Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 8 giugno 2009

Le arance non sono pompelmi......

Ricordate i problemini delle elemntari di una volta? Di quelle con il Maestro o Maestra unici?Le pere le devi confrontare con le pere, le mele con le mele. Parliamo dunque di risultati delle elezioni europee, senza mischiare fra di loro le cose. Le votazioni europee si sono svolte nel 2004 ed oggi. I confronti vanno dunque fatti fra i dati di queste elezioni. Se dunque confrontiamo i suddetti risultati, come vedremo, balzano evidenti alcune considerazioni, tra le quali assume importanza preponderante quella che attiene, per quanto riguarda l'ultima tornata elettorale, la inimmaginebile ed innegabile vittoria, in tutta Europa, del maggior partito esistente, quello dell'astensione. In Europa ha votato il 43% degli aventi diritto. Non hanno votato, dunque, qualcosa come il 67% degli aventi diritto. La stragrande maggioranza dei cittadini europei se ne frega altamente delle elezioni Europee. Li comprendo, ma non li condivido. Per capire perchè anche in Europa soffia impetuoso il vento dell'indifferenza verso la politica non bisogna fare come sta facendo la stupenda e libera stampa italiana che ha il solo scopo - ciascuno per la propria parrocchietta - di imbrogliare il lettore raccontando successi propri e sconfitte altrui inesistenti.
L'astensionismo è in Europa al massimo perchè evidentemente nessun cittadino europeo sente questa Europa come sua, nei valori, nel funzionamento, nel governo. E infatti, per i vedenti era sufficente guardare la storia recente in Europa per prevedere e spiegare questo clamoroso fallimento di queste elezioni europee. Innanzi tutto vi era stata la clamorosa, ma non troppo, bocciatura in Francia ed in Olanda di una bozza di Costituzione Europea. Da noi, poi, grazie ad una Costituzione che dovrebbe, secondo alcuni politologi, essere considerata il massimo della democrazia ( della loro personale democrazia, però ), da noi - dicevo- nessuno ha pensato - molto democraticamente, s'intende - di sentire anche il nostro parere sull'argomento. In Italia referendum e iniziativa popolare sono strumenti sconosciuti o dedicati solo a radicali o mestatori alla Di Pietro, insomma a gente che li usa perchè le spese le paghiamo noi tutti. Bella democrazia!
Poi occorre tenere presente che esiste un argomento che divide le nazioni europee ed è un argomento basilare per la riuscita dell'idea Europa: quello dell'immigrazione clandestina. Ma insomma, cos'altro ci si poteva attendere da queste elezioni quando questa Europa su questo tema accetta una Romania come Paese membro e lascia senza alcuna limitazione legale che , faccio solo un esempio, tutta l'emigrazione rumena sia consentita, per via di Shenghen, senza alcun controllo da parte della stessa Romania? Insomma questa Europa non affascina, non convince, come non convince ancora l'Euro accettato supinamente da una precisa classe politica ( Ciampi, Prodi, Amato, ecc.) ad una conversione esagerata che ha falcidiato tutti i lavoratori dipendenti ed i pensionati italiani, senza che nessuna anima bella dei " sinceramente democratici", nessun " giritondino in servizio permenente con sorriso idiota stampato sulle labbra", senza che nessun Bertinottio, nessun Diliberto, nessun Rizzo, nessun D'Alema, nessuna Repubblica, nessun Riformista, nessun Veltroni, nessun Santoro, senza che nessun progressista avesse nulla, ma proprio nulla da rimproverare. Questa Europa , fatta ad immagine della grandeur francese e tedesca, non interessa nessuno. Questa Europa che ci costa miliardi di Euro l'anno e che finora è servita per parcheggiare a diecimila Euro al mese - pagati sempre da noi, s'intende- gente " sinceramente democratica " quali Santoro, quali la Gruber e tanti altri mantenuti d'oro , che ci comanda come un Maestro comanda i ragazzini, che si occupa della curvatura delle banane o dello spessore dei piselli o del colore delle scarpe, che permette la produzione di olio spacciato per olio vergine di oliva ma ottenuto con l'olio di sansa, come può questa Europa farci sentire coinvolti? Ecco dunque spiegati gli antefatti che nessuno mette oggi in evidenza. Nè da destra nè, tanto piu', da sinistra. Stiamo costruendo un superstato che ci schiaccerà, che limiterà ancora di piu' la nostra libertà individuale senza che nessun italiano - se non appartenente alla Casta -abbia potuto dire la sua. Bella democrazia, Signor Prodi, bella democrazia Signor Ciampi! Tuttavia, siccome penso che i bambini fanno i danni ma le persone grandi e responsabili li riparano, ecco che allora, detto di questa Europa tutto il male che se ne può dire - e mi sono tenuto, sia chiaro - occorre veramente turarsi il naso e votare, votare, votare, proprio per non lasciare che questa Europa cresca senza il nostro controllo. E' questo un aspetto pragmatico, da realpolitick, che non risolve il problema a monte, ma che si spera cerchi di mettervi rimedio . Dunque è in questa ottica che esamino i risultati di queste elezioni europee, confrontate con quelle del 2004.

