Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 3 febbraio 2010

La Camera ha approvato la Legge sul " Legittimo impedimento" con 595 deputati presenti:a favore hanno votato 316 deputati, mentre i no sono stati 239 e 40 gli astenuti.
Il provvedimento, che ora dovrà passare l'esame del Senato, stabilisce che il premier ed i Ministri possono ottenere il rinvio dell’udienza dei processi in cui sono imputati, perché "legittimamente impediti" dalle loro attività di governo a comparire in tribunale. Ogni rinvio può estendersi fino a 6 mesi, per un totale di 18 mesi. E’ sufficiente che la presidenza del Consiglio attesti l’esistenza di questo impedimento, perché il giudice rinvii il processo ad altra udienza. E' poi indispensabile anche se ovvio aggiungere che non decorre alcun termine per la prescrizione e che, sopra tutto, non rappresenta nessuna " immunità", perchè invece è solamente un rinvio delle udienze del processo. A maggior ragione dunque non è qualificabile come " impunità". In tal modo viene anche rionosciuta ed aumentata la dignità della Magistratura che così potrà ugualmente svolgere serenamente la propria funzione. A me pare che questa Legge consenta finalmente di porre fine alla guerra fra "poteri" ed " ordini" dello Stato, consentendo quindi al Governo di rispettare il mandato ricevuto dal popolo ed alla Magistratura di poter effettuare i suoi processi con tutta calma, senza l'assillo che dietro la legge si nasconda il desiderio che il reato si prescriva ( perchè i termini della prescrizione vengono sospesi).

La norma trova la sua giustificazione, la sua ratio, nella mancanza di completezza dell'ormai famoso articolo 68 della Costituzione che regolava non solo le guarantigie per i parlamentari ( la famosa immunità parlamentare ) e che, nel 1993, era stato oggetto di una decaducazione a seguito del golpe giudiziario di quell'anno , eseguito con un complotto dei Magistrati ( Borrelli, Di Pietro, Davigo, Colombo,ecc) del Pool di Mani Pulite. Se non si parte da questo necessario ed indispensabile antefatto, si rischia di restare solamente invischiati nel parolume ciarlatanesco e di non comprendere bene appunto la ratio, sia costituzionale che pratica di questa norma, nonchè i suoi contorni politico - istituzionali. A seguito dunque di questo golpe giudiziario che, cavalcando il pur giusto cavallo di troia del sistema delle tangenti, fu compiuto dalla Magistratura incaricata, e cioè dal pool di Mani Pulite, fu eseguita una vera e propria operazione di " sommaria esecuzione" ma di una sola parte dei colpevoli del reato tangentizio, perchè volutamente - chiedere a Di Pietro ed a Colombo ed a Davigo, ex PM di allora ed oggi tutti "onorevoli parlamentari" ovviamente della sinistra - il PCI di allora fu letteralmente salvato dall'inchiesta, nonostante avessero acciuffato il Signor Primo Greganti, fiduciario tesoriere del PCI di allora, con in tasca la bellezza di Lire 1 miliardo, per di piu' in contanti, dentro la sede del PCI in Roma in Via delle Botteghe Oscure. La Magistratura per evitare di decimare, anche il PCI , come era giusto che fosse avendo il PCI stesso partecipato come beneficiario all'incasso delle tangenti come la DC ed il PSI, così come stava giustiziando, con processo sommario, la DC ed il PSI, si " accontentò" della famosa dichiarazione del Greganti nella quale costui sosteneva " che quel denaro era cosa sua", senza poi effettuare i dovuti riscontri e le dovute indagini, come fece il Pool per tutti gli altri partiti del tempo. In poche parole, quella Magistratura , madre della Magistratura attuale, in nome della presunta " legalità", volle salvare il PCI e decapitò la Costituzione, mettendosi sotto i piedi la " legittimità". Una chiara applicazione dei due pesi e due misure: per tanti valeva il sillogismo del " non poteva non sapere" mentre per la nomenclatura del PCI valeva l'esatto contrario e cioè " poteva non sapere".

