Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 26 febbraio 2010

Spunti da disgusto

Vorrei che i Signori Bersani, Cialente, Mezzopane, Carlomagno, Lolli Giovanni e Lolli Mattia e tutti i partecipanti alla " cariolata" dell'Aquila, si ricordassero che, come l'amore, come l'amicizia, anche la solidarietà non è cosa che si può pretende e che, nel caso non si riceva come sperato, si debba iscenare manifestazioni di protesta, alzando pugni più o meno chiusi e sopratutto urlando improperi contro... il Governo, perchè si tratta di sentimenti spontanei che o si ricevono - se si meritano - oppure ti attacchi e tiri forte. E basta. E agli abitanti dell'Aquila, che si fanno prendere per i fondelli dai sunnominati signori, vorrei ricordare che la loro protesta li rende anche odiosi e fastidiosi a tutti quelli che li hanno aiutati con grande partecipazione. Vivono in case dopo dieci mesi dal terremoto. Le case del centro storico devono ancora essere ricostruite. E dove sta il loro problema? Ma vadano a quel paese, anzi vadano a vedere come stanno quei terremotati di trenta anni fa in Basilicata - visto il servizio di Striscia di ieri l'altro ?- quelli dell'Umbria, quelli del Belice, quelli dell'Irpinia. Vadano e si vergognino. Non Bersani e gli altri menzionati. Non hanno la capacità di vergognarsi, perchè si vergogna solo chi ha la capacità di capire la bassezza di quello che sta facendo.

Due nomi, altri due, da non dimenticare mai: Simonetta Gandus e Fabio De Pasquale. Due magistrati. La prima ha presieduto il guidizio di secondo grado contro l'avvocato Mills, il secondo è il P.M. che da decenni da la caccia al solo Silvio Berlusconi. Dopo la condanna di Mills in primo grado - la posizione di Berlusconi, imputato di corruzione, era stata stralciata - la Gandus, si esibisce in maniera sinceramente oscena , disgustosa, certamente facendo non certo onore ma molto disonore- se ancora il vaso non fosse colmo - alla Giustizia ed alla Magistratura italiana , dimostrando la sua parzialità - invece della sua costituzionale richiesta terzietà - ed il suo livore politico contro l'imputato Berlusconi.
Infatti contrariamente al dettato Costituzionale e del Codice Civile italiano:
1. NON ammette alcun teste della difesa;
2. ammette solo i testi dell'accusa;
3. acconsente ad un calcolo del PM sulla data di prescrizione del reato , fuori da ogni logica,
semplicemente assurdo e fuori dal codice civile;
4. non prende in considerazione tutta una serie di documenti che comprovano come i 600.000
Dollari a Mills pervennero da altri soggetti ( per la precisione da Attanasio, un armatore);
5.non ha alcuna prova dell'entrata di questi famosi 600.000,00 dollari sui conti di Mills
provenienti da Berlusconi o sue società o persone.
Uno scandalo giuridico. Una schifezza. Vi è di più. Molto di più. Questo processo, incardinato a fatica nel 2006, con l'avvicinarsi delle elezioni politiche ( poi vinte per quattro voti dal centrosinistra) dimostra che la Giustizia, quando ne ha interesse, funziona: se si tratta di processare Berlusconi la giustizia " sembra" funzionare. Quattro anni per tre, dico tre ,gradi di giudizio, quando in media in Italia un processo penale dura almeno cinque anni per il primo grado. Un secondo grado, l'appello, durato tre, dico t r e mesi, agosto compreso. La decisione di secondo grado è stata depositata in quindici giorni anzichè in novanta come prevede la legge e come tutti i PM fanno. Non vi è il " corpo" del reato ( la prova del versamento proveniente da Berlusconi sui conti di Mills), ma solo ipotesi " contra legem". Tipo quella per cui " sui conti di Mills sono stati ricevuti diversi milioni di dollari fra i quali si ritiene esserci anche i 600.000....".

Insomma, una grande premura, una furia ossessiva perchè la sinistra e la compiacente magistratura dovevano impiccare la reputazione di Berlusconi alla condanna come corrotto di Mills. Così avrebbero potuto almeno sostenere che, pur in presenza di prescrizione, Berlusconi era colpevole di corruzione. Perchè Mills pur avendo beneficiato della prescrizione, era comunque un corrotto. E se vi è un corrotto, Berlusconi è sicuramente il corruttore. A prescindere, come Totò.

Voglio leggere bene le " motivazioni" della Cassazione prima di commentare. Le interpretazioni ingannevoli le lascio ai soliti republicones, forcaioli, boia, mefisti.

Vi siete mai chiesti cosa significa " prescrizione"? Significa che quel " reato" non ha più alcun interesse ad essere provato e perseguito. Questo, sempre che il reato ci sia stato. Questo significa che il processo Mills- Berlusconi non doveva neanche essere istruito o cominciare. Per farlo incardinare, "contra legem " e " contra personam" ( altro che " ad personam ") , sia Gandus che De Pasquale hanno commesso dei veri e propri abusi o illegalità. Bisogna attendere il deposito della sentenza per capire bene cosa ha deciso la Cassazione. Se ha farisaicamente e vilmente deciso solo di distruggere i teoremi schizzofrenici ed assurdi di gente come Gandus e De Pasquale sul termine della prescrizione o se ha avuto animo, onestà e coraggio per affrontare " anche" tutti gli altri aspetti di questo processo non dico " farsa" ma quanto meno "irrituale". Repubblica, Il Fatto, i boia, gli Inquisitori, lo sapete, non hanno bisogno di documenti e di sentenze: fanno tutto da loro, accusa senza difesa, verdetto ed esecuzione, sopratutto sommaria. Anche stavolta, come sempre.


De Pasquale, il P.M. che lavora solo per incastrare solo Berlusconi - che esistano anche veri delinquenti, assassini, mafiosi, pedofili ecc a lui non interessa proprio- è quel fior fiore di Magistrato che ha fatto suicidare in carcere Gabriele Cagliari nel 1994 . Aveva promesso di farlo uscire dal carcere dopo le confessioni. Ma " se ne dimenticò" , per mesi e mesi, perchè, " doveva partire per le ferie". E', costui, anche quel fior fiore di Magistrato che costruì faticosamente ed a spese nostre, ca va sans dire, una specie di j'accuse contro Roberto Formigoni, per il quale ricevette un sonoro ceffone in piena faccia, con una roboante assoluzione con formula piena del Formigoni. La Gandus è l'anima della Magistratura che più a sinistra non si può. Da piazza e da corteo. Altro che quisquilie di Magistrati terzi, altro che equidistanza, altro che cretinate di Costituzione. Ridicolmente ancora oggi, una tifosa di quel comunismo che ovunque ha fallito. Aspettiamo e vedremo la verità, che non è certo quella di Repubblica. Lo non è mai stata, figurarsi stavolta.

In seguito a quanto sopra, scaturisce però una serie di osservazioni politiche, giuridiche e sociali di primo'ordine. Dunque questo processo Mills-Berlusconi nacque , guarda caso, nell'anno 2006, poco prima delle elezioni politiche tenute in quell'anno. Il processo fu pomposamente annunciato tramite i soliti giornali quasi insieme all'outing, anch'esso famoso , di Paolo Mieli sul Corriere della Sera, quando il Direttore , l'uomo dal pentimento facile, quello che prima firmò il famoso manifesto per far assassinare - come difatti poi avvenne - l'innocente Commissario Calabresi e che poi se ne penti' pubblicamente dopo anni ed anni ( forse perchè stava per entrare nel grande giro della stampa italiana " che conta", chissà per quali meriti ), colui che dice " è così ma può essere anche colà", il maestrro del cerchiobbottismo d'accatto che , con un altissimo senso della sua funzione di giornalista - che dovrebbe dare le notizie non interpretarle a modo suo - dichiarò in un " famoso editoriale" del Corrierone - che tra poco dovrà essere riconsegnato ad Angelo Rizzoli al quale fu " rubato" da chi oggi lo possiede - invitò a votare per Prodi. Con lui i Corriere della Sera era diventato la succersale delle Procure ed andava a traino dell'Unità. Questi due eventi costarono all'Italia un Governo (?) Prodi per quattro voti quattro,un Governo che si resse sui centenari senatori a vita e sui senatori eletti all'estero - come l'indimenticabile Pollaro - con imbrogli elettorali inerarrabili. Dunque processo Mills e Mieli convinsero quei pochi incerti e l'italia si beccò quel Governo ciurmaiolo e piazzaiolo, che riuscì a resistere non più di diciottomesi . Ed anche nel 1994 successe la stessa cosa: il Pool dei manettari ( Di Pietro, Borrelli, Davigo, Colombo...) emisero a carico di Berlusconi un avviso di garanzia - per la famosa SME che Prodi voleva praticamente regalare per quattro baiocchi al l'imprenditore svizzero De Benedetti, truffa che fu sventata proprio dall'intervento di Berlusconi, Buitoni e di altri industriali italiani - che contribuì in maniera decisa a far cadere quel governo di centrodestra eletto dal popolo. Per queste ultime accuse Berlusconi otterrà poi un'assoluzione completa e totale solo nel 2001, dopo sette anni, ma intanto il suo Governo era caduto e la sinistra aveva occupato con i suoi scherani , Palazzo Chigi. Pensate dunque a quanto sia stolta, ipocrita, delinquenziale ed antigiuridica la frase di rito, abusata dagli ipocriti sinistri, " Berlusconi si deve difendere " nel processo " e non "dal processo". Cioè: tu ti inventi letteralmente un'accusa ed io mi devo difendere? Questa è un inversione dell'onere della prova che va contro la logica, contro la Costituzione, contro ogni sia pur minima regola del vivere civile. Questo è un classico detto " COMUNISTA". Pensateci bene: proprio come avveniva quando all'est tutti erano controllati e spiati: Stasi, Kgb, ecc. Bastava accusare una persona, anche senz prove, e quella persona era finita, morta ( vedi recente film" La vita degli altri"). In Italia, poi, la strada era stata facilitata dal golpe giudiziario del 1992/1993 che consenti' appunto ad un manipolo di banditi-Magistrati di cambiare l'articolo 68 della Costituzione rendendo così il nostro Parlamento e tutte le nostre Istituzioni soggette al ricatto della Magistratura . Così anche per le registrazioni: loro vogliono le registrazioni come sono, cioè a strascico, come le reti da pesca. Io ti spio anche se non ho alcun reato da contestarti. Vedremo se da qualche tua parola, da qualche tuo sospiro telefonico verrà fuori qualcosa. Poi io ti accuso anche senza prove, ma tu devi difenderti nel processo e non dal processo. Intanto passano gli anni e nel frattempo il voto popolare è bello che scippato. Al governo sale chi NON E' STATO MAI VOTATO ED ELETTO DAL POPOLO. Questa è la loro raffinatatezza giuridica, loro e di quei Magistrati che lavorano per loro. Questa è la " nuova società" che vorrebbero i Di Pietro, i De Magistris, i Colombo, i Violante, i Caselli, i Ber"nani", i Santoro, i Travaglio, ecc. Così per loro va bene: basta oggi un'incriminazione , magari inventata di sana pianta - come quella dell'avviso di garanzia del 1994, per fare un solo esempio - e il Governo eletto cade. Che pacchia! E che schifo! E le elezioni vanno a finire a schifio. E così anche per questo processo: esso non doveva neanche iniziare, per prescrizione, invece iniziò. Contribuendo senz'altro a determinare una seppur risicata e striminziata vittoria elettorale , anche se di Pirro, della sinistra di Prodi. Avete capito, Signori ? Si o no? E ditemi, ma chi paga tutto questo? Nessuno: nè i Magistrati , perchè vengono promossi in politica per " servizi resi" alla sinistra ( vedi Di Pietro, vedi De Magistris, vedi Maritati, vedi Emiliano, vedi Nicastro, vedi Finocchiaro, vedi Ayala, vedi Colombo), non i Magistrati - dicevo - perchè i comunisti affossarono , d'accordo con la DC di quegli anni, con la famigerata legge -truffa Vassalli , lo strepitoso risultato referendario che introduceva finalmente anche in Italia la responsabilità civile e penale dei Magistrati per loro colpa o dolo, nè tanto meno pagheranno i giornali ed i giornalisti golpisti. Chi paga è solo il popolo. Infatti tutto questo serve alla sinistra solo per prendere per il sedere il popolo, per truffargli il voto, per farsene sovieticamente beffe. Oggi in Italia è stata introdotta la " class action": non è che tutti noi di centrodestra possiamo denunciare la Magistratura?

Sono passati GIà quindici giorni da quando, con clamore mediatico senza pari, scoppiò il caso di Bertolaso, il caso della Protezione Civile. Tanta polvere era stata alzata in quella circostanza, polvere che oggi, dopo quindici giorni, si è diradata e permette di vedere meglio e con più nitidezza cosa resta di quelle accuse, cosa è veramente venuto fuori . Vediamolo insieme.

Intanto si è chiaramente capito che la " cricca"( Anemone, De Santis, Balducci e Della Giovampaola) operava da ciurma da anni ed anni e non certo sotto solo Bertolaso. Osservo poi come i Magistrati di Firenze stiano utilizzando modi indegni di un Paese Civile come l'Italia. Leggo che dopo gli interrogatori di due dei quattro della " cricca" i Magistrati scrivono che " costoro non dimostrano alcuna comprensione del loro delinquenziale operato...". Questo perchè i due , Balducci e De Santis, fanno quello che la Costituzione consente loro di fare: difendersi, dire che sono estranei ad atti corruttivi. Così ecco la nostra grande Masgistratura, quella degna di Di Pietro, di De Magistris, di Tortora, di Mannino, di Spatuzza, di Ciancimino, quella indegna di un Paese civile, dire praticamente " tu non accetti le mie teorie e io ti tengo in carcere e butto la chiave ". Metodo Di Pietro, copyright Mani Pulite. Il carcere come tortuta fisica e morale per farti ammettere anche quel che non è vero. Come con Mills, come con Cagliari, come con tanti altri. Quì, in questi casi- torture corporali e morali e simili democratiche raffinatezze- i Di Pietro, i De Magistris, i Magistrati sono proprio degli esperti. Inoltre, sono passati quindici giorni, e non ho minimamente sentito parlare dello o dei contratti di appalto che la " cricca" avrebbe fatto avere ad amici in violazione a norme esistenti. Quali sono, Signori , questi contratti? Sento parlare dell'appalto per la costruzione a Firenze della Caserma dei i Brigadieri che iniziò dieci e più anni orsono con un prezzo, diciamo di Lit. 100 e che oggi non è ancora finito ma il suo prezzo è schizzato intanto a 100 ma non lire ma miliardi di lire. Appalti tutti interni alla sinistra fiorentina e romana, dai Carducci ai Romeo, ai Cerasi. E allora? Cosa c'entra Bertolaso ? Aspettiamo ancora, aspettiamo. Vedremo se usciranno fuori cose serie o altre sciocchezze.

Coltivare il culto del dubbio è un esercizio di altissima democrazia. Difficile è saperlo fare.

Gaetano Immè


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