Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 26 febbraio 2010

Spunti da disgusto

Vorrei che i Signori Bersani, Cialente, Mezzopane, Carlomagno, Lolli Giovanni e Lolli Mattia e tutti i partecipanti alla " cariolata" dell'Aquila, si ricordassero che, come l'amore, come l'amicizia, anche la solidarietà non è cosa che si può pretende e che, nel caso non si riceva come sperato, si debba iscenare manifestazioni di protesta, alzando pugni più o meno chiusi e sopratutto urlando improperi contro... il Governo, perchè si tratta di sentimenti spontanei che o si ricevono - se si meritano - oppure ti attacchi e tiri forte. E basta. E agli abitanti dell'Aquila, che si fanno prendere per i fondelli dai sunnominati signori, vorrei ricordare che la loro protesta li rende anche odiosi e fastidiosi a tutti quelli che li hanno aiutati con grande partecipazione. Vivono in case dopo dieci mesi dal terremoto. Le case del centro storico devono ancora essere ricostruite. E dove sta il loro problema? Ma vadano a quel paese, anzi vadano a vedere come stanno quei terremotati di trenta anni fa in Basilicata - visto il servizio di Striscia di ieri l'altro ?- quelli dell'Umbria, quelli del Belice, quelli dell'Irpinia. Vadano e si vergognino. Non Bersani e gli altri menzionati. Non hanno la capacità di vergognarsi, perchè si vergogna solo chi ha la capacità di capire la bassezza di quello che sta facendo.

Due nomi, altri due, da non dimenticare mai: Simonetta Gandus e Fabio De Pasquale. Due magistrati. La prima ha presieduto il guidizio di secondo grado contro l'avvocato Mills, il secondo è il P.M. che da decenni da la caccia al solo Silvio Berlusconi. Dopo la condanna di Mills in primo grado - la posizione di Berlusconi, imputato di corruzione, era stata stralciata - la Gandus, si esibisce in maniera sinceramente oscena , disgustosa, certamente facendo non certo onore ma molto disonore- se ancora il vaso non fosse colmo - alla Giustizia ed alla Magistratura italiana , dimostrando la sua parzialità - invece della sua costituzionale richiesta terzietà - ed il suo livore politico contro l'imputato Berlusconi.
Infatti contrariamente al dettato Costituzionale e del Codice Civile italiano:
1. NON ammette alcun teste della difesa;
2. ammette solo i testi dell'accusa;
3. acconsente ad un calcolo del PM sulla data di prescrizione del reato , fuori da ogni logica,
semplicemente assurdo e fuori dal codice civile;
4. non prende in considerazione tutta una serie di documenti che comprovano come i 600.000
Dollari a Mills pervennero da altri soggetti ( per la precisione da Attanasio, un armatore);
5.non ha alcuna prova dell'entrata di questi famosi 600.000,00 dollari sui conti di Mills
provenienti da Berlusconi o sue società o persone.
Uno scandalo giuridico. Una schifezza. Vi è di più. Molto di più. Questo processo, incardinato a fatica nel 2006, con l'avvicinarsi delle elezioni politiche ( poi vinte per quattro voti dal centrosinistra) dimostra che la Giustizia, quando ne ha interesse, funziona: se si tratta di processare Berlusconi la giustizia " sembra" funzionare. Quattro anni per tre, dico tre ,gradi di giudizio, quando in media in Italia un processo penale dura almeno cinque anni per il primo grado. Un secondo grado, l'appello, durato tre, dico t r e mesi, agosto compreso. La decisione di secondo grado è stata depositata in quindici giorni anzichè in novanta come prevede la legge e come tutti i PM fanno. Non vi è il " corpo" del reato ( la prova del versamento proveniente da Berlusconi sui conti di Mills), ma solo ipotesi " contra legem". Tipo quella per cui " sui conti di Mills sono stati ricevuti diversi milioni di dollari fra i quali si ritiene esserci anche i 600.000....".

Insomma, una grande premura, una furia ossessiva perchè la sinistra e la compiacente magistratura dovevano impiccare la reputazione di Berlusconi alla condanna come corrotto di Mills. Così avrebbero potuto almeno sostenere che, pur in presenza di prescrizione, Berlusconi era colpevole di corruzione. Perchè Mills pur avendo beneficiato della prescrizione, era comunque un corrotto. E se vi è un corrotto, Berlusconi è sicuramente il corruttore. A prescindere, come Totò.

Voglio leggere bene le " motivazioni" della Cassazione prima di commentare. Le interpretazioni ingannevoli le lascio ai soliti republicones, forcaioli, boia, mefisti.

Vi siete mai chiesti cosa significa " prescrizione"? Significa che quel " reato" non ha più alcun interesse ad essere provato e perseguito. Questo, sempre che il reato ci sia stato. Questo significa che il processo Mills- Berlusconi non doveva neanche essere istruito o cominciare. Per farlo incardinare, "contra legem " e " contra personam" ( altro che " ad personam ") , sia Gandus che De Pasquale hanno commesso dei veri e propri abusi o illegalità. Bisogna attendere il deposito della sentenza per capire bene cosa ha deciso la Cassazione. Se ha farisaicamente e vilmente deciso solo di distruggere i teoremi schizzofrenici ed assurdi di gente come Gandus e De Pasquale sul termine della prescrizione o se ha avuto animo, onestà e coraggio per affrontare " anche" tutti gli altri aspetti di questo processo non dico " farsa" ma quanto meno "irrituale". Repubblica, Il Fatto, i boia, gli Inquisitori, lo sapete, non hanno bisogno di documenti e di sentenze: fanno tutto da loro, accusa senza difesa, verdetto ed esecuzione, sopratutto sommaria. Anche stavolta, come sempre.


De Pasquale, il P.M. che lavora solo per incastrare solo Berlusconi - che esistano anche veri delinquenti, assassini, mafiosi, pedofili ecc a lui non interessa proprio- è quel fior fiore di Magistrato che ha fatto suicidare in carcere Gabriele Cagliari nel 1994 . Aveva promesso di farlo uscire dal carcere dopo le confessioni. Ma " se ne dimenticò" , per mesi e mesi, perchè, " doveva partire per le ferie". E', costui, anche quel fior fiore di Magistrato che costruì faticosamente ed a spese nostre, ca va sans dire, una specie di j'accuse contro Roberto Formigoni, per il quale ricevette un sonoro ceffone in piena faccia, con una roboante assoluzione con formula piena del Formigoni. La Gandus è l'anima della Magistratura che più a sinistra non si può. Da piazza e da corteo. Altro che quisquilie di Magistrati terzi, altro che equidistanza, altro che cretinate di Costituzione. Ridicolmente ancora oggi, una tifosa di quel comunismo che ovunque ha fallito. Aspettiamo e vedremo la verità, che non è certo quella di Repubblica. Lo non è mai stata, figurarsi stavolta.

In seguito a quanto sopra, scaturisce però una serie di osservazioni politiche, giuridiche e sociali di primo'ordine. Dunque questo processo Mills-Berlusconi nacque , guarda caso, nell'anno 2006, poco prima delle elezioni politiche tenute in quell'anno. Il processo fu pomposamente annunciato tramite i soliti giornali quasi insieme all'outing, anch'esso famoso , di Paolo Mieli sul Corriere della Sera, quando il Direttore , l'uomo dal pentimento facile, quello che prima firmò il famoso manifesto per far assassinare - come difatti poi avvenne - l'innocente Commissario Calabresi e che poi se ne penti' pubblicamente dopo anni ed anni ( forse perchè stava per entrare nel grande giro della stampa italiana " che conta", chissà per quali meriti ), colui che dice " è così ma può essere anche colà", il maestrro del cerchiobbottismo d'accatto che , con un altissimo senso della sua funzione di giornalista - che dovrebbe dare le notizie non interpretarle a modo suo - dichiarò in un " famoso editoriale" del Corrierone - che tra poco dovrà essere riconsegnato ad Angelo Rizzoli al quale fu " rubato" da chi oggi lo possiede - invitò a votare per Prodi. Con lui i Corriere della Sera era diventato la succersale delle Procure ed andava a traino dell'Unità. Questi due eventi costarono all'Italia un Governo (?) Prodi per quattro voti quattro,un Governo che si resse sui centenari senatori a vita e sui senatori eletti all'estero - come l'indimenticabile Pollaro - con imbrogli elettorali inerarrabili. Dunque processo Mills e Mieli convinsero quei pochi incerti e l'italia si beccò quel Governo ciurmaiolo e piazzaiolo, che riuscì a resistere non più di diciottomesi . Ed anche nel 1994 successe la stessa cosa: il Pool dei manettari ( Di Pietro, Borrelli, Davigo, Colombo...) emisero a carico di Berlusconi un avviso di garanzia - per la famosa SME che Prodi voleva praticamente regalare per quattro baiocchi al l'imprenditore svizzero De Benedetti, truffa che fu sventata proprio dall'intervento di Berlusconi, Buitoni e di altri industriali italiani - che contribuì in maniera decisa a far cadere quel governo di centrodestra eletto dal popolo. Per queste ultime accuse Berlusconi otterrà poi un'assoluzione completa e totale solo nel 2001, dopo sette anni, ma intanto il suo Governo era caduto e la sinistra aveva occupato con i suoi scherani , Palazzo Chigi. Pensate dunque a quanto sia stolta, ipocrita, delinquenziale ed antigiuridica la frase di rito, abusata dagli ipocriti sinistri, " Berlusconi si deve difendere " nel processo " e non "dal processo". Cioè: tu ti inventi letteralmente un'accusa ed io mi devo difendere? Questa è un inversione dell'onere della prova che va contro la logica, contro la Costituzione, contro ogni sia pur minima regola del vivere civile. Questo è un classico detto " COMUNISTA". Pensateci bene: proprio come avveniva quando all'est tutti erano controllati e spiati: Stasi, Kgb, ecc. Bastava accusare una persona, anche senz prove, e quella persona era finita, morta ( vedi recente film" La vita degli altri"). In Italia, poi, la strada era stata facilitata dal golpe giudiziario del 1992/1993 che consenti' appunto ad un manipolo di banditi-Magistrati di cambiare l'articolo 68 della Costituzione rendendo così il nostro Parlamento e tutte le nostre Istituzioni soggette al ricatto della Magistratura . Così anche per le registrazioni: loro vogliono le registrazioni come sono, cioè a strascico, come le reti da pesca. Io ti spio anche se non ho alcun reato da contestarti. Vedremo se da qualche tua parola, da qualche tuo sospiro telefonico verrà fuori qualcosa. Poi io ti accuso anche senza prove, ma tu devi difenderti nel processo e non dal processo. Intanto passano gli anni e nel frattempo il voto popolare è bello che scippato. Al governo sale chi NON E' STATO MAI VOTATO ED ELETTO DAL POPOLO. Questa è la loro raffinatatezza giuridica, loro e di quei Magistrati che lavorano per loro. Questa è la " nuova società" che vorrebbero i Di Pietro, i De Magistris, i Colombo, i Violante, i Caselli, i Ber"nani", i Santoro, i Travaglio, ecc. Così per loro va bene: basta oggi un'incriminazione , magari inventata di sana pianta - come quella dell'avviso di garanzia del 1994, per fare un solo esempio - e il Governo eletto cade. Che pacchia! E che schifo! E le elezioni vanno a finire a schifio. E così anche per questo processo: esso non doveva neanche iniziare, per prescrizione, invece iniziò. Contribuendo senz'altro a determinare una seppur risicata e striminziata vittoria elettorale , anche se di Pirro, della sinistra di Prodi. Avete capito, Signori ? Si o no? E ditemi, ma chi paga tutto questo? Nessuno: nè i Magistrati , perchè vengono promossi in politica per " servizi resi" alla sinistra ( vedi Di Pietro, vedi De Magistris, vedi Maritati, vedi Emiliano, vedi Nicastro, vedi Finocchiaro, vedi Ayala, vedi Colombo), non i Magistrati - dicevo - perchè i comunisti affossarono , d'accordo con la DC di quegli anni, con la famigerata legge -truffa Vassalli , lo strepitoso risultato referendario che introduceva finalmente anche in Italia la responsabilità civile e penale dei Magistrati per loro colpa o dolo, nè tanto meno pagheranno i giornali ed i giornalisti golpisti. Chi paga è solo il popolo. Infatti tutto questo serve alla sinistra solo per prendere per il sedere il popolo, per truffargli il voto, per farsene sovieticamente beffe. Oggi in Italia è stata introdotta la " class action": non è che tutti noi di centrodestra possiamo denunciare la Magistratura?

Sono passati GIà quindici giorni da quando, con clamore mediatico senza pari, scoppiò il caso di Bertolaso, il caso della Protezione Civile. Tanta polvere era stata alzata in quella circostanza, polvere che oggi, dopo quindici giorni, si è diradata e permette di vedere meglio e con più nitidezza cosa resta di quelle accuse, cosa è veramente venuto fuori . Vediamolo insieme.

