Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 28 aprile 2009

Prima hanno sfasciato la Scuola , oggi si meravigliano!

Noto, con sommo stupore, che dopo la sortita di Berlusconi sulla ideologizzata ricorrenza del 25 aprile che ha sparigliato i vecchi sepolcri imbiancati del resistenzialismo professionale e remunerato, anche la stampa di sinistra si interroga in vario modo su questa ricorrenza.

Qualcuno, meno politologo e più pragmatico e didattico, ha voluto verificare se e come gli italiani conoscono questa ricorrenza. E' il caso de Il Riformista di oggi sul quale la condivisibile professoressa Anna Chimenti scopre che moltissimi italiani non solo non sanno bene cosa significhi questa ricorrenza ma neppure in quale anno preciso si sia verificata. E da questa constatazione , evidentemente amara, trae conclusioni desolanti. Fra le " scoperte" della Chimenti essa cita come purtroppo nelle scuole la materia più consona, l'Educazione Civica ( testuale) " ...è negletta...". Negletta, ha scritto proprio così. E si vede che mentre io sono vissuto nella Scuola italiana negli anni dal 1968 fino al pensionamento, molti altri, fra i quali forse anche la Chimenti, vivevano in altri Paesi o magari in quello dei Campanelli.

Così si mistifica la realtà: perchè la pura verità, che la Chimenti si guarda bene dal dire, forse per non dispiacere troppo il proprio editore, è che quella materia fu violentemente avversata da tutto il management scolastico di sinistra. Se non lo sapesse per esperienza diretta, si informi. Altro che negletta. Minimo minimo fu presa a calci in culo e non solo dai professori dell'immediato sessantotto e da quelli dell'immediato 70, ma anche e sopra tutto da tutti i Ministri di sinistra che hanno voluto omologare la cultura della scuola pubblica ad una sorta di scuola elementare allungata. Ma mi faccia il favore! avrebbe deto Totò! Ecco questo cadere dal pero, questo fingere di essere sorpresi da una situzione indegna della scuola alla formazione della quale hanno partecipato sia la sinistra che l'ignavia della DC, è veramernte vomitevole. Nulla di personale con la professoressa Chimenti, della quale , a parte questa sua ipocrisia a voler apparire come Alice nel Paese delle Meraviglie che può stupire solo qualche allocco e qualche beccafico, apprezzo e condivido lo spirito dell'articolo, ma non è accostando subdolamente l'aggettivo " negletta " al cognome " Gelmini " , e quindi per riflesso pavloviano, all'attuale Governo che, al contrario è il primo che sta tentando di ripristinare lo studio di detta materia, che la professoressa ed il Riformista portino un onesto, corretto e reale contributo alla verità.
L'educazione civica FU AFFOSSATA dalla sinistra, dai professori di sinistra, dalla scuola berlingueriana e post Berlinguer sotto l'alibi che l'insegnamento delle regole costituzionali e della sua storia poteva essere strumentalizzato. Un capolavoro di pura ipocrisia. E allora, visto che c'è sato questo 25 aprile 2009, visto che da oggi in poi questa festività torna ad essere quello che effettivamente è stato e cioè " festa della liberazione da ogni forma di totalitarismo " ( e non solo di quello fascista, tanto per essere chiari), così come v'è stata una dolorosa ma responsabile accettazione di non equiparare i giovani repubblichini ai resistenti, così sarebbe ora che l'onestà intellettuale prenda il sopravvento sugli interessi di mercato che purtroppo troppo spesso guidano le penne.
Cordiali saluti.
Gaetano Imè

lunedì 27 aprile 2009

E' l'ora delle scelte definitive per il PD

Escludere i reduci di Salò dall'essere equiparati ai reduci partigiani, seppure ai fini pensionistici e basta, ha il sapore del prezzo della sconfitta. Non certo quello del rispetto dovuto a tutti quelli che in buona fede, si batterono per fare l'Italia migliore. Chi sbagliando - molti partigiani e tutti i repubblichini - chi dalla parte poi rivelatasi giusta. Tutti gli altri. Si tratta di un credito che conservo nei confronti di coloro che hanno sposato la tesi negazionista e che ben volentieri, per il bene del Paese, sacrifico sull'altare della memoria condivisa. La vittoria, nelle guerre d'ogni genere, ha il suo corrispettivo, e , rovescio della medaglia per chi perde, il suo prezzo. Va bene così. Era infatti assolutamente intollerabile sentire da sessanta anni circa attori e tecnici della scena politica italiana rinfacciarsi le scelte d'antan, quando è assioma universale che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli. Intollerabile e squallido. E squalificante sulla scena internazionale. Certo, anche vedere un Franceschini- dico il segretario del PD mica un signor nessuno o un Bersani qualsiasi - che da un lato trama in Parlamento come un Richelieu da politicuccia meschinella per far cadere la proposta sicurezza del Governo sugli CIE e poi, quando quella proposta viene bocciata, squittire contro il Governo perchè non ha mantenuto la promessa sui CIE, disgusta anima , cuore e cervello. Ma seguo Dante, per il bene del Paese, anche se devo contare fino a cento. Non ti curar di lor, ma passa e vai. Ma il problema resta ed è un grande ed attualissimo : dopo questa orgia di melassa pacificatrice, dopo aver letto i riconoscimenti, umani e politici, che gente come Scalfari, Barenghi, Mancina ecc hanno rivolto a Berlusconi per la festa del 25 aprile scorso, il problema della guida del PD, partito d'opposizione , resta e si complica.
Dunque la scelta di Berlusconi di festeggiare, comme ha fatto ad Onna, il 25 aprile 2009 è stato un evento politico e sociale di portata e natura storica. Infatti questa equiparazione delle due o tre resistenze italiane nel solo nome della " libertà del Paese da ogni totalitarismo " ha cancellato, seppure sia mai esistito, lo scollamento , che alcuni raffinati politologi intravedevano fra il successo berlusconiano nel voto e la sua perfetta legittimazione con la storia di questo Paese.
E, sempre a mio giudizio, ha reso possibile che il proscenio politico italiano ed anche internazionale percepisca ora, piu' che ieri, l'assenza in Italia di guerre arcaiche, medievali ed ideologiche nonchè la nascita e lo sviluppo, sempre in Italia, di una storia almeno accettata e condivisa e quindi di correnti politiche che adeguatamente rappresentino in politica questo ormai comune senso storico. Dunque il passo compiuto da Berlusconi - e che questa Segreteria di questo PD poteva anche mettere in pericolo con le sue smargiassate - non può non significare un invito, perentorio e deciso, alla politica italiana di seguire una storia condivisa e quindi di vedere la realtà sociale e politica di oggi non solo lontana da ogni tentazione totalitaristica ed autoritaria ma anche riconducibile ad un istituzionalismo bipolare. Dunque un invito al PD di oggi di cambiare Segretario e di trovare un progetto ed una linea politica che, pari pari a quella dell'opposto PdL, abbia come scopo unico, il bene del Paese e non quello dei singoli partiti.
E' da questo punto di vista che è risultato prima ed è oggi ancor di piu' del tutto inconcepibile l'alleanza del PD con l'IDV di Di Pietro. Per decenni e decenni la scena politica italiana ha assistito alla così detta " organicità" di una parte del mondo intellettuale alla sinistra; erano i tempi del PCI e sopra tutto, era il secolo scorso e quindi vivevamo nel secolo che aveva prodotto le grandi ideologie, i grandi totalitarismi, le grandi guerre. Ma il progetto politico dell'allora PCI esisteva, poteva atttrarre o no, ma esisteva e non vi è dubbio che la società si dibatteva fra varie ideologie nella ricerca di un modello di vita sociale adeguato alla sua storia e cultura. Dunque pur con tutti gli errori - e sono stati tantissimi ed incancellabili - ed i marchi d'infamia ( si pensi al Manifesto contro Calabresi, si pensi all'accondiscendenza verso i " compagni che sbagliano", si pensi a Budapest, a Praga, a Tienammen, ecc) esisteva un'intelletualità organica al progetto politico del PCI d'allora. Poi, tutto è crollato. Dal 1989 ad oggi nulla è risorto su quelle ceneri, nulla. Solo un PD che però non può piu' vantare un progetto politico come quello che aveva il PCI degli anni passati. Di pari passo stiamo assistendo all'abbandono da parte di buona parte dell'intellighenzia di questo PD ed alla sua attrazione verso l'IDV di Di Pietro. Dunque perchè alcuni intellettuali si sentono attratti dal partito di Di Pietro ed abbandonano il PD? Non vedo nel giustizialismo cieco e bieco dell'IDV ( fuori di inquisiti dal Parlamento, grida un Di Pietro populista dimenticando suo figlio inquisito e Consigliere, candidando un De Magistris inquisito e sopra tutto dimenticando un principio basilare della società civile che è quello che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva), nè tanto meno negli sbandierati anatemi contro la corruzione, tanto cari a Di Pietro ( mentre il figlio Cristiano tiene contatti strettissimi e clientelari con un Mautone a sua volta indagato dalla Porcura di Napoli per reati corruttivi) o nelle posizioni di " professionismo ben retribuito dell'antimafia " dell'IDV ( si pensi a Travaglio, a De Magistris, a Grillo, ecc) che comporta per l'Italia un eterno immobilismo ( no ad ogni opera pubblica per timore dell'infiltrazioone mafiosa, un suicidio politico ed ideologico) una cultura idelogica che possa produrre elementi nuovi e positivi per il Paese. Cosa ci fanno dunque gente come Vattimo, come Nicola Tranfaglia con Di Pietro? A mio giudizio hanno tout court semplicemente , vilmente od opportunisticamente abbandonato la nave del PD prima che affondi del tutto nel mare dell'assoluto vuoto ideologico , che fa sì che in quel partito invece che emergere elementi propositivi come Cacciari, Latorre, Caldarola , Polito ecc. emergano ancora e solo dichiarazioni populiste, di contrapposizione ideologica e viscerale, di antiberlusconismo quindicennale inutile, dannoso per il Paese e cialtronesco. Il movimento intellettuale precede o segue la politica? Storicamente dovrebbe precederla. Dunque questa fuga verso Di Pietro è una bruciante sconfitta per il PD ed una dimostrazione della sua vacuità programmatica. La fuga verso Di Pietro indica la fine di quell'intellighenzia che, così come sta per suicidarsi il PD se non cambia registro e vocazione, cerca nella spiaggia sbagliata - quella isolazionista di Di Pietro - quell'allocamento culturale che risulti consono ai suoi desideri.
Di Pietro è, pardon per la ripetizione, la pietra al collo del corpaccio del PD, rappresentato dall'antiberlusconismo viscerale e basato sull'odio di classe ed ormai deleterio ( che porterà via comunque voti al PD come oramai è storia) ma anche la pietra al collo di tutta quell'ex intellighenzia post- comunista che alleandosi con Di Pietro ha fatto un salto indietro nel tempo almeno di sessanta anni. E' questo è certamente un elemento inquietante nel panorama politico italiano: l'autoritarismo fascistoide di Di Pietro ( nel suo Partito, nei suoi proclami antisociali, nel suo predicar bene e razzolar malissmo ), il suo irresponsabile cavalcare una protesta appositamente aizzata, questa è l'anomalia di oggi dell'Italia. Dovunque vada Di Pietro deve trovare un muro invalicabile cho lo neutralizzi: a destra, dove Di Pietro votava ( l'ha dichiarato lui che votava MSI) oggi esiste il reato di " apologia di fascismo". Chiedo al PD , come atto di pacificazione e come corrispettivo del credito di cui sono titolare, non solo di rifondarsi, di darsi una segreteria adeguata e non ridicola, di munirsi di un vero e riformistico progetto politico, ma di dare un segnale preciso e reale: uniti nella richiesta di applicare un nuovo reato: l'apologia di comunismo.
Gaetano Immè

domenica 26 aprile 2009

Napolitano , Bobbio, il PD e la costituzione.

The day after. Un film noto, ma dunque un deja vu. Ed io , che sono evidentemente appassionato di deja vu o che, come dicono a Roma, " ce ripenso", io non ce la faccio a non tornare a parlare di questo Presidente della Repubblica e del chierichetto nerotinto. E di altre cosucce.

