Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 17 febbraio 2009

Stato laico vo' cercando ch'è sì caro....

Le osservazioni di Mario Cervi su IL GIORNALE di oggi mi entusiasmano. Perchè vi leggo non solo la sua grande umanità, ma anche un inatteso e sostanzioso avallo di quanto da me sostenuto su Englaro nei giorni passati. Non condivide, Mario Cervi, non solo l'ostinazione di Beppino Englaro nel ricercare uno scontro giuridico e mediatico che è andato a finire in politica. Se lo popteva risparmiare, per sé e per Eluana. Ma non l'ha fatto. non per un giorno, ma per tutti questi lunghissimi anni. Tantomeno, sempre Mario Cervi, non ha condiviso limprovviso, tardivo e pesante intervento del Governo in una materia ( etica, aggiungo io) che sarebbe bene restasse nell'ambito degli affetti e dolori personali e familiari.
Una linea certamente laica che fa onore a Mario Cervi, qualora di onore non ne avesse già abbastanza. E di ossequio, da parte mia.
Sentire però condivise alcune opinioni peraltro così spiazzanti, sentire da tale pulpito autorevolissimo un riconoscimento della correttezza della mia impostazione, certamente ignota a Mario Cervi, ma da me pubblicata su L'OPINIONEm in data anteriore, fa un piacere sottile e completo. Consultare:

Gaetano Immè

I problemi che le elezioni sarde ci assegnano

Il calvario del PD strazia anche la mia anima. Non bisogna vedere solo il trionfo, oltre ogni ragionevole ipotesi, del centrodestra, ma anche gli elementi negativi che la situazione politica italiana oggi evidenzia. Strappare la Sardegna a Soru è vincere facile, sembra vi siano quasi dieci mpunti di differenza. Mi pare inutile dileggiare ancora Soru oltre quanto i fatti lo hanno già distrutto. Mai infierire sugli sconfitti. Lasciamo perdere i canti, gli osanna ed i peana per la strepitosa vittoria del centrodestra e ragioniamo sugli elementi negativi che da questo evento derivano per il nostro Paese.
Dissento dal trionfalismo del vincitore, perchè non poteva essere altrimenti. Mi preoccupa invece la crisi, ormai quasi irreversibile, che attanaglia il PD. Ormai sono allo sbando. Un tracollo appresso all'altro. Perchè non si tratta slo della Sardegna, ma anche in Toscana ed in Emilia-Romagna, roccaforti dei DS e del PCI di un tempo, il PD è in piena crisi di scissione. Infatti a Reggio, a Ferrara, a Forlì, a Firenze, a Pistoia, a Prato, tanto per dire, insomma nelle parti più importanti delle due regioni rosse, gli uomini forti della zona DS, cioè gli ex PCI, sono stati sconfitti da uomini nuovi di area rutelliana, cioè zona ex democrazia cristiana. Veltroni è letteralmente scomparso da una scena politica minimamente dignitosa. Chi è colpa del suo mal, pianga sé stesso. Colpa della loro odiosa e saccente spocchia. Come dimenticare quanto scriveva sull'Unità, di proprietà di Soru stesso, una appecoronata Concita De Gregorio, quando definiva Cappellacci, senza un minimo di avvedutezza ma spocchiosamente sicura- per dovere di proprietà- del successo di Soru , quando definiva Cappellacci " una foto sorridente di un parvenu della politica", un irricevibile Di Pietro che affermava " il candidato della Sardegna è Berlusconi" o il giovane ma non per questo rispettoso ed educato Letta che spocchiosamente chiosava, credendo di essere spiritoso " ma vogliamo che Obama sia ricevuto da Cappellacci?". I risultati odierni rispondonom per le rime a tale arroganza. E' l'arroganza del potere il male del PD, chi di arroganza ferisce di arroganza perisce. Ora il PD teme anche per l'Umbria. Questo baratro che sta franando sotto i piedi del PD, sta però provocando elementi negativi per la scena politica italiana. In pratica il tracollo del PD incita la rinascita della sinistra antagonista. Riecco Bertinotti ed il Prc prendere un 3,5%, un PdcI prendere un 1,5%. La stessa IDV ridimensionata nella sua illusione giustizialista arrivare pur sempre al 5%. Ancora peggio, perchè collegato ala sempre minore laicità dello Stato, l'affermazione dell'UDC di Casini che, pur essendo limitata per ora alla Sardegna, pur tuttavia ragiunge quasi il 10%, praticamente il terzo partito di queste elezioni sarde. Giova alla democrazia di questo Paese avere un centrosinistra a pezzi, in crisi di scissione con i pericoli impliciti di riemersione di un centro cattolico che troverebbe nell'UDC e in Mastella una convergenza pericolosa perchè stantia ed ecclesiale ? Certamente no. Se vogliao sempre attuare un bipolarismo maggioritario puro io non posso essere felice di questo franare del PD. Perchè dalla sconfitta esso ritroverà la linfa del puro antiberlusconismo d'accatto, addio quindi ad ogni forma di dialogo per accattivarsi la sinistra alternativa. Addio quindi ad un bipolarismo moderno ed alternativo. Stiamo tornando indietro. Lo dico da tempo, lo penso da sempre. Ma vedo che a molti sta bene anche morire democristiani, purchè al potere!
Gaetano Immè