Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 18 marzo 2009

Dimmi come parli e ti dirò....

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Vecchio detto popolare. Dimmi come parli e ti dirò chi sei. Infatti, resto perplesso e sbigottito da come parla, specie a Ballarò , Franceschini .
Franceschini ha un atteggiamento verbale semplicemente disgustoso: recita malamente un ruolo, quello di segretario di un grande, in teoria, parito politico senza avere il carisma, le conoscenze, la capacità oratoria e l'aplomb esteriore che sono le caratteristiche di un grande Leader. Essendo stato sempre un gregario e mai un capo, si trascina dietro tutti i difetti di chi vuol recitare non sapendolo fare. L'atteggiamento stesso di Franceschini, col suo ridicolo sguardo truce, con il suo parlare con tono saccente da comandante, con il suo scimmiottare un Leader,con il suo costante riferimento a creare agitazioni demagogiche ed a fare propaganda apocalittica, risulta semplicemente ridicolo . Pare un chierichetto uscito da una sagrestia che vuol diventare una sorta di buttafuori forzuto. E' una caricatura cialtronesca di un vero Segretario Politico. Un capo carismatico parla con la calma di chi vuol far capire le cose che dice, non si rifugia nei massimalismi catastrofici perchè ha coscienza di poter influenzare negativamente il suo Paese, espone le proprie idee, i propri progetti con la calma dei responsabili e dei forti e di chi ha una chiara visione politica di insieme e di chi sa bene di cosa il Paese abbia bisogno. Franceschini " pretende" con una oratoria ed un atteggiamento ducesco quello che ogni uomo, invece, si deve conquistare: la stima. La stima, la credibilità politica non derivano dall'occupare una cadrega ma da ben altri fattori. Il principale fattore è quello di sapere bene quali siano le cose delle quali il benessere del proprio Paese ha bisogno. Franceschini, invece, propone solo operazioni demagogiche che non fanno per niente bene al proprio Paese e che servono solo a raccattare qualche miserabile voto. Andatevi a rivedere come parlavano, faccio tre esempi solo, De Gasperi, Togliatti, Craxi. Nessuno urlava contro l'avversario, nessuno usava toni apocalittici, nessuno assumeva posture ducesche e sguardo truce alla " giustiziere della notte". Quando un leader ha dentro di sè un compiuto progetto politico che faccia del bene al suo Paese non è mai costretto a fare la guerra all'avversario sul piano personale, come fa Franceschini, ma porta la discussione sul piano teoretico del progetto e quindi non assume posture catastrofiche ma toni paragonativi e quindi ragionati. Ecco perchè, pur senza nulla di personale, ritengo del tutto ridicolo il modus apparendi di Franceschini: questa sua saccenteria, questa sua animosità verbosa e livorosa, questa suo voler apparire il duro che non è, questa sua specie di bullismo politico che ha introdotto nel panorama politico italiano fa addirittura rimpiangere Walter Veltroni e squalifica tutto un parito che segua acriticamente un simile pagliaccetto simil segretario. Il bene di un Paese si costruisce con un valido progetto politico, che ovviamente tenga anche conto delle classi sociali più disagiate per le quali, diciamo anche questo, proprio gli eredi dei democristiani postcomunisti come è Franceschini, hanno avuto settanta anni di tempo senza che nulla di organico fosse fatto. Ed ancora oggi, davanti ad un piano organico degli ammortizzatori sociali come quello varato dal Governo, ancora oggi Franceschini reclama piccole misere e sporadiche elemosine che possono pur giovare nell'immediato, ma che rappresentano certamente una umiliazione per i beneficiari relegati sempre al ruolo di questuanti. Qualcuno dovrebbe spiegare a Franceschini ed a tutto il cattocomunismo che esiste una profonda differenza fra " carità" e " sostegno organico" e fra " parassitismo ed elemosine " e " opportunità di lavoro ed incentivi".
Sono sessanta anni che la DC ed il PCI ed i loro epigoni hanno governato e mai hanno pensato a risolvere queste questioni. Ed hanno pure la faccia tosta di usare toni insolenti e apocalittici. Ma non sanno cos'è la vergogna....
Gaetano Immè

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