Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 12 maggio 2009

Come affrontare l'Immigrazione clandestina

I respingimenti dei barconi di clandestini in acque extraterritoriali da parte dell'Italia ha suscitato il solito ipocrita can can di opinioni e di accuse: le solite, quelle di razzismo e compagnia stronzeggiando. Non vale la pena di rispondere a chi usa questo argomento per pietismo peloso - come talune voci della Chiesa alla quale è fin troppo semplice rispondere che nessuno le vieta di accogliere i clandestiuni sul proprio territorio ed a proprie spese - per fare campagna elettorale, come quel ridicolo segretario nerotinto che oggi si scaglia contro i respingimenti perchè decisi dal Governo Berlusconi, dopo averli apporovati con l'Albania con D'Alema Presidente del Consiglio e più recentemente con il Governo Prodi. Chi, infatti, oltre al Nerotinto gnuignol, non ricorda come il recentissimo Governo Prodi, cui ovviamente partecipava anche il truce-chierichetto, su spinta proprio del Segretario del PD Veltroni, tentò di varare un Decreto per espellere i romeni, cittadini europei, considerati un pericolo per la nostra vita sociale dai Prefetti?
Il problema onoltre non risiede nell'appiccicare all'Italia, come tentano di fare i soliti maestri del pensiero a senso unico, etichette senza senso, quali" paese razzista", " paese multietnico" e via cazzeggiando. Che l'Italia non sia un Paese razzista è lapalissiano per chi cammina per strada in una qualsiasi città italiana. Se gira a piedi, se sale sugli autobus, se vive la vita quotidiana, facendo la spesa, girando per le vie cittadine, non fa altro che incontrare giovani di colore, quindi presuntivamente extracomunitari e quindi clandestini senza lavoro apparente, che non solo tentano di vendere calzini o ombrelli, ma che esplicitamente, in mancanza di acquisto, chiedono l'elemosina. Queste persone vivono purtroppo in questa situazione di degrado e di schiavi di padroni occulti ma non troppo, proprio perchè sono entrati clandestinamente in Italia. E se il Paese li tollera serenamente e se qualcuno, me compreso, segnala con estremo disgusto e con la massima umana comprensione che far vivere queste persone in questo modo misero è il nuovo razzismo che è il frutto avvelenato e diretto del buonismo ed accoglismo erga omnes, ne deriva che l'Italia e gli Italiani non sono nè razzisti nè xenofobi. I veri razzisti sono proprio e solo coloro che pretendono di accogliere tutti i clandestini senza alcuna seria programmazione sia per il lavoro di costoro sia per l'integrazione di costoro. Eccoli, dunque, i nuovi razzisti, stanno seduti sulla sponda del buonismo cattocomunista e via stronzeggiando fino all'estrama sinistra.
Quanto al Paese multietnico, pretenderlo anche se solo a parole, mi sembra proprio una cialtroneria. Un Paese, per essere veramente multietnico, deve prima vivere la sua storia di integrazione. Come l'Inghilterra, come la Francia che , avendo avuto nel mondo le colonie - quelle vere non certo le ridicole colonie dell'Italia fascista, durate dieci anni - per secoli e secoli, hanno avuto il tempo e hanno dovuto creare un vivere civile che si basi sul rispetto dei valori di tutte le etnie presenti sul loro territorio. Gli imbecilli di casa nostra credono che dare una casa ( a nostre spese) agli immigrati clandestini, dare loro anche uno stipendio ( sempre a spese nostre), farli vivere nei loro quartieri ( diventa naturale che essi si accentrino in quartieri a loro simiglianza), consentire loro di vivere di espedienti se non di delinquenza, tutto questo significhi creare un Paese multietnico. Questa loro idea è una vera jattura perchè non solo non risolve affatto l'accoglismo generalizzato ma addirittura genera negli italiani una sorta di panico che determina poi, in sede politica, quella richiesta di sicurezza che non è esclusiva della Lega, ma che è dovere di tutti noi ricevere dallo Stato e far sì che lo Stato la possa garantire a tutti. Ma volete dirmi per quale diavolo di ragione valida io cittadino Italiano che pago le imposte ( quando ci vuole, ci vuole!) debbo aver paura di vivere liberamente la mia città per colpa di coloro che non dovrebbero vivere nella mia citta?
Dunque il problema serio, non la campagna elettorale del nerotinto chierichetto, è questo: come fare a contemperare due esigenze apparantemente contrarie: da un lato occorre rafforzare la politica dei respingimenti, non certo con sole misure unilaterali, ma per via diplomatica con tutti i Paesi interessati, sotto i vari aspetti - anche quelli delinquenziali, come quelli presenti in Libia con gli scafisti, come quelli acquetati in Albania con le organizzazioni di criminali che utilizzavano bande di scafisti - in modo da creare tutta una serie di iniziative diplomatiche - come quelle ricordate non solo con la Libia ma anche quelle iniziate da Governi di centrosinistra con D'Alema e con il recentissimo Prodi - che consentano la prevenzione dell'immigrazione clandestina e quindi i respingimwenti in acque extraterritoriali. Dall'altro lato vi è la necessità di utilizzare sempre la rete e l'attività diplomatica con i Paesi dai quali potrebbero fuggire persone che poi avrebbero diritto internazionale d'asilo, ma solo politico e bellico, con specifici accordi in modo tale da evitare che salgano sui barconi clandestini , che pure pagano a caro prezzo, persone che potrebbero meritare l'asilo politico e bellico nel nostro ed in altri Paesi. Si deve assolutamente evitare che sotto l'alibi dell'asilo si nascondano puri delinquenti comuni ( tipo Battisti Cesare, per essere chiari) che devono restare nelle patrie galere. Non da noi, nè a nostre spese.
Non credo che poi sia tanto difficile da comprendere tutto ciò, se già lo hanno compreso, come da loro specifiche dichiarazioni, lo stesso Fassimo, lo stesso Rutelli ed anche lo pseudo liberalizzatore Bersani.
Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento