Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 19 febbraio 2010

Non ci voleva nè la classica " campana di vetro " nè una speciale laurea, ma lasciatemi assaporare un pizzico di soddisfazione. Come questo blog aveva detto e scritto nei giorni scorsi, anzi fin dai primi giorni di questa faccenda della Protezione Civile, tutte le ipotesi di reato sulle quali indagare, tutti i reati più odiosi che questo caso ha sollevato ( il cinisco ienico - aggettivazione infelice che deriva da "iena ridens"- di appaltatori - tipo Anemone o tipo Piscicelli o tipo Cerasi - felici del sisma, gli appalti miliardari tolti a qualcuno e dati ai raccomandati ridenti, il "vero centro motore" di questa corruttela, i giudici investiti da questo sistema corruttivo) stanno tutti a sinistra. Repubblica come Comunardo Niccolai, centrale difensivo del Cagliari di Gigi Riva: un autogol fatto persona. Che le intercettazioni, peraltro assai vaghe, " non sono prove" ormai lo hanno capito tutti, ma proprio tutti, escluso " er mutandaro" D'Avanzo, il Vate "vuoto" Scalfari , Sua " bassezza" Ezio Mauro e la cricca dei manettari ( Travaglio e &). Il primo ha sbrodolato ieri sul foglio degli invidiosi (come recitava Gigi Proietti...." Ah 'nvidiosi...!) due o tre paginate di nulla, di zero assoluto (al cui confronto il greggiano "spettegulesss" appare un libro di filosofia sperimentale ) senza poter accennare ad alcun risvolto penale. Ma questo è noto. D'Avanzo, " er mutandologo ", esperto in mutande da sniffare - è la sua vera droga - offre il " meglio" quando c'è da spargere un po' di fango, impastato dai suoi superiori. Il Vate Scalfari, ormai tanto" vuoto" da fare quasi piangere, che si ridicolizza da solo con interventi in TV da imbarazzare non solo Floris, che sarebbe già tutto dire, ma anche quel " manettaro" sempre presente presente da Santoro." Sua bassezza " Ezio Mauro, da buon piementose, erede degli " okkupanti manu militari " dell'Italia Merdionale " spacciata per " unificazione, in comunicazione con la Svizzera, per aver ordini dal suo editore svizzero , tace : impegnato com'è nel betonare ( da betoniera, mischiare acqua e sporcizia d'ogni genere per creare il prodotto principale del suo e loro giornalone degli 'nvidiosi) e rimestare - come per cuocere la polenta - il fango o la mota o altro prodotto naturale di primaria importanza in Largo Fochetti e che inizia sempre per " m", prodotto che poi, a intere lenzuolate e secchiate, viene consegnato allo scriba D'Avanzo. Sulla " banda delle manette per gli altri "tornerò altrove, a raccontar le gesta.


Una sarabanda di sciocchezzuole contro Bertolaso che raggiungerà l'unico scopo di consentire al Bertolaso stesso, come da questi dichiarato, di donare cinque ospedali in Africa con gli indennizzi che le sue querele per diffamazione contro giornali e giornalisti gli faranno incassare.



