Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 31 marzo 2009

Come Cavour, fatto il PDL ora bisogna fare...il PD.

Sulla fondazione del nuovo PDL discuterò tra qualche giorno. Ora voglio guardarmi intorno e leggere quel che ne pensano gli altri.



Nella spasmodica ricerca di un leader nuovo, il centrosinistra , ora, fa la corte a Fini. E' incredibile! E' bastato che Fini dicesse, come sempre le ha dette, cose diverse da Berlusconi sul testamento biologico, sul referendum ed invitato ad attuare la modifica della costituzione in senso presidenzialista collaborando con la sinistra, ed ecco trovato l'antidoto a Berlusconi, ecco il nuovo Leader del centrosinistra e comunque ecco chi disarcionerà Berlusconi. Una vera ossesione.



Su Il Manifesto di oggi Rossana Rossanda esordisce affermando che..." Non credo che il fascismo sia alle porte..." ma poi chiarisce meglio il suo pensiero. E, ovviamente, il fascismo è già presente.
Ve lo trascrivo il suo pensiero, perchè dovete sapere quel che pensa di voi Rossana Rossanda. "....avendo gli italiani un'antica tendenza a farsi, da popolo, plebe; oggi non più stracciona, ma piccolo e medio borghese, egoista e sorda. Questa massa sarebbe anche disposta a benedire, come i suoi nonni liberali, un fascismo tale e quale...". Per la maestrina, la democrazia vale solo quando vincono loro. Quelle parole sono uno sfregio per tutti coloro che non votano per il centrosinistra, essi sono non un popolo, ma una plebagglia miserabile, incolta, stronza, cogliona, fascista dentro. Solo Lei ha capito tutto, solo quel che desidera Rossana Rossanda è il buono ed è solo Lei che può stabilire per tutti quello che è buono e quello che è brutto.

Non le è da meno il Socrate de noantri, il pensatore dei teoremi sbagliati, colui che ha previsto tutto e tutto sbagliato clamorosamente. Eugenio Scalfari, su Repubblica, scrive, parafrasando Mina ( ma guarda com'è ridotta la politica!)" fortuna che tu ( Fini) esisti!". Non aggiunge "...sei come il sole che ripaga di giorni brutti..." ma anche peggio. Anche lui innalza Fini a Leader della sinistra. Per il solo fatto che Fini abbia idee diverse da quelle di Berlusconi - ma non è certo il solo - su alcuni punti, per il solo fatto che, contrariamente alle sue abitudini secolari sempre all'insegna dell'"obbedisco compagno", in un partito popolare vi sia un dibattito interno che non soggiace al monolitismo di stampo comunista, per questo solo fatto Scalfari afferma " meno male che c'è Fini". Ma ve lo ricordate questo gran maestro, quando voleva Fini fuori dal Parlamento, quando con i compagnucci s'era inventato l'arco costituzionale, quando teneva gli italiani che non fossero collusi come il PCI con la DC sotto giogo e sotto scacco? Oggi ammette pubblicamente non solo la sconfitta del PD e di tutti i suoi segretari, non solo la sconfitta sancita dalla storia della stanca ideologia comunista e dossettiana, ma sopra tutto, confessa che non esistendo nel PD alcun vero e concreto progetto politico, l'unico progetto politico che andrebbe bene a Scalfari è quello di Fini. Non per quello che Fini propone in sintonia con Berlusconi, ma - ca va sans dire - solo per quei tre punti, peraltro anche qualificanti, sui quali il pensiero di Fini , come anche di altri, non si appiattisce su quello della maggioranza del PDL.
Cosa resta, dunque, del PD?
Un segretario tipo bulleto della Roma antica, della Roma del 1950 quandopassare da un quartiere ad un altro era denso di pericoli di agguati bulleschi, di sassaiole. La sfida a Berlusconi. Ma ve lo immaginate Voi il leggenDario, occhi e sguardo truci , Presidente del Consiglio che sfida i Capi di Stato?

Ma non fatelo stare zitto, però. In giro, di film comici, non ce ne sono.

Gaetano Immè

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