Il PdL passa dal 32% del 2004 al 35% di oggi. Non una grande vittoria, ma una vittoria certa, un progresso notevole. Ecco dunque che il PdL, facendo parte in Europa del PPE che rappresenta la potente maggioranza nel governo europeo, avrà in sede Europe un'importanza assai maggiore. Ecco come l'Italia potrà essere tutelata in sede Europea, come questa Europa potrà essere adattata anche agli interessi del nostro Paese e non soltanto, come fin'ota è stato, a quelli della potente Germania o della grandeur francese. Non lo dico e non lo sottolineo per evidenziare una vittoria del popolo della libertà italiano, ma per rappresentare ed interpretare gli interessi di tutto il Paese. So benissimo che questo tipo di esame dei fatti non verrà degnato di uno sguardo o capito da gente come tanti illustrissimi direttori di giornaloni o di telegiornaloni , tutti mantenuti con stipendi d'oro e denti di plastica - talvolta anche con tinture di capelli e baffi - da gruppi lobbistici che pensano solo ed esclusivamente ai cazzetti loro. Dopo queste votazioni europee, l'Italia, avrà una rappresentanza europea da parte del PdL maggioritaria e di enorme peso.

La Lega sale dal 4% del 2004 al 10% di oggi. Un trionfo. La Lega ha preso tutti questi voti non solo nel suo tradizionale territorio, ma anche nel Sud d'Italia. Per i sordi ed i non vedenti, per quelli che si fermano a moraleggiare sulle stronzatelle dei padani, che da quindici anni ridono scelleratamente e denigrano i leghisti e inorridiscono perchè " L'Italia è una ed indivisibile", perchè " La Costituzione è sacra", perchè " questi parlano di secessione", perchè " il federalismo sfascia l'Italia", a tutti costoro che da sempre campano sulle nostre spalle ed alle nostre spalle, mantenuti d'oro e professionisti dell'antifascismo militante in servizio permanente effettivo, a tuti i professionisti dell'antimafia,a tutti gli sciascisti, a tutti i savianisti, per tutta questa gentucola, come diceva il buon Corrado:" il pranzo è servito". Con caffè, ammazzacaffè e sigaro inclusi. A Roma dsi dice " pja, pesa e porta a casa"! Da sempre la Lega è l'unico vero partito politico italiano nato non da una nomenclatura ecclesiale ( la vecchia DC ), non da una ideologia ( PCI e derivati epigoni), non da immondi interessi economici ( attuale UDC), ma da uno strettissimo cordone ombelicale che lega la Lega - pardon - con il " suo territorio" ( ieri) ed oggi con tutto il territorio. Anzi, direi che è stato proprio il territorio, e quindi la gente, a partorire questo partito e non viceversa. Questo è, che piaccia o no, l'unico partito politico democratico che esegue quello che la sua gente desidera e spera. Non quello che viene deciso da una nomenclatura imposta dal partito, come tutti gli altri, PdL compreso. Il futuro sarà suo e ben ha fatto Bossi a non fondersi nel PdL. Chi sa e sente di rappresentare un suo popolo non può tradireil suo popolo per la cadrega. Questa è la forza, unica, vera, della Lega, questo il motivo del suo attuale trionfo, questo il motivo della sua prevedibile futura affermazione. I valori della Lega non sono valori dissimili da quelli miei personali ed anche qualora qualcuno lo fosse, devo sempre considerare che se quel valore è sentito da tanti italiani, ebbene, quel valore deve essere rispettato e non eluso come cosa scempia. Cosa scempia è ignorare, come finora ha fatto la stampa italiana, la cultura italiana, la politogia italiana e la politica italiana - ovviamente esclusa prima FI e poi il PdL che la ha istituzionalizzata con grande successo - che sempre teme il " nuovo" e grida allo scandalo se sente la sua mangiatoia in pericolo.

