Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 31 gennaio 2010

Ricordi, novità e cose risapute.

Spero che vi ricordiate di Consorte. Ma sì, il compagno di merende e di imbrogli di Ricucci e di Fiorani. Ma sì, proprio Consorte, quello che telefonava a D'Alema per informarlo mentre stava trattando l'acquisto della BNL - coi soldi anche di Ricucci e di Fiorani, quelli che poi sono diventatai dei veri delinquenti - per conto delle Cooperative Rosse e quindi per conto del PD. E D'Alema che cinguettava al telefono..." Dai Consorte!...Vai...e facci sognare"! E Fassino? Quello addirittura era sui carboni ardenti , già magro come un chiodo di suo, e bruciava dal desiderio e chiamava l'amico Consorte e gli diceva..." Allora? Abbiamo una Banca?...". E Veltroni? Er cinetografaro der PD, l'Obamuccio de Piazza Fiume, er " ui chenne !" de' noantri, quello " mai stato comunista!". Bene, una sintesi. Consorte ha impicciato ed imbrogliato con cialtroni, ladroni, truffatorelli e truffatoroni pseudo finanzieri al fine di comprare la Banca Nazionale del Lavoro per conto della Lega delle Cooperative, ma sì, proprio quella del vecchio PCI e che oggi ha anche un'altra Banca sua, anche se piccola, la ex UNIPOL insomma, ma vuoi mettere acchiappare la BNL in tutta Italia, in tutto il mondo! Bene, Consorte s'è giocata la faccia, il sedere, la vita, la sua credibilità professionale e, appena appena la cosa ha cominciato a prendere una brutta piega, ecco i signorini comunisti mostrare tutta la loro vigliaccaggine, la loto viltà, la loro doppia morale. D'Alema, Fassino Veltroni, Bersani, La Torre, tutti a scaricare qualsiasi colpa su Consorte. Consorte? Un cialtrone, un imbroglione, uno da prendere a calci in culo. Noi insieme a Consorte? Ma quando mai! Ma per favore! Ma non dica scempiaggini! Ma come si permette! Ma ci mancherebbe altro!Ma Dio me ne guardi e liberi! Ma se io appena appena l'ho visto una volta in vita mia!....Già trattato coi guanti di velluto dalla Magistratura, che lo ha imputato solamente di aggiotaggio ( ben altri potevano essere i capi d'imputazione, non esclusa l'associazione a delinquere insieme ai vari Fiorani, Ricucci ed altri), ora Consorte - che comunque ha risolto il problema della vita in quanto, per sua stessa ammissione, dispone all'estero di 5o milioni di Euro ( sono suoi? di chi sono? da dove gli vengono? chi glieli ha dati? quando ? e chi glie ha mai chiesto nulla? E il fisco?) - si rigira contro chi prima lo ha spronato, incitato, mandato allo sbaraglio. Poi lor signori, come hanno sempre fatto nella loro meschina vita, gli hanno voltato le spalle, anzi lo hanno affossato. Come Primo Greganti. E' questa la alta moralità del PD. Infatti, colpisce l'assordante silenzio di Di Pietro, er manettaro e di tutta l'IDV, la congrega degli schiavettonisti. Certo, capisco: ora PD e IDV sono quasi sposati e perciò ....... Occhio al processo, si svolge a Milano. Dove la Magistratura è schierata con la sinistra. Anche quì , ne vedremo delle belle. Ma accetto scommessse e vi do la soluzione: D'Alema, Fassino,Veltroni,Bersani,La Torre, Sposetti, per ora citati da Consorte come testi, non avranno nulla da temere: potevano benissimo " dire" quel che hanno detto ( vedi sopra) ma - miracolo della Magistratura con la Costituzione sotto l'ascella e vestita d'ermellino - " potevano benissimo non sapere". Sbaglio o la stessa Magistratura per un'altra persona aveva creato l'assioma " non poteva non sapere"? Ora lo dico io: " a Conso', facce sognà!!!!!". Ma vuoi vedere che qualcuno cambierà idea sul processo a data certa o sulla restaurazione dell'articolo 68 della Costituzione?


Allora? È semplice: parte dei magistrati italiani vorrebbe dire ,della giustizia , ciò che Luigi XIV diceva dello Stato, e cioè che " la giustizia siamo noi"". A Milano su oltre 400 magistrati sono 65 quelli che ieri hanno abbandonato l'aula quando il sottosegretario alla Giustizia Casellati ha preso la parola. Alcuni non si erano mai visti all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Sono venuti per uscire. Una minoranza, come ha sottolineato giustamente il ministro Alfano, ma una minoranza che crede di avere tutta la verità in mano e vuole imporla a tutti, anche al Parlamento. E se il Parlamento non obbedisce, se il ministro non si piega ai loro voleri, se - per dirla in termini di teoria della democrazia - il potere legislativo e l'esecutivo non si sottomettono al potere giudiziario, sono guai. Si alzano e se ne vanno. La democrazia, fortunatamente per noi funziona così. Le leggi le fa il Parlamento e le «controlla» la Corte Costituzionale. Il Lodo Alfano la Corte lo ha dichiarato incostituzionale. Il Parlamento sta lavorando a nuove leggi e si vedrà cosa diranno il presidente della Repubblica e la Corte. Il resto non conta. Contano le opinioni di tutti quando non vogliono superare i limiti di un'opinione. Non risulta che alla prima occasione nella quale si sia trovato alla presenza di rappresentanti della giustizia si sia alzato e se ne sia andato. Parlo di Obama, quello vero, quello d'America, nei confronti della Suprema Corte di Giustizia che , pure, ha aspramente criticato.
Se lo avessero fatto avrebbero sbagliato. I magistrati lo hanno fatto e hanno sbagliato. E di grosso. La loro è stata una vera carnevalata, di moda e temporalmente consonante, ma sempre una carnevalata in maschera togata. Con grosso sprezzo del ridicolo.

Piero Melograni , uno storico di valore ed oltretutto un ex militante del Pci, ha rivelato che Nilde Iotti fu "costretta" ad abortire. Sai che novità!!! E poi, revisionista e coraggioso, dopo settanta anni !!!! Vero è che si parla di Togliatti, del PCI, mica di uno qualsiasi e che mentre tutti dicono che i comunisti non esistono più, Genchi ci spia per conto loro, come nel film " La vista degli altri". Il quale PCI ostentava un volto austero, senza cedimenti alle frivolezze dei non comunisti. Ma nascondeva i suoi scheletri - e che scheletri ! - sotto il tappeto. Jotti, Longo, Pajetta, Berlinguer, Pasolini, Moravia, Morante e altri migliaia di " compagni" che avevano amanti ( bisex o etero o omo, poco importa) mentre erano sposati, senza arrivare a i trans di Marrazzo ed alle follie del Dongiovanni di Bologna, l'occhialuto Delbono, sciupafemmine al tortello, ma sempre e rigorosamente coi soldi degli altri. Quando fai il moralista, alla Alberto Sordi ( ricordate quel film " Il Moralista"), trovi sempre qualcuno che è più moralista di te. E che ti impicca . E Slansky ( marito e moglie cecoslovacchi e che spesso ospitarono i due amanti in Cecoslovacchia, nella loro casa ) dove li mettiamo? Abbandonati alla morte dai due piccioncini ( sempre Togliatii e Jotti) perchè ebrei e perchè invisi a Stalin ed Andropov. Sempre la doppia morale, sempre prima la " ragion di Stato" e poi la " vera verità". Due aspetti alla Giano, bifronte. E vogliamo dimenticare anche il matrimonio di di Massimo D'Alema per disposizione del PCI? E le epurazioni del PCI? Ecco perchè fanno sorridere di pena e di inorridire per l'ipocrisia gli appelli contro Berlusconi, le magliette «io non sono a sua disposizione», gli editoriali dal sapore Sessantottino. Tutto nel dimenticatoio quando nell’occhio del ciclone finisce una donna di destra. È il femminismo radical chic delle varie Concita De Gregorio, Rosy Bindi , Sabrina Guzzanti, Sabrina Ferilli, Luciana Littizzetto, Alba Parietti, la Mantovani vedova Pavarotti, ecc. Pronte a bruciare idealmente i loro perizoma in piazza contro Berlusconi, salvo poi scagliare la prima pietra se la donna da difendere è riconducibile all’«altra parte». Ecco dunque la "mignottocrazia" riferita alla Carfagna, alla Gelmini, alla Meloni. Insomma tutte " troie" quelle di destra. Tutte sante quelle di sinistra. Non per i fatti, ma per DE FI NI ZIO NE.

Mettiamola così. Mi sono stato zitto, ho contato fino a c ento ed ho taciuto, ma la tentazione di dare dell'imbecille al mio interlocutore è stata grossissima. Teatro: discussione su le case abusive di Ischia. Dico: roba costruita a partire dagli anni '50 in poi. Vai ad Ischia e ti rendi conto che quell'isola è tutta una casa abusiva; sono abusivi anche gli alberghi e gli ischitani, di destra e di sinistra, campano con i soldi che guadagnano dagli affitti delle case abusive, con gli stipendi che prendono dagli alberghi costruiti abusivamente. Quando ci vivi in un posto, diventi come il posto stesso: abusivo anche tu. Perciò quando poi cerchi di ragionare come uno che abusivo non è mai stato, non ce la fai e ragioni da abusivo. Insomma, per questi abusivi, ischitani o no, le case abusive di Ischia sono frutto dei condoni di Berlusconi e del messaggio che da essi promanerebbe e cioè : costruisci come ti pare, tanto poi un condono edilizio ti salverà. Capito? Ma sbaglio o Berlusconi è in politica dal 1993? Sbaglio o tutte le case di Ischia sono state costruite abusivamente dal 1945 in poi? Sbaglio a dire che ad Ischia, tutti, tutti ( allora, in ordine: Sindaci di sinistra, Prefetto, Inail, Inps, Vigili urbani, politici, magistrati, costruttori, mediatori, agenti immobiliari, banche,ecc...). Sai quanto ne trovi di " abusivi" così nella sinistra? Troppi.

Andate al cinema e poi ditemi. In " Baciami ancora" l'attore Favino si riprende la moglie che nel frattempo si era fatta mettere incinta dall'altro. Poi vai a vedere un altro film, " Tutto l'amore del mondo" e ti accorgi che adesso il bambino - quello dell'altro - è anche di colore. Messaggio? Non ve lo dico. Ditelo voi. Ma chiedo: a quando la santificazione della cornutaggine, elevata a regolarità?

Gaetano Immè

sabato 23 gennaio 2010

Buona domenica!

Oggi , pur non essendo ancora domenica, è giorno di predica. Non per me, ma per tanti altri italiani per i quali il sermone domenicale più che essere nutrimento dell'anima lo è per la pancia, per le viscere, per l'accidia che sconvolge loro le budella. Contro una persona, contro molti italiani, contro la maggioranza degli italiani votanti. A sermone, sermone e mezzo, con azzeccata citazione, anche, diciamo, aderente ai personaggi vaticinanti, visto che in effetti quel detto recita " a brigante, brigante e mezzo", Ho sentito ed ho letto le dichiarazioni di Bersani : " questa è una vergogna", " ora basta favole", " speriamo che la giustizia possa fare ilproprio mestiere ", la prima relativa al regolamento del " processo a data certa", la seconda relativa alla discussione sulla riduzione delle aliquote fiscali e la terza riguardo al nuovo e vecchio processo Mediatrade. Ma c'è spazio anche per altri fini pensatori.Così ho cercato di approfondire il piddi-pensiero sugli argomenti citati nonchè il piddi-pensiero in generale.


Prima, però, voglio rammentare le alte ed alate parole di tale Signorina Ferilli Sabrina, di professione, dice lei , attrice. Questa sopraffina intellettuale della sinistra radical-chic ha affermato che " Delbono non si deve dimettere, perchè altrimenti avrebbe dovuto dimettersi anche Berlusconi". E' evidente che la Signorina apre bocca e le dà fiato senza mai accendere, prima, anche il cervello. In primis non mi risulta che il Berlusconi abbia un'amante, piazzata in posto pubblico e straraccomandata , come l'aveva e la ha il Delbono stesso. Secondo: non mi risulta - nè ovviamente risulta alla superba intellettuale attricetta romanesca, come la fava ed il pecoreccio - che si sia mai parlato di soldi che il Berlusconi avrebbe dato a chicchessia o di posti da lui procurati . Terzo: la Sabrina, che parla meglio col lato B che con quello A, dimentica una cosuccia : seppure fosse vero che il Berlusconi paga qualche sua amichetta, lo fa con i soldi suoi e saranno pure affaracci suoi e non della Divina Sabrina. Invece il Delbono ha pagato la Cracchi ma sempre e solo con i soldi della Regione, cioè nostri. Se va avanti così, a parte il galoppare dell'età che già si nota sul viso della somma attrice, decadrà pure, per logoramento, l' aspetto migliore della nostra , la sua fonte di guadagno: il lato B.

Oggi mi sento rassicurato: perchè il Corriere della Sera ha dato spazio al Molleggiato, ad Adriano Celentano. Il quale ha scritto che per lui va bene che si faccia ( la famosa elemosina) una leggina per salvare questo Berlusconi, basta che poi si faccia una riforma della giustizia seria. Gli anni passano per tutti, anche per il molleggiato. Mi preme ricordare a lui ed al Direttore De Bortoli che non hanno centrato il problema. Il problema della Giustizia in Italia non è Berlusconi, ma il golpe giudiziario eseguito dalla Magistratura italiana nel 1993 quando, complice un Parlamento intimidito , complice e regista un PCI orfano ormai di ogni progettualità politica, complice un tremebondo Presidente della Camera di allora, il vile Napolitano ( che allora si guardò bene dal difendere la sacra Costituzione che oggi ci rifila ad ogni due per tre ), complice una Magistratura formata dal PCI ed aderente a detto partito, che espulse dalla nostra Costituzione il famoso articolo 68, così rendendo la nostra democrazia ricattata e succube della Magistratura Italiana. Quel golpe produsse un capo d'imputazione all'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano notificatogli tramite clamore mediatico, sconvolse il panorama politico italiano ( e come poteva non essere così visto il clangore delle accuse che venivano mosse al PdCM), face dunque traballare la maggioranza eletta dal popolo e produsse la caduta di quel Governo, eletto dal Popolo. Che, guarda caso, fu subito sostituito, non con elezioni del popolo, ma con gli imbrogli ndei soliti noti: OL Scalfaro, più il PCI, con un vergognoso Governo messo lì non dagli italiani, ma dagli imbrogli di questi politici.Ovviamente quel capo d'imputazione era FALSO, come hanno poi appurato molteplici sentenze ormai definitive. Al Signor Celentano raccomando di studiare un pochino di più la vera storia italiana ( Andreotti, Craxi, Mori, Capitano Uncino, Lombardi, il SDignor Leoluca Orlando Cascio,Padre Pintacuda, Di Pietro, Falco0ne,m Borsellino giudice, il Genarale Dalla Chiesa, Tortora, Mannino, ecc) di erudirsi meglio, di non limitarsi a leggere Repubblica o Il Corriere della Sera. Non voglio dirgli di leggere molto, ma di studiare bene le cose e di non raccontare megaballe. O si è chiari su questo punto e lo si comprende, o il dialogo serve a nulla. Non c'è, dunque, da salvare Berlusconi " dai" processi, c'è da salvare la Giustizia italiana che viene infettata, per colpa di Magistrati di sinistra, "dai" processi creati ad arte contro il Berlusconi (o contro chiunque) non perchè veramente colpevole dei reati ascrittigli, ma perchè solo con questi falsi processi il vecchio PCI può togliersi dai piedi ( uccidere stalinianamente ) il nemico politico. Ecco perchè è assolutamente necessario, nel roispetto della Costituzione, ripristinare interamente l'articolo 68 della Costituzione, così come lo avevano creato quelli che vengono chiamati " i padri costituenti". Perchè solo in quel modo la democrazia parlamentare non sarà soggetta al ricatto, all'intimidazione, al sopruso, alla pistola puntata di una Magistratura politica. Ma lo capiranno o conti8nueranno a far finta di non capire?


Molte persone, anche personealle quali voglio bene, dovrebbero andare a nascondersi o comunque cominciare a trovarsi una tana dove andare a nascondersi per il futuro per la vergogna. Sta venendo fuori quello che, modestamente, avevo scritto , proprio quì , su questo blog, in tempi lontani. La D'Addario , secondo la Procura di Bari, altro non è stata che l'amo, una componente, di una associazione a delinquere ordita, per tentare un altro golpe a danno della nostra repubblica , da una serie di magistrati di sinistra, da alcuni giornali ( Repubblica, Il Corriere della Sera, L a Stampa, L'Espresso..ecc) e da svariati politici molto influenti sopra tutto in Puglia, con il quale golpe si sarebbe voluto abbattere un altro Governo eletto sempre dal popolo italiano, peraltro imbattibile politicamente e che gode di una vastissima popolarità. Ne vedremo delle belle. Si tratta della Puglia e forse erano queste le famose scosse che ...prevedeva ( ma guarda il caso!) D'Alema, che, non dimentichiamolo, era il ras della Puglia. Pensate: costei ha un deposito in Qatar di eURO 1.500.000,00. Ora cominciate a capire come e perchè questa zoccola si è così pubblicamente ....sputtanata? Cominciate a capire perchè a 43 anni ha praticamente dato l'addio al suo mestiere? Perchè madamina aveva già intascato il suo assegno per la vita, anche senza lavorare più. E chi mai ha PAGATO simili cifre alla D'Addario? E , sopratutto, PERCHE' non essendo costei certo l'unica puttanella al mondo ed in Italia? E non fatevi prendere per i fondelli dalle smentite che certi giornaloni si affretteranno ad ammannirvi. Ocio.....

Dialogo. Vuol dire parlare in due, scambiarsi opinioni, sentire l'uno quel che dice l'altro. Ma oggi in Italia il dialogo non esiste. Prendete quel che ha detto il PdCM, ieri a Reggio Calabria. Ha detto testualmente "...che l'immigrazione clandestina offre possibilità di rafforzamento alla criminalità organizzata...". Poi andatevi a leggere le bestialità dette, a tale proposito, da, nell'ordine: la Presidente del PD al Senato, On. Finocchiaro, dal portavoce dell'IDV alla Camera On Donati, dall'On. Turco Livia, dal giornale delle parrochhiette Caritas- Migrantes. La prima, facendo sfoggio di eleganza culturale adeguata al suo ruolo istituzionale, ha affermato " molti premier, molti delinquenti", salvo poi fare come dovrebbe sempre fare la Senatrice dopo aver parlato e cioè chiedere pubblicamente scusa. Gli altri citati , avendo evidentemente una carenza culturale e quindi ignorando la differenza fra " immigrati clandestini" ( ai quali si riferiva il PdcM) ed " immigrati regolari" ( ai quali " non si riferiva" il PdCM) hanno detto le solite imbecillità alle quali, nei secoli, ci hanno ormai abituati e stancati. Ma la colpa non è loro: la colpa è dei loro partiti che pur sapendoli incapaci di un minimo ragionamento logico e di una normale comprensione dell'italiano, li hanno messi al posto di persone che dovrebbero essere mediamente intelligenti.


Torno alla predica. Sul primo argomento, come dicevo, non mi dilungo, perchè basta constatare che in Italia, con questa giustizia, cadono in prescrizione, per lentezza del giudizio, la bellezza di 500 processi al giorno: si tratta di giustizia negata, di parti lese truffate dalla Magistratura, di delinquenti- assai felici - impuniti ed amnistiati dai Magistrati stessi in barba alla sbandierata obbligatorietà dell'azione penale, di una poderosa spinta verso l'Italia terra di nessuno, dove truffare, rubare, sfruttare, arraffare, violentare, stuprare, vivere contra legem insomma conviene, di fuggi fuggi dal nostro Paese di investitori esteri, di delinquenza che si estende sempre di più proprio contando sull'inefficenza della giustizia italiana, ormai arrivata ad occupare posti non da terzo mondo, ma, se esistesse, da quarto mondo. Tanto, prima che ti prendono o prima che ti processano passano lustri o decenni., io rubo e delinquo e vivo alla grande e poi si vedrà....Non solo. Poi scopro anche che lo steso PD non più tardi del 4 luglio 2007, dopo aver regalato ai delinquenti un generoso sconto della pena con una bella amnistia ( Governo Prodi, Ministro Mastella) , a proposito dell'applicazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 del regolamento europeo sui diritti del giusto processo, aveva presentato il ddl S963 ( a firma Finocchiaro, Casson ed altri senatori della sinistra) con il quale non solo fissava una durata del processo più breve di quella oggi introdotta ( prego leggetevolo direttamente, così vedrete) , ma addirittura affermava che la nuova misura si sarebbe applicata a " tutti i processi" ( senza, quindi, alcuna esclusione di reati particolarmente pericolosi, come invece fa l'attuale disposizione a proposito di mafia, associazione a delinquere, pedofilia, narcotraffico etc), per di più con una clausola del " favor rei"( era il condannato che avrebbe potuto chiedere l'applicazione delle norme a lui più favorevoli) . Poichè fra il 2007 ed oggi nulla è cambiato, non vedo come il piddi possa non vergognarsi di tanta incoerenza. Non solo: ma anche un bambino capirebbe che l'attuale piddipensiero non riguarda per niente " il servizio giustizia per i cittadini" ma è unicamente preoccupato che eventuali miglioramenti procedurali possano essere utilizzati da " un cittadino italiano" che di nome fa Silvio e di cognome fa Berlusconi. Guarda caso, sempre e solo lui che guida il piddipensiero, non il bene del popolo italiano. Peggio ancora quando il piddipensiero, cercando di confondere le acque, dice, parole di Bersani mica mie,che questa misura potrebbe al limite essere accettata" ( uno dovrebbe dire " per il bene del popolo italiano") qualora " si applicasse solamente ai processi nuovi processi". Traduco in italiano: potrebbe andare anche bene , purchè non si applichi a Silvio Berlusconi. Anche un bambino dunque capisce che la posizione del piddipensiero è solamente un "pregiudizio", questo sì, ad personam, anzi una vera fissazione " contra personam" . Ma questa non è " politica", questo vuol dire applicare il pensiero comunista staliniano , quando le correnti di pensiero venivano soppresse con il gulag per il leader e controllando i seguaci con il KGB o con la Stasi.

Il secondo argomento, quello dell'abbassamento delle tasse: ecco, proprio su questo aspetto Bersani ed il PD dovrebbero proprio vergognarsi e tacere, se avesso un minimo di pudore, un minimo di progetto politico. Con il Governo Prodi, ricordate? Le lenzuolate di liberalizzazioni proposte dallo stesso Bersani ( cose epocali, ricordate?? Che so: barbieri aperti il lunedì mattina, la vendita dei medicinali dalle farmacie alle sue carissime cooperative, gli avvocati che possono concordare le parcelle con i clienti, insomma roba che tremare il mondo ha fatto), ma sopratutto ricordate il tandem draculiano Visco e il desaparecido TPS ( Tommaso Padoa Schioppa, soprannominato Padoa Spocchia ) ed il loro motto: le tasse più sono e più sono belle! E ricordate il loro fallimento totale? Dopo neanche due anni di Governo? Ma le parole non sono proposte e quindi, forza Bersani, fiato alla voce e sparala sempre più grossa.

Poi c'è, dulcis in fundo, il terzo argomento: il nuovo processo a Berlusconi e figli , chiamiamolo Mediatrade. Rovistando per l'ennesima volta fra le carte degli innumerevoli processi che la Magistratura ha intentato a Silvio Berlusconi - certo che sono proprio degli incapaci, questi Magistrati! Mai che siano riusciti ad incastrarlo, mai!- ed a Mediaset ( indagini che risalgono a quindici sedici anni orsono ), il PM De Pasqale Fabio, un campione dei PM che fanno politica con la toga pagati da noi tutti, pur contribuendo fattivamente a far prescrivere 500 processi al giorno per la sua inefficienza, tuttavia ha trovato il tempo per cercare un possibile capo d'imputazione per Berlusconi, che, visti gli anni trascorsi e le prescrizioni intervenute, non sia ancora prescritto. Dunque sotto con l' "appropriazione indebita" come accusa a Silvio. A danno di chi? Di Mediaset. Di quanto? Aprite le orecchie e andatevi a rileggere carte e il capo d'imputazione: una decina di milioni di Euro. Sono sedici anni che i Magistrati rovistano fra le carte sequestrate a Mediaset ed ogni tanto, ne traggono qualche spunto, sempre quando si avvicinano le elezioni, qualche speranza di incastrare l'avversario politico con mezzi da golpe giudiziario. Ecco perchè i Magistrati sono contro il " processo a data certa", perchè loro vogliono invece il " processo eterno" contro Berlusconi e contro il PdL. Ma voi capite, vero, uno che guadagna già di suo centinaia di milioni di Euro l'anno, si va a sputtanare, in Italia ed all'Estero, per una decina di milioni di Euro. Stupendo. E Bersani, ed il PD , cosa dicono? " Speriamo che la giustizia possa fare il proprio mestiere". Splendido: resta da chiedere al "similmussolini " di Piacenza, , scusi, ma che " mestiere" fa la giustizia in Italia? Fa il vostro killer? Certo lo ha fatto e cerca ancora di farlo, ma non ci riesce, perchè incapace, cieca, piena di bile e senza cervello. Lo ha fatto da tempo immemore: inizio da quando salvò un assassino comunista, tale Moranino, il quale fu fatto Onorevole del PCI da Togliatti che lo salvò con la famosa immunità parlamentare ( buona se si applica al PCI, maledetta se si applica agli altri). Lo ha fatto quando non mosse un dito contro il golpe ordito da Repubblica ed il PCI contro il Presidente della Repubblica On. Leone. Lo ha fatto quando ha lasciato liberi coloro i quali avevano incitato all'omicidio di Calabresi. Lo ha fatto quando ha fatto finta di non vedere il fiume di soldi zozzi che l'URSS mandava in Italia al PCI. Lo ha fatto ignorando il finanzimento illecito al PCI ottenuto con tangenti e posti di lavoro in Umbria, Toscana, Emilia e le cooperative rosse. Lo ha fatto con la scalata alla BNL, per ora. Lo ha fatto non processando nel 1994 il PCI ed i suoi capi per tangenti, ai tempi di Tangentopoli: e per questo siedono in Parlamento elementi come Violante, elementi come Finocchiaro. Più recentemente Di Pietro è stato ricompensato da D'Alema- per aver ucciso il PCI di Craxi, con l'offerta di un seggio senatoriale blindato, quello del PCI al Mugello. Lo ha fatto con Caselli, per il processo Andreotti: e Caselli, anzichè essere buttato fuori dal palazzo a calci in culo è stato " promosso" dal CSM a Procuratore capo di Torino. Lo ha fatto, sempre con l'ineffabile Caselli, con Mannino: sedici anni di processi, due anni di carcerazione ed oggi Mannino è dichiarato innocente. E Caselli? Paga qualcosa? Non sia mai! Lo ha fatto con Colombo, con Maritati, con Emiliano ed ancora con De Magistris. Qual'è, onorevole Bersani, il vostro di " mestiere"? Pensate al bene del popolo, o pensate solamente al vostro bene ed a quello dei vostri amici. Sapete perchè dico queste cose? Ve lo spiego io. In una " democrazia" parlamentare deve vigere il principio della maggioranza. Sia come conferimento di mandato ( voto attivo) sia come codice etico del mandato stesso. Questa seconda affermazione significa che una legge deve essere approvata e diventare legge quando la stessa avvantaggia il maggior numero possibile di cittadini fruitori. Una legge, in democrazia, è buona cosa per queste ragioni. Invece, nella teocrazia giudiziaria e giustizialista del PD e di Bersani, ed anche di chi li vota, una Legge in Italia va bene " solo se va contro una persona": chi se ne fotte della maggioranza del popolo. Anzi chi se ne strafotte proprio del popolo. Vero Bersani? Anzi, dirò anche di più. E' talmente evidente questa pacifica, visibilissima e certa apologia del comunismo che sia Bersani che il PD stanno attuando in Italia che lo stesso Bersani si è tradito, dicendo ( testuale) " ........almeno ( le norme proposte sul processo breve).....facciamo che siano applicabili solo ai nuovi processi.....". In questo caso, ha soggiunto il Bersaani, il ddl sul processo breve potrebbe anche essere accettato. Capito? Purchè una norma non si applichi a Berlusconi, purchè noi del PD possiamo continuare a inventarci con la Magistratura imputazioni più o meno fantasiose pur di abbattere, con killeraggio giudiziario, Berlusconi, ossia colui che ci ha tolto l'Italia dalle fauci. Dal 1994.


Vediamo allora cos'è oggi questo PD. Non vi è un conlcamato " progetto politico" che sia noto al popolo: il PD, come l' IDV, propongono solo di cacciare Berlusconi. Con le votazioni? No di certo, e come sarebbe possibile ? Come sarebbe possibile se il PD non arriva nemmeno al 28% dei voti? Non è possibile nemmeno se chiede al proprio boia e pappone - tale Di Pietro, proprietario dell'IDV - di prestargli il suo 8%. A caro prezzo, si intende. Nemmeno se rimette un'altra volta in piedi la compagnia di giro del centrosinistra uliviano-prodiano, perchè Rifondazione, Sinistra e Libertà e cespuglietti vari - attualmente fuori dal Parlamento italiano e da tutta l'Europa - non vale più del 4-5%. Nemmeno vendendo l'anima all'odiato Vaticano di Casini. Insomma al massimo raduna con un'ammucchiata ridicola un 40-45%.

Non resta quindi che l'odio e quindi stalinianamente e togliattianamente gettare fango e distruggere il nemico, senza avere bisogno della politica. Farlo con la forza, come sono abituati i nostri comunisti , da sempre.

Come accade nella natura umana, quando due persone si contrappongono ed una dimostra di essere più forte, l'altra, non può fare altro che denigrare l'avversario ma non sul piano della contesa, dove chiaramente soccombe, ma sul piano della persona, del privato, del personale. Ecco quindi che il piddipensiero oggi , semplicemente, non esiste: sconfitto dal pensiero liberale del PdL, umiliato dall'essere stato abbandonato dai suoi tradizionali elettori ( operai, quadri, partite iva e giovani ed anche pensionati), sconfitto elettoralmente da quindici anni durante i quali ha visto il Governo solo en passant e per quattro voti o per magheggi di palazzo, impossibilitato a esporsi in prima persona perchè compostoda comunisti veri e propri e quindi da persone inaccettabili ed impresentabili sia all'Italia che nel mondo, incapace di elaborare uno straccio di programma organico che sia una vera e propria proposta politica alternativa al PdL, per sopravvivere, al piddipensiero non resta altro che :
1. mantenere l'asservimento secolare nei confronti della Magistratura la quale è servita per liberare il Paese della DC e del PSI, salvando il PCI deliberatamente e così lasciando campo libero allo stesso affinchè questo potesse governare;
2. instillare, nei propri " tifosi" il germe dell'odio contro una persona, quell'antiberlusconismo che oggi è l'unico pensiero ( sic!) che unisce ed ha la sinistra.

Guardo intorno e vedo: nel mondo. Obama , un'icona della sinistra, quasi al tracollo: gli impegni erano: chiudere Guantanamo, che invece ancora resterà aperto. Fine della guerra in Afganistan: ed invece ci manda altri trentamila soldati. Riforma sanitaria: ed invece perde il Massachussets e perciò molto probabilmente niente riforma sanitaria. Zapatero, in Spagna, è alle corde,Brown in Inghilterra è per terra, Blair è praticamente considerato in Inghilterra un fallito, in Germania, la Merkel non può più contare sull'appoggio esterno della sinistra moderata se non vuole cadere prima del tempo, la Grecia della sinistra ridotta alla fame ed alla guerriglia. In Italia: D'Alema non ostante l'appoggio della Magistratura pugliese, sta perdendo anche la Puglia dove Vendola e lo scandalo immenso sulla sanità , peraltro imbrigliato dalla Magistratura asservita, stanno facendo esplodere la Regione. La Campania, con il fallimento clamoroso e stratosferico di Bassolino e della Iervolino, che sta per esplodere in inchieste penali; la Calabria di Agazio Loiero, asservita pubblicamente alla criminalità 'ndranghetista; l'Abruzzo, dove lo scandalo Del Turco si è trasformato in una kafkiana storia di orrore giudiziario, dove l'ineffabile Procuratore capo Trifuoggi ( quello che sorrideva come un ebete con Fini nel famoso fuorionda contro Berlusconi) fa una figura di merda da doversi nascondere sotto terra per il resto dei giorni, se avesse una dignità; il Lazio, dove Marrazzo spendeva il suo tempo non per goverrnare la Regione ma per andare a trans e forse sniffare con soldi di chi sa chi e dove il PD è praticamente sotto tutela della Bonino la quale, non proposta da nessuno - roba da sbellicarsi dalle risate - si è imposta al PD che ora, dopo la colossale magra, finge di considerare lo scavalcamento del partito come una iniziativa molto democratica; salvo non applicare lo stesso ragionamento per il Veneto, dove il forzista Galan ha ceduto il passo al leghista Zaia; l'Emilia Romagna, dove Delbono era il secondo di Errani Vasco e dove stanno venendo fuori scandali, concussioni, appropriazioni indebite a josa.

La coltivazione dell'odio contro Berlusconi invece che di un progetto politico riformista da parte di questa sinistra, con i suoi pseudo colti imam ( vedi Scalfari, vedi D'Avanzo,vedi Di Pietro, vedi Flores D'Arcais - uno fra i tanti ex schiavetti di Craxi poi saliti coraggiosamente sul carro dei vincitori -, vedi Travaglio, ecc...), con i suoi dovuti giornaloni a tutti noti, i frutti avvelenati li fornisce. Dopo l'aggressione dello pseudo pazzo a Berlusconi a Milano, ecco un altro pseudo pazzo che tenta di vedere lo stesso Berlusconi a Palazzo Grazioli a Roma, con in tasca dei coltelli, ecco una lettera anomina con della polverina che doveva essere recapitata al Giornale di Vittorio Feltri e che è andata ad altro indirizzo per sbaglio, ecco un altro psesudo pazzo che vuole menare a Maurizio Belpietro perchè ( udite, udite, perchè è molto ma molto istruttivo) " non sopporto quello che dice". Certo, la madre degli imbecilli è sempre incinta. E pensare che qualche nostri illustre avo, qualche nostra icona della nostra libertà di pensiero, diceva " non sono d'accordo con quello che dici, ma darei comunque la mia vita affinchè tu possa continuare ad esporre le tue idee".

Che miseria umana, che tristezza, o Silvia mia. A questa schiera di miseri sinistri, voglio dedicare una poesia che è il loro ritratto. Scriveva dunque Antonio Clemente, più noto come Totò, a proposito di simili figure umane, nella sua fulgida poesia dal titolo " 'E pezziente" parole che ben si attagliano a costoro. Eccole, leggetele e , sopra tutto, riflettete.

"All’angolo ‘e via Chiaia Se mette ‘ nu pezzente ‘e puoste ‘e tutt’ ‘e journe, e nun accocchie niente. Pulito, dignitoso, nu’ stenne maie ‘na mana; ll’uocchie ‘nchiuvate nterra pe’ ‘na jurnata sana.A ggente nun o guarda E nun ‘o ffanno apposta: pe’ ffa’ chillu mestiere nce vo’ ‘a faccia tosta! Io ne conosco a uno: Peppino “ ‘a Fiurella”. S’ ‘a fa’ a Santa Teresa, Vicino ‘a Parrucchiella. Si ‘o daje ‘na cinche lire ‘o sango lle va stuorto,t’ ‘a jetta nnanze ‘e piere e arreto te fa ‘e muorte. Dà ‘e sorde c’ ‘o ‘nteresse, 'a sera va’ ‘a cantina Tiene pure ‘a “ seicento “, tre cammere e cucina. Invece chillo ‘e Chiaia,misero e vergognoso, stanotte è muorto ‘e famme, povero e dignitoso."

Gaetano Immè

venerdì 22 gennaio 2010

Argomenti di giornata

Foto e personaggi. Ci risiamo e, dicono, ne vedremo delle belle. Nell’indagine riaperta dal pm milanese Frank Di Maio c’è già tanta carne al fuoco da andare avanti per mesi.

La politica, ridotta a gossip da Repubblica e dai suoi scherani, sta per avere la sua legge del taglione, una sorta di legge del contrappasso per chi nella sinistra ha voluto pervicacemente fare assurgere il pettegolezzo a codice morale di una nazione. Per quanto tempo Repubblica ed i suoi scherani, i suoi scribi hanno ripetuto che la vita di un uomo pubblico non deve avere privacy, il confine è ormai stato superato e non ci si può ora stupire o meravigliarsi o scandalizzarsi se oggi, usando lo stesso metro che Repubblica ha usato per mesi e mesi contro il Premier, la condotta privata di qualche icona - tipo Santoro, per intenderci - serve a misurare la sua rettitudine pubblica. Chi è colpa del suo mal, pianga se stesso. Mi faceva ribrezzo "Repubblica" con la sua campagna contro il Premier, la sua escort-agente segreto, le manovre su Veronica Lario, le insinuazioni sulla ragazzina napoletana, ecc. Si sono comportati da veri delinquenti . Da pettegoli e , come si diceva una volta in Italia quando non esisteva ancora il parlare " politicamente corretto", da servotte sciacquapiatti. E che dire, per rimanere nell'alto agromentare, del Sindaco di Bologna, il Delbono " de sinistra", pizzicato come un ladruncolo a spendere soldi pubblici ( le nostre imposte) per mantenere gli sfarzi all'amante? E che dire di una Regione, la Puglia, governata da millenni dal centrosinistra e la cui Magistratura è platealmente compiacente con la sinistra dalemiana e si accaparra e si compera posti parlamentari nel centrosinistra, come Di Pietro , come De Magistris, come Maritati, come Violante, come Davigo, come Colombo, affossando i processi che riguardano la sinistra , come la inchiesta " Missione arcobaleno" tanto per fare un esempio? Tuttavia oggi non gioisco affatto della prospettiva di analoga campagna gossippara a danno dell''altro versante politico. Mi farebbe schifo esattamente allo stesso modo. Parliamo di cose serie.



RIFORMA DEL PROCESSO A DATA CERTA


A sentire le tv ed alcuni commenti, a leggere alcuni articoli di taluni giornali, sembrerebbe che la maggioranza abbia deciso, invece di attuare l'articolo 111 della Costituzione ed invece che adeguarsi all'articolo 6 della Convenzione Europea, di abolire DEFINITIVAMENTE TUTTI I PROCESSI. Secondo le Cassandre, se la Camera convertisse in legge il testo già approvato dal Senato mai più nessuno, in questo Paese, sarà più condannato. Come invece sarebbe certamente accaduto in Italia, se fosse divenuto legge il ddl presentato in data 4 Luglio 2007 ( Governo Prodi) numero S 963 dai Senatori della Sinistra Finocchiaro, Casson, Brutti, Calvi, Pegores. Il quale DDL prevedeva, al suo articolo 6, che le nuove norme si potevano applicare ai processi in corso se le sue misure fossero state ritenute più favorevoli per l'imputato. Insomma, il DDL conteneva il ricorso al " favor rei" per TUTTI i processi in corso ed inoltre non esclueva alcuna fattispecie di reato dalla sua applicabilità. Insomma una vera pacchia per mafiosi, pedofili, narcotrafficanti , terroristi, brigatisti, riciclatori di denaro e simili. In realtà l'avversità dell'accoppiata sinistra-magistratura ( binomio ed associazione costituitasi fin dai primi anni 50 attraverso le concessioni della DC al PCI e poi manifestatasi con virulenta esplosione negli anni del golpe giudiziario 92-94) contro la prima riforma della giustizia si basa su una enorme , sesquipedale, universale, mondiale panzana. In realtà i giudici continueranno a fare regolarmente il loro lavoro e ad emettere sentenze, solo che, a differenza di quanto accade oggi, dovranno organizzarsi e impegnarsi un po' di più per allinearsi agli standard di tutti gli altri Paesi o, almeno, per superare, in produttività e celerità della giustizia, taluni Paesi che attualmente ci precedono, come l'Uganda, come il Burkina Faso.
Le centinaia di migliaia di processi che la nuova legge farebbe saltare esistono solo nella testa di chi in malafede sta conducendo sulla pelle dei cittadini che incappano nella giustizia una battaglia esclusivamente politica. Per un semplice motivo. E cioè, è evidente che se si mette un limite temporale alla durata dei processi e i magistrati procederanno con la stessa (lentissima) velocità di oggi, più procedimenti finiranno prescritti. Ma siccome lo scopo della riforma è proprio quello di costringere le toghe ad accelerare, va da sé che non c'è motivo di temere (salvo altri golpe giudiziari o ammutinamenti corporativi e fascistoidi) che un numero significativo di cause finisca fuori tempo massimo. In sintesi: se si cambia la produttività non ha senso fare stime adottando il vecchio ed attuale metro. Tradotto: sinistra e Magistratura difendono solo: la prima la sua arma impropria, l'unica, non possedendone una politica, che le consente di sperare che qualche reato ipotizzato a carico del Premier possa condurre ad un rovesciamento del voto popolare, del quale la sinistra stessa dimostra chiaramente di farsene beffe; la seconda, per perpetuare l'attuale andazzo, con processi che durano una vita, con condanne mediatiche che scattano alla prima fuga di notizie e, sopra tutto, per conservarsi il potere di ricattare la sinistra- della quale fa il lavoro sporco di killeraggio politico ed umano - onde accaparrarsi, come avviene da tempo e come dimostrano i tantissimi magistrati che han compiuto favori alla sinistra e che oggi siedono in Parlamento, altri seggi nparlamentari nella sponda sinistra.
Fa poi piacere scoprire che la prima preoccupazione dei magistrati e della sinistra sia diventata il rischio prescrizione. Non si capisce però come mai nessuno si sia mai scandalizzato o abbia lanciato un accorato allarme sul fatto che, con le leggi attuali, ogni anno 170mila processi, cioè 456 ogni giorno, decadano per scadenza dei termini. No, Bersani non è mai andato in tv a dire: «Questa è una vergogna», perché avrebbe voluto dire smascherare l'inefficienza dell'intoccabile casta della magistratura . Una ipocrisia tira l'altra. Dicono gli oppositori, svelando il loro vero obiettivo. Se proprio si deve fare, questa legge valga " solo" per i nuovi processi . Traduzione: impediamo al cittadino Berlusconi di avvalersi delle nuove norme e mandiamolo incontro a condanna sicura, visto che possiamo contare su una Magistratura ideologizzata. Ecco, in questo caso, magicamente, la giustizia sarebbe in grado di accelerare senza creare danni ai cittadini. Come ai tempi di Togliatti, come ai tempi di Stalin e di Breznev. Povero PD rimasto ai tempi di Breznev, ai tempi della Stasi, ai tempi dei gulag, ai rimpianti della " doppia morale". Come diceva
quel tale, Antonio Clemente, detto poi Totò? Ma faciteme 'o piacere.......

Gaetano Immè

giovedì 21 gennaio 2010

Riflessioni

Mi occupo "en passant" di Eugenio Scalfari, solo per rispetto dell'età e sopra tutto perchè mi si stringe il cuore se penso di diventare, con l'andare dell'età, come lui: uno sconfitto, un voltagabbana senza dignità, uno scriba al servizio di padroni (purchè pronti a riempire le sue tasche, vedi Mussolini, poi De Gasperi, poi Togliatti, poi Nenni, poi De Mita, poi Craxi, e poi..........), un fallito politicamente che spaccia la droga delle colossali menzogne a chi solo menzogne vuole sentire, un pusher di odio classista a chi è ancora classista ed a chi vive id odio, di rancore e di invidia, un miliardario che semina odio e zizzania e con il ricavato delle quali si veste da "dandy", vive in attici lussuosi, in ville antiche a Capalbio e che tuttavia, trincerandosi vilmente dietro la sua veneranda età e così ritenendosi al riparo dal risentimento delle persone che lui offende, spende la sua pseudo intelligenza - che somiglia assai più alla furbizia del sior Todaro servo di due ( e più ) padroni che alla speculazione filosofica che indica il bene del Paese come mira suprema anzichè il proprio - per coartare menti ed animi, un Goebbels che mira solo a falsificare la realtà, spacciandosi per maestro di onestà. Insomma, un vero e proprio disonesto, un falsario intellettuale, uno spacciatore di crack mentale. Un tale figuro si permette di rimproverare, peraltro con il massimo della sua codardia ad un morto perchè davanti al vivo scodinzolava col cappello in mano aspettando di ingraziarselo, a Craxi intendo, di non aver rinunciato a suo tempo all'immunità parlamentare per farsi processare. Si tratta dello stesso Eugenio Scalfari , cittadino della Repubblica, e incidentalmente futuro fondatore di Repubblica, che in passato si fece eleggere deputato nel Partito socialista per avvalersi dell’immunità parlamentare e sottrarsi in questo modo alla sentenza dell’autorità giudiziaria. Correva l’anno del Sessantotto quando Eugenio Scalfari, reduce dall’inchiesta firmata insieme a Lino Jannuzzi sul caso Sifar-De Lorenzo e protagonista di una infiammata vicenda processuale, entrò alla Camera per evitare il peggio. Nel marzo di quell’anno era stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma a un anno e quattro mesi di reclusione. Nel giugno fu eletto deputato nelle liste del Psi di Pietro Nenni. Per evitare la galera, il gabbio, i tre scalini. Si mise in luce, nell'espletamento di cotanto mandato, per aver urlato, con la sua consueta arroganza ridicola, ad un vigile milanese il ridicolo " Lei non sa chi sono io!!!". Va bene che Scalfari non conosce vergogna nè coerenza, ma rimproverare ad un morto quello che lui stesso, purtroppo ancora vivo, non ha a suo tempo fatto, mi pare il massimo della miseria per un uomo.


In attuazione dell'articolo 111 della Costituzione italiana ed in esecuzione dell'articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo, il Governo sta approvando una legge che consente all'Italia sia di garantire il " giusto processo" , previsto appunto dal citato articolo della nostra Costituzione, sia di sottrarsi ai molteplici richiami ed alle molteplici sanzioni inflitte all'Italia dall'organismo europeo sopra citato a seguito di riscontratti e numerosissimi processi scandalo in Italia.
Il problema è talmente noto e vasto che, è bene ricordarlo, vi sono state, anche recentemente, talune proposte presentate e discusse in Parlamento, anche dalla sinistra: cito, per fare un solo esempio la data del 22 gennaio 2004 , quando esponenti della sinistra presentarono il disegno di legge numero 1296-B sulla riforma della giustizia a firma Zancan, Ayala, Cavallaro, Dalla Chiesa, Manzione, Battisti, Fassone, Maritati e Legnini . Cito ancora la data del 4 Luglio 2007, quando, sempre la sinistra, con il DDL numero S 963 , sempre sulla giustizia, a firma dei Senatori Finocchiaro , Casson, Brutti, Pegorer, Calvi , proponeva di limitare in sei anni la ragionevole durata dei processi. In particolare l’articolo 6 del DDL S 963 prevedeva chiaramente l’applicazione delle norme proposte a “ tutti i processi in corso “ con la formula del favor rei , che avrebbe consentito a tutti gli imputati – non vi erano reati o soggetti esclusi dalla norma - di ottenere l’applicazione delle “ nuove” misure qualora queste fossero state più favorevoli all’imputato di quelle preesistenti. Dunque una vera manna per i grandi mafiosi, per i narcotrafficanti, per i pedofili.
Oggi, rileviamo che lo Stato Italiano sopporta un costo ottanta milioni l’anno per dichiarare prescritti 170mila processi. «La giustizia costa 8 miliardi di euro l’anno, cioè 30 milioni per ogni giornata lavorativa» spiega Alfano, puntando il dito sull’enorme arretrato sia civile sia penale. Nella sua relazione annuale al Parlamento, tenuta ieri al Senato, il Guardasigilli ha fornito cifre allarmanti: «Sono 5.625.057 i processi civili pendenti, con un aumento del 3% rispetto al 2008. Sono 3.270.979 quelli penali, con una riduzione modesta rispetto all’anno precedente».Un quadro fosco. «Una mole senza eguali negli altri Paesi Ue - ha proseguito Alfano - gestita da 9080 magistrati togati (6402 giudici e 2090 pm); 3513 giudici onorari; 40.456 unità di personale giudiziario; 1399 addetti al settore minorile; 46.662 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria. Tra questi, 5.183 svolgono 28 milioni di notifiche manuali all’anno, pari a 112mila al giorno. Il 12% dei processi penali viene rinviato per omessa o irregolare notifica e lo stesso processo penale brucia, in media, 80 milioni di euro ogni anno per dichiarare prescritti 170mila processi: 465 al giorno, festivi compresi. Oltre 30mila cittadini hanno chiesto di essere indennizzati per l’irragionevole durata del processo, ottenendo decine di milioni di euro di risarcimenti, con un trend di crescita del 40% l’anno». Per la «terapia» Alfano ha indicato: «Adozione di misure organizzative, innovazione legislative in materia di ordinamento e procedura, previsione di un programma di impegni per il 2010».
Davanti a tutto ciò Bersani, ridicolmente dimentico di quanto avrebbe vol uto il suo stesso partito, qualche anno fà, regalare ai delinquenti con i ricordati DDL, ma insieme - ca va sans dire - a quel grumo irresponsabile che è oggi l'ANM, corporazione fascistoide a difesa di privilegi medioevali, getta al vento ,a bocca spalancata ed a cervello ben spento, ridicole invocazioni di momenti apocalittici. Come al solito, Bersani non ha una propria linea politica e si fa dettare l'agenda da Repubblica sulla quale il tuttologo e pettegolezzologo da servetta D'Avanzo gli " ordina" di sostenere che questo ddl è una legge ad personam, perchè " potrebbe" avvantaggiare Berlusconi. Così dimostrando, D'Avanzo ed il suo reggicoda Bersani, che a loro del bene del popolo non gliene frega niente perchè l'unica cosa che loro vogliono è solo ed esclusivamente il male di Berlusconi. Ecco lo Stato di costoro: uno Stato non " ad popolum" ,ma uno Stato " contra personam". Pensavo che il PD peggio di Veltroni e di Franceschini non potesse andare. Invece devo constatare che Bersani è peggio di tutti quelli che lo hanno preceduto. Teleguidato da D'Alema, non ha una propria linea politica, ma ha un compito: quello di portare sulle spalle, come un somaro, la soma che altri decidono: vedi Vendola, vedi Loiero, vedi Bassolino, vedi Bresso, vedi Bonino, vedi Del Turco, vedi Rutelli, vedi Binetti, vedi Casini.....

La Puglia, la Puglia!!!! A pensarci bene! Dunque. C'è un'inchiesta su vari scandali sulla sanità pugliese con fior di reati che riguardano esponenti del centrosinistra (Vendola, Tedesco, ecc) affidata al PM Scelsi. Costui, noto per le sue simpatie per la sinistra, molto " amico" di tale Avvocato Mai Pia Vigilante, che è, ma guarda il caso, nientemeno che l'Avvocato della D'Addario. D'Alema, ariguarda il caso, che anzichè preoccuparsi degli scandali pugliesi del suo partito, " prevede" le scosse sul governo per via delle escort! Ma il meglio deve venire. Tarantini, l'imbroglione della sanità pugliese che accompagnò la D'Addario alla cena di Palazzo Grazioli, indagato per reati vari compiuti con esponenti del centrosinistra, indagato da due PM pugliesi che si sono dovute astenere a proseguire le indagini perchè troppo vicine al "pappone"; Eiliano, oggi sindaco di Bari, fedelissimo di D'Alema, che era il PM che indagò sull'affare " Missione Arcobaleno" scoppiata quando il D'Alema era Presidente del Consiglio e che poi affossò l'inchiesta stessa chwe stava travolgendo il D'Alema; Emiliano che successivamente, ma guarda un po' il caso, viene eletto Sindaco di Bari con i voti della sinistra; prima ancora Alberto Maritati, anche lui della Procura di Bari, che indagò D'Alema - nei primi anni novanta - per " finanziamenti illecito" del PCI e poi ne chiese ed ottenne il proscioglimento, diventando, in cambio, sottosegretario al Viminale nel Governo D'Alema; oggi, il capo della Procura barese, Antonio Laudati, che sembra voler mettere in luce la evidente fuga di notizie che sono uscite dalla Procura barese " contro" Vendola, da quando costui si è messo di traverso a D'Alema proponendo la sua candidatura a governare di nuovo la Puglia, presentandosi alle primarie.....
Davanti a questo quadro esemplare, un assordante silenzio da parte di società civile, stanpa progressista, amanti della garrota giudiziaria, girotondini et similia. Per loro e per i Magistrati, così sempre attenti e scrupolosi nell'applicare inesorabilmente il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale ( ormai ridotta alla stregua di Cenerentola) va bene così. E per voi?

Durante lo stucchevole dibattito settimanale contro Craxi, molti fans del giustizialismo medioevale alla garrota e moltissimi comunisti di stampo staliniano ( oggi autoribattezzatisi " sinceri democratici") seguendo l'insegnamento sovietico ( infangare il nemico attribuendogli misfatti da costui non compiuti, fino a che , a forza di ripetere le false accuse, queste non appaiano vere) - sono quei vigliacconi che non hanno il coraggio di assumersi le loro responsabilità storiche immense - hanno sostenuto per scritto ( Repubblica dixit ed i suoi lettori per i quali vige il detto " dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei") che una delle principali colpe politiche di Craxi fu l'esplosione del debito pubblico. Secondo codesti soloni il nostro debito pubblico esplose dal 60% del PIL al 120% del PIL per colpa del governo Craxi e di quello De Mita. A costoro vorrei sommessamente ricordare che questa iattura è specificamente dovuta all'approvazione della Legge n. 833 con decorrenza dal 1 gennaio 1980 ( sistema sanitario nazionale), legge approvata " senza copertura finanziaria": Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Costo annuo della legge: 80mila miliardi di lire l'anno. Questa gente somiglia a quegli imbrogioncelli da quattro baiocchi, a quei rubagalline che cercano disperatamente di vivacchiare con imbroglietti ai danni di bambini e vecchietti e che noi guardiamo con compassione: permettiamo loro di sopravvivere perchè ci fanno pena.

Letterina di nuovo anno a Napolitano. Signor Napolitano Lei non perde occasione per ammonire, col ditino alzato, alla D'Alema per intenderci ( tic darwiniano, j suppose ) che " le riforme devono essere condivise" ed altre amenità di questo genere, credendo così di " apparire" il presidente ( minuscolo) di tutti gli italiani( minuscolo). Ma lei ( minuscolo) sbaglia. Infatti l'articolo 138 della Costituzione ( che lei immagino conoscerà a memoria ) dispone che la Costituzione - in ogni sua parte, nessuna esclusa - può essere modificata secondo quanto stabilisce l'articolo stesso. Che dice proprio il contrario di quanto lei dice. D'altra parte lei non è forse il presidente della minoranza di italiani che hanno votato per il centrosinistra di Prodi? Non esiste, dico non esiste quello che lei(minuscolo) afferma. Metodo staliniano signor presidente: dite bugie, infangate il nemico politico e qualcosa resterà. Complimenti. Ma cerchi di non dire piùà bugie, hanno le gamnbe corte.

sabato 16 gennaio 2010

Mannino definitivamente assolto. Sedici anni, dico sedici anni. Una carriera politica distrutta. Una vita umana distrutta. Una carriera economica distrutta. Due anni di carceraazione assolutamente immotivati. Ma cos'è questo se non un elenco di reati compiuti da taluni e ben individuati Magistrati? Quì, come per Andreotti, come per Del Turco , come per Carnevale, come per Tortora ed ora per Mannino, e fin'ora come per Berlusconi, ci sono questi reati commessi coscientemente dai Magistrati in causa: 1. sequestro di persona, per una detenzione originata da motivi inesistenti; 2. diffamazione aggravata e danni conseguenziali: Chi paga? E che carrierra ancora dovrà fare questo dottor Caselli? Quanti altri soldi pubblici buttati al vento dei suoi teoremi schizzofrenici? E che dicono i vari Di Pietro, i De Magistris, i Travaglio, i Santoro? Che la Corte ha sbagliato? Che la sentenza di assoluzzione defintiva di Mannino è un errore ? No. E' solo un orrore. Uno dei tanti orrori sesquipedali orrori di questa inguardabile, ingorda, faziosa, idelogizzata, antidemocratica sottospecie di Magistratura.


Oggi su Corrierone, un fine giurista nonchè esimio componente della Corte Costituzionale, qual'è Gustavo Zagrebelky ci illumina con uno scritto, Il Sospetto, che è una icona della falsiatà , dell'ipocrisia, della faziosità, della cecità anzi dello strabismo della Magistratura italiana.
Il supremo pone il dilemma, guarda caso dopo una settimana di aspro confronto anche su Craxi, sulle riforme costituzionali, illustrando come su di esse - che dovrebbero, unitamente alla ridefinizio dell'art. 68 della Costituzione - sia da destra che da sinistra ci siano " sospetti".

Dopo avere osservato come si presupponga, oggi in Italia, " che la magistratura sia mossa da accanimento preconcetto, da un lato; che l'uomo politico si sia fatto strada con mezzi d'ogni genere, inclusi quelli illeciti, dall'altro. Se si guarda la situazione con distacco, questo è ciò che appare come dato di fatto e le discussioni sui torti e le ragioni, come ormai l'esperienza dovrebbe avere insegnato, sono senza costrutto e dopo aver rilevato chil nostro ci illumina sul fatto che " Ci si accorge ora di quello che allora, nel 1993, fu un errore: invece del buon uso dell'immunità parlamentare, si preferì abolirla del tutto. Fu il cedimento d'una classe politica che non credeva più in se stessa. Ma il ripristino oggi suonerebbe non come la correzione dell'errore, ma come la presunzione d'una classe politica che non ama la legalità". Insomma dopo averci fatto sperare che la verità storica stia facendo strada anche nelle menti della sinistra, ecco la delusione finale. Questi sospetti, dice il sommo giurista, sono corretti, ognumo si tenga i suoi ed andiamo dunque allo sconto sulle riforme costituzionali. Sarà poi il referendum a decidere. Erode era un pivello, al confronto. A prescindere che un componente della Magistratura, e di che livello, si permetta di pontificare su aspetti politici sul massimo giornale italiano è una prova della verità che noi sosteniamo dal 1993: in Italia, piaccia o non piaccia, la Magistratura ha compiuto , con la complicità interessata di una parte della politica ( precisamente il PCI il quale aveva nlla Magistratura i suoi uomini, da sempre) ( non era infatti il comunista Giorgio Napolitano quel trembondo e vile Presidente della Camera che si prostitutì senza dignità alcuna davanti alle parole di un arrogante e poliziesco Borrelli ?) un golpe istituzionale perchè utilizzando notizie di reato certe, ma rifiutandosi di inquisire il PCI , abattendo in parte l'articolo 68 della Costituzione, ha di fatto instaurato in Italia, con la supremazia costituzionale della Magistratura sul Parlamento, una vera e propria dittatura della Magistratura e quindi della sinistra. Fino a che in Italia non si accetterà questa semplice verità e cioè :che i vari Napolitano, Fassino, Finocchiaro, D'Alema, Veltroni, Bersani, ecc dovevano essere condannati come Craxi, come Forlani , per il finanziamento illecito al PCI ( non dimenticando che una sempre vile DC aveva sottostato al ricatto comunista ed aveva accettato di promulgare una sanatoria penale per i reati commessi dal PCI incamerando fiumi di denaro sporco dall'ìUnione Sovietica, mai messi in bilancio) se ci fosse stata inj Italia una Magistratura onesta. Ci dica ora Zagrebelsky con quali denari e di quale provenienza il PCI finanziava fino al 1994 ed anche oltre le proprie campagne elettorali e quelle dei suoi uomini, Napolitano compreso? Forse con le vendite delle salamelle alle feste dell'Unità?
Fino a che in Italia non si sarà accettata una verità semplice: fu il PCI a sollecitare il golpe dei Magistrati, avendo in cambio l'impunità - questa sì che è una schifosa, immonda impunità -
e concedendo in cambio scranni parlamentari ai Magistrati complici del golpe ( vedi infatti con chi sono stati eletti in Parlamento i vari Di Poietro, Colombo, Violante, De Magistris, ecc). Infatti, scannando con la Magistratura il PSI di allora, il PCI di allora, la famosa " gioiosa macchina da guerra " di Occhetto, avrebbe facilmente conquistato il potere in Italia. A Zagrebelsky quindi obietto: non ci vogliono riforme costituzionali immediate, ma solo, egregio signore, il ripristino della costituxzione Italiana: il ripristino integrale dell'articolo 68. Poi per le riforme si vedrà: questa voltsa lo dico io: poi si vedrà, con chi e se dialogare.

giovedì 14 gennaio 2010

Di Pietro, Craxi e la sua esecuzione giudiziaria, Berlusconi e la riforma della giustizia

Abbiamo il Kameini, l'Ahmadenijak, il Saddam Hussein, la guida spirituale, la sibilla de casa nostra, colui che giudica quel che si può e quel che non si può dire, pensare, discutere, desiderare. Abbiamo trovato il nostro nuovo Duce e ce ne rallegriamo. Ora prima di parlare, scrivere, dialogare, pensare, riflettere, esporre, controbattere - altro che Cartesio col suo cogito ergo sum , altro che Socrate, altro che Platone- occorre, per evitare querele ,prima di pensare, di parlare, di esprimere una propria opinione, occorre, dicevo, avere l'autorizzazione da parte di Di Pietro. Altrimenti: denuncia. Costui denuncia tutti: se uno esprime una sua opinione che non combacia con quella sua, costui ti denuncia. Se uno, per esempio, dice che Di Pietro ha volutamente e scientemente perseguitato, ai tempi di Mani Pulite, solamente la DC e il PSI ma non ha voluto, ripeto VO LU TO , indagare pure il PCI (fermandosi al miliarduccio trovato nelle manine di Primo Greganti del PCI e " credendo" alle parole di costui che disse essere suoi quei soldi) Di Pietro, dicevo, prende e lo denucia. Se uno poi dice un'ovvietà che cioè ai vari ex Magistrati come Di Pietro, Maritati, Colombo, ecc il PCI promise una carriera politica nella propria squadra - come poi è avvenuto - e che tale ricompensa altro nome non merita che prezzo del killeraggio giudiziario compiuto da costoro per uccidere gli avversari del PCI, rischia addirittura l'arresto, credo. Non diciamolo, dunque, ma siamone ben certi. Perchè quel che ho scritto non sono opinioni, ma sono solo fatti storici. C'è qualcuno che osa esprime un'opinione contraria a quel che ordina Sua Maestà la guioda spirituale del Paese? Non sia mai, una denuncia e i Magistrati, suoi ex colleghi e suoi adoranti adepti, con velocità inusitata ti co dannano a pagare cifre da capogiro a Di Pietro. Insomma, Di Pietro dixit: la storia sono me. Forse abbiamo trovato la causa dell'ingolfamento della Giustiizia in Italia: altro che scarsezza di mezzi, altro che pochi Magistrati, altro che mancanza di personale, la colpa è di Di Pietro. Ha denunciato mezza Italia. Tra poco, però, dovrà denunciare anche se stesso. Per truffa alla storia ed alla verità.


Craxi combatteva l’arroganza e la corruzione del potere, riteneva necessaria l’inchiesta Mani pulite ed a costui, a Craxi si deve, non dimentichiamolo mai, il governo più duraturo della prima Repubblica, che ha coinciso con il periodo di maggiore vitalità e benessere del nostro paese, e di grande stima internazionale. Craxi mise in crisi il consociativismo catto--comunista, con supporto di laici e allineata stampa; tentò, invano, di modernizzare la sinistra e di sdoganò la destra, fuoriuscendo dalla pregiudiziale antifascista dell’arco costituzionale; varò il nuovo concordato fra Stato e Chiesa agendo nella scia culturale di un laicismo moderno, corretto e rispettoso e agì e vinse sulla scala mobile smaccando la triplice sindacale il cui pensiero avrebbe portato l'Italia ad una rovina economica certa, pensò ad una grande riforma istituzionale che riportasse al centro della politica la decisione, l’elezione diretta del leader, e alimentò la revisione storica, la passione nazionale e risorgimentale, il socialismo tricolore. Sigonella fu un mirabile esempio di sovranità nazionale che fece guardare con nuovo rispetto e stima e considerazione al nostro Paese, dopo decenni e decernni di servilismo passivo e umiliante, che forse costò caro a Craxi ed anche ad Andreotti. . Ciò non diminuisce di una virgola le sue responsabilità nell’Italia del malaffare, della partitocrazia e delle tangenti. Certo non fu lui a introdurre la corruzione politica e il finanziamento illecito dei partiti in Italia, già in uso grazie sopratutto al PCI ed alla sinistra democristiana sin dagli anni Cinquanta . Lui cercò solamente di non far schiacciare il proprio partito nella morsa economica compiacente e storica tra il Pci ( che a quel tempo, non dimentichiamolo, godeva ancora ed in misura enorme di sostegni economici dell’Est e aveva la rete delle coop anche finanziarie) e della Dc, che da sempre gestiva potere e sottopotere. A dieci anni dalla sua morte merita una via non solo a Milano , non solo ad Hammamet.

E' stata una vera e propria esecuzione giudiziaria compiuta dal POOL di Milano ( Di Pietro, Borrelli, Davigo, Gizi, Colombo, ecc ) ,in tre atti. Primo: il ritiro pretestuoso del passaporto. Secondo: la creazione a tavolino della figura del latitante. Terzo: celebrare i processi senza l’imputato, già dipinto come il Colpevole. Craxi non è mai scappato. . Craxi riconobbe le proprie responsabilità in Parlamento, il finanziamento illecito dei partiti, poi iniziò a collaborare con l’autorità giudiziaria. Mi riferisco ai colloqui con Di Pietro, un capitolo sottaciuto e rimosso. La storia, la storia giudiziaria di Craxi, doveva prendere un’altra piega. Quegli incontri, segreti, erano finalizzati al patteggiamento ma per l'unico reato di finanziamento illecito. Ma qualcuno si mise di traverso e i verbali di Craxi finirono sui giornali, la collaborazione fra Craxi ed il Pool si interruppe. E non certo per volontà di Craxi. Successivamente venne inventata la figura del latitante. Apparentemente attraverso un iter legittimo, in realtà attraverso un perverso e viziato predefinito schema studiato a tavolino da chi ne avrebbe tratto il massimo beneficio. La magistratura milanese si sentiva forte e voleva portare alle estreme conseguenze lo scontro con il potere politico. Così, una volta sciolto il Parlamento, fu adottata la misura collettiva del divieto di espatrio per gli ex parlamentari sulla base di inesistenti pericoli di fuga.
Craxi stava male, stava ad Hamamet, non poteva rientrare in Italia, ma si pretese ugualmente la riconsegna di tutti i passaporti. Il 12 maggio ’94 la Digos bussò al campanello di casa Craxi a Milano. Ovviamente Craxi non c’era ,tutti lo sapevano benissimo, ma i giornali facevanocircolare voci incontrollabili: si diceva che fosse fuggito, che avesse nascosto chissà quali tesori, che avesse falsificato i documenti, anche perché su uno dei passaporti restituiti c’erano delle macchie di inchiostro. Insomma, si utilizzò strumentalmente il passaporto per provocare la latitanza di Craxi. Che arrivò un anno dopo, a luglio ’95, con l’ordine di cattura per le tangenti della Metropolitana milanese. La latitanza "inventata" partorì la sua creatura perfetta: l’ex presidente del Consiglio latitante. La storia era già finita, ma il processo - e questo è il segno della massima inciviltà che l'Italia ha dato di se stessa nella circostanza - doveva ancora iniziare.
Certo: Craxi fu sepolto sotto una valanga di ordini di custodia e poi di processi: Eni-Sai, Metropolitana, Enel, Ambrosiano, Enimont. A differenza degli altri partiti, nei quali il segretario politico godeva dello schermo del segretario amministrativo ( Citaristi , Greganti, ecc) cui era demandata l’attività di gestione e reperimento, anche illecito, delle risorse, a causa della morte del tesoriere Vincenzo Balzamo, il 2 novembre ’92, Craxi ereditò in toto le responsabilità del Psi. Che accettò, è bene ricordarlo, limitatamente al fenomeno del finanziamento illecito, respingendo ogni coinvolgimento in fatti di corruzione.
Poi sono arrivate le condanne, anche pesanti, per corruzione, a grappolo. L’indagine unica, che nell’ideale sviluppo di una corretta dialettica di collaborazione con l’autorità giudiziaria, avrebbe potuto e dovuto portare ad un patteggiamento per il finanziamento illecito, da sempre ammesso, ipotesi peraltro inizialmente condivisa con lo stesso Di Pietro, si spaccò. Si frammentò in innumerevoli processi per corruzione che si celebravano contemporaneamente anche nello stesso giorno. Comunque, non fu mai dimostrato un solo episodio in cui Craxi abbia partecipato ad accordi illeciti per l’assegnazione di appalti .Ed il processo Cusani, celebrato fra il ’93 e il ’94 in un clima pesantissimo, gettò le basi per consentire ad una vergognosa Magistratura politicizzata ed anche prezzolata con promesse di incarichi poi mantenute, di maramaldeggiare nella costruzione delle accuse. Risultò devastante. Di Pietro divenne un eroe nazionale e il processo penale uno spettacolo. Allo stesso Di Pietro non parve vero. Ne fece una istruttoria dibattimentale “globale”, senza il contraddittorio delle parti interessate, dunque senza la difesa, e lo riversò integralmente negli altri processi. Dove i dichiaranti sfilavano avvalendosi della facoltà di non rispondere e gli atti venivano acquisiti formando la prova di colpevolezza. Dovette intervenire il legislatore costituzionale a porvi rimedio. Anche quella riforma , quella del giusto processo e del sacrosanto diritto alla difesa, la si deve a Craxi. Craxi aveva diritto ad essere riabilitato in vita. Invece gli venne negato prima il diritto di difendersi in un giusto processo e poi quello di curarsi. Lui non scappò ma tentò semmai di sottrarsi al clima infame e di linciaggio quotidiano, anche fisico, cui era sottoposto, riparando nella più accogliente Tunisia.
Aspetto la denuncia da parte del Komeini nostrano.




La Corte Costituzionale ha deciso che se ad un imputato l'accusa contesta " ulteriori o diversi" capi di imputazione a processo ormai avanzato, a costui spetta di poter utilizzare tutti gli strumenti giuridici previsti dalla Legge vigente e dei quali ciascun imputato può usufruire, ma solo " prima" che il suo processo sia iniziato. Il Governo non può che eseguire la decisione della Suprema Corte e proprorre un termine - 30, 45,60,90 giorni o quel che il Parlamento deciderà - per attuare questa norma così sfacciatamente ed elementarmente doversosa. Per tutti, meno che per il centrosinistra. Bersani, povero ridicolo, vede anche in questo, una legge ad personam.
Questa, oggi, è la sinistra, disgraziatamente: strepitare " contro" questa misura, significa creare volutamente imputati di serie A ed imputati di serie B. La sinistra, per dare soddisfazione al suo Killer di fiducia, non fa altro che annegare nel ridicolo e rinnegare la propria storia fatta, lo ricordo, di una battaglia cinquantennale per i diritti umani e per la parità dei soggetti.



Sembra complicato ragionare di Giustizia, ma non lo è se non ci si vuole nascondere dietro la solita veste farisaica, dietro la dilagante ipocrisia, dietro una visione dei fatti non leale ma vista e letta con lo strabismo dell'ideologia.Tra riforma, legge processi brevi e legge blocca processi ormai non si capisce più nulla. Il caos deriva dal fatto che né la maggioranza né l’opposizione parlano con chiarezza e senza infingimenti ipocriti. Le cose stanno così: da una parte c’è il disastro giustizia. Tutti, a parte i magistrati, concordano che il problema esiste e che va risolto attraverso una riforma radicale. Sono decenni che lo si dice ma non lo si fa mai perché la casta dei magistrati è potente e fa paura e ricatta. Dall’altra parte c’è il problema Silvio Berlusconi, braccato da alcune procure e ormai sull’orlo di capitolare sotto il peso di sentenze politicamente infamanti. È questione di mesi, c’è la necessità di intervenire con provvedimenti d’urgenza che mettano al riparo Berlusconi in attesa che una riforma vera rimetta un po’ d’ordine e faccia, per l’appunto, un po’ di giustizia. Per questo la maggioranza ha fretta di approvare prima i provvedimenti d’emergenza, per questo l’opposizione si dice disponibile solo alla riforma, che avendo inevitabilmente tempi lunghi arriverà in porto solo quando i tribunali si saranno già cotti a puntino, come piace a loro, il premier eletto dal popolo. Detta così sembrerebbe aver ragione chi sostiene che tutto questo caos è solo perché Berlusconi vuole sottrarsi alla giustizia. Non è così. E allora raccontiamo di nuovo tutta la infinita storia Berlusconi-giudici. Si inizia con la scena del presidente del Consiglio che deve dimettersi per un avviso di garanzia che gli hanno notificato a Napoli e che poi, ma dopo decenni, si rivelerà solo una " montatuta dei giudici". Ma intanto quel Governo si dovette dimettere e l'elettore fu turlupinato. Ma Berlusconi anzichè fuggire a Santo Domingo continua nella politica, si ripresenta ed è il più votato e rivince e torna al governo. Da quel momento le sue aziende subiscono migliaia di perquisizioni, lui personalmente è destinatario di oltre cento provvedimenti giudiziari, la maggior parte dei quali non superano neppure il primo vaglio. Ma intanto il danno d’immagine e politico è enorme. Quello economico pure (tra avvocati e consulenze a tutt’oggi ha sborsato sessanta milioni di euro). Per lui e solo per lui,avere società all’estero diventa ipso facto un reato, come solo lui non poteva non sapere tutto ciò che facevano i suoi collaboratori. In un caso, il processo Mills, un presunto reato viene posdatato dal pm di due anni per evitare che il processo finisca in prescrizione.
Ma a un certo punto lo indagano pure come capo mafia e mandante di stragi. Per due volte viene completamente prosciolto ancora prima del processo ma intanto il fango resta. E non solo quello. Non contenti i magistrati ci provano una terza volta e interrogano in mondovisione un feroce killer, Spatuzza, che lo indica come il referente di Cosa nostra. Poche ore dopo il picciotto viene sbugiardato dal suo padrino. Ma in giro per il mondo si ricordano solo la prima falsa confessione. Di fronte a tutto ciò il presidente del Consiglio imbocca la via maestra. Una legge che ripristini l’immunità durante il mandato alle più alte cariche dello Stato, così come avevano voluto i padri della Costituzione per bilanciare lo strapotere della magistratura sulla politica. Per due volte il Parlamento approva il Lodo, per due volte il presidente della Repubblica lo sottoscrive, per due volte la casta dei magistrati, attraverso la Corte Costituzionale (dove i membri di sinistra sono in maggioranza) lo respinge al mittente.Questo, in sintesi, è la storia Berlusconi - Magistrati. Le leggi ad personam sono l’unica risposta che resta a un accanimento giudiziario ad personam. Si chiama legittima difesa. E' il rispetto della volontà degli elettori.

Gaetano Immè

sabato 9 gennaio 2010

Rosarno, le ipocrisie e le mancanze


Quanto accaduto a Rosarno e, sopra tutto, le opinioni espresse dal segretario del PD ( il quale non ha saputo dire altro che addossare la responsabilità di quanto accaduto al governo di centro destra e segnatamente al fatto che esiste , sull’argomento, la Legge Bossi-Fini)meritano qualche scarno commento.
Tralascio volutamente l’aspetto strettamente politico, perché non merita tempo ed attenzione un Segretario politico che tace su argomenti importanti della vita del Paese oppure si limita a dire ovvietà ma senza mai prendere una decisa posizione culturale e politica.
Breve storia per chi ha bisogno di Memoril, Bersani compreso . In Italia sono state promulgate svariate Leggi che hanno tentato, nel succedersi dei tempi e degli eventi, di regolamentare l’immigrazione sotto i vari aspetti. Ecco dunque la Legge 30 dicembre 1986, n. 943, alla quale è succeduta poi la Legge 28 febbraio 1990, n. 39 , detta Legge Martelli, riveduta e corretta con il successivo Decreto Legge 18 novembre 1995, n. 489. A queste Leggi seguì poi la famosa Legge Turco-Napolitano del 6 marzo 1998, n. 40, seguita dalla Legge 30 luglio 2002 n° 189 , detta Legge Bossi-Fini.

Ma mentre tutte le altre Leggi non hanno ricevuto l’orda di proteste da parte della Magistratura e dalla Chiesa – trattandosi le prime tre di leggi varate dal PSI dell’epoca e la Turco Napolitano dallo stesso centrosinistra – contro la Bossi-Fini si è scatenata una vera e propria guerra. Da parte della Magistratura, da parte della Chiesa e quindi da parte dell’opposizione, sono state sollevate tutta una serie, più o meno valide, di eccezioni di incostituzionalità che ne hanno di fatto compromesso il corretto e previsto funzionamento.

Proprio per questa carenza, il susseguirsi degli eventi hanno maturato nella coscienza degli italiani, la necessità di introdurre anche in Italia quel resto di clandestinità che già vige in molti altri Paesi, sia Europei che extra europei.


Così con i DDL così detto “ sicurezza” del Luglio 2009, il Governo ha introdotto questo reato, ma il provvedimento è stato subito avversato, per motivi diversi, sia dai Magistrati ( vedi ANM e Consiglio Superiore), sia dal Vaticano e le eccezioni di incostituzionalità ne hanno ostacolato l’applicazione e praticamente hanno di fatto “ congelato” la sua pratica applicazione.

Questo discorso ci riporta al nocciolo della questione, che è il concetto del termine “ accoglienza “, del termine “ integrazione”.

La posizione al riguardo fino ad oggi dominante nel centrosinistra ( vedi Boeri, Sartori, la stessa Chiesa, ecc) è stata quella di negare il problema. Come se il problema, quello dell’immigrazione irregolare islamica non esistesse.
Voglio a ragion veduta lasciare da parte i jihadisti e i loro simpatizzanti., ma mi preme osservare al riguardo che i confini che separano i tradizionalisti militanti (contrari all'uso della violenza) e i simpatizzanti del jihadismo ( che usano la violenza) sono fluidi, incerti e, probabilmente trasversali.
In realtà ignorare o, peggio, fingere di ignorare che esiste una porzione di musulmani integrati e che esiste anche - ed in numero ben maggiore della prima - una porzione di immigrati non integrati e che questa seconda fetta possa facilmente influenzare la precedente è francamente da ciechi e da irresponsabili E’ quanto accade in tutti i Paesi Europei che vivono la stessa nostra situazione.
Tanto più che l’immigrazione irregolare, islamica o meno, comporta un interesse diretto della nostra dilagante criminalità, interesse forse ben maggiore di quello dell’imprenditoria ad utilizzare personale irregolare sottopagato.
Non c’è consenso nazionale neanche sul fatto che i clandestini vadano respinti. Da un lato, ci sono settori (xenofobi in senso proprio) della società che non riconoscono l’esistenza di una linea netta fra clandestini e regolari , essendo essi contro tutti gli immigrati. Dall’altro ci sono gli pseudo democrat e teodem che confondendo l’ipocrisia con i comandamenti divini, ritengono doveroso solo accogliere tutti, clandestini o regolari. Ma tracciare una linea netta non interessa, ovviamente, neanche ai fautori dell’accoglienza indiscriminata.
Ci sono solo troppi preti che cianciano di accoglienza senza mettere mai paletti, così come ci sono anche operatori istituzionali che ci mettono del loro. Un certo numero di magistrati, ad esempio, ha deciso che il reato di clandestinità è incostituzionale.
Se così fosse, quella sentenza stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato, quello italiano, non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «labile». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no.
Se quindi una legge – quella sul reato di clandestinità- regolarmente approvata dal Parlamento dovesse essere cancellata perché ritenuta incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione Italiana non consentirebbe allo Stato italiano il controllo del proprio territorio.
E ridicolo sarebbe controbattere citando il trattato di Schengen, che consente ai cittadini d’Europa di circolare liberamente nei Paesi europei aderenti. Schengen, infatti, è frutto di un accordo volontario fra governi e, proprio per questo, non intacca il principio della sovranità territoriale.
Poiché nulla meglio delle micro-situazioni getta luce sui macro-fenomeni, si guardi a che cosa davvero intendono per «integrazione» certi partiti politici. Ciò che accade, ormai da decenni, in molte scuole, durante le feste natalizie è rivelatore. Ci sono maestri ( ? ) che hanno scelto di cancellare il presepe e gli altri simboli natalizi, lanciando così agli immigrati non cristiani ed ai nostri nipotini la consapevolezza che noi siamo un popolo senza valori o, se li abbiamo, essi contano così poco ai nostri occhi che non abbiamo difficoltà a metterle sotto il tappeto per venerare le tradizioni ed i valori altrui.
Questa sottospecie di educatori , ma metteteci dentro anche i Bersani, le Bindi, i Bagnasco, i Boeri,i Sartori, i Flores D’Arcais, così facendo preparano il terreno per futuri scontri di civiltà.

Perché nessuno ci ha detto ancora il movente che ha spinto quegli abitanti di Rosarno a “ sparare” ( e, si badi bene, ad aria compressa, non a pallottole vere !) a questi irregolari ? Perché la stampa organica alla sinistra non si pone il problema di questo perché ( come accadde a Castelvolturno, la stessa cosa, ma fa comodo non ricordare, vero, Bersani?) ma ipocritamente indica la matrice della rivolta nei pochi soldi guadagnati, nella miseria della vita, ecc. Troppo facile dare agli altri la responsabilità che invece è propria. Guadagnano poco? E allora, perché restano? Vivono male? E allora perché stanno qui? Perché insomma preferiscono l’Italia xenofoba, razzista, che li paga quattro soldi e li fa vivere nelle baracche alla Spagna o alla Francia? Si attendono rispote. Da Bersani, dai Santoto, dai Di Pietro, dai Boeri, dai Sartori, dalle Serracchiani, dalle Bindi e dai preti.

Gaetano Immè