Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 10 febbraio 2010

PCI,processi a rischio, ancora Di Pietro, De Luca ed altro

Contrordine, compagni. Il popolo ci piace, ma se lo imbavagliamo e gli diciamo noi quello che deve fare e pensare e dire , bene, ci piace di più. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, mica un Veltroni o un Franceschini qualsiasi, in un forum con il Sole 24 ore. Il meccanismo delle primarie non funziona mica tanto bene. E "bisogna parlarne". La tranvata sui denti rimediata in Puglia con Vendola, dunque, ha convinto i dirigenti del Pd che la democrazia è bella finché va dove fa comodo al partito. Ma quando poi "la base" si permette di ragionare con la sua testa oppure se ne va a zonzo per i fatti suoi e sconvolge i piani predisposti e ti boccia...... Boccia, ti fa vincere Vendola, allora è meglio levare la parola al popolo bue. Che vada a pascolare le pecore, che vada a vedere la TV, che vada al cinema, che legga della D'Addario, che legga Repubblica , che impari a memoria L'Espresso, ma che rimanga nel suo recinto, sto popolo bue e stronzo. Dice infatti Bersani che "non sempre partecipazione è sinonimo di innovazione. E, a volte, l'innovazione ha bisogno di impulso che non non sempre può venire dal basso". Capita l'antifona? Il similmussolini di Piacensssssssa come l'Unità dei bei tempi che furono, come la Pravda oracolata. Primarie ...niet.....troppo similamericane da strapazzo....... E Prodi, che sospiroso e tronfio biascicava dopo le " sue" primare fasulle a due euro a voto "....che bella prova di democrazia....." - sì, a pagamento!- e Veltroni e Franceschini e Bindi e....


Figurarsi se Repubblica si lasciava sfuggire l'occasione di infangare. Parlo del caso delle temute scarcerazioni dei mafiosi, pericolo imminente, secondo Repubblica, per " migliaia" di processi contro boss della malavita organizzata, ulteriore regalo di un Governo mafioso ( ovvio, quello Berlusconi) alla mafia. E giù sbrodolate alla Unità anni cinquanta. Vi spiego io cos'è successo. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha attribuito allle Corti di Assise, anzichè ai Tribunali, la competenza a giudicare i soggetti imputati di reati pluriaggravati. Ovviamente compresi mafiosi, 'ndranghetisti, camorristi e simili galantuomini. In poche parole, il Parlamento ha varato una disposizione la cui applicazione compete di diritto alla Magistratura. E conseguentemente la Corte di Cassazione ha deciso come fare. Ecco chi con i fatti aiuta la mafia. La Magistratura con la sua inadempienza, altro che il Governo, come spudoratamente sostiene Repubblica .
Grazie al decreto , che riattribuisce ai Tribunali la competenza per questi processi, oltre ad evitare scarcerazioni di delinquenti, vengono ampliate le competenze della Corte d’assise in merito a delitti, consumati o tentati, di maggiore allarme sociale, terrorismo compreso, fatta eccezione dei reati di mafia, per cui è competente il tribunale. I processi a rischio , spacciati per " migliaia" dalla solita Repubblichetta 2000, ammontano esattamente ( statistiche ufficiali del Ministero di Giustizia) a 388 . I procedimenti interessati sono , infatti, "243 in essere presso le corti d’Appello dei tribunali, 4 presso le procure generali e 141 pendenti presso le Dda".
Tanto per dire quanto sono onesti e chiari quelli di Repubblica......