La conseguenza del golpe costituzionale, eseguito dalla Magistratura di sinistra , avvalendosi della minaccia e del ricatto sul Parlamento ( non dimentichiamo mai le frasi ricattatorie e minacciose rivolte contro il Parlamento in TV da Borrelli , da Di Pietro e concorrenti) (basta andarsele a leggere ) fu che, a seguito della amputazione dell'articolo 68 della Costituzione, i Parlamentari eletti dal popolo italiano non godevano più di alcuno scudo costituzionale che li difendesse dall'ordine giudiziario il quale, nella nostra Costituzione, gode della più ampia autonomia pur essendo un ordine e dunque un semplice braccio dello Stato ma non certo eletto dal popolo italiano. In poche parole: con la decaducazione in parola vennero meno i pesi e contrappesi che garantivano, nella nostra Costituzione come sancita e deliberata dai nostri padri costituenti, la supremazia e l'indipendenza del potere politico ( potere, perchè eletto dal popolo) sull'ordine giudiziario ( ordine, perchè non viene eletto da nessuno, ma vi si accede solo con un semplice concorso).

Appare quindi sospetto - non a me di certo - che la sinistra, che a parole dice sempre di voler rispettare la Costituzione e che la stessa non può essere cambiata, dopo la bellezza di diciassette anni, non voglia - come peraltro a voce afferma - ripristinare la Costituzione . espellendo dalla stessa la mutilazione causata dal ricatto del 1993. Ciò sarebbe sufficiente a riconsegnare il Paese alla sola volontà del popolo italiano , che è l'unico soggetto legittimato a decidere, tramite il voto, chi deve governare il Paese. Invece, allo stato attuale delle cose, è sufficiente un avviso di garanzia della Magistratura per abbattere un Governo : e poichè da diciassette anni si assiste in continuazione all'emissione, da parte di una fetta della Magistratura, di capi d'imputazione contro il leader del centrodestra - che nel 1994 hanno direttamente determinato la caduta del governo sulla base di imputazioni che poi, nel 2004, cioè dopo ben 10 anni, sono state dalla stessa Magistratura definitivamente definiti inesistenti - si comprende benissimo come la nostra Costituzione sia assolutamente squilibrata a vantaggio della Magistratura e come, in presenza di una Magistratura che non paga o non risponde dei propri errori, sia forte per taluni Magistrati , dichiaratamente ideologizzati, di emettere a carico del capo del governo pro-tempore accuse inesistenti o infondate al solo fine politico di abbatere, immediatamente, la maggioranza espressa dal popolo italiano senza ricorrere alle votazioni popolari. Intanto il governo cade e poi se le accuse siano o meno inesistenti si vedrà con dieci e più anni di ritardo. E questo è il ricatto che la Magistratura oggi esercita sul Parlamento, quest o il vulnus incivile inferto alla nostra Costituzione, questo trasforma la nostra democrazia parlamentare in una sottospecie di teocrazia posta sotto il controllo di una serie di " guide spirituali "che nessun italiano ha scelto e voluto, cioè i Magistrati. E questo è , credo con la massima evidenza, assolutamente inammissibile.

Dunque tanto rumore per nulla, bastava un accordo che, in qualunque paese civile, sarebbe stato raggiunto in pochi attimi, avrebbe consentito il ripristino completo dell'articolo 68 della Costituzione. Ma questo non è mai stato possibile. Perchè la sinistra si è sempre opposta , insieme all'IDV, a tale ripristino, nè ha mai tentato, durante i suoi governi ( Amato, Prodi I, D'Alema, Prodi II) di questi ultimi diciassette anni, di risolvere il problema in questione, così come non ha mai voluto risolvere anche tanti altri problemi che è brava ad agitare come spauracchi democratici. Parlo di una nuova legge elettorale, parlo del conflitto di interessi, parlo dell'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione.

