Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 15 febbraio 2009

Passata la sera di San Valentino, schivata la forzata serata dell'amore per ordine ricevuto di staliniana memoria, torno ad occuparmi di quanto abbiamo vissuto recentemente e dei temi politici che urgono.

Svetta, su ogni altro, l'aspetto della laicità dello stato. Non si tratta, ripeto, di bollare ome interferenza o ingerenza, più o meno indebite, le manifestate opinioni della Chiesa sui vari aspetti della vita civile italiana, quanto di verificare se, in linea ideale, veramente ci troviamo in uno Stato laico. In senso storico, sommariamente, posso rilevare che con la soppressione per via giudiziaria del PSI carxiano e con la consengente eliminazione di altri Partiti politici come il PRI ed il PLI, al movimento laico si apriva una vera e propria autostrada nel panorama politico italiano. Ma nessun partito ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia, nè il Partito Radicale di Pannella e Bonino, posizionato su posizioni laiciste addirittura fastidiose, anacronistiche ed anche fastidiose, nè tanto meno le varie formazioni politiche di sinistra costruite man mano. All'inizio del suo irromepere sul panorama politico italiano, sembrò che la Casa delle Libertà avesse l'intenzione di occupare, ed io aggiungo molto saggiamente, i vasti spazi laici e moderati che la scomparsa dei suddetti vecchi partiti aveva lasciato liberi ed occupabili. In tal senso fu positivo che nella Casa delle Libertà avessero trovato spontaneamente ospitalità e residenza personaggi di spicco e spessore notevole provenienti dai partiti ai quali accennavo prima. Basti pensare all'On Cicchitto ed al Sen. Paolo Guzzanti, elementi paradigmatici del pensiero laico moderato.
Ma da allora ad oggi ho assistito, peraltro molto amareggiato, ad una minore importanza di questa componente nell'ambitodella Casa delle Libertà ed ora del PDL. E se l'On. Cicchitto è ancora uno dei suoi capisaldi e portavoce, il Sen. Guzzanti è addirittura fuoriuscito dal PDL per motivi propri. In questi anni, inoltre, ho assistito ad uno strisciante travisamento di tendenza nel senso che, man mano, l'elemento cattolico è andato sempre più invadendo e ricoprendo - come un fiume che esonda - lam porzione laica del PDL. Ricordiamo tutte le traversie poste dall'UDC di Buttiglione, Follini e Casini, quelle poste da AN e rilevo anche le nuove posizioni possibiliste fatte emergere dalla Lega nei confronti di una minore laicità dello Stato concesse pur di ottenere il via libera al Federalismo che costituisce una tappa vitale per la Lega stessa. Oggi come oggi, la corrente cattolica del PDL risulta non solo predominante ma anche assolutamente invadente, nel senso che sta portando il PDL verso una deriva decisamente gradita ad oltretevere. In altri termini, vedo nel PDL una preoccupante rassomiglianza, man mano che cresce, con la vecchia balena bianca, con la DC di Forlaniana memoria quando questa non era un partito degli italiani, ma il partito dei cattolici, che è cosa ben diversa. Alcuni obiettano che questo decadimento verso posizioni clericali è essenzialmente dovuto alla morte del precedente papa polacco, portatore di una politica vaticana che consentiva una certa laicità dello Stato, mentre invece questo nuovo Papa viene interpretato come un guardiano del Faro molto più chiuso rispetto alle esigenze laiche dela gente comune. In queste sabbie mobili, viene a galla impietosamente, il carattere assai poco laico del PDL. E Berlusconi, che si limita ad interpretare e con molto successo, quel che pensa la gente, di fronte al problema che sto ponendo, molto pragmaticamente sceglie la posizione che accontentando il mondo cattolico dell'universo mondo, scontenta solo una parte minoritaria del PDL, quello laico, peraltro caratterizzato da una enorme dose di naturale tolleranza per le idee altrui. Insomma, anche Berlusconi appare aver perduto quel tocco laico che aveva o del quale si era dipinto all'atto della sua discesa in campo politico. Io non so dire se questo sia un bene o un male, nè se sia un bene o un m,ale un atteggiamento machiavellistico del PDL che guarda ai fatti concreti tralasciando, come in questo caso, le intelligenze e le sensibilità laiche ad un ruolo non dignitoso. Esemplare è il caso del testamento biologico, esemplare l'accodamento, a mio modo di vedere cieco, assoluto ed acritico, del PDL intero al punto d vista dell'anima cattolica del PDL. Sì alla Legge per non avere altri casi Englaro. Ecco che quindi il dualismo PDL e PD da un confronto asolutamente politico è stato, su questo fatto, fatto degradare ad una lotta fra cattolici e acattolici. E ci ritroviamo, nostro malgrado, decenni indietro. E allora? Dove sono i nostri capataz laici? Sta loro bene questo andamento? Finora ho ascoltato dissensi e critiche solo da simpatizzanti, mai da uomini di punta. Non sarebbe ora di chiarire questo problema nel PDL ?
Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento