Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 29 maggio 2009

Se questo è un Partito democratico........

Per qualificare un partito, è necessario determinare la sua capacità di dettare l'agenda politica al Paese che pretende di governare, in poche parole la sua superiorità culturale e politica,
confrontanta e verificata con i mezzi di comunicazione .


Basta quindi questa piccola osservazione per mostrare pollice verso - all'antica romana - nei confronti di questo PD. Questo partito infatti, ormai da tempo, anzichè imporre il proprio schema politico-sociale al Paese , si fa guidare da alcuni giornali, ne sposa acriticamente le iniziative, sopratutto quelle non politiche, senza porre il proprio sale, il sale della propria intermediazione politico-culturale, il sale della supremazia della politica sulla cronaca spicciola, quale filtro necessario per elargire il proprio imprimatur politico al caso. Non v'è dubbio che, da questo punto di vista, il tracollo del PD è talmente evidente da sgomentare, da far persino temere per la sopravvivenza di un vero partito d'opposizione in Italia. Il legenDario segreDario ha la colpa d'avere commesso il peccato originale che ha originato tale sfacelo: non si può diventare segretario politico di un partito di importanza nazionale con una semplice cooptazione, senza ascoltare la base, senza la presentazione di uno straccio di programma, senza che il carisma del nominato, la sua esperimentata capacità di governance, senza che il suo appeal a tutto campo abbiano il peso determinante che debbono avere, come se si trattasse di un' IDV qualsiasi. Tanto più che questo legenDario segreDario aveva già sulle proprie spalle la responsabilità diretta del fallimento politico del precedente Segretario W. Veltroni, essendone stato parte attiva e rappresentativa. Era, in sostanza, già dall'inizio, un politico fallito. E, sopra tutto, nominato d'ufficio, senza nessuna investitura popolare, praticamente imposto. In puro stile comunista.

Certo bisogna pure sottolineare che in seguito il legenDario ci ha messo molto di suo per far precipitare il PD nel buco nero in cui si trova. La sua opposizione verbale e verbosa a tutte le iniziative governative , che trova fonte nella formazione politico culturale dossettiana , fin dalla sua origine dominata dallo stalinismo del PCI, tutta impostata sulla demonizzazione dell'avversario su campi diversi dal politico ( figli, moglie, mariti, amanti, scappatelle, sospetti, delazioni, accuse infondate, ecc) , ha fatto capire agli italiani, anche a quelli simpatizzanti per il PD ma non militarizzati, che il legenDario altro non ha fatto che ritirare fuori il vecchio schema comunista, usato in Italia dal PCI a piene mani contro intellettuali che non fossero schierati ed organici ( si pensi solo allo scrittore siracusano Elio Vittorini). Non solo: credo che questi stessi italiani siano stati negativamente colpiti dal livore e dalla cattiveria che animano belluinamente questo falso chierichetto emiliano, mezzo pretino e mezzo guerrigliero, oltre ogni ragionevole misura ed abbiano capito che effettivamente questo signore rancoroso e livoroso, altro non sia purtroppo che la rappresentazione carnale di quell'Italia peggiore che si sente da costui rappresentata.
In realtà gente come il SegreDario, gente come Rosy Bindi, gente che ha alle spalle una lunga militanza democristiana, sta oggi pagando un prezzo vitale ma necessario per la bramosia di conquista del potere. Un pizzo, un ricatto.


Infatti il PD altro non è che l'ultima denominazione ( in diritto commerciale si direbbe " ditta") sotto la quale si nascondo - lo stanno facendo dal 1989, dal crollo del muro di Berlino, dalla così detta svolta della Bolognina - e trovano rifugio ed asilo tutti i vecchi ex comunisti, per pura e semplice vergogna, per loro conclamata impresentabilità. Dopo il fallimento della loro ideologia ( e che fallimento!) con quale faccia potevano presentarsi agli italiani per chieder loro di governarli? Ci sono proprio tutti: D'Alema, Bersani, Fassino, Veltroni, Finocchiaro, Napolitano , ecc , e sono sempre loro, gli stessi da sempre, gente che dal 1989 ad oggi ( anche prima ) non ha mai vinto una elezione politica , non è mai stata eletta dal popolo ad una carica governativa diretta , e che ha tentato, per di più, di turlupinare la popolazione sostituendo l'aggettivo " comunista" , o equipollente, con l'aggettivo " democratico" ! Un vero falso storico ideologico , dato che l'aggettivo " democratico " voleva rappresentare e significare proprio l'opposto di quel che il vecchio PCI era stato e continuava ad essere anche dopo la Bolognina di Occhetto. Insomma una vigliaccata storica ai danni degli italiani, come sarebbe la nomina di Dracula, ancorchè a parole redento quale vampiro, alla vigilanza della Banca del Sangue. A loro volta i vecchi democristiani "de sinistra", parrocchia da dove proviene il legenDario, per essere ben accolti dai vecchi comunisti nel nuovo contenitore targato PD , devono dimostrare di poter essere utilizzati come " affidabili pupi obbedienti" . Questo spiega come questa gente , pur di origine democristiana , usi oggi, in politica , toni e modi e tecniche squisitamente appartenenti al bagaglio culturale vetero comunista. Ecco il prezzo che questa gente deve pagare ai vecchi comunisti. Questa torbida fanghiglia, questa orripilante congiunzione scaturisce quindi da due falsità storiche: da un lato i vecchi comunisti che per vergogna cambiano nome e fanno lifting ogni due per tre , ma non riescono a trovare il coraggio di esporsi in prima persona con gli elettori ,ben consapevoli di aver rappresentato, da sempre e fino a ieri, quella parte politica che voleva mettere l'Italia e gli italiani sotto la tirannia di quel comunismo troppo tardi clamorosamente sconfessato; dall'altra quei vecchi democristiani di parrocchia, che sostenevano tesi lapiriane e buoniste ,che trovavano e trovano sponda autorevole nella Chiesa cristiana della carità , che spingevano ed hanno spinto l'Italia verso una teocrazia o verso una sorta di clericalismo repubblicano, che hanno sempre tentato di imporre il pensiero vaticano nella politica italiana, che si sono prestati a rappresentare, di fronte agli italiani, coloro che erano impresentabili. Solo grazie a uomini come questi, a " prestanomi consenzienti ", da Prodi a Scalfaro, da Amato a Prodi 2, il PD o la " ditta" protempore è riuscita a governare negli ultimi quattordici anni tre volte l'Italia. Con l'uso e l'abuso di persone presentabili che vendevano gli italiani agli ex comunisti per la sola bramosia del potere. Non è un caso dunque - mai la storia politica di un Paese appartiene al " caso"- se durante gli ultimi quattordici anni - in pratica dal 1994 fino al 2008, ma anche prima qualora interessi - qualunque post comunista si sia candidato a guidare il Paese - pensiamo all'Occhetto della " gioiosa macchina da guerra " del 1994- pensiamo a D'Alema - giunto a Palazzo Chigi senza alcuna investitura popolare e con una manovra da politica politicante di dubbia costituzionalità attuata con il consapevole contributo volontario di un Oscar Luigi Scalfaro ex DC - pensiamo a Fassino, pensiamo a Veltroni, sia stato anche clamorosamente sconfitto. Questo unanimismo comunista non ha dunque consentito la crescita, almeno negli ultimi quindici o venti anni, di uomini nuovi: sempre gli stessi, sempre la stessa nomenclatura, sempre le stesse facce.
Se era, come era, Cristo che predicava che " gli ultimi saranno i primi nel regno del Signore " e se un cristiano vuole portare il regno del cielo sulla terra, per quale motivo , lo stesso cristiano si presta a fare da prestanome, da paravento per una nomenclatura da sistema comunista, mangia preti, anticlericale , se non per pura bramosia di potere? Ecco il primo Prodi, ecco il D'Alema, ecco il Prodi 2.




Se poi esamini il PD con scrupolo, ti accorgi che nel PD si verificano eventi ritualistici, che hanno tutti i sapori possibili, meno che quello della trasparenza e della libertà di pensiero. Alludo a quell'unanimismo - ferreo nel vecchio PCI dove si eleggevano alle cariche solo gli uomini che avessero il benestare del partito stesso o di chi dall'estero lo dominava - che, seppur temperato da restyling di pura facciata, viene di fatto imposto dentro il PD , con la scusa che l'unanimismo equivalga assiomaticamente a pensiero forte, in occasione sia della nomina del leader che della sua defenestrazione.