Intanto si è chiaramente capito che la " cricca"( Anemone, De Santis, Balducci e Della Giovampaola) operava da ciurma da anni ed anni e non certo sotto solo Bertolaso. Osservo poi come i Magistrati di Firenze stiano utilizzando modi indegni di un Paese Civile come l'Italia. Leggo che dopo gli interrogatori di due dei quattro della " cricca" i Magistrati scrivono che " costoro non dimostrano alcuna comprensione del loro delinquenziale operato...". Questo perchè i due , Balducci e De Santis, fanno quello che la Costituzione consente loro di fare: difendersi, dire che sono estranei ad atti corruttivi. Così ecco la nostra grande Masgistratura, quella degna di Di Pietro, di De Magistris, di Tortora, di Mannino, di Spatuzza, di Ciancimino, quella indegna di un Paese civile, dire praticamente " tu non accetti le mie teorie e io ti tengo in carcere e butto la chiave ". Metodo Di Pietro, copyright Mani Pulite. Il carcere come tortuta fisica e morale per farti ammettere anche quel che non è vero. Come con Mills, come con Cagliari, come con tanti altri. Quì, in questi casi- torture corporali e morali e simili democratiche raffinatezze- i Di Pietro, i De Magistris, i Magistrati sono proprio degli esperti. Inoltre, sono passati quindici giorni, e non ho minimamente sentito parlare dello o dei contratti di appalto che la " cricca" avrebbe fatto avere ad amici in violazione a norme esistenti. Quali sono, Signori , questi contratti? Sento parlare dell'appalto per la costruzione a Firenze della Caserma dei i Brigadieri che iniziò dieci e più anni orsono con un prezzo, diciamo di Lit. 100 e che oggi non è ancora finito ma il suo prezzo è schizzato intanto a 100 ma non lire ma miliardi di lire. Appalti tutti interni alla sinistra fiorentina e romana, dai Carducci ai Romeo, ai Cerasi. E allora? Cosa c'entra Bertolaso ? Aspettiamo ancora, aspettiamo. Vedremo se usciranno fuori cose serie o altre sciocchezze.

Coltivare il culto del dubbio è un esercizio di altissima democrazia. Difficile è saperlo fare.

Gaetano Immè


mercoledì 24 febbraio 2010

Cuba, Zapata, Fini, Tis, Fastweb, elezioni, sospetti

Osservate i giornaloni di oggi, leggete i titoli di prima pagina e poi spiegatemi voi perchè nessuno, dico nessuno, riporta fra le notizie di rilievo, che a Cuba, paradiso dei Democrats e di Castro, perla da " gustare" per tanti republicones di mia conoscenza, un uomo di 45 anni, un muratore, ma un dissidente ed un oppositore del regime del dittatore Castro non solo ha subìto una condanna alla bellezza di 35 anni di galera per un semplice " vilipendio a Castro", ma ora, avendo effettuato uno sciopero della fame per chiedere il rispetto dei diritti umani a Cuba, ora, oggi, E' MORTO. E' civiltà questa ? Si può condannare alla galera a vita per un vilipendio? E' giusto?E perchè tanti " sinceri democratici"che ogni due per tre si stracciano le vesti ( di Cavalli o di Moschino, minimo) ululando per il riconoscimento dei diritti umani addirittura in Italia ( dove il vilipendio non esiste neanche più), non organizzano nessuna manifestazione per richiedere diritti umani anche a Cuba, così come fecero per urlare contro " la libertà di stampa in pericolo?" Orlando Zapata Tamayo è morto ieri nel primo pomeriggio (già tarda sera in Italia) in un ospedale dell'Avana dopo 85 giorni di sciopero della fame in carcere. Zapata aveva 42 anni, era di Santiago di Cuba, faceva il muratore, militava nel "Movimento per l'alternativa repubblicana" ed era stato arrestato per la prima volta nel dicembre del 2002 per "vilipendio a Fidel Castro". Rilasciato qualche mese dopo era finito di nuovo in carcere durante la retata contro i dissidenti della primavera 2003. Tre mesi fa aveva iniziato lo sciopero della fame perché la direzione del carcere, la "Kilo 7" nella provincia di Camaguey, gli proibiva di indossare l'abito bianco (il colore che rivendicano i detenuti politici) e lo costringeva, facendolo picchiare dai carcerieri, a mettere l'uniforme dei detenuti comuni. Le sue condizioni erano già molto precarie perché, in realtà, si alimentava pochissimo da molto tempo. Per protesta, da quando era in carcere, rifiutava il pasto e mangiava solo quello che riusciva a portargli ogni tanto sua madre, o qualche altro parente, dall'esterno.Del suo caso si era occupata anche Amnesty International che lo aveva dichiarato "prigioniero di coscienza" e ne aveva chiesto più volte la liberazione. I familiari e le organizzazioni del dissenso accusano le autorità di averlo ricoverato con molto ritardo, quando ormai le sue condizioni erano già critiche. Quando è arrivato all'ospedale, la settimana scorsa, "era pelle ed ossa e al posto dello stomaco c'era un buco" ha detto sua madre che ieri ha rilasciato alle agenzie di stampa una breve dichiarazione registrata poco dopo la morte del figlio ringraziando tutti coloro che hanno cercato di aiutarlo. In cella prima ed in ospedale poi Zapata è stato alimentato forzatamente per via endovenosa ma quando ormai non c'era più nulla da fare. E' la prima volta dal 1972 che un detenuto politico muore per uno sciopero della fame. In tanti altri casi, con l'alimentazione forzata le autorità sono riuscite ad impedirlo. Nel 1972 morì in cella un poeta e leader studentesco, Pedro Luis Boitel, che aveva combattuto prima contro la dittatura di Batista e poi contro quella di Castro. La morte di Zapata non è un buona notizia per Raul Castro, che ha assunto il potere tre anni e mezzo fa dopo la grave malattia del fratello Fidel. Le speranza di una apertura del regime, soprattutto dopo l'elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, sembrano ormai tramontate. E proprio oggi arriva sull'isola il presidente brasiliano Lula. Nei giorni scorsi il gruppo dei cinquanta detenuti politici ancora in carcere dal 2003 (erano 75) hanno inviato un appello al presidente del Brasile affinché intervenga in loro favore. Nel corso della visita Lula, che è accompagnato anche dal venezuelano Chavez, incontrerà anche Fidel Castro. Dal 2002, anno della prima elezione di Lula, il Brasile è stato molto generoso con il regime cubano concedendo numerosi crediti - per un totale di oltre un miliardo di dollari - che difficilmente verrano mai restituiti. Un importante finanziamento è stato concesso per la ristrutturazione e l'ampliamento del porto del Mariel, vicino all'Avana, mentre altri crediti sono stati versati per l'acquisto di alimenti primari, per la costruzione di strade e la manutenzione della rete alberghiera.



Repubblica, intenta com'è a betonare fango e miserie umane in quantità industriali, relega la notizia in fondo a pagina 19. Cioè: diciannove pagine di fangate, di intercettazioni illegali, di ipotesi scopereccie e simili e chissenefrega di Zapata Tamayo. St'imbecille che se la va a cercare, opponendosi a quel sant'uomo di Castro...............Complimenti vivissimi, signori repubblicones.



Dacci oggi i nostri arresti quotidiani e rimetti a noi..........i nostri P.M e non indurci in tentazione ( di dubitare della Magistratura), ma liberami da questo male. E così sia. Devo ricorrere alla tentazione blasfema davanti a quanto afferma il capo della Direzione Antimafia di Roma., Dottor Giancarlo Capaldo. Miliardi di evasione, cinquantasei arrestati, la fine del mondo, la Telecom, Fastweb,Scaglia, Di Girolamo ( Senatore Pdl estero), anche Fini.....Senza fiato, senza parole. Ma io coltivo il principio del dubbio. E voglio vederci chiaro, con gli occhi miei e non con gli occhi di qualche Magistrato che potrebbe anche soffrire di strane tentazioni. Sai com'è: io la butto lì, poi scoppia la bomba, le elezioni sono vicine e poi....chi vivrà vedrà...e poi ...tanto non rischio nulla....e poi se ci sono critiche.....subito il CSM mi tutela..... Insomma, ti conosco e ti riconosco, mascherina! Vediamo i fatti.

L'imbroglio consisterebbe nel fatto che due colossi nazionali della telefonia e cioè Fastweb e Telecom Italia ( inutile dire Sparkle come specificazione, perchè la "Telecom Italia Sparkle SpA" è tutta della Telecom Italia SpA) ricevevano false fatture per inesistenti servizi telefonici e telematici emesse da alcune società (Cmc, Web Wizrd, I-Globe, ecc). In tal modo sia Telecom che Fastweb avrebbero portato in detrazione IVA inesistente per Euro 365 milioni. Successivamente, ci sarebbe anche la " monetizzazione" di questa IVA ed il suo investimento-riciclaggio. Gli illeciti sono concentrati un due operazioni temporalmente diverse: la prima operazione nel corso dell'anno 2003, la seconda fra il 2005 ed il 2007. Prima di proseguire nei dettagli, peraltro tortuosi, della faccenda, dando per scontato che grosso modo le cose stiano, alla base, così come delineato, devo fare alcune preliminari osservazioni. La prima è preliminare e doverosa: staremo a vedere se le accuse saranno provate, perchè voglio essere garantista nel vero senso della parola e perchè ormai siamo abituati agli scandali quotidiani. E quando me lo scordo Tortora, e quando me lo scordo Carnevale, e quando me lo scorso Andreotti, e quando me lo scordo Mannino, e quando me lo scordo Rizzoli, e quando me lo scordo Del Turco,e quando me lo scordo Del Turco, e quando me los cordo Why Not, e quando me li scordo il Tribunale di Catanzaro, e quando me lo scordo Mastella, e quando me lo scordo Prodi, e quando me lo scordo Greganti, e quando me lo scordo Tangentopoli, e quando me lo scordo Ingroia. Non mi fido più di queste pseudo prove, delle famose intercettazioni telefoniche, non mi fido più di questa Magistratura. Nulla da spartire con questa eventuale accozzaglia di delinquenti, non voglio minimamente difendere i truffatori, voglio solo fare quello che i sinceri democrats fanno sempre;: " nessuno tocchi Caino!". Ed anche perchè, contronotizia che fa altresì drizzare i capelli quanto la notizia, tutti gli interessati hanno già dichiarato di essere totalmente estranei ai fatti contestati e, nel caso di Fastweb e di Telecomm, addirittutra anche parti lese. E'poi di tutta evidenza che tutto questa evasione di IVA comporti anche una responsabilità penale dei legali rappresentanti delle due società italiane ( Fastweb e Telecom ). E come mai, mi chiedo, se i reati sono stati compiuti nel 2003 e nel 29006 nessuno si è accorto di nulla? Ma i bilanci dei nostri due colossi non sono forse soggetti al rigoroso controllo del Collegio dei Revisori, al rigorso controllo previsto per le società quotate in Borsa? C'è l'ombra, anche quì, di Cragnotti o di Tanzi? O d'altro? Ancora: ma i bilanci dei deu colossi, oltre che certificati, sono stati adeguatamente controllati? Tutti corrotti? Corrotti o cretini tutti i CdA delle due società e delle loro controllate, corrotti e cretini tutti i Consiglieri d'amministrazione delle due società in carica in tutti questi anni. E la Consob? Dove la mettiamo? Tutti corrotti? Tutti imbecilli? Ma c'è anche di più: tanto tempo fà, l'attuale AD di Telecom, Dr Franco Bernabè, dichiaro che (( testuale) " erano in corso trattative per dismettere (n.d.r. vendere) la TIS( Telecom Italia Sparkle SpA). Qualcuno che se ne intenda avrà pure vagliato, esaminato, ricostruito, passato al setaccio la TIS? Ci sarà pure stato un Advisor, un esaminatore affidabile che avrà controllato. Corrotto anche questa organizzazione? E come mai anche l'attuale menagement di TIM non dice nulla ? Ma come,se sei il nuovo AD di TIM, erediti tutte le eventuali malefatte del passato e tu accetti senza alcun controllo? Accetti e non ti passa neanche per la mente di salvarti il sedere e scoprire un giochetto così semplice ? Sopra tutto, perchè ancora oggi l'attuale " responsabile" di TIM ( ma lo stesso discorso vale anche per Fastweb) non raccoglie i CdA per deliberare, anche se in via cautelativa, un'azione di responsabilità grossa come una casa contro tutti i responsabili dei periodi incriminati? Perchè?

Il Senatore Di Girolamo era già stato eliminato dal Senato. Infatti la competente Commissione aveva accertato che la sua elezione era falsa, perchè la sua dichiarata residenza era falsa. Pertanto la sua elezione, avvenuta in circoscrizione estera, era nulla. Ma il buon cuore dell'UDC tramite un allora ancora semplice inquisito Cuffaro( oggi condannato in primo grado per associazione mafiosa) - quella stessa UDC che oggi sui cartelloni elettorali dichiara " noi sosteniamo solo i migliori", forse avendo l'estensore dimenticato di aggiungere una sola parola, la parola " delinquenti"- considerato che già vi era in corso un procedimento penale presso il Tribunale di Roma, chiese ed ottenne di sospendere tutto in attesa della decisione del Tribunale stesso. Pertanto per me questo tizio non è mai stato un Senatore. Ma su questo argomento non posso non ricordare e non ricordarvi quanto e come mi sono battuto per evitare questi brogli elettorali esteri: ma come dimenticare quel che successe quando vinse (?) Prodi proprio grazie ai brogli nelle circoscrizioni estere? Ricordare come si reggeva quel Governo(?)? Col voto di un senatore " estero": gli pagavano il viaggio in prima classe, forse anche qualche altra cosa, pur di farlo venire in Italia a votare. Ma ora, su questa specifica e nuova accusa: sarà vero o non sarà vero che Di Girolamo acquistò tramite la 'ndragheta un pacco di schede elettorali tedesche e che le fece riempire con il suo nome? Sarà vero? Non sarà vero? Sarà provato? Non sarà provato? Il Di Girolamo deve essere cacciato dal Senato: questo è sicuro. Da subito, perchè è stato nominato con una elezione irregolare. Punto. Che poi abbia anche commesso quest'altra porcata ( porcata? perchè le simili azioni commesse nelle elezxioni del 2006 dal centrosinistra, sempre all'estero, ma come si chiamano?), resta da vedere e da provare. Anche se ci sono delle intercettazioni che non dovrebbero lasciare alcun dubbio. Ma staremo comunque a vedere. Comunque lo avevo detto fin dal 2006, che quel tipo di elezione si presta a porcate simili, senza che nessuno mi desse ascolto.Ma voglio essere garantista anche con Di Girolamo, ed anche con Caino.

Nel merito, mi chiedo: ma sarà proprio vero che Tis e Fastweb si sono sporcate le mani con fatture false? Possibile che due operazioni commerciali ( progetto, fattività, organizzazione, applicazione, business plan, ecc) a livello internazionale siano tutte fasulle? Possibile che due colossi si rivolgano a tre o quattro moscerini sconosciuti ( tali sono la Cmc, la Web Wizzard e le altre società truffaldine ) senza prendere gli opportuni accorgimenti? Va bene la divisione dei poteri, va bene il " delegare", va bene la "fiducia", ma resta un interrogativo enorme. Possibile dunque che tali Consigli di Amministrazione, così numerosi, con tutti i loro legali al seguito, tutti i Colleggi sindacali, tutti i revisori, si siano legati contrattualmente a società italiane ed estere del tutto sconosciute quando chiunque abbia ricoperto l'ufficio di Amministratore sa benissimo che il pericolo, in qualsiasi affare, sta proprio in chi ti sta di fronte?
Possibile e credibile poi che le due operazioni commerciali con le quali sarebbe stata commessa sarebbero state commesse le frodi, sono state compiute con vendita di schede telefoniche prepagate per accesso a siti internet a contenuto riservato. Tradotto in italiano corrente: schede per accedere o a siti culturali ad altolivello o per accedere a siti porno. Operazioni commerciali? Meglio definirle " cretinerie": ma chi lo compra un prepagato per un sito culturale? E che dire poi del " porno"? C'è bisogno di spendere soldi quando basta accedere in Internet per avere un'offerta da rimanere sbigottiti e per giunta gratis? E nessuno nei Consigli di Amministrazione ha sollevato questa elementare critica? Tutti corrotti?

Insomma: sono i due colossi che hanno sbagliato in modo così pacchiano da meritare la pubblica gogna e vergogna perpetua o hanno forse sbagliato la GdF, i Ros, i Magistrati? Hanno forse esagerato? Non faccio facili paragoni. Vedremo.


Il Torquemada da strapazzo, il forcaiolo da sagrestia, faccuia di prete mancato, l'autore di articolesse da premio Pulitzer ( tipo quella dell'altro ieri sul nuovo NYT nostrano, chiamato " Il Fatto" che diceva"..... fanno i froci col culo degli altri ......sono dei pezzi di merda.....degli stronzi....." riferiti a Porro e Belpietro e delicatezze similari), Travaglio il pendaglio da forca, s'è calmato. Ha riflettuto. Dopo la sbornia di incazzatura, dopo che anche l'amichetto del cuore lo stava lasciando, ci ha riflettuto. Vista la sua moralità, perchè perdere i soldi se anche ha perduto la faccia? Giammai! E allora? " Ritorno ad Annozero" perchè tanto non mi chiamerebbe nessun altro". Dio li fa e poi s'accoppiano.

Maruska Piredda, una sconosciuta ex hostess Alitalia, una che sa servire un caffè a bordo e che , forse, parla anche inglese, candidata da Di Pietro in Liguria. Grande Di Pietro! Ma non era Berlusca che candidava solo le mignotte? Sai com'è! Di Pietro comincia ad avere quasi sessanta anni e bello non è, perciò.......

RED TV era stata fanfaronicamente ( proprio così: etimologia: da " fanfarone", vedi Zingarelli ) fondata dall'intelligentone del secolo scorso, da D'Alema. Dipendenti, sede, mezzi, co.co.co., struttura, appunto, faraonica. Pensate cosa può l'invidia: sede affitata, megalomane!, proprio sotto Berlusconi, nientepopodimenoche a Palazzo Grazioli! Con quali soldi? Boh!
Svelato l'arcano: appena Bonaiuti ha bloccato la manna dei finanziamenti pubblici alle TV ed ai giornali, una vera vergogna nazionale sia detto, la RED TV licenzia tutti. E affanculo i lavoratori...! Proprio come Sordi. Lavoratori? Prrrrrrr! E bravo D'Alema, l'intelligentone ras di Puglia. Contava sugli inguacchi di Stato l'intelligentone, esperto sui finanziamenti, leciti o illeciti (per lui poco conta , tanto un PM alla Di Pietro o alla Maritati o alla Emiliano che lo salvi lo trova sempre fra i Magistrati che lo inquisiscono )Voglio sui soldi nostri. Facendo finta di essere un grande, ma con i soldi nostri. Tale e quale il Delbono, il Vendola, il Marrazzo , il De Benedetti, ecc.

Voglio fare un cenno esplicativo al problema delle intrecettazioni telefoniche. Vediamo di capire innanzi tutto qual'è il problema. Eccolo: l'intercettazione è autorizzata " prima" che sia emerso qualsiasi reato. Le intercettazioni funzionano attualmente come le reti a strascico nella pesca: ti metto i telefoni sotto controllo e registro tutto di te. Poi spero che emerga un appiglio, che so, una frase. Questa è la Stasi. Di Pietro, manettari vari, tutti quelli del PD, sono contenti che rimanga così. Ti credo, loro ci sono abituati a vivere sotto la Stasi. Però il fatto che a loro la Stasi non li mette sotto controllo, ma ci mette a noi. E poi, seppure qualcosa dovesse uscire, ci pensano i Magistrati a sistemare tutto, per loro. Ricordate " Allora? Abbiamo una Banca?", " Vai Consorte, facci sognare!", ricordate Maritati, Emiliano, Di Pietro, Colombo, ecc......


Andiamo a rileggere nel tempo quello che fu stabilito nell'aprile maggio di quest'anno dopo il terremoto dell'Aquila. Fu stabilito che si doveva andare avanti con il sillogismo "fare case - ricostruire case ". Cioè primum levare tutti dalle tendopoli il prima possibile ( ed oggi in tendopoli non c'è più nessuno), deinde ricostruire le case lesionate e crollate. Non ci vuole tanta intelligenza, per chi ha visto L'Aquila nei giorni del terremoto, per capire che per la ricostruzione del centro storico ci vorranno anni. Una persona poi normodotata, potrebbe quanto meno rallegrarsi che nel frattempo i nove mesi passati, sono serviti a ridare una casa vivibile a tutti. I normododati, non certo tutti. Per alcuni signori , non voglio dirne i nomi, ma solo i cognomi: Cialiente, Mezzopane, Carlomagno, Lolli Giovanni e Lolli Mattia ( padre e figlio), invece le case agli sfollati non dovevano essere date , consegnate, costruite. Ascoltate le parole di questi " diversamentedotati". Testuale " ...se in questi nove mesi ( che sono serviti per dare case a tutti) si fosse rimesso a posto il centro storico dell'Aquila, a quest'ora almeno molti appartamenti del centro sarebbero agibili". Cioè: i nove o dieci mesi spesi per dare una casa a tutti gli sfollati non contano. Questi dieci mesi dovevano essere dedicati solo alla ricostruzione del centro storico dell'Aquila. Per costoro quindi tutti gli sfollati dovrebbero stare ancora nelle tende, meno quelli che hanno le case lesionate nel centro storico. Cialiente e Mozzopane sono rispettivamente il Sindaco PD dell'Aquila e il Presidente della Provincia dell'Aquila. Il primo è stato subito ospitato in una megavilla con piscina, per la sua famiglia ed i suoi parenti. Si sa, i sinceramente democratici stanno...col popolo! Come Cialiente. Mezzopane, invece, sta con tutti: anche a Lei subito casa, villa, prebende. Lei sta con tutti: ariva Bertolaso e Lei bacia Bertolaso; arriva Berlusconi e lei bacia Berlusconi; arrivano i compagnucci a manifestare all'Aquila? Lei bacia tutti. Come dire: Franza o Spagna, purchè se magna. Gli altri cognomi citati li conosco tutti all'Aquila. I due uguali sono del PD e l'altro, un vecchio invasato sessantottino. La rivolta dei terremotati? No ! La rivolta degli approfittatori!

Riflettevo sul contenuto vero del PD. A sentire loro doveva essere un partito a vocazione maggioritaria e riformista, per guidare la modernizzazione del Paese. Invece il partito di Bersano (?) non segue alcuna logica e coerenza, si frantuma in mille pezzi disarticolati che vanno ognuno per la sua strada, come diaspore impazzite. Il PD cerca una guida nei media e la trova in Repubblica o in RAI Tre, ma non riesce ad imporre una sua visione strategica ai suoi. Stenta al suo interno, per le lotte fratricide , stenta al suo interno perchè non ha uomini " presentabili", stenta al suo interno perchè perde - ha perduto - una componente decisiva, quella cattolica azionista, quella che io chiamo " cattocomunista " che è una fabbrica di consenso e di voti, perde la sua componente ex radicale con la fuoriuscita di Ritelli e dei suoi, sta perdendo anche come immagine per tutti gli scandali che travolgono i suoi uomini, per tutte le inchiesta che vengono stoppate dai giudici che poi candidano in b Parlamento. Insomma: il PD sta morendo e si sta incartando su se stesso. Non essendoci una guida forte il partito perde la sua presa territoriale e concettuale, si rifugia nel populismo e nel demagogico, cerca appigli mai nobili per sopravvivere e così si fa seguace di puttane, di ragazzine, di spiate in camere da letto, di trans elevati a icone, di Marrazzi, di Delbono, di De Luca.....Insomma non è questione di segretario: Veltroni o Franceschini o Bersani, tutti più o meno ridicoli, ma anche il PD non è da meno. Ecco dunque spiegato il motivo per il quale ormai il PD è culturalmente ed organicamente una sorta di struttura liquida attratta, come il mercurio, dal mondo che oggi attrae e conquista. Il mondo dei media, cinema, tv, magistrati, giornali. Da queste categorie il PD sceglie buona parte della sua classe dirigente, perchè mancando un progetto politico, ha bisogno del " sex appeal" per restare a galla. Se continua così, avremo puttane, escort, ragazzine, hostess, finocchi ( uomini che vanno con uomini), trans, mezzibusti, attori, nani, ballerine, bellechiappe....E poi ancora insistono con sta questione morale della minchia.

Bsta così, per oggi. Ma domani......

Gaetano Immè

martedì 23 febbraio 2010

Dal palco della Versiliana, il presidente della Camera ha introdotto la sua proposta in tema di 'liste pulite' dei partiti. "Se domani - ha spiegato - il Parlamento approvasse, con il voto di tutti, una leggina di poche righe in cui si afferma che chi è stato condannato con sentenza definitiva per reati contro la pubblica amministrazione non si può candidare per cinque anni, la pubblica opinione direbbe: meno male. Ovvero reagirebbe positivamente. Le istituzioni poi guadagnerebbero un tassello di fiducia in più". I Magistrati che indagano sulla Protezione Civile non si devono vergognare di fare il proprio lavoro....



