Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 12 giugno 2009

Spigolando

L'opposizione, che ancora è in ospedale per cercare di riprendersi dopo il K.O. delle elezioni e che vaneggia , ha ulteriormente dimostrato la qualità della sua politica. Il Rag. Grillo Giuseppe,
detto Beppe, condannato in via definitiva per omicidio colposo (avendo causato-anni orsono ed i n circostanze a dir poco meschine - la morte del figlio giovane di un suo amico) ha vomitato in Parlamento. Secondo lui questo Parlamento è composto da ladri e da quattro zoccole. Per la prima volta non si è messo al centro del mondo, come sempre: così si è dimenticato che in quel Parlamento, non c'erano solo " presunti" ladri e quattro zoccole, ma anche veri e propri assassini. Lui stesso. Ed altri, magari ex brigatisti.



Le solite verginelle, anime belle, girotondini e ex pacifisti che vanno in brodo di giuggiole davanti a torturatori come Amin, a dittatori come Saddam o Ahmadinejah, ad affamatori di nazioni, quelli stessi che a Beirut andavano a braccetto di qualche Hezbollah assassino - equivalente alle Brigate rosse di nostra buona memoria -, gli stessi che rabbrividivano di piacere inconfessabile quando nel non lontano 1998 o 1999 il Parlamento Italiano spalancò, con la loro egida, le porte a tale Yasser Arafat , l'allora capo dell'OLP palestinese, con tanto di pistola al fianco, quello stesso Yasser Arafat che ha affamato il suo popolo rubandogli tutti i miliardi di Euro di contributi che l'Europa donava alla Palestina dirottandoli sui suoi conti personali in zone franche ( di nome di fatto, dove adesso vivacchia la mogliettina, vedovella inconsolabile e miserella), che plaudivano di realpolitik quando il Governo Prodi andò con un codazzo di imprenditori " amici degli amici" in Cina - dove i diritti umani non sapevano cosa fossero e dove gli oppositori del regime comunista venivano internati nei moderni laogoai per essere sfruttati e poi uccisi -oggi squittisce e finge di scandalizzarsi per la visita di Gheddafi. Ieri , in Cina e con Prodi, la realpolitick predominava, oggi con Governo Berlusconi non conta nulla. La solita sinfonia, la solita coerenza. Tuttavia, preso da un sussulto di dignità, D'Alema si è tirato fuori dal coro dei melensi. Gliene sono grato. Anche se ne aveva troppe sulla coscienza per fare la verginella: da Arafat alla Baraldini, da Hezbollah ai missili russi puntati contro di noi.....Però devo dire che questo Gheddafi se la tira proprio. In testa è pieno di lucido da scarpe nero ( un similchierichetto a noi ben noto...), gigioneggione mica male, Gheddafi è la copia libica dei nostri sepolcri imbiancati . I nostri sepolcri hanno vissuto una vita - e bene! a spese nostre- a forza di fare gli antifascisti in servizio permanente effettivo con tanto di tocco resistenziale! Gheddafi è anche lui l'icona libica che ricorda, vivendoci sopra ( bene, bene, benissimo! non date retta a tende e stronzate del genere, sono tutte apparenze!), la colonizzazione da parte dell'Italia fascista del suo Paese. Strano che fra di loro, questi magnaccia non vadano d'accordo ed all'unisono!

