Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 23 febbraio 2010

Dal palco della Versiliana, il presidente della Camera ha introdotto la sua proposta in tema di 'liste pulite' dei partiti. "Se domani - ha spiegato - il Parlamento approvasse, con il voto di tutti, una leggina di poche righe in cui si afferma che chi è stato condannato con sentenza definitiva per reati contro la pubblica amministrazione non si può candidare per cinque anni, la pubblica opinione direbbe: meno male. Ovvero reagirebbe positivamente. Le istituzioni poi guadagnerebbero un tassello di fiducia in più". I Magistrati che indagano sulla Protezione Civile non si devono vergognare di fare il proprio lavoro....



Le parole del Presidente della Camera, peraltro pronunciate in un luogo simbolo di una certa borghesia benestante e schizzinosa, involontariamente mettono un punteruolo nella vera piaga. Fini, evidentemente, ritiene, come un qualsiasi comunista ideologicamente onesto, che l'uomo è pronto a peccare e non ha alcuna possibilità intellettuale di redenzione o di ravvedimento. E' dunque necessario, per Fini, ed anzi è assolutamente auspicabile che , con proponimento condiviso da entrambi gli schieramenti politici, lo Stato produca una ulteriore leggina che preveda norme comportamentali che, a mio giudizio, dovrebbero essere invece lasciate al giudizio degli elettori. Di elettori informati, di elettori acculturati, di uomini e donne che sappiano la differenza fra " indagato", " rinviato a giudizio ", " condannato in primo grado", " condannato in appello" ed infine " condannato in via definitiva". O assolto. E' proprio necessario che ci sia una leggina per non far votare, per esempio, un De Luca, un pluriinquisito, pertanto non solo " indagato", ma anche e per ben due volte " rinviato a giudizio " per reati di assoluta gravità sociale e per il quale il Magistrato - per quanto possa oggi questo valere - ne aveva chiesto per ben due volte l'arresto? Penso e ritengo che qualsiasi uomo di buona volontà, di media intelligenza e di media cultura capisca da solo che quella persona non può dignitosamente rappresentare l'Italia. Lo capiscono tutti, meno Di Pietro ed il PD. Perchè dunque per l'On. Fini non bastano i segretari dei Partiti politici per non candidare fra le proprie liste persone che hanno comunque problemi con la giustizia? Ma non volgio buttarla in politica spicciola, ma in via di principio. Non era certo intenzione dell'On Fini di porre il problema di fondo sulla questione, in quanto la sua posizione risulta modesta nella sua scontatezza di sapore soporifero e molto sospettosamente cerchiobottista. Il vero problema, che Fini peraltro non si è mai posto proveniendo originariamente dal MSI ( dove vigeva come regola lo " stato sociale") , avendo poi deviato verso AN ( dove la centralizzazione dei poteri e la dominazione sull'individuo sono uscite rafforzate anzichè attenuate) (e prova ne sia la assoluta carenza di dibattito e di parola all'interno del citato partito che testimonia le irrefrenabili ed ormai storiche pulsioni di Fini a favore dello Stato padre padrone dell'individuo ), arrivando infine a confluire in un partito, il PdL, nel quale dovrebbe prevalere lo spirito liberale ,liberista, meritocretico, individualizzante, ed assolutamente laico che rappresenta tutto l'opposto di quanto l'On Fini ha sempre sognato, il problema di fondo, dicevo, è la "fiducia", la "confiance " che ognuno di noi deve avere in se stesso. Un popolo che ha fiducia nel singolo è un popolo pronto alla forma democratica di governo e di istituzione, è un popolo che non ha bisogno di essere " curato" dallo Stato, è un popolo che sa usare la testa propria, che quindi non segue i populisti, i tribuni, i fomentatori ed i sobillatori nè coloro i quali vogliono arrogarsi, per motivi etnici, religiosi, ideologici e simili, il diritto di guidare il pensiero altrui . Trovo in Fini una emergente e caratterizzante, assoluta e stratosferica, ma sopra tutto destabilizzante incoerenza , che se da un lato può essere anche guardata come una specie di risorsa - sulla quale pure ci sarebbe molto da discutere - , dall'altro lato è di una tale violenza da suscitare fortissime perplessità sulla sua attuale giusta e corretta collocazione politica . Come si può sostenere per tanti anni il fascismo e la sua storia per poi arrivare ad una sua abiura totale e profonda, tale insomma da essere - sono parole dello stesso Fini - definito " il male assoluto"? Come si può analogamente battersi per fare approvare nel 2004 , non venti anni orsono, la Legge Bossi-Fini , assai rigida nel campo dell'immigrazione ed assolutamente contraria a quella clandestina, per poi battersi nel 2009 in prima persona per dare agli immigrati diritti impensabili rispetto alla Bossi - Fini? Come si può appartenere ad un'ideologia centralista e dirigista, com 'è sempre stato prima nel MSI e poi nella stessa AN e poi disciogliersi in un PdL che, invece, è quasi tutto l'inverso? E come si può, ancora, con tale nonchalance, poi sostenere certe posizioni, come quella attuale sulle liste pulite, che , ancora all'opposto di prima, incitano e sollecitano lo Stato a regolare il regolabile, anche a costo di limitare la libertà degli individui? Sono escluse da questo esame le posizioni, diciamo,laiche, espresse dal Presidente della Camera su argomenti etici, sui quali non vi è schieramento in Italia che non abbia nel suo interno un vivace dibattito sull'argomento. Cambiare opinione è lecito ed anche meritorio, se corrisponde effettivamente ad una naturale e culturale maturazione ; invece cambiare radicalmente i propri valori di vita, passare da sistema ideologico statocentrico ad una formazione che cerca di limitare al minimo gli interventi dello stato e poi, dall'interno, sollecitare dibattiti praticamente impossibili per tenere unite due anime divise nei valori fondamentali, appare più vicina alla posizione di chi ha fiutato il vento, di chi è salito, magari malvolentieri, ma ci è salito, sul carro del sicuro vincitore ed ora ne paga il pegno in termini di condivisione di principi. E cerca di scavarsi una posizione autonoma rispetto al pensiero del leader del PdL anche sul versante Bertolaso. Così, ricadendo nel suo veterofascismo, si ritrova ad essere come venti anni fa, un giustizialista ottuso, un lanciatore di monetine, uno che segue il popolo che altri ha aizzato, un esecutore. Così per il Presidente della Camera hanno fatto bene i Magistrati di Firenze a chiudere gli occhi davanti all'illegale pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, hanno fatto bene i Magistrati di Firenze a far sì che i vari e noti giornali abbiano già condannato e sputtanato Bertolaso per reati dallo stesso mai commessi, hanno fatto bene ad indagare contro chi ha ricostruito abitazioni aquilane a tempo di record, hanno fatto bene . Per il Presidente della Camera, la Giustizia e quindi i Magistrati, essndo promanazione dello Stato, sono i nostri padroni e dobbiamo servirli. Acriticamente, come piace ai regimi dittatoriali. E' questa la estrema fragilità delle posizioni finiane, perchè come non potrà mai un comunista essere un liberale, così non lo potrà mai essere o divenire un fascista. Anche se oggi va di moda dire " ex", che salvificherebbe tutto.


La crisi isterica della mammoletta da sagrestia, Marco Travaglio, alle pertinenti osservazioni di Porro e di Belpietro, hanno scatenato un effetto domino. Si perchè il " giudice inquisitore senza contraddittorio", stizzito come un bufalo impazzito, ha dato sfogo alla sua natura eleganza intellettuale, dando sfoggio del suo profondo intelletto ed il giorno dopo su un famoso giornale , noto per la sua estrema correttezza , "Il Fatto ", ha parlato e scritto non di principi, ma semplicemente di " merde". Proprio così, di " merde". Un pensiero ed una materia alla quale deve essere contiguo di testa e di intelletto il nostro Signor Giudice Inquisitore, il quale, da buon Inquisitore - ne sanno qualcosa i famosi gruppi eretici che Santa Romana Chiesa metteva al rogo o al patibolo dietro, appunto, una specie di processo-condanna senza nessuna difesa, condotto dalla figura del " giudice inquisitore" - non ha le capacità per discutere, ma vuole solo condannare , non concepisce un dibattito, non concepisce l'argomentare per provare, lui è capace solo di " condannare". Specie quando non vi sono prove. Ora però ha fatto l'offeso anche con il suo campagnuccio Santoro, il quale, conscio che in TV ci sta non per meriti propri ma grazie ad un editto di tribunale ( salvo poi parlar male di editti bulgari o saraceni...), gli si è rivoltato contro come una serpe, perchè vuole dimostrare, elementare Watson, di essere un " giornalista" che non guarda in faccia a nessuno, di essere equanime e corbellerie varie. Però il Santoro ha commesso un errore: non solo non ha usato a suo tempo la brillantina Linetti, ma ha anche urtato Vespa. Allora anche Vespa s'è incazzato e........... Basta. Andate a quel paese.

Nel Palmares dei.... fiaschi dell'intelligentone ras delle Puglie, dell'uomo dalle ...scarpe d'oro...e dalla...barca in società....da oggi si aggiunge anche il fallimento della RED TV . Quattordici giornalisti sulle nostre spalle e divesri co.co.co. col culo per terra.

L'imbroglione continua nella sua rappresentazione d'avanspettacolo. Ieri l'altro il " suo" ( in senso strettissimo) partito IDV ha presentato una mozione che è meglio di una commedia di Totò. In soldoni: l'IDV vuole ( non si sa bene il motivo ) le dimissioni di Bertolaso dalla carica ricoperta ma se Berlusconi insiste per difendere Bertolaso, noi ( IDV) presenteremo un nostro candidato. Semplicemente spet-ta-co-la-re. A Roma direbbero " Aho! Ma chi sei? Cacini?". Credo che al PdL tremino tutti gli orli dei pantaloni......dalle risate.

Gaetano Immè

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