Le parole del Presidente della Camera, peraltro pronunciate in un luogo simbolo di una certa borghesia benestante e schizzinosa, involontariamente mettono un punteruolo nella vera piaga. Fini, evidentemente, ritiene, come un qualsiasi comunista ideologicamente onesto, che l'uomo è pronto a peccare e non ha alcuna possibilità intellettuale di redenzione o di ravvedimento. E' dunque necessario, per Fini, ed anzi è assolutamente auspicabile che , con proponimento condiviso da entrambi gli schieramenti politici, lo Stato produca una ulteriore leggina che preveda norme comportamentali che, a mio giudizio, dovrebbero essere invece lasciate al giudizio degli elettori. Di elettori informati, di elettori acculturati, di uomini e donne che sappiano la differenza fra " indagato", " rinviato a giudizio ", " condannato in primo grado", " condannato in appello" ed infine " condannato in via definitiva". O assolto. E' proprio necessario che ci sia una leggina per non far votare, per esempio, un De Luca, un pluriinquisito, pertanto non solo " indagato", ma anche e per ben due volte " rinviato a giudizio " per reati di assoluta gravità sociale e per il quale il Magistrato - per quanto possa oggi questo valere - ne aveva chiesto per ben due volte l'arresto? Penso e ritengo che qualsiasi uomo di buona volontà, di media intelligenza e di media cultura capisca da solo che quella persona non può dignitosamente rappresentare l'Italia. Lo capiscono tutti, meno Di Pietro ed il PD. Perchè dunque per l'On. Fini non bastano i segretari dei Partiti politici per non candidare fra le proprie liste persone che hanno comunque problemi con la giustizia? Ma non volgio buttarla in politica spicciola, ma in via di principio. Non era certo intenzione dell'On Fini di porre il problema di fondo sulla questione, in quanto la sua posizione risulta modesta nella sua scontatezza di sapore soporifero e molto sospettosamente cerchiobottista. Il vero problema, che Fini peraltro non si è mai posto proveniendo originariamente dal MSI ( dove vigeva come regola lo " stato sociale") , avendo poi deviato verso AN ( dove la centralizzazione dei poteri e la dominazione sull'individuo sono uscite rafforzate anzichè attenuate) (e prova ne sia la assoluta carenza di dibattito e di parola all'interno del citato partito che testimonia le irrefrenabili ed ormai storiche pulsioni di Fini a favore dello Stato padre padrone dell'individuo ), arrivando infine a confluire in un partito, il PdL, nel quale dovrebbe prevalere lo spirito liberale ,liberista, meritocretico, individualizzante, ed assolutamente laico che rappresenta tutto l'opposto di quanto l'On Fini ha sempre sognato, il problema di fondo, dicevo, è la "fiducia", la "confiance " che ognuno di noi deve avere in se stesso. Un popolo che ha fiducia nel singolo è un popolo pronto alla forma democratica di governo e di istituzione, è un popolo che non ha bisogno di essere " curato" dallo Stato, è un popolo che sa usare la testa propria, che quindi non segue i populisti, i tribuni, i fomentatori ed i sobillatori nè coloro i quali vogliono arrogarsi, per motivi etnici, religiosi, ideologici e simili, il diritto di guidare il pensiero altrui . Trovo in Fini una emergente e caratterizzante, assoluta e stratosferica, ma sopra tutto destabilizzante incoerenza , che se da un lato può essere anche guardata come una specie di risorsa - sulla quale pure ci sarebbe molto da discutere - , dall'altro lato è di una tale violenza da suscitare fortissime perplessità sulla sua attuale giusta e corretta collocazione politica . Come si può sostenere per tanti anni il fascismo e la sua storia per poi arrivare ad una sua abiura totale e profonda, tale insomma da essere - sono parole dello stesso Fini - definito " il male assoluto"? Come si può analogamente battersi per fare approvare nel 2004 , non venti anni orsono, la Legge Bossi-Fini , assai rigida nel campo dell'immigrazione ed assolutamente contraria a quella clandestina, per poi battersi nel 2009 in prima persona per dare agli immigrati diritti impensabili rispetto alla Bossi - Fini? Come si può appartenere ad un'ideologia centralista e dirigista, com 'è sempre stato prima nel MSI e poi nella stessa AN e poi disciogliersi in un PdL che, invece, è quasi tutto l'inverso? E come si può, ancora, con tale nonchalance, poi sostenere certe posizioni, come quella attuale sulle liste pulite, che , ancora all'opposto di prima, incitano e sollecitano lo Stato a regolare il regolabile, anche a costo di limitare la libertà degli individui? Sono escluse da questo esame le posizioni, diciamo,laiche, espresse dal Presidente della Camera su argomenti etici, sui quali non vi è schieramento in Italia che non abbia nel suo interno un vivace dibattito sull'argomento. Cambiare opinione è lecito ed anche meritorio, se corrisponde effettivamente ad una naturale e culturale maturazione ; invece cambiare radicalmente i propri valori di vita, passare da sistema ideologico statocentrico ad una formazione che cerca di limitare al minimo gli interventi dello stato e poi, dall'interno, sollecitare dibattiti praticamente impossibili per tenere unite due anime divise nei valori fondamentali, appare più vicina alla posizione di chi ha fiutato il vento, di chi è salito, magari malvolentieri, ma ci è salito, sul carro del sicuro vincitore ed ora ne paga il pegno in termini di condivisione di principi. E cerca di scavarsi una posizione autonoma rispetto al pensiero del leader del PdL anche sul versante Bertolaso. Così, ricadendo nel suo veterofascismo, si ritrova ad essere come venti anni fa, un giustizialista ottuso, un lanciatore di monetine, uno che segue il popolo che altri ha aizzato, un esecutore. Così per il Presidente della Camera hanno fatto bene i Magistrati di Firenze a chiudere gli occhi davanti all'illegale pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, hanno fatto bene i Magistrati di Firenze a far sì che i vari e noti giornali abbiano già condannato e sputtanato Bertolaso per reati dallo stesso mai commessi, hanno fatto bene ad indagare contro chi ha ricostruito abitazioni aquilane a tempo di record, hanno fatto bene . Per il Presidente della Camera, la Giustizia e quindi i Magistrati, essndo promanazione dello Stato, sono i nostri padroni e dobbiamo servirli. Acriticamente, come piace ai regimi dittatoriali. E' questa la estrema fragilità delle posizioni finiane, perchè come non potrà mai un comunista essere un liberale, così non lo potrà mai essere o divenire un fascista. Anche se oggi va di moda dire " ex", che salvificherebbe tutto.


La crisi isterica della mammoletta da sagrestia, Marco Travaglio, alle pertinenti osservazioni di Porro e di Belpietro, hanno scatenato un effetto domino. Si perchè il " giudice inquisitore senza contraddittorio", stizzito come un bufalo impazzito, ha dato sfogo alla sua natura eleganza intellettuale, dando sfoggio del suo profondo intelletto ed il giorno dopo su un famoso giornale , noto per la sua estrema correttezza , "Il Fatto ", ha parlato e scritto non di principi, ma semplicemente di " merde". Proprio così, di " merde". Un pensiero ed una materia alla quale deve essere contiguo di testa e di intelletto il nostro Signor Giudice Inquisitore, il quale, da buon Inquisitore - ne sanno qualcosa i famosi gruppi eretici che Santa Romana Chiesa metteva al rogo o al patibolo dietro, appunto, una specie di processo-condanna senza nessuna difesa, condotto dalla figura del " giudice inquisitore" - non ha le capacità per discutere, ma vuole solo condannare , non concepisce un dibattito, non concepisce l'argomentare per provare, lui è capace solo di " condannare". Specie quando non vi sono prove. Ora però ha fatto l'offeso anche con il suo campagnuccio Santoro, il quale, conscio che in TV ci sta non per meriti propri ma grazie ad un editto di tribunale ( salvo poi parlar male di editti bulgari o saraceni...), gli si è rivoltato contro come una serpe, perchè vuole dimostrare, elementare Watson, di essere un " giornalista" che non guarda in faccia a nessuno, di essere equanime e corbellerie varie. Però il Santoro ha commesso un errore: non solo non ha usato a suo tempo la brillantina Linetti, ma ha anche urtato Vespa. Allora anche Vespa s'è incazzato e........... Basta. Andate a quel paese.

Nel Palmares dei.... fiaschi dell'intelligentone ras delle Puglie, dell'uomo dalle ...scarpe d'oro...e dalla...barca in società....da oggi si aggiunge anche il fallimento della RED TV . Quattordici giornalisti sulle nostre spalle e divesri co.co.co. col culo per terra.

L'imbroglione continua nella sua rappresentazione d'avanspettacolo. Ieri l'altro il " suo" ( in senso strettissimo) partito IDV ha presentato una mozione che è meglio di una commedia di Totò. In soldoni: l'IDV vuole ( non si sa bene il motivo ) le dimissioni di Bertolaso dalla carica ricoperta ma se Berlusconi insiste per difendere Bertolaso, noi ( IDV) presenteremo un nostro candidato. Semplicemente spet-ta-co-la-re. A Roma direbbero " Aho! Ma chi sei? Cacini?". Credo che al PdL tremino tutti gli orli dei pantaloni......dalle risate.

Gaetano Immè

lunedì 22 febbraio 2010

A me non va bene.

Un minimo di logica e di ragionamento. Llo strumento operativo della Portezione Civile, quella famosa " PROTEZIONE CIVILE SpA", doveva essere la mano operativa degli interventi affinchè essi fossero validi e , sopratutto , tempestivi e non come quelli cui siamo abituati , dal Belice, all'Umbria, all'Irpinia, circa secolari. Si trattava di trovare la soluzione per uscrire dalla strettoia tutta italiana che prevede tante di quelle pastoie burocratiche per gli appalti, anche per le opere urgenti ( non esiste alcuna deregulation sull'argomento) che i relativi lavori durano decine e decine di anni. Se bastano. Per verificare, basta andare ancora nel Belice, in Umbria ed in Irpinia. Ma c'era da " derogare", cioè vi è la assoluta necessità di prevedere uno strumento agile, quindi svincolato dalle pastoie della pubblica buracrazia. In quel decreto vi era lo spirito del cambiamento, vi era la scommessa sulla fiducia nel Paese del domani . Si iniziava una nuova fase, diciamo, pedagogica, nei rapporti con la P A, basata su un concetto libertario e liberista anzichè sul concetto dittatoriale e statalista al quale siamo ormai , nauseati, assuefatti. Insomma, dare agli uomini la possibilità di essere meno impastoiati e più liberi o schiacciare gli uomini sotto l'imperio delle pastoie e dei controlli ? Lasciare , in ultima analisi, l'uomo, libero con la sua coscienza o continuare a tenerlo " sotto controllo" quasi come uno Stato etico? Davanti a questa apertura, davanti alla possibilità di avere un poco più di libertà, davanti alla possibilità di costruire una figura burocratica nuova, conscio e consapevole, non maneggione ed intrallazzatore, davanti alla possibilità di dare alla PA anzichè la solita trita e ritrita possibilità di trarre illecito profitto proprio dall'enorme peso delle pastoie burocratiche favorendo gli " amici" fidati a dispetto della correttezza e trasparenza, ecco il coro dei melensi, dei soliti noti, dei conservatori che si autodefiniscono riformisti, ma che sono i peggiori " controriformisti"in senso storico. Per costoro, che pure si uniscono ai cattolici, la tentazione fa l'uomo ladro e tanto basta. Per stare come si stava,perchè tutto rimanga come era. Come il Principe di Salina. Ma quale " seconda possibilità", ma quale " miglioramento culturale", ma quale " riforma burocratica": l'uomo è un imbroglione nato e come tale, indipendentemente dalle prove ed anzi sopratutto anche senza prove, come nella Chiesa delle Inquisizioni, deve essere condannato. Deve essere guidato dallo Stato, perchè da solo è preda della sua delinquenza. Condannato a soggiacere alle pastoie burocratiche perchè - questo è il loro assioma - più pastoie, più controlli, meno possibilità di delinquere. E questi ultimi settanta anni di vita italiana che cosa son passati a fare? Tutti ormai sanno che più pastoie burocratiche non producono meno corruzione, ma ne producono , come dimostra tutta la storia italiana, assai di più. Balducci, Veltroni, Cerasi, Rutelli, Piscicelli, Anemone ecc docent.



Inspiegabilmente -devo protestare vibratamente contro il PdL in tal senso - e pur di dare ascolto alle scontate , retoriche e farisaiche declamazioni del Presidente della Repubblica che, peraltro, come al suo solito, apprezza quando è il centrodestra ad aprire al dialogo con l'opposizione, ma tace vilmente e sfacciatamente quando è l' opposizione che non usa lo stesso metro , questa innovazione concettuale, questa maggiore libertà, questa fiducia nella redenzione dell'uomo, non è passata. Per pervicace volontà del centrosinistra. Che intanto, stava già, sotto sotto, Cialente e Mozzopane complici ridens, organizzando la faccenda delle " mille chiavi" dell'Aquila. Perchè questa pseudo manifestazione dell'Aquila è propro la conseguenza delle modifiche volute dal centrosinistra al decreto Protezione. Cioè: niente" deregulation " alle pastoie per la ricostruzione, lavori che dureranno se va bene forse venti anni. Lo hanno voluto loro e contemporaneamente , in piazza, se nel lagnano con il Governo. La doppia morale comunista in salsa cattocomunista, la solita tiritera. Ma come, mi chiedo, Signor Presidente della Repubblica, ma se lo sapevano pure i sassi che tutto questo cancan di Bertolaso era tutto studiato, tutto predisposto a tavolino, se lo sapevano pure i sassi che il marciume degli appalti irregolari era ben noto a tutti specialmente a sinistra, marciume che stava e sta nel Ministero dei Lavori Pubblici, che stava negli appalti pilotati dai Sindaci romani del centrosinistra, dai Sindaci fiorentini del centrosinistra, dai sindaci pugliesi del centrosinistra, dai sindaci emiliani del centrosinistra, dai sindaci campani del centrosinistra, dai sindaci umbri del centrosinistra e che i " SOLITI NOTI" hanno voluto addossare politicamente al l'ingenuo di turno? Ma Signor Presidente della Repubblica, ma non dovrebbe Lei essere arbitro e non giocatore? Suvvia! ma dove vive ? Le cronache, sempre carine, ci rimandano la bella immagine del Sindaco Cialente e del Presidente Pezzopane contestati dai loro compagnucci all'Aquila. Semplicemente perchè mentre gli aquilani vivevano sotto le tende, loro due se la spassavano in ricchi resort sul mare, con ville e piscine. La " loro" democrazia.





Di Sanremo, di Savoia, della Clerici, degli orchestrali appallottolatori a comando, della "peggio Italia ", dell'Italia snob, di quella che altezzosamente sta col ditino alzato, dell'Italia degli imbrogli telefonici, dell'Italia data in pasto ai minus habens per distrarli dai veri problemi, dell'Italia razzista veramente , di quella che accetta di essere rappresentata da una ricca quarantacinquenne matrona con un canotto a posto del petto con attico di rito, dell'Italia stracciona assai che è felice se in platea siede un Bersani e se sul palco pontifica invece un Morgan o un Cassano, dell'Italia meschina ed invidiosa dei figli dei soliti noti al posto giusto ( ci vorrebro pagine e pagine per elencare tutti i figli di papà rigorosamente " de sinistra" sistemati a spese nostre nei carrozzoni a loro tanto cari), dell'Italia che celebra un delinquente ed irride alle sue vittime, dell'Italia fatta di tanti Placido, di tanti Bellocchio, dell'Italia dei Travaglio e dei Santoro, dell'Italia di chi non è abituato ad un dialogo ma vuole solo impossessarsi della TV per dire le menzogne che vuole, dell'Italia stracciona e stronza che legge i giornali della crassa borghesia e della pseudo nobiltà credendo in quel che proprinano loro, che divora quelle pagine, dell'Italia che vive per odiare gli altri, che vive odiando, dell'Italia delle parrocchiette comunisteggianti, dell'Italia che " dobbiamo accogliere tutti" per poterli poi schiavizzare e sfruttare come veri schiavi moderni, dell'Italia finta buona, dell'Italia maledetta che ancora crede che il comunismo sia stato un cattivo " mezzo" per un " nobile fine", dell'Italia che si crogiola nel ricordo della Shoa ma dimentica i morti delle foibe e li nega, dell'Italia che il Fascismo è stato il male assoluto e che non conta i milioni di morti causati dall'ideologia com, dell'unista, dell'Italia ipocrita che c'è la'apologia del fascismo ma non esiste quella del comunismo, dell'Italia che titola strade e piazze a tiranni sanguinari come Stalin come Lenin, come Marx, come Tito, di quell'Italia che segue sempre qualcuno, dell'Italia plebea e puzzolente che ha idolatrato un Togliatti, un De Gasperi, un Moro, un Fanfani, un Craxi, dell'Italia che è nata per essere al guinzaglio di qualcuno e quindi plebaglia, popolino, popolo bue, che nel gruppo si riconosce, dell'Italia che non conosce il valore del singolo nè del merito ma idolatra la finta uguaglianza, dell'Italia vuole " redistribuire" ma non è capace di " produrre", dell'Italia assistenziale e ladra, dell'Italia unificata per via occupazione militare ma poi mette la toppa di rifiutare la guerra, dell'Italia che uccide i giusti , dell'Italia che condanna gli indagati, dell'Italia che gligliottina i rinviati a giudizio", dell'Italia che non conosce la Costituzione ma se ne fa ridicolo scudo, dell'Italia che sceglie di essere rappresentata da nani, ballerine, arruffapopoli, imbroglioni, assassini, di questa Italia non parlo. Neanche sotto tortura. Ci pensa Repubblica.


Neanche sotto tortura.

venerdì 19 febbraio 2010

Non ci voleva nè la classica " campana di vetro " nè una speciale laurea, ma lasciatemi assaporare un pizzico di soddisfazione. Come questo blog aveva detto e scritto nei giorni scorsi, anzi fin dai primi giorni di questa faccenda della Protezione Civile, tutte le ipotesi di reato sulle quali indagare, tutti i reati più odiosi che questo caso ha sollevato ( il cinisco ienico - aggettivazione infelice che deriva da "iena ridens"- di appaltatori - tipo Anemone o tipo Piscicelli o tipo Cerasi - felici del sisma, gli appalti miliardari tolti a qualcuno e dati ai raccomandati ridenti, il "vero centro motore" di questa corruttela, i giudici investiti da questo sistema corruttivo) stanno tutti a sinistra. Repubblica come Comunardo Niccolai, centrale difensivo del Cagliari di Gigi Riva: un autogol fatto persona. Che le intercettazioni, peraltro assai vaghe, " non sono prove" ormai lo hanno capito tutti, ma proprio tutti, escluso " er mutandaro" D'Avanzo, il Vate "vuoto" Scalfari , Sua " bassezza" Ezio Mauro e la cricca dei manettari ( Travaglio e &). Il primo ha sbrodolato ieri sul foglio degli invidiosi (come recitava Gigi Proietti...." Ah 'nvidiosi...!) due o tre paginate di nulla, di zero assoluto (al cui confronto il greggiano "spettegulesss" appare un libro di filosofia sperimentale ) senza poter accennare ad alcun risvolto penale. Ma questo è noto. D'Avanzo, " er mutandologo ", esperto in mutande da sniffare - è la sua vera droga - offre il " meglio" quando c'è da spargere un po' di fango, impastato dai suoi superiori. Il Vate Scalfari, ormai tanto" vuoto" da fare quasi piangere, che si ridicolizza da solo con interventi in TV da imbarazzare non solo Floris, che sarebbe già tutto dire, ma anche quel " manettaro" sempre presente presente da Santoro." Sua bassezza " Ezio Mauro, da buon piementose, erede degli " okkupanti manu militari " dell'Italia Merdionale " spacciata per " unificazione, in comunicazione con la Svizzera, per aver ordini dal suo editore svizzero , tace : impegnato com'è nel betonare ( da betoniera, mischiare acqua e sporcizia d'ogni genere per creare il prodotto principale del suo e loro giornalone degli 'nvidiosi) e rimestare - come per cuocere la polenta - il fango o la mota o altro prodotto naturale di primaria importanza in Largo Fochetti e che inizia sempre per " m", prodotto che poi, a intere lenzuolate e secchiate, viene consegnato allo scriba D'Avanzo. Sulla " banda delle manette per gli altri "tornerò altrove, a raccontar le gesta.


Una sarabanda di sciocchezzuole contro Bertolaso che raggiungerà l'unico scopo di consentire al Bertolaso stesso, come da questi dichiarato, di donare cinque ospedali in Africa con gli indennizzi che le sue querele per diffamazione contro giornali e giornalisti gli faranno incassare.



Intanto è caduta la prima testa, che sta tutta a sinistra, ovviamente. Il Magistrato Achille Toro. Si dice che si è dimesso, ma non è vero. Si è semplicemente e riccamente pensionato, ha tolto il disturbo. Perchè? Perchè è accusato di essere un Mqagistrato che spiffera i segreti agli amici ( di sinistra), uno spione, la gola profonda, lo spifferatore che ha fatto uscrire dalle Procure tutte le intercettazioni telefoniche e tutte le notizie coperte dal segreto istruttorio. Insomma bastava rivolgersi a lui per avere notizie contro qualcuno. Semplice no? Come D'Alema in Puglia aveva le spifferate del Magistrato di turno ( infatti, proprio in questi giorni, tale Lorenzo Nicastro, Magistrato pugliese - non richiesto da nessuno (ma leggere appresso) - entra in politica, non direttamente con D'Alema, ma , per non essere proprio sfacciatissimo, con il " manettaro", cioè col padrone del PD di D'Alema) e dunque si esibiva in previsioni non meteorologiche ma "sismopolitiche" ( scosse, scossette, scossettine e amenità varie), anche a Roma qualche giornale , diciamo , " colluso" ( termine abusato in Sicilia ma, chissà perchè - per identiche figure di reato -mai usato altrove) con certa Magistratura " spifferante", che se ne sbatte della legge , è riuscito ad avere ed a pubblicare ( tutto illegalmente , of course, ma l'obbligatorietà dell'azione penale per buona parte dei Magistrati esiste solo quando c'è da crocifiggere o semplicemente spettegolare su qualche persona del centrodestra) intercettazioni e notizie su Protezione, spacciandole, ovviamente, per " sentenze definitive". E non solo. Toro è' accusato, anche, di corruzione e di avoreggiamento oltre che per rivelazione di segreto d’ufficio, dai pm di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi. I nuovi reati sono stati ipotizzati dai pm del capoluogo umbro titolari del fascicolo e sono stati delineati nella richiesta di rinnovare la custodia cautelare per l’ormai noto imprenditore e i tre ormai famosi ( Balducci, De Santis e Di Giovampaola) funzionari pubblici già arrestati su richiesta dei pm di Firenze. In particolare il procuratore aggiunto di Perugia, Tribunale che per competenza deve giudicare Toro, Federico Centrone e i sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno indicato le accuse a supporto della richiesta di radicare nel capoluogo umbro la competenza dell’inchiesta. Elementi utili per gli accertamenti in corso sarebbero emersi anche dalla deposizione dei due magistrati di Roma titolari del fascicolo sui cosiddetti Grandi eventi della capitale. Atti per i quali si delinea, al momento, la competenza dei magistrati perugini così come per il filone avviato a Firenze.
Il ruolo di Toro "Un padre e un figlio" che, tramite un avvocato, avrebbero fornito informazioni su indagini della magistratura relative agli appalti per il G8 alla Maddalena: secondo la procura di Firenze si tratterebbe di Achille Toro, ormai procuratore aggiunto di Roma e del figlio Camillo. Sono entrambi indagati per rivelazione di segreto d’ufficio e Camillo (che secondo le intercettazioni avrebbe un incarico al ministero delle Infrastrutture) anche per "favoreggiamento personale". Ora la procura di Perugia - che nei giorni scorsi ha interrogato alcuni pm romani come persone informate sui fatti - ha allargato le indagini nei confronti di Achille Toro, ipotizzando a suo carico anche, come anticipavo, i reati di corruzione e favoreggiamento personale. Secondo quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare a carico delle quattro persone arrestate (i costruttori Diego Anemone e i funzionari pubblici Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola), alcuni degli indagati sarebbero "in grado di muoversi anche all’interno degli uffici giudiziari romani al fine di avere informazioni sui processi che possono interessare loro e i propri interessi". Gli inquirenti avrebbero infatti accertato una "attività degli indagati volta a capire se vi sono indagini in corso nei loro confronti, attività resa ancora più capillare e frenetica" dopo notizie di stampa relative ad indagini in corso a Firenze per gli appalti per il G8 alla Maddalena. "E così sono emersi quali soggetti in grado di ottenere informazioni sulle indagini - si legge sempre nell’ordinanza - Emmanuel Messina e Edgardo Azzopardi", quest’ultimo un avvocato "in contatto con un figlio e un padre". Questi, scrive il gip, "alla fine risultano essere Camillo e Achille Toro", ritenuti "le fonti di Azzopardi". Ma vediamo meglio chi è veramente Achille Toro. Procuratore aggiunto a Roma, Achille Toro è un pezzo grosso della corporazione dei giudici italiani. Pensionandosi, Toro evita l’imbarazzo di un procedimento disciplinare che avrebbe potuto incidere sulla sua carriera e chiude almeno su quel versante le pendenze con la giustizia. All’età di 68 anni può andare in pensione senza dolori nè ammaccature. Toro, nome storico di Unicost, la corrente centrista della magistratura italiana, era finito nei guai per lo stesso reato già quattro anni fa. Allora era a capo del pool per i reati contro la pubblica amministrazione e conduceva le indagini sulle scalate Bnl, Rcs, Antonveneta e i colleghi di Perugia avevano avuto il sospetto che proprio lui avesse svelato al presidente del tribunale di sorveglianza di Milano Francesco Castellano l’esistenza di un esposto del Banco di Bilbao nei confronti di Unipol ( un favore enorme per la sinistra ). Castellano, a sua volta, avrebbe passato la soffiata a Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol. Una vicenda delicatissima e scabrosa. Toro si era dimesso fra le lacrime da presidente di Unicost, di cui rappresentava la vecchia ala conservatrice. Poi il reato era caduto e Perugia aveva archiviato, ma ormai il colpo all’immagine era andato a segno. E aveva provocato frizioni dentro la Procura capitolina e sull’asse Roma-Milano. Toro si era defilato ma ci pensò Prodi a ringraziarlo a nome del centrosinistra , per tutti i favori che aveva fatto al centrosinistra ed a persone e imprese vicine al PD, nominandolo " capo di gabinetto " del ministro (comunista) Alessandro Bianchi nell’ultimo governo di centrosinistra. Cominciate a capire ? Crollato il Governo (? ) Prodi, Toro era tornato in piazzale Clodio. Ma non è durata. E ancora una volta per una presunta (??) fuga di notizie. La svolta arriva nell’estate scorsa. Azzopardi, l'avvocato, è in contatto «con un figlio e un padre». Camillo e Achille Toro. Il 16 ottobre Azzopardi chiede a Camillo di poter incontrare per cinque minuti il padre. Camillo non cede: «Papà lascialo perdere... tanto ce la vediamo noi, non ti preoccupare». Ma Azzopardi insiste: «Devo parlare con lui». E in effetti il 17 dicembre lo chiama per ringraziarlo di un regalo natalizio e gli chiede: «Senti, ma ti riesco a vedere per farti gli auguri di persona?». «Quando vuoi, non c’è problema», risponde serafico Toro che, secondo gli investigatori, avrebbe «rapporti di stretta confidenzialità» con il legale. Il 10 gennaio, in una girandola sempre più vorticosa, Azzopardi dice a Camillo: «Assumi notizie. Informazioni su tutti i campi». Un invito ripetuto il 26 gennaio. Quattro giorni dopo, Azzopardi chiama il suo amico Emanuel Messina e gli fa capire che ci sono guai giudiziari in arrivo: «Piove». «Non mi dire - si preoccupa Messina - pesantemente... piove parecchio?». Azzopardi conclude: «Beato te che stai al sole insomma».Il 10 febbraio, l’indagine sui Toro diventa di pubblico dominio con la perquisizione a casa di Camillo: i due sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio, Camillo anche per favoreggiamento. Il colpo di grazia glielo danno due magistrati di Roma che lavoravano con lui: Sergio Colaiocco e Assunta Cocomello. A Perugia, fanno intendere che Toro avrebbe cercato di rallentare la loro indagine sugli appalti per i Grandi eventi ( e ne vedremo delle belle, signori della sinistra!). Domandina facile facile: perchè? Per favorire chi? Indovina indovinello.....



La " cricca" dei romani ( Balducci, De Santis, Di Giovampaola), tutti superpromossi e superprotetti da Prodi, tutti sapientemente spostati nei posti giusti da un tale Ministro Di Pietro ( vi ricordate " er manettaro" che era culo e camicia con quel Mautone - collega di Balducci......) resta in carcere perchè è provato che han fatto carne di maiale con gli appalti per i grandi eventi a Roma, a L'Aquila, a Firenze ( da quì nasce l'inchiesta di Firenze), a La Maddalena favorendo , alle spalle di Bertolaso,( sintetizzo quanto da me riportato su questo blog alcuni giorni orsono) : 1-per la costruzione del Museo della Musica i costruttori amici del duo Veltroni-Rutelli, intimi e pubblicamente interni al PD, i Signori Cerasi ( appalto rubato da sotto le grinfie dei costruttori fiorentini Carducci, anch'essi acclaratamente interni alla sinistra fiorentina ); 2- affidando poi alcuni altri lavori a Firenze ai Carducci, insieme agli Anemone, tutti targatissimi a sinistra; 3- affidando sempre ai sostenitori della sinistra Cerasi, appalti stramiliardari a Roma, dal 1992 in poi per capirci ( anni dei Sindaci " de sinistra", Rutelli, Veltroni, Veltroni) , tipo Auditorium, Parco della Musica, Lavori per il Giubileo, per finire all'appalto frettolosamente affidato in modo illecito da Veltroni ai Cerasi per il Maxi parcheggio del Pincio, contratto che Alemanno ha poi " revocato" per motivi di diritto ai Cerasi stessi;4- promettendo ed affidando poi taluni lavori di ricostruzione all'Aquila, agli stessi amici, che avevano quindi ben donde di squittire allegramente al telefono quando ridevano contenti del terremoto a L'Aquila ed alla Maddalena.





La storia si ripete, ma solo i ciechi non vedono. Duque, Lorenzo Nicastro, un altro Magistrato della Procura di Bari, viene candidato come capolista dell'IDV alle Regionali di Puglia. E vengono affissi cartelli con su scritto, accanto alla foto, del " nostro" ( un sorriso poco tranquillizzante, secondo me, che ne pensate voi?), la scritta " Giusto per voi". Non capisco se questa frase vuole spacciare per " sacrificio " la candidatura ( " lo faccio solo per voi...) ( ma chi glielo ha mai chiesto?) oppure se vuole dire che Nicastro è, come dire, " la persona giusta per i pugliesi". Nel qual caso i pugliesi, levantini come sono, sono avvertiti: alla prima che mi fai....ti schiavettono e te ne vai....Ma vediamo chi è questo altro Magistrato pugliese che viene premiato con l'ingresso in politica, nella sinistra. Vediamo quali favori ha fatto alla sinistra e quali potrà ancora fare.



E così il pubblico ministero , lui, che ha indagato per nove anni sull’ex presidente della regione Puglia e da ultimo pure sulla giunta Vendola, si è sovrapposto con un gioco di prestigio al politico che correrà con Niki Vendola. E cercherà di sconfiggere la coalizione guidata da Rocco Palese e che ha il suo punto di riferimento proprio in Fitto. Un pasticcio e un cortocircuito che più cortocircuito non si può. Ma i due artefici della sua discesa in campo, Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, ex pm pure loro, non vedono conflitti d’interesse e lo difendono con le unghie e con i denti: «Noi candidiamo le guardie, non i ladri». La sua candidatura ha provocato uno scontro nel CSM stesso. «Questa candidatura - ha detto Cosimo Ferri - è inopportuna. Cosa devono pensare i cittadini italiani di un giudice che fino a pochi giorni prima ha fatto il pm e poi, zac, entra in politica?». Non all’altro capo del Paese, ma nella stessa città. Con un semplice cambio di casacca, fra il primo e il secondo tempo. Un arbitro, nel primo tempo, un giocatore di una delle due nel secondo tempo. Il magistrato barese Lorenzo Nicastro ha fatto le foto per i manifesti elettorali e ordinato quei manifesti quando ancora indossava la toga e leggeva i faldoni delle inchieste a carico della giunta Vendola. È una vergogna. Prima inquisitore, poi alleato. Questa è la legalità dei manettari. Le sue pretese politiche possono inoltre avere un peso determinante nelle inchieste che sono affidate alla Procura di Bari allo stesso PM Nicastro. Una delle inchieste riguarda una delle numerose inchieste sulla Sanità pugliese, un buco nero e misterioso, che coinvolge tutta la sinistra e che non riesce mai a concretizzarsi. Ma si deve sapere- e lo dico anche ai manettari che lo candidano - che se Nicastro viene eletto, l'inchiesta sulla sanità pugliese a lui affidata ( guarda caso è proprio quella che riguarda tutta la sinistra, dal Senatore Tedesco a Vendola, passando per Tarantini e compagnia troieggiando ) sarà affidata ad altro P.M. Così il tempo passa. Anni, non gioni o mesi. E la prescrizione s'avvicina. Santa prescrizione, quando lascia impuniti corrotti di sinistra, ma sterco del diavolo se potesse anche lontanamente favorire anche qualcuno di centrodestra. Tale e quale l'inchiesta Arcobaleno su Barbieri e D'Alema, con , come PM , quell'Emiliano che poi lo stesso D'Alema ha candidato nel PD come Sindaco di Bari. Tutta l'inchiesta sulla missione arcobaleno ( che vedeva inquisiti sia Barbieri che anche D'Alema, allora Presidente del Consiglio ) sta nel silenzio scivolando, pian piano, verso la prescrizione per tutti.



Non so a voi, ma a me la faccetta e la figura di Travaglio non mi piacciono. Quella sua aria , come dire, "proba" e " casta" , stucchevolmente inquisitoria e tremendamente perbenista quacquera, mi rimanda tristi e lontani ricordi giovanili, quando la parrocchia era l'unico posto dove un ragazzo potesse giocare. Ma c'erano anche i " controllori", ragazzi più grandi, quelli che erano iscritti all'Azione Cattolica e che, se ti scappava un " ma va a fanc....", ti riprendevano, con occhio probo e casto, appunto, e relativo ed immancabile dalemiano ditino alzato. Un falso , un ipocrita ma anche un violento ed un represso: lo guardo e penso che a questo piacciono le donne come a me, ma non lo dirà mai; che a questo piace bere e piace mangiare, ma non lo dirà mai; a questo piacerebbe eccome palpeggiare una bella ragazza, ma non lo dirà mai. Faccia e portamento nonchè frequentazioni da ! predica male e razzola peggio". Lo farà, eccome se lo farà, ma accuratamente di nascosto, senza non lo dirà mai. Mi sembra impastato di ipocrisia, di ottuso perbenismo, di cattolicesimo pedante e violento, di una forma di intransigenza quacquera , arcaica, inquisitoria,da scomunica papale, disumana, direi quasi clericofascista, anzi lo dico. Mi ricorda non solo l'intransigenza violenta e ridicola delle squadracce fasciste, ma sopratutto il crudele e spietato ed esasperante spionaggio della vita degli altri che il regime comunista aveva imposto ai Paesi asserviti al Patto di Varsavia. Insomma , Travaglio ha l'atteggimento, la postura, il portamento, lo sguardo, l'anima, la faccia - che dell'anima è lo specchio - e, sopra tutto, lo sguardo e la penna, di chi vuole giudicare, di chi vuole arrogarsi il diritto di giudicarti, di chi gode nel coglierti in fallo, di chi gode delle debolezze umane. Ma non un Giudice, piuttosto un boia, un giustizialista forcaiolo con accanto già pronta la gogna e il patibolo. Insomma, Travaglio tradisce nel suo essere tutta la sua educazione dittatoriale e mi appare come l'anima peggiore della Chiesa della delazione, della crocefissione, delle pene corporali. E, sopra tutto, mi appare come un omuncolo, prontissimo nell'accusare gli altri anche per un nonnulla, ma che tradisce tutta la sua violenza intellettuale e fisica repressa quando è lui che viene colto in fallo. Guai però a rinfacciargli i suoi errori. Tu gli dici " Ciurlo" e a lui viene una voglia matta di scomunica, di boia e di patibolo. E, non avendo l'attrezzatura intellettuale per dialogare - perchè il talebano non discute, ma giudica e basta ( lui, come i suoi sodali Di Pietro, Santoro, Flores D'Arcais, De Magistris,ecc) - vorrebbe solo ucciderti. Come è solito fare su IL FATTO o ad Annozero. Insomma un poveraccio d'animo, un ricco di soldi fatti vendendo vergognosi falsi . Insomma, un impostore. Chi tifa per lui non può che essere come lui. Si annusano , si riconoscono, si prendono.

Poi si fingono scandalizzati perchè al Cavaliere piacciono le donne! Lui almeno, se le paga con soldi suoi e sono pure affaracci suoi. Invece loro, i sinceri democratici, no. Spendere soldi loro per le loro avventure galanti? Ma quando mai. Hanno il marchio di fabbrica della " diversità" e la meritano tutta. Sono effettivamente diversi da noi del centrodestra. Si perchè a noi, riconosciamolo, ebbene sì, le donne ci piacciono e per loro qualche fesseria la facciamo pure. Ma coi soldi nostri. Invece loro, quelli che leggono Repubblica, quelli che " loro sono diversi", certo che sono diversi. Pure a loro piacciono le donne, ma non piace spendere soldi loro, ma dei contribuenti. Prendi quello sciupafemmine assatanato del Delbono, ma quante diavolo di donne, fidanzate, amanti, concubine, amiche, amichette, escort, trans ha? Oggi scopro che questo
prodiano fissato di sesso e per diletto ex- Sindaco di Bologna dopo la Cinzia ha avuto pure il tempo per avare un'altra amante che si è portato per ben due volte a New York. Coi soldi dei contribuenti. Delbono Delbono, c'è sempre un Divani.....( capita la sottigliezza?) nel destino dei Dongiovanni!!!!!!

Hanno scritto di tutto, per Padova. Banlieu, colpa del governo, un moto di xenofobia instillata dai leghisti che condizionano il governo. Insomma gli scontri di Padova, per uno sguardo ad una donna, per i Repubblicones era il fallimento della politica sull'immigrazione del centrodestra, una sorta di rivolta degli immigrati contro i razzisti italiani.
Poi scopri quello che ha scoperto la Polizia, se la lasciate lavorare: che si tratta di due bande di extracomunitari di etnie diverse che si sono scontrati fra di loro per futili motivi. Una donna. Trattandosi di egiziani, non stupisce. Repubblica si va a nascondere, facendo, come al solito, finta di niente. Diceva Totò, a proposito di chi mendica "... pe fa' chillu mestiere ( giornalista di Repubblica) 'nce vo' 'a faccia tuosta..."( vedi "E pezziente ").

Non siamo in pochi a pensarlo, siamo in pochi a scriverlo. Timore? No di certo. Ma bisogna scandagliare e non è facile. Guarda per esempio lo spione Di Pietro, sta lì che ti minaccia e ti querela solo se studi la tesi. Quale? Una tesi alla quale intendo dedicare qualche mese della mia vita perchè pur non essendo come Scalfari ( che ha prodotto per tutta una vita delle tesi che poi si sono rivelate tutte sballate) un Vate anche se " vuoto", credo che questa di Tangentopoli voluta dai servizi segreti internazionali con " master and commander " la CIA degli Usa, non mi pare per nulla peregrina.In primis perchè mi tornerebbe perfettamente il ruolo di PM dopo e di spione prima del Di Pietro e poi perchè ci sono i seguenti fatti che ancora non sono stati correttamente spiegati. 1. Nel 2003, Woosley, ex capo della Cia , ha affermato che i suoi 007 spiavano gli europei perchè erano dei corrotti ( gli europei) e che quando li beccavano li sbattevano sul muso dei governi relativi; 2. era il 15 marzo 1992 e l'On. Scotti, allora Ministro dell'Interno e l'allora capo della Polizia, Parisi, lanciarono l'allarme circa un piano di destabilizzazione delle nostre istituzioni, denunciando anche- da parte di Parisi- di alcune incursioni notturne di sconosciuti negli stessi uffici del Senato; 3. tra il 1990 ed il 1993 furono denunciate visite notturne di ignoti nelle case e negli uffici di ben trenta uomini politici dell'epoca ( rammento Martelli, Mannino, Carli, Mastella, Forlani, Craxi, ecc) senza che fosse asportato alcunchè; 4. il capo della Polizia dell'epoca, sempre Parisi, dichiarò pubblicamente nella sua qualità che (testuale) "la nostra azione disturba certi settori che vorrebbero fare dell'Italia una terra di conquista" ( a proposito, ma la Masgistratura era in vacanza?); 5. la potente agenzia americana Kroll, strumento anche della Cia, aveva aperto i suoi uffici a Milano, proprio agli inizi degli anni novanta ( erano i tempi di Craxi, di Sigonella, della Palestina, dell'Achille Lauro e gli Usa masticavano amaro contro l'Italia del tempo); 6. è certo che Antonio Di Pietro, ormai assodato spione, nel 1995 tornò negli Usa su invito di tale Michael Ledeen, della Bearn Stearns, un colosso amercviano che aveva molti interessi alle privatizzazioni italiane di Prodi Presidente dell'IRI. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Per oggi basta. Buona domenica.

Gaetano Immè

martedì 16 febbraio 2010

Chiariamo sulla Protezione civile. Warning sinistra!

La vicenda Protezione civile dilaga. Non ha confini netti, di giorno in giorno si arricchisce di altri risvolti, di nuovi nomi, di altre pieghe. Questo è molto strano ( non troppo per me però) , ma è anche assolutamente illegale.

Perchè, per Legge e non per uso, una Procura deve indagare, deve riscontrare gli indizi e poi deve emettere eventualmente l'avviso di garanzia certificato dal GIP e non fare esattamente il contrario come ha fatto la Procura di Firenze o come sta facendo il Tribunale di Palermo con il processo al Generale Mori, tramutato in un una sorta di " Sanremo " per stars mafiosi. Ora anche Denis Verdini, domani chissà toccherà forse a Bondi, forse anche a Gasparri e a Cicchitto ed anche, forse, al sottoscritto. Tocchi a chi tocchi, ben venga. Basta leggere quanto riportato su sulle faccie della sinistra. Però, prima di spiegarvi i motivi e le precise circostanze che mi rendono certo di ciò, permettetemi di presentarvi ben bene il Procuratore di Firenze, il Dr.Giuseppe Quattrocchi, il Capo della Procura di Firenze, colui che ha iniziato, curato ed che ha la responsabilità dell'inchiesta.

Per capire bene chi sia questo Magistrato messinese, da ben 44 anni in Magistratura, credo che basti ed avanzi leggere questo manifesto ( testo letterale segue in corsivo) , dico MA-NI-FE-STO , affisso a suo tempo nella città di Lucca e tenere presente che nessuna denuncia, dico nes-su-na , è stata presentata dal Dr Quattrocchi contro il suo firmatario, a voi, credo, sconosciuto. Ma non a me.

Mi chiamo Piero Angelini. Sono stato parlamentare della Dc dal 1983 al 1994. E dal 1989 al 1992 ho ricoperto l’incarico di sottosegretario all’Ambiente. Sono uno degli imputati eccellenti della procura di Lucca ai tempi del procuratore capo Quattrocchi, l’attuale capo della Procura di Firenze. Il procuratore Quattrocchi, a cominciare dal 1993 per finire nel 2007, mi ha inquisito, tramite i suoi sostituti, ben otto volte, con quattro processi celebrati a Lucca, quattro a Roma al Tribunale dei Ministri. Otto processi finiti tutti con la mia assoluzione. Di tutti questi processi ricordo, con angoscia, non solo l’infondatezza, ma anche l’approssimazione. Cito, tra i tanti, l’esempio di un processo celebrato a Roma sulla base di un’accusa avallata a Lucca: come sottosegretario all’Ambiente avrei dato finanziamenti al fiume Serchio, sito nel mio collegio elettorale, chiaro esempio di abuso di ufficio. In realtà avevo firmato, insieme al ministro Ruffolo, il Piano previsto dalla legge 183/1989, che sulla base di criteri rigorosi dava finanziamenti a tutti i fiumi d’Italia, in particolare ai fiumi di rilievo nazionale, compreso il bacino del Serchio: dunque, un atto dovuto. Piero Angelini

Il 29 settembre 2008 Giuseppe Quattrocchi è stato" premiato " dal Consiglio Superiore della Magistratura, col trasferimento da quella di Lucca alla più importante Procura di Firenze. Quello che voglio invece far rilevare, eccome!, è che è assolutamente indegno che un Procuratore non intervenga dopo che sono uscite sul giornale notizie, intercettazioni, numeri di cellulare privati di persone indagate e non indagate relative a sue inchieste, e che tutto vada avanti come se nulla fosse successo. Un Procuratore che, dopo vicende come quella di Lucca e queste divulgazioni illecite di notizie coperte dal segreto istruttorio ( altra enorme cialtroneria!), viene anche promosso. Qualche sua chicca. In data 15 febbraio, il Dr. Giuseppe Quattrocchi, Procuratore capo di Firenze ha pubblicamente affermato che «da questo ufficio non esce una virgola, non esce un foglio di carta». Nella stessa data il Procuratore ha affermato " non dico i nomi di chi è iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze". In data 12 febbraio comunicava " sono 28 le persone indagate dalla Procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta....". E infatti, tutti i nomi, tutte le registrazioni e tutte le carte delle indagini erano già tranquillamente sui tavoli del Corriere della Sera fin dal 12 febbraio 2010. Per opera divina!

Torniamo a bomba. Vi racconto, se l'aveste dimenticata, la Protezione civile modello centrosinistra, così come la vollero i vari governi di sinistra (Dini, Prodi, D’Alema, Amato). Con Franco Barbieri, vulcanologo dell’università di Roma , reinventato come uomo-emergenza poichè era consulente scientifico in materia di rischi naturali della regione, guarda caso, Emilia Romagna. Il curriculum scientifico di Franco Barbieri , toscano di Forte dei Marmi, con un passato nel Pci , era di tutto rispetto. Ma una buona carriera accademica e sopratutto la tessera del PCI non significano automaticamente essere capace di coordinare gli interventi nelle situazioni eccezionali. La Protezione civile ai tempi del centrosinistra era , prima ,un dipartimento della presidenza del Consiglio, poi un'agenzia dipendente dal ministero dell’Interno. Barbieri fu sottosegretario (dal 1995 al 2000) e successivamente direttore dell’agenzia (fino al 2001) , agenzia poi soppressa dal Governo di Silvio Berlusconi. Il quale fu aspramente criticato dal centrosinistra per aver sostituito il Barbieri. Anno 1998, terremoto sull’Appennino tra Marche e Umbria. Il numero di morti fu limitato ma enormi furono i danni alle case e al patrimonio artistico e architettonico: anche la basilica francescana di Assisi era crollata, decine di località storiche erano distrutte, migliaia di persone erano senza tetto. Sulla ricostruzione il centrosinistra ha costruito una immensa menzogna, una colossale cialtronata, solo perché a Palazzo Chigi c’era Prodi ed al Viminale Giorgio Napolitano, nelle regioni indicate due presidenti rossi. Dopo 12 anni ( 1998 - 2010), andate a farvi un giretto in macchina e troverete il centro storico di Nocera Umbra ancora chiuso, transennato e invaso ancora di macerie. I terremotati non hanno avuto alcuna agevolazione ed hanno dovuto contrarre fior di mutui per ricostruirsi le case, gli sfollati sono ancora migliaia, costretti a vivere nei container come nella piccola località di Giove in Valtopina ( visitatela, vi prego) o nei prefabbricati che ormai formano veri e propri quartieri periferici di molti paesi, spesso più vitali delle zone più vecchie e caratteristiche ma ancora in abbandono. Perfino Assisi, e dico tutto, è ancora punteggiata di gru e cantieri. In quello stesso anno scoppiò anche lo scandalo dei Canadair - chi sa se ve lo ricordate -, gli aerei antincendio della Protezione civile. Apparecchi acquistati e lasciati a marcire a Ciampino, mentre il Sud bruciava. Barbieri aveva trasferito, a trattativa rigorosamente privata, la gestione dei velivoli dalla società Sisam alla società Sorem, i piloti avevano invano protestato. Su questa vicenda furono aperte ben due inchieste, una dei carabinieri e l’altra della Guardia di finanza. Era intervenuta anche la Corte dei conti perché, per supplire alle carenze della nuova società appaltatrice del servizio, la Sorem, lo Stato aveva dovuto spendere 21 miliardi di vecchie lire, assolutamente non previsti. Denaro di cui fu chiesto conto proprio a Barbieri e altri dirigenti della protezione civile di allora. Senza contare le polemiche che accompagnarono quattro elicotteri del Dipartimento, gestiti dal Cai, spesso impiegati per «viaggi istituzionali» (?) a Forte dei Marmi, Vulcano, Stromboli, Pantelleria ( capito?): un utilizzo che , a quei tempi, aveva già provocato le dimissioni di Bertolaso, indignato, da capo del Dipartimento, qual'era nel frattempo diventato, in aperto e violento contrasto con Barbieri, che era allora il sottosegretario.
Ma Barbieri è da me ricordato soprattutto per la sciagurata gestione della missione Arcobaleno, il grande programma di aiuti alle popolazioni di Albania e Kosovo voluto dal premier Massimo D’Alema, che pure vi aveva inviato truppe e tanti bombardamenti in barba alla nostra Costituzione. Era il 1999: alla gente sfollata ed affamata finiva una minima parte degli aiuti umanitari raccolti , coi soldi dei contribuenti, in tutta Italia. Il resto marciva chiuso in 700 container fermi nel porto di Bari. Il campo profughi di Valona veniva saccheggiato senza che gli uomini di Barbieri intervenissero. Voi non ricorderete, ma ci sono dei filmati che sono acquisiti anche agli atti dell'inchiesta. La gara di solidarietà era finita in un’orgia di sprechi, di tangenti e di ruberie, che D’Alema insisteva a non voler nè vedere nè ammettere, mentre Barbieri difendeva la limpidezza dell’operato suo e dei suoi. Sulla missione Arcobaleno quattro magistrature (penale, civile, contabile e militare) aprirono ben 15 inchieste. Barbieri fu indagato con altre 25 persone, furono arrestati il capo missione e i responsabili dei campi profughi. Si scoprirono registri contraffatti, irregolarità nella gestione dei soldi, connivenze con la malavita balcanica. La procura di Bari ricostruì giri di tangenti nella fornitura di vestiario per i vigili del fuoco e ipotizzò addirittura finanziamenti illeciti a partiti , compresi i Ds, di cui furono indagati due parlamentari. La protezione civile di Barbieri era dunque non una struttura pro diseredati e sfortunati, ma un gigantesco comitato d’affari. D'altronde con D'Alema a Plazzo Chigi, questo Palazzo era diventato famoso in tutto il mondo, perchè ironicamente definito come " l'unica Merchant Bank nel mondo nella quale non si parla l'Inglese...", per non parlare di scalate fatte da " capitani coraggiosi" ad aziende di Stato, senza spendere il becco di un proprio quattrino, ma con soldi magnanimamente elargite delle Banche e quindi con i nostri risparmi. Che successe allora? Che il centrosinistra pugliese, feudo elettorale di D’Alema, decise di offrire una candidatura ( dopo Di Pietro, repetita iuvant) al " coraggioso " P.M. che indagava proprio l’uomo di D’Alema. Quel magistrato era, guarda un po' la vita!, tale Michele Emiliano, ora sindaco PD di Bari e fedelissimo di D'Alema. Il fascicolo (che ipotizzava reati come associazione per delinquere, peculato, truffa, falso, attentato contro organi costituzionali, concussione, corruzione) passò , dopo tanto tempo, al collega Marco Dinapoli che però dovette ricominciare tutto daccapo. Il 30 ottobre 2008 (nove anni dopo i fatti) (e poi vi domandate perchè il PD è così contrario al così detto processo breve!) ben 17 persone sono state rinviate a giudizio, tra cui Barbieri e i suoi uomini di fiducia. Il processo è in corso. Per quattro indagati è già intervenuta la santa ( quando ne usufruiscono " loro") prescrizione. Che, di questo passo, arriverà anche per l'Ing. Barbieri , imputato di tali gravissimi reati, ma uomo di fiducia di D’Alema.

Esistono, nell'inchiesta di Firenze, anche diverse e compromettenti intercettazioni di un tale Vincenzo Di Nardo, nelle quali si narravano le malefatte di Veltroni, della sua " cricca", della " cricca di Prodi", leggerle per credere. Basta compulsare ben ben il sito del Corriere della Sera. Se non ci riuscite, chiedetemele. Tenete presente che il Di Nardo non è un pasquino qualsiasi, ma un manager di alto livello, con un curriculum societario di tutto rispetto, molte delle imprese da lui guidate erano " culo e camicia" con la sinistra, col PD. Esiste in proposito un corposo fascicolo dei carabinieri, un vero e proprio dossier di quasi 1.200 pagine che certificano le accuse che imprenditori e professionisti ed addetti ai lavori lanciano contro Veltroni, Prodi, Rutelli e compagnia PD. Queste accuse, con tanto di indicati oggettivi riscontri, coinvolgono anche Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze, nonchè Giorgio Van Straten ( c'è un'intercettazione dell'architetto Casamonti che testualmente dice a Domenici "se vuoi l'appalto devi adeguarti ai desideri di Veltroni ....poi, ascolta, ho chiamato Giorgio Vam Straten.....) ( l'amico di Veltroni, uno sconosciuto che lo stesso Veltroni mise di forza nel Consiglio di Amministrazione della RAI). Che fine ha fatto, Signori Magistrati, questa inchiesta? Forse per questa volete applicare, come sopra, il....processo , ma quello più lungo che ci sia? Con tanto di legale ( quando ne approfittate voi) prescrizione?

Non so se tutti hanno capito, leggendo i giornali di oggi, che non è assolutamente vero che il D.L. relativo alla creazione della PROTEZIONE CIVILE SpA sia stato ritirato. Al contrario, il decreto legge è stato approvato. E' stato sospeso il suo articolo 16, perchè merita paritcolari approfondimenti. Quante menzogne, quante cialtronerie, sui giornali.

Buona notte.

Gaetano Immè




lunedì 15 febbraio 2010

Semplici oservazioni

Ma perchè mai negli anni in cui questa sinistra è riuscita a Governare l'Italia, non ha voluto affrontare e nè tanto meno risolvere i grandi problemi di cui soffre l'Italia ( che so, esemplifico: Legge elettorale, Conflitto d'Interessi, Riforme istituzionali, Riforme costituzionali, riforma della giustizia, ecc) ? A sentir loro, le proposte che vengono fatte dal centrodestra sono sempre sterco del demonio. E perchè mai, allora, non li hanno risolti loro quando erano al Governo?

