Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 12 marzo 2009

Elemosine e risanamento. Due politiche diverse.

Siamo nel 2009 e le elezioni europee si avvicinano. Ecco ripartire dunque la propaganda elettorale più sconcia e meschina che ci sia, perchè, pur di cercare di acchiappare voti la sinistra gioca sulla pelle dei poveri disgraziati che dovessero perdere il posto. Il PD infatti, evidentemente privo di un serio e vero progetto istituzionale che regolarizzi chi dovesse perdere il lavoro , a caccia di quqalche voto di bassa lega, a corto di progetti attuali, propone un contributo di solidarietà per chi dovesse perdere il lavoro, realizzato attraverso una tassazione supplementare del 2% sui redditi superiore ad Euro 120.000,00 annui. Non si tratta, è evidente, di una misura organica e stabile, ma di una vera e propria elemosina che Il PD vorrebbe elargire a chi perde il lavoro con i soldi di chi lavora e paga le tasse.

Nell'anno 2005 gli italiani che hanno dichiarato un reddito complessivo superiore a 125.000,00 sono stati 177.120, su un totale di contribuenti pari a 40.740.000. Si tratta delle 0,43% delle dichiarazioni totali. I redditi dichiarati complessivamente da costoro sono ammontati ad Euro 34.338.593.000. Pertanto il contributo del 2% ammonterebbe a complessivi Euro 68 milioni.
Se si calcola in 1.000.000 i possibili beneficiari della misura, ad ognuno spetterebbe la somma di Euro 68. Una vera elemosina. Non sorprende che proprio coloro che avevano definito elemosina la social card ( che ogni mese fornisce 40 Euro ), il bonus bebè e quanto alltro stabilito dal Governo nella pacchetto welfare, misura che si stanno ancora oggi modificando in misura positiva, se ne escano con una ridicolaggine del genere.

Ma, dicevo, non deve prendersi sul serio quel che dice oggi il PD. Stanno facendo solo campagna elettorale per le Europee e guardano solo i cavoli loro, della casta de sinistra. Non sorprende quindi che quelli che hanno abolito lo scalone Maroni che avrebbe consentito un risparmio tale da lasciar tranquilli i senza lavoro, coloro che hanno aumentato le tasse a tutti, coloro che hanno abrogato, via referendum, la riforma costituzionale varata dal precedente Governo di centrodestra che avrebbe dimezzato casta politica e non politica ed anche istituzionale ( vedi Provincie e simili), oggi, sconfessando se stessi, chiedano una misura simile. Una cosa semplicemente ridicola.

Da un punto di vista ideologico, poi, questa proposta dimostra inequivocabilmente come la visione d el mondo e della società della sinistra è una visione statalista e statocentrica. Essi confondendo le cause con gli effetti, propongono misure che tentano di porre un rimedio agli effetti senza assolutamente curarsi di eliminare le cause di tali effetti. Se, infatti, le aziende licenziano è perchè nel Paese langue la produzione, languono i consumi. Se si vuole fare un'azione seria e concreta, occorre predisporre dunque misure affinchè le aziende non licenzino. Dunque dobbiamo dare un aiuto alle imprese , a tutte le imprese e non solo alla FIAT, dobbiamo allargare gli ammortizzatori sociali. Per sostenere le imprese dobbiamo garantire loro il finanziamento bancario e spingere la domanda dei beni. Per spingere la domanda dei beni possiamo anche ricorrere alle una tantum da misericordia, ma dobbiamo sopra tutto toglierci dalla mente che con misura come il salario garantito la situazione possa migliorare. Sarebbe un autogol formidabile, che spingerebbe imprese e lavoratori le prime a licenziare per non pagare contributi ed i secondi a prendere il sussidio e lavorare a nero. Occorrono misura per tutta l'economia, non sussidi miserandi.

Gaetano Immè





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