DI PIETRO ha fatto approvare dal congresso (!) dell'IDV della scorsa settimana una sorta di programma chiamiamolo economico per l'Italia. Si tratta di una quarantina di cartelline che costituiscono il " programma economico" del partito di Di Pietro, ora diventato di lotta e di Governo.
Questa proposta, assolutamente geniale, consistente in tre numeri :20, 20 e 20.
Il primo 20 riguarda l’aliquota del 20% che dovrebbe essere applicata ai redditi di lavoro, in luogo delle attuali. Il secondo 20% riguarda la tassazione delle rendite finanziarie, che dovrebbe passare dal 12,5% attuale per l’appunto al 20%. Ed il terzo 20 si riferisce alla proposta di aumentare appunto del 20% in tre anni le retribuzioni del pubblico impiego. Il che, naturalmente, comporta un aumento medio del 6,66% annuo.È chiaro che l’annuncio che l’Italia abbassa al 20% le aliquote Irpef sui redditi di lavoro genererebbe immediatamente la certezza di una voragine nel gettito dell’imposta personale sul reddito. L’aumento di aliquota della cedolare potrebbe dare circa 8/9 miliardi di maggior gettito: ammesso che i capitali , faticosamente fatti rientrare in Italia con lo Scudo, sia italiani che stranieri , non fuggano spaventati. D’altra parte il simultaneo annuncio dell’aumento al 20% della cedolare secca sulle rendite finanziarie, quindi anche sugli interessi del debito pubblico, farebbe crollare la borsa e spaventerebbe i risparmiatori, investitori in BOT e CCT. E, per finire, i mercati finanziari verrebbero anche informati che, mentre si riduce il gettito delle imposte, le spese per gli stipendi della Pubblica amministrazione, nel triennio dovrebbero lievitare di una cifra quasi doppia di quella consentita da un aumento proporzionale alla crescita del Pil monetario, stimabile in un 11%.Ma nel programma di Di Pietro, i calcoli sulle variazioni delle entrate e delle spese del pubblico bilancio - dovute alla sua terna secca di 20, 20, 20 - non ci sono. Per chi è uso aprire la bocca e dargli fiato senza avere acceso anche il cervello , queste sono quisquilie. Invece, trattandosi di una mozione congressuale presentata al termine di una «convention» dell’Italia dei valori in cui veniva acclamato il candidato alla guida della Regione Campania (nella persona di Vincenzo De Luca, sotto processo per mega casi di abusi edilizi come sindaco di Salerno) non poteva mancare un quarto numero, per passare dalla terna alla quaterna, che è particolarmente amata nell’area dell’antico reame di Napoli. Ed il quarto numero è scaramantico, si tratta del 13, che si riferisce alla tredicesima mensilità.
Nel programma di Di Pietro la tredicesima dovrebbe essere esonerata dall’Irpef almeno per il 2010, anno difficile, come lui dice, per i bilanci delle famiglie a reddito fisso. È difficile calcolare la perdita di gettito di questa misura, ma va tenuto presente che essa comporta una diminuzione del 7,8% del gettito dell’Irpef sui redditi di lavoro, che, a loro volta, danno il 70% almeno del gettito globale di questo tributo. Dunque una perdita di gettito di oltre il 5% dell’Irpef, cioè uno 0,6 circa del Prodotto Interno Lordo detto anche PIL. Ma la «copertura» di questo regalo di Natale non viene indicata. Si spera nel solito miracolo, meglio se di San Gennaro. Ma se il miracolo non c’è, questo minor gettito si sommerebbe alle altre minori entrate e maggiori spese del programma. E Di Pietro ha anche la faccia di definiare questa sua programmazione economica come" liberale ",pur non sapendo neanche quel che questo termine veramente vuole dire e, per fare regalo completo, egli aggiunge anche un salario di ingresso di mille euro al mese per ogni giovane, stabilito per legge, così resuscitando la famosa teoria sessantottina del «salario variabile indipendente». Nella parte, poi , relativa alla immigrazione, il programma dipietresco propone l' abrogare la legge Bossi-Fini, di dare a tutti gli immigrati che sono già in Italia il permesso di soggiorno, compresi ovviamente tutti i clandestini, e di dare al più presto a tutti la cittadinanza. Poi ci sono le proposte forcaiole della parte riguardante la giustizia. Forcaiole per tutti gli altri, meno che per il PD e l'IDV che possono liberamente candidare inquisiti e condannati.
Mi stupisce come una persona dotata di normale comprendonio possa seguire ancora questo ciarlatano, questo imbroglione, questo truffatore. Ma su Di Pietro, leggete dopo.