Le così dette " primarie" già effettuate - ricordo quelle due che hanno incoronato prima Prodi e poi Veltroni -avevano il sapore di inutile e scontato rito. Tutto era già e da tempo deciso " dentro" il partito PD, alla moda non dico staliniana ma quanto meno brezneviana, insomma bulgara. Come si può dimenticare la ridicola elegia scritta su "Repubblica ", due settimane prima delle votazioni del 2008 da un Eugenio Scalfari in diretto contatto con il Signore, che " prevedeva" una larga vittoria del PD sotto la guida di Prodi ? Poteri forti che già dettavano l'agenda politica al PD, fino al punto di " prevederne", come una Vanna Marchi da quattro soldi, una esaltante vittoria che non poteva mancare. L'uomo era scelto: era Prodi, nel primo caso e Veltroni nel secondo. Come concessione alla corrente clericale del PD, ai vari Letta , De Mita, Rutelli, Bindi, ecc ecco che le primarie proponevano anche altri candidati. Come, per esempio, Bertinotti nel primo caso ( Prodi) e Letta nelle primarie pro Veltroni. Si tratta di concessioni solo apparenti, sia perchè mai nelle primarie è risultato eletto una persona diversa da quella scelta dalla nomenclatura storica del partito - dove, per ragioni di DNA, domina lo spirito e la capacità politica del vecchio PCI - sia perchè gli " altri candidati ", pur rappresentando correnti politiche e di pensiero rispettabili ( si pensi alla Rifondazione Comunista di Bertinotti e alla vecchia DC di Letta ), hanno ottenuto voti in numero irrisorio.
Un'altra forma di unanimismo la riscontro nel PD nel caso opposto, nei vari casi di caduta dei leader. Di ciascuno di essi si diceva alla sua elezione ogni più grande ed unanimo bene, di ciascuno di essi si è detto, al suo crollo, il più grande ed unanime dei mali, di tutti unanimente ci si dimentica e non se ne deve più parlare. Pensiamo ad Occhetto, quello della Bolognina, quello della gioiosa macchina da guerra, letteralmente trucidato dalla discesa in campo di Berlusconi nel 1994, pensiamo a Prodi, giubilarmente ed unanimemente eletto come l'uomo giuda del PD e poi dimenticato una volta sbattuto fuori dal Governo e dal PD, pensiamo a Fassino un Segretario politico senza infamia e senza lode ma che comunque ha svolto la sua funzione con una dignità non certo perseguita da taluni suoi successori, pensiamo ad un Veltroni, prima acclamato come l'Obama de noantri, il nuovo che avanza, il Sindaco genialoide, il politico della nuova era, il profeta di una sorta di " new deal" del PD , tutti, tutti poi no n solo accantonati ma anche dimenticati e dei quali è vietato parlare. Perchè? Vi è una sola spiegazione: questo unanimismo nel dimenticare quelli che prima erano eroi , è dote propria degli ex comunisti, tipica del vetero comunismo d'antan che non ha mai accettato di prendere atto dei suoi fallimento, dei suoi sbagli. Così diciamo accade ed è accaduto per Occhetto, Prodi, Veltroni, Fassino, in parte minima anche Rutelli: parlare ancora di ciascuno di loro significherebbe evidenziarne tutti gli errori e questo sarebbe un gravissimo danno per la poca immagine presentabile del PD, sarebbe una ammissione di fallimento da parte del PD. Si devono accodare a questa soluzione brezneviana o bulgara anche i vecchi democristiani " de sinistra " ai quali viene imposto il bavaglio culturale al potere di critica in nome dell'unanimismo del PD.

Davanti a questi rilievi, anzi davanti a queste constatazioni, che forza può avere una voce da chierichetto che lancia inesistenti anatemi con toni ed atteggiamenti da veterocomunista? La forza della ridicolaggine fatta persona. Chi può lusingare , chi può sentirsi attratto da una campagna politica basata sui pettegolezzi da letto, sulle misere meschinerie di ragazzotti pregiudicati che si vendono per 500 euro e per una visibilità sognata? Chi sentirà nel suo animo e cuore questa sorta di adunata sediziosa ed armata contro il vecchio porco che tenta o sogna di copulare con minorenni, contro il ricco arrogante che " paga" tutti e tutto, per il quale anche l'amore ha solo un ostacolo, il prezzo, per l'imprenditore di successo che " chissà come cazzo ha fatto i soldi" sto fijo de troja ( e che intanto in quindici anni di persecuzione giudiziaria non è mai stato condannato, anche se spesso è stato assolto per prescrizione ), chi si sentirà soldato in questa battaglia all'insegna non della politica ma della grettezza, del pettegolezzo, del giustizialismo di una botta e via, di una giustizia sognata subitanea e definitiva ,che si accontenti di indizi anche labili e che non voglia avere prove certe, chi?


Una lotta tra emarginati, tra poveri di spirito, tra militanti pieni di odio, di rancore, di irrazionalità , gente piena, dunque, di poco, quasi di niente: solo un odio classista verso il ricco e porco, verso quello che ha fatto i soldi a danno della classe operaia e via discorrendo. E' a questa genete che il legenDario vuole rivolgersi per salvare il PD? E' verso questa gente che il suDario del PD si sforza di fornire argomenti viscerali alla loro portata? Cosa si vuole che diventi il PD di domani? Una sorta di " movimento delle servette", una sorta di " tutti quelli che odiano il Berlusca"? E la politica, la politica dove sta? E quali saranno i valori di quel che resterà del PD un domani che Berlusconi dovesse sparire dalla scena politica? Qale diventerà per quel PD il nuovo soggetto da perseguitare, da odiare, da uccidere con qualsiasi mezzo anche illecito?


Per il bene della democrazia del Paese, è necessario che qualcuno tenti di creare finalmente un vero partito di sinistra, senza infingimenti, senza condizionamenti, senza truffe truffette e truffettine a destra ed a sinistra. Demolita l'ideologia comunista dalla storia dell'uomo, ammazzato, per mano dei tanti Caini che oggi siedono anche in Parlamento, il socialismo riformista craxiano, cosa resta ad una sinistra che voglia presentarsi finalmente con la propria faccia a chiedere agli italiani di poterli governare ? Deve da un lato creare una nuova classe dirigente che non abbia più alcuna compromissione con la storia del secolo scorso che abbia la forza intellettuale di creare una sorta di socialdemocrazia riformista che faccia da cerbero e da contraltare ad una destra maggioritaria e decisionista che sta attuando tutte quelle riforme delle quali l'Italia sente il bisogno .

Buona domenica.

Gaetano Immè

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