Ma andiamo al Colle. Il quale, evidentemente a corto di proprie idee sull'argomento- parlo dell'annoso problema dei poteri di governabilità attribuiti dalla Costituzione al Governo - non trova di meglio che riallacciarsi ancora al pensiero di Norberto Bobbio. Diceva l'eminenza scomodata ogni due per tre che..." reclamare alcuni poteri al governo sotto l'alibi della governabilità, nasconde pulsioni autoritarie...." o qualcosa di simile. Bobbio era un uomo nato nel 1909, anno più o meno, un noto e stimato Professore e uomo politico, da annoverarsi senz'altro fra i nostri padri costituenti, il quale, pur avendo vissuto le peggiori disgrazie che le ideologie del secolo scorso avevano partorito per martoriare l'uomo (cito solo l'affermazione del comunismo per via armata in Unione sovietica e la sua espansione geografica ad Est, due guerre mondiali , l'affermazione di regimi Fascisti e nazionalistici sia in Spagna che in Italia, la caduta dei due regimi fascisti, la rivoluzione culturale del 68, la nascita delle Brigate rosse italiane, il crollo del regime comunista , ecc ) purtuttavia non è certo stato immune da abbagli ideologici e quindi culturali di portata ciclopica. Insomma, un grande ma anche i grandi sbagliano, eccome. Dunque non sempre quel che un grande ha detto deve essere un dogma o un concetto immodificabile.
Invece Napolitano la pensa così su Bobbio, Napolitano su una questione che è dibatuta da anni in Italia, su una questione che è sotto gli occhi di tutti, sia di sinistra che di destra che di centro , cioè quella di attribuire al Governo più chiari e decisi poteri per poter governare , sempre nel quadro democratico parlamentare, comeperaltro avviene da tempo per esempio in Francia ed in altri Paesi occidentali, Napolitano, dicevo riesuma le parole di Bobbio come fossero uno dei dieci comandamenti. E non solo. Napolitano, tanto perchè dovrebbe essere un Presidente " super partes"- che non è - aggiunge anche "...un monito ( quello di Bobbio) che non deve essere mai dimenticato...". Io resto allibito. Quasi tutti i partiti politici italiani dibattono la questione nel senso di ritenere indispensabile una riforma costituzionale in senso Presidenzialista e Napolitano riesuma Bobbio ? Finge dinon capire, Napolitano? o finge sempre di non sentire? o finge di non sapere? o finge e basta? Io credo che finge e basta, ipocritamente finge, perchè non può sapere che, appena lanno scorso ( mica dieci anni fa, l'anno scorso, anno di grazia 2008, Govrno Prodi) il sempre nerotinto leggenDario Franceschini, allora uno dei vice di Veltroni, sosteneva...."bisogna mettere in grado chi vincerà le elezioni di governare davvero, come in Francia...Io penso all'elezione diretta del Presidente, penso al Presidente della Repubblica francese, penso ad una sorta di ...sindaco d'Italia....".
Napolitano e legenDario ci stanno riportando indietro di anni, al muro contro muro e questo non è certo un bene per il Paese e sopratutto è una fra le tante prove provate dello scempio che la sinistra fa ogni giorno del principio della coerenza e dello scempio della Costituzione che il centrosinistra ha fatto della nostra Costituzione, di diritto e difatto, con l'elezione, con i soli loro voti, al Colle di un personaggio certo da rispettare come uomo, ma non come politico nè tantomeno come Presidente della Repubblica che, per sua natura e investitura dovrebbe essere " super partes" e non, com'è questo Presidente un tifoso, ed anche acceso.
Sì, anche acceso, perchè , come tutti noi, come anche Bobbio, come tutti gli uomini del mondo prende abbagli e cappellate. Signor Presidente, vogliamo ricordare fino in fondo chi è sato Norberto Bobbio? Vogliamo ricordare quel mese di Giungo del 1971 quando Bobbio, insieme ad altre 799 intellettuali e politici italiani, firmò quel disgustoso manifesto contro il Commissario Luigi Calabresi, manifesto che portò all'omicidio del Commissario ? Non fu Bobbio Signor Presidente, uno dei Mandanti morali del barbaro omicidio di Calabresi? Non fu Bobbio, Signor Presidente, un uomo miserabilmente di parte che firmò la condanna a morte di un uomo senza alcuna prova?
Certo nessuno è privo di errori, ma ci sono pure errori ed errori, Signor Presidente Napolitano. Quello di Bobbio su Calabresi e quelli suoi personali su Praga, Stalin, Budapest, Togliatti, Calabrsi, Brigate Rosse e via elencando, non consentano a nessuno spirito libero, a nessun pensiero libero, a nessuno che non sia abituato a delegare ad altri le proprie decisioni, a che fa della coerenza un valore di vita ed un abito mentale che può anche mutare col mutar del tempo ma mai sconfinare nel ridicolo, non consentono di prendere tutto quello che da Voi due è stato dettro come oro colato. Anzi.
Gaetano Immè

sabato 25 aprile 2009

Il mio 25 aprile di speranza

Occupati, come siamo stati noi che siamo nati negli anni '30/40, a vivere, dopo la guerra, la nostra gioventù e poi a ricostruire l'Italia e quindi a penare prima ed a sgobbare dopo, abbiamo colpevolmente lasciato che i politicanti tutti, nel senso più dispregiativo del termine che possa esistere, costruissero una montagna di cialtronerie e su tale montagna di menzogne addirittura ci vivessero: abbamo, cioè, avuto il torto di lasciare che la politica diventasse una sorta di professionismo dell'antifascismo e della Resistenza partigiana, ma solo di tutta quella rossa. In effetti ci hanno fregato proprio i nostri padri naturali, coloro che nel decennio nel quale siamo nati avevano invece già i loro trenta e più anni. Comunque sia dal 1948 in poi, per nostra vacatio mentis abbiamo lasciato che nascessero in Italia quegli inutili magnaccioni che sono tutti i professionisti dell'antifascismo in servizio permenente effettivo e del movimento partigiano tinto esclusivamente di rosso. E su questa immensa fragnaccia, tali cialtroni storici e truffatori intelettuali, tali manutengoli della enorme P4 (altro che P2 di Gelli, Signori miei) che sia mai esistita in Italia dai tempi di Cristo ad oggi, hanno trasformato il 25 aprile in una sorta di " Festival dell'Unità" dove scorreva Sangiovese da quattro baiocchi e salamelle arrostite da fanatici pugnochiusoinalto. Una misera festicciola di partito rosso. Invece , per arrivare a vedere l'Italia libera, per cacciare via dall'Italia i tedeschi hitleriani è stato necessario il sangue di tutti quei ragazzi americani, inglesi ed italiani - con le precisazioni di cui appresso - che, senza chiacchiere , ma con la vita consentirono che l'Italia post-bellica diventasse una democrazia occidentale.
Questo dovrebbe essere il 25 Aprile in Italia, questo dovrebbe essere il suo significato e tale dovrebbero presentarlo i politici e le nostre istituzioni solo se fossero con la coscienza pulita. Purtroppo così non è perchè, voi lo sapete, magna pars delle nostre Istituzioni sono invece quelle stesse persone che hanno partecipato alla grande truffa del dopo guerra. Parlo di questo Presidente della Repubblica, parlo di questo similcapo dell'opposizione, perchè entrambi sono i paradigmatici tromboni che hanno, il primo addirittura creato e vissuto di professionismo di antifascismo e resistenzialrosso ed il secondo, chierichetto dossettiano nerotinto, che di professionale antifascismo militante e di resistenzialismo accecato e strabico cresciuto e pasciuto. Mi corre quindi l'obbligo di specificare la precisazione necessaria di cui alludevo sopra.
Le Resistenze, in Italia, furono non una e sola, come dicono questi cialtroni storici, ma tre. Una , asservita al PCI togliattiano, la quale - per ormai prove storiche e testimoniali inoppugnabili - credendo nell'ideologia totalitaria dell'URSS, accecata da tale ideologia ha certo fatto la resistenza rossa ma solo con il fine di portare il nostro Paese da una dittatura ( quella fascista) ad un dittatura peggiore ( quella comunista, quella staliniana). Questa resistenza, diciamo, rossa, è stata, per ammissione storica e documentale, assolutamente maggioritaria in quella Resistenza e non, come tenta di sostenere Fassino, minoritaria. Parallelamente e specularmente vi è stata un' altra resistenza ideologica, fondata da un lato su un sentimento patriottico di fedeltà al giuramento e dall'altro su una ideologia sociale di tipo nazionalista che ha creato quello strano tipo di resistenza, opposta ma pur sempre dovuta ad una ideologia. Parlo di tutti quei ragazzotti e ragazzini che andarono a morire a per la Repubblica di Salò.
L'altra resistenza, la terza, fu quella più limpida , quella la cui unica e certa ideologia non discendeva dai totalitarismi che il 1900 aveva partorito ma dal movimento cattolico e liberale-laico che proprio il ventsimo secolo avrebbe riproposto. La resistenzxa, per intenderci, tipo quella di Edgardo Sogno che ha accomunato liberali, liberali-laici, cattolici, azionisti, dossettiani e che aveva quale unica ideologia quella di fare dell'Italia libera dai tedeschi , non liberata dagli angloamericani che occupanti non erano ma liberatori, una democrazia occidentale.
Non pretendo certo di assumere vesti di onnipotenza giudicando quello che è bene e quel che è male: tale delirio di onnipotenza lo lascio a chi, figlio di una Stato etico ed illiberale, totalitario e dittatoriale, di uno Stato che ci possiede e che tratta l'uomo come una res, come il nerotinto Franceschini, si arroga con tracotanza e ridicolaggine acuta tale potere.
La via non può che essere una ed una sola: un riconoscimento di libertà e di perdono per tutti quei ragazzi, sia di Salò sia della Resistenza rossa asservita all'URSS, che hanno comunque creduto ad un sogno per il bene del loro Paese e che sono stati tratti in inganno. Da questo discende in via automatica l'instaurazione di un nuovo reato, peraltro esistente da sempre, quello dell'"apologia del comunismo", che diventa così identico e speculare al già esistente reato di " apologia di fascismo". Questo significa umano perdono, significa mancata colpevolizzazione, significa riconoscimento di pulsioni ideologiche ma significa anche dare un monito a che anche di fronte a tali pulsioni bisogna avere la preparazione per avere le idee chiare.
Per le rimanenti Resistenze, quella minoritaria rossa e quella liberale azionista, comunque accomunate da eterno ringraziamento per aver " contribuito", sussidiariamente alle truppe angloamericane, a trasformare il nostro Paese in una democrazia occidentale e liberale.
Tutto ciò passando per il riconoscimento del terrorismo rosso e filojugoslavo che ha insanguinato l'Italia del dopoguerra con eccidi, con vendette, con miserabili cacce all'uomo tipo " dagli all'ex fascista" da parte di tutti gli ex fascisti...dell'ultima ora.
Ci arriveremo mai?
La speranza è l'ultima a morire. Possiamo sperare che tale processo storico culturale possa essere agevolato dalle forze istituzionali di oggi che non provengono, che non nascono, ce non sono compromesse che la visione mgnacciona della Resistenza. Questa è la speranza.
Gaetano Immè

venerdì 24 aprile 2009

Signor Presidente Napolitano, si contenga!

A volte gli estremi si toccano. A me tocca occuparmi, oggi , del Presidente della Repubblica . Il succo del suo discorso è stato di una ipocrisia istituzionale senza limiti e senza faccia. Praticamente pareva un discorso scritto da una delle tante anime belle democratiche che ad ogni due per tre si stracciano le vesti affinchè la sacra Costituzione non sia cambiata per timore di regime, di dittature, di un nuovo fascismo ( a proposito, ma perchè se esiste in Italia il resto di " Apologia di fascismo", perchè Signori della castona non introduciamo con una ovvietà sconcertante anche il reato di " apologia del comunismo", ideologia che ha provocato nel mondo cento milioni di morti ?) e si fasciano gli occhio di prosciutto per non vedere che questa Costituzione è stata scritta " per non far governare"? Ma dove vive Signor Presidente? In quale Paese dei balocchi? Ricapitolo: da svariati decenni si parla della mancanza di armonia delle disposizioni costituzionali nei rapporti fra Parlamento, Governo, Capo dello Stato, da svariati decenni. Ma mentre nei tempi della Prima Repubblica il consociativismo fra DC e PCI era, per entrambi i partiti, la garanzia che la Carta potesse non essere modificata (perchè erano gli accordi fra i due partiti a mettere a posto le cose) ( gli esempi sono tantissimi, inutile elencarli ma basta ricordare i nomi di tutti i precedenti Presidenti della Repubblica per avere le idee chiare), con la Seconda Repubblica ed oggi, visto il panorama istituzionale italiano ormai avviato verso un bipolarismo più o meno perfetto, ancora di più si avverte l'esigenza di norme che consentano una migliore governabilità, nel pieno rispetto, sia chiaro, di tutti i principi costituzionali. E questo Presidente della Repubblica, parlando proprio di queso punto - punto peraltro noto per un aforisma al riguardo di Norberto Bobbio che disse " ..la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire l'introduzione di norme antidemocratiche" - ha aggiunto "...i diritti di libertà non sono sacrificabili in funzione di decisioni rapide.....da parte dei poteri pubblici...", cioè del Governo.
Non mi stancherò mai di invitare il Presidente della Repubblica ad attenersi ai suoi compiti isituzionali, ad essere un arbitro mentre invece troppo spesso si permette di giocare la partita politica. Come in questo caso. La richiesta di un maggior potere del Governo sulla percorribilità al Decreto Legge, peraltro previsto dalla stessa Costituzione come un potere governativo e non presidenziale, è venuta costantemente da Berlusconi in funzione del fatto che decretare è affrontare i poblemi che emergono. mentre legiferare è far sì che i problemi si affronteranno fra anni, quando gli scenari saranno modificati. Non porto nessun esempio perchè è infantile la dimostrazione. Una Legge che compie il suo iter è una Legge troppo spesso tardiva rispetto al problema che essa stessa ha posto. Vedere il problema vero e reale, posto da questo Governo, con gli occhi di Napolitano equivale a dire - e ciò è gravissimo - che questo problema, che pure esiste ( anche se Napolitano lo nasconde), pone un problema di democracità, mette in pericolo lo stato di diritto, insomma è come ser avesse detto che " chi pretende di governare come Dio comanda è un despota che mette in crisi la democrazia". Dunque per questo Presidente della Repubblica bisognerebbe governare come ai vecchi tempi: lo vada a dire ai terremotati dell'Aquila, dica loro che saranno trattati come quelli dell'Irpinia, come quelli del Belice, come quelli di Sarno, vada a dire loro i suoi non sensi che il suo staff gli mette in bocca, porti loro come esempio di completa democraticità un Prodi che in due anni non ha fatto che ricorrere alla decrertazione d'urgenza per salvarsi le chiappe del Governo più che per salvare i problemi del Paese.
E poi dicono che i comunisti non esistono più. E' vero , lo ha detto anche Montanelli. Ma quando aveva ormai ottantacinque anni.
Gaetano Immè

giovedì 23 aprile 2009

Mi cadono le braccia....