Adesso diranno che i tempi non erano maturi, che le maggioranze dell'epoca non era all'altezza e menate varie. La verità è invece molto semplice: hanno avuto la maggioranza ( ricordate la boria di Prodi quando, avendo espropriato il premio di maggioranza alla Camera per la miseria 24.000 voti liquidò sprezzantemente l'offerta di Berlusconi per un Governo di coalizione? A proposito, ma dove sta adesso questo scienziato di Prodi?) e potevano fare le leggi che volevano e che, si presume, fossero per il bene del Paese. C'è il problema Berlusconi per il Paese ? Facciamo una legge che gli vieti di entrare o di fare politica o che gli espropri pure il patrimonio se proprio insiste. Perchè non l'hanno fatto? Risposta: perchè vogliono conservare la solita pistola - finta - da agitare per i minus habens che ancora li seguono ,puntata contro ogni Governo che non sia il loro. Altro che " il bene del Paese", questa sinistra ragiona solo " per il bene proprio" o, al massimo, " per il male peggiore di Berlusconi e del Paese". E, del Paese, ma chi se ne frega!

Legge elettorale, ancora. Questa che c'è è una " porcata", una " vigliaccata" ecc, ma perchè non l'hanno cambiata, quando avevano la maggioranza? Risposta: perchè è servita loro ( eccome se è servita!) per arraffare il premio di maggioranza alla Camera enel 2006 , perchè non sono stati in grado di farlo e poi perchè a loro piace preficare, lamentarsi e demonizzare le iniziative altrui - in questo sono imbattibili, ci vivono ed alla grande dal 1948 - !

Terremoti et similia. Ma dove viveva questa sinistra, in quale Paese era mentre in Italia accadevano le tragedie dell'Irpinia, del Friuli, del Belice, dell'Umbria, quando straripavano i fiumi, quando crollavano le montagne? Come mai ai poveri sfollati non hanno mai, dico mai, regalato una benchè minima attenzione non quanta ,invece , ora viene ad essi assicurata da questa coalizione ? Come mai non strillavano allo scandalo mentre gli sfollati del Belice stavano, come stanno ancora, nei containers, mentre gli sfollati dell'Umbria stanno ancora nei campi profughi, mentre non si parlava neanche di Protezione civile? Come diceva Nando Moriconi, aho! ma 'ndo state? Come mai una intelligenza aperta ai " bisogni reale del Paese " come la loro, politici adusi , consumati e raffinati , non ha mai pensato di fare qualcosa per dare una casa ai terremotati in meno, diciamo, di venti anni dalla disgrazia? Come mai con i loro " buoni governi" , tipo Campania, Puglia, Calabria, Emilia Romagna , non sono mai riusciti a ripulire Napoli da mondezza e camorra, Roma ed altre città da rom, Rosarno da extracomunitari e 'ndrangheta, Bari da scandali sanitari da miliardi e via discorrendo?

Facile fare politica facendo solamente lamentele contro le proposte di chi si assume l'onere dell'iniziativa politica, per il bene del Paese. Facile e estremamente squallido e vigliacco. La politica (? ) della sinistra è troppo simile ad una non politica di vigliacchi e di menagrami.



Però con le parole alcune volte ci sapete fare. Ed anche con la coerenza e con il senso del ridicolo. Per esempio come senso del ridicolo avete vinto l'Oscar, con quel tale SegreDario che, non richiesto da nessuno, si è autoconvocato, insieme a quel povero vecchio padre, a giurare non so che cosa sulla Costituzione, chiamando anche varie Radio, varie Tv, vari scribi, vari ululanti adulatori. Ha fatto tutto da solo! Pareva invasato, spiritato, come se recitasse. Come se fosse stato " eletto " da qualcuno, il poveretto , mentre invece era stato solo "oggetto " di una burocratica e squallida cooptazione ( insomma un incuicio tutto interno al PD)da parte di chi(PD) non voleva metterci la propria faccia ! Pareva invasato, si autocelebrava da solo,come se fosse stato eletto dagli italiani! Invece era solo stato messo lì a fare la testa di legno, a scaldare una poltrona , da una nomenclatura di burocrati di partito , che non avevano avuto neanche il coraggio di ricorrere alle loro tanto famose primarie. Pareva che fosse stato eletto dagli Italiani alla Presidenza della Repubblica, da quanto squittiva e si agitava! Per non parlare poi di Veltroni che " non pronuncerò mai più il nome di Berlusconi", che " mai più solo farò dell' antiberlusconismo da piazza" e poi si prostituisce al Di Pietro, er manettaro molisano, il famoso imbroglione impunito. Una grande logica, oltre che un vero senso della misura. Ma questo è niente di fronte all'attuale Segretario. Parlo di Bersani, il similmussolini di Piacensssssssa. Perde sempre l'occasione per tacere e per non fare figure alla...Emilio Fede. Ci mette del tempo a parlare, perchè deve sempre chiedere a qualcun altro cosa deve dire, una volta a Repubblica, una volta ad una puttana, una volta ad uno Spatuzza qualsiasi, una volta al figlio di un mafioso morto, una volta agli " odoratori di mutande" vari , una volta a frequentatori di trans, adesso anche a Di Pietro, ma poi , quando parla, è la coerenza, la responsabilità fatta persona. Prendete per esempio il caso Bertolaso. Lui era stato zitto, Di Pietro , forcone in mano e Vattimo al giunzaglio, ululava già da giorni il suo democratico " alla forca !" " al patibolo!" e Bersani era riuscito per due o tre giorni a contare fino ad un miliardo e non aveva detto nulla. Poi domenica, non ha retto. E con la voce grave di chi è consapevole di essere il padrone dell'Italia " , ispe dixit: " se non si dimette lui, saremo noi a dimetterlo". Capito, " er padrone "? Grande! Solo che Bersani dovrebbe anche rispondere a qualche domanda (poche , non tante come Repubblica fece sul pisello di Berlusconi ) che gli pongo , sul punto in questione, e che elenco:

1. Bertolaso è a capo di una branca statale che dipende da Palazzo Chigi. Chi è Bersani per avere il potere di decidere chi deve andare via? Ma chi è Bersani per " dimettere" qualcuno? Solo un po' di miglio per quelli che ancora abboccano alle sue puerili millanterie, solo sciocca arroganza la sua.

2. Bersani parla con apparente gravità, come se pesasse le parole. Ma non credo che ci ragioni prima, perchè allora dovrebbe anche dirci cosa dovremmo fare- una volta eventualmente allontanato Bertolaso dalla Protezione Civile- se domani arrivasse - Dio ce ne scampi ! - un terremoto o un fiume che straripa. In verità Bersani non solo manca di logica, non solo esprime giudizi avventati, non solo è ridicolo nella sua millantante e irresponsabile arroganza, non solo è costretto a spostarsi più a sinistra dei manettari per apparire ancora il " vero capo dell'opposizione" e dunque per non soccombere a Di Pietro, ma è anche di una incoerenza senza limiti, direi anche di una disonestà intellettuale e politica senza limiti. Infatti non a tutti è noto che durante lo scorso Governo (Governo?) Prodi, quando lui era Ministro ( e che Ministro, indimenticabile, anzi unforgettable!) e Bertolaso era già a capo dell'attuale Protezione Civile (con gli attuali poteri " deregolati ") il Ministro Bersani in persona implorò Bertolaso di occuparsi - con i mezzi della Portezione Civile, quindi con la struttura che oggi chissà perchè odia - di un Congresso di suoi amichetti. Voleva insomma fare bella figura con i Verdi, ma coi soldi nostri. More solito. Era il Congresso Mondiale dell'Energia. Erano suoi amichetti, sai comè i Verdi stanno con noi al Governo ( Governo?) e dai Bertolaso fammi questo favore.....Guarda caso però, il Bertolaso gli rispose " vai a scopare il mare", perchè la richiesta non possedeva quei requisiti di urgenza e di pericolo che avrebbero potuto legittimare l'intervento della Protezione Civile. Ci sono gli originali delle lettere e delle risposte agli atti, ovviamente. Cos' è cambiato, Bersani, dal 2007 ad oggi? Nulla, solo la vostra " convenienza", altro che il bene del Paese!



Domenica e lunedì con Scalfari e con Michele Serra. Le corazzzate di Repubblica. Mica scherzi.

Domenica con i due, lunedì solo con il Vate. Secondo costoro - leggere domenica i loro....oracoli - tutto andava meglio prima , quando ancora l'odiato Berlusca non aveva disboscato i grovigli burocratici che avvinghiavano gli interventi urgenti della Portezione Civile ( ancora non si chiamava così). Praticamente questi due vati sostengono che quando c'era una allucinante burocrazia tutto era rose e fiori. Imprenditori e politica erano i due innamorati di Peinet, si tenevano solo mano nella mano, non c'erano escort, nè favori sessuali o misere tangenti fra di loro. Solo puro amore, amore platonico. Solo trasparenza, solo appalti corretti, niente camorra, niente 'ndrangheta, niente mafia! Posso permettermi una risposta ai soloni? Scusate e perchè allora non avete ancora dato le case ai terremotati dell'Umbria, perchè non avete ancora finito di dare le case ai terremotati del Belice, perchè non avete ancora finito di dare le case ai terremotati dell'Irpinia, perchè le relative opere che dovevano costarci 100 milioni oggi ci costeranno 100 miliardi, perchè avete allevato una pletora di imprenditori " appaltisti " a voi vicini, anzi "intimi" (e cito i Cerasi, i Carducci, i Caltagirone, la Lega Cooperativa, i De Benedetti, gli Agnelli, per elencarne solo alcuni) ? Secondo questi soloni dunque andrebbe benissimo se un terremotato d'Abruzzo stesse ancora sotto una tenda piuttosto che già dentro una confortevole casa, per dire. Bravi, bene, bis! Solo Scalfari ancora non ha capito che esiste l'equazione " più centralizzazione, più corruzione". Solo lui e Stalin e Breznev e Tito e Fidel Castro e Pol Pot e Saddam Hussein e Ahmadinejah e Hitler e....., tutti grandi liberali, tutte persone moderne e tutte persone molto, ma molto rispettose della libertà degli individui. Per il Professor Michele Serra, poi, due sole parole: è immorale, Professore, indurre in tentazione, per esasperazione, l'uomo burocrate e l'imprenditore , con gli eccessi burocratici che Lei tanto vuole !E' educativo, invece, e morale, renderli entrambi più liberi e più consapevoli e responsabili delle loro scelte. Sbaglieranno, qualche volta cederanno alla tentazione - è nella natura umana, Professore, tutti sbagliamo, anche Lei sbaglia ed anche spesso - ma si spera che poi pian piano si adegueranno alle novità e non trufferanno più! E' la sua lezioncia, invece, che è assolutamente immorale: è immorale ed indegno che Lei sostenga l'equazione leviatana " meno libertà meno tentazioni", è da Stato etico, è da Stato totalitarista. Da regime comunista. Lei è sempre libero di affermarlo e di sostenerlo, come io sono altrettanto libero di indignarmi per le sue mistificazioni, di far rilevare e di urlare la sua invereconda, ignobile immoralità. Per di più - e termino a rispondere ai due vati domenicali - io non voglio certo impedirvi di parlare e di esporre le vos tretesi, come invece voi Vati invocate sempre ( ma chi? di grazia?Il Dio dei soviet?). Anzi. Come disse qualcuno , molto, ma molto lontano dalle vostre idee ," non sono per niente d'accordo con quel che dite, ma darei la mia vita affinchè voi possiate continuare a dirlo". Anche perchè, così, la gente voterà contro di voi, vestali delle cause ingiuste e perse.



Lunedì, oggi, il Vate di Repubblica, al quale , in un battibaleno, Bertolaso ha risposto alle sue solite dieci domande dieci, ma proprio per le rime. Capita la figura di.... Fede fatta, il Vate finge di costruire una ramanzina per Bertolaso ma per trovare materiale da scrivere e non sapendo cosa rispondere, fa quello che Scalfari ha sempre fatto. Offende la gente, in questo caso Bertolaso, dipengendolo come un cretinetto che ignora la differenza fra terremoto e grande evento ed affermando che Bertolaso è solo una sorta di ciclomotore e basta, cioè una persona alla quale importa solo " di fare in fretta" e comunque a scapito di qualsiasi rispetto delle leggi. Capisco l'età, capisco anche l'ordine impartitogli dal padrone svizzero, capisco anche che il Vate attacca sempre l'asino dove vuole il padrone, capisco anche che pretendere coerenza da Scalfari è proprio chiedere l'impossibile ( a Scalfari, lo sponsor di tutte le cause , politiche e non , perse) , ma a tutto c'è un limite. Se Bertolaso è un deficiente o meno, se Bertolaso sappia o meno la differenza tra un terremoto ed un G8, non è certo Scalfari che potrà stabilirlo. Scalfari non possiede quegli elemtari requisiti di cequilibrio e di oerenza che necessitano quando si pretende di mettere in risalto l'incoerenza o l'incapacità di altri. Lui che ha tifato di tutto nella vita, da Stalin, a Brznev, ai carri armati sovietici a Budapest, a De Mita, a Craxi, alle Brigate Rosse, uno che è stato tutto e poi il contrario di tutto, non può neanche lontanamente arrogarsi poteri esaminatori di intelligenze altrui.
Chi veramente applica la coerenza non può sistemativamente proteggere i propri amici ed altrettanto sistematicamene condannare gli avversari coltivando semplici sospetti. Così si è solo dei miserabili disonesti.

Gaetano Immè