Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 29 maggio 2009

Se questo è un Partito democratico........

Per qualificare un partito, è necessario determinare la sua capacità di dettare l'agenda politica al Paese che pretende di governare, in poche parole la sua superiorità culturale e politica,
confrontanta e verificata con i mezzi di comunicazione .


Basta quindi questa piccola osservazione per mostrare pollice verso - all'antica romana - nei confronti di questo PD. Questo partito infatti, ormai da tempo, anzichè imporre il proprio schema politico-sociale al Paese , si fa guidare da alcuni giornali, ne sposa acriticamente le iniziative, sopratutto quelle non politiche, senza porre il proprio sale, il sale della propria intermediazione politico-culturale, il sale della supremazia della politica sulla cronaca spicciola, quale filtro necessario per elargire il proprio imprimatur politico al caso. Non v'è dubbio che, da questo punto di vista, il tracollo del PD è talmente evidente da sgomentare, da far persino temere per la sopravvivenza di un vero partito d'opposizione in Italia. Il legenDario segreDario ha la colpa d'avere commesso il peccato originale che ha originato tale sfacelo: non si può diventare segretario politico di un partito di importanza nazionale con una semplice cooptazione, senza ascoltare la base, senza la presentazione di uno straccio di programma, senza che il carisma del nominato, la sua esperimentata capacità di governance, senza che il suo appeal a tutto campo abbiano il peso determinante che debbono avere, come se si trattasse di un' IDV qualsiasi. Tanto più che questo legenDario segreDario aveva già sulle proprie spalle la responsabilità diretta del fallimento politico del precedente Segretario W. Veltroni, essendone stato parte attiva e rappresentativa. Era, in sostanza, già dall'inizio, un politico fallito. E, sopra tutto, nominato d'ufficio, senza nessuna investitura popolare, praticamente imposto. In puro stile comunista.

Certo bisogna pure sottolineare che in seguito il legenDario ci ha messo molto di suo per far precipitare il PD nel buco nero in cui si trova. La sua opposizione verbale e verbosa a tutte le iniziative governative , che trova fonte nella formazione politico culturale dossettiana , fin dalla sua origine dominata dallo stalinismo del PCI, tutta impostata sulla demonizzazione dell'avversario su campi diversi dal politico ( figli, moglie, mariti, amanti, scappatelle, sospetti, delazioni, accuse infondate, ecc) , ha fatto capire agli italiani, anche a quelli simpatizzanti per il PD ma non militarizzati, che il legenDario altro non ha fatto che ritirare fuori il vecchio schema comunista, usato in Italia dal PCI a piene mani contro intellettuali che non fossero schierati ed organici ( si pensi solo allo scrittore siracusano Elio Vittorini). Non solo: credo che questi stessi italiani siano stati negativamente colpiti dal livore e dalla cattiveria che animano belluinamente questo falso chierichetto emiliano, mezzo pretino e mezzo guerrigliero, oltre ogni ragionevole misura ed abbiano capito che effettivamente questo signore rancoroso e livoroso, altro non sia purtroppo che la rappresentazione carnale di quell'Italia peggiore che si sente da costui rappresentata.
In realtà gente come il SegreDario, gente come Rosy Bindi, gente che ha alle spalle una lunga militanza democristiana, sta oggi pagando un prezzo vitale ma necessario per la bramosia di conquista del potere. Un pizzo, un ricatto.


Infatti il PD altro non è che l'ultima denominazione ( in diritto commerciale si direbbe " ditta") sotto la quale si nascondo - lo stanno facendo dal 1989, dal crollo del muro di Berlino, dalla così detta svolta della Bolognina - e trovano rifugio ed asilo tutti i vecchi ex comunisti, per pura e semplice vergogna, per loro conclamata impresentabilità. Dopo il fallimento della loro ideologia ( e che fallimento!) con quale faccia potevano presentarsi agli italiani per chieder loro di governarli? Ci sono proprio tutti: D'Alema, Bersani, Fassino, Veltroni, Finocchiaro, Napolitano , ecc , e sono sempre loro, gli stessi da sempre, gente che dal 1989 ad oggi ( anche prima ) non ha mai vinto una elezione politica , non è mai stata eletta dal popolo ad una carica governativa diretta , e che ha tentato, per di più, di turlupinare la popolazione sostituendo l'aggettivo " comunista" , o equipollente, con l'aggettivo " democratico" ! Un vero falso storico ideologico , dato che l'aggettivo " democratico " voleva rappresentare e significare proprio l'opposto di quel che il vecchio PCI era stato e continuava ad essere anche dopo la Bolognina di Occhetto. Insomma una vigliaccata storica ai danni degli italiani, come sarebbe la nomina di Dracula, ancorchè a parole redento quale vampiro, alla vigilanza della Banca del Sangue. A loro volta i vecchi democristiani "de sinistra", parrocchia da dove proviene il legenDario, per essere ben accolti dai vecchi comunisti nel nuovo contenitore targato PD , devono dimostrare di poter essere utilizzati come " affidabili pupi obbedienti" . Questo spiega come questa gente , pur di origine democristiana , usi oggi, in politica , toni e modi e tecniche squisitamente appartenenti al bagaglio culturale vetero comunista. Ecco il prezzo che questa gente deve pagare ai vecchi comunisti. Questa torbida fanghiglia, questa orripilante congiunzione scaturisce quindi da due falsità storiche: da un lato i vecchi comunisti che per vergogna cambiano nome e fanno lifting ogni due per tre , ma non riescono a trovare il coraggio di esporsi in prima persona con gli elettori ,ben consapevoli di aver rappresentato, da sempre e fino a ieri, quella parte politica che voleva mettere l'Italia e gli italiani sotto la tirannia di quel comunismo troppo tardi clamorosamente sconfessato; dall'altra quei vecchi democristiani di parrocchia, che sostenevano tesi lapiriane e buoniste ,che trovavano e trovano sponda autorevole nella Chiesa cristiana della carità , che spingevano ed hanno spinto l'Italia verso una teocrazia o verso una sorta di clericalismo repubblicano, che hanno sempre tentato di imporre il pensiero vaticano nella politica italiana, che si sono prestati a rappresentare, di fronte agli italiani, coloro che erano impresentabili. Solo grazie a uomini come questi, a " prestanomi consenzienti ", da Prodi a Scalfaro, da Amato a Prodi 2, il PD o la " ditta" protempore è riuscita a governare negli ultimi quattordici anni tre volte l'Italia. Con l'uso e l'abuso di persone presentabili che vendevano gli italiani agli ex comunisti per la sola bramosia del potere. Non è un caso dunque - mai la storia politica di un Paese appartiene al " caso"- se durante gli ultimi quattordici anni - in pratica dal 1994 fino al 2008, ma anche prima qualora interessi - qualunque post comunista si sia candidato a guidare il Paese - pensiamo all'Occhetto della " gioiosa macchina da guerra " del 1994- pensiamo a D'Alema - giunto a Palazzo Chigi senza alcuna investitura popolare e con una manovra da politica politicante di dubbia costituzionalità attuata con il consapevole contributo volontario di un Oscar Luigi Scalfaro ex DC - pensiamo a Fassino, pensiamo a Veltroni, sia stato anche clamorosamente sconfitto. Questo unanimismo comunista non ha dunque consentito la crescita, almeno negli ultimi quindici o venti anni, di uomini nuovi: sempre gli stessi, sempre la stessa nomenclatura, sempre le stesse facce.
Se era, come era, Cristo che predicava che " gli ultimi saranno i primi nel regno del Signore " e se un cristiano vuole portare il regno del cielo sulla terra, per quale motivo , lo stesso cristiano si presta a fare da prestanome, da paravento per una nomenclatura da sistema comunista, mangia preti, anticlericale , se non per pura bramosia di potere? Ecco il primo Prodi, ecco il D'Alema, ecco il Prodi 2.




Se poi esamini il PD con scrupolo, ti accorgi che nel PD si verificano eventi ritualistici, che hanno tutti i sapori possibili, meno che quello della trasparenza e della libertà di pensiero. Alludo a quell'unanimismo - ferreo nel vecchio PCI dove si eleggevano alle cariche solo gli uomini che avessero il benestare del partito stesso o di chi dall'estero lo dominava - che, seppur temperato da restyling di pura facciata, viene di fatto imposto dentro il PD , con la scusa che l'unanimismo equivalga assiomaticamente a pensiero forte, in occasione sia della nomina del leader che della sua defenestrazione.

Le così dette " primarie" già effettuate - ricordo quelle due che hanno incoronato prima Prodi e poi Veltroni -avevano il sapore di inutile e scontato rito. Tutto era già e da tempo deciso " dentro" il partito PD, alla moda non dico staliniana ma quanto meno brezneviana, insomma bulgara. Come si può dimenticare la ridicola elegia scritta su "Repubblica ", due settimane prima delle votazioni del 2008 da un Eugenio Scalfari in diretto contatto con il Signore, che " prevedeva" una larga vittoria del PD sotto la guida di Prodi ? Poteri forti che già dettavano l'agenda politica al PD, fino al punto di " prevederne", come una Vanna Marchi da quattro soldi, una esaltante vittoria che non poteva mancare. L'uomo era scelto: era Prodi, nel primo caso e Veltroni nel secondo. Come concessione alla corrente clericale del PD, ai vari Letta , De Mita, Rutelli, Bindi, ecc ecco che le primarie proponevano anche altri candidati. Come, per esempio, Bertinotti nel primo caso ( Prodi) e Letta nelle primarie pro Veltroni. Si tratta di concessioni solo apparenti, sia perchè mai nelle primarie è risultato eletto una persona diversa da quella scelta dalla nomenclatura storica del partito - dove, per ragioni di DNA, domina lo spirito e la capacità politica del vecchio PCI - sia perchè gli " altri candidati ", pur rappresentando correnti politiche e di pensiero rispettabili ( si pensi alla Rifondazione Comunista di Bertinotti e alla vecchia DC di Letta ), hanno ottenuto voti in numero irrisorio.
Un'altra forma di unanimismo la riscontro nel PD nel caso opposto, nei vari casi di caduta dei leader. Di ciascuno di essi si diceva alla sua elezione ogni più grande ed unanimo bene, di ciascuno di essi si è detto, al suo crollo, il più grande ed unanime dei mali, di tutti unanimente ci si dimentica e non se ne deve più parlare. Pensiamo ad Occhetto, quello della Bolognina, quello della gioiosa macchina da guerra, letteralmente trucidato dalla discesa in campo di Berlusconi nel 1994, pensiamo a Prodi, giubilarmente ed unanimemente eletto come l'uomo giuda del PD e poi dimenticato una volta sbattuto fuori dal Governo e dal PD, pensiamo a Fassino un Segretario politico senza infamia e senza lode ma che comunque ha svolto la sua funzione con una dignità non certo perseguita da taluni suoi successori, pensiamo ad un Veltroni, prima acclamato come l'Obama de noantri, il nuovo che avanza, il Sindaco genialoide, il politico della nuova era, il profeta di una sorta di " new deal" del PD , tutti, tutti poi no n solo accantonati ma anche dimenticati e dei quali è vietato parlare. Perchè? Vi è una sola spiegazione: questo unanimismo nel dimenticare quelli che prima erano eroi , è dote propria degli ex comunisti, tipica del vetero comunismo d'antan che non ha mai accettato di prendere atto dei suoi fallimento, dei suoi sbagli. Così diciamo accade ed è accaduto per Occhetto, Prodi, Veltroni, Fassino, in parte minima anche Rutelli: parlare ancora di ciascuno di loro significherebbe evidenziarne tutti gli errori e questo sarebbe un gravissimo danno per la poca immagine presentabile del PD, sarebbe una ammissione di fallimento da parte del PD. Si devono accodare a questa soluzione brezneviana o bulgara anche i vecchi democristiani " de sinistra " ai quali viene imposto il bavaglio culturale al potere di critica in nome dell'unanimismo del PD.

Davanti a questi rilievi, anzi davanti a queste constatazioni, che forza può avere una voce da chierichetto che lancia inesistenti anatemi con toni ed atteggiamenti da veterocomunista? La forza della ridicolaggine fatta persona. Chi può lusingare , chi può sentirsi attratto da una campagna politica basata sui pettegolezzi da letto, sulle misere meschinerie di ragazzotti pregiudicati che si vendono per 500 euro e per una visibilità sognata? Chi sentirà nel suo animo e cuore questa sorta di adunata sediziosa ed armata contro il vecchio porco che tenta o sogna di copulare con minorenni, contro il ricco arrogante che " paga" tutti e tutto, per il quale anche l'amore ha solo un ostacolo, il prezzo, per l'imprenditore di successo che " chissà come cazzo ha fatto i soldi" sto fijo de troja ( e che intanto in quindici anni di persecuzione giudiziaria non è mai stato condannato, anche se spesso è stato assolto per prescrizione ), chi si sentirà soldato in questa battaglia all'insegna non della politica ma della grettezza, del pettegolezzo, del giustizialismo di una botta e via, di una giustizia sognata subitanea e definitiva ,che si accontenti di indizi anche labili e che non voglia avere prove certe, chi?