Grande successo numerico di Di Pietro: e questo è un vero regresso politico e storico. Per me un vero sconquasso, un vero vulnus che spacca il cuore di una società civile e colta. Uno schiaffo in piena faccia che evidenzia quel che abbiamo finto di ignorare: l'Italia dei livorosi, l'Italia dei trogloditi culturali, l'Italia dei giacobini che vorrebbero uccidere non chi è colpevole ma chi è sospettato di essere colpevole, l'Italia di quelli che " chi ha fatto i soldi è ladro", l'Italia di quelli " che chi è bello è gay", l'Italia di quelli che " via la Casta, ma per gli altri, non per noi", l'Italia che vanamente il Maestro Manzi alfabetizzò perchè purtoppo fu poi allevata alla scuola-non-scuola dei vari Berlunguer, De Mauro, del diciotto politico, del sessantottismo imbecille, l'Italia di colro che sono invidiosi del successo altrui, l'Italia di quelli alla Di Pietro che dice di essere democratico e che poi si intasca lui personalmente tutti i soldi che spetterebbero all'Italia dei Valori, l'Italia di quelli che " guai ai raccomandati" e che poi mettono figli, cognati, famigli, intellettuali da strapazzare ed affamati nei posti chiave, insomma l'Italia peggiore, rappresentata da un vero fascistone che si camuffa da ex magistrato. Vedrò l'operato di questo nuovo partito fascista in Europa. Vedremo. Male: questi fascisti sono passati dal 2% del 2004 all'attuale 8%. Il lupo mannaro Di Pietro, il licaone Di Pietro ha divorato piano piano le budella dello scellerato PD veltronian-franceschiniano. Ripeto: è il prezzo che era ben noto al centrosinistra da pagare al Di Pietro esecutore materiale dell'omicidio politico del PSI-DC-PLI, il prezzo di Giuda. Ecco perchè Franceschini e tutta la nomenclatura politica e giornalistica del PD nulla dice del trionfo di Di Pietro. Perchè lo sapevano quel che c'era da pagare. Ma ogni pizzo ha una fine. E se le tranches pagate a Di Pietro dal vecchio PCI ( prima il seggio al Mugello con le dimissioni dalla Magistratura, poi l'apertura prodiana ad una legittimazione politica) sono finalmente terminate - ma ditecelo, diamine, ditecelo, quanto avete dovuto pagarlo, il killer - allora per Di Pietro ed i suoi sodali verranno tempi cupi. Le vittime spesso eliminano chi le uccise.

Altro aspetto contraddittorio dell'Italia, è la tenuta dell'UDC che dal 6% del 2004 è passata oggi al 7%. Tuttavia questo partito - che in Italia viene da me considerato assolutamente deleterio perchè figlio non pentito di una partitocrazia immonda che neanche la morte è riuscita ad eliminare ( talvolta ritornano, come gli zombi) - andando a far parte del PPE non rappresenterà un pericolo, ma una risolrsa, per la difesa valoriale e politica del nostro Paese in Europa.

Sul PD non spreco una parola. Secondo loro hanno vinto perchè sono passati dal 31% del 2004 al 26% attuale.Oddio! E' pur vero che un signore si vanta perchè si era castrato solo per fare un dispetto alla moglie ! Contenti loro e lui! Per di piu' il PD non entrerà, in Europa, nel PSE ma creerà un nuovo movimento autonomo. Quindi conterà come conta, a briscola, il due di denari, quando regna bastoni. Nulla, o poco piu'.

Domani vedremo i risultati delle elezioni amministrative italiane.

Gaetano Immè