Perchè? Chiediamocelo e chiediamolo a loro. Perchè i vostri governi non hanno risolto questi problemi ? Perchè si sono preoccupati dei pur comprensiibili ma non certo urgentissimi diritti delle coppie di fatto, delle ridicole liberalizzazioni degli orari dei barbieri, di consentire alle parafarmacie ( rigorosamente delle loro Cooperative rosse ) di vendere taluni medicinali e non si sono mai occupati nè tanto meno preoccupati dei veri problemi - sono parole loro - che imbrigliano ed attanagliano l'Italia da quando è nata Forza Italia? Parlo della primazia costituzionale della politica sulla Magistratura, parlo della Legge elettorale, parlo del conflitto di interessi ( quello di Berlusconi, non quello di altri), tanto per fare pochi ma significativi esempi.
Oggi straparlano, si stracciano le vesti, invocano chissà quali disgrazie, come prèfiche remunerate e più false di un soldo bucato, ma perchè non hanno risolto loro questi problemi?
E' puro populismo. semplice squadrismo fascistoide e giustizialista dire e fare come fanno nella circostanza, sia Di Pietro che Bersani.

Antonio Di Pietro, molto nervoso per i misteri che si vanno accumulando sul suo nome, reso irascibile dal crollo dele preferenze all'IDV ( che è sceso dall'8% delle scrose Europee ad un attuale e pure abbondante 6% ), addirittura stravolto dalla possibile fronda interna al suo stesso Partito-famiglia nel quale al prossimo congresso ( il primo della sua storia) pare che ci sia chi lo voglia fare fuori , ieri alla Camera è stato più volte interrotto e contestato dai banchi della maggioranza mentre pronunciava la sua dichiarazione di voto sul legittimo impedimento. Più volte, mentre parlava, dai banchi del Pdl è stato gridato "Contrada, Contrada!", "Golpista" e "Pensa a Borsellino". Il leader dell'Idv si è schierato apertamente contro il provvedimento: "No a questa legge porcata che umilia le istituzioni, offende il parlamento e il Paese e ha un unico mandante: lei, signor presidente Berlusconi. Una persona che il Paese farebbe bene a mandare a casa quanto prima". Non si capisce perchè una legge, questa del legittimo impedimento, che ridona onore e dignità al Parlamento ed al Governo eletto dal popolo italiano, per Di Pietro "offende il Parlamento". Non si capisce perchè per Di Pietro, una legge voluta da uno schieramento politico maggioritario, che esplicitamente non incontra alcun ostacolo da parte della Presidenza della Repubblica - peraltro in mano alla sinistra -per Di Pietro " abbia un solo mandante", cioè Berlusconi. E poi Bersani ! Bersani ha invitato il presidente del Consiglioa rinunciare al legittimo impedimento e a farsi processare. Se "aveste la forza di rinunciare", ha detto il leader del Pd rivolgendosi alla maggioranza nel suo intervento alla Camera sul legittimo impedimento, "vi sarebbe una svolta. Il presidente del Consiglio a questo punto della sua quindicennale vicenda poterebbe compiere un atto di responsabilità" ha insistito, e mettere "prima di tutto l’Italia, affrontare a viso aperto le situazioni fruendo dell’attuale quadro di garanzie che valgono per tutti i cittadini". Ma, ha aggiunto, "noi non udremo quelle parole da statista. Non udremo uno statista dire: 'Affronto a viso aperto i miei problemi e intanto voi risolvete le cose che vanno risolte'. No - ha insistito - sentiremo la solita musica. Ci direte: 'Abbiamo il consenso, fateci governare'. Ma chi ve lo ha impedito? Chi vi impedisce di governare?". Bersani poi fa tutto da solo, come si dice a Roma " se la sona e sa canta".
Bersani non si rallegra che venga messa una bella pezza sullo sfregio golpista sulla Costituzione, non ha tempo nè volgia di pensare al bene del popolo italiano, lui non riesce neanche a vedere il bene del suo stesso partito. E da solo si scopre: si scopre che al PD nulla interessa della Costituzione, nulla interessa della sua integrità a favore del popolo italiano, nulla interessa della primazia naturale in democrazia della politica sulla Magistratura, nulla interessa dell'imperante squadrismo giustizialista che tiene a schiavettoni lui ed il suo PD. A lui interessa solo che Berlusconi " si faccia processare". Ma con la legge sul legittimo impedimento. Berlusconi sarà processato per tutti i capi d'imputazione che la Magistratura vorrà contestargli. Ma non subito, solo dopo aver governato, come ha voluto il popolo italiano. E non esiste prescrizione nella legge, perchè i termini della prescrizione vengono sospesi, nè esiste amnistia. Il processo si terrà, ma prima delle richieste della Magistratura, caro Bersani, viene la richiesta del popolo Italiano che, con le ultime politiche ha chiesto a gran voce " volgiamo essere governati per questa legislatura da Silvio Berlusconi". Può piacere o non piacere, caro Bersani, ma se Lei non lo sapesse o non l'avesse ancora capito, questa è la DEMOCRAZIA ITALIANA. Capisco che Lei è molto più pratico della cosi detta democrazia popolare tipo Urss o Cina o Cuba o Vietnam, ma da noi, in Italia, si usa così. Per fortuna nostra.

