Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 6 marzo 2010

Le liste respinte. La soluzione del DL interpretativo.

Come esponente di un Circolo di Roma del Pdl, giorni orsono, durante un dibattito richiestomi peraltro da un'amica carissima presso un Circolo del PD di Roma, della Roma bene , parlando del problema della necessità della riforma della Giustizia da un punto di vista istituzionale, per paradigmare come, dopo la mutilazione dell'art. 68 della Costuituzione del 1993 la Magistratura - ordine dello Stato, i cui componenti non sono eletti dal popolo ma sono " servitori" dello Stato, ho fatto lo storico e classico esempio del Governo Berlusconi I. FI vinse quelle elezioni e Berlusconi andò al Governo con le note alleanze. Dunque rammentai che Silvio Berlusconi fu accusato di concorso in corruzione , reato che sarebbe stato perpetrato mediante il versamento di alcune tangenti ad ufficiali della GDF impegnati in verifiche fiscali presso quattro aziende del gruppo Berlusconi. Gli episodi contestati sarebbero risaliti, secondo quanto prospettato dall'accusa, al 1989 (tangente per Videotime), al 1991 (Mondadori), al 1992 (Mediolanum) e al 1994 (Tele+).
L'invito a comparire davanti al Tribunale di Milano fu consegnato, teatralmente, a Berlusconi in 22 novembre del 1994, mentre presiedeva a Napoli un incontro internazionale sulla Giustizia.Il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è poi datato 14 ottobre 1995. Nel frattempo, per la risonanza dei fatti, per una anche comprensibile - per quei tempi - retromarcia della Lega, il Governo Berlusconi I, eletto dal popolo, cadde e, con manovre di corridoio e quindi senza neanche pensare ad indire nuove elezioni - come avrebbe dovuto essere a termini di Costituzione- la sinistra si trovò al Governo. In primo grado, poi, il processo, cominciato il 17 gennaio 1996 si era concluso, il 7 luglio del 1998, con una condanna, per tutti i capi d'accusa, a 2 anni e 9 mesi di reclusione complessivi. Il giudizio di Appello, emesso il 9 maggio del 2000, aveva ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo Berlusconi (con la formula per non aver commesso il fatto) per la vicenda Tele+ e prosciogliendolo con riguardo ai tre residui capi d'imputazione (per intervenuta prescrizione dovuta alla concessione delle attenuanti generiche).Ma il 19 ottobre 2001- dopo ben sette anni - la Corte di Cassazione ha assolto Berlusconi, senza alcun rinvio, per tutti e quattro i capi d'accusa (con la formula per non aver commesso il fatto). Un esempio classico della truffa costituzionale ai danni del popolo sovrano, organizzata dalla Magistratura di sinistra ( e su questo non ci piove proprio visto che quei Giudici e quei PM sono ora quasi tutti Deputati e senatori della Sinistra) e dalla sinistra italiana, che fu la convitata di pietra al tavolo di Scalfaro per approfittare della situazione. Mi chiesi poi, pubblicamente ovvio, chi mai dovesse " pagare" per quegli errori. E poi erano errori o erano qualcosa di peggio - e per me lo erano certamente - che la Magistratura aveva ben orchestrato ed organizzato, avvalendosi, lei si, della propria totale impunità, visto che il PCI e la DC dell'epoca, avvalendosi di un Ministro della Giustizia oinqualificabile ( Vassalli), riuscirono a cancellare, a frodare ancora una volta la volontà popolare che, in un recente referendum, aveva fatto trionfare , con numeri veramente bulgari, la " responsabilità dei Magistrati". Insomma: cancellata la guarentigia costituzionale col famoso diktat Pool Mani Pulite, cancellata la responsabiltià dei Magistrati per i loro errori, accertata la connivenza della sinistra con quella stessa Magistratura militante anche a posteriori, in quanto svariati di quei Magistrati sono stati poi premiati del loro, diciamo, lavoro sporco, ( vedi Colombo, Violante, Di Pietro, Maritati, Emiliano, ecc), la Magistratura esercita una primazia antidemocratica sulla politica, con il beneplacito interessato della sinistra.
Come vedete una ricostruzione storica , veritiera ed inoppugnabile. La si può anche leggere su Internet, su qualsiasi motore di ricerca. La mia tesi finale, poi, era il motivo del dibattito.
Neanche avevo finito di parlare che sono stato letteralmente aggredito da alcun invasate prefiche erinni che ululando ed urlandomi di tutto ( impotente, lurido, fascista, porco, frocio e vai....) urlavano che ( nell'ordine):
1 .non era vero che Berlusconi era stato assolto dalla Corte di Cassazione per non aver commesso
i fatti, ma che aveva sfruttato la porca prescrizione;
2. non era vero che il Governo Berlusconi era caduto per quell'avviso a comparire notificato in
quel modo, ma perchè la Lega gli si rivoltò contro ( come se non fosse stata la medesima cosa);
3. non era vero che il PCI avesse creato quella Legge salva Magistrati ( senza altre spiegazioni).