Da lunedì sera una strada di Lubjana, capitale della Slovenia, è dedicata a Tito. A Tito, il boia jugoslavo. Da non crederci. Nel 2010. A Trieste, un soffio da Lubjana, inutili si sono dimostrate le rimostranze del PDL. Sconcerta e fa cadere le braccia la difesa che il PD ha fatto di questa abominevole dedica. Vi dirò, su questo tema: sentire le chiacchiere di Napolitano, sentire in TV a Ballarò il mite Fassino sostenere che la resistenza rossa era solo in minima parte al servizio dell'Unione sovietica per sottomettere all'URSS l'Italia, sentire e leggere " Berlusconi non venire a Milano!", ricordare quello che è successo a Milano il 25 Aprile dell'anno scorso, di due anni orsono, di tre anni orsono, insomma da sempre, mi fa proprio cadere le braccia! Ma in che cazzo di Paese vivo?
Gaetano Immè

La coerenza fatta persona? Di Pietro Antonio!!!!!

Il personaggio più ipocrita del mondo, tale Di Pietro Antonio, una carriera politica costruita sulla galera dei tanti , che poi dalle sue accuse sono stati completamente scagionati, costruita su occhi bendati quando seguiva Primo Greganti a Botteghe Oscure ( era già in " aspettativa" del sostanzioso corrispettivo per aver eliminato per via giudiziaria i partiti politici che ostruivano la strada del Governo dell'Italia al PCI, che ha incassato dal 1997 quando D'Alema ebbe la brillante idea di dargli come acconto il seggio di Senatore nel Mugello rosso e che ancora continua ad incassare o a pretendere dall'attuale PD), costruita su svariati suicidi indotti dall'inchiesta Mani Pulite di cui è stato magna pars ( Cagliari, Gardini, ecc), straparla di combattere la " casta", straparla di " non candidare gli inquisiti", straparla di " inquisiti o indagati fuori dal Parlamento!", ma poi candida l'inquisito De Magistris, lascia che tale Cristiano Di Pietro ( figlio mio!) , inquisito a Napoli , continui a percepire il suo lauto stipendio come Consigliere Provinciale di Vasto , sta culo e camicia con Mautone poi indagato a Napoli, brinda una sera ospite di Pillitteri con un " al miglior Sindaco do Milano!" e poi lo fa arrestare il giorno dopo, si intrufola a difendere come avvocato e come amico d'infanzia un suo amico, tale Cianci, accusato di uxoridicio ma poi, una volta che la Procura notifica al Cianci il rinvio a giudizio ( aveva preso le difese di un probabile uxoricida) lascia in mutande l'amico e diventa un suo accusatore addirittura utilizzando i documenti che aveva ottenuto come suo difensore ( sospeso per tre mesi dall'Ordine di Vasto), da perfetto azzeccagarbugli crea un Partito, l'Italia dei Valori, che risulta essere di proprietà solo sua e della sua famiglia, si intasca personalmente i contributi di tale partito e viene citato da tutti i suoi ex amici ( cito solo Feltri e Occhetto), insomma straparla, ma poi.......

Di Pietro ha richiesto, tramite il suo avvocato Sergio Scicchitano, l'immunità come Deputato Europeo per sfuggire all'ormai vincente denuncia civile dell'ex Giudice Filippo Verde da Di Pietro diffamato in più circostanze. Badate, causa " civile" non penale, quindi l'eroe di Mani Pulite addirittura si avvale di quell'immunità contro la quale straparla ogni due per tre , ma non, almeno fosse, per una causa " penale" , ma solo per non sganciare una barca di soldi a Filippo Verde. Già, perchè lui incassa la moneta da parte di colro che lui denuncia per diffamazionen e ci si compra dieci appartamenti, ma quando teme di dover pagare, allora, chissenefrega di quello che dice quando fa i comizietti: ben venga l'immunità.
E' tutto un esempio di correttezza, di chiarezza, di coerenza.
Bell'esempio di vera casta.
Coi forconi ! Coi forconi!
Gaetano Immè

Dio li fa e poi l'accoppia

Ieri sera, su La 7, ad Otto e mezzo, ho assistito ad uno show di De Magistris, che mi ha fatto venire in mente il titolo di questo appunto. Come Di Pietro, De Magistris crede che tutti siano idioti e, come Di Pietro, apre la bocca e gli dà fiato credento che tutti quelli che lo ascoltano pendano come cretini dalle loro labbra. Dunque il nuovo Savonarola dell'IDV ( Italia dei Disvalori) ha tirato fuori ieri sera due " perline" come se niente fosse e le due marionette filoguidate dei due presentatori ( meravigliato da Guiglia più che dalla prevedibile rossotinta Gruber, in grande imbarazzo per il suo PD, tanto da chiedermi cosa mai ci faccia lì ogni sera alle 20 cica, salvo che lo fa perchè tiene famiglia! ) si sono ben guardati dal contraddirlo, non sia mai poi s'incazzasse Di Pietro e gli strappa ancora più voti al PD!.
Ecco le due perle.
La prima riguarda il fatto che lui si dipinge come una vittima dei " poteri forti" che lo hanno emarginato non appena le sue inchieste hanno toccato, appunto, Governo, poteri forti, Prodi, Mastella, etc. Grande cialtroneria : in realtà questo PM aveva certo raccolto a nostre spese miliardi di registrazioni telefoniche come una rete a strascico, ma , una volta istruita l'accusa - megaaccuse - gradirei che detto Signore mi indicasse una, dico, una sola, sentenza, magari anche di solo primo grado - perchè se non lo ricordasse, perchè un'accusa sia credibile l'indagato deve essere condannato in via definitiva - che confermi almeno in parte le sue mirabolanti e stratosferiche accuse all'universo mondo.
La seconda è più tecnica ma non meno macroscopica.
A sentire il novello Savonarola - perchè tale si dipinge - ha deciso di scendere in politica e di lasciare la Magistratura se eletto, perchè " le vicende cui è stato sottoposto (gli hanno tolto le inchieste, le hanno passate al suo capo, lo hanno sottoposto ad un giudizio al CSM che lo ha cacciato da dove stava come PM e lo ha trasferito alla Procura di Napoli con le funzioni di GIP) non gli avrebbero consentito di continuare quel che lui voleva fare: solo il PM." Ma guarda un po!
Ma costui quando ha sostenuto gli esami per l'ammissione alla Magistratura, sapeva o non sapeva ( ma certo che lo sapeva!!!!) che - per la serie volemose bene e per la serie una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso - poteva essere assegnato indifferentemente a funzioni requirenti o giudicanti? E alllora di che sta straparlando il De Magistris?
Eppoi straparla - in questo, anche in questo è simile ai suoi sodali, il Di Pietro, il Grillo e compagnia di nani, comici e ballerini - di una " riedificazione" della Loggia P2 alludendo al tema della riforma della Giustizia in corso. Sapete perchè? Perchè siccome essendo come Di Pietro predica bene e razzola malissimo, da un lato straparla di Loggia P2, per far intendere che la riforma in corso è cosa immonda e pericolosa, ma non si accorge di dire castronerie perchè giusto con questa riforma -. che prevede appunto la separazione delle funzioni fra Giudici e PM - lui potrebbe coronare il suo sogno, cioè quello di fare per tutta la sua vita il PM.
Last but not the least, se riesce ad usurpare un seggio a Strasburgo, De Magistris ha fatto un bel colpo: passa da un guadagno mensile di 8mila Euro circa ( Magistratura) ad un mensile di circa 30.000 Euro, oltre benefit. Mica scemo!
Gaetano Immè

Annozero...della RAI, istituo di beneficenza....

Già tutto dimenticato. Vauro stasera, ritorna ad Annozero, come se niente fosse. Questo dimostra che ad anno zero c'è la RAI e tutto il suo ridicolo management di ottantenni vissuti su compromessi con la politica di destra e di sinistra, ridicoli simil-managers che rispondono non al bilancio, non agli azionisti ( che siamo tutti noi, signori) ma, con un conflitto d'interessi che è immenso quanto il mondo ), non al merctao, ma a nessuno. Mai vista un'azione di responsabilità contro incapaci amministratori, mai vista una seppur minima tutela delle minoranze - per la quale, a parole, molti ipocriti si stracciano le vesti - insomma, il Codice Civile è assente da Saxa Rubra. La RAI è una sorta di " laboratorio" dove la sinistra arricchisce, alleva, istruisce, le sue truppe cammellate per racimolare miseri voti. Così come ha fatto con Badaloni, con Santoro, con Gruber, con Manisco, con Marrazzo, ora con Sassoli. Santoro è un dipendente o un collaboratore non della RAI, ma della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma e con lui tutta la sua conventicola di pseudogiornalisti rimasti al giornalismo dell'Espresso degli anni 70: un giornalismo di denuncia per la denuncia, dello scandalo per lo scandalo, praticamente un reperto archeologico oggi non proprio inutile per la pluralità dell'informazione, ma ridicolo e cialtronesco quando pretende di essere la verità assoluta anzichè una voce minoritaria.
Gaetano Immè

mercoledì 22 aprile 2009

Giustizia da schifo

Certo che l'Italia è un Paese strano, strano e con una giustizia da quarto, non da terzo mondo. Solo Di Pietro, De Magistris , Caselli, Violante ed inquisitori-nati cantando possono ancora difendere questo liquame che scorre nelle vene dell'Italia. Cito qualche fulgido esempio in merito.
Il Giudice di Bari che in ben 15 mesi non ha trovato il tempo di depositare una sentenza contro 21 mafiosi condannati ( lascio perdere il nome e cognome di costei, nulla di personale, ovviamente) fu ripetutamente promossa dal CSM perchè " grande lavoratrice". Rimango stupefatto, sconcertato, sbigottito. Ma in che mani siamo? In che mani è la nostra così detta Giustizia? Non solo.Questo Giudice, per la cui omissione ben 21 delinquenti sono stati rimesi in libertà e si fanno beffe del Codice, Penale e Civile poco loro importa, viene anche difeso dal suo Capo, il quale spiega "non è possibikle, per un solo Giudice, del quale sonmo note le straordinarie capacità tecniche, giudicare 160 persone accusate di 53 capi d'imputazione nei tempi previsti dal Codice ". Ma perchè, prima non lo sapeva? Io li prenderei a calci nel sedere, tutti e due.

E poi la vicenda Saccà- Berlusconi. Caso da incorniciare. Dopo che nel Dicembre 2007 su Repubblica ( che sapete ha il filo diretto e privilegiato con tutte le Procure d'Italia, insieme con il Travaglino) sono stati pubblicamente sputtanati colloqui fra lui e Berlusconi, un PM di Napoli , tale Dr Piscitelli , si premurò di promuovere indagini che, poi passate alla Procura di Roma per competenza, hasnno fatto la miserabile fine che dovevano fare: archiviazione pe insussistenza di ogni reato. Tuttavia, guarda caso, il sunnominti PM napolitano, si premurò di comunicare lachiusura delle indagini per fax al Saccà in modo che il giorno dopo, essendo le intercettazioni parte di un capo d'accusa, esse potevano essere rese note. Ma il giorno dopo, e dopo un fax. Strano vero? E dove sono state pubblicate le intercettazioni? Ma, ca va sans dire, da Repubblica.

E qualcuno non si ricorda del Giudice Corrado Carnevale, accusato dai soliti noti come " ammazza sentenze" e quindi trucidato dai soliti: Caselli e &. Distrutta la vita di Carnevale, distrutta la carriera. Oggi sappiamo che le accuse erano tutte stronzate e Carnevale è stato riabilitato moralmente. Ma chi paga le stronzate dei nostri cos' detti Giudici? Noi, of course, mica loro. Infatti a titolo di risarcimento, strameritato per Carnevale, è stata fatta una " legge ad personam" con la quale Carnevale, pur avendo superato i limiti di età e pur essendo stato messo in pensione, è stato riammesso ad esercitare le proprie funzioni.

Ne provo vergogna. Se poi penso a Caselli, a Ingroia, a Di Pietro, a De Magistris e a......tantissimi alri, altro che Robespierre.
Richiedo: perchè non rispondono dei danni che fanno, nonostante vi sia stato un referendum che ha approvato la loro responsabilità?

L'Italia è proprio un Paese con una Giustizia da quarto mondo. E pretendono pure di fare i politici.....................