Una lotta tra emarginati, tra poveri di spirito, tra militanti pieni di odio, di rancore, di irrazionalità , gente piena, dunque, di poco, quasi di niente: solo un odio classista verso il ricco e porco, verso quello che ha fatto i soldi a danno della classe operaia e via discorrendo. E' a questa genete che il legenDario vuole rivolgersi per salvare il PD? E' verso questa gente che il suDario del PD si sforza di fornire argomenti viscerali alla loro portata? Cosa si vuole che diventi il PD di domani? Una sorta di " movimento delle servette", una sorta di " tutti quelli che odiano il Berlusca"? E la politica, la politica dove sta? E quali saranno i valori di quel che resterà del PD un domani che Berlusconi dovesse sparire dalla scena politica? Qale diventerà per quel PD il nuovo soggetto da perseguitare, da odiare, da uccidere con qualsiasi mezzo anche illecito?


Per il bene della democrazia del Paese, è necessario che qualcuno tenti di creare finalmente un vero partito di sinistra, senza infingimenti, senza condizionamenti, senza truffe truffette e truffettine a destra ed a sinistra. Demolita l'ideologia comunista dalla storia dell'uomo, ammazzato, per mano dei tanti Caini che oggi siedono anche in Parlamento, il socialismo riformista craxiano, cosa resta ad una sinistra che voglia presentarsi finalmente con la propria faccia a chiedere agli italiani di poterli governare ? Deve da un lato creare una nuova classe dirigente che non abbia più alcuna compromissione con la storia del secolo scorso che abbia la forza intellettuale di creare una sorta di socialdemocrazia riformista che faccia da cerbero e da contraltare ad una destra maggioritaria e decisionista che sta attuando tutte quelle riforme delle quali l'Italia sente il bisogno .

Buona domenica.

Gaetano Immè

giovedì 28 maggio 2009

Facce toste e..." facce ride!"

Mettiamola così: a gente che pretende di sostenere un dibattito politico e non ha le qualità per sostenerlo; a gente che intende il dibattito come un'aggressione fisica personale, una sorta di gara a chi urla più forte, a chi insulta più volgarmente, a chi interrompe di più , a chi mena di più; a gente che approfitta vigliaccamente del pubblico presente al dibattito sapendolo della sua parte ( anche se , quello di Ballarò, pagato con i soldi " di noi tutti") ed interrompe la controparte urlando alla propria claque "...non date retta a quel che dice costui. E' solo un servo di Berlusconi"; a gente che non avendonele capacità intellettive, confonde l'avversario politico con la "persona fisica" e, anzichè ribattare su un piano politico ne irride o vilipendia - non essendo possibile una prova contraria nell'immediato - la struttura umana per motivi estetici o per motivi attinenti alla morale ( è gay, è basso, è tascabile, è grosso, è calvo, va a puttane, va con minorenni, fino a giungere al dileggio morale del " ma voi fareste educare i vostri figli da uno che..."); a gente del genere, che però si autoammanta di una nobiltà inesistente e che gli proverrebbe dalle sue origini di portaborse della peggio DC d'antan di Benigno Zaccagnini, dove gli incuici erano la regola che ha governato l'Italia dei Fanfani, dei Moro, degli Andreotti; a gente che, frustrata dalla natura dalla quale ha avuto in dono una figura da chierichetto, crede di imporsi sul pubblico assumendo atteggiamenti, portanza e voce da " uomo Denim"; a gente che si dichiara " cattolico adulto" e che pretende che la religione abbia la meglio sulla ragion di Stato nel caso dell'immigrazione, che invece soccomba alla seconda nei vari casi tipo DICO, staminali, Englaro, ecc; a gente che dà agli altri del " servo" ma che " come e più di un servo" si accoda a Repubblica nel linciaggio morale del Premier sulla faccenda Noemi dopo aver dichiarato ai quattro venti " che mai seguirò il caso Noemi essendo lo stesso di carattere privato" dimostrando quindi di essere non solo servo di Repubblichetta 200 ma anche principe dell'incoerenza e della menzogna; insomma , a gente del genere che volete dire? Solo una cosa: con questa gente, neanche un bicchiere di vino all'Osteria dei passi perduti .

Facce toste e " facce ride ". Il campionario delle sconfitte di Repubblichetta 2000 è sterminato , grazie ad un Direttore, il piemontese tutto d'un pezzo Ezio Mauro, campione di un giornalismo fermo agli anni settanta. Lui e Santoro fanno ancora oggi nel demila e passa il solo pseudogiornalismo che san fare: linciamo qualcuno dei nostri avversari con accuse anche false, così qualcuno crederà che la falsità che noi propaliamo sia la verità. E' l'ideologia nata e cresciuta ed affermata nel PCI, tramandata, tramite DNA, ai DS, al PD. Siccome c'è in giro gente che del " non ricordare nulla" fa una professione ( quante ne esistono in Italia di professioni strane: il cerchiobottista, l'antifascista in servizio permanente, l'antimafiosità in servizio pemanente, il moralista in servizio permanente, il promovitore di referendum a spese altrui, il fotocopiatore di sentenze, lo staccaincollatore di sentenze e via discorrendo), rammento a questa brava gente.
Ricordate la " vittoria delle elezioni, certa , anzi certissima, di Repubblica due settimane prima del voto delle ultime politiche?". Con l'aiuto di un Vate a contatto solo con Dio e con la propria ernia sotto forma di palla a sfera personale, Repubblica aveva " visto, previsto e stravisto" una stratosferica vittoria del PD alle elezioni politiche ultime. Qualcuno ricorda come è andata ?
Terremoto Abruzzo: per Repubblica aveva ragione quel tale, poi letteralmente sparicot dalla circolazione, che urlava che aveva previsto il sisma ma che non era stato ascoltato. Il Mago Magò dei movimenti tellurici. Ricordate ? Le case, in Abruzzo, non erano crollate per il terremoto - che dite mai! una scossetta che a Los Angeles e a Tokio non farebbero cadere per terra neanche un castello di carte - ma perchè per mancanza di controllo o per scellerati accordi si era permesso ai costruttori di costruire i muri non con cemento ma con la sabbia del mare. Tutto sepolto, tutte stronzate. Ancora l'immenso scandalo Saccà- Berlusconi. L'Italia era un Paese finito, era peggio del Darfur, forse neanche nel terzo o quarto Mondo. Com'è finita la storia? La sacra Magistratura ha archiviato tutto. E Repubblichetta 2000 che fa? Nulla. Come se niente fosse. Fatece ride!

Faccia tonda e tosta Di Pietro e l'IDV. L a sua proposta di sfiduciare il Premier non viene neanche presentata perchè non trova le necessarie firme. Come dire: nessuno ci mette la faccia. La perde solo Di Pietro. E non solo. Mi giunge notizia che Ispettori del Ministero stiano indagando sulla faccenda De Magistris a Salerno. Ne vedremo delle belle!

Gaetano Immè

mercoledì 27 maggio 2009

Noemi, Mills, Fini ed altro

Leggevo ieri Repubblica, oggi Ritanna Armeni su quel giornale sedicente riformista a fogli e giorni alterni e, come spesso accade, ho avuto la netta sensazione di quel che " non è accaduto" e di " quel si vorrebbe che fosse accaduto". C'è una pericolosa devianza mentale in chi non vede la realtà per quella che è ma per quella che vorrebbe che fosse, una vera malattia mentale tipica di chi vive in una realtà che si costruisce da solo e che conduce sempre ad un omicidio: il più grave degli omicidi, quello di tentare di far apparire come verità fatti in realtà mai accaduti o solamente immaginati. Insomma quell'arte di uccidere la verità creandone una virtuale sulla quale insistere, fino al punto di farla appaire vera. E' la tattica vecchia del comunismo italiano quella di denigrare il nemico che non riesci a battere sul piano politico. La storia si ripete. Ed il legenDario ex democristiano, chierichetto nerotinto finto risoluto, ricorda come un santino la Costituzione ed invece , offrendo come La Pira l'altra guancia, dimentica quando il PCI accusava Aldo Moro di essere Antilope Cobbler,tanto per fare un esempio. A decine gli esempi per lo smemorato segreDario. La Armeni è bravissima perchè, una volta detto quel avrebbe voluto che fosse successo e cioè - testuale -" ...donne ridotte a bambole divetenti per chi vuol giocare con loro, oggetto dei favori di uomini potenti...." ( questa è la falsa verità perchè nè la buona Ritanna nè Repubblichetta 2000 ne hanno uno straccetto di indizio se non di prova), sulla falsa verità costruisce il discorso sull'indegnità di Silvio Berlusconi a stare dove il popolo l'ha messo o dove lui potrebbe voler andare tra qualche tempo. Anche se tutto ciò esce dalla bocca della Armeni, addolcito dal suo splendido sorriso, sempre tattica veterocomunista è: sparlate, sparlate che qualcosa resterà. Siamo ai così detti fondamentali della mentalità comunista. Complimenti alla Armeni, a De Benedetti, ad Ezio Mauro, a Giuseppe D'Avanzo, a tutti 'sti signuri incravattate!!!!!

Le condanne di Silvio Berlusconi per corruzione e altro non arrivano mai al giudizio definitivo, o per assoluzione o perché i limiti di tempo assegnati al processo scadono. E le sentenze e le motivazioni delle sentenze sono tutte futuriste, nel senso che non stabiliscono una verità giuridica, introvabile peraltro nei processi politicizzati, e si limitano a fungere come una interpretazione tra le tante possibili interpretazioni. E se ci vogliono ben quattrocento pagine per descrivere i fatti non è perchè i fatti sono tanti, ma semplicemente perchè attraverso la reiterazione del singolo indizio, la sentenza tenta di costruire una sua credibilità che, invece manca del tutto. Il caso Mills, insomma, è indicativo e paradigmatico: il condannato non è lui, perché il lodo Alfano lo tiene fuori dal processo, ma nelle motivazioni il premier è tirato in ballo pesantemente come corruttore di un testimone. Che fare? Credere o non credere? E a che cosa credere, a una sentenza che non c’è o alle motivazioni che invece ci sono? Credere a un giudice che ha vinto un concorso o a un politico che ha vinto le elezioni con il voto popolare?Vorrei vivere, come la maggioranza assoluta degli italiani, in un paese in cui la legge fosse uguale per tutti e tutti fossero uguali davanti alla legge. Un paese in cui i giudici applicano la legge e non un programma di risanamento e di salvezza politica della Repubblica deciso nei loro club e nelle loro correnti politiche, un paese in cui le decisioni dei tribunali hanno delle conseguenze certe, perché promanano da una sede autorevole e indiscussa, e un politico giudicato colpevole da un sistema di giustizia imparziale (e riconosciuto al di sopra delle parti dai cittadini) torni a casa sua o vada in galera se condannato. Ma questo paese non è il mio, non è il nostro.Il giudice del caso Mills che ora scuote le cronache, Nicoletta Gandus, è sicuramente un’ottima persona, ma appartiene indubitabilmente a un circuito culturale, civile e politico in cui si scommette apertamente e da 15 anni almeno sulla decapitazione giudiziaria del tiranno, sulla caduta giudiziaria di Berlusconi come pegno del rinnovamento morale della Repubblica e come simbolo di salvezza dello Stato e della legalità dalla dittatura populista, e questo mentre il grande accusato si dice perseguitato politico, ricusa questo sistema di giustizia, si fa scudo di leggi che lo mettono fuori dai processi, leggi promulgate da un Quirinale okkupato da un post comunista e ora sottoposte al giudizio della Corte costituzionale, e raccoglie su questa piattaforma il consenso di una sicura maggioranza di italiani. Sbaglia, a mio modo di vedere, Berlusconi a controbattere infuocatamente con il suo comprensibile pessimo umore. Dovrebbe essere gelido, e dare le risposte vere, che sono all’altezza della storia di questo Paese, che i cittadini conoscono e che non coincidono con le operette morali stampate nei diversi fascicoli della Repubblichetta 2000 o con gli onirismi di giornali sedicente riformisti , nella loro soap a sfondo criminale. Berlusconi in un quasi ventennio ha conferito lustro e prestigio alla destra, l'ha federata , l’ha trasformata in una destra democratica e popolare europea, ha trasversalmente assimilato culture di sinistra di provenienza socialista e democristiana, ha salvato l’onore del sistema dei partiti della Prima repubblica nel momento in cui ne scuoteva le basi con la sua politica personale, la sua leadership maggioritaria, la sua identità mezzo pubblica e mezzo privata. E ha innovato le forme della politica e bloccato grandi speranze borghesi, lobbistiche, finanziarie e di establishment che contavano sul proseguimento del gioco delle élite, il gioco delle regole perpetuate da Democristiani terrorizzati dal PCI e da comunisti terrorizzati dalla DC ecclesiale. Finché i suoi censori forcaioli, che vogliono eliminarlo per via giudiziaria, non riconosceranno che dietro tutta quella offensiva di legalità, dietro quel tentativo di sbaraccare il sistema Berlusconi bollandolo come sistema criminale, ci sta una congerie di interessi e di aspettative politiche a lui avverse, un discorso serio sulla verità giudiziaria non può nemmeno cominciare. Purtroppo, è così e così sarà ancora, nonostante Pansa e Caldarola.

A proposito di destra, voglio chiarire qualcosa su Fini.
Era contrario al diritto di insegnare per un omosessuale, ora riceve le associazioni gay e prepara una legislazione sulle coppie di fatto. Firmatario della legge Bossi-Fini, considerata come un rigetto draconiano dell’immigrazione illegale, ora è attento al diritto d’asilo come un alto funzionario dell’Onu. Girava con l’impermeabile bianco per le borgate romane teatro di atroci delitti compiuti da disperati del sottomondo migrante, si comportava come una specie di icona del cittadino Joe, il vendicatore sociale delle paure più diffuse, ma ora è il censore di ogni passaggio del decreto sulla sicurezza che possa ledere diritti di cittadinanza in nome di un’ideologia che a sinistra chiamano «sicuritaria» (dal francese gauchiste «sécuritaire»).Potrei continuare con altre decine di esempi, ma ci siamo già capiti.La svolta o conversione di Gianfranco Fini è seria, ho notato la settimana scorsa che gli dà forza personale, prestigio e capacità efficace di azione politica e parlamentare, tanto più in quanto è una svolta solitaria, in evidente distacco dalla maggioranza del suo elettorato tradizionale e dalla maggioranza del suo partito; ma il paradosso nel paradosso è che per diventare un leader istituzionale accettato e compreso come tale, per disporre di un profilo culturale convincente, un leader di destra deve assumere, senza tante sottigliezze, senza tanti distinguo, senza una elaborazione in proprio, l’intelaiatura di idee e lo spettro di sensibilità che sono tipici della sinistra. Extra ecclesiam (liberal) nulla salus. Se vuoi tagliare il traguardo della leadership, prendi il manuale Cencelli delle ideologie di sinistra, della religione progressista, e abbeverati. Non c’è apparentemente altra via.I giornalisti del Secolo d’Italia, il quotidiano che fu del vecchio Msi e poi di Alleanza nazionale, dicono che non è vero questo destino di assimilazione a sinistra per un leader di destra e sono disposti a credere e a farci credere che tutto era già scritto nella storia del neofascismo o postfascismo italiano, che aveva una sua vena libertaria, laica e tollerante. Nessuna conversione di Fini, il capo è sempre coerente con se stesso. In parte hanno ragione, nel senso che la destra non è mai solo una destra e la sinistra non è mai solo una sinistra. Non esistono distillati puri e chimismi non contaminabili nelle culture politiche: basti pensare a quanto di protofascista ci fosse nel socialismo interventista di Benito Mussolini e a quanto di socialista ci fosse nel suo fascismo.Ma la sostanza resta la stessa. Vuoi avere un diritto di tribuna per parlare in modo egemone, con risultati trasversali, al complesso della società italiana? Ebbene, non importa come voti il popolo, non importa quale sia il parere effettivo della maggioranza, non importa se l’Italia è «a destra» o addirittura si è antropologicamente trasformata con il consumo televisivo, come dicono con sicurezza Nanni Moretti e Michele Serra; se vuoi guidare istituzionalmente il Paese farai meglio comunque a prendere le tue idee da un bagaglio culturale di sinistra, perché un conto è vincere le elezioni e organizzare il consenso del popolo e un altro conto è essere ammessi in un establishment culturale e civile.Solo così, solo se sei «in» sarai rispettato in Italia e all’estero.

Il presidente non è d’accordo, via dal disegno di legge sicurezza i medici autorizzati a segnalare i clandestini che ricorrono alle loro cure. Il presidente non è d’accordo, via dal ddl i presidi autorizzati a chiedere il permesso di soggiorno ai padri dei bambini che iscrivono a scuola. Il firmatario della legge Bossi-Fini, cioè del simbolo della chiusura antiimmigrati agitato per anni dalla sinistra come tetro emblema della grettezza della destra italiana, è oggi firmatario di tutte le più fulgide conquiste di libertà civile, di umanitarismo democratico e cattolico che la sinistra non si sarebbe mai nemmeno sognata di strappare alla maggioranza che governa il Paese.Il fenomeno Fini ha qualcosa di evangelico, per dire un paradosso. È la storia di una conversione. E in qualche senso di una verità che ti fa libero. Gianfranco Fini ha sempre e regolarmente perso le sue battaglie con Silvio Berlusconi, ricavandone l’immagine sbiadita di eterno secondo e di delfino rancoroso, di politico professionale surclassato dall’outsider: nel corso della grande rissa prima della unificazione, dopo la rivoluzione cosiddetta del predellino, arrivò perfino a misurarsi con l’età anagrafica, dando al suo alleato-rivale del vecchio bacucco, il massimo della volgarità (non esiste merito nell’essere giovani, ovviamente).Finiti i tempi della subordinazione obbligata. Finiti i giorni umilianti della propalazione dei pettegolezzi su di lui origliati in un bar romano dove i colonnelli sparlavano del loro leader dichiarandolo bollito. Finita la lunga epoca politica in cui la parola di Fini contava niente, era da tutti interpretata come “vuoto incartato”, secondo una mitica definizione di Bettino Craxi. Ora quasi ogni giorno Fini ha qualcosa di autorevole e di interessante da dire e da fare, nella sua qualità di presidente della Camera dei deputati o di oratore solitario nelle assemblee della destra, ma anche e soprattutto nella sua libertà di leader che ha ripudiato il suo partito come appartenenza stretta, che ha deciso di far scuola non con le manovre di corrente ma con le idee, trovandole là dove evidentemente secondo lui queste idee stanno: nella cultura civile della sinistra, dell’antifascismo, dell’amicizia militante verso gli ebrei e Israele, nel modernismo femminista, nel multiculturalismo.Il problema o il fatto interessante non si definisce dicendosi favorevoli o contrari alle singole scelte, che pesano e che diventano decisione politica, del presidente della Camera. La faccenda è interessante perché dimostra che in politica, se Dio vuole, conta ancora, quando è autentica, la libertà di tono, l’autonomia culturale, l’indipendenza politica. Fini si è conquistato tutto questo, naturalmente molto aiutato dalla sua posizione istituzionale di capo dei deputati, con un clamoroso salto nel buio dell’individualismo politico, che va di pari passo con un cambiamento suo di vita segnalato da fatti privati quali una nuova compagna e la nascita di una nuova figlia (e dovremmo aver capito che i fatti privati possono avere una notevole influenza pubblica, di questi tempi).È uno straordinario rovesciamento delle regole della politologia. Senza un partito disciplinato e compatto dietro, Fini risulta più forte e autorevole. Senza un popolo adorante e acclamante, e lontano dai suoi valori tradizionali di destra dura e pura, Fini ha più cose da dire e più obiettivi politici concreti da realizzare. Convertito a un nuovo modo di vedere le cose, invece di indebolirsi, Fini si è rafforzato e ha trovato il suo vero spazio in una apparente solitudine politica colmata dall’esercizio intelligente di un potere istituzionale legato alla parola.
Sarà un bene? Sarà un male? Nella prospettiva bipolare che attende l'Italia quale prova di maturità democratica, quell'Italia che deve ancora trovare, però, un vero partito di sinistra che ancora oggi non c'è, che deve ancora liberarsi di metastasi invasive che si nutrono del viscerale " dagli all'untore!" dei fascistoni tipo Di Pietro e licaoni ridens, che deve risolvere il dilemma e la tragedia che sono rappresentate in Italia dalla Lega e dall'eresia storica dell'UDC, trascinare e contestualizzare valori e idee di destra storica nella broda di una globalizzazione che rischia di travolgerci tutti con i suoi non valori , ritengo sia un bene. Come non voglio che esista un Viale Togliatti o Stalin, così non voglio piu' un Viale Balbo, così come voglio che esista il reato penale di apologia del fascismo pretendo che sia introdotta la norma speculare di apologia del comunismo, così come tutti i ragazzi devono sapere la verità sulla Resistenza comunista che, in massima parte voleva solo assoggettare l'Italia al regime comunista, progetto che abortì solo ed esclusivamente grazie agli eserciti alleati angloamericani. Come dire: voglio capirvi, voglio lavorare con voi di sinistra, perchè io, da destra, oggi vi aspetto serenamente alla discussione politica. Se e quando ce l'avrete.

Gaetano Immè

martedì 26 maggio 2009

La politica, la portineria, le servette e gli spacciatori

Secondo me, han perso la testa. Il cervello, quello, l'hanno perso da molto tempo, ma oggi credo proprio che abbiano perso la testa.Il Riformista - quel foglietto che ha sede, omen nomen , a Botteghe Oscure e per questo crede di essere nel 1950 e dintorni - il giornaletto sedicente ed a fogli alterni riformista, è diventato una sorta di servetta d'antan, di quelle per le quali il mondo era tutto rinchiuso nelle stronzate di " Grand'Hotel" e, facendo sfoggio di cerchiobottismo, mette in prima pagina tre articoli ( su cinque ) che nulla hanno a che fare con la politica, ma tutto con le menate delle servette d'anatan. Da un lato il Direttore, superiformista ma a fogli e giorni alterni o meglio quando conviene a Botteghe Oscure, spiega perchè il caso Noemi non può diventare - come lui avrebbe desiderato - una sorta di Noemi-Gate, poi due articoloni - meglio dire due lunghe chiacchierate nella gabbiola di portieri invidiosoi e ficcanaso - dove gioisce perchè " Papi perde colpi" nei sondaggi ed un altro nel quale proclama che la sinistra ovvero il PD ha trovato finalmente un uomo nuovo che risolleverà in pochi giorni il destino del PD: si tratta del noto intellettuale e politico Gino Flaminio, ventenne ex fidanzatino di Noemi. C'è bisogno di parlare oltre? Mi chiedo: dov'è la politica, a Botteghe oscure? Dov'è il riformismo tanto sbandierato dal Veltroni del Lingotto ? Dov'è finito il giuramento del Lingotto dove Veltroni ed il PD giurarono ( li ho visti a Pontida) di voler considerare Berlusconi solo il leader della coalizione avversa ? Conosco qualche persona che è di sinistra ma che è veramente riformista e non credo che Il Riformista se la caverà con pochi danni. Cavalcare le servette del Paese, ritenere che i suoi lettori preferiscano, appunto, le spettegolate invidiose ed astiose da portineria alle discussioni di vera e pura politica, comporterà per il foglietto sedicente riformista dei danni gravissimi.
C'è una sindrome, una sorta di sindrome di Stoccolma che sta portando la sinistra, tutta la sinistra, al puro suicidio. Perdono voti, perdono vendite, sbagliano previsioni, ma non se ne rendono conto. Che volete farci, quando si è fuori di testa non si sa quel che si dice. Prendete Repubblica, per esempio. Questa gazzettina di Ezio Mauro ci ha regalato, nell'ultimo anno, clamorosi fallimenti. Chi non ricorda l'esilarante omelia del Vate Scalfari su Repubblica del 30 Marzo 2008, due settimane prima del voto politico? Il Vate aveva consultato la sua palla a sfera personale ( aveva trascurato solo un piccolo dettaglio: non aveva consultato il popolo che vota, ma si sa che per Repubblica il popolo che vota e che legge la Republichetta è stronzo e bue), aveva chiesto allo specchio magico " specchio , specchio delle mie brame, chi è che vince nel mio Reame?" e l'oracolo gli aveva parlato. "Trionfo del PD !" gli aveva suggerito ed il Vate domenicale , esilarante quasi quanto Sancho Panza, del vaticinio ne aveva riempito il suo sermone domenicale su Repubblica. Uno spasso ! Un consiglio: quando parla Repubblica, toccarsi le palle!
Nessuno però diffonde una notiziola che invece è il sintomo di quanto la sinistra è crollata: a dicembre dello scorso anno, Repubblica-dati FIEG - ha perso quasi il 16% di vendite.
Un giornale serio che si interessa di politica che perde quasi il venti per cento....!
Contiamo su una bella previsione ad hoc del Vate Scalfari.

Grosso spot contro la sinistra anche da Annozero. Dove un altro Vate degnissimo, quel tale Santoro che sta lì a Rai Due non perchè abbia i titoli per starci ma perchè è stato rimesso lì da una sentenza di un Giudice di lavoro, come una servetta qualsiasi, e da quel perfetto corifeo del fascismo tracotante vestito con npelle d'agnello rossa, un licaone famelico a trogloditico, sono partiti attacchi al centrodestra non sulla base di fatti reali ma sulla base di ipotetiche speculazioni future. Ringraziamo sentitamente.

Ho scritto anche a Striscia La Notizia. Ieri sera, il Ficarra - quel signorino che va in trasmissione sempre in moto e senza casco - facendo vedere una ( falsa e concordata ) consegna delle ultime case popolari ai terremotati dell' Umbria ( Colfiorito e dintorni) ha detto..." speriamo che anche in Abruzzo avvenga come in Umbria....". Il poareto - confuso dal viaggio in moto - non sapeva che quel servizio riguardava le case ai terremotati dell'Umbria di venti anni fa! E così ha augurato ai poveri abruzzesi di restare nei containers per altri venti anni. Abruzzesi,toccatevi le palle!!!!Forse quel signore che gli sta accanto, con sorriso ebete e servile sempre stampato sul visettino, avrebbe potuto avvisarlo, lui che sa tutto. Ma guarda che ti combina la premura!


Vanno malissimo le vendite di Passionaccia, il libro scritto dal campione dell'opportunismo e del vendutismo becero e schifoso. Quel tale Enrico Mentana che per decenni s'è intascato i milioni di Mediaset senza mai accorgersi - ma guarda la vita! - che era caduto in un covo di berlusconiani!
Non ritengo giusto che un libro scritto per prenderci per il culo - e ce ne sono tanti oggi, credetemi - abbia anche il successo editoriale.