Considero Di Pietro un volgare imbroglione che ricattando mezzo mondo, ex amici, magistrati, servizi segreti, suoi ed altrui inquisiti e truffando tante persone oneste ed anche degli intellettuali, si è fatto ricco e può permettersi di prevedere l'abbandono della politica ( quanti abbandoni! Prima un lavoro in Germania, poi un lavoro in una società accostata spesso ai servizi segreti, poi in polizia, poi entrando, non ostante la sua bocciatura, in Magistratura, poi la Magistratura, poi tutti gli ex amici, ora anche la politica!) per una data prossima come il 2013, quando il trattorista imbroglione avrà circa 62 anni. Un'età nella quale tutti gli onesti lavoratori, dipendenti o autonomi italiani, vengono dal sistema cacciati dal lavoro e messi su una panchina ai giardinetti pubblici con un obolo mensile di 1.200,00 euro al mese, se tutto va bene.Lui invece, se ne va chissà dove e con una refurtiva di tutto rispetto che, secondo i miei calcoli, nel 2013 sarà di circa 50/55 milioni di Euro. Tutti rubati al partito IDV, tutti rubati a noi, tutti rubati e non guadagnati, Lui inoltre, sappiatelo grillini, grilletti, stronzini e stronzetti manettari, biliosi invidiosi, ci fotterà anche una signorana pensione da parlamentare, qualcosa come 10.000,oo/ 15.000,00 Euro/ mese. Mogli, cognati, parentame, clientele, amici degli amici, tutti sistemati. Eccone un'altra del figuro, dell'imbroglione. Seguitemi.
Corre l'anno di grazia 1995 e l'imbroglione è ancora un Magistrato, anzi " il P.M." del Pool Manipulite, quella consapevole accozzaglia di golpisti con annessa coscienza lurida. In poche e chiare parole in data 3 maggio 1995 compare in TV ( su Odeo TV, guarda caso) la faccia dell'imbroglione , spacciato dalla pubblicità, come " garante del lettore " del giornale Telegiornale.
Erano editori di questo giornale - e l'imbroglione lo sapeva benissimo, eccome se lo sapeva!- i due fratelli Ismaele ed Egisio Passoni, vecchie conoscenze dell'imbroglione, della " Milano da bere" tanto per intenderci. L'imbroglione finse di non sapere - lui, un Magistrato, un P.M.! - che Ismaele era reduce da un fallimento ( quello della Edizioni Ariete , procedura con la quale tutti i dipendenti rimasero senza prendere una lira!). Ecco invece che il Passoni va ad investire diversi miliardi di lire ( da dove venivano? e il fallimento delle Edizioni Ariete?) in questo nuovo giornale e va a chiamare proprio l'imbroglione, all'epoca una specie di Santo popolare, per lanciarlo. In quel giornale, che va subito in difficoltà, entra un finanziatore che ritroviamo anche dopo nei casi del nostro imbroglione, quel Raimondo Lagostena Bassi che qualche tempo fa, tramite una sua società " Sei TV", inoperosa e ferma da circa sei anni, ha elargito al Di Pietro un contributo misterioso di Euro 50.000,00. Lagostena Bassi è anche il proprietario di Oden TV e si trova attualmente agli arresti per via di una storia di false fatturazioni e robaccia del genere. A quel tempo il Lagostena Bassi, amico di Passoni, amico dell'imbroglione Magistrato ( che poteva anche " non sapere", ma cone no?), era un iscritto alla Loggia massonica " Camea", era stato già incarcerato nel 1985 per una storia di finanziamenti regionali da lui percepiti dalla Regione Liguria, guidata dal PCI Alberto Teardo. Il giornale va sempre peggio, ma al nostro imbroglione non importa. Ecco il ricatto. Vuole cento milioni di lire per la sua " opera". Un Magistrato , un P.M. Mentre dunque il Telegiornale non paga nessuno, ovviamente nemmeno i dipendenti e tanto meno i contributi e le imposte, ecco che l'imbroglione incassa- in data 2 giugno 1995 - la somma di lire centomilioni. Capito il galantuomo? La società è insolvente, anche con i dipendenti e lui, Magistrato, che sa tutte queste cose perchè per dare l'appoggio al giornale avrà pure saputo a chi lo dava, imberta 100 miolioni, praticamente sottraendoli au dipendenti. Il Telegiornale viene poi dichiarato fallito. L'imbroglione entra nel procedimento fallimentare per quell'illecito incasso/ pagamento. Viene accertato dal Tribunale Fallimentare a carico del nostro imbroglione il reato ( che ovviamente l'imbroglione, pur essendo un P.M. ed anche mezzo Santo, poteva anche non sapere, vero?) di " concorso in bancarotta preferenziale". Dunque l'editore ha preferito o dovuto ( circonvennzione, concorso o estorsione?,scegliete voi, che non siete Magistrati) dare a lui 100 milioni sottraendoli ai lavoratori. Per concludere l'episodio. Conclusione: l'imbroglione si è tenuto stretti in tasca i cento milioni di Lire per ben tre anni, prima di rimborsarli.Perchè la morsa della giustizia si stava stringendo intorno a lui. Il fregasoldi ha sempre fatto così: 100 milioni da Giancarlo Gorrini, restituiti solo prima che lo denunciasse; 100 milioni anche da Antonio D'Adamo, altro suo inquisito, restituiti solo prima che lo denunciasse.
La vecchia contessa Borletti, quella dei " punti perfetti", ha lasciato a suo tempo min eredità a Di Pietro centinaia di milioni. Vado a vedere perchè e come. Aspettatemi su questo canale.