Intanto è caduta la prima testa, che sta tutta a sinistra, ovviamente. Il Magistrato Achille Toro. Si dice che si è dimesso, ma non è vero. Si è semplicemente e riccamente pensionato, ha tolto il disturbo. Perchè? Perchè è accusato di essere un Mqagistrato che spiffera i segreti agli amici ( di sinistra), uno spione, la gola profonda, lo spifferatore che ha fatto uscrire dalle Procure tutte le intercettazioni telefoniche e tutte le notizie coperte dal segreto istruttorio. Insomma bastava rivolgersi a lui per avere notizie contro qualcuno. Semplice no? Come D'Alema in Puglia aveva le spifferate del Magistrato di turno ( infatti, proprio in questi giorni, tale Lorenzo Nicastro, Magistrato pugliese - non richiesto da nessuno (ma leggere appresso) - entra in politica, non direttamente con D'Alema, ma , per non essere proprio sfacciatissimo, con il " manettaro", cioè col padrone del PD di D'Alema) e dunque si esibiva in previsioni non meteorologiche ma "sismopolitiche" ( scosse, scossette, scossettine e amenità varie), anche a Roma qualche giornale , diciamo , " colluso" ( termine abusato in Sicilia ma, chissà perchè - per identiche figure di reato -mai usato altrove) con certa Magistratura " spifferante", che se ne sbatte della legge , è riuscito ad avere ed a pubblicare ( tutto illegalmente , of course, ma l'obbligatorietà dell'azione penale per buona parte dei Magistrati esiste solo quando c'è da crocifiggere o semplicemente spettegolare su qualche persona del centrodestra) intercettazioni e notizie su Protezione, spacciandole, ovviamente, per " sentenze definitive". E non solo. Toro è' accusato, anche, di corruzione e di avoreggiamento oltre che per rivelazione di segreto d’ufficio, dai pm di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi. I nuovi reati sono stati ipotizzati dai pm del capoluogo umbro titolari del fascicolo e sono stati delineati nella richiesta di rinnovare la custodia cautelare per l’ormai noto imprenditore e i tre ormai famosi ( Balducci, De Santis e Di Giovampaola) funzionari pubblici già arrestati su richiesta dei pm di Firenze. In particolare il procuratore aggiunto di Perugia, Tribunale che per competenza deve giudicare Toro, Federico Centrone e i sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno indicato le accuse a supporto della richiesta di radicare nel capoluogo umbro la competenza dell’inchiesta. Elementi utili per gli accertamenti in corso sarebbero emersi anche dalla deposizione dei due magistrati di Roma titolari del fascicolo sui cosiddetti Grandi eventi della capitale. Atti per i quali si delinea, al momento, la competenza dei magistrati perugini così come per il filone avviato a Firenze.
Il ruolo di Toro "Un padre e un figlio" che, tramite un avvocato, avrebbero fornito informazioni su indagini della magistratura relative agli appalti per il G8 alla Maddalena: secondo la procura di Firenze si tratterebbe di Achille Toro, ormai procuratore aggiunto di Roma e del figlio Camillo. Sono entrambi indagati per rivelazione di segreto d’ufficio e Camillo (che secondo le intercettazioni avrebbe un incarico al ministero delle Infrastrutture) anche per "favoreggiamento personale". Ora la procura di Perugia - che nei giorni scorsi ha interrogato alcuni pm romani come persone informate sui fatti - ha allargato le indagini nei confronti di Achille Toro, ipotizzando a suo carico anche, come anticipavo, i reati di corruzione e favoreggiamento personale. Secondo quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare a carico delle quattro persone arrestate (i costruttori Diego Anemone e i funzionari pubblici Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola), alcuni degli indagati sarebbero "in grado di muoversi anche all’interno degli uffici giudiziari romani al fine di avere informazioni sui processi che possono interessare loro e i propri interessi". Gli inquirenti avrebbero infatti accertato una "attività degli indagati volta a capire se vi sono indagini in corso nei loro confronti, attività resa ancora più capillare e frenetica" dopo notizie di stampa relative ad indagini in corso a Firenze per gli appalti per il G8 alla Maddalena. "E così sono emersi quali soggetti in grado di ottenere informazioni sulle indagini - si legge sempre nell’ordinanza - Emmanuel Messina e Edgardo Azzopardi", quest’ultimo un avvocato "in contatto con un figlio e un padre". Questi, scrive il gip, "alla fine risultano essere Camillo e Achille Toro", ritenuti "le fonti di Azzopardi". Ma vediamo meglio chi è veramente Achille Toro. Procuratore aggiunto a Roma, Achille Toro è un pezzo grosso della corporazione dei giudici italiani. Pensionandosi, Toro evita l’imbarazzo di un procedimento disciplinare che avrebbe potuto incidere sulla sua carriera e chiude almeno su quel versante le pendenze con la giustizia. All’età di 68 anni può andare in pensione senza dolori nè ammaccature. Toro, nome storico di Unicost, la corrente centrista della magistratura italiana, era finito nei guai per lo stesso reato già quattro anni fa. Allora era a capo del pool per i reati contro la pubblica amministrazione e conduceva le indagini sulle scalate Bnl, Rcs, Antonveneta e i colleghi di Perugia avevano avuto il sospetto che proprio lui avesse svelato al presidente del tribunale di sorveglianza di Milano Francesco Castellano l’esistenza di un esposto del Banco di Bilbao nei confronti di Unipol ( un favore enorme per la sinistra ). Castellano, a sua volta, avrebbe passato la soffiata a Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol. Una vicenda delicatissima e scabrosa. Toro si era dimesso fra le lacrime da presidente di Unicost, di cui rappresentava la vecchia ala conservatrice. Poi il reato era caduto e Perugia aveva archiviato, ma ormai il colpo all’immagine era andato a segno. E aveva provocato frizioni dentro la Procura capitolina e sull’asse Roma-Milano. Toro si era defilato ma ci pensò Prodi a ringraziarlo a nome del centrosinistra , per tutti i favori che aveva fatto al centrosinistra ed a persone e imprese vicine al PD, nominandolo " capo di gabinetto " del ministro (comunista) Alessandro Bianchi nell’ultimo governo di centrosinistra. Cominciate a capire ? Crollato il Governo (? ) Prodi, Toro era tornato in piazzale Clodio. Ma non è durata. E ancora una volta per una presunta (??) fuga di notizie. La svolta arriva nell’estate scorsa. Azzopardi, l'avvocato, è in contatto «con un figlio e un padre». Camillo e Achille Toro. Il 16 ottobre Azzopardi chiede a Camillo di poter incontrare per cinque minuti il padre. Camillo non cede: «Papà lascialo perdere... tanto ce la vediamo noi, non ti preoccupare». Ma Azzopardi insiste: «Devo parlare con lui». E in effetti il 17 dicembre lo chiama per ringraziarlo di un regalo natalizio e gli chiede: «Senti, ma ti riesco a vedere per farti gli auguri di persona?». «Quando vuoi, non c’è problema», risponde serafico Toro che, secondo gli investigatori, avrebbe «rapporti di stretta confidenzialità» con il legale. Il 10 gennaio, in una girandola sempre più vorticosa, Azzopardi dice a Camillo: «Assumi notizie. Informazioni su tutti i campi». Un invito ripetuto il 26 gennaio. Quattro giorni dopo, Azzopardi chiama il suo amico Emanuel Messina e gli fa capire che ci sono guai giudiziari in arrivo: «Piove». «Non mi dire - si preoccupa Messina - pesantemente... piove parecchio?». Azzopardi conclude: «Beato te che stai al sole insomma».Il 10 febbraio, l’indagine sui Toro diventa di pubblico dominio con la perquisizione a casa di Camillo: i due sono indagati per rivelazione di segreto d’ufficio, Camillo anche per favoreggiamento. Il colpo di grazia glielo danno due magistrati di Roma che lavoravano con lui: Sergio Colaiocco e Assunta Cocomello. A Perugia, fanno intendere che Toro avrebbe cercato di rallentare la loro indagine sugli appalti per i Grandi eventi ( e ne vedremo delle belle, signori della sinistra!). Domandina facile facile: perchè? Per favorire chi? Indovina indovinello.....



La " cricca" dei romani ( Balducci, De Santis, Di Giovampaola), tutti superpromossi e superprotetti da Prodi, tutti sapientemente spostati nei posti giusti da un tale Ministro Di Pietro ( vi ricordate " er manettaro" che era culo e camicia con quel Mautone - collega di Balducci......) resta in carcere perchè è provato che han fatto carne di maiale con gli appalti per i grandi eventi a Roma, a L'Aquila, a Firenze ( da quì nasce l'inchiesta di Firenze), a La Maddalena favorendo , alle spalle di Bertolaso,( sintetizzo quanto da me riportato su questo blog alcuni giorni orsono) : 1-per la costruzione del Museo della Musica i costruttori amici del duo Veltroni-Rutelli, intimi e pubblicamente interni al PD, i Signori Cerasi ( appalto rubato da sotto le grinfie dei costruttori fiorentini Carducci, anch'essi acclaratamente interni alla sinistra fiorentina ); 2- affidando poi alcuni altri lavori a Firenze ai Carducci, insieme agli Anemone, tutti targatissimi a sinistra; 3- affidando sempre ai sostenitori della sinistra Cerasi, appalti stramiliardari a Roma, dal 1992 in poi per capirci ( anni dei Sindaci " de sinistra", Rutelli, Veltroni, Veltroni) , tipo Auditorium, Parco della Musica, Lavori per il Giubileo, per finire all'appalto frettolosamente affidato in modo illecito da Veltroni ai Cerasi per il Maxi parcheggio del Pincio, contratto che Alemanno ha poi " revocato" per motivi di diritto ai Cerasi stessi;4- promettendo ed affidando poi taluni lavori di ricostruzione all'Aquila, agli stessi amici, che avevano quindi ben donde di squittire allegramente al telefono quando ridevano contenti del terremoto a L'Aquila ed alla Maddalena.





