Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 24 marzo 2010

La diffamazione

Gianni Letta al telefono non delinque, mormora cose incomprensibili o dice che “proverà a cercarlo”. Ma Repubblica lo sbatte in titoli mozzorecchi, come se avesse stuprato una bambina in un parco pubblico. Sabato scorso la prima pagina di Repubblica tirava in ballo Gianni Letta, con un titolone diffamatoriamente infingardo: “Rai, nelle telefonate, spunta Letta”.
D’altra parte, con gli appalti che, come scandalo, sono ormai tutti a sinistra; con la Procura di Trani che non riesce a essere presa sul serio con la sua pagliacciata intercettatoria; con ben due – dicansi due – giornalisti di Repubblica denunciati per furto pluriaggravato e riciclaggio -per aver rubato dalle carte del P.M. di Trani le intercettazioni poi finite su Il Fatto – ; con una esibizione di figurine di “ martiri “ come Santoro, Floris, Lerner, Benigni ecc , tutti presentati come vittime del “ bavaglio dell’informazione” ma tutti sempre ed ovunque in video e regolarmente plurimiliardarii; con un centrosinistra schizofrenico che per dieci anni ha squittito per avere la Par Condicio e che ora vorrebbe dichiararsene, pensate, “ vittima”; con quel trans, che chiamiamo R. , che a ridosso delle elezioni regionali nel Lazio ti va a spiegare che “ Marrazzo pagava bene , grazie ai suoi soldi mi sono operato ed oggi sono donna”; con una Mercedes Bresso ( Presidente uscente Regione Piemonte PD) che, a soli venti giorni dalle votazioni, come dagli ultimi due Bollettini ( quello dell’11 e quello del 18 Marzo 20101)della Regione Piemonte, si è sparata la bellezza di due milioni di Euro di soldi pubblici regalati ai suoi amici , come è uso nelle migliori amministrazioni democratiche di comprare con i soldi nostri i consensi dei propri sodali; con un inossidabile e “ sempreinpiedi “ Antonio Bassolino – altra perla del buon governo di centrosinistra in Campania – che, sempre negli ultimi giorni del mandato ti va a nominare tale Dr Carmine Pinto - un passato da bossoliniano di ferro - come Direttore Generale dell’Isve organo della Regione stessa nonché la D.ssa Maria Grazia Falciatore ed il Dr. Guglielmo Allodi, rispettivamente Capo di Gabinetto la prima e presidente della Irpinia Air SpA il secondo ; con lo scandalo della sanità pugliese targata PD che neanche la Procura riesce a tamponare; con un Bertolaso che ( mascalzone ) è praticamente uscito dall’inchiesta su l’Aquila ; con un diavolo di Berlusconi che sbatte in faccia a Bersani, come un sonoro ceffone, di non ritenere accettabile e dignitoso “ discutere” con chi intende per “discussione” solo una sequela di insulti personali….. insomma con tutti i loro problemi, che potevano fare dalle parti di Largo Fochetti? Non intravedendosi per il momento altre Noemi, altre escort, altre tangenti, altre trans, altre manifestazioni di corruzione più concrete che trasversali, semplici ed usuali raccomandazioni, familismi e altri gravi inestetismi di atmosfera combriccolare, cos’altro poteva restare alla premiata Ditta “ La fabbrica del fango” se non l’esercizio ad essa così consono da esserne l’unico prodotto tipico, come il miele per le api, cioè la pura e semplice diffamazione? L’articolo riferisce di un Giancarlo Innocenzi, docile ma inerme membro dell’Agcom, il quale, terrorizzato dai rimproveri del Cavaliere, si rivolge disperato a Letta e lo implora, “come ultima spiaggia”, di chiamare Corrado Calabrò, presidente dell’Authority, e di indurlo a offrire a Mauro Masi, direttore generale della Rai, il destro istituzionale per bloccare gli eversori di Annozero. Le due prime risposte di Letta sono grugniti indecifrabili, probabilmente un “che due palle”. Poi scatta un eversivo , golpistico, piduistico e criminalissimo: “ Proverò a cercarlo ”. Non un: “Lo cercherò”, che già sarebbe da ergastolo oltre il 41-bis, ma un: “Proverò a cercarlo”, che, per chi conosca il linguaggio di Letta, vuol dire abbastanza chiaramente: “ Non mi rompere più con questa storia” . Il titolo avrebbe dovuto essere, in un riquadrato in ennesima pagina : “E Letta scansò il problema Innocenzi”. Invece è: “Rai, nelle telefonate spunta Letta”. Com’è promettente, intrigante sottintendente, subdolo, degno di un Bruto già armato di coltello e pronto al tradimento supremo, quale profumo di imbroglio in gestazione lascia percepire al lettore, quanto è sottilmente e infingardamente diffamatorio quello “spuntare”. Quanto è semplicemente indegno ! Cerchiamo di capire quali possano essere le ragioni politiche di una simile scorrettezza verso un G. Letta da sempre giustamente considerato collaboratore leale di Berlusconi ma forte di un suo codice politico inappuntabile. Ma a parte la politica, c’è la questione della serietà professionale, o almeno della credibilità. Repubblica maneggia armi pesanti, non è un giornalino di attacco e basta, è una “gazzetta delle pulci” costruita sulla diffamazione sistematica della gente che non le sia sodale e asservita. Nulla da ridire quando si scatena, nell’incandescente atmosfera elettorale, sulle intercettazioni di Trani, che danno poco da pensare e molto da ridere. Ma se Letta avesse stuprato in un parco una bambina , il titolo non avrebbe potuto essere più campeggiante, più duro, più linciatorio: “Stupri di bambine, spunta il nome di Letta”. Leggere poi nel pezzo che il Sottosegretario stava solo ascoltando lo sfogo di un amico, beh!, sarebbe stato traumatico e anche risibile.

