Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 24 aprile 2009

Signor Presidente Napolitano, si contenga!

A volte gli estremi si toccano. A me tocca occuparmi, oggi , del Presidente della Repubblica . Il succo del suo discorso è stato di una ipocrisia istituzionale senza limiti e senza faccia. Praticamente pareva un discorso scritto da una delle tante anime belle democratiche che ad ogni due per tre si stracciano le vesti affinchè la sacra Costituzione non sia cambiata per timore di regime, di dittature, di un nuovo fascismo ( a proposito, ma perchè se esiste in Italia il resto di " Apologia di fascismo", perchè Signori della castona non introduciamo con una ovvietà sconcertante anche il reato di " apologia del comunismo", ideologia che ha provocato nel mondo cento milioni di morti ?) e si fasciano gli occhio di prosciutto per non vedere che questa Costituzione è stata scritta " per non far governare"? Ma dove vive Signor Presidente? In quale Paese dei balocchi? Ricapitolo: da svariati decenni si parla della mancanza di armonia delle disposizioni costituzionali nei rapporti fra Parlamento, Governo, Capo dello Stato, da svariati decenni. Ma mentre nei tempi della Prima Repubblica il consociativismo fra DC e PCI era, per entrambi i partiti, la garanzia che la Carta potesse non essere modificata (perchè erano gli accordi fra i due partiti a mettere a posto le cose) ( gli esempi sono tantissimi, inutile elencarli ma basta ricordare i nomi di tutti i precedenti Presidenti della Repubblica per avere le idee chiare), con la Seconda Repubblica ed oggi, visto il panorama istituzionale italiano ormai avviato verso un bipolarismo più o meno perfetto, ancora di più si avverte l'esigenza di norme che consentano una migliore governabilità, nel pieno rispetto, sia chiaro, di tutti i principi costituzionali. E questo Presidente della Repubblica, parlando proprio di queso punto - punto peraltro noto per un aforisma al riguardo di Norberto Bobbio che disse " ..la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire l'introduzione di norme antidemocratiche" - ha aggiunto "...i diritti di libertà non sono sacrificabili in funzione di decisioni rapide.....da parte dei poteri pubblici...", cioè del Governo.
Non mi stancherò mai di invitare il Presidente della Repubblica ad attenersi ai suoi compiti isituzionali, ad essere un arbitro mentre invece troppo spesso si permette di giocare la partita politica. Come in questo caso. La richiesta di un maggior potere del Governo sulla percorribilità al Decreto Legge, peraltro previsto dalla stessa Costituzione come un potere governativo e non presidenziale, è venuta costantemente da Berlusconi in funzione del fatto che decretare è affrontare i poblemi che emergono. mentre legiferare è far sì che i problemi si affronteranno fra anni, quando gli scenari saranno modificati. Non porto nessun esempio perchè è infantile la dimostrazione. Una Legge che compie il suo iter è una Legge troppo spesso tardiva rispetto al problema che essa stessa ha posto. Vedere il problema vero e reale, posto da questo Governo, con gli occhi di Napolitano equivale a dire - e ciò è gravissimo - che questo problema, che pure esiste ( anche se Napolitano lo nasconde), pone un problema di democracità, mette in pericolo lo stato di diritto, insomma è come ser avesse detto che " chi pretende di governare come Dio comanda è un despota che mette in crisi la democrazia". Dunque per questo Presidente della Repubblica bisognerebbe governare come ai vecchi tempi: lo vada a dire ai terremotati dell'Aquila, dica loro che saranno trattati come quelli dell'Irpinia, come quelli del Belice, come quelli di Sarno, vada a dire loro i suoi non sensi che il suo staff gli mette in bocca, porti loro come esempio di completa democraticità un Prodi che in due anni non ha fatto che ricorrere alla decrertazione d'urgenza per salvarsi le chiappe del Governo più che per salvare i problemi del Paese.
E poi dicono che i comunisti non esistono più. E' vero , lo ha detto anche Montanelli. Ma quando aveva ormai ottantacinque anni.
Gaetano Immè