Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 14 febbraio 2009

Non sono d'accordo con Lei, caro Direttore

IL GIORNALE di oggi, pubblica una lettera sui temi etici del lettore Dino Bottazzi di Milano che, alla fine, così recita " E' allo studio una legge che regoli la materia;ma non vorrei che essa fosse subordinata alla dottrina cattolica,anzichè concedere ad ogni cittadino di scegliere per sé in base alle proprie convinzioni etiche ed in piena ed assoluta libertà di coscienza". Il Direttore Mario Giordano risponde:" La legge nobn deve essere subordinata alla dottrina cattolica, certo,ma la legge non può essere nemmeno sganciata dai principi fondamentali della nostra cultura, le cui radici (per credenti e non credenti) poggiano sul cristianesimo".
Caro Direttore, con tutto il rispetto e la stima, ma allora, duecento e passa anni cosa sono passati a fare? Non volgio credere che uno Stato laico in Italia non sia possibile perchè noi non possiamo sganciarci dalle nostre radici cristiane. Questa è una visione antistorica di una società ferma, immobile e schiava non di Roma, ma della cattedra di San Pietro. L'Italia e gli Italiani non sono solo questi che dice il Direttore. Sono anche tutti quei laici come me e come Bottazzi che, pur rispettando le opinioni di tutti, non vogliono a parte, nè partecipare a scelte che non siano perfettamente laiche. Perciò democratiche e non asservite da nessuno. Quindi sono con il caro Dino Bottazzi: questa legge sul testamento biologico NON S'HA DA FARE.
Gaetano Immè

Machiavelli o una volgare mistficazione?

Voglio parlare dell'On Violante. Membro del PCI poi DS oggi PD, l'On Luciano Violante è stato Magistrato ed ha portato nel Parlamento l'angolo visuale del Magistrato. Di certo Magistrato. Una vita passata nel PCI di Togliatti, di Longo, di Berlinguer, una vita passata insieme all'ideologia comunista dura e pura, al mito del PCUS, ai finanziamenti in rubli del PCUS, accanto ai carri armati sovietici che invasero Budapest, che invasero Praga, che bruciarono milioni di vite con gulag, con purghe, con stermini. L'On Violante è stato il suggeritore del processo Andreotti, insieme al Giudice Caselli della Porcura di Palermo e di tante altre inchieste annose e costosissime e che poi si sono rivelate solo ed esclusivamente dei castelli di carta, delle illusioni mediatiche che sono servite a rafgforzare temporaneamente il suo potere, la sua carica, il suo clientelaggio. Oggi l'On Violante, con un atto di coraggio, cerca di mettere in ordine il suo passato e cerca di accaparrarsi il posto in Consulta che verrà lasciato libero dalla scadenza del Mandato a favore del Giudice Costituzione Giovanni Maria Flick. E siccome lo scranno o cadrega che dir si voglia è ricca, lui, come si dice, ci si ficca. E fa bene, perchè in Italia puoi dire quel che vuoi, ma se lo dici, qualunque cosa che tu dica, ti fa " apparire", quindi acquisire credito e visibilità. Tuttavia bisogna pur sempre vedere quello che dici. Se vuoi fare il furbetto ti pesco subito con le dita nella marmellata. E così l'On. Luciano Violante, si trova fra due fuochi: la voglia immane del potere e di
quel bramato posto di Giudice della Corte Costituzionale e dall'altra parte il doversi guadagnare quel posto, costi quel che costi, senza riguardo a destra ed a sinistra. La via più facile è quella di accontentare più la destra, che è scettica sul suo nome ( ed a ragione), che la sinistra dalla quale proviene. Ed allora, ecco la trovata. Dice l'On. Violante, dopo una vita nel PCI, che il recentissimo ( due giorni orsono) discorso del Capo dello Stato sulle foibe, gli ha fato capire d'essere stato dalla parte degli assassini invece che con le vittime, con gli oppressori invece che con gli oppressi. Ma va? Sulla via di Damasco, Violante è stato miracolato, ha visto quello che per quaranta anni pur partecipandovi, pur condividendolo nelle decisioni del PCI, pur accadendogli sotto i suoi occhi ( quattro, non solo due) eppure lui non aveva mai visto. Che pena, che schifo, che ribrezzo! A chi la vuol dare a bere l'On Violante? Sconcerto a destra , ma anche a sinistra. Cacciari l'ha già battezzato come merita. Piero Melograni, storico di vaglia ex comunista ed uscito dal PCI proprio nel 1957 a seguito dei fatti di Budapest col famoso "Manifesto dei 101" si è limitato, per carità di patria, a dire che " gli storici comunist hanno sempre raccontato balle". Persino l'On Macaluso , pur nella sua estrema rigorosità morale, non può fare a meno di bollare l'On Violante come uno " che vuol liberarsi la coscienza" ( dai crimini ai quali ha partecipato, bisogna aggiungere). Non ho ancora notizie su cosa pensi Giampaolo Pansa di Violante.
Non so voi, cosa ne pensate. Io penso che l'On Violante non abbia il dovuto coraggio civico di ammettere tutta la verità e quindi tenti di cavarsela con un revisionismo da quattro baiocchi, buono per salvare se stesso, buonino per accreditarsi a destra, buono per non entrare in aperto conflitto con la sinistra. Insomma, moralemte assai riprovevole. Uno che gioca con la coscienza non può sedersi su uno scranno talmente elicato.
E poi, non vi sembra una bella presa per i fondelli?
Gaetano Immè

