Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 22 febbraio 2010

A me non va bene.

Un minimo di logica e di ragionamento. Llo strumento operativo della Portezione Civile, quella famosa " PROTEZIONE CIVILE SpA", doveva essere la mano operativa degli interventi affinchè essi fossero validi e , sopratutto , tempestivi e non come quelli cui siamo abituati , dal Belice, all'Umbria, all'Irpinia, circa secolari. Si trattava di trovare la soluzione per uscrire dalla strettoia tutta italiana che prevede tante di quelle pastoie burocratiche per gli appalti, anche per le opere urgenti ( non esiste alcuna deregulation sull'argomento) che i relativi lavori durano decine e decine di anni. Se bastano. Per verificare, basta andare ancora nel Belice, in Umbria ed in Irpinia. Ma c'era da " derogare", cioè vi è la assoluta necessità di prevedere uno strumento agile, quindi svincolato dalle pastoie della pubblica buracrazia. In quel decreto vi era lo spirito del cambiamento, vi era la scommessa sulla fiducia nel Paese del domani . Si iniziava una nuova fase, diciamo, pedagogica, nei rapporti con la P A, basata su un concetto libertario e liberista anzichè sul concetto dittatoriale e statalista al quale siamo ormai , nauseati, assuefatti. Insomma, dare agli uomini la possibilità di essere meno impastoiati e più liberi o schiacciare gli uomini sotto l'imperio delle pastoie e dei controlli ? Lasciare , in ultima analisi, l'uomo, libero con la sua coscienza o continuare a tenerlo " sotto controllo" quasi come uno Stato etico? Davanti a questa apertura, davanti alla possibilità di avere un poco più di libertà, davanti alla possibilità di costruire una figura burocratica nuova, conscio e consapevole, non maneggione ed intrallazzatore, davanti alla possibilità di dare alla PA anzichè la solita trita e ritrita possibilità di trarre illecito profitto proprio dall'enorme peso delle pastoie burocratiche favorendo gli " amici" fidati a dispetto della correttezza e trasparenza, ecco il coro dei melensi, dei soliti noti, dei conservatori che si autodefiniscono riformisti, ma che sono i peggiori " controriformisti"in senso storico. Per costoro, che pure si uniscono ai cattolici, la tentazione fa l'uomo ladro e tanto basta. Per stare come si stava,perchè tutto rimanga come era. Come il Principe di Salina. Ma quale " seconda possibilità", ma quale " miglioramento culturale", ma quale " riforma burocratica": l'uomo è un imbroglione nato e come tale, indipendentemente dalle prove ed anzi sopratutto anche senza prove, come nella Chiesa delle Inquisizioni, deve essere condannato. Deve essere guidato dallo Stato, perchè da solo è preda della sua delinquenza. Condannato a soggiacere alle pastoie burocratiche perchè - questo è il loro assioma - più pastoie, più controlli, meno possibilità di delinquere. E questi ultimi settanta anni di vita italiana che cosa son passati a fare? Tutti ormai sanno che più pastoie burocratiche non producono meno corruzione, ma ne producono , come dimostra tutta la storia italiana, assai di più. Balducci, Veltroni, Cerasi, Rutelli, Piscicelli, Anemone ecc docent.



Inspiegabilmente -devo protestare vibratamente contro il PdL in tal senso - e pur di dare ascolto alle scontate , retoriche e farisaiche declamazioni del Presidente della Repubblica che, peraltro, come al suo solito, apprezza quando è il centrodestra ad aprire al dialogo con l'opposizione, ma tace vilmente e sfacciatamente quando è l' opposizione che non usa lo stesso metro , questa innovazione concettuale, questa maggiore libertà, questa fiducia nella redenzione dell'uomo, non è passata. Per pervicace volontà del centrosinistra. Che intanto, stava già, sotto sotto, Cialente e Mozzopane complici ridens, organizzando la faccenda delle " mille chiavi" dell'Aquila. Perchè questa pseudo manifestazione dell'Aquila è propro la conseguenza delle modifiche volute dal centrosinistra al decreto Protezione. Cioè: niente" deregulation " alle pastoie per la ricostruzione, lavori che dureranno se va bene forse venti anni. Lo hanno voluto loro e contemporaneamente , in piazza, se nel lagnano con il Governo. La doppia morale comunista in salsa cattocomunista, la solita tiritera. Ma come, mi chiedo, Signor Presidente della Repubblica, ma se lo sapevano pure i sassi che tutto questo cancan di Bertolaso era tutto studiato, tutto predisposto a tavolino, se lo sapevano pure i sassi che il marciume degli appalti irregolari era ben noto a tutti specialmente a sinistra, marciume che stava e sta nel Ministero dei Lavori Pubblici, che stava negli appalti pilotati dai Sindaci romani del centrosinistra, dai Sindaci fiorentini del centrosinistra, dai sindaci pugliesi del centrosinistra, dai sindaci emiliani del centrosinistra, dai sindaci campani del centrosinistra, dai sindaci umbri del centrosinistra e che i " SOLITI NOTI" hanno voluto addossare politicamente al l'ingenuo di turno? Ma Signor Presidente della Repubblica, ma non dovrebbe Lei essere arbitro e non giocatore? Suvvia! ma dove vive ? Le cronache, sempre carine, ci rimandano la bella immagine del Sindaco Cialente e del Presidente Pezzopane contestati dai loro compagnucci all'Aquila. Semplicemente perchè mentre gli aquilani vivevano sotto le tende, loro due se la spassavano in ricchi resort sul mare, con ville e piscine. La " loro" democrazia.