Gaetano Immè

Razzismo a vanvera

Ho visto in TV alcuni passi della partita Juve Inter, quella ormai famosa per i cori così detti razzisti contro Balotelli. Sono andato a rivedermi anche altre registrazioni di Balotelli, compresa quella di una famosa Roma- Inter, sempre di quest'anno. Devo dire che ne ho tratto il convincimento che questo Balotelli, per certi versi un vero fenomeno calcistico, è un prepotente matricolato ed un provocatore. Anche un poco vile a nascondersi dietro il razzismo. Non è razzismo. E' il suo comportamento che provoca avversari e pubblico, non il contrario. Invece di fare , come il grande Presidente Moratti ( " se c'ero io, ritiravo la squadra", detto perchè, appunto, non c'era e quindi l'ha sparata grossa, tanto non c'era) del buonismo gratuito ed insulso, perchè non gliene danno e dicono quattro a questo ragazzino e cercano di farlo diventare un uomo? Non ho mai visto, faccio un esempio, un Maradona, un Pelè, un Eusebio irridere l'avversario o ilpubblico. Vada a scuola di educazione e di correttezza. Ed impari a rispettare tutti, avversari, compagni, pubblico. E concordo con chi ritiene questa cialtroneria della così detta " responsabilità oggettiva" una immensa stronzata giuridica.
Gaetano Immè

Referendum e presa per il culo.

Il referendum fa discutere. Teniamolo, spostiamolo, rimandiamolo, raggruppiamolo, una girandola di opinioni, tutte rispettabili, per carità. In particolare Il Riformista da ieri non fa altro che sparare al referendum. Ieri Anna Chimenti, oggi il Direttore, tutta l'artiglieria è puntata contro il referendum. Certo che ogni opinione è rispettabile, ma non chiedetemi però di condividerne alcune che sono partorite per interessi politici di parte. E' il caso del Riformista. Oggi il Direttore spara a palle di fuoco contro " lo sperpero" di denaro butato via dal Governo per tenere la consultazione - indipendentemente dal giorno- ieri la Chimenti che metteva in evidenza il calo di attrazione democratica che l'istituto referendario ha subito negli ultimi quaaranta anni.

Qualcuno fa finta di non accorgersi che la proposta referendaria è vecchia, che non è stata certo proposta nè suggerita dal PDL e che il suo contenuto, se vogliamo non entrare ma appena appena accennare al merito della questione, è un obbrobrio per qualsiasi democrazia liberale. Così tutti approfittano della confusione del sisma dell'Abruzzo per confondere le carte e per osteggiare il referendum con l'alibi dello " sperpero dei soldi" per tenerlo, soldi che potrebbero dal Governo essere indirizzati, ca va sans dire, ai terremotati. Una scusa banale , ipocrita, vergognosa e cialtronesca, che proprio i terremotati non meritano.

Come il gatto e la volpe, come caino e abele, come romolo e remo, ecco i partiti ed i loro giornali a fingere di gemere per i soldi buttati via, ma in verità tremano per la loro stessa sopravvivenza. Aveva proprio ragione Simone Wiel, il quale già nel lontano 1942 aveva giudicato una " disgrazia" la nascita dei partiti politici. Dibattendo alla lontana con l'economista Shumpeter, che nel 1941 aveva invece plaudito la nascita del partito politico capace di alfabetizzare folle altrimenti lasciate a sè stesse, Weil aveva indovinato, pur senza esssere un mago, che il partito politico era un centro di potere e basta e che nel proprio DNA conteneva il germe dell'egoismo e dell'autoritarismo in quanto avrebbe pensato non al bene di un Paese ma alla sua propria sopravvivenza, al suo dominio sul controllo del Paese.

Così, sulle tracce di Simone Weil ma mascherandosi da uomini probi e disinteressati, ecco la geremiade dei falsi moralisti, degli ipocriti patentati, dei Giani bifronti della politica nostra.

Premesso che l'istituto è previsto nella nostra Costituzione, questo referendum è opera di due cause che lo hanno prodotto. La prima causa è da imputare al temporaneo fallimento del bipolarismo da Lingotto, causato dalla dabenaggine politica del PD di vantare di correre da solo per stabilire in Italia una nuova era bipolare di confronto con l'attuale PDL, allora CDL. L'insana alleanza con Di Pietro ha condotto il PD a rinunciare al sogno ipotizzato da Veltroni, conducendo il PD stesso, sopra tutto ora con la segreteria del nerotinto chierichetto, su posizioni inconciliabili con una scelta politica ormai dimenticata a favore di un ritorno di un collante antiberlusconiano che rappresenta le feci di quell'essere vivente e ragionante che è la politica. Il PD finge di essere neutro sul referendum di Segni e Guzzetta, ma la verità è che, considerato il premio di maggioranza previsto dal citato referendum, oggi come oggi il PD , se passa questa legge , può dire addito eterno alla speranza di governare l'Italia. Così, come il gatto e la volpe, mentre Franceschini ostenta, oltre al capello tinto, anche una sicumera ridicola di non temere il voto referendario, i suoi portaborse, i suoi giornalisti, come Il Riformista, attaccano il somaro dove vuole il padrone e strombazzano contro i soldi buttati via, in sostanza tentano di buttare sul governo le colpe che sono proprio del PD. Una bella operazione di mistificazione stile Cominform.

Cari italiani, la grancassa che sentite contro lo sperpero di denaro per il referendum è una cialtronieria ed una vostra presa per il culo. La verità è che Segni e Guzzetta, preso atto che la politica non è stata in grado di produrre una nuova Legge elettorale condivisa- a causa del ritirarsi del PD verso posizioni sempre più massimaliste - per cercare una via che potesse dare al Governo italiano una certa governabilità, hanno pensato di creare questo mostro antidemocratico edilliberale, di cui i signori del PD, in tutt'altre faccende affaccendati, solo ora si sono accorti.

Ho citato Il Riformista perchè dovrebbe rappresentare la componente riformista, moderata, a vocazione bipolare del PD. Figurarsi Repubblica, L'Unità e via discorrendo. Un coro di menzogne, di ipocrisie e di cialtronate.

Alle quali si allega, ma con minore ipocrisia, anzi senza nessuna ipocrisia, la Lega. Che dice no al referendum non tanto per motivi di sua incostituzionalità, quanto perchè fa perdere alla Lega, che prudentemente non è confluita ne PDL, il diritto di veto ( o sarebbe meglio dire , francamente, il " peso del ricatto"?, la verità non fa male lo sai!) che la rende indispensabile in questo Governo.

Perchè dunque tanta ipocrisia a sinistra? Perchè tanta avversione allipotesi referendaria da tutti i piccoli partiti ? Per il bene del Paese? Non certo. Perchè tutti , PD compreso, temono che a questo punto il PDL, ottenendo più voti di tutti gli altri - non certo la maggioranza assoluta, ma quella relativa - si approprierebbe, come fece l'ultimo Governo Prodi per 24.000 voti alla Camera, del 55% dei seggi in Parlamento e governerebbe da solo.

Stupisce, ma non troppo, che nessuno abbia spostato, invece, un'altra causa che metterebbe l'ipotesi referendaria Segni-Guzzetta all'angolo dell'inutilità. Perchè, invece di produrre una legge con premio di maggioranza che sa di regime fascista ( quel premio fu inventato, non a caso, da uno dei Ministri di Mussolini nel 1924 ) la sinistra non propone una modifica costituzionale ( sia sull'istituto referendario ormai desueto, vecchio e ridotto come una vecchia prostituta , sia dei poteri del Governo, varando, in accordo con la PDL, una sorta di primierato ?

Siamo alle solite. Troppi pensano ai cavoletti loro e pochi ai problemi del Paese. Che non ha bisogno di una legge illiberale, di sapore fascista, sbagliata, deleteria e pericolosa. Ma di una sana e condivisa riforma costituzionale che permetta di conservare una legge elettorale che dia una rappresentatività democratica dei votanti ed anche di governare come i tempi moderni pretendono.

Di finte verginelle scandalizzate, tipo " mamma, Cicio mi tocca! Toccami Ciccio!", ne abbiamo fin troppe in Italia. Non sarebbe ora che ci sia da parte dei partiti e della stampa un poco di dignità e di rispetto verso gli elettori?

Gaetano Immè

martedì 21 aprile 2009

Katyn, una storia tutta italiana

Un film, Katyn, del regista polacco Wajda, che racconta lo sterminio di circa 22 mila ufficiali polacchi trucidati con un colpo alla nuca su ordine di Stalin - uno degli episodi pù tragici della seconda guerra mondiale - praticamente è stato oscurato dalla censura ideologica che regna e domina sul cinema italiano. Superfluo aggiungere che tale sterminio fu attribuito, dalla propaganda sovietica, alle truppe naziste. La verità pian piano è saltata fuori e Wajda ci ha fatto un film che tutti dovrebbero vedere perchè, come diceva la Caselli, la verità non fa male lo sai. Ma siccome siamo in Italia.....siccome in Italia il " cinema" è " cosa nostra"( della sinistra ), siccome siamo sempre in Italia, specificamente a Roma dove il " cinema" è " cosa loro" ( intendo per quelle tre o quattro famiglie che dominano sceneggiature, regie, narrazioni, artisti, decidono anche chi deve pulire i cessi)( sapete intendo alludere alla famiglia Veltroni - figlia con loft a New York che è già un aiuto regista - alla famiglia Verdone, a quella De Sica, a quella Izzo, a quella Gasmann, a quella Giannini, etc) allora....Mi dicono che il film non s'è visto perchè fa ...scomodo a sinistra ed a destra.... Fa " scomodo", capite? E noi? Il popolo? Una massa di buoi cretini, polli da spennare per mantenerci, guai se contassero qualcosa. Pensierino di sinistra.
La destra ? Scomodo per la destra? Cazzate! Scomodo il film per i buonisti tipo UDC e dossettiani. Una bella realtà. Un'assurdità cui nessuno fa caso. Per forza, siamo una massa di buoi aggiogati! Meno sappiamo meglio è. Firmato: .....
Gaetano Immè

lunedì 20 aprile 2009

Franceschini il nerotinto strabico

Franceschini e Bersani insistono. L'election day è risparmiare.... Solfa inutile, ripetuta, sbagliata.
Comunque, conti a parte - oggi i conti sono diventati, per il PD, come la pelle di certa parte dell'organo maschile che la tiri dove vuoi - i due ineffabili mi potrebbero spiegare perchè vogliono l'election day ? Ma hanno capito che se passa questo obbrobrio di Segni-Guzzetta, il PD resterà all'opposizione per circa trenta anni? Le bugie hanno le gambe lunghe....e i capelli tinti...anche quelli rari.
Gaetano Immè

Emergenza democratica per RAI e conflitto....

Ho letto che due insigni parlamentari, Lucio Manisco e Giuseppe Di Lello, ed un illustre giornalista, Alessandro Cisilin, hanno inviato un esposto al Consiglio d'Europa, ovviamente contro Silvio Berlusconi - mais oui, ca va sans dire - perchè "le misure censorie e disciplinari adottate nei confronti dei due proghrammi di giornalismo investigativo condotti da Milena Gabanelli e da Michele Sanmtoro e con quanto riferito dalla stampa italiana sulle interferenze dello stesso Presidente del Consiglio sulle nomine per i vertici RAI, per Statuto di competenza del suo Consiglio di Amministrazione..." ...rappresentano il peggio del peggio ed una concreta prova di un regime........Non credo ci sia bisogno di continuare a leggere quanto i tre , mossi da una pulsione improvvisa di dignità e di libertà ( oggi, nel mese di Aprile del 2009), ripetono come una miserabile, mesta, vecchia ed insulsa canzone, che riecheggia anche la vecchia ed irrisolta bella storia del conflitto di interessi. Illustro: a) il Dr Lucio Manisco siede in Parlamento; b) Giuseppe Di Lello Finuoli è Senatore di Rifondazione Comunista; c) Alessandro Cisilin è ricercatore in atropologia e giornalista. Vorrei chiedere loro: ma quando le nomine dei vertici RAI si facevano, con Prodi Primo Ministro, a casa di Veltroni, o a casa di D'Alema, voi, dove eravate?
Per quanto riguarda la vexata quaestio del famoso, famigerato, sempiterno, irrimediato e forse irrimediabile conflitto di interssi di Berlusconi, problema estratto dalla naftalina solo quando fa comodo, devo dire che ci vuole una bella faccia tosta ad insistere su una ipotesi di legge semplicemente stalisnista. Pensate un poco: una legge che colpisce come reato una "ipotesi di reato", è semplicemente un'assurdità ed un obbrobrio. Roba da comunisti da 1922.
Si dice che gallina vecchia fa buon brodo. Ma stronzate vecchie, cosa fanno?
Gaetano Immè

sabato 18 aprile 2009

Libero ed il referendum

Il Prof. Zanon, oggi su Libero, afferma che la nostra Costituzione ammette l'election day. Non c'è da discutere, trattandosi del Professor Niccolò Zanon. Senonchè leggendo lo scritto ho tratto la netta sensazione che lo scritto appartenga al professor Zanon ed il titolo....a qualcun altro.
Il costituzionalista infatti fin dal suo esordio, afferma che " la Costituzione, sul punto, nulla dice". E questa è una sacrosanta verità. Poi esamina la Legge 352 del 1970 per affermare, ed anche questo è sacrosanto, che detta legge impedisce e vieta espressamente solo che " nello stesso anno" ( e quindi non nello stesso girono) si svolgano sia il referendum sia le elezioni politiche. Sacrosanto. Ma per il resto il Professor Zanon altro non aggiunge di nuovo e di concreto sul punto, nè poteva essere diversamente. Tuttavia mi sembra che per far coincidere la disamina giuridica con lo spirito di Libero sull'argomento, lo scritto faccia qualche - diciamo - forzatura.
La prima consiste nel riconoscere una forza giuridica, ancorchè non espressa, minore di quella che effettivamente essa comporta all'osservazione che nell'elezione referendaria ex articolo 75 della Costituzione il formarsi spontaneo del quorum sia un elemento essenziale. Questa interpretazione non è far dire all'articoolo 75 della Costituzione quello che detto articolo non dice, ma blocca con una logica inappuntabile le seguenti considerazioni:
1.è fondamentale che il quorum si formi per la validità del referendum. Dunque non è assolutamente possibile escludere in punto di diritto che la coincidenza con altre elezioni e voti contribuisca ad aiutare, a lubrificare, ad agevolare il raggiungimento del quorum. Non credo che l'esegesi dello spirito costituzionale consenta tale mezzuccio. Posso anche cambiare idea, ma vorrei una spiegazione diretta e esaustiva in merito.
2. circa poi l'obiezione che votare per il referendum in concomitanza con altre votazioni comporta anche, in caso di rinuncia di un elettore al ritiro della scheda referendaria coram populo, un enorme vulnus alla segretezza del voto, non ritengo che quanto scritto sia convincente. Sostiene infatti l'Autore, che " anche starsene a casa rivela un intento di affossare il quorum....". Ma non credo sia la stessa cosa. Infatti se il girono dell'elezione mi presento e dichiaro di non volere la scheda referendaria, la mia posizione è pubblica ed il segreto del voto è andato a quel paese, così non è assolutamente se io non vado al seggio. Primo perchè è un mio diritto astenermi dal voto refrendario e poi perchè non credo che i Commissari del Seggio si mettano a leggere ad alta voce i nomi di coloro che non sono andati a votare.
Posso avere lumi dal Professor Zanon?
Grazie anticipatamente.
Prof. Gaetano Immè, Roma