La storia si ripete, ma solo i ciechi non vedono. Duque, Lorenzo Nicastro, un altro Magistrato della Procura di Bari, viene candidato come capolista dell'IDV alle Regionali di Puglia. E vengono affissi cartelli con su scritto, accanto alla foto, del " nostro" ( un sorriso poco tranquillizzante, secondo me, che ne pensate voi?), la scritta " Giusto per voi". Non capisco se questa frase vuole spacciare per " sacrificio " la candidatura ( " lo faccio solo per voi...) ( ma chi glielo ha mai chiesto?) oppure se vuole dire che Nicastro è, come dire, " la persona giusta per i pugliesi". Nel qual caso i pugliesi, levantini come sono, sono avvertiti: alla prima che mi fai....ti schiavettono e te ne vai....Ma vediamo chi è questo altro Magistrato pugliese che viene premiato con l'ingresso in politica, nella sinistra. Vediamo quali favori ha fatto alla sinistra e quali potrà ancora fare.



E così il pubblico ministero , lui, che ha indagato per nove anni sull’ex presidente della regione Puglia e da ultimo pure sulla giunta Vendola, si è sovrapposto con un gioco di prestigio al politico che correrà con Niki Vendola. E cercherà di sconfiggere la coalizione guidata da Rocco Palese e che ha il suo punto di riferimento proprio in Fitto. Un pasticcio e un cortocircuito che più cortocircuito non si può. Ma i due artefici della sua discesa in campo, Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, ex pm pure loro, non vedono conflitti d’interesse e lo difendono con le unghie e con i denti: «Noi candidiamo le guardie, non i ladri». La sua candidatura ha provocato uno scontro nel CSM stesso. «Questa candidatura - ha detto Cosimo Ferri - è inopportuna. Cosa devono pensare i cittadini italiani di un giudice che fino a pochi giorni prima ha fatto il pm e poi, zac, entra in politica?». Non all’altro capo del Paese, ma nella stessa città. Con un semplice cambio di casacca, fra il primo e il secondo tempo. Un arbitro, nel primo tempo, un giocatore di una delle due nel secondo tempo. Il magistrato barese Lorenzo Nicastro ha fatto le foto per i manifesti elettorali e ordinato quei manifesti quando ancora indossava la toga e leggeva i faldoni delle inchieste a carico della giunta Vendola. È una vergogna. Prima inquisitore, poi alleato. Questa è la legalità dei manettari. Le sue pretese politiche possono inoltre avere un peso determinante nelle inchieste che sono affidate alla Procura di Bari allo stesso PM Nicastro. Una delle inchieste riguarda una delle numerose inchieste sulla Sanità pugliese, un buco nero e misterioso, che coinvolge tutta la sinistra e che non riesce mai a concretizzarsi. Ma si deve sapere- e lo dico anche ai manettari che lo candidano - che se Nicastro viene eletto, l'inchiesta sulla sanità pugliese a lui affidata ( guarda caso è proprio quella che riguarda tutta la sinistra, dal Senatore Tedesco a Vendola, passando per Tarantini e compagnia troieggiando ) sarà affidata ad altro P.M. Così il tempo passa. Anni, non gioni o mesi. E la prescrizione s'avvicina. Santa prescrizione, quando lascia impuniti corrotti di sinistra, ma sterco del diavolo se potesse anche lontanamente favorire anche qualcuno di centrodestra. Tale e quale l'inchiesta Arcobaleno su Barbieri e D'Alema, con , come PM , quell'Emiliano che poi lo stesso D'Alema ha candidato nel PD come Sindaco di Bari. Tutta l'inchiesta sulla missione arcobaleno ( che vedeva inquisiti sia Barbieri che anche D'Alema, allora Presidente del Consiglio ) sta nel silenzio scivolando, pian piano, verso la prescrizione per tutti.



