Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 22 aprile 2009

Referendum e presa per il culo.

Il referendum fa discutere. Teniamolo, spostiamolo, rimandiamolo, raggruppiamolo, una girandola di opinioni, tutte rispettabili, per carità. In particolare Il Riformista da ieri non fa altro che sparare al referendum. Ieri Anna Chimenti, oggi il Direttore, tutta l'artiglieria è puntata contro il referendum. Certo che ogni opinione è rispettabile, ma non chiedetemi però di condividerne alcune che sono partorite per interessi politici di parte. E' il caso del Riformista. Oggi il Direttore spara a palle di fuoco contro " lo sperpero" di denaro butato via dal Governo per tenere la consultazione - indipendentemente dal giorno- ieri la Chimenti che metteva in evidenza il calo di attrazione democratica che l'istituto referendario ha subito negli ultimi quaaranta anni.

Qualcuno fa finta di non accorgersi che la proposta referendaria è vecchia, che non è stata certo proposta nè suggerita dal PDL e che il suo contenuto, se vogliamo non entrare ma appena appena accennare al merito della questione, è un obbrobrio per qualsiasi democrazia liberale. Così tutti approfittano della confusione del sisma dell'Abruzzo per confondere le carte e per osteggiare il referendum con l'alibi dello " sperpero dei soldi" per tenerlo, soldi che potrebbero dal Governo essere indirizzati, ca va sans dire, ai terremotati. Una scusa banale , ipocrita, vergognosa e cialtronesca, che proprio i terremotati non meritano.

Come il gatto e la volpe, come caino e abele, come romolo e remo, ecco i partiti ed i loro giornali a fingere di gemere per i soldi buttati via, ma in verità tremano per la loro stessa sopravvivenza. Aveva proprio ragione Simone Wiel, il quale già nel lontano 1942 aveva giudicato una " disgrazia" la nascita dei partiti politici. Dibattendo alla lontana con l'economista Shumpeter, che nel 1941 aveva invece plaudito la nascita del partito politico capace di alfabetizzare folle altrimenti lasciate a sè stesse, Weil aveva indovinato, pur senza esssere un mago, che il partito politico era un centro di potere e basta e che nel proprio DNA conteneva il germe dell'egoismo e dell'autoritarismo in quanto avrebbe pensato non al bene di un Paese ma alla sua propria sopravvivenza, al suo dominio sul controllo del Paese.

Così, sulle tracce di Simone Weil ma mascherandosi da uomini probi e disinteressati, ecco la geremiade dei falsi moralisti, degli ipocriti patentati, dei Giani bifronti della politica nostra.

Premesso che l'istituto è previsto nella nostra Costituzione, questo referendum è opera di due cause che lo hanno prodotto. La prima causa è da imputare al temporaneo fallimento del bipolarismo da Lingotto, causato dalla dabenaggine politica del PD di vantare di correre da solo per stabilire in Italia una nuova era bipolare di confronto con l'attuale PDL, allora CDL. L'insana alleanza con Di Pietro ha condotto il PD a rinunciare al sogno ipotizzato da Veltroni, conducendo il PD stesso, sopra tutto ora con la segreteria del nerotinto chierichetto, su posizioni inconciliabili con una scelta politica ormai dimenticata a favore di un ritorno di un collante antiberlusconiano che rappresenta le feci di quell'essere vivente e ragionante che è la politica. Il PD finge di essere neutro sul referendum di Segni e Guzzetta, ma la verità è che, considerato il premio di maggioranza previsto dal citato referendum, oggi come oggi il PD , se passa questa legge , può dire addito eterno alla speranza di governare l'Italia. Così, come il gatto e la volpe, mentre Franceschini ostenta, oltre al capello tinto, anche una sicumera ridicola di non temere il voto referendario, i suoi portaborse, i suoi giornalisti, come Il Riformista, attaccano il somaro dove vuole il padrone e strombazzano contro i soldi buttati via, in sostanza tentano di buttare sul governo le colpe che sono proprio del PD. Una bella operazione di mistificazione stile Cominform.

Cari italiani, la grancassa che sentite contro lo sperpero di denaro per il referendum è una cialtronieria ed una vostra presa per il culo. La verità è che Segni e Guzzetta, preso atto che la politica non è stata in grado di produrre una nuova Legge elettorale condivisa- a causa del ritirarsi del PD verso posizioni sempre più massimaliste - per cercare una via che potesse dare al Governo italiano una certa governabilità, hanno pensato di creare questo mostro antidemocratico edilliberale, di cui i signori del PD, in tutt'altre faccende affaccendati, solo ora si sono accorti.

Ho citato Il Riformista perchè dovrebbe rappresentare la componente riformista, moderata, a vocazione bipolare del PD. Figurarsi Repubblica, L'Unità e via discorrendo. Un coro di menzogne, di ipocrisie e di cialtronate.

Alle quali si allega, ma con minore ipocrisia, anzi senza nessuna ipocrisia, la Lega. Che dice no al referendum non tanto per motivi di sua incostituzionalità, quanto perchè fa perdere alla Lega, che prudentemente non è confluita ne PDL, il diritto di veto ( o sarebbe meglio dire , francamente, il " peso del ricatto"?, la verità non fa male lo sai!) che la rende indispensabile in questo Governo.

Perchè dunque tanta ipocrisia a sinistra? Perchè tanta avversione allipotesi referendaria da tutti i piccoli partiti ? Per il bene del Paese? Non certo. Perchè tutti , PD compreso, temono che a questo punto il PDL, ottenendo più voti di tutti gli altri - non certo la maggioranza assoluta, ma quella relativa - si approprierebbe, come fece l'ultimo Governo Prodi per 24.000 voti alla Camera, del 55% dei seggi in Parlamento e governerebbe da solo.

Stupisce, ma non troppo, che nessuno abbia spostato, invece, un'altra causa che metterebbe l'ipotesi referendaria Segni-Guzzetta all'angolo dell'inutilità. Perchè, invece di produrre una legge con premio di maggioranza che sa di regime fascista ( quel premio fu inventato, non a caso, da uno dei Ministri di Mussolini nel 1924 ) la sinistra non propone una modifica costituzionale ( sia sull'istituto referendario ormai desueto, vecchio e ridotto come una vecchia prostituta , sia dei poteri del Governo, varando, in accordo con la PDL, una sorta di primierato ?

Siamo alle solite. Troppi pensano ai cavoletti loro e pochi ai problemi del Paese. Che non ha bisogno di una legge illiberale, di sapore fascista, sbagliata, deleteria e pericolosa. Ma di una sana e condivisa riforma costituzionale che permetta di conservare una legge elettorale che dia una rappresentatività democratica dei votanti ed anche di governare come i tempi moderni pretendono.

Di finte verginelle scandalizzate, tipo " mamma, Cicio mi tocca! Toccami Ciccio!", ne abbiamo fin troppe in Italia. Non sarebbe ora che ci sia da parte dei partiti e della stampa un poco di dignità e di rispetto verso gli elettori?

Gaetano Immè

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