Santoro, Vauro, e Band. Ora e poi basta davvero

Mi sento tirato per i capelli, dunque, devo occuparmi ancora di Santoro, Annozero, Vauro e simili. Santoro mi ha definito un " poveretto", una sorta di minus habens rispetto a Lui, perchè leggo " anche " Il Giornale". Questo basta al Signor Santoro per definirmi un " poveretto" e che " stenta a capirmi". Devo ringraziarlo sentitamente, perchè mi ha fatto il più grande complimento mai ricevuto in questi miei primi settanta anni. Infatti non vedo proprio come lui possa capire me, mentre io capisco lui. Dunque voglio precisare a tutti che Santoro sta dove sta, ha il potere che ha non per meriti " suoi", non perchè è un giornalista di vaglio, non perchè si è segnalato per inchieste ben condotte, non perchè ha scritto libri, volumi o articoli. No. Lui occupa quel posto perchè ce lo ha messo un Giudice del Lavoro. Siccome la RAI - conoscete la mia idea - è una azienda semplicemente imbecille, composta da finti managers che fingono di lavorare ma invece giocasno con i soldi nostri, questa imbecille azienda è riuscita a cacciare Santoro ma in modo tale che la Magistratura del Lavoro ha potuto, su ricorso del Santoro stesso, rimetterlo al suo posto. Intendiamoci, non come un operaio che, licenziato e ridotto sul lastrico, si oppone al licenziamento e viene reintegrato nel posto: qui non parliamo di " salario", quì parliamo semmai di " milionario", quì non parliamo di " lavoro", semmai di " dominio". Insomma Santoro occupa il posto che occupa perchè:
1. è un protetto politicamente, un " famiglio " ( termine tanto caro al suo compagnuccio Di Pietro) di qualche ben nota famiglia politica campana ( indovina indovinello...) per cui è riuscito a trovare posto in RAI. Siccome la RAI è fatta da finti managers, di più " arpagone" ( che non fa rima con......bello! ma con....!)è riuscito a strappare, per ovvie complicità politiche, contratti megagalattici che poi, il giudice del Lavoro, davanti ad una sua richiesta di reintegro nel " posto", non ha potuto non confermare.
Insomma, nulla di personale, ma Santoro è proprio uno imposto in RAI dalla Magistratura, non scelto per le sue capacità da una rete televivisiva libera e privata, una persona che non possiede alcuna dignità personale e professionale e che anzi difende i propri interessi come fosse l'ultimo dei cottimisti edili a 70 Euro al giorno, pur prendendo qualcosa come 60.000 Euro al mese.
Infatti una persona che avesse amor proprio, una persona che avesse una sua dignità, una sua onestà, una sua correttezza morale avrebbe innanzitutto il coraggio civile di pagare in prima persona i propri erroti, senza atteggiarsi a vittima e poi non umilierebbe la sua stessa persona e la sua dignità personale ed intellettuali ricorrendo ad un Giudice per essere imposto in un certo ruolo: no, una persona dignitosa, una persona avrebbe dimostrato la sua capacità avvalendosi del proprio lavoro, del proprio intelletto. Santoro, neanche lo ha pensato.
2. è un signore che fa sempre lo stesso tipo di giornalismo, dal 1970 ad oggi. Il giornalismo dello scandalo a tutti i costi, anche a costo di nascondere la verità - come fa quasi sempre -. Un giornalismo tipo L'Espresso degli anni 70, con le inchieste scandalistiche sull'Italia della DC-PCI di allora. Lui è rimasto culturalmente quello e si circonda da suoi simili. Gente come Travaglio, Di Pietro, De Magistris, Vauro, Saviano, Ruotolo ecc, gente per la quale - udite! udite! - in Italia non si deve progredire perchè altrimenti " potrebbe" esserci l'infiltrazione della mafia, della camorra, della 'ndrangheta. No TAV, no MOSE, no variante valico, no Brebemi, no Ponte sullo stretto, no riforma della Costituzione, no TUTTO in nome di un eventuale pericolo di possibili infiltrazioni camorristiche. A parte che gente come loro - famiglia politica, intendo dire, di cui la ghenga citata è " famiglio" - convive alla grande con la camorra - da quanto tempo la sinistra domina e ha dominato in Campania, in Calabria, in Puglia, in Sicilia, nel Lazio, tanto per ricordare alcune perle di commistione fra la politica e le camorre - da una vita per cui verrebbe la voglia di esclamare il classico " da che pulpito viene la predica!", come può un Paese civile nel 2010, in piena globalizzazione, in piena crisi economica mondiale, restare ancora abbarbicata al giornalismo d'accatto degli anni 70? Inconcepibile.
3. Santoro è anche, umanamente parlando, un ingrato, uno che ti liscia fintanto che non ottiene il favore del potente ( d'altronde non può essere diverso un soggetto che deve tutta la sua carriera solo al suo " famiglismo" asservito a certa politica, non certo allae sue doti), un voltafaccia, uno che non esita a spararti dopo che ti ha succhiato quel che gli interessava, pur di far carriera. The show must go on! Penso a D'Alema, al quale deve la candidatura nella sicura circoscrizione del Mugello toscano, grazie alla quale ha bivaccato per anni ed anni come europarlamentare a 30.000,00 euro al mese, se non di più, per non lasciar traccia. Posto subito lasciato quando il Giudice del Lavoro per sentenza - ripeto, per sentenza, e non per capacità - lo ha reintegrato in RAI. Ora Santoro tratta D'Alema come un reperto archeologico, perchè la corrente riformista e migliorista del PD è invisa a Di Pietro di cui Santoro è lo zerbino mediatico. Penso a Lucia Annunziata, trattata in trasmissione come un povera imbecille sul fatto di Israele e Palestina, durante Annozero. Penso a tutti i soldi che Santoro ha preso da Mediaset, dell'odiato nemico Berlusconi. Insomma, ditemi dove vedete dignità e ragionevolezza, ditemi dove vedete un giornalismo fatto per il bene del Paese, al posto di uno pseudo giornalismo fatto solo per ossequiare la conquista elettorale di Di Pietro, suo più assiduo - insieme a Travaglio - presenzialista, senza - ovviamente- contraddittorio.
3. Santoro è un reperto archeologico di una politica faziosa, di una politica offensiva, di una politica fatta di guerriglia sessantottina, di una politica che ha partorito " i compagni che sbagliano", che ha partorito e che sta partorendo " i nuovi compagni che sbaglieranno ancora ", inseme a Cremaschi, a Epifani, a Rinaldini, di una politica, insomma, che è rimasta a Peppone e Don Camillo, fatta di botte, di aggressioni, di rivolte di piazza e che non conosce nè vuole conoscere tutti i fatti, tutti i progressi che la società civile ha compiuto a fatto, pur con tanto dolore, in questi ultimi cinquanta anni. Santoro è contro il PD, per dire, vorrebbe ripristinare, sotto il ducetto Di Pietro, l'estrema sinistra cancellata dal Parlamento, insomma un ritorno all'antica Italia del vorrei ma non posso. Intendiamoci, non sto dicendo che il giornalismo anni 70 sia inutile, tutt'altro. Quel giornalismo deve esistere, deve continuare ad esistere, perchè noi vogliamo conoscere come stanno le cose. Sempre meglio la peggiore verità alla migliore bugia. La democrazia viva di questo spirito. Ma quel tipo di giornalismo non può, nè deve presentarsi, come invece fa e pretende la Banda Santoro, come l'unica verità; quel tipo di giornalismo non deve godere di una tribuna così amplificante da sembrare la verità, quando invece è il contrario. Ecco perchè quel giornalismo, nell'Italia di oggi, nella società di oggi, è un sottoprodotto, un cascame culturale di una sinistra massimalista che storia, progresso, maturazione,hanno irrimediabilmente archiviato come superata e sconfitta. Ecco perchè chi, come Santoro e la sua Banda, tutti, nessuno escluso, sono intellettualmente scorretti: perchè spacciano una notizia, la loro, per verità assoluta, tacitendo la vera verità. E tutto questo, per la loro ingordigia di potere ( Di Pietro, De Magistris, IDV), di notorietà e denaro ( Santoro, Travaglio, Vauro). Ma a scapito dell'unico bene che dorebbe interessarli: quello del Paese Italia.
4. ultimo accenno, al vignettista Senesi, dipinto cone un altro martire. Costui è della stessa cultura di Santoro. Chi non la pensa come me non deve vivere. Come Di Pietro, che denuncia ogni tre vsecondi chi lo descrive. Anche il Signor Senesi, che fa tanto il martire della censura, che invoca sempre la libertà di satira, invece è come Di Pietro. Denuncia chi appena appena lo sfiora, con la satira o con il parlare. Anzi, Senesi, come Di Pietro, arriva anxhe alle vere e proprie intimidazioni. Prova ne sia questa: la denuncia di Senesi contro il blog;http://www.inpartibusinfidelium.it/. Strana onestà intellettuale quella del Signor Senesi: per se stesso pretende e si concede ogni licenza ( appellandosi alla libertà di satira), ma quando è lui sotto la lente di altri, allora la libertà di satira non esiste più. E giù denuncie, intimidazioni. Il Signor Senesi in quella circostanza non si è fatto certo scrupolo di usare il suo " potere". Questa illibertà, questa intimidazione è comune a tutta la sinistra: ricordate D'Alemo e Forattini? Ricordate Prodi e quel suo portavoce governativo che andava a..... transessuali la sera?
Inoltre Senesi è anche culturalmente un approfittatore. Infatti usa ogni mezzo per denigrare e blasfemare la religione cattolica ( a me non importa nulla della religione, nel senso che sono un convinto laico e liberale) perchè sa benissimo che non corre alcun rischio. Ma chiude gli occhi su tutte le malefatte che nel mondo l'Islam compie, perchè......la onestà intellettuale non si compra, non viene venduta al supermercato. Insomma una persona spregevole, un vile, come Santoro.
Piace vincere facile, vero?
Gaetano Immè

giovedì 16 aprile 2009

Sul Referendum di Segni e Guzzetta

Si discute sulla data del Referendum. Come al solito, chi tira da una parte, chi tira dall'altra, chi dice quel che gli fa comodo, chi tace quel che gli fa scomodo. Chi strilla " Al risparmio!" in pratica utilizzando i morti d'Abruzzo per allontanare un referendum del quale ha paura ( per le proprie tasche), chi guarda sostanzialmente al costo del referendum come una questione talmente ovvia ma connessa alla democrazia partecipativa da non poter essere messa in discussione. Insomma, come al solito, un caos. Perciò devo premettere una osservazione sostanziale: votare questo referendum ( che è quello previsto e regolato dall'articolo 75 della Costituzione ) significa, in caso di raggiungimento del quorum e di sua approvazione ( risposta " si"), introdurre in Italia una Legge elettorale che prevede il " premio di maggioranza". Tale " premio" consiste nell'attribuire al " partito" politico che riceve più voti ( degli altri partiti politici ) il 55% dei seggi in Parlamento. A me questo " premio di maggioranza" non mi piace proprio e non mi convince per niente. Non perchè sa troppo di regime fascista ( infatti fu introdotto in pieno regime da un Ministro di Mussolini, ma questo è un altro discorso), ma per il fatto che non penso che offra un contributo positivo alla crescita della ragionata e consapevole partecipazione del cittadino alla " cosa pubblica". Vi saranno pure altre forme istituzionali che consentano di dare maggior forza e quindi maggiore governabilità all'Esecutivo, dovremo quindi cercarle, discuterne, ma non ritengo proprio dignitoso per un Paese civile come l'Italia far rientrare in funzione una istituzione fascista che, questa sì, potrebbe portare ad una visione totalitaria del Parlamento. Il quale resterebbe praticamente soggiogato ad un solo partito politico, qualunque esso sia. Dunque un aiuto alla governabilità di questo Paese ma anche una deriva pericolosa per la tenuta democratica e liberale, sopratutto liberale, di questo Paese.

La questione di " quando votare " , che tanto viene dibattuta dalla stampa, è paradigmatica della pessimistica ma realistica visione di Simone Weil ,che già nel lontano 1943 aveva previsto , nel suo libro "Nota per la soppressione dei partiti politici", il carattere totalitaristico presente nel DNA di ogni partito politico che pensa solo alla sua espansione ed al suo potere . Accorpiamo le votazioni referendarie a quelle Europee, a quelle Amministrative ? Sì, gridano coloro che vorrebbero che il referendum passasse, sì, gridano, perchè la Costituzione non vieta espressamente di votare per un referendum e per altre ragioni, sì, urlano, perchè così si risparmiano 500 milioni di Euro per i poveretti d'Abruzzo! No, gridano quelli che temono questo referendum perchè cancellerebbe il loro potere politico , no, gridano questi, non si risparmierebbero che poche centinaia di milioni di Euro, ma non si può accorpare voti così dissimili. La solita cagnara. Vediamo di mettere ordine anche in questo. Quello che i referendari non dicono ( e te credo!) è che loro vogliono avvalersi della concomitanza delle elezioni politiche con quelle per il referendum allo scopo di raggiungere il quorum del 51% dei elettori, che è l'elemento basilare per la riuscita del quesito referendario. Una vera e propria truffa. Perchè è vero proprio l'opposto e cioè: che proprio per sincerarsi che la partecipazione al voto referendario popolare sia genuina e non indotta - con più o meno artifizi, doli e raggiri - la votazione del referendum non deve tenersi nello stesso giorno in cui si votano le politiche. Se la Costituzione nulla dice sul problema ( votazione unica per politiche e referendarie) - e te pareva!- vi sono ulteriori e svariate considerazioni da aggiungere alla precedente, che , a mio giudizio, è esaustiva. In primo luogo non mi risulta che mai, nella nostra storia repubblicana, le votazione per uno dei tantissimi referendum siano stati accorpati con elezioni politiche o amministrative. Mai. Si dirà: e che vuol dire? Nulla, ma è un elemento oggettivo e che vale da sessanta e più anni. In secondo luogo: nelle elezioni politiche il voto è un diritto ed anche un dovere per il cittadino, mentre il voto referendario prevede, sempre per il cittadino, anche l'astensione. Terzo luogo: nelle elezioni politiche non esiste il " quorum": esse sono valide anche se vi partecipa solo una parte minoritaria della popolazione. Invece nelle votazioni referendarie abrogative, il raggiungimento ( aggiungo " non indotto, ma spontaneo") del quorum del 51% dei votanti è elemento essenziale per la validità della consultazione. Quarto motivo : i n caso di accorpamento va a farsi benedire la segretezza del voto, una mostruosità giuridica da Paese del terzo e del quarto mondo. Infatti se il referendum si vota nello stesso giorno delle politiche, l'elettore deve registrarsi, ritirare le schede e se non vuole quelle del referendum lo deve dire al seggio. Se invece il referendum si vota in un altro giorno, chi non vuole votare o chi vuole astenersi non si presenta al seggio. In quest'ultimo caso risulta che l'elettore non ha votato, ma questo è un suo diritto, mentre nel caso precedente questo fatto viene registrato come un rifiuto.
Non mi sorprende più di tanto il pensiero illiberale della sinistra e di certo centro che diffida del referendum perchè strumento in mano al popolo che, spesso, è bue. La tesi del popolo rozzo e ignorante, del popolo che va guidato dal superstato è vecchia. Quanto Marx .
Quindi un convinto no a questo referendum ed un convinto no a riunire le votazioni referendarie con quelle politiche. Cari signori referendari, la democrazia costa, ve ne accorgete solo quando vi fa comodo? Piantatela di fare le finte verginelle. Nessuno vi crede più. Siate seri, anche se è difficile.
Gaetano Immè

Ci avete scassato tutti

Quello che dispiace è vedere come quasi nessuno, sul caso Santoro-Vauro, riesca a vedere ed a descrivere le cose come esse veramente stanno. Vi è un insopportabile conformismo di sinistra, stucchevole, fuori tempo, demodè. out of order, demagogico, velletario ed inconcludente. E dico poco.
Signori miei, siamo nel 2010, quasi nell'anno di "Odissea nello spazio" ed ancora questa sinistra pretende di andare avanti con il giornalismo degli anni sessanta, di denuncia, di opposizione a tutto ed a prescindere da tutto? Semplicemente ridicolo, inutile, velleitario ed assolutamente inconcludente. Il giornalismo di Santoro è questo, Signori miei, è inutile che vi inventate eroi e martiri che non esistonto se non nella vostra onirica perversione ideologica, non è un vero giornalismo, ma è una sorta di " teoria del sospetto eterno". E' una forma di giornalismo che il progredire della società italiana e mondiale, la continua commistione nella gestione politica di tutti i partiti politici, nessuno escluso, rende ridicolo, puerile, sciocco questo suo pretendere di addossare tutte le colpe e tutte le magagne eventualmente scoperte ( e diciamocelo con estrema franchezza, sull'Abruzzo Santoro e Ruotolo non hanno scoperto un bel niente o un talmente tanto poco che scompare davanti al davvero tanto che tutti i soggetti interessati hanno fatto per il terremoto ) alla sola controparte politica, cioè al solo Governo, purchè, ovviamente, sia di centrodestra. Insomma, Santoro un martire ? Ma de che? Un mediocre giornalista, un vecchio, stantio sottoprodotto di una cultura sconfitta da storia e fatti, che gode di una protezione giudiziaria in una azienda imbelle ed imbecille, dove la dirigenza è la schiuma dei sette mari della politica politicante. Santoro recita un ruolo da utile idiota a favore della sinistra non moderata e dell'IDV, a favore cioè di quella parte della sinistra non certo garantista ma del tutto giustizialista, ma con gli altri, mai con se stessa. Questa sinistra, orfana di leader, orfana di voti, orfana di tutto meno che di pretese ideologiche, ha bisogno di un martire per racimolare qualche votarello in più mettendo in scena, attore principale l'utile idiota Santoro, l'abusata ed ormai stantia oltrechè ridicola sceneggiata del martirio del libero giornalista. Con codazzo di Sabina Guzzanti, di Travaglio, di Di Pietro e inquisiti cantando. Insomma una pena.
E cosa dice il centrodestra? Ancora spreca tempo, denaro, voce e parole per Santoro, roba da non credere. Ancora grida di scandalo per Vauro ! Ma la nomenclatura del centrodestra si è mai resa conto che quella sinistra, quel giornalismo, quegli uomini sono sempre contro tutto ( contro il Mose, contro la TVA, contro il Ponte, contro la ricostruzione d'Abruzzo, contro ogni cosa ) e sempre per gli stessi motivi? Quali sono? Ma sono sempre quelli dei professionisti dell'antimafia. Leggete Travaglio, leggete e sentite Saviano, Agnoletto, Santoro, Ruotolo, V auro, Di Pietro ed inquisiti cantando, loro sono contro tutto perchè..."...nella ri-costruzione potrebbe infifltrarsi la mafia...". Ma dove vivono costoro? Da quando un Paese si deve fermare per darla vinta alla malavita organizzata? Allora in centrodestra grida alla scandalo e non s'accorge che lo scandalo lo hanno provocato loro ed il centrosinistra, ci vuole fare fessi, anzi, come al solito, ci vogliono fare fessi. Il bue che dice cornuto all'asino. Ma sono entrambi il vero scandalo. Lo scandalo dell'esistenza di un'azienda RAI che non risponde al mercato, ma ai partiti, di un'azienda RAI che ha management non scelto per capacità ma per servilismo politico. Ma guardate questi soloni attuali: Masi, Zavoli, i salvatori della Patria, che non sapendo cosa dire e per camuffare la loro complicità nella mega truffa RAI si trincerano dietro parole misurate che non dicono nulla o provvedimenti ridicoli che gettrano fango sull'Italia intera.
Signori RAI lo scandalo siete voi. Santoro è un vecchio arnese da propaganda di quartiere stile 1950 e va cacciato a calci in culo ma non per quel che dice, ma per quel che non dice. Tutti a calci in culo. E la RAI, sul mercato. Colpisce anche che, sul RFiformista, Nuccio Fava, alla fine della sua lamentela se la prenda con Mediaset. Ma dov'è stato negli ultimi cinquanta anni? Basta cos'.
Gaetano Immè

mercoledì 15 aprile 2009

Santoro, non è tutto da buttare....

Ho molto riflettuto sul fatto di Santoro e di Annozero. Devo fare una riflessione. E concludere che a mio giudizio la Band Santoro ha meriti e colpe. Non vedo dove stia il reato, neanche d'opinione, se un giornalista va alla ricerca di quello che, durante un'emergenza, non ha funzionato. Non esiste scandalo. Anzi, la ricerca ha un'utilità sociale perchè evidenziando le pecche offre la possibilità di organizzare meglio il servizio emergenziale per le prossime occasioni che, tutti speriamo, non ci siano. E se andiamo al sodo di Annozero, se togliamo le cialtronesche verbosità di Travaglio, le misere vignette di Vauro, se togliamo insomma tutti gli errori e le scorrettezze che Santoro commette ad ogni puntata e che ora indico, nella sostanza del report la trasmissione ha voluto indicare quelle pecche che si sono verificate anche se sono andati a cercarle con lanternino. Bene. Se fosse tutto così, sarebbe, ripeto, opera meritoria della Band Santoro.
Purtroppo a fronte di questo dato giornalistico e cronistico positivo e comunque contro corrente, visto il melenso tenore di tutti gli altri report ascoltati o letti, - a me piacciono gli spiriti liberi - la Band Santoro ha commesso molti errori politici. Ha indicato le carenze indicate come la regola anzi ché l'eccezione ( colpa cronistica), non consente un vero pluralismo ( colpa politica), non permette un dibattito sui temi che tratta dai diversi punti di vista ( colpa politica). Ma le colpe politiche seppure sono e restano come una macchia su Santoro e la sua Band, gravano anche sulla coscienza del menagement RAI incapace di esercitare nei fatti quello che tutti blaterano a chiacchiere: di dare trasmissioni non faziose politicamente e sopra tutto nelle quali sia sempre possibile il confronto. E' questo che manca a Santoro ed anche a Fazio. Dunque non assolvo Santoro come persona, ma ringrazio Santoro cronista. Forse dovrebbe ridursi a fare il cronista, visto che più cresce la sua età e meno diventa democratico.
Gaetano Immè

Ricordate Giuliana Sgrena?

Non sapevo che Giuliana Sgrena - ricordate la giornalista de Il Manifesto che in Irak fu rapita e per la cui liberazione morì il nostro Nicola Calipari? - avesse denunciato per diffamazione a mezzo TV Emilio Fede, nè sapevo, confesso la mia ignoranza, che la stessa fosse candidata, credo per le Europee, nell'Italia dei Valori di Di Pietro.
Le due notizie meritano un breve commento.
Quanto al primo evento ricordo che si era nel marzo del 2005. Una volta " liberata" la Sgrena, fu diffuso un video che ritraeva la Sgrena in prigionia durante il quale la stessa parlava di " resistenza irachena" e delle " malefatte" degli okkupanti americani. Durante la trasmissione del TG4, Emilio Fede così commenta le frasi della futura Onorevole Europea:" si tratta di miserabili e vergognose farneticazioni." Immediata la querela per diffamazione della Sgrena. Il dispositivo della sentenza dice testualmente che " il fatto non costituisce reato....in quanto legittima opinione nell'esercizio del diritto di cronaca....". Accolgo con piacere e con un pizzico di soddisfazione ideologica quanto deciso dal Giudice. Anche se con un ritardo di quattro anni, finalmente abbiamo conoscenza di una sentenza scritta non con l'inchiostro dell'ideologia, ma con quello del comune sentire degli italiani. I quali in cuor loro avevano giudicato non solo azzardato il viaggio della Sgrena ( chi non ricorda tutte le polemiche sul fatto che i giornali avrebbero dovuto pagare di tasca loro i riscatti anziché farli pagare a tutti noi italiani), ma addirittura fuori di testa la stessa Sgrena sia durante il video - si può capire, in simile situazione quello che si dice è spesso una sorta di atto dovuto, non tutti hanno sangue nelle vene- che, sopra tutto, dopo. Oggi finalmente sappiamo che tutte le esternazioni della Sgrena - che si era incarnata in una specie di eroina antiamericana - sono state davvero quello che avevamo tutti noi pensato: delle farneticazioni.

Siccome la matematica non è un'opinione, ecco che dalle farneticazioni antiamericane all'approdo al giacobinismo proprio dell'IDV il passo è stato......quanto meno schizofrenico. Come possa una persona che si è battuta contro la guerra americana in Irak, che definiva " resistenti" i rivoltosi, che definiva " occupanti" gli americani in Irak - tesi sostenute dal Manifesto e quindi da Rossana Rossanda - ci deve essere spiegato. Dalla Sgrena ed anche dall'IDV. La prima ci deve dire per quale motivo passa dalla difesa dell'operaio alla difesa della casta dei Magistrati, per quali vie la sua vecchia sete di egualitarismo pacifista possa essere diventato il giustizialismo alla Di Pietro, quello che vale solo per gli altri. Attendo una risposta. Che non verrà mai. Ci potete contare.

