Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 23 aprile 2009

Mi cadono le braccia....

Da lunedì sera una strada di Lubjana, capitale della Slovenia, è dedicata a Tito. A Tito, il boia jugoslavo. Da non crederci. Nel 2010. A Trieste, un soffio da Lubjana, inutili si sono dimostrate le rimostranze del PDL. Sconcerta e fa cadere le braccia la difesa che il PD ha fatto di questa abominevole dedica. Vi dirò, su questo tema: sentire le chiacchiere di Napolitano, sentire in TV a Ballarò il mite Fassino sostenere che la resistenza rossa era solo in minima parte al servizio dell'Unione sovietica per sottomettere all'URSS l'Italia, sentire e leggere " Berlusconi non venire a Milano!", ricordare quello che è successo a Milano il 25 Aprile dell'anno scorso, di due anni orsono, di tre anni orsono, insomma da sempre, mi fa proprio cadere le braccia! Ma in che cazzo di Paese vivo?
Gaetano Immè

La coerenza fatta persona? Di Pietro Antonio!!!!!

Il personaggio più ipocrita del mondo, tale Di Pietro Antonio, una carriera politica costruita sulla galera dei tanti , che poi dalle sue accuse sono stati completamente scagionati, costruita su occhi bendati quando seguiva Primo Greganti a Botteghe Oscure ( era già in " aspettativa" del sostanzioso corrispettivo per aver eliminato per via giudiziaria i partiti politici che ostruivano la strada del Governo dell'Italia al PCI, che ha incassato dal 1997 quando D'Alema ebbe la brillante idea di dargli come acconto il seggio di Senatore nel Mugello rosso e che ancora continua ad incassare o a pretendere dall'attuale PD), costruita su svariati suicidi indotti dall'inchiesta Mani Pulite di cui è stato magna pars ( Cagliari, Gardini, ecc), straparla di combattere la " casta", straparla di " non candidare gli inquisiti", straparla di " inquisiti o indagati fuori dal Parlamento!", ma poi candida l'inquisito De Magistris, lascia che tale Cristiano Di Pietro ( figlio mio!) , inquisito a Napoli , continui a percepire il suo lauto stipendio come Consigliere Provinciale di Vasto , sta culo e camicia con Mautone poi indagato a Napoli, brinda una sera ospite di Pillitteri con un " al miglior Sindaco do Milano!" e poi lo fa arrestare il giorno dopo, si intrufola a difendere come avvocato e come amico d'infanzia un suo amico, tale Cianci, accusato di uxoridicio ma poi, una volta che la Procura notifica al Cianci il rinvio a giudizio ( aveva preso le difese di un probabile uxoricida) lascia in mutande l'amico e diventa un suo accusatore addirittura utilizzando i documenti che aveva ottenuto come suo difensore ( sospeso per tre mesi dall'Ordine di Vasto), da perfetto azzeccagarbugli crea un Partito, l'Italia dei Valori, che risulta essere di proprietà solo sua e della sua famiglia, si intasca personalmente i contributi di tale partito e viene citato da tutti i suoi ex amici ( cito solo Feltri e Occhetto), insomma straparla, ma poi.......

Di Pietro ha richiesto, tramite il suo avvocato Sergio Scicchitano, l'immunità come Deputato Europeo per sfuggire all'ormai vincente denuncia civile dell'ex Giudice Filippo Verde da Di Pietro diffamato in più circostanze. Badate, causa " civile" non penale, quindi l'eroe di Mani Pulite addirittura si avvale di quell'immunità contro la quale straparla ogni due per tre , ma non, almeno fosse, per una causa " penale" , ma solo per non sganciare una barca di soldi a Filippo Verde. Già, perchè lui incassa la moneta da parte di colro che lui denuncia per diffamazionen e ci si compra dieci appartamenti, ma quando teme di dover pagare, allora, chissenefrega di quello che dice quando fa i comizietti: ben venga l'immunità.
E' tutto un esempio di correttezza, di chiarezza, di coerenza.
Bell'esempio di vera casta.
Coi forconi ! Coi forconi!
Gaetano Immè