Per il PD

Seppure esistesse la prova più limpida e più lampante della colpevolezza penale di un Presidente del Consiglio - chiunque esso sia - per il più infamante dei reati ( per elenco, rivolgersi all’IDV dove esperienza e conoscenza nel settore abbondano) , come si fa a non capire che la democrazia pretende di salvare temporaneamente il reo - proprio per rispetto della “ primazia “ della volontà popolare votata su quella giudiziaria secondaria non votata - per poi poterlo così sconfiggere pubblicamente e definitivamente in sede politica ? Non é difficile capire, forse è preferibile far finta di non capire. Il primo Governo Berlusconi, quello del 1994, cadde nel 1995 a causa dell’avviso a comparire che il Pool di Milano notificò a Berlusconi, tramite un asservito e mieliano Corriere della Sera , su ipotesi di reato dalle quali poi ( ma solo nel 2001 e cioè anni e anni dopo) l’On. Berlusconi fu dichiarato del tutto estraneo dalla Suprema Corte. Dunque reati “ ipotizzati” e poi verificati del tutto inesistenti messi in piedi da una Magistratura i cui componenti sono poi divenuti, in buona parte - ma guarda il caso - Parlamentari Italiani del centrosinistra , hanno stravolto il voto popolare. Vi pare giusto, questo? Vi pare rispettoso della volontà popolare e della democrazia ?Mi rivolgo proprio a voi, che avete bisogno di metterlo nella vostra Ditta il termine “ Democratico” per non dimenticarne, all’apparenza, il significato. Certo, le lezioni che avete preso dai vari Caselli , Ingroia, Ciancimino Jr., Spataro, Andreotti, Mannino, Colombo. Borrelli, Di Pietro, De Magistris, Maritati, Emiliano, Nicastro, Tedesco, ecc. vi hanno fatto capire che per vincere in politica ed in un regime democratico qual'è quello italiano, non bastano giustizie sommarie e medioevali - alla Mani pulite - , non bastano processi basati su “teoremi ipotizzati” anziché su prove , non bastano Procure politicizzate, sfacciate e , spesso, anche sfaccendate , non bastano inqualificabili pentiti speranzosi di futuri benefici, non bastano Procuratori compiacenti e con incorporata promessa di diventare futuri “onorevoli ” “ ad partem”, ma ci vuole la forza della ragione, la forza del progetto politico, la forza di un leader credibile e non solo dei visi appena appena presentabili di "utili mezzibusti ", tutte cose e persone che devono convincere l’elettore italiano - non un partito solo -, elettore italiano che non è il cretino che voi credete che sia , ci vuole, insomma, credibilità formale e sostanziale. Cose delle quali siete, da tempo immemorabile , largamente sprovvisti. Dunque continuate ancora a recitare la parte del cretino isterico – alla Di Pietro, come il vostro demagogo fascista , truffatore e spergiuro - che non può capire nella sua follia sanculottiana , settecentesca e primordiale l’elementare principio civile e democratico di cui sopra. "La sovranità appartiene al popolo che la trasferisce, con il mandato e con il voto, ai rappresentanti eletti in Parlamento. Le leggi approvate dal Parlamento , ricevono la firma del Capo dello Stato e diventano leggi “ Questa è la democrazia , nei Paesi civili. Ma è così anche in Italia? Nemmeno per sogno: perchè se a questa sinistra alcune Leggi non garbano ( Lodo Alfano, Legge Cirielli, Processo breve, Legge Bossi-Fini, ecc) – alla sinistra, si badi, non al popolo ed al suo bene , del quale questa sinistra se ne strafotte altamente - questa solleva eccezioni di incostituzionalità con ricorso alla Corte costituzionale . L'art. 135 comma 1 della Costituzione Italiana afferma che «la Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative”.Questa struttura "mista" è finalizzata a conferire equilibrio alla Corte Costituzionale: per favorire tale equilibrio il costituente associa, nella composizione dell'organo, l'elevata preparazione tecnico-giuridica e la necessaria sensibilità politica ( “ il corsivo da un qualsiasi testo di Diritto Costituzionale “). Semplice, inutile, pura e retorica teoria, questa. Perché in realtà oggi la Corte Costituzionale, alla faccia della sacra Costituzione , è composta da 15 membri, ma di questi ben 11 appartengono alla sinistra e 4 al centrodestra . Dove sta scritto nella Costituzione Italiana che la composizione della Corte deve essere quella che è oggi ? E perché dirlo, parlarne, discuterne, sembra quasi che si commetta un delitto di lesa maestà quando invece si dice la più ovvia e scontata delle constatazioni? I fatti parlano chiaro : oggi clamorosamente la Corte Costituzionale è semplicemente e chiaramente “ okkupata “ in puro senso politico dal centrosinistra e non svolge più il ruolo che la Costituzione le aveva assegnato. Svolge invece, al contrario, un ruolo politico che la Costituzione non si sogna nemmeno di attribuirle, anzi lo vieta. Come per il Capo dello Stato. E questo è un altro golpe istituzionale sul quale, per ipocrisia, per mera e squallida convenienza da bottega, molti scribi , molti mantenuti pubblici ( politici di lungo corso ed istituzioni comprese ) tacciono. Dove sono gli Zagrebelsