Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 23 maggio 2009

La Repubblica delle menzogne

Ci sono fatti quotidiani che, se li sai leggere, ti danno un'immagine perfetta del Paese in cui viviamo. L'Italia. Oggi mi dedico ad alcuni di questi.



Stamatina alle ore 9 e mezza ho acceso la TV su La 7 ed ho visto un dibattito, quell'Omnibus, al quale partecipava anche il nuovo candidado alle europee per il PD Sassoli. Dopo una spiegazione dell'On D'Urso - su quello che il Governo aveva fatto ( Napoli , ricostruzione Abruzzo, Banche, crisi finanziaria..), l'intervento di Sassoli è stato sinteticamente questo: " Il Governo è un Governo del non fare, non risolve nè h risolto alcun problema, noi dobbiamo risolvere i problemi." Mì è venuto da sorridere. Un intervento, quello di Sassoli, che definire penoso è poco.

Il nuovo Lilli Gruber della sinistra, sguardo napoleonico, sta battendo il segreDario nerotinto. E questo srebbe il nuovo.....



" Non ho peteri, perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio, tutto il potere è andato al Parlamento, pletorico, 630 deputati, ne basterebbero 100 come il Congresso americano".

"Diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili. Alcuni parlamentari non si vedono mai , perchè imprenditori, perchè professionisti, hanno cose più importanti da fare che stare lì dentro per un giorno con le mani entro la scatoletta del voto e votare centinaia di emendamenti".

Queste sono le frasi, tratte dal resoconto stenografico, del discorso di Berlusocni in Confindustria che ha suscitato tante polemiche.

Un parlamentare oggi è assimilabile ad un professore di scuola: un frustrato. Per ortuna sua ben pagato, ma sempre frustrato.

Allora in questa chiave si speigano le supponenti, idiote e vomitevoli reazioni di alcuni " frustrati illustri": cito D'Alema, nato frustrato ed oggi accidioso e livoroso come un barbierino di Gallipoli del quale riassume anche le sembianze, cito l'On. Finocchiaro, condannata per ordine di scuderia a raccontare ovvietà e menzogne per sopravvivere ed incassare il corrispettivo, il segreDario nerotinto, unico, inimitabile fan di Berlusconi senza rendersene conto, il Mussolini dell'ipocrisia quel tale On Di Pietro, che rappresenta alla perfezione la grande presa per il culo che la vera casta fa del popolo bue e stronzo: dire una cosa e farne un'altra.

Ho sotto gli occhi fascicoli di convegni di partiti aderenti al centrosinistra nei quali venivano affrontati gli stesi problemi oggi risollevati da Berlusconi. Con interventi, s'intende, alati, dei vari D'Alema, Finocchiaro, l'oggi segreDario nerotino e tutti che convenivano sui due problemi di questo " parlamentarismo" malato. Primo problema: solo in Italia, Camera e Senato hanno le stesse funzioni, mentre in altri Paesi le due Camere hanno diverse funzioni. Secondo problema: il pletorico ( testuale, dalla realazione di un mitico uomo baffettato della sinistra, un barbierino di Otranto accidioso, invidioso, livoroso delle vittorie altrui ) numero di Deputati e Senatori.


Ieri, a Foligno, il legenDario ha detto:"...il modello attuato ( ndr: si riferiva alla ricostruzione del dopo terremoto di dodici anni fa in Umbria - dico 1997 , se tante volte non si fosse en capito! - , a Colfiorito, Premier On Romani Prodi, Ministro degli Interni On. Napolitano, Presidente di Regione Umbria l'eterna ed eternamente rossa Rita Lorenzetti ) in Umbria ha funzionato e dovrebbe essere attuato anche in Abruzzo....In Umbria abbiamo finanziato il 100% della ricostruzione delle case; in Abruzzo il contributo deve essere altrettanto reale, non con credito d'imposta o con mutui a taso zero."
In Umbria la ricostruzione non è ancora stata completata: andatevi a fare una gita - si fa per dire - e vedrete ancora, dopo dodici anni di un modello di ricostruzione che il legenDario raccomanda anche per gli abruzzesi - rimane da vedere cosa ne pensano gli abruzzesi - e troverete ancora gli sfollati nelle casette provvisiorie a Colfiorito, a Capodacqua, a Verchiano, a Giove, a Pisenti, a Vona, ad Annifo. Ho controllato alcuni mutui di case dell'Umbria, in quei Comuni e ho visto rate di mutuo a tasso di mercato.
Come liberale ringrazio sempre - anzi, io direi Santo subito!- il legenDario chierichetto nerotinto perchè ogni volta che apre la boccuccia ne esce sempre uno spot gratuito per il centrodestra. Ma certo che se l'opposizione è questa..... Altro che Levi! e Se questo è un uomo!

Anno 1992, giorno 23 , mese di Maggio: tra l'aeroporto di Palermo e Palermo - a Capaci - veniva barbaramente ucciso il Giudice Falcone, sua moglie e tre agenti di scorta.
I licaoni sono dei canidi africani che vivono in Africa e si cibano di altri mammiferi: in branco partono contro uno e una volta raggiunto lo fanno a pezzi e lo divorano.
Non esistono prove al riguardo, ma considerato l'istinto, credo che ogni licaone, dopo essersi ingozzato delle budella della vittima, come anche i coccodrilli, la rimpianga.
E' una miserabile legge, ma una legge naturale.
Ora vi indico vita ed opere, in sintesi, di alcuni licaoni italiani, a proposito della vittima Giovanni Falcone.
L'IDV, partito fascista e licaone, con preda immediata il PD e con preda mediata l'Italia, conta vari licaoni nelle sue fila: d'altronde si caccia in branco. Ecco perchè tanti intellettuali sono attratti dall'IDV. Si sa che l'intellettuale - i Vattimo, gli Eco, i Camilleri - non sanno guadagnarsi il pane da soli, preferiscono sfare i servitori di chi li sfama . Oggi, questo branco di licaoni, a Napoli, insieme ad altre specie animali, fra le altre cose " vuole commemorare Falcone". L'ho detto: il licaone prima si mangia le budella della vittima e poi la rimpiange. Il primo, diciamo il capo licaone, su Giovanni Falcone, è il Signor Leoluca Cascio Orlando. Nel 1989, nel corso di una puntata di Samarcanda - toh! condotta da Santoro!- questo galantuomo sulla base di menzogne costruite dal solito pentito poi ampiamente svergognato dalla stessa Magistratura, accusò Falcone di protegere Andreotti e la mafia tenendo nel cassetto, chiusi, documenti probanti. Pure invenzioni. Si cominciò con una bomba sotto casa di Falcone, all'Addaura. Quando successivamente Falcone accettò di collaborare con il Governo Craxi e con suo Guardasigilli Martelli, quel galantuomo del Signor Leoluca Cascio Orlando unitamente ai suoi accoliti, esplosero contro Falcone tutta una serie di menzognere accuse infamanti. Si va dal " venduto al potere politico" all'Unità "Falcone preferì insabbiare tutto". A cadavere di Facone ancora caldo sempre Repubblica tentò l'apoteosi della falsità con una foto col titolo " Arriva Antonio Di Pietro, il Falcone del Nord...". Fu poi grazie a Caludio Martelli e ad Ilda Boccassini che si chiarirà che il Pool di Mani pulite non si fidava di Falcone. E oggi i nemici di Falcone di allora, dall'invidioso Di Pietro a Orlando l'infame - come lo definirebbero a Reagina Coeli - ed illustri carneadi di oggi- De Magistriis, cosa c'entra lui con Falcone?- Travaglio, un capetto dell'antimafia pecuniaria - volgiono fare la festa a Falcone. Forse hanno solo sbagliato verbo: vogliono solo (ri)fare la festa a Falcone.

Oggi al TG1 , nella solita orgia di cazzate sulle offese al Parlamento da parte di Berlusconi, ho sentito D'Alema - quello che essendo un barbiere di Gallipoli non sa nulla di Bicamerali fallite - affermare che " Berlusconi offende il Parlamento, mentre Fini lo difende". In realtà un imbarazzato Fini ha detto, poco prima " ma chi mai ha detto cheil Parlamento è inutile? Nessuno".
Ora Fini si accolli questa parte in commedia. E' diventato un'icona della sinistra. Ho già sentito e letto qualcosa in proposito. Vi ricordate tali Follini, Buttiglione, Casini, tutti i transfughi e gli incuicisti centristi di scudocrociata memoria?
Eccovi serviti. Fini è il prossimo segretario del PD. E chi altri, sennò?

Buona domenica.

Gaetano Immè

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