Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 17 marzo 2009

Riuscirà l'Italia a trovare finalmente un assetto civile?

Sono sbigottito ma non sorpreso dai rantoli politici che provengono dall'ormai moribondo PD. Un anno fa, Veltroni iniziava la sua marcia solitaria verso un sistema bipolare con il suo PD, affossava contemporaneamente il governo Prodi con una linea politica perdente nell'immediato ma di grande futuro. Erano le premesse, coraggiose ma utopistiche, per la costruzione, con cinquanta anni di ritardo almeno, di un vero partito socialdemocratico e riformista, che buttasse finalmente alle ortiche i ferri vecchi delle ideologie comuniste superate e sconfitte dalla storia e dagli uomini. Un percorso che, in Italia, fu iniziato solo dal PSI di Bettino Craxi il cui progetto politico vinse alla grande le grandi battaglie degli anni ottanta ( svalutazione galoppante, terrorismo nazionale ed internazionale, politica estera nuova, etc). La cecità e la pochezza degli uomini della sinistra però, la loro perfidia e la loro mancanza di coraggio intellettuale, uccise il riformismo craxiano, tramite il braccio armato di una Magistratura illiberale, liberticida e onirica. La fragilità intellettuale della sinistra italiana, che non si è mai liberata della zavorra del suo passato , non ha consentito però di dare un seguito coerente al discorso del Lingotto di Veltroni ed immediatamente, per paura di perdere consensi fra i suoi militanti privi di convincimenti politici che non fosse il solo meschino e viscerale antiberlusconismo, Veltroni ed il suo staff dette la prima coltellata al bambinello, alleandosi con l'Italia dei Valori di un Di Pietro che era chiaro fosse, essendo stata cancellata dal Parlamento tutta la sinistra antagonista e massimalista, il condor pronto a succhiare il sangue ed i voti da sinistra e dal PD. Le elezioni della Sardegna hanno dimostrato la pochezza del progetto del PD che è stato capace non solo di perdere la Regione, non solo di perdere ancora consensi ritrovandosi ad un miserevole 24% scarso, ma addirittura di regalare a Di Pietro un otto per cento frutto del solo antiberlusconismo. Fatto fuori Veltroni, con la scelta del chierichetto Franceschini il PD si è definitivamente suicidato. Sono bastati un paio di mesi e tutti hanno capito che Franceschini non ha fatto altro che ergere muri invalicabili, assumere posizioni antiberlusconiane d'antan, attaccare il PDL con una violenza verbale talmente meschina che tradisce la mancanza di un vero progetto politico e di vere idee, con proposte campate in aria o semplicemente ridicole - voglio ricordare la proposta del salario garantito per chi perde il lavoro quando vi sono tutti i così detti ammortizzatori sociali in piena evoluzione per adattarli alla crisi mondiale, volgio ricordare la campagna di odio e di veleni contro tutte le iniziative del Governo che andavano comunque a vantaggio dei cittadini , misure tutte bollate come elemosine e simili - per cercare di non perdere ulteriori consensi a favore di Di Pietro. Ma la realtà dimostra l'agonia del PD, privo di una spinta vera, riformista, laburista, bipolare, privo di personaggi carismatici che abbiano capacità attrattive e coagulanti per tutta la base - base fragile, perchè essa è un coagulo di vecchi democristiani dossettiani e dei residui del vecchio, sconfitto e defunto PCI - ed ormai pronto alla sua estinzione. E da qualche giorno, scomparsi i vari Bersani, D'Alema, Visco, Letta, Finocchiaro, Rutelli, Marini, Fioroni ecco l'ultimo tentativo. Per non annegare nel mare del nulla ci si attacca a qualsiasi cosa sia capace di fare dimenticare, anche se solo per un istante, il nulla di oggi. Ecco spuntare fuori l'ipotesi di un Montezemolo a capo del PD e, sopra tutto, ecco il ritorno che meno fa onore a tutta la sinistra. Il ritorno di Prodi, il vendicativo. Si torna , oggi, alla sinistra che comporenda tutti, dai teodem a Luxuria, si torna indietro di due anni. Anzi torna la sinistra indietro di due anni. Un progetto politico fallito, non fatto fallire da Mastella, ma fallito ed imploso per le sue carenze, viene ora ripitturato in fretta e furia con i colori della speranza e della pace. Un PD che si attacca a Montezemolo è ridicolo, ma un PD che abbia la faccia tosta di riproporre Prodi ed il suo Ulivo è semplicemente demenziale.
Tutto questo, mentre il centrodestra tra una settimana, con qualche discussione ma senza tutte queste sceneggiate del centrosinistra, fa nascere il Popolo della Libertà, un grande partito a vocazione bipolare come ogni moderna democrazia pretende e vuole. Come il popolo italiano ha chiesto con tutte le sue ultime votazioni, sia nazionali che locali.
Non sono ottimista per il PD. Non esiste nel centrosinistra un leader capace di coagulare culture diversi e progetti politici diversi in un partito che non sia solamente antiberlusconiano ma veramente riformista. Tutta la nomenclatura del centrosinistra è carente in tal senso, troppo limitati gli afflati veramente riformisti e liberali dei suoi uomini, troppe radici lontane ma ancora vive anche se sotterranee riportano molti dei suoi uomini al comunismo ed alle sue ultime devianze. Insomma dobbiamo sperare che il PD riesca a trovare una leadership che sia in grado di creare finalmente questo partito di centrosinistra a vocazione bipolare, riformista e non massimalista. E' quello che chiede l'Italia, sia di sinistra che di destra. Ed il mondo intero.
Gaetano Immè

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