Gaetano Immè

domenica 12 aprile 2009

Il Blog s'allarga

Invito tutti i cortesi lettori a consultare il sito www.nuovacostituzione.it dell'amico Avvocato professor Francesco Carlo Bianca tratta delle necessarie ed auspicabili modifiche della nostra attuale Carta Costituzionale o della sua completa sostituzione. La sua introduzione è un invito ad un cambiamento delle forme istituzionali, un invito ad un Presidenzialismo, una concreta disamina delle modifiche istituzionali auspicabili. Condivido buona parte del suo lavoro e condivido anche il suo invito ad una collaborazione e ad un franco dibattito per migliorare l'architettura istituzionale di questo Paese ormai per vecchi. L'Autore, cui questo blog invia i migliori saluti ed i migliori auguri Pasquali, è quindi invitato ad inviarci suoi scritti sull'argomento che saranno da me pubblicati. Inizieremo così un dibattito istituzionale al quale inviatiamo a partecipare tutti coloro che mi leggono.
Grazie a tutti.
Gaetano Immè

sabato 11 aprile 2009

Repetita juvant

Mi piace ripetere le cose, nel timore che qualcuno non abbia sentito. Parlo dell'Ospedale dell'Aquila, quello progettato nel 1967, i cui lavori iniziarono nel 1972 e la cui inaugurazione avvenne nel 2000, quello la cui costruzione durò, quindi, trentatre anni, la vita di Cristo. Quell'Ospedale il cui costo iniziale previsto era di 11 miliardi di lire e che, invece, al termine venne a costare 195 miliardi di lire. Proprio quell'Ospedale costruito dalle autorità locali anche in un periodo, quello lunghissimo del post 1976, in cui trovarono applicazione le norme antisismiche, quello che, appena la terra, in Abruzzo, si è smossa, è miseramente crollato in ogni sua parte.

Da un rapido esame storico è emerso che durante i trentatre anni di costruzione e di ruberie, non vi è mai stato, in Italia, un Governo di destra o di centrodestra, ma sempre un Governo da compromesso storico, o della DC o tecnico o dell'ulivo o dei DS ( D'Alema, nell'anno della sua inaugurazione).

Alla carica di Sindaco dell'Aquila, sempre durante questi trentatre anni, vi è sempre stato qualcuno o della DC o di centrosinistra, fatta eccezione per l'anno 2000, anno di inaugurazione dell'Ospedale, quando la carica fu assunta dal Biagio Tempesta, del centrodestra. Ma ormai tutti i lavori e quindi tutte le truffe erano state realizzate e compiute.

Alla carica poi di Governatore della Regione, sempre nei trentatreanni di riferimento,si sono succeduti sempre e solo uomini tutti di centrosinistra o della DC dossettiana, fino al 9 Maggio 2000, quando, a giochi sporchi ormai belli che compiuti, la carica di Governatore dell'Abruzzo fu assunta da Pace Giovanni, di AN.

Ma Santoro, Vauro, Sansonetti, Giavazzi, Travaglio, Di Pietro, De Magistris, Ruotolo e compagnia mentendo, li compulsano mai i libri della recente storia prima di aprire bocca e dargli fiato?

Gaetano Immè

venerdì 10 aprile 2009

Il vero Novo Dux è proprio Di Pietro

A proposito di " buona stoffa " e di " buon mercante". Parliamo di Di Pietro. La sua mail ai deputati e senatori dell'IDV è splendida. I giornali l'hanno riportata integralmente, leggetela e meditate.
Se leggete quanto scrive Di Pietro ai destinatari vi rendete conto che in quel partito non esiste la libertà intellettuale, anzi non esiste proprio la libertà peronale. Di Pietro ti accoglie solo se tu gli vendi l'anima, la testa, l'intelletto e solo se obbedisci a quello che vuole lui. Lui è il padrone del Partito, lui decide se e cosa i deputati ed i senatori devono o non devono dire. Alla faccia della libertà di coscenza, alla faccia che ofgni eletto deve pensare solo ed esclusivamente al supremo interesse del Paese.
Ecco perchè il Di Pietro non fa altro che urlare contro " il regime", contro " il nuovo Duce", contro " il pensiero unico": perchè, come dicono i vecchi saggi, da che pulpito viene la predica!
Mediatate gente, meditate!
Gaetano Immè

Dell'Abruzzo

Alcune considerazioni devo farle sugli ultimi avvenimenti, sono proprio doverose.
Ovvio che la prima riguarda il dramma dell'Abruzzo. Ecco, direi che proprio questo immenso dramma dimostra la assoluta inutilità, anzi la assoluta malafede della trasmissione Annozero e quindi del caravanserraglio composto dai vari Santoro, Travaglio, Ruotolo etc. Nella ultima trasmissione il rossiccio ex europarlamentare fregandosene altamente delle verità ha voluto emettere - e non c'era certo da dubitarne - la sua sentenza ( lui è molto garantista, con se stesso): tutte le colpedi questo tremendo terremotosono da imputare a questo governo che npon solo non si è messo con la dovuta rapidità ed efficacia, ma addirittura non ha dato ascolto a chi lo aveva previsto ( alledendo a quel tale Giuliani che vede, prevede e stravede). Bene, come capo d'imputazione non avevo alcun dubbio. Invece, a voler osservare i fatti accertati senza i paraocchi della ideologia e dell'odio di classe, abbiamo scoperto che le abitazioni abruzzesi sono venute giù come cartapesta per due motivi. Le costruzioni edificate prima dell'entrata in vigore della Legge numero 64 del 1974 ( quella, per intenderci, che ha introdotto l'obbligo, per le nuove costruzioni, di applicare i principi antisismici ) sono venute giù perchè costruite con progetti e con materiali delinquenziali e quelle costruite dopo la predetta data perchè , non ostante la nuova Legge, sono state costruite come se quella Lgge non esistesse. Mi pare dunque che se dobbiamo cercare colpe, queste vanno ricercate nelle amministrazioni centrali che si sono succedute a Roma diciamo fino al 1995 ( fino a quando, cioè, la competenza sull'edilizia non è stata devoluta alle Regioni ) e poi, fino a ieri, sulle amministrazioni locali. Parliamo dell'Abruzzo ed allora, come non ricordare tutti coloro che hanno amministrato quella Regione come loro " protettorati", come non ricordare la DC dossettiana che aveva in Gaspari Remo il suo proconsole nella Regione, come non ricordare che la Regione è stata per svariato tempo, per tanto tempo, per troppo tempo nelle mani della sinistra, come non ricordare insomma tutti quei soloni, tutti quei professoroni, tutti quegli architetti, tutti quei progettisti, tutte quelle famose imprese ( garantisco che non si tratta della sola Impregilo, sempre tirata fuori, ma ci sono i nomi del fior fiore della famosa razza dei costruttori abruzzesi , taluni noti anche fuori della Regione, che sono stati per cinquanta anni collusi con il sistema politico abruzzese fatto di accordo e di commistione fra la DC dossettiana ed il PCI)che si sono arricchite con le costruzioni abruzzesi? Come non ricordare che i lavori per la costruzione dell'Ospedale dell'Aquila, iniziata nel 1969, sono durate ben trenta anni! Come dimenticare che per tutti questi anni l'Ospedale è stato gestito in maniera clientelare ? E, sopra tutto, come dimenticare che l'Ospedale è venuto giù tutto, come se fosse stato costruito con la sabbia ( omen nomen...) anzichè con i dettami antisismici. Tacciano dunque i miserabili sciacalli che ci vogliono togliere il cervello indicandoci un colpevole che non è, che vogliono comandare le nostre menti, che vogliono imporci quel che dobbiamo pensare o dire. Santoro ed i suoi valletti in primis. E sapete perchè? Perchè per conoscere una buona stoffa ( leggasi, per capire che razza di magna magna c'è stato in Abruzzo dal 1950 fino ad oggi , che pastetta fra DC e sinistra ) ci vuole un ottimo mercante .

E siccome buon sangue non mente, devo dire che sono rimasto sbalordito nel constatare che Sansonetti - sul Riformista di oggi - pur di parlare male di qualcuno - ovviamente del Governo, ca va sans dire -arriva addirittura a rammaricarsi che di sciacalli che rubano nelle case abbandonate, non ce ne siano poi troppi. Dunque addosso al Governo che ha previsto il reato di sciacallaggio ma non ha i clienti. Ritenevamo Sansonetti una persona equilibrata e ci duole di leggere tali vaneggiamenti e tali interpretazioni distorte, parole usate da pennivendolo asservito ad una causa ideologica. Mettiamola così: al mio Paese si dice" meglio aver paura che buscarle ". E' per lo meno strano che un uomo di sinistra, che dovrebbe dunque difendere i poveri cristi che han perso tutto e che per di più vengono depredati da questi sciacalli, davanti ad un Governo che , per la prima volta nella storia d'Italia, si badi bene, introduce il reato di sciacallaggio ( mai esistito ), con le solite capriole ideologiche tanto care alla sinistra, urla, non contro i ladri, ma contro chi difende i poveri. Per inciso, i fatti - cioè gli arresti di sciacalli - lo smentiscono.
E poi ancora si chiedono perchè hanno perso tutte le elezioni. Se contnuano così si spera che scompaiano del tutto.
Gaetano Immè

mercoledì 8 aprile 2009

I miserabili sciacalli

Victor Hugo non c'entra niente, il titolo riguarda gente italiana, sapete, di quella tipo benestante con attico e cattedra incorporata, gente che capisce, che ci insegna. Non si sa cosa, ma pretende di insegnarci. Ma tant'è: siamo tutti in lutto per il terremoto e , si dice, non possiamo abbassarci a polemizzare, pensiamo a fare il bene della gente abruzzese. Ma a questi miserabili sciacalli voglio rispondere e subito. Così, d'amblé, tolto il dente, dolore non sentire. Non che questi miserabili sciacalli mi facciano sentire dolore perchè possono dire quel che vogliono tanto restano quello che sono: dei miserabili sciacalli.
Sono pochi, ma assai ben miserabili, oltre che sciacalli. Travaglio, L'Unità con Giovanni Bellu, Franceschini, Di Pietro. Gli altri sono portaborse.
Comincio dal nerotinto chierichetto che gioca a fare il segretario del PD. Le sue parole "..non è questo il momento di fare polemiche ma......." ".......ed allora che il Governo accetti ogni aiuto internazionale.....". Quali sarebbero le polemiche da fare? Se Franceschini ha delle idee diverse sul terremoto perchè non esplicitarle, se le idee - se ci sono - fossero esclusivamente per il bene dei terremotati? Dunque perchè no n dire tutto ? Lo so io il perchè: semplicemente perchè il nerotinto ha voluto coraggiosamente lanciare il sasso ( facendo presupporre chissà quali problemi che invece non esistono) e nascondere la mano. Una vera prova di coraggio, di responsabile consapevolezza, di alta politica. Anzi una vergognosa prova di una violenta, immonda, miserabile speculazione politica sulla pelle dei martoriati terremotati ai quali si fa intuire l'esistenza di chissà quali nefandezze, ovviamente da parte del Governo ma sulle quali il nerotinto dice, col buonismo responsabile che prova a scimmiottare, lasciamo perdere perchè ci sono i morti da piangere ed i vivi da aiutare. Sulla seconda frase, quella degli aiuti esteri che il Governo "deve"( e perchè?) accettare, basterebbe obiettare che non deve essere lui a dire quello che il governo deve o non deve fare. Lui può solo proporre al Governo, non dettare l'agenda del governo.
Per quel che riguarda Travaglio devo dire che è riuscito a superare ogni più rosea previsione. Sentendosi Zorro ( cioè una volpe o, meglio, un volpino cioè un vero cane) dice che è stato un peccato che il terremoto sia avvenuto proprio ora, che il terremoto dovrebbe avvenire dopo che le case fossero state ingrandite dal decreto casa di Berlusconi, così i morti, invece che 250 sarebbero stati 2.500. E lui gode. Come si chiama uno che gode nel vedere chi muore? Errani? No, quello sorrideva alle battute di Pecoraro Scanio durante un funerale. Scegliete voi come chiamare il Travaglio. Io propongo di soprannominarlo " il cretinetti ", come la grande Franca Valeri - don na ricca ed i ntelligente- chiamava Alberto Sordi - suo marito, il mantenuto imbecille ed incapace - in un noto e vecchio film italiano.
Giovanni Maria Bellu sempre sull'Unità fa il sofista ed il perfetto maanchista. Titolo dell'Unità "Calvario d'Abruzzo. Ci hanno detto di restare in casa". Chi l'ha detto? A chi? Non si sa. Pensate voi se fosse vero: dire durante un terremoto aòllagente di non uscire di casa<, anzi di restare a casa significa giustiziarli tutti, insomma chiuderli nella bara dove il terremoto li seppellirà. Ognuno di noi sa che la prima cosa che la gente fa quando c'è un terremoto è quella di uscire di casa. Ora vi pare pensabile che vi sia qualche pazzo che possa suggerire il contrario? E se ci fosse stato, chi potrebbe essere? Of course, il Governo! All'Unità non importa poi un beneamato cazzo che tutti i servizi di giornali e di TV dicano proprio il contrario. All'Unità interessa , come a Travaglio, solo che i morti siano di più di quelli che sono. Per dare addosso a Berlusconi. Facendo però morire ancora più italiani.
Quanto a Di Pietro, lo lascio per ultimo per via del detto dulcis in fundo. Abbaiando come il suo solito, afferma ed emette sentenze ( ora chiederà che possa avere anche le manette in tasca, tanto lui ha anche fatto il poliziotto) affermando "...non sono state prese le necessarie precauzioni...". Senza ovviamente dire quali avrebbero dovuto essere tali necessarie precauzioni.
Altro sciacallo. Questo poi è il peggiore di tutti, perchè siede in Prlamento e " dovrebbe" avere a cuore il bene del Paese. Invece, si avvicinano le elezioni europee, costui ha a cuore , come sempre è stato, il bene " suo" o, il che è la stessa cosa, del suo partito, che, come sapete, per statuto da lui mai cambiato è, come per i peggiori mafiosi, " robba sua".
Gaetano Immè