Gaetano Immè

lunedì 25 maggio 2009

Omen nomen

Katyn è un film a noi sconosciuto non si sa bene per quale motivo. Racconta il massacro di un numero impressionante di Ufficiali Polacchi - si parla di un numero oscillante fra le 25.000 e le 40.000 vittime - che furono massacrate in un bosco di quella cittadina negli anni intorno al 1942. Erano gli anni in cui Hitler era alleato con Stalin e fu sempre detto che autori del massacro furono i tedeschi. Poi invece si è saputo che gli autori del massacro furono i comunisti i quali volutamente - sempre principi della Menzogna - per decenni e decenni addossarono la colpa dell'olocausto ai tedeschi. Grazie alla perspicacia ed alla precisa volontà di far luce sull'episodio, il grande Regista Wajda ha realizzato questo film che ha riscosso nel mondo un grande successo. Meno che da noi. Dove praticamente nessuno l'ha potuto vedere. Mi dicono che il produttore ne ha prodotte solo 30 copie. La " Movimento Film" del Signor Mazzarotto si è aggiudicato la distribuzione in Italia del film. Vorremmo sentire da Lui perchè ne sono state prodotte solo 30 copie e se questa è la vera causa della scomparsa del film dalle sale Italiane.

Invece, per il film Vncere, le copie, mi dicono sono almeno 330. Ma la storia di Mussolini e della Isler è storia nota, si tratta solo di ripresentarla agli italiani dopo 6o anni, insomma un'operazione di pura cronaca mentre invece Katyn era un'operazione di verità. Pare anche che Bellocchio abbia potuto anche contare su fiunanziamenti pubblici per la sua pellicola che, presentata con magna pompa a Cannes, sembra abbia preso un bel ceffone. Ne vorrei sapere di più. Ci proverò.

Mussolini è stato quel che è stato, anche con la Isler. Katyn è aprire una nuova paginme nella storia del 1900, non fare delle corna e delle amanti oggetto di un film. Ma dimenticavo: oggi impera Grand'Hotel, tanto che il legenDario nerotirno, maestro di corna e pettegolezzi, ribattezza il PD. Non più Partito Democratico ma Pettegolezzo democratico.

Acirivicerci!

Gaetano Immè

Cera una volta......

Once were warriors. Now are gossippari. Ricordo d'infanzia. Subito dopo la guerra, a casa dei miei, poveri borghesucci del tempo, pane e pedala, entrò Peppina, la mitica Peppina. Abitava ai limiti della Roma di quel tempo, dove le vigne la facevano da padrone, sulle colline portuensi e veniva " a servizio" a casa mia. Non sapeva nè leggere nè scrivere ma, d'accordo col marito, che ricordo essere stato un comunista duro di quei tempi, lei cattolica praticante, tirò su due figli ed una famiglia, poi disgragata da vicende sforntunate, degna del massimo rispetto. Era una donna piena di dignità e di severità, faceva dell'onestà e della correttezza la sua bandiera e quella della sua famiglia. Magari diceva sfondoni - tipo " noi usiamo " Uomo" per lavare" - ma per quel che ricordo era piena di rispetto per i miei e veniva da tutti noi ricambiata con la stessa moneta. Sono passati ormai quasi sessanta anni ma ancora oggi che sono tutti morti gli attori principali, mia madre, Peppina, il marito, mio padre, i superstiti hanno ancora rapporto fra di loro. Capito? Certo, Peppina era " a servizio" e noi " i padroni", lei ed i suoi erano comunisti ma persone onestissime ed i miei non erano certo comunisti, ma questo legame non s'è spezzato con la morte e vive, grazie ai figli ed ai nipoti, ancora oggi. A quel tempo anche la lettura marchiava una classe di appartenenza: Peppina, che " stava a servizio" leggeva " Grand'Hotel" - un fumetto mitico per servette d'antan - la mia famiglia era dedita ad altre letture e di " Grand'Hotel" si rideva molto.

Oggi i nipoti di Peppina forse non sanno nemmeno che la nonna " andava a servizio" ed i miei nipoti conoscono il nome di Peppina come quello di un'istituzione familiare sulla quale porre la massima fiducia. Insomma, un mito. Eppure leggeva Grand'hotel, il fumetto delle servette d'antan, che oggi si chiamano " badanti" o collaboratrici familiari, che non leggono più Grand'Hotel malauguratamente ma Repubblica o L'Unità, che fingono correttezza, che prediligono " lavorare a nero" e che poi, al termine del percorso collaborativo, sparano ricatti e cause da CGIL sfrontate ed assurde. Non leggono più Grand'Hotel e questo duole e se leggono Repubblica vuol dire che oggi Repubblica è come ieri era Grand'Hotel. Ridotto ad un giornale di pettegolezzi, adatto a quella mentalità che caratterizzava l'allora ristrettezza mentale delle " servette". Ma le servette di un tempo, la mia Peppina, la nostra mitica Peppina, è un gigante del pensiero e di vita rispetto ai vari giornalistucoli o pennivendoli che, nulla avendo da dire ai propri lettori in tema di politica e di progetti politici, cerca di tirare fuori dal borghese di oggi la servetta di ieri. Ne tirerà fuori tante di nuove servette, ma moderne, di quelle che tutto va bene avocuato, tutto a nero e poi vanno alla CGIL e sparano cause milionarie, sulle quali vive e vegeta anche il sindacato.
Davanzo e soci si sforzino pure a creare un bel po' di servette, tipo umano italiota invidioso e astioso verso chi ha successo, ma non potranno mai più avere una Peppina. Non ne sono degni.
Gaetano Immè

domenica 24 maggio 2009

Omelia domenicale

Oggi è domenica e , negli ultimi due o tre giorni, ha tenuto banco il dibattito sella Giustizia e sul caso Mills. Mi dispiace però che nessuno, nè un Magistrato, nè un politico e nemmeno un giornale , abbia dato una risposta ad un mia osservazione. Questa: perchè non avete concesso la sostituzione della Gandus nel processo contro Mills? Non si sarebbe trattato di in vittoria di Berlusconi, ma si sarebbe trattato, invece, di una prova di chiarezza e di trasparenza da parte proprio della Giustizia la quale, se non aveva motivi nascosti per mantenere il processo solo e assolutamente nelle mani della Gandus, avrebbe dato una prova di grande onestà e trasparenza ed avrebbe tolto a Berlusconi ed ai suoi avvocati ogni arma per contestare una sentenza che, proveniendo dalla Gandus, non offre gli essenziali requisiti di trasparenza e di chiarezza e nemmeno soddisfa alla basilare osservazione che deve essere il fondamento di ogni sana democrazia e che è il seguente: la condanna del reo, ancorchè provvisoria, ci lascia sereni sulla sua colpevolezza " oltre ogni ragionevole dubbio?".
Perchè nessuno ha colto il rilievo? Presto detto. A destra tale rilievo sarebbe stato ed è visto come una, per ora prima ed unica, prova di una certa resipiscenza della Magistratura politicizzata sulla strada della pacificazione. Per il centrodestra non avrebbe significato certo un rallentamento nell'opera di sistemazione e di ammodernamento della Giustizia, semmai un elemento positivo sul quale puntare per una riforma generalizzata.
Per il centrosinistra, invece, l'accoglimento dell'istanza di ricusazione della Gandus sarebbe stato un vero e proprio disastro. Per il semplice fatto che, se con altro Presidente Mills fosse stato assolto - a voler essere onesti un evento con il cinquanta per cento di possibilità - lo sputtanamento della Magistratura di sinistra sarebbe stato enorme. Insomma, a sinistra non si accettano prove che possano dimostrare come la Magistratura politicizzata non è una forma di Giustizia ma un'arma giustizialista in mano all'opposizione.
Non riesco a darmi torto su questo mio ragionamento.
Possibile che gli italiani non lo capiscano?

Neglio abbeccedari di Diritto Costituzionale, nei testi che studiano appunto la nostra Costituzione, nelle famose ed oggi chissà perchè dimenticate " Bicamerali" presiedute dalla controfigura di un barbiere di Otranto e poi tutte naufragate nello zero più assoluto, nelle dispense di quasi tutti i convegni - finanziati coi soldi nostri - che il centrosinistra ha organizzato negli ultimi venti anni sull'argomento, insomma, ovunque il guardo giro, è elementare Watson che la nostra Costituzione aveva previsto pesi e contrappesi, Camera e Senato, doppi e tripli turni e chi più ne ha più ne metta, solo perchè i comunisti temevano che avesse vinto la DC e la DC temeva che avesse vinto il PCI.
Anche la battaglia - si fa per dire - che tanta parte ha acceso contro " la casta" - quando una battaglia contro i privilegi viene iniziata da parte di uomini come i Repubblicones Rizzo e Stella che di privilegi sono vissuti e si arricchiscono mi viene lo sgignazzo - metteva involontariamente in ampio risalto - certo come effetto non certo desiderato da parte di Stella e Rizzo o quali contano molto sul fatto che il popolo, come dice il loro sodale Giavazzi è spesso " sordo cieco e stronzo" - la assoluta necessità di riformare il pletorico disfunzionamento delle nostre istituzioni parlamentari. D'altra parte se in Italia una Legge per essere promulgata ha bisogno come minimo di quasi due anni di gestazione, molto non va.
Se la stessa sinistra aveva pensato la riduzione del numero dei parlamentari e dei senatori, se c'è oggi, peraltro, una Legge dello Stato, quella sul Federalismo, che inciderà sensibilmente su tale aspetto della vita istituzionale del Paese, allora perchè tutto questo stracciarsi le vesti ed urlare al Duce? L'ipocrisia regna sovrana in Italia, non la verità.
Ma non avete sentito Napolitano oggi tessere le incondizionate lodi di Leonardo Sciacca? Il quale, ve lo voglio ricordare, difendeva il Giudice Falcone che, a sua volta, veniva condannato alla morte mafiosa dai licantropi del tempo tipo Orlando, Santoro, Di Pietro, D'Alema ecc. E dov'era a quel tempo - nel 1992 circa - Napolitano?

La nobiltà d'animo, la calma, sono virtù dei forti. A egregie cose le urne dei forti..... Alcuni anziani, disperati per la scomparsa non tanto del vecchio PCI quanto di una parte politica forte e sicura alla quale essere organci per consentir loro di sbarcare il lunario alla grande - tanto per intenderci cito Pasolini ed il PCI - , sedicenti intellettuali, fattuali questuanti, tipo Vattimo e suoi simili, possono insegnarci solamente come si insulta una persona. Sappia Vattimo che gente come me e gente da me educata e quindi la maggior parte della gente italiana, di quella che vota adesso e che voterà ancora per venti anni, disprezza una persona come lui. Imbelle, tracotante, prepotente. Che si vende a Di Pietro pur di sperare di avere una cadrega per campare e soddisfare tutti i suoi vizi. Ma vai a lavorare! Badile e piccone sono pronti per gente come te.

Ieri su un quotidiao sedicente riformista, che però segue servilmene - tiene famiglia! - la linea del segreDario nerotinto, quale colmo dei colmi, quale fulgido esempio di come la sinistra riesce a deformare le verità, anche quelle storiche per imbrogliare il lettore - chedeve essere per forza uno stronzo per credere solo a quello che dicono loro! - ed arriva, poi, anche a crederci ( a Roma si dice " se la canta e se la sona"), vi era un articolo che affermava che"...alla fin fine pare assurdo, ma Berlusconi attacca i Giudici ai quali peraltro deve il suo successo...". Non so se avete capito la piroetta. Secondo il quotidiano riformista a pagine alterne, Berlusconi è arrivato a conquistare la maggioranza politica in Italia perchè la Magistratura, ovvero il Pool di Mani Pulite, ha eliminato i due maggiori pariti del tempo. Pensate voi come conoscono il latino ovvero la consecutio temporum. Voi lo sapete: eccola. 1992 primo anno di Mani Pulite, con l'arresto di Mario Chiesa. Dal 1992 fino al 1995 Mani Pulite. Discesa in campo di Berlusconi ovvero discorso del 21 Gennaio 1994. Avviso di garanzia a Berlusconi Premier, via Corriere della Sera 22 Novembre 1994.
Il Pool di Milano uccideva i due partiti maggiori per far posto all'invicbile armata del PCI di Ochetto. Lo sviluppo del processo di Mani Pulite evidenziò questo tentivo di golpe e quindi provocò la nascita e la discesa in campo di Berlusconi. Il quale andò ad occupare nella popolazione italiana tutti i posti che il Pool di Milano aveva lasciato vuoti uccidendo deliberatamente i due partiti. Occhetto se la pese dove il sole non brucia e con lui tutti i vecchi e saccenti postocomunisti. Compreso chi governa il giornale sedicente riformista a giorni e pagine alterne.
Che Dio li abbia in gloria e li porti come imperituro esempio di disonestà intellettuale.

Buona domenica.

Gaetano Immè

sabato 23 maggio 2009

La Repubblica delle menzogne

Ci sono fatti quotidiani che, se li sai leggere, ti danno un'immagine perfetta del Paese in cui viviamo. L'Italia. Oggi mi dedico ad alcuni di questi.



Stamatina alle ore 9 e mezza ho acceso la TV su La 7 ed ho visto un dibattito, quell'Omnibus, al quale partecipava anche il nuovo candidado alle europee per il PD Sassoli. Dopo una spiegazione dell'On D'Urso - su quello che il Governo aveva fatto ( Napoli , ricostruzione Abruzzo, Banche, crisi finanziaria..), l'intervento di Sassoli è stato sinteticamente questo: " Il Governo è un Governo del non fare, non risolve nè h risolto alcun problema, noi dobbiamo risolvere i problemi." Mì è venuto da sorridere. Un intervento, quello di Sassoli, che definire penoso è poco.