Ma voi, lo sapete proprio e proprio bene chi è questo De Luca che Di Pietro, con uno spettacolare, inimmaginabile, universale, stratosferico, imbroglionesco , imprevedibile voltafaccia , vuole , alla faccia della coerenza, come candidato governatore per la Campania per il PD-IDV? Ve lo spiego io. E in poche parole. Facendo sforzo sulla mia natura garantista ed adattandomi al detto evangelico " se ti danno un ceffone, dagliene due ed anche più forti", mi sdraio a livello di un D'Avanzo, non di galera, e spiattello tutte le malefatte addebitate al De Luca, scambiandole per sentenze definitive. Insomma partecipo anch'io, visto che lo fanno tutti, allo smerdamento di tutti in diretta TV.
Vincenzo De Luca, attuale Sindaco di Salerno, è' attualmente " pluriindagato ", rinviato per ben due volte a giudizio per truffa, , concussione, associazione a delinquere e falso. Dico poco. Una sorta di iradiddio. Il P.M. di Salerno, Gabriella Nuzzi ne ha chiesto, per ben tre, dico tre, volte l'arresto per evidenti collusioni con la camorra dei casalesi. Infatti un suo uomo, candidato al Consiglio Provinciale di Salerno , era stato rinviato a giudizio per l'articolo 416-bis ( accusato di rapporti con il clan Forte). Varie aziende appaltatrici del suo Comune furono interdette dal Prefetto di Salerno, a causa di legami camorristici. De Luca è anche implicato ed indagato per la faccenda dei terreni della " Ideal Standard", una serie di imbrogli immobiliari su Salerno.
E' stato funzionario del PCI, poi PdS, poi nel PD. Nemico di Bassolino, ma questo è un merito. E degli immigrati clandestini, ed anche questo è una sorta dicenno del buon senso perduto.
Se prendo il codice penale, vedo, prevedo e stravedo per Vincenzo De Luca, ex comunista alla Bersani, circa trenta anni di galera. Mancava questo gioiello nella galleria dei nuovi mostri di questo miserabile PD allo sbando materiale e penale, questo individuo. Bassolino, De Luca: questa è la farina del sacco del PD. Ogni mercante conosce bene la sua merce.

Per Delbono, ex Sindaco del PD di Bologna, ci sono anche altre due accuse: peculato e truffa. Alla faccia del " buon governo" della sinistra. Vedi Marrazzo, vedi Vendola, vedi Loiero, vedi Bassolino,vedi la Toscana con Prato, vedi l'Umbria, vedi la Liguria di Burlando. Questo Delbono mi comincia ad essere simpatico: feste e viaggi alla grande, con la sua diletta Cinzia. Ma a pagamento. E allora, siccome faceva tutto alla grande ma con i soldi nostri, allora mi risento.
Buon governo della sinistra....adieu......la favola è finita......


Bellissima l'idea di Alessandro Meluzzi, pubblicata oggi sul Giornale. Amici che avete votato Forza Italia dalla sua costituzione del 1994, avanti. Aderiamo all'iniziativa di denunciare alla Procura della Repubblica tutti coloro che , infangando Forza Italia, ci additano come imbecilli o come mafiosi o come rimbambiti ( come, grazia sua, ci considera il Nobel dei politologi tale Sartori o come quel tale fascistone di Bocca e simlgentaccia). Abbiamo a disposizione ora la " class action". Aderite. Se potete , mandate un messaggio con le vostre coordinate all'indirizzo:>i.gaetano@email.it>. Mi faccio portatore della proposta.

Gaetano Immè

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