Di Pietro e D'Alema: due portenti. Smemorati. E bugiardi. Anzi, peggio che bugiardi. Ieri alla Camera il D'Alema che dice "...mai utilizzata la immunità..." quando invece si è salvato dall'inchiesta sull'UNIPOL , come europarlamentare, solo attaccandosi stretto stretto alla immunità che, ovviamente , esiste in tutti gli altri Paesi democratici del mondo, merita un aggettivo qualificativo adeguato alla panzana. Vogliamo dire " impostore"? Idem per Di Pietro, che parla, straparla, ma l'immunità l'ha utilizzata eccome, per evitare una certa condanna per diffamazione. Vero Di Pietro?

Adesso abbiamo capito bene, se ce ne era bisogno - non certo per me - perchè mai la sinistra, durante i suoi periodi di governo si è presa la briga di sistemare questi tre problemi che assillano il Paese. Non devono essere risolti, ma debbono sempre esistere così da agitarli come una falce ( con relativo martello) contro il centrodestra. Loro, quindi, del popolo italiano se ne strafregano.

La Lega: "Da voi doppia morale" Il ddl sul legittimo impedimento è "un provvedimento equilibrato", che "bilancia in modo corretto" due esigenze: "Che chi è eletto dal popolo possa governare e rispettare il mandato elettorale, e che la magistratura possa svolgere le sue inchieste e fare il suo corso". Il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, difende la proposta di legge. Il legittimo impedimento, afferma l’esponente leghista, "non introduce alcuna forma di immunità, semplicemente specifica quando deve sussistere un legittimo impedimento tale da poter differire la data di un’udienza": precisazione ancor più necessario visto che in Italia "il premier è inseguito dalle udienze". Non solo: "È giusto che la sussistenza del legittimo impedimento venga decisa" non dai magistrati ma "dagli uffici della presidenza del Consiglio, la più alta istituzione eletta dal popolo: perché il rispetto delle Istituzioni deve valere solo per alcune?" si chiede Cota ? Invece, insiste Cota, "ascoltiamo le solite argomentazioni trite e ritrite" di cui "siamo stufi". Chiude Cota rivolto all’opposizione, "non invocate la questione morale, perché poi la gente pensa che proprio chi predica bene razzola male. Sembra piuttosto l’istituto della doppia morale...". La Lega: "Da voi doppia morale"

State seguendo quel po' po' di notizie che stanno venendo fuori su Di Pietro? Molto, ma molto interessanti. Io le seguo, mi aggiorno, vedo la reazione animalesca, fascistoide e contadinesca del soggetto e mi ronzano per la testa sempre le stesse due domande alle quali Di Pietro dovrebbe rispondere:
1. Se, come diceva il Pool di Milano, se come diceva in Parlamento lo stesso Craxi, se come tutti
dicevano le tangenti riguardavano " tutti " i partiti del Parlamento italiano,perchè avete
salvato il PCI?
2. Perchè si è dimesso dalla Magistratura a 48 anni, così giovane? Perchè ha rinunciato alla sua
professione , alla sua popolarità, al suo lautissimo stipendio in così giovane età? Io non credo
che Lei l'abbia fatto per evitare le condanne da parte dei Magistrati di Brescia e del CSM per le
sue, ormai note, malefatte ncomportamentali, Perchè dunque?
Aspetto notizie. Dallo 007 di Montenero di Bisaccia. Purchè non faccia con me quello che fatto con la giornalista del TG1, alla quale ha detto" ...Lei fa domande del cazzo....". Ma non era lui che sfilava poco tempo fa per Roma, cazzeggiando sulla presunta violata libertà di informazione?

Gaetano Immè

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