Di Sanremo, di Savoia, della Clerici, degli orchestrali appallottolatori a comando, della "peggio Italia ", dell'Italia snob, di quella che altezzosamente sta col ditino alzato, dell'Italia degli imbrogli telefonici, dell'Italia data in pasto ai minus habens per distrarli dai veri problemi, dell'Italia razzista veramente , di quella che accetta di essere rappresentata da una ricca quarantacinquenne matrona con un canotto a posto del petto con attico di rito, dell'Italia stracciona assai che è felice se in platea siede un Bersani e se sul palco pontifica invece un Morgan o un Cassano, dell'Italia meschina ed invidiosa dei figli dei soliti noti al posto giusto ( ci vorrebro pagine e pagine per elencare tutti i figli di papà rigorosamente " de sinistra" sistemati a spese nostre nei carrozzoni a loro tanto cari), dell'Italia che celebra un delinquente ed irride alle sue vittime, dell'Italia fatta di tanti Placido, di tanti Bellocchio, dell'Italia dei Travaglio e dei Santoro, dell'Italia di chi non è abituato ad un dialogo ma vuole solo impossessarsi della TV per dire le menzogne che vuole, dell'Italia stracciona e stronza che legge i giornali della crassa borghesia e della pseudo nobiltà credendo in quel che proprinano loro, che divora quelle pagine, dell'Italia che vive per odiare gli altri, che vive odiando, dell'Italia delle parrocchiette comunisteggianti, dell'Italia che " dobbiamo accogliere tutti" per poterli poi schiavizzare e sfruttare come veri schiavi moderni, dell'Italia finta buona, dell'Italia maledetta che ancora crede che il comunismo sia stato un cattivo " mezzo" per un " nobile fine", dell'Italia che si crogiola nel ricordo della Shoa ma dimentica i morti delle foibe e li nega, dell'Italia che il Fascismo è stato il male assoluto e che non conta i milioni di morti causati dall'ideologia com, dell'unista, dell'Italia ipocrita che c'è la'apologia del fascismo ma non esiste quella del comunismo, dell'Italia che titola strade e piazze a tiranni sanguinari come Stalin come Lenin, come Marx, come Tito, di quell'Italia che segue sempre qualcuno, dell'Italia plebea e puzzolente che ha idolatrato un Togliatti, un De Gasperi, un Moro, un Fanfani, un Craxi, dell'Italia che è nata per essere al guinzaglio di qualcuno e quindi plebaglia, popolino, popolo bue, che nel gruppo si riconosce, dell'Italia che non conosce il valore del singolo nè del merito ma idolatra la finta uguaglianza, dell'Italia vuole " redistribuire" ma non è capace di " produrre", dell'Italia assistenziale e ladra, dell'Italia unificata per via occupazione militare ma poi mette la toppa di rifiutare la guerra, dell'Italia che uccide i giusti , dell'Italia che condanna gli indagati, dell'Italia che gligliottina i rinviati a giudizio", dell'Italia che non conosce la Costituzione ma se ne fa ridicolo scudo, dell'Italia che sceglie di essere rappresentata da nani, ballerine, arruffapopoli, imbroglioni, assassini, di questa Italia non parlo. Neanche sotto tortura. Ci pensa Repubblica.


Neanche sotto tortura.

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