disparte, rispettare la volontà dei cari di Eluana, senza lasciarsi trascinare in questo balordo tentativo di introdurre ancora un'altra legge che limita la libertà personale su temi etici. Io credo che i miei cari o i medici, quando e se avrò la disgrazia di diventare un vegetale ( ma perchè usare il misurino, vedere se ho ancora la produzione di sperma come è stato miseramente scrutata la mestruzione di Eluana, sostenendo tesi vaghe) sanno bene quel che dovranno fare. Come sempre è andato il mondo, una persona si lascia morire. Non è crudeltà , è rispetto. Questo sì che è rispetto. Rispetto della Llibertà dell'individuo, rispetto della vita e della morte, rispetto della volontà del singolo. La mia nascita è fatto privato, la mia sessualità è fatto privato, la mia morte è fatto privato. Lo Stato ne deve restare fuori .
Non condivido quindi la scelta del Governo di indicare un testo per una legge di questa portata, perchè così facendo ha dimostrato chiaramente di aver tradito l'assoluta laicità che ritenevo fosse una delle peculiari caratteristiche del PDL. Così non è, purtroppo. Ma questa non è una posizione laicista o intollerante perchè tutti, liberamente, possono e debbono esprimere il loro pensiero, anche, quaindi la Chiesa cattolica, anche la Chiesa Ortodossa se il problema la interessa. Nè ritengo che manifestare il proprio pensiero sia, se il pensiero è della Chiesa, un'ingerenza, se sia invece di altri, un contributo democratico.
Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento