Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 3 marzo 2009

Chi si approfitta sempre di tutto. Un esempio lampante

Nel 1948, quando entrò in vigore la nostra Costituzione, gli italiani erano all'incirca 40 milioni. Oggi essi sono quasi 60 milioni ( per l'esattezza -fonte ISTAT - 57 milioni). Dunque grosso modo possiamo dire che fra il 1950 ed oggi la popolazione italiana è aumentata di 20milioni.
Dunque è aumentata del 50% rispetto a quella del 1950.
L'articolo 75 della Costituzione, che regolamenta l'istituto del referendum popolare, fu scritto nel 1948 ed il limite delle 500.000 firma ivi indicato e previsto deve essere contestualizzato. Se la Costituzione è la legge madre che regola le nostre esistenze, i nostri diritti, i nostri doveri, essa deve tener conto dell'evoluzione demografica e storica, altrimenti anzi che chiamarsi Costituzione dovrebbe chiamarsi loculo, bara, sarcofago o simile.
Questo vuol dire, in modo assai diretto, che quel limite di 500.000 firme oggi dovrebbe almeno essere di 750.000 firme. Dico almeno, perchè non ho volutamente addentrarmi nell'influenza della informazione sui temi che vengono regolamentati dal citato articolo 75.

Far giungere le dovute informazioni a 500.000 persone, informarle ben bene ed approfonditamente sulle varie leggi era indicare una porzione di popolazione che nel 1948 poteva presumersi essere approfonditamente colta sugli argomenti. Oggi fra TV, giornali ed altro ritengo che questo spicchio di acculturati possa essere, per restare generosamente cauto, addirittura stimato in almeno 1.000.000 di persone.

Sento parlare dall'On Di Pietro dell'intenzione di raccogliere le firme per indire non so quanti referendum. Certo che è facile: raccogliere solo 500.000 firme , sapere che, se il referendum andrà a vuoto , paga sempre il coglione del cittadino, comunque far spendere soldi dello Stato ma usufruire della mediaticità che la paternità di un referendum porta al promotore, è come voler vincere facile facile. E' approfittare, è una sorta di appropriazione indebita seppure concessa dalla dormienza delle istutuzioni che ben volentieri non si accorgono e non denunciano queste vistose pecche della nostra Costituzione. D'altra parte non a caso questo uso et abuso del referendum viene dall'On. Di Pietro: egli è stato magister nell'utilizzare cinicamente la fama costruitagli dalla stampa durante Tangentopoli mentre era uno stipendiato dello Stato, tale da consentirgli che tale know how ( ripeto pagato con i soldi nostri) venisse da lui sfruttato in prima persona. Così, sicuro e certo della sua futura , diciamo carriera politica, certo delle promesse che la sinistra gli aveva garantito come prezzo dell'uccisione dei nemici DC e PSI, egli potè fare il beau gest di dimettersi dalla Magistratura intorno ai 45 anni. Roba da non credere! Con quale animo un uomo rinuncia ad uno stipendio favoloso per seguire, come diceva lui, gli iseali? Ideali un bel cazzo! Un posto, da senatore, da senatore dei DS, ex PCI, nel nostro Parlamento.

Rivediamo questa Costituzione, aumentiamo il numero delle firme da 500.000 ad almeno 1 o 2 milioni di firme, rendiamo veramente sacra la Costituzione e non alla portata di melle referendum anche per il colore delle caramelle, sopra tutto prevediamo che l'onere economico sostenuto dallo Stato in caso di mancanza del quorum sia a carico del promotore.

Insomma, vogliamo adeguarci al 2009 o vogliamo restare a stronzeggiare nel 1948?

Gaetano Immè

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