Il nuovo Lilli Gruber della sinistra, sguardo napoleonico, sta battendo il segreDario nerotinto. E questo srebbe il nuovo.....



" Non ho peteri, perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio, tutto il potere è andato al Parlamento, pletorico, 630 deputati, ne basterebbero 100 come il Congresso americano".

"Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili. Alcuni parlamentari non si vedono mai , perchè imprenditori, perchè professionisti, hanno cose più importanti da fare che stare lì dentro per un giorno con le mani entro la scatoletta del voto e votare centinaia di emendamenti".

Queste sono le frasi, tratte dal resoconto stenografico, del discorso di Berlusocni in Confindustria che ha suscitato tante polemiche.

Un parlamentare oggi è assimilabile ad un professore di scuola: un frustrato. Per ortuna sua ben pagato, ma sempre frustrato.

Allora in questa chiave si speigano le supponenti, idiote e vomitevoli reazioni di alcuni " frustrati illustri": cito D'Alema, nato frustrato ed oggi accidioso e livoroso come un barbierino di Gallipoli del quale riassume anche le sembianze, cito l'On. Finocchiaro, condannata per ordine di scuderia a raccontare ovvietà e menzogne per sopravvivere ed incassare il corrispettivo, il segreDario nerotinto, unico, inimitabile fan di Berlusconi senza rendersene conto, il Mussolini dell'ipocrisia quel tale On Di Pietro, che rappresenta alla perfezione la grande presa per il culo che la vera casta fa del popolo bue e stronzo: dire una cosa e farne un'altra.

Ho sotto gli occhi fascicoli di convegni di partiti aderenti al centrosinistra nei quali venivano affrontati gli stesi problemi oggi risollevati da Berlusconi. Con interventi, s'intende, alati, dei vari D'Alema, Finocchiaro, l'oggi segreDario nerotino e tutti che convenivano sui due problemi di questo " parlamentarismo" malato. Primo problema: solo in Italia, Camera e Senato hanno le stesse funzioni, mentre in altri Paesi le due Camere hanno diverse funzioni. Secondo problema: il pletorico ( testuale, dalla realazione di un mitico uomo baffettato della sinistra, un barbierino di Otranto accidioso, invidioso, livoroso delle vittorie altrui ) numero di Deputati e Senatori.


Ieri, a Foligno, il legenDario ha detto:"...il modello attuato ( ndr: si riferiva alla ricostruzione del dopo terremoto di dodici anni fa in Umbria - dico 1997 , se tante volte non si fosse en capito! - , a Colfiorito, Premier On Romani Prodi, Ministro degli Interni On. Napolitano, Presidente di Regione Umbria l'eterna ed eternamente rossa Rita Lorenzetti ) in Umbria ha funzionato e dovrebbe essere attuato anche in Abruzzo....In Umbria abbiamo finanziato il 100% della ricostruzione delle case; in Abruzzo il contributo deve essere altrettanto reale, non con credito d'imposta o con mutui a taso zero."
In Umbria la ricostruzione non è ancora stata completata: andatevi a fare una gita - si fa per dire - e vedrete ancora, dopo dodici anni di un modello di ricostruzione che il legenDario raccomanda anche per gli abruzzesi - rimane da vedere cosa ne pensano gli abruzzesi - e troverete ancora gli sfollati nelle casette provvisiorie a Colfiorito, a Capodacqua, a Verchiano, a Giove, a Pisenti, a Vona, ad Annifo. Ho controllato alcuni mutui di case dell'Umbria, in quei Comuni e ho visto rate di mutuo a tasso di mercato.
Come liberale ringrazio sempre - anzi, io direi Santo subito!- il legenDario chierichetto nerotinto perchè ogni volta che apre la boccuccia ne esce sempre uno spot gratuito per il centrodestra. Ma certo che se l'opposizione è questa..... Altro che Levi! e Se questo è un uomo!

Anno 1992, giorno 23 , mese di Maggio: tra l'aeroporto di Palermo e Palermo - a Capaci - veniva barbaramente ucciso il Giudice Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
I licaoni sono dei canidi africani che vivono in Africa e si cibano di altri mammiferi: in branco partono contro uno e una volta raggiunto lo fanno a pezzi e lo divorano.
Non esistono prove al riguardo, ma considerato l'istinto, credo che ogni licaone, dopo essersi ingozzato delle budella della vittima, come anche i coccodrilli, la rimpianga.
E' una miserabile legge, ma una legge naturale.
Ora vi indico vita ed opere, in sintesi, di alcuni licaoni italiani, a proposito della vittima Giovanni Falcone.
L'IDV, partito fascista e licaone, con preda immediata il PD e con preda mediata l'Italia, conta vari licaoni nelle sue fila: d'altronde si caccia in branco. Ecco perchè tanti intellettuali sono attratti dall'IDV. Si sa che l'intellettuale - i Vattimo, gli Eco, i Camilleri - non sanno guadagnarsi il pane da soli, preferiscono sfare i servitori di chi li sfama . Oggi, questo branco di licaoni, a Napoli, insieme ad altre specie animali, fra le altre cose " vuole commemorare Falcone". L'ho detto: il licaone prima si mangia le budella della vittima e poi la rimpiange. Il primo, diciamo il capo licaone, su Giovanni Falcone, è il Signor Leoluca Cascio Orlando. Nel 1989, nel corso di una puntata di Samarcanda - toh! condotta da Santoro!- questo galantuomo sulla base di menzogne costruite dal solito pentito poi ampiamente svergognato dalla stessa Magistratura, accusò Falcone di protegere Andreotti e la mafia tenendo nel cassetto, chiusi, documenti probanti. Pure invenzioni. Si cominciò con una bomba sotto casa di Falcone, all'Addaura. Quando successivamente Falcone accettò di collaborare con il Governo Craxi e con suo Guardasigilli Martelli, quel galantuomo del Signor Leoluca Cascio Orlando unitamente ai suoi accoliti, esplosero contro Falcone tutta una serie di menzognere accuse infamanti. Si va dal " venduto al potere politico" all'Unità "Falcone preferì insabbiare tutto". A cadavere di Facone ancora caldo sempre Repubblica tentò l'apoteosi della falsità con una foto col titolo " Arriva Antonio Di Pietro, il Falcone del Nord...". Fu poi grazie a Caludio Martelli e ad Ilda Boccassini che si chiarirà che il Pool di Mani pulite non si fidava di Falcone. E oggi i nemici di Falcone di allora, dall'invidioso Di Pietro a Orlando l'infame - come lo definirebbero a Reagina Coeli - ed illustri carneadi di oggi- De Magistriis, cosa c'entra lui con Falcone?- Travaglio, un capetto dell'antimafia pecuniaria - volgiono fare la festa a Falcone. Forse hanno solo sbagliato verbo: vogliono solo (ri)fare la festa a Falcone.

Oggi al TG1 , nella solita orgia di cazzate sulle offese al Parlamento da parte di Berlusconi, ho sentito D'Alema - quello che essendo un barbiere di Gallipoli non sa nulla di Bicamerali fallite - affermare che " Berlusconi offende il Parlamento, mentre Fini lo difende". In realtà un imbarazzato Fini ha detto, poco prima " ma chi mai ha detto cheil Parlamento è inutile? Nessuno".
Ora Fini si accolli questa parte in commedia. E' diventato un'icona della sinistra. Ho già sentito e letto qualcosa in proposito. Vi ricordate tali Follini, Buttiglione, Casini, tutti i transfughi e gli incuicisti centristi di scudocrociata memoria?
Eccovi serviti. Fini è il prossimo segretario del PD. E chi altri, sennò?

Buona domenica.

Gaetano Immè

giovedì 21 maggio 2009

Ancora e solo odio e antiberlusconismo. Sinistra addio!!!

La delusione - ma la storia e l'esperienza mi avevano preparato al peggio- è enorme. Oggi 21 Maggio 2009 alle ore 11,30 del mattino posso svelarvi che la mia delusione è totale, completa, assoluta. Il PD è un " nulla", una macchietta di partito, come dice Muorihno " szero tituli ". Ieri sera , da Vespa, si è avuta la prova provata , nel corso di uno spettacolo indegno dove un tribuno forcaiolo come l'On Donati ha inscenato una recita violenta e miserabile togliendo la parola agli altri Vespa compreso , il quale è stato costretto - non riuscendo a farlo tacere e rientrare nei canoni del ragionevole e della buona educazione - a oscurare la trasmissione prima del tempo. Ieri sera ho visto, ho sentito, ho registrato come il PD,degnamente rappresentato , è ciecamente sottomesso all'ondata giustizialista dell'IDV, senza alcuna possibilità di ragionamento.
Stessa cosa ho sentito l'altra sera ad " Otto e mezzo" da Massimo D'Alema e da P.L.Bersani, ieri a " Omnibus". Stamane poi, il colpo definitivo: leggo Il Riformista e vedo che questo foglietto castale, tinto di finto modernismo come baffi e capelli di molti suoi uomini, avvicindandosi le elezioni europee, si mette a rincorrere, nei toni e nei modi, il giustizialismo alla Di Pietro. Oggi, però, leggo anche alcune indagini demoscopiche assai seriecon i sondaggi che assegnano al PdL quasi il 43% ed al PD quasi il 22%.

Gandus Nicoletta è Magistrato, dovrebbe essere imparziale nella forma e nella sostanza. Invece è parte attiva di un Movimento politico della Magistratura ( altra follia solo italiana) denominata Magistratura Democratica, alias sinistra antagonista ( tanto per capirci: Bertinotti, che è Bertinotti, l'ex grande capo di Rifondazione Comunista, non ha mai condiviso questa Magistratura militante nè la via giudiziaria nella quale stanno ancora sperando i disperati del PD ) e, mentre giudica nei processi ( contro chi viole leggi che Lei ritiene ingiuste, come politica) firma appelli per fare una nuova rivoluzione contro il Governo, contro tutto. Addirittra nel 2006 la Gandus sposa il documento-programma di tale Armando Spataro, un Procuratore circa il quale mi limito a dire: " piuttosto che di Battisti, Spataro si dovrebbe preoccupare dell'attuale terrorismo di stato. Battisti, difeso dallo Spataro, ca va sans dire, è un assassino italiano che uno Stato estero sovrano ha deciso di favorire. Lo ha fatto sulla base di documenti falsi? Non era in possesso di tutti i documenti? Non era compito di Spataro informare quelle Autorità delle storture del caso. Che forse le nostre di Autorità, competenti al caso, sono in tutt'altre faccende affaccendate? Se è così, perché il buon Spataro non denuncia le storture perpetrate in casa propria?" Nicoletta Gandus, davanti al processo il cui l'imputato era un carneade poco interessante , ma che si sapeva essere stato in rapporti con Berlusconi, capo politico a Lei avverso , non ha sentito l'onestà e la necessità, onde evitare che una sua sentenza si leggesse unicamente sotto un profilo politico e mediatico, di farsi da parte, spontaneamente. Ditemi voi, non sarebbe stato ciò molto corretto ? Cosa mai sarebbe successo se la Gandus avesse avuto questo scrupolo che invece l'ha sfiorata? Nulla,nulla. Mills sarebbe stato giudicato sempre dalla Magistratura Italiana, sempre sulle stesse carte, sempre nello stesso modo. Non averlo fatto, pone la Gandus, ai miei occhi- e credo anche a tutti voi - in una situazione simile a quella di un professore che, bistrattato dagli alunni durante tutto l'anno scolastico, non aspetta altro che gli scrutini finali per " vendicarsi". Ecco: la Gandus e chi la difende, giornali sedicenti riformisti compresi, hanno la morale a banderuola, che gira sempre verso il loro tornaconto ma secondo il vento. Irosi, ciechi e vendicativi Uno spettacolo indegno.

La sentenza: nel diritto e nel merito, la storia è ingarbugliata. Mancano prove della corruzione. Non vi è alcuna certezza da dove provengano quei famosi 600.000 Dollari. Si parla di un certo Signor B. e di un Certo armatore Napoletano Attanasio. Dagli atti processuali - andateveli a leggere - risulta che questo avvocaticchio inglese è un grande maneggione ed anche un uomo pericoloso, che ti ricatta come se niente fosse. Ma manca una prova certa che quei soldi - parlo dei 600.000 dollari - provenissero prorio da Berlusconi. Dunque una sentenza su congetture.
Può bastare per Donati, un povero d'animo e di spirito e per il suo Hitler Di Pietro - che gli aveva impartito l'ordine di recitare da Vespa il puro e il duro - , a me non basta. Perchè una sentenza, sotto l'aspetto tecnico, deve lascirmi tranquillo oltre ogni ragionevole dubbio. Da uomo libero - ringraziando Dio non aderisco all'IDV e non devo quindi genuflettermi ai dettami stabiliti dal Fuherer Di Pietro - preferisco che vi siano dieci colpevoli in più liberi piuttosto che un solo innocente in cella. Ma sto parlando di " pensieri", di concetti che non provengono dallo stomaco, come quelli di Donati e di Di Pietro e quindi comprendo bene come non tutti siano in grado di capirli. La sinistra, tutta la sinistra, anche e sopratutto quella sedicente riformista, torna di corsa all'unica risorsa che la sua mente ed il suo progetto politico le consente di partorire: l'antiberlusconismo cieco, iroso, invidioso. Pitecantropi schifosi. I raffinati - a giorni alterni - D'Alema - che invitata l'allora DS a verificarre veramente perchè il Paese seguisse Berlusconi - Veltroni - che aveva fatto dell'abbandono dell'antiberlusconismo addirittura il segno, anche formale, distintivo dela PD, tanto da non parlare più di " Berlusconi " ma del " capo della coalizione a noi avversa"- Bersani - che blaterava di " liberismo" obbligando i barbieri ad aprire il lunedì - Polito - che si autodefinisce riformista giusto perchè " fa schic "specie se abiti al centro di Roma e consente pure di mettersi in tasca il finanziamento pubblico ai giornali di partito - ormai non fanno altro che inseguire Di Pietro ed i suoi giannizzeri, tipo Donati. Essi si adeguano ad osannare il giustizialismo, sperando che la via giudiziaria, che tanti danni ha causato loro, riesca a togliere di mezzo quel Berlusconi che, loro malgrado, il popolo - per loro stronzo e bue, quando vota per Berlusconi, bello ed intelligente quando vota loro - non solo continua a votare ma addirittura vota sempre di più. In definitiva: il PD non esiste più, seppur è mai esistito. E' un contenitore di invidia sociale d'antan, di giritondini assatanati e ciechi, un partito che si estinguerà per consunzione. Facendo bello grasso il vero ed unico fascismo : quello di Di Pietro. D'altra parte, signori miei, la marcetta su Roma non fu determinata dall'incapacità della sinistra?
La storia si sta ripetendo, purtroppo. E chi ci rimette, non è certo il centrodestra, ma la democrazia italiana. Alla quale manca un vero partito politico - non un movimento di giustizieri del giorno e della notte qual'è l'IDV, altro che Lega - di sinistra. Ma con questi uomini non vedo alcun futuro. Vadano da Di Pietro, ne saranno i Gerarchi futuri.
Gaetano Immè

mercoledì 20 maggio 2009

Sentenza Mills, una Magistratura senza alcuna credibilità ed...al lupo! al lupo!

Tempi e modi, tempistica e merito, brodo culturale dove si è collocata da sola la Presidente della Corte in tempi non sospetti nè dietro un qualche attacco, altri eventi similari, reazioni della politica italiana, tutta una serie di elementi che, sulla sentenza Mills, non mi consentono assolutamente di avere quelle certezze che la Giustizia deve dare e che non può solo far intuire a parole.
Una domanda viene spontanea: come mai nel Paese dove vari P.M. fanno scadere addirittura i termini per la carcerazione di fior di mafiosi per non trovare il tempo di scrivere le sentenze ( svariati gli esempi ) , come mai in questo stesso Paese due Giudici, la Presidente Gandus e il PM Fabio De Pasquale - entrambi scandalosamente e dichiaratamente aderenti, non ostante l'alto compito loro attribuito dalla Giustizia che richiederebbe una assoluta apoliticità, alla sinistra antagonista - non solo hanno trovato il tempo per scrivere le circa 400 pagine di motivazione di questa sentenza, ma addirittura hanno trovato il tempo ed il modo - ma guarda che conmbinazione! - di farle depositare proprio in tempo utile per farle sfruttare ignobilmente durante la campagna elettorale?
Il dispositivo della sentenza Mills era stato letto in Aula il 17 febbraio 2009, la sentenza è stata depositata il 19 maggio 2009. Dicono Ignazio La Russa e Paolo Bonaiuti: "Se hanno aspettato tre mesi, potevano aspettarne ancora uno", cioè dopo le elezioni. Potevano? No.
L'articolo 544 comma 3 del codice di procedura penale stabilisce che la sentenza dev'essere depositata entro il quindicesimo giorno dalla lettura del dispositivo o comunque, in caso di particolare complessità nella redazione delle motivazioni (e nella prassi quasi sempre), mai oltre il novantesimo giorno pena sanzioni disciplinari. Insomma che le motivazioni arrivassero a ridosso delle amministrative-europee di giugno era ovvio e inevitabile.

Piuttosto. Come scrive Luigi Ferrarella sul Corriere (un cronista giudiziario non certo berlusconiano), il coinvolgimento del presidente del Consiglio non è provato neanche dalla sentenza. Il premier sarebbe stato probabilmente assolto. Scrive Ferrarella: "I soldi restano il punto più controverso della sentenza. Dagli atti non è emersa la prova diretta della provenienza berlusconiana dei 600 mila dollari ai quali fa riferimento il capo d'imputazione sulla base della confessione di Mills".

Dunque? Perchè questa sentenza contro Mills in cui Berlusconi non era enanche imputato? Perchè immediatamente una certa politica ha preso ad urlare " Dimissioni!" " Dimissioni" o, peggio, " Empeachment!" - come fossimo - magari, in America , dimenticando non tanto questo stramaledetto Lodo Alfano quanto il sacrosanto principio che nessuno ormai degna di uno sgurado e cioè che " nessuno deve essere considerato colpevole fino alla sentenza definitiva?".
Perchè le reazioni della sinistra, da Franceschini a DiPietro sono invece improntate solo ad una colpevolezza di Berlusconi senza avere il minimo riguardo per il principio, stabilito da quella sacra Costituzione che costoro citano come un totem un giorno si e l'altro pure, che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva?

Molti osservatori assai tecnici, come Ferrarella del Corriere, mettono in evidenza che in questo processo " non esistono prove e che dagli ati non è emersa la prova diretta della provenienza berlusconicna dei 600.000 dollari che " sarebbero" ( non si dice mai che " sono") il prezzo della corruzione". E allora?

Alcuni, tra questi Filippo Facci, sostengono anche che " se la corruzione corrisponde un dare per un avere, nelle motivazioni della sentenza Mills manca la prova dela dare e manca la prova dell'avere. Manca tutto."

D'altra parte il grido berlusconiano di rabbia contro questa sentenza è una storia ripetuta ed oggi diventata scontata e noiosa, come ipocrita, scontato e noioso è il ritornello della sinistra che vorrebbe che Berlusconi si dimettesse o si facesse processare. La solita solfa di sempre.
Troppe volte Berlusoni ha avuto ragione contro questa nostra giustizia mistificatoria, troppe volte abbiamo corso il pericolo di una deriva totalitaria ed antidemocratica che pretendeva di mettere nelle mani di Giudici politicamente e dichiaratamente schierati contro Berlusconi, il potere di immettere al Governo del Paese non chi era stato investitop dal voto popolare, ma chi avrebbe voluto la Magistratura militante. Quante volte Berlusconi non si è arreso a sentenze assurde e quante volte ha dimostrato che aveva pienamente ragione? Un'infinità di volte.
Ditemi voi se c'è mai stata una sentenza contro Berlusconi, una ce è una, che abbia avuto queklla certezza del reato oltre il famoso ragionevole dubbio. Mai, mai. E non credo ci sia bisogno di rammentare i vari casi, da De Benedetti in poi.

Dunque non posso certo accreditare alla Magistratura, in particolare a quei due Magistrati, non certo ad occhi chiusi ma neppure lontanamente ad occhi apertissimi,una credibilità su questa sentenza che nei fatti non esiste. Perchè se esistessero le prove non ci vorrebbero certo 400 pagine per comunicarle, forse basterebbero 20 o 30 pagine. Troppe volte, anzi, diciamolo, sempre, la Magistratura ha cercato con ogni mezzo- mezzo sempre illecito, perchè è illecita la via giudiziaria della conquista del potere politico che ha una sola matrice democratica che è il voto popolare - ed a spese nostre di condannare Berlusconi in un primo grado che, pur essendo per la Costituzione ( oggi i sinistri non la citano nemmeno, chissà perchè!) transitorio e non definitivo, consentirebbe loro di rincorrere, con ogni mezzo, lecito e sopra tutto illecito, quel potere che da molto tempo e, se continuano in tal modo per molto tempo ancora, il popolo italiano non concede loro.

Dunque non ritengo questa sentenza una sentenza provata, che non lascia il minimo dubbio e che dia delle certezze. Nulla di tutto questo. Perciò dar retta alla sinistra significherebbe solo violare la Costituzione. E, come dice ogni giorno - meno che oggi, chissa perchè - il segreDario nerotinto ?
La Costituzione è sacra, per mio padre e mio nonno. Bene. Allora sacra sia.

Gaetano Immè

martedì 19 maggio 2009

I lacchè del nuovo fascismo

I giornali di oggi sono paradigmatici. Repubblica e Il Corriere, pur di avere qualcosa da sbandierare ai loro lettori, ritira fuori la faccenda Mills, Il Riformista si dedica ad altro. Persino L'Unità, pur se diretta da Concita, mette in prima pagina l'avviso di insurrezione per Torino. Il Manifesto fa il distratto, fischietta e si occupa di Tamil, il solito " benaltrismo "di sinistra, per non affrontare mai i veri problemi. Ricordo titoli similari ai tempi di Pinelli e Calabresi.....La storia si ripete, ma gli attori sono scomparsi, restano le controfigure, anche...tinte!Vico! Vico!

La deriva fascista è imposta dall'IDV al PD, che nulla può fare per opporsi. Il PD ha letteralmente e sciaguratamente regalato a Di Pietro ed al suo giustizialismo una grossa fetta del proprio elettorato. Di Pietro è come quel mafioso che ti ricatta per aver ucciso con le sue mani i tuoi nemici ( non avversari) politici degli anni 90: ti presenta il conto e tu devi tacere e pagare. Hai cominciato regalandogli il seggio comunista ( ad un fascistone come Di Pietro!) del Mugello ( prima tranche del pagamento del pizzo ) , poi l'unione con il PD di Veltroni ( seconda tranche del pizzo) ed ora ecco il conto finale: Di Pietro ed il suo fascista IDV hanno rubato al PD almeno un dieci per cento del proprio elettorato. Così oggi i sondaggi danno il PD al 22/23% ( una disfatta storica) e l'IDV al 12/14% ( non bastando tale vittoria per una conquista del potere per via politica, aspetto un'altra Marcia su Roma, prima del 22 Ottobre prossimo). Il PD non potrà più controllare la piazza che sarà invece nelle mani fasciste di Di Pietro che utilizzerà questo strumento per scalzare ancora di più il PD e per guadagnarsi - con le buone o con le cattive ( come quando era Magistrato, d'altronde. Non era forse lui che ti sbatteva in galera e ti ci lasciava , tanto prima o poi qualche cosa gli dicevi?).
E' talmente cieco e ridicolo il legenDario nerotinto che sproloquia di camicie nere per le ronde - megastronzata indegna di un partito politico che abbia a cuore le richieste di sicurezza de cittadini - e non si accorge che è proprio lui che alimenta le camicie nere di Di Pietro.
Risultati? Sono sotto gli occhi di utti noi, ma non dei giornali servi dei partiti: nessuno dice niente, anzi qualcuno si lascia scappare che " agitare le spettro dell'insurrezionalismo" è pura demagogia! Come nel 1970 quando non erano certo Rosse le brigate che ammazzavano, erano sedicenti rosse e poi sono diventati compagni che sbagliano. Intanto in Italia la CGIL viene buttata fuori a Torino con la violenza squadrista, il G8 dell'UNiversità minacciato dall'insurrezionalismo , minacce anche per il prossimo G8 dell'Aquila. Ai giornali non interessa la sicurezza dei cittadini. A loro interessa solo che i lor padroni, dei quali essi sono puri lacchè, ottengano qualche voterello in più, così da poter mantenere , con i soldi nostri, le loro clientele.

L'Italia dunque ha una sola gamba, la destra, quella del PdL per intenderci. Ma la democrazia cammina sempre su due gambe. Manca del tutto la gamba sinistra. Regalata a Di Pietro ed al risorgente estremismo ed antagnismo. Insomma al fascismo dell'antifascismo militante.