Non so a voi, ma a me la faccetta e la figura di Travaglio non mi piacciono. Quella sua aria , come dire, "proba" e " casta" , stucchevolmente inquisitoria e tremendamente perbenista quacquera, mi rimanda tristi e lontani ricordi giovanili, quando la parrocchia era l'unico posto dove un ragazzo potesse giocare. Ma c'erano anche i " controllori", ragazzi più grandi, quelli che erano iscritti all'Azione Cattolica e che, se ti scappava un " ma va a fanc....", ti riprendevano, con occhio probo e casto, appunto, e relativo ed immancabile dalemiano ditino alzato. Un falso , un ipocrita ma anche un violento ed un represso: lo guardo e penso che a questo piacciono le donne come a me, ma non lo dirà mai; che a questo piace bere e piace mangiare, ma non lo dirà mai; a questo piacerebbe eccome palpeggiare una bella ragazza, ma non lo dirà mai. Faccia e portamento nonchè frequentazioni da ! predica male e razzola peggio". Lo farà, eccome se lo farà, ma accuratamente di nascosto, senza non lo dirà mai. Mi sembra impastato di ipocrisia, di ottuso perbenismo, di cattolicesimo pedante e violento, di una forma di intransigenza quacquera , arcaica, inquisitoria,da scomunica papale, disumana, direi quasi clericofascista, anzi lo dico. Mi ricorda non solo l'intransigenza violenta e ridicola delle squadracce fasciste, ma sopratutto il crudele e spietato ed esasperante spionaggio della vita degli altri che il regime comunista aveva imposto ai Paesi asserviti al Patto di Varsavia. Insomma , Travaglio ha l'atteggimento, la postura, il portamento, lo sguardo, l'anima, la faccia - che dell'anima è lo specchio - e, sopra tutto, lo sguardo e la penna, di chi vuole giudicare, di chi vuole arrogarsi il diritto di giudicarti, di chi gode nel coglierti in fallo, di chi gode delle debolezze umane. Ma non un Giudice, piuttosto un boia, un giustizialista forcaiolo con accanto già pronta la gogna e il patibolo. Insomma, Travaglio tradisce nel suo essere tutta la sua educazione dittatoriale e mi appare come l'anima peggiore della Chiesa della delazione, della crocefissione, delle pene corporali. E, sopra tutto, mi appare come un omuncolo, prontissimo nell'accusare gli altri anche per un nonnulla, ma che tradisce tutta la sua violenza intellettuale e fisica repressa quando è lui che viene colto in fallo. Guai però a rinfacciargli i suoi errori. Tu gli dici " Ciurlo" e a lui viene una voglia matta di scomunica, di boia e di patibolo. E, non avendo l'attrezzatura intellettuale per dialogare - perchè il talebano non discute, ma giudica e basta ( lui, come i suoi sodali Di Pietro, Santoro, Flores D'Arcais, De Magistris,ecc) - vorrebbe solo ucciderti. Come è solito fare su IL FATTO o ad Annozero. Insomma un poveraccio d'animo, un ricco di soldi fatti vendendo vergognosi falsi . Insomma, un impostore. Chi tifa per lui non può che essere come lui. Si annusano , si riconoscono, si prendono.