Dio li fa e poi l'accoppia

Ieri sera, su La 7, ad Otto e mezzo, ho assistito ad uno show di De Magistris, che mi ha fatto venire in mente il titolo di questo appunto. Come Di Pietro, De Magistris crede che tutti siano idioti e, come Di Pietro, apre la bocca e gli dà fiato credento che tutti quelli che lo ascoltano pendano come cretini dalle loro labbra. Dunque il nuovo Savonarola dell'IDV ( Italia dei Disvalori) ha tirato fuori ieri sera due " perline" come se niente fosse e le due marionette filoguidate dei due presentatori ( meravigliato da Guiglia più che dalla prevedibile rossotinta Gruber, in grande imbarazzo per il suo PD, tanto da chiedermi cosa mai ci faccia lì ogni sera alle 20 cica, salvo che lo fa perchè tiene famiglia! ) si sono ben guardati dal contraddirlo, non sia mai poi s'incazzasse Di Pietro e gli strappa ancora più voti al PD!.
Ecco le due perle.
La prima riguarda il fatto che lui si dipinge come una vittima dei " poteri forti" che lo hanno emarginato non appena le sue inchieste hanno toccato, appunto, Governo, poteri forti, Prodi, Mastella, etc. Grande cialtroneria : in realtà questo PM aveva certo raccolto a nostre spese miliardi di registrazioni telefoniche come una rete a strascico, ma , una volta istruita l'accusa - megaaccuse - gradirei che detto Signore mi indicasse una, dico, una sola, sentenza, magari anche di solo primo grado - perchè se non lo ricordasse, perchè un'accusa sia credibile l'indagato deve essere condannato in via definitiva - che confermi almeno in parte le sue mirabolanti e stratosferiche accuse all'universo mondo.
La seconda è più tecnica ma non meno macroscopica.
A sentire il novello Savonarola - perchè tale si dipinge - ha deciso di scendere in politica e di lasciare la Magistratura se eletto, perchè " le vicende cui è stato sottoposto (gli hanno tolto le inchieste, le hanno passate al suo capo, lo hanno sottoposto ad un giudizio al CSM che lo ha cacciato da dove stava come PM e lo ha trasferito alla Procura di Napoli con le funzioni di GIP) non gli avrebbero consentito di continuare quel che lui voleva fare: solo il PM." Ma guarda un po!
Ma costui quando ha sostenuto gli esami per l'ammissione alla Magistratura, sapeva o non sapeva ( ma certo che lo sapeva!!!!) che - per la serie volemose bene e per la serie una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso - poteva essere assegnato indifferentemente a funzioni requirenti o giudicanti? E alllora di che sta straparlando il De Magistris?
Eppoi straparla - in questo, anche in questo è simile ai suoi sodali, il Di Pietro, il Grillo e compagnia di nani, comici e ballerini - di una " riedificazione" della Loggia P2 alludendo al tema della riforma della Giustizia in corso. Sapete perchè? Perchè siccome essendo come Di Pietro predica bene e razzola malissimo, da un lato straparla di Loggia P2, per far intendere che la riforma in corso è cosa immonda e pericolosa, ma non si accorge di dire castronerie perchè giusto con questa riforma -. che prevede appunto la separazione delle funzioni fra Giudici e PM - lui potrebbe coronare il suo sogno, cioè quello di fare per tutta la sua vita il PM.
Last but not the least, se riesce ad usurpare un seggio a Strasburgo, De Magistris ha fatto un bel colpo: passa da un guadagno mensile di 8mila Euro circa ( Magistratura) ad un mensile di circa 30.000 Euro, oltre benefit. Mica scemo!
Gaetano Immè

Annozero...della RAI, istituo di beneficenza....

Già tutto dimenticato. Vauro stasera, ritorna ad Annozero, come se niente fosse. Questo dimostra che ad anno zero c'è la RAI e tutto il suo ridicolo management di ottantenni vissuti su compromessi con la politica di destra e di sinistra, ridicoli simil-managers che rispondono non al bilancio, non agli azionisti ( che siamo tutti noi, signori) ma, con un conflitto d'interessi che è immenso quanto il mondo ), non al merctao, ma a nessuno. Mai vista un'azione di responsabilità contro incapaci amministratori, mai vista una seppur minima tutela delle minoranze - per la quale, a parole, molti ipocriti si stracciano le vesti - insomma, il Codice Civile è assente da Saxa Rubra. La RAI è una sorta di " laboratorio" dove la sinistra arricchisce, alleva, istruisce, le sue truppe cammellate per racimolare miseri voti. Così come ha fatto con Badaloni, con Santoro, con Gruber, con Manisco, con Marrazzo, ora con Sassoli. Santoro è un dipendente o un collaboratore non della RAI, ma della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma e con lui tutta la sua conventicola di pseudogiornalisti rimasti al giornalismo dell'Espresso degli anni 70: un giornalismo di denuncia per la denuncia, dello scandalo per lo scandalo, praticamente un reperto archeologico oggi non proprio inutile per la pluralità dell'informazione, ma ridicolo e cialtronesco quando pretende di essere la verità assoluta anzichè una voce minoritaria.
Gaetano Immè