Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 9 gennaio 2010

Rosarno, le ipocrisie e le mancanze


Quanto accaduto a Rosarno e, sopra tutto, le opinioni espresse dal segretario del PD ( il quale non ha saputo dire altro che addossare la responsabilità di quanto accaduto al governo di centro destra e segnatamente al fatto che esiste , sull’argomento, la Legge Bossi-Fini)meritano qualche scarno commento.
Tralascio volutamente l’aspetto strettamente politico, perché non merita tempo ed attenzione un Segretario politico che tace su argomenti importanti della vita del Paese oppure si limita a dire ovvietà ma senza mai prendere una decisa posizione culturale e politica.
Breve storia per chi ha bisogno di Memoril, Bersani compreso . In Italia sono state promulgate svariate Leggi che hanno tentato, nel succedersi dei tempi e degli eventi, di regolamentare l’immigrazione sotto i vari aspetti. Ecco dunque la Legge 30 dicembre 1986, n. 943, alla quale è succeduta poi la Legge 28 febbraio 1990, n. 39 , detta Legge Martelli, riveduta e corretta con il successivo Decreto Legge 18 novembre 1995, n. 489. A queste Leggi seguì poi la famosa Legge Turco-Napolitano del 6 marzo 1998, n. 40, seguita dalla Legge 30 luglio 2002 n° 189 , detta Legge Bossi-Fini.

Ma mentre tutte le altre Leggi non hanno ricevuto l’orda di proteste da parte della Magistratura e dalla Chiesa – trattandosi le prime tre di leggi varate dal PSI dell’epoca e la Turco Napolitano dallo stesso centrosinistra – contro la Bossi-Fini si è scatenata una vera e propria guerra. Da parte della Magistratura, da parte della Chiesa e quindi da parte dell’opposizione, sono state sollevate tutta una serie, più o meno valide, di eccezioni di incostituzionalità che ne hanno di fatto compromesso il corretto e previsto funzionamento.

Proprio per questa carenza, il susseguirsi degli eventi hanno maturato nella coscienza degli italiani, la necessità di introdurre anche in Italia quel resto di clandestinità che già vige in molti altri Paesi, sia Europei che extra europei.


Così con i DDL così detto “ sicurezza” del Luglio 2009, il Governo ha introdotto questo reato, ma il provvedimento è stato subito avversato, per motivi diversi, sia dai Magistrati ( vedi ANM e Consiglio Superiore), sia dal Vaticano e le eccezioni di incostituzionalità ne hanno ostacolato l’applicazione e praticamente hanno di fatto “ congelato” la sua pratica applicazione.

Questo discorso ci riporta al nocciolo della questione, che è il concetto del termine “ accoglienza “, del termine “ integrazione”.

La posizione al riguardo fino ad oggi dominante nel centrosinistra ( vedi Boeri, Sartori, la stessa Chiesa, ecc) è stata quella di negare il problema. Come se il problema, quello dell’immigrazione irregolare islamica non esistesse.
Voglio a ragion veduta lasciare da parte i jihadisti e i loro simpatizzanti., ma mi preme osservare al riguardo che i confini che separano i tradizionalisti militanti (contrari all'uso della violenza) e i simpatizzanti del jihadismo ( che usano la violenza) sono fluidi, incerti e, probabilmente trasversali.
In realtà ignorare o, peggio, fingere di ignorare che esiste una porzione di musulmani integrati e che esiste anche - ed in numero ben maggiore della prima - una porzione di immigrati non integrati e che questa seconda fetta possa facilmente influenzare la precedente è francamente da ciechi e da irresponsabili E’ quanto accade in tutti i Paesi Europei che vivono la stessa nostra situazione.
Tanto più che l’immigrazione irregolare, islamica o meno, comporta un interesse diretto della nostra dilagante criminalità, interesse forse ben maggiore di quello dell’imprenditoria ad utilizzare personale irregolare sottopagato.
Non c’è consenso nazionale neanche sul fatto che i clandestini vadano respinti. Da un lato, ci sono settori (xenofobi in senso proprio) della società che non riconoscono l’esistenza di una linea netta fra clandestini e regolari , essendo essi contro tutti gli immigrati. Dall’altro ci sono gli pseudo democrat e teodem che confondendo l’ipocrisia con i comandamenti divini, ritengono doveroso solo accogliere tutti, clandestini o regolari. Ma tracciare una linea netta non interessa, ovviamente, neanche ai fautori dell’accoglienza indiscriminata.
Ci sono solo troppi preti che cianciano di accoglienza senza mettere mai paletti, così come ci sono anche operatori istituzionali che ci mettono del loro. Un certo numero di magistrati, ad esempio, ha deciso che il reato di clandestinità è incostituzionale.
Se così fosse, quella sentenza stabilirebbe solennemente che ciò che abbiamo sempre creduto uno Stato, quello italiano, non è tale, che la Repubblica italiana è una entità «labile». Che cosa è infatti il reato di clandestinità? Nient’altro che la rivendicazione da parte di uno Stato del suo diritto sovrano al pieno controllo del territorio e dei suoi confini, della sua prerogativa a decidere chi può starci legalmente sopra e chi no.
Se quindi una legge – quella sul reato di clandestinità- regolarmente approvata dal Parlamento dovesse essere cancellata perché ritenuta incostituzionale, ne conseguirebbe che la Costituzione Italiana non consentirebbe allo Stato italiano il controllo del proprio territorio.
E ridicolo sarebbe controbattere citando il trattato di Schengen, che consente ai cittadini d’Europa di circolare liberamente nei Paesi europei aderenti. Schengen, infatti, è frutto di un accordo volontario fra governi e, proprio per questo, non intacca il principio della sovranità territoriale.
Poiché nulla meglio delle micro-situazioni getta luce sui macro-fenomeni, si guardi a che cosa davvero intendono per «integrazione» certi partiti politici. Ciò che accade, ormai da decenni, in molte scuole, durante le feste natalizie è rivelatore. Ci sono maestri ( ? ) che hanno scelto di cancellare il presepe e gli altri simboli natalizi, lanciando così agli immigrati non cristiani ed ai nostri nipotini la consapevolezza che noi siamo un popolo senza valori o, se li abbiamo, essi contano così poco ai nostri occhi che non abbiamo difficoltà a metterle sotto il tappeto per venerare le tradizioni ed i valori altrui.
Questa sottospecie di educatori , ma metteteci dentro anche i Bersani, le Bindi, i Bagnasco, i Boeri,i Sartori, i Flores D’Arcais, così facendo preparano il terreno per futuri scontri di civiltà.

Perché nessuno ci ha detto ancora il movente che ha spinto quegli abitanti di Rosarno a “ sparare” ( e, si badi bene, ad aria compressa, non a pallottole vere !) a questi irregolari ? Perché la stampa organica alla sinistra non si pone il problema di questo perché ( come accadde a Castelvolturno, la stessa cosa, ma fa comodo non ricordare, vero, Bersani?) ma ipocritamente indica la matrice della rivolta nei pochi soldi guadagnati, nella miseria della vita, ecc. Troppo facile dare agli altri la responsabilità che invece è propria. Guadagnano poco? E allora, perché restano? Vivono male? E allora perché stanno qui? Perché insomma preferiscono l’Italia xenofoba, razzista, che li paga quattro soldi e li fa vivere nelle baracche alla Spagna o alla Francia? Si attendono rispote. Da Bersani, dai Santoto, dai Di Pietro, dai Boeri, dai Sartori, dalle Serracchiani, dalle Bindi e dai preti.

Gaetano Immè

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