Poi si fingono scandalizzati perchè al Cavaliere piacciono le donne! Lui almeno, se le paga con soldi suoi e sono pure affaracci suoi. Invece loro, i sinceri democratici, no. Spendere soldi loro per le loro avventure galanti? Ma quando mai. Hanno il marchio di fabbrica della " diversità" e la meritano tutta. Sono effettivamente diversi da noi del centrodestra. Si perchè a noi, riconosciamolo, ebbene sì, le donne ci piacciono e per loro qualche fesseria la facciamo pure. Ma coi soldi nostri. Invece loro, quelli che leggono Repubblica, quelli che " loro sono diversi", certo che sono diversi. Pure a loro piacciono le donne, ma non piace spendere soldi loro, ma dei contribuenti. Prendi quello sciupafemmine assatanato del Delbono, ma quante diavolo di donne, fidanzate, amanti, concubine, amiche, amichette, escort, trans ha? Oggi scopro che questo
prodiano fissato di sesso e per diletto ex- Sindaco di Bologna dopo la Cinzia ha avuto pure il tempo per avare un'altra amante che si è portato per ben due volte a New York. Coi soldi dei contribuenti. Delbono Delbono, c'è sempre un Divani.....( capita la sottigliezza?) nel destino dei Dongiovanni!!!!!!

Hanno scritto di tutto, per Padova. Banlieu, colpa del governo, un moto di xenofobia instillata dai leghisti che condizionano il governo. Insomma gli scontri di Padova, per uno sguardo ad una donna, per i Repubblicones era il fallimento della politica sull'immigrazione del centrodestra, una sorta di rivolta degli immigrati contro i razzisti italiani.
Poi scopri quello che ha scoperto la Polizia, se la lasciate lavorare: che si tratta di due bande di extracomunitari di etnie diverse che si sono scontrati fra di loro per futili motivi. Una donna. Trattandosi di egiziani, non stupisce. Repubblica si va a nascondere, facendo, come al solito, finta di niente. Diceva Totò, a proposito di chi mendica "... pe fa' chillu mestiere ( giornalista di Repubblica) 'nce vo' 'a faccia tuosta..."( vedi "E pezziente ").

Non siamo in pochi a pensarlo, siamo in pochi a scriverlo. Timore? No di certo. Ma bisogna scandagliare e non è facile. Guarda per esempio lo spione Di Pietro, sta lì che ti minaccia e ti querela solo se studi la tesi. Quale? Una tesi alla quale intendo dedicare qualche mese della mia vita perchè pur non essendo come Scalfari ( che ha prodotto per tutta una vita delle tesi che poi si sono rivelate tutte sballate) un Vate anche se " vuoto", credo che questa di Tangentopoli voluta dai servizi segreti internazionali con " master and commander " la CIA degli Usa, non mi pare per nulla peregrina.In primis perchè mi tornerebbe perfettamente il ruolo di PM dopo e di spione prima del Di Pietro e poi perchè ci sono i seguenti fatti che ancora non sono stati correttamente spiegati. 1. Nel 2003, Woosley, ex capo della Cia , ha affermato che i suoi 007 spiavano gli europei perchè erano dei corrotti ( gli europei) e che quando li beccavano li sbattevano sul muso dei governi relativi; 2. era il 15 marzo 1992 e l'On. Scotti, allora Ministro dell'Interno e l'allora capo della Polizia, Parisi, lanciarono l'allarme circa un piano di destabilizzazione delle nostre istituzioni, denunciando anche- da parte di Parisi- di alcune incursioni notturne di sconosciuti negli stessi uffici del Senato; 3. tra il 1990 ed il 1993 furono denunciate visite notturne di ignoti nelle case e negli uffici di ben trenta uomini politici dell'epoca ( rammento Martelli, Mannino, Carli, Mastella, Forlani, Craxi, ecc) senza che fosse asportato alcunchè; 4. il capo della Polizia dell'epoca, sempre Parisi, dichiarò pubblicamente nella sua qualità che (testuale) "la nostra azione disturba certi settori che vorrebbero fare dell'Italia una terra di conquista" ( a proposito, ma la Masgistratura era in vacanza?); 5. la potente agenzia americana Kroll, strumento anche della Cia, aveva aperto i suoi uffici a Milano, proprio agli inizi degli anni novanta ( erano i tempi di Craxi, di Sigonella, della Palestina, dell'Achille Lauro e gli Usa masticavano amaro contro l'Italia del tempo); 6. è certo che Antonio Di Pietro, ormai assodato spione, nel 1995 tornò negli Usa su invito di tale Michael Ledeen, della Bearn Stearns, un colosso amercviano che aveva molti interessi alle privatizzazioni italiane di Prodi Presidente dell'IRI. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Per oggi basta. Buona domenica.

Gaetano Immè

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