Non sono d'accordo sulla legge sulle intercettazioni. Sono stato contrario e lo sono ancora di più oggi. Sono contrario per questione di principio. Da liberale penso e credo che lo Stato non debba intervenire più del necessario nella vita privata dei cittadini, perchè - questo è il semplice principio - più interviene e più , pervadendo la nostra vita, limita la nostra libertà. Non voglio esagerare. Non dico che questa legge sia una Legge liberticida, ma sicuramente una Legge a stampo intimidatorio. E questo proprio non va bene. Mi chiedo poi una cosa: perchè mai alle grida di esponenti dell'opposizione che questa legge non avrebbe permesso l'arresto di questo o quel delinquente, perchè dicevo nessuno, nè Berlusconi, nè Cicchitto, nè Alfano, nè Gasparri hanno mai controbattuto nello specifico? Non trovo una logica nel passare dai " sufficienti indizi di colpevolezza" agli attuali " evidenti indizi di colpevolezza"che autorizza l'intercettazione. Ho il fondato sospetto che qualche birbaccione abbia brindato per l'approvazione di questa Legge.
Certo, vista la confusione che esiste in politica, la vera caciara che la sinistra ha alzato su questo argomento non ha consentito di mettere a fuoco che il dibattito era concentrato su due diversi principi costituzionali: interessi della giustizia e libertà di informazione. E'possibile che questi due principi viaggino di comune accordo? Lo sarebbe, lo sarebbe, se in Italia l'ignoranza popolare non avesse creato, negli ultimi quindici venti anni, un nuovo genere letterario: il copia incolla che moltissimi pseudo scrittori fanno di verbali da cancelleria sui loro libri. Che vengono letti perchè il pettegolezzo è il grande , incommensurabile, vero ed unico amore degli italiani. Signori scusatemi: ma perchè non si prevede semplicemente che le cancellerie ( la giustizia) siano inviolabili fino a decisione definitiva ( intendo anche semplice rinvio a giudizio o ordine di custodia) pubblica. Allora? Perchè non calcare la mano sulla Magistratura , che gode di sproporzionata libertà ed irresponsabilità, per evitare che verbali in qualche modo secretati vadano in giro per redazioni di giornali? Perchè prevedere addirittura il carcere per un giornalista? In un Paese dove talvolta neanche gli assassini scontano il carcere?


Sto godendo come un'orca assassina!!! Il Vate, colui che da Largo Fochetti passa direttamente, senza intermediazione nè presentazione di San Pietro, al cospetto di Dio, colui che dalle pagine di quel prezioso esempio di stampa chiara , limpida ed indipendente ( meno che dagli interessi della lobby del padrone Carlo De Benedetti e suoi soci, nazionali ed internazionali) ( è come Oscar Wilde, che sapeva resistere a tutto, fuorchè alle tentazioni") che è Repubblica ci somministra lezioni di vita e pensiero - magari annoiandosi fra le sue case di Capalbio e Forte dei Marmi - , ha preso una sberla in faccia - una delle tante, innumerevoli ed io non comprendo perchè non lo avvantaggi in ciò questa sua vicinanza con Dio - di quelle che per fermarlo devono arrestarlo per vagabondaggio. Nelle sue vomitazioni omeliche, durante il 2003, il Vate scrisse che " Craxi intervenne con mezi illeciti per impedire la vendita della SME a De Benedetti ( da Prodi!)". Stefania Craxi fece partire la querela che, dopo sei anni sei, è giunta al bersaglio. Il Vate condannato in primo grado ad una pena pecuniaria per avere coscientemente offeso Bettino Craxi. Ma Stefania Craxi sta dando una bella lezione a tutti: non vuole denaro da Scalfari e De Benedetti. Basta una loro lettera di scuse e ritira la querela. Grande Stefani Craxi, ti amo!.

Stiamo assistendo ad un mercanteggiare dell'UDC semplicemente spettacolare. Trattative a tutto spiano, da Nord a Sud, capriole, salti di quaglia, salti di barricate, dietrofront, rigatteria da vetero democristianeria. Buon pro faccia a quegli italiani che ancora credono nella balena bianca.
Grazie a quanto, ecco che la sinistra, col naso ancora gonfio di botte e con gli occhi chiusi dai cazzottoni rimediati, ha trovato una nuova leva politica. Nuova? Si tratta di mettersi tutti insieme, come nell'Ulivo prodiano, di trovare come unica base di consenso l'antiberlusconismo d'accatto e l'uomo campa e l'onorevole incassa! Vendola, Ferrero, Diliberto, Bertinotti, il segreDario nerotinto, il liberale a intermittenza partendo dai parrucchieri e finire ai tassisti Bersani, la Bindi che se non esistesse dovrebbere essere inventata, Donadi quella specie di gerarca che esegue gli ordini del ducetto Di Pietro ( questo lo devi dire, questo non lo devi dire, così devi gridare...) , anche la ballerina di Malindi , al secolo Giovanna Melandri, di nuovo tutti insieme, con Casini che prima deve riflettere cosa convenga al suocero, per battere Berlusconi. Sono i passi avanti, i progressi della politica made in Italia " de sinistra". Si torna indietro di due anni.
Vedrò.
Buona domenica.
Gaetano Immè