Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 14 febbraio 2009

Machiavelli o una volgare mistficazione?

Voglio parlare dell'On Violante. Membro del PCI poi DS oggi PD, l'On Luciano Violante è stato Magistrato ed ha portato nel Parlamento l'angolo visuale del Magistrato. Di certo Magistrato. Una vita passata nel PCI di Togliatti, di Longo, di Berlinguer, una vita passata insieme all'ideologia comunista dura e pura, al mito del PCUS, ai finanziamenti in rubli del PCUS, accanto ai carri armati sovietici che invasero Budapest, che invasero Praga, che bruciarono milioni di vite con gulag, con purghe, con stermini. L'On Violante è stato il suggeritore del processo Andreotti, insieme al Giudice Caselli della Porcura di Palermo e di tante altre inchieste annose e costosissime e che poi si sono rivelate solo ed esclusivamente dei castelli di carta, delle illusioni mediatiche che sono servite a rafgforzare temporaneamente il suo potere, la sua carica, il suo clientelaggio. Oggi l'On Violante, con un atto di coraggio, cerca di mettere in ordine il suo passato e cerca di accaparrarsi il posto in Consulta che verrà lasciato libero dalla scadenza del Mandato a favore del Giudice Costituzione Giovanni Maria Flick. E siccome lo scranno o cadrega che dir si voglia è ricca, lui, come si dice, ci si ficca. E fa bene, perchè in Italia puoi dire quel che vuoi, ma se lo dici, qualunque cosa che tu dica, ti fa " apparire", quindi acquisire credito e visibilità. Tuttavia bisogna pur sempre vedere quello che dici. Se vuoi fare il furbetto ti pesco subito con le dita nella marmellata. E così l'On. Luciano Violante, si trova fra due fuochi: la voglia immane del potere e di
quel bramato posto di Giudice della Corte Costituzionale e dall'altra parte il doversi guadagnare quel posto, costi quel che costi, senza riguardo a destra ed a sinistra. La via più facile è quella di accontentare più la destra, che è scettica sul suo nome ( ed a ragione), che la sinistra dalla quale proviene. Ed allora, ecco la trovata. Dice l'On. Violante, dopo una vita nel PCI, che il recentissimo ( due giorni orsono) discorso del Capo dello Stato sulle foibe, gli ha fato capire d'essere stato dalla parte degli assassini invece che con le vittime, con gli oppressori invece che con gli oppressi. Ma va? Sulla via di Damasco, Violante è stato miracolato, ha visto quello che per quaranta anni pur partecipandovi, pur condividendolo nelle decisioni del PCI, pur accadendogli sotto i suoi occhi ( quattro, non solo due) eppure lui non aveva mai visto. Che pena, che schifo, che ribrezzo! A chi la vuol dare a bere l'On Violante? Sconcerto a destra , ma anche a sinistra. Cacciari l'ha già battezzato come merita. Piero Melograni, storico di vaglia ex comunista ed uscito dal PCI proprio nel 1957 a seguito dei fatti di Budapest col famoso "Manifesto dei 101" si è limitato, per carità di patria, a dire che " gli storici comunist hanno sempre raccontato balle". Persino l'On Macaluso , pur nella sua estrema rigorosità morale, non può fare a meno di bollare l'On Violante come uno " che vuol liberarsi la coscienza" ( dai crimini ai quali ha partecipato, bisogna aggiungere). Non ho ancora notizie su cosa pensi Giampaolo Pansa di Violante.
Non so voi, cosa ne pensate. Io penso che l'On Violante non abbia il dovuto coraggio civico di ammettere tutta la verità e quindi tenti di cavarsela con un revisionismo da quattro baiocchi, buono per salvare se stesso, buonino per accreditarsi a destra, buono per non entrare in aperto conflitto con la sinistra. Insomma, moralemte assai riprovevole. Uno che gioca con la coscienza non può sedersi su uno scranno talmente elicato.
E poi, non vi sembra una bella presa per i fondelli?
Gaetano Immè

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