domenica 5 aprile 2009

I privilegi della CGIL

Ieri manifestazione sindacale a Roma della CGIL. E' ovvio, si tratta di uno sciopero che la CGIL ha indetto da sola, senza altre sigle sindacali. Sciopero, va bene, Ma contro che cosa? Risposta :contro la crisi . V abene, contro la crisi, ma scendendo nel concreto e visto che è stato indetto questo sciopero, mi volete dire contro chi scioperate? Forse contro gli imprenditori italiani? Forse contro alcune imprese che hanno licenziato ? Risposta: noi scioperiamo contro la crisi e quindi contro il Governo. Domando: ma questa crisi- che non ha origini italiane e che è globale - è dovuta forse all'attuale Governo? Risposta: no, ma l'attuale Governo è sempre colpevole, di qualunque cosa e a prescindere. Quindi uno sciopero contro la crisi che è stata prodotta dagli USA, ma non contro gli USA ma contro il Governo italiano. Come logica non c'è male. E' come dire: piove, Governo ladro o, come dice la lingua tagliente di Tremonti, è come scioperare contro la pioggia.

Insomma la CGIL ha manifestato a Roma contro non si sa bene cosa, anzi non lo sanno nemmeno loro, neanche quelli che hanno partecipato. Sciopero contro quel che passa, sciopero sempre contro il Governo. Così, Franceschini ed Epifani hanno portato a Roma 200 mila o forse 2 milioni ( la solita tarantella dei numeri) di iscritti alla CGIL. Tutti rigorosamente in tenuta rossa e tutti modernamente col pugno sinistro alzato e chiuso, cartelli tipo " Bella Ciao", insomma tutte cose modernissime che sopratutto hanno attinenza, voi lo capite bene, con i titoli subprime, con le banche americane che falliscono, con i titoli derivati.....Guarda, tu in banca senti parlare di un titolo derivati e se vuoi combatterlo, cosa fai? Ti alzi in piedi, davanti al Direttore, e ti metti a cantare " Una mattina, mi son svegliato, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao,..." e il " titolo derivato" si dissolve nell'aria. L'economia si riassoda, il PIL riprende a crescere, le aziende piccole medie e grandi assumono tutti a tempo indeterminato, insomma basta un " Bella ciao" e l'Italia si trasforma in un Paese da Collodi, dei giocattoli, in una sorta di Paradiso terrestre dove tutti prendono uno stipendio, anche senza che nessuno produca ricchezza. Ci pensa lo Stato.

Insomma la CGIL ha speso un mucchio di soldi per organizzare tutto questo. Treni, aerei, pulman, navi, panini , birre, coriandoli e ricchi cotillons. Quanto? Non lo sapremo mai.
Perchè, vedete, la CGIL protesta e sciopera ad ogni due per tre, anche da sola, urla contro il regime, si straccia le vesti ( di cashemire ), lancia accuse contro i provvedimenti del Governo, contro la social card, contro questo e quello perchè rappresentano una miseria, invoca ad ogni piè sospinto la trasparenza, ma poi......predica benino ma razzola da disgusto. Sentite e leggete.

La social card - giudicata dalla CGIL un pezzo di brioche gettato con disprezzo da tutte le nostre Marie Antoniette al popolo affamato e senza pane - - una misura illiberale, una misura indegna, una misura da elemosina, e via dicendo - la social card, dicevo, frutta lla CGIL, in soldoni di noi contribuenti, la bella cifra vicima ai 5 milioni di Euro. Sì, avete letto bene. La CGIL incassa dai suoi CAF che rilasciano la ttanto disprezzata social card la bella cifra che vi ho indicato, euro più, euro meno.

E questi soldi la CGIL non li mette neppure in bilancio, nè ci paga le tasse. La CGIL che urla contro l'evasione fiscale, urla contro i privilegi assurdi, contro chi già paga le tasse ma secondo Lei non abbastanza, lei urla e sciopera, ma lei, che incassa miliari di nostri euro, non paga neanche un euro di tasse. Perchè?

Semplicemente perchè così stabilì nell'ormai preistorico 1946, sessantatreanni orsono, nel mondo si sessantatre anni fà, l'articolo 39 della Costituzione.

Ecco perchè la CGIL non vuole cambiare la Costituzione, semplicemente perchè verrebbe meno, con la sua riforma, tutta la massa di privilegi dei quali oggi la CGIL gode e dei quali si nutre.

Ecco allora le " adunate oceaniche", ecco gli scioperi contro la pioggia, ecco gli scioperi contro la luna, ecco guardare il dito senza vedere la luna, ecco " Bella Ciao", ecco l'ANPI, ecco il nuovo fascismo e tutte le corbellerie stratosferiche ammantate da cultura resistenziale.

La verità è che su questi sepolcri imbiancati, su queste tombe resistenziali, su queste menzogne storiche e sociali e politiche vecchie come il mondo, la CGIL e tutti quelli che si lasciano da essa trascinare ci campano. E pure alla grande.

Alla faccia del cassaintegrato, alla faccia del precario con mutuo, alla faccia del precario senza mutuo, alla faccia degli stronzi che ancora credono agli ordini che ricevono.

Gaetano Immè

sabato 4 aprile 2009

Niente di personale Signor Englaro e Sgnor Colomba

Ndp. Niente di personale, Signor Englaro, ma purtroppo, constato che avevo proprio ragione quando la definivo una persona che ha voluto, pervicamente cercato e voluto fare di sua figlia un caso nazionale per utilizzare la risonanza mediatica per altri fini. Eccoli i suoi fini, Signor Englaro, con i miei personali complimenti, mi permetto di elencarglieli:
1. i Radicali ( credo, forse qualche altro partito o partitino ) l'hanno indicata come autorevole
candidato alle prossime Europee. Dio solo, e Lei certo, sa per quali meriti;
2. la Giunta Fiorentina, rossa dalla testa ai piedi, le vuole riconoscere la " cittadinanza onoraria
di Firenze". Se può spiegarmi che diavolo c'entra Lei con Firenze, Le sono grato, ma dubito as
sai di ricevere risposta;
3. il Presidente dell'Unione Nazionale dei Cronisti , tale Signor Guido Colomba ( vola, Colomba
bianca vola, diglielo tu.....che tornerò...), vuole assegnarLe il Premio " Lingottino d'Argento".
Sia Mr Volare che Lei Signor Englaro, potreste togliermi questa oppressione, potreste ridarmi
la serenità del sonno, volete insomma dirmi che cazzo c'entra Lei con i Cronisti?
P.S. Al Signor Volare chiedo anche che gentilmente mi spieghi che vive a fare e quali siano le prerogative di questi " Ordine" da lei presieduto. A me sa tanto di corporzione fascistoide.
Se mi sbaglio, mi corregga, Signor Presidente.
Ndp.
Gaetano Immè

venerdì 3 aprile 2009

Il nuovo 1976 in Italia.

Io vedo pessimi segnali o sento tamburi non troppo lontani, che mi riportano indietro, diciamo, di trentatre anni. Insomma, i segnali mi riportano al fascismo del comunismo, ai tempi dei compagni che sbagliano, ai tempi delle " sedicenti brigate rosse".
Mentre stiamo tentando di costruire in Italia un grande partito popolare, liberale e laico ( la speranza), che formalmente si è già costituito, cioè il PDL, ma sul quale bisognerà molto lavorare, mentre la speranza di tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo Paese, mentre dunque da più di un anno si sta lavorando per cercare di portare questo disgraziato Paese verso una forma dpiù avanzata e moderna di democrazia rappresentativa per la cui realizzazione il Paese stesso deve trasformarsi da un Paese di " paritcularismi guicciardiniani" in un Paese di ispirazione istituzionale bipolare, da parte della sinistra e da parte del PD e dei suoi consociati non mi pervegono segnali di crescita, ma inquitanti segnali.
Voglio sottolineare che da tutta la sinistra, e non solo, non sono mai pervenute proposte concrete che tendano a realizzare sistemicamente il bene del Paese, ma solo proposte sempre scritte con l'inchiostro rosso della ideologia. In tal senso interpreto la proposta, folle a mio giudizio, del salario garantito per chi perde il lavoro, in tal senso l'immediata opposizione feroce al Piano casa, opposizione ridicola e facinorosa e che poi, una volta che le Regioni - sopratutto quelle amministrate dal PD - si sono assunte le loro responsabilità in merito, è diventato il ridicolo " adesso va bene perchè abbiamo cambiato il provvedimento" e tutte le altre posizioni espresse dalla sinistra in genere. Ma vi è di più e di peggio.
E' ripreso con grande clamore, da quando Franceschini ha assunto la segreteria del PD, il solito bieco, cieco, umorale, apolitico e budellesco antiberlusconismo, che, orami è noto, non solo non porta da nessuna parte ma regala voti all'IDV. I passi avanti di Veltroni del Lingotto ( basta con l'antiberlusconismo...) sono stati già annullati e rimangiati. Ma vi è di più e di peggio.
Alcuni programmi televisivi stanno effettuando trasmissioni nelle quali si esalta la violenza, la si giustifica contrabbandandola come uno strumento politico per costringere una categoria a cedere alle pretese di un'altra categoria. Annozero, Exit, Ballarò ne sono l'esempio eclatante. Ho visto ad Annozero gente come Casini , Della Valle e Tabacci ( gente non certo pro-Berlusconi ) zittita da Santoro che dava spazio ai no global e simili, ammutoliti davanti ad un Santoro che toglieva loro la parola per far parlare ragazzi dei movimenti alternativi; ho assistito, sbigottito, ad una trasmissione di Exit che definire vergognosa è un complimento, con una conduttrice, la D'Amico Ilaria, letteralmente sdraiata alla pecorina di fronte ad un Grillo scatenato che ha potuto sproloquiare senza alcun contraddittorio per venti minuti, su trenta di trasmissione e poi filarsela dal collegamento per non affrontare il dibattito. Ma vi è di più e di peggio.
Vedo un Di Pietro che , pur di acquisire, rastrellare, recimolare un poco di voti, destina a Bruxelles delle persone a dir poco inqualificabili contribuendo, in tal modo, a rendere la Casta dello Stato sempre più vorace, ignorante e d'accatto. Ma vi è di più e di peggio.
Leggo oggi quello che urla e che scrive la CGIL per lo sciopero - indetto, si dabi bene, contro " la crisi" che sarebbe come se uno scioperasse contro la pioggia! - che domani paralizzerà con ben cinque cortei la città eterna. Scrive testualmente: ....il diritto al posto di lavoro.....il diritto al salario per i senza lavoro.....Le stesse parole che l'altra sera gli invasati ragazzotti urlavano ad Annozero da Santoro. Le stesse parole che ho sentito dire a Londra, nel caos di questi giorni.
Ma vi è di più e di peggio.
Mentre si sta creando questo clima torbido, sento un Diliberto che sragiona affermando che " Berlusconi odia i lavoratori ed io odio Berlusconi", capopolo da quattro baiocchi, incosciente politico, sento le stesse cose dette ad Omnibus da Rizzo e da altri. Ma vi è di peggio e di più.
Ho letto i pennivendoli di Repubblica, del Manifesto, dell'Unità, straparlare di " regime "( Rossanda), sragionare di " fascismo di chi volta per il PDL", vomitare odio di classe scrivendo che ( chi vota per il PDL ) " è un popolo che si fa plebe, che è fascista dentro..." e simili cosettine.

La sinistra, ancora non ha capito le lezioni della storia: Ancora non ha capito il 1989, ancora non ha capito che non è bastato e mai basterà cambiare " ditta" per non essere più " comunisti dentro".
La sinistra, però, ha capito benissimo - non per niente ha in seno molti magistrati che possono fungere da " periscopi" delle aule e delle cancellerie giudiziarie , così come nel 1994 gli stessi sono serviti alla sinistra come veri e propri boia - che la via giudiziaria contro Berlusconi è miseramente fallita ( Di Pietro, Violante, Caselli, Borrelli, Boccassini, Ingroia, etc).
La sinistra, non avendo - se lo ha, me lo faccia conoscere - un progetto politico che ben si attagli al momento storico globale che stiamo vivendo , non ha che un'arma in mano.
Quella che avete ben capito, anzi avete capito benissimo.
Ma si può far progredire l'Italia con questa sinistra?
Gaetano Immè