Queste signore e questi signori sono tutti, apparentemente, molto benestanti e molto acculturati, la zona di Roma in cui si è svolto questa gazzarra indegna è il quartiere Trieste/Nemorense. Questa è la cultura della sinistra del PD, il suo zoccolo duro. Questo è il loro modo di ragionare. Aggredire chi dice la verità, urlando più forte per coprire la voce e negare sempre, sempre. Come la moglie o il marito fedifraghi.
E tutto questo è una necessaria premessa al discorso successivo, che riguarderà la questione delle liste.

Questo blog ritiene che sia stato effettuato un tentativo di scippo del diritto di voto ad una parte consistente del popolo italiano, attraverso un'associazione a delinquere finalizzata a influire sull'aspetto istituzionale dello stato italiano , sopprimendo con frode e dolo il diritto di voto di milioni di italiani attraverso azioni esercitate con coordinazione nazionale da esponenti del partito radicale, da elementi della Magistratura e degli uffici delle Corti D'Appello e contando sulla complicità di alcuni media interessati .

Ieri, su questo blog, avevo, sull'argomento delle liste, postato quattro domande: perchè la Corte d'Appello di Milano ha accettato le due liste e tutti i documenti allegati in data 27 Febbraio 2010 , ore 11,50? Come scrive poi lo stesso Ufficio, le firme dei tre magistrati, del cancelliere e del segretario stanno a certificare che " terminati tutti gli accertamenti ( quindi compreso anche il controllo delle firme e degli allegati documenti) , oggi 28 febbraio 2010 alle ore 12 la lista viene ammessa." Perchè il giorno dopo scoppia il caos? Contro le decisioni relative alle liste elettorali , per disposizione di Legge, " è ammesso ricorso solo da parte dei delegati della lista della quale si discute". Dunque cosa c'entra il Partito Radicale con il PDL? Domande: perchè i Giudici di Milano hanno accolto la richiesta dei radicali? Perchè, ancora di più, i giudici di Milano hanno esaminato la loro domanda? Non bastasse quanto sopra, risulta che i radicali sono stati lasciati " soli " con in mano carte, penne, matite, scolorine et simili, con le liste del PDL dentro i locali del Tribunale di Milano per la bellezza di mezza giornata. Senza, ribadisco SENZA, la presenza di nessun rappresentante della lista del PDL, come è obbligatorio. Perchè? Dagli stessi verbali del Tribunale di Milano risulta che la bellezza di cinquantuno certificati elettorali che prima c'erano ( vedi il verbale del 28 febbraio 2010 dopo la irruzione dei radicali non c'erano piu'. Perché?

Se scorrete i giornaloni di oggi nessuno si preoccupa di rispondere a queste semplici domande. Ma leggete solo che gli errori sono del centrodestra e che chi è colpa del suo male...ecc... Non ci vuole nè Repubblica nè Il Fatto nè Ber"nani" o altri intelligentoni della sinistra per dire simili scontatezze. Ma perchè Sofri, perchè Mauro, perchè Calabresi, perchè Padellaro parlano solo di questo? Ma come: un governo si batte per ripristinare il diritto di voto ad una parte assai consistente della popolazione ed alla sinistra non va bene? Non va bene perchè del popolo a loro non frega proprio niente, a loro non va bene perchè il giochetto non gli è riuscito. Il Governo ha sventato un attenato costituzionale predisposto dai ruderi radicali in combutta col PD, con l'IDV con la complicità del sottobosco della Magistratura di Roma e di Milano , la quale, come dimostrano i risultati delle verifiche che sono state fatte sulle liste della sinistra sia a Roma che a Milano, ha fatta la fiscale con le listre del PDL e ha chiuso non uno, ma antrambi gli occhi sugli errori grossolani che la sinistra tutta ha commesso nelle liste ( a vostra disposizione una sequela di strafalcioni scoperti dai rappresentanti della Lista Formigono a Milano e dalla Lista Polverini a Roma,che hanno esaminato molti fascicoli accettati ma sempre alla presenza dei loro rappresentanti di lista ). Ecco perchè sono lividi di rabbia: sia perchè sono viola per scelta , sia perchè ce lìhanno a morte con il loro compagnuccio del Colle che, moderno ed eterno " re tentenna" non è stato capace di dire di " no" alla proposta del Governo. Ecco perchè Di Pietro urla, collo gonfio, impeachment per Napolitano!