Gaetano Immè

lunedì 18 maggio 2009

Il PD e la deriva fascista della sinistra italiana

Il PD pagherà alla storia d'Italia il prezzo della sua colpa. E sarà un prezzo salatissimo, perchè è colpa del PD, è colpa della sua cecità, è colpa della micragnosità intellettuale e politica dei propri dirigenti se il programma del vero PD ed il vero PD , quello di Veltroni, tanto per essere chiari, è fallito. Pur di non rinunciare alla " speranza " di potere - diciamolo chiaramente, la sinistra in Italia , da sola, non ha mai avuto il consenso popolare, ha sempre dovuto farsi rappresentare da
"utili idioti " di turno, da Moro, da Fanfani, da La Pira, da Prodi, da Amato; ha tentato la conquista del potere politico prima per via resistenziale (checchè ne blateri Ferrero e compagni comunisti, buona parte della resistenza rossa aveva come scopo portare l'Italia sotto il dominio comunista dell'Unione Sovietica ) , poi per via insurrezionale ( chi non ricorda gli anni di piombo, chi dimentica " i compagni che sbagliano", chi non ricorda le " sedicenti Brigate rosse"), poi per via giudiziaria ( l'epopea di Mani Pulite rappresenta il Minifesto del PCI del 1992, la sua nuova via alla conquista violenta del potere ), ora sviluppando solo un antiberlusconismo squalificante e deleterio - avete commesso il peccato capitale: vi siete piegati , vi siete prostrati davanti al vostro ricattatore. E ora pagate il pizzo a Di Pietro, che reclama il corrispettivo del lavoro sporco che ha eseguito con le sue mani da P.M.). Oltre tutto, non avendo un vero progetto politico avete belluinamente anche cavalcato, con imbecille baldanza, l'onda dell'antipolitica dei Grillo, dei Flores D'Arcais, dei Travaglio, dei Santoro, ecc. Ora il Paese vi presenta il conto : e voi vi ritrovate con le pezze al sedere. State regalando la piazza - che non riuscite a controllate più da un bel pezzo - ai giustizialisti ed ai violenti. State regalando ad un partito di infami fascistoni che ragionano con gli istinti bestiali dell'uomo troglodita, camuffati da partito di sinistra, almeno un quindici per cento dei voti degli italiani che prima votavano per Voi. Avete creato il mostro a sinistra. Non contenti di aver sollecitato la rinascita della pazza idea di una rinascita della Balena Bianca del centro ( anche la politica dei due forni vi sarebbe stata bene pur di non rinunciare alla speranza di riprendere in Italia ikl potere che avete perso in maniera definitiva ), adesso vi ritrovate con un PD che avrà più o meno il 22-23% e che, per sperare di rigovernare l' Italia deve sottomettersi non solo a Di Pietro ma anche a Casini ed alla sinistra estrema ( ecco il ritorno dell'Ulivo e di Prodi !, bel progresso, bella novità!) . Ed in tutto questo sfacelo non potete nemmeno dare la colpa a Berlusconi, nè al PdL, nè alla Lega. Costoro assistono inermi, non divertiti, ma stupefatti, alla vostra agonia, nè possono fare diversamente. Se in Italia tornerà il fascismo vero , quello che considera colpevoli gli inquisiti senza attendere la sentenza definitiva, quello che conta sull'invidia forcaiola degli italiani simile alla peggiore esperienza della Rivoluzione Francese, quello che non vi fa vedere come il vero Duce odierno sia proprio Di Pietro , che si intasca personalmente i contributi del partito come Yasser Arafat, che domina il Partito IDV decidendo solo lui chi fare entrare e chi no, che ha detto ai suoi eletti di non dire una parola se prima non la suggerisce lui stesso, sarà solo colpa vostra. La vera democrazia rappresentativa non può che avere due gambe salde sulle quali può camminare. Oggi una delle due gambe gode ottima salute ed è il PdL. Ma l'altra gamba, cioè il PD, dov'è? In mano a Di Pietro.Così l'Italia non avrà mai due gambe solide per far camminare la propria democrazia. Ecco allora che se c'è un pericolo incombente di nuovo fascismo, questa deriva proviene dalla vostra parte, si chiama Di Pietro. E la storia deve insegnare: non fu proprio dalla sinistra e per reagire contro la sinistra che nacque il vero Fascismo? E nessuno vede in Di Pietro una non vaga rassomiglianza con il Benito? E nei suoi programmi? Il PD deve reagire subito speriamo che abbia in sè le proprietà ed i valori che servono per fare uscire l'Italia da questa situazione di pericolo democratica in cui solo il PD l'ha spinta.
Gaetano Immè

venerdì 15 maggio 2009

Tutti soperchieria! Tutti menzogna! Questi sono i Cadetti di Guascogna di....

Il Presidente della Repubblica ha il grande vantaggio di essere , appunto, il Presidente della Repubblica e quindi di poter parlare, diciamo, liberamente. Ma è anche responsabile di quello che dice. Quando, per esempio, dice di " sentire pulsioni xenofobe " o similari luoghi comuni che non fanno onore all'intelletto di chi le espone come un stantio ritornello, ritengo che voglia dire , all'incirca " che secondo Lui in Italia c'è troppa attenzione contro gli stranieri" a voler essere cortesi. Dunque il Colle ci avverte che secondo lui noi italiani stiamo coltivando una cultura di paura dello straniero. Ci vorrebbe Gigi Proietti per esclamare il classico e romanesco " e te credo!

Poi mi accorgo che queste parole le dice il giorno in cui il Parlamento approva il così detto Decreto sicurezza, che riguarda i clandestini, i respingimenti ed il reato di clandestinità e allora questo Presidente non può essere lo stesso che ha tentato una rivisitazione della guerra civile pochissimi giorni orsono, no, deve essere un'altra persona. Una delle tante persone che prima di parlare e di esprimere i loro pensieri leggono solo " Repubblica" o " L'Unità".

Il reato di clandestinità esiste quasi ovunque: in Francia, il Germania, in Inghilterra, in Spagna. Alcuni Paesi Europei - non dico quali - addirittura sparano agli immigrati per evitare che entrino nel proprio territorio.

Il " respingimento" è elemento di Diritto Internazionale ed è rispettato dall'Italia come da tutti gli altri Paesi Europei e di tutto il mondo. Come " tecnica " a tutela delle frontiere, il respingimento contro gli albanesi fu inaugurato dal Governo Prodi del 1996. E se vogliamo estendere il concetto, non è forse anch'esso un respingimento l'obbligo " mondiale " del passaporto?

I " Centri di Identifiicazione e di Espulsione" sono presenti in tutto il mondo ed in tutta Europa.

In Europa il tempo di permanenza in un CIE è dai sei ai diciotto mesi, in Inghilterra non vi è addirittura termine. Da noi con questo Decreto è stato esteso il periodo massimo di permanenza nei CIE dai due mesi - vigenti prima - ai sei mesi attuali, che consentono una migliore organizzazione al riguardo.

Sul problema dei " rifugiati " va fatta una premessa. Ho sentito alcuni personaggi televisivi, a questo proposito, discettare di aricolo 10 della Costituzione. Cioè, discettare della scoperta dell'acqua calda. O aprire bocca tanto per fare uscire il fiato. E' elementare che l'italia segua tutti gli accordi internazionali, facendo parte, qualora questi commentatori non lo sapesso, dell'ONU e di tutti le organizzazioni sovranazionali esistenti al mondo. Dunque se qualcuno possiede i requisiti per essere riconosciuto, dal nostro Paese e secondo i trattati internazionali , un " rifugiato"( per qualsivoglia valido motivo riconosciuto,) non deve fare altro che recarsi o presso l'Ambasciata Italiana nel suo Paese o presso l'Ufficio dell'ONU esistente in tutti i Paesi - e se l'ONU non avesse qualche ufficio in qualche Paese oggi interessato a questo problema dispone di mezzi sufficienti per aprirlo e o rinforzarlo -o, limite estremo, addirittura andare fino in Libia dove esiste un ufficio dell'ONU. Non ha alcun motivo costui per pagare milioni ai delinquenti che speculano sui viaggi dei disperati. E poi, perchè un rifugiato deve costringerci a ricevere altre centinaia di clandestini del suo barcone quando può venire in Italia correttamente, tramite vie legali e senza farsi ricattare da loschi trafficanti? Non voglio neanche minimamente pensare che in Italia vi sia una forza politica di sinistra che , opponendosi anche con argomentazioni false e risibili a queste misure sacrosante - volute, si badi bene , non dal PdL, non da Berlusconi, non dalla Lega, non da AN, ma dagli italiani che hanno poi conseguentemente votato - in buona o in cattiva fede voglia lasciare la direzione fattuale dell'immigrazione clandestina nelle mani sporche delle organizzazioni criminali che organizzano questi barconi disperati e che, quindi, possono mettere la barra del timone a dritta ( verso l'Italia) o a Ovest-Nord ( Spagna e Malta) secondo convenienze di sfruttamento criminale del fenomeno.

Allora chiedo rispettosamente al Presidente della Repubblica: a chi si riferiva ieri? Chi è secondo Lei che sparge auree xenofobe in Italia? Suvvia , ci illumini, traduca il suo criptopensiero in italiano volgare, faccia capire anche al popolo bue che, non lo dimentichi mai, non l'ha mai votata come Presidente della Repubblica, ma cui Lei è stato imposto da giochettini politici tutti interni all'area di sinistra e non tramite una democrazia partecipata. Anche Lei è un Imperatore, anzi, se lo è anche Berlusconi ( che è stato votato direttamente dagli Italiani ), Lei, Signor Presidente della Repubblica lo è ancora di più. Anche se è un Imperatore che non " ìmpera" ma " dìvide".
Aspettiamo la risposta. Non è un esempio di correttezza gettare un sasso nello stagno e nascondere la mano.
Gaetano Immè

P C C, acronimo di.......

Non vuol dire " Partito dei Comunisti Combattenti". Un tempo c'era L C " Lotta continua". Oggi, mutati i tempi, c'è P C C " Presa per il culo continua". E' l'effetto del minimalismo. E bravo Mentana ! Gli ci sono voluti otto, diconsi otto anni , per capire che Mediaset, dove lui lavorava tutti i giorni, da cui lui prendeva bei quattrini tutti i mesi, che lui frequentava con i colleghi, tutti i giorni, dove mangiava, beveva, dormiva, dove aveva - poverino - solo Confalonieri come nume protettore, era un covo di reazionari. Lui, poverino, lui che veniva dalla RAI, lui che ne sapeva di giornalisti e politica, che ne sapeva lui, poareto, che fare il giornalista in RAI significava obbedire al partito politico che ti ci ha messo, che ne sapeva che fare il giornalista a Repubblica significa eseguire gli ordine del padrone De Benedetti, che ne sapeva lui che chi andava a Mediaset andava a lavorare in un giornale almeno " non ostile" a Berlusconi! Lui, poareto, viveva nel " Paese delle Meraviglie", viveva nel " Paese di Bengodi", come poteva, poverino, sapere queste brutte cose! Lui! Così amico di Martelli, degli ex socialisti del " 10%", lui, che " si è costruito la carriera da solo". Insomma mai, mai, mai in otto anni, 96 mesi, chissaquantigiorni, lui si era accorto che a Mediaset buona parte votano per il PdL. Lui, poareto, non ha letto le dichiarazioni di Santoro ( dico Santoro, mica bruscolini) quando costitui andò via da Mediaset, non lesse quel che Santoro disse, no! Chissà cosa faceva Chicchino nostro a quei tempi, forse aveva cambiato mestiere o forse era solo distratto. Poi, una volta che per puro caso, invitato ad una cena fatta apposta per festeggiare la recente vittoria del PdL e scoperto, da parte sua con somma meraviviglia ( come Povia..." Quando i bambini fanno oh!") ed orrendo disgusto che Mediaset era una conventicola di reazionari biechi e puzzolenti dove molti avevano votato per il PdL , lui, il Mentana, l'Enrico tutto d'un pezzo, ha dovuto suo malgrado, con sommo disgusto, turandosi il nasino di fatina, incassare ancora quel po'po' di denaro puzzolente per altri (udite!, udite! ) otto mesi. Fino a che, fortunatamente, Mediaset non gli ha offerto l'occasione di Eluana Englaro per....dimettersi. Incassando quando Dio comanda e CGIL impone, non scherziamo! Magari quei soldi sono sterco del diavolo se stanno nella cassa di Mediaset, ma l'Enrico nostro, risciacqua tutti i bigliettoni in....Arno o Tevere o nel lavandino di casa. Lui a questi odori non ci fa caso, visto che vomita nel piatto dove ha sempre mangiato! Prima la RAI ora Mediaset, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Scommetto con tutti voi mille Euro: Chicchetto nostro nel clan di Santoro e o di Di Pietro! E' andata. Ah! Dimenticavo! Siccome la sua fama di ingrato, di voltafrittate, di finta verginella in un mondo di lupi lo ha emarginato - quanto meno da Mediaset e dalla RAI - pare non gli resti che sperare di raggiungere il suo grande amico e sodale - anche in fatto di comportamenti etici - Gad Lerner alla 7. Nel frattempo, per riempire il tanto tempo libero il nostro Chicchino , su questi fatterelli, ci ha pure scritto un libro. Oddio! Un libro! Si fa per dire! Un bel po' di paginate di propria santificazione , di pettegolezzi e di ricordi di scuola e di anni di piombo . A proposito di ricordi: chi si ricorda di " Grand Hotel", il Vangelo delle " serve " dell'Italia del 1950?
Gaetano Immè

martedì 12 maggio 2009

Facciamolo Santo e subito!