La vigna dei coglioni

C'è qualcosa che stride quando si affronta il discorso su compensi e personaggi pagati dal popolo, attraverso tasse, imposte , contributi e canoni. Sarò invidioso, ma il principio del libero mercato, della domanda e dell'offerta non mi convince. Allora, leggo che Bonolis, per una settimana di conduzione del Festival di Sanremo, percepirà un compenso di Euro 1 milione. Le Stars del video guadagnano sinceramente troppo. Sei milioni di Euro a Benigni l'anno scorso dalla RAI per cinque letture della Divina Commedia, due milioni di Euro per Fabio Fazio, sempre dalla RAI, come compenso triennale per il suo programma biserale " Che tempo che fa", non reggono all'esame del liberismo. Uno dice: è il libero mercato, bellezza, per cui se Benigni produce ascolti e questi producono pubblicità, Benigni prende un compenso adeguato. E così Fazio. Ma è così? Non è così. Se andiamo a vedere gli ascolti, stupiamo. Perchè Benigni viene seguito poco, rispetto, per esempio, a " Quelli che il calcio" o al " Grande fratello ". Allora, come la mettiamo? La mettiamo che tutte le scuse che questi nababbi dicono sono tutte stronzate e cialtronerie. La mettiamo che è assolutamente immorale e da galera pagare queste cifre a questi tizi. La mettiamo che noi siamo proprio la vigna dei fregnoni. La mettiamo che chi amministra un'azienda pubblica, sovvenzionata con i soldi dei contribuenti, deve essere sottoposto al controllo dei proprietari, che sono i contribuenti. Se l'azienda RAI è " nostra" non è il Ministero del Tesoro ad esserne azionista e quindi proprietario ma noi contribuenti. Voi direte: ma la RAI è del Tesoro, dello Stato. Ed io vi rispondo che è così perchè in Italia lo Stato è un pappone che, grazie a una Costituzione statalista e marxista, consente che un Tizio( lo Stato , alias il Pappone) per il solo fatto di essere Stato , si appropria di beni il cui costo è a carico dei contribuenti. Sollevo un problema; la RAI non deve essere semplicemente privatizzata, perchè ,anche se a spezzatino, potrebbe essere acquistata solo dai soliti noti " capitani coraggiosi". La RAI deve essere una " nostra" azienda e quindi deve produrre spettacolo e cultura, deve fare concorrenza alle TV commerciali e non deve essere finanziata con il nostro canone perchè, come le altre TV, deve aziendalmente produrre entrate che determinino le uscite. Ma deve essere il contrario, come invece in RAI accade da sempre.
Nota bene: con simili compensi, la RAI non applica il libero mercato, ma perpetua una casta di superricchi che domani domineranno la nostra economia. Per quali meriti?
Gaetano Immè

Miracolo a Roma!

Tredici giorni. Sono stati necessari solo tredici giorni dalla denuncia, affinchè un Giudice, non a Berlino ma a Roma, archiviasse la denuncia per vilipendio al Capo dello Stato presenata dall'Unione delle Camere Penali contro l'On. Di Pietro Antonio. Mi dicono che il PM in questione, tale Dr. Giovanni Amato, abbia anche riempito un dossier notevole per legittimare la sua decisione di archiviare la denuncia. Facile fare dell'ironia sul caso. Facile anche ricordare i precedenti penali dell'On Di Pietro Antonio e la velocità supersonica dei vari proscioglimenti o archiviazioni incassate. Giustizia ad personam ? Mi informerò. Perchè non capisco come mai una denuncia simile, presentata da un cittadino qualunque, ha un processo che dura in media nove anni e questo, invece, pur con tutti i processi penali che urgono, che spingono l'Italia all'ultimo posto in Europa e ben dopo taluni Paesi africani nel mondo per lunghezza dei processi penali, è durato SOLO TREDICI GIORNI. Meditate gente, meditate!
Gaetano Immè