Il povero Mauro non sa darsi pace, per l'occasione perduta. Parla di " abuso di potere" senza specificare quale sia questo abuso - spara titoli e qualcosa resta tanto conosce i suoi polli, che sono quelle erinni di cui sopra! -insiste scioccamente sul fatto che gli sbagli sono stati dello stesso centrodestra ( come se qualcuno l'avesse mai negato), poi si lancia nella demonizzazione del Quirinale, sostenendo che Napolitano ha ceduto al ricatto di Berlusconi. Il ricatto sarebbe, per il grande evasore e piccolo nanetto materiale e morale, il fatto che il popolo ( anche quello di centrodestra è popolo per Mauro oppure no?), defraudato con frode da un gruppo di delinquenti del sacrosanto diritto di voto da un errore formale di un imbecille ( o di un " violentato"? E' da vedere, Signori!), potrebbe scendere in piazza a reclamare questo suo sacrosanto diritto e chissenefrega dell'imbecille. Prendo atto e prendete dunque atto: Repubblica vuole rubare il diritto di voto al quaranta per cento del popolo italiano, per un bollo tondo anzichè rettangolare.La loro democrazia. Ma non erano loro i difensori del popolo? Non erano loro che si battevano per i diritti del popolo? Ora si battono sempre per i diritti, ma solo per quelli loro. Poi si domanda perchè Berlusconi non abbia chiesto una soluzione condivisa anche alla sinistra. E quello che ripeteva Ber"nani", e quello che urlava Di Pietro in questi giorni, dove lo mettimaon Mauro? Erano o non consapevoli che quello il loro dialogare con la controparte politica per risolvere il problema? E cosa dicevano i due intelligentoni? Urlavano che la situazione non si doveva sanare perchè, la solita storia, chi è colpa del suo mal...... E quindi, a che pro parlare e dialogare con chi è complice della truffa? Mauro, sei un nano , ma se riesci ad arrivare a guardare nei miei occhi e sulla mia fronte - casa della quale dubito, a meno , che non ti metti i tacchi adatti , molto più alti di quelli del....Cavaliere - ci troverai sempre scritto " mai con la sinistra!!" ma fesso no.

Zanon, che è maestro di diritto costituzionale ha postato - e lo potete leggere e sentire tutti sul sito del Corriere della Sera di oggi - un sensato discorso nel quale, anche se obtorto collo, deve ammettere che la scelta del DL interpretativo è corretta e giusta. Mi fido di lui, non mi fido di Repubblica, mi pare evidente.

Siccome però da queste parti non sono uso andare contro la sinistra senza averne smascherato le follie e le incoerenze - spesso anche gli illeciti e le truffe e i tentativi di golpe - allora divento molto ma molto serio e parlo di diritto costituzionale e di legge lettorale.

Secondo i sapientoni della sinistra, non si potrebbe fare ricorso al DL perchè l'articolo 15 della Legge n. 400 del 1988 stabilisce che il Governo non può, mediante DL, legiferare nelle materie previste ed indicate nell'articolo 72 della Costituzione, tra le quali c'è la materia elettorale.
Non ci dicono - e te credo! - i saputelli democratici che un loro compagnuccio, come Presidente della Camera - parlo di Luciano Violante - introdusse l'articolo 49 del regolamento di Montecitorio dando un'interpretazione assai ristretta - gli faceva comodo allora al PCI - del divieto indicato dall'articolo 15 precedente. In sostanza per il regolamento di Montecitorio il divieto di cui all'articolo 15 predetto si applica solo alle leggi che vanno a tradurre i voti in seggi. Con esclusione quindi ndelle disposizioni di legge - come questa in corso - che costituiscono solo interpretazione autentica di norme procedurali. V i è quindi una consolidata giurisprudenza parlamentare così consolidata davanti alla quale, piaccia o non piaccia, tutti, compresi i sapientoni a giorni alterni, devono solo che inchinarsi.

Il discorso su Napolitano sarà bene che questo blog lo faccia a parte. Tutto in una volta. Non oggi.

Sincero e simpatico Mario Adinolfi, esponente di punta del PD. Ha detto papale papale :"se avessero escluso il PD saremmo già in clima rivoluzionario". Ohhhhhh! Finalmente qualcuno che ha un pizzico di dignità e che dice " pane al pane", " vino al vino".

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