Il segretario PD nerotinto e truce, ne tira fuori una al giorno. Così io risparmio i soldi del cinema, perchè a farmi ridere provvede proprio lui. Così nei giorni scorsi sulle Leggi razziali del 1938, una merda di battuta politica per la quale non ha chiesto ancora scusa. Mal gliene incoglierà, perchè gli italiani sono stufi di chiacchiere da salotto quali le sue. L'ultima battuta del chierichetto nerotinto è quella sul voto utile a sinistra. Le parole del nerotitno dimostrano che il licantropo Di Pietro ha veramente già mangiato almeno la metà delle budella del PD ancora vivo seppure in agonia. Infatti ha detto il Segretario leggenDario che se si vota a sinistra si deve votare PD perchè occorre restringere il gap fra lo stesso PD e il PdL. Questo significa che il nerotinto per motivi di bassa bottega elettorale se ne strafrega di quello che effettivamente pensa un elettore: se un elettore vuole votare Vendola, o Di Pietro, o Ferrero o chi diavolo gli piaccia, ebbene l'ordine del Gran Capo ( che pensa per tutti e quindi anche per questo elettore che per il nerotinto è senza dubbio un vero coglione ) non lo deve fare. Deve votare solo PD. Non siamo a Stalin, ma per lo meno ad Vladimir Ilic, quasi. E bravo il nerotinto! Così si inganna il popolo con votazioni illiberali, con la conseguenza che questo PD forse più grande, sarebbe una bella terra di conquista per il Di Pietro.
Gaetano Immè

Come affrontare l'Immigrazione clandestina

I respingimenti dei barconi di clandestini in acque extraterritoriali da parte dell'Italia ha suscitato il solito ipocrita can can di opinioni e di accuse: le solite, quelle di razzismo e compagnia stronzeggiando. Non vale la pena di rispondere a chi usa questo argomento per pietismo peloso - come talune voci della Chiesa alla quale è fin troppo semplice rispondere che nessuno le vieta di accogliere i clandestiuni sul proprio territorio ed a proprie spese - per fare campagna elettorale, come quel ridicolo segretario nerotinto che oggi si scaglia contro i respingimenti perchè decisi dal Governo Berlusconi, dopo averli apporovati con l'Albania con D'Alema Presidente del Consiglio e più recentemente con il Governo Prodi. Chi, infatti, oltre al Nerotinto gnuignol, non ricorda come il recentissimo Governo Prodi, cui ovviamente partecipava anche il truce-chierichetto, su spinta proprio del Segretario del PD Veltroni, tentò di varare un Decreto per espellere i romeni, cittadini europei, considerati un pericolo per la nostra vita sociale dai Prefetti?
Il problema onoltre non risiede nell'appiccicare all'Italia, come tentano di fare i soliti maestri del pensiero a senso unico, etichette senza senso, quali" paese razzista", " paese multietnico" e via cazzeggiando. Che l'Italia non sia un Paese razzista è lapalissiano per chi cammina per strada in una qualsiasi città italiana. Se gira a piedi, se sale sugli autobus, se vive la vita quotidiana, facendo la spesa, girando per le vie cittadine, non fa altro che incontrare giovani di colore, quindi presuntivamente extracomunitari e quindi clandestini senza lavoro apparente, che non solo tentano di vendere calzini o ombrelli, ma che esplicitamente, in mancanza di acquisto, chiedono l'elemosina. Queste persone vivono purtroppo in questa situazione di degrado e di schiavi di padroni occulti ma non troppo, proprio perchè sono entrati clandestinamente in Italia. E se il Paese li tollera serenamente e se qualcuno, me compreso, segnala con estremo disgusto e con la massima umana comprensione che far vivere queste persone in questo modo misero è il nuovo razzismo che è il frutto avvelenato e diretto del buonismo ed accoglismo erga omnes, ne deriva che l'Italia e gli Italiani non sono nè razzisti nè xenofobi. I veri razzisti sono proprio e solo coloro che pretendono di accogliere tutti i clandestini senza alcuna seria programmazione sia per il lavoro di costoro sia per l'integrazione di costoro. Eccoli, dunque, i nuovi razzisti, stanno seduti sulla sponda del buonismo cattocomunista e via stronzeggiando fino all'estrama sinistra.
Quanto al Paese multietnico, pretenderlo anche se solo a parole, mi sembra proprio una cialtroneria. Un Paese, per essere veramente multietnico, deve prima vivere la sua storia di integrazione. Come l'Inghilterra, come la Francia che , avendo avuto nel mondo le colonie - quelle vere non certo le ridicole colonie dell'Italia fascista, durate dieci anni - per secoli e secoli, hanno avuto il tempo e hanno dovuto creare un vivere civile che si basi sul rispetto dei valori di tutte le etnie presenti sul loro territorio. Gli imbecilli di casa nostra credono che dare una casa ( a nostre spese) agli immigrati clandestini, dare loro anche uno stipendio ( sempre a spese nostre), farli vivere nei loro quartieri ( diventa naturale che essi si accentrino in quartieri a loro simiglianza), consentire loro di vivere di espedienti se non di delinquenza, tutto questo significhi creare un Paese multietnico. Questa loro idea è una vera jattura perchè non solo non risolve affatto l'accoglismo generalizzato ma addirittura genera negli italiani una sorta di panico che determina poi, in sede politica, quella richiesta di sicurezza che non è esclusiva della Lega, ma che è dovere di tutti noi ricevere dallo Stato e far sì che lo Stato la possa garantire a tutti. Ma volete dirmi per quale diavolo di ragione valida io cittadino Italiano che pago le imposte ( quando ci vuole, ci vuole!) debbo aver paura di vivere liberamente la mia città per colpa di coloro che non dovrebbero vivere nella mia citta?
Dunque il problema serio, non la campagna elettorale del nerotinto chierichetto, è questo: come fare a contemperare due esigenze apparantemente contrarie: da un lato occorre rafforzare la politica dei respingimenti, non certo con sole misure unilaterali, ma per via diplomatica con tutti i Paesi interessati, sotto i vari aspetti - anche quelli delinquenziali, come quelli presenti in Libia con gli scafisti, come quelli acquetati in Albania con le organizzazioni di criminali che utilizzavano bande di scafisti - in modo da creare tutta una serie di iniziative diplomatiche - come quelle ricordate non solo con la Libia ma anche quelle iniziate da Governi di centrosinistra con D'Alema e con il recentissimo Prodi - che consentano la prevenzione dell'immigrazione clandestina e quindi i respingimwenti in acque extraterritoriali. Dall'altro lato vi è la necessità di utilizzare sempre la rete e l'attività diplomatica con i Paesi dai quali potrebbero fuggire persone che poi avrebbero diritto internazionale d'asilo, ma solo politico e bellico, con specifici accordi in modo tale da evitare che salgano sui barconi clandestini , che pure pagano a caro prezzo, persone che potrebbero meritare l'asilo politico e bellico nel nostro ed in altri Paesi. Si deve assolutamente evitare che sotto l'alibi dell'asilo si nascondano puri delinquenti comuni ( tipo Battisti Cesare, per essere chiari) che devono restare nelle patrie galere. Non da noi, nè a nostre spese.
Non credo che poi sia tanto difficile da comprendere tutto ciò, se già lo hanno compreso, come da loro specifiche dichiarazioni, lo stesso Fassimo, lo stesso Rutelli ed anche lo pseudo liberalizzatore Bersani.
Gaetano Immè

giovedì 7 maggio 2009

Ci prendono tutti per Ronchi e stronzi

Parlo dello sceneggiato su Enrico Mattei. Una storia falsificata, perchè non è assolutamente vero che il piccolo aereo esplose . Capisco che il regista si sia presa la famosa " licenza" ( leggasi " falsità") per avvalorare, nell'opinione pubblica, la tesi del sabotaggio che consegna un Mattei " buono", contro gli americani " cattivi", che muore per un sabotaggio. Indovina da chi ordito?

Sono quasi 50 anni che Mattei è morto, sono cinquanta anni che la Magistratura, tanto per coprirsi di ridicolo, una volta incontrovertibilmente accertato che il piccolo aereo non esplose in volo, si accontentò - sono parole del Magistrato- di un " picinin di esplosivo a bordo" che consentisse un atterragio quasi regolare ed un successivo " piccolo scoppio" o cose del genere.

Se la storia va " interpretata", la storia viene sempre falsata e noi ed i nostri nipoti saremo sempre degli ignoranti perchè non sapremo mai la varità delle cose. Saremo anche degli " stronzi" perchè ci accontentiamo di quel che passa per la testa di un regista che invece di presentare un uomo, il Mattei appunto, per quello che effettivamente fu - un comis di Stato, un corruttore professionale, un uomo che utilizzava la sua potenza per recimolare donne facili , non certo una sorta di principe azzurro - ci pprende anche tutti per dei Ronchi. Il Ronchi fu quel povero contadino nella cui terra, a Bascapè, atterrò l'areo di Mattei. Fu messo alla gogna perchè ripeteva sempre che " non aveva visto nessuna esplosione". E fu incriminato - roba da matti!- per favoreggimento a favore do ognoti. Per aver sostenuto la semplice verità. Ecco a che punto siamo arrivati. Dobbiamo credere alle cazzate e se non ci credi - perchè non esistono - ti incriminano pure.

Se questo è un artista......

Gaetano Immè

mercoledì 6 maggio 2009

Un tentivo di golpe ed il popolo bue e stronzo

Ieri Il Riformista, dico Il Riformista mica L'Unità, insomma un giornale facente capo alla corrente
" riformista"dunque socialdemocratica del centrosinistra, ha dedicato sei sette paginate - su un totale di ventitrè pagine , Sport e programmi TV compresi - al così detto " scadandalo sessuale" di Berlusconi. In particolare il Direttore, Antonio Polito, mica un tizio qualsiasi , si chiede quale debba essere, alla luce di questo premier pedofilo ( come tale pubblicamente accusato senza la minima prova di tale reato) il rapporto tra politica ed etica. Ritanna Armeni coglie l'occasione per farci la sua solita bella lezioncina di etica e morale: Lei , che evidentemente di etica ha vissuto e vive (proveniendo da una ideologia notoriamente liberale e democratica come quella che ha generato, retto e supportato la dittatura comunista negli ultimi cento anni) riempie anche di merda il Berlusconi e gli uomini, tornati ad essere miserevolmente " maschi "( l'uomo ideale per la Signora Armeni è quello che passa dalla caccia al dinosauro a...passare il Folletto!) e si scaglia contro i difensori della famiglia che stanno zitti davanti " a questo scempio" della famiglia.

Stupisce assai , sotto un punto di vista non strettamente di bassa politica ma di vera politica storica e filosofica, questo " tratto comune" di richiesta di etica fra il Direttore e la Armeni. Stupisce perchè credo sia ormai arciscontato ed arcinoto che la richiesta di Stato etico è sostanzialmente l'invocazione di quel Leviatano che personifica lo Stato totalitario, lo Stato che si arroga il diritto di dettare le regole anche nel campo etico, che uccide il libero arbitrio degli uomini, che schiaccia le libertà individuali sotto la coltre soffocante dei totalitarismi, che sogna di governare gli uomini non come individui liberi ( in una società liberale ed antitotalitaria la libertà di ciascuno termina solamente dove inizia quella di un altro e non dove stabilisce lo Stato padrone, Stato padrone che nella sua storia, fatta di totalitarismi ideologici e politici ,che ha dominato il secolo scorso provocando guerre e stermini ) ma come elementi di una massa, come semplici " elementi di un popolo", spesso considerato stronzo, ignorante, pericoloso, da mettere in un angolo, bue, incapace i ragionare con la propria testa ed intelleto e quindi " da governare" cioè " da pascolare". Trovo in questa posizione culturale uno spaventoso baratro ideologico verso il quale Polito e la Armeni vorrebbero spingere gli italiani, trainandoli verso questo salto nel buio non certo per far migliorare la loro vita da cittadini e da uomini , ma solo per tentare di eliminare dalla scena politica italiana, sulla base di pulsioni non politiche ma viscerali e dunque di un assoluto populismo di stampo fascista e comunista, Berlusconi e con lui anche il pensiero liberale e democratico. Insomma un tentativo di golpe istiuzionale sotto la spinta di una insurrezione etica. E' semplicemente vergognoso che una delle due gambe sulle quali si tiene e si dovrà tenere l'Italia ormai avviata verso un bipolarismo o un bipartitismo, cioè il centrosinistra, non abbia alcun progetto politico ma tenti miseramente una nuova via di ricerca del mpotere. Dopo la " via giudiziaria" che ha fatto solo male agli italiani e non ha fatto il bene della sinistra, ecco ora la " via pedofila". Non dunque un ragionamento per proporre un progetto politico - sottolineo PO-LI-TI-CO e non certo e-ti-co - che possa determinare un maggior benessere e dunque una ricerca di felicità per il cittadino, ma un semplice e squallido tentativo di nascondere sotto l'alibi del principio etico la mano armata ed assassina della democrazia.

Tutto ciò è semplicemente deprimente. Possibile che ci sia ancora una fetta della cultura italiana che non abbia abbondantemente metabolizzato che la mania di correre dietro allo Stato etico comporta , in uno Stato veramente democratico e di diritto - come non compiutamente noi viviamo - il reato penale di " apologia di fascismo" e quello non ancora penale - ma ci si dovrà arrivare - di " apologia del comunismo"? Quale prezzo sono costoro disposti a pagare davanti all'umanità ed alla storia pur di liberarsi, senza il consenso popolare, di Berlusconi e del PdL? La risposta a questa pleonastica domanda è nello stato delle cose. Cerco di riassumere: accusiamo Berlusconi senza prove certe di essere un pedofilo e peggio ancora. Sollecitando nel cittadino lo Stato etico - pensano costoro - svegliamo il peggior giustizialismo, quello che uccide la persona sulla base delle sole accuse senza prove e senza concedere nulla alla difesa, quello che viene anche invocato dai Di Pietro, dagli Asor Rosa, dai Vattimo, da quelli che io chiamo i nuovi fascisti e che sono alleati con il PD, anzi i loro ricattatori.

La bestia giustizialista che vive in tanti nostri fratelli italiani, allevati all'odio, alla contraposizione classista, all'invidia, da un cultura da sempre in Italia dominata - per colpa della vecchia DC - dal vecchio PCI e quindi dai suoi epigoni seppur diversamente nominati, si ingrasserà di questo cavernicolo giustizialismo o avrà il discernimento per giudicare tali posizioni come esse stesse si meritano?

Riusciremo noi liberali e laici a spiegare a questi nostri concittadini come essi sono vergognosamente utilizzati come buoi ai quali trasmettere solo ordini?

Questo deve essere la nostra risposta culturale e politica, responsabile e scevra da rivendicazioni di bassa politica, allo squallida manovra di questa sinistra ormai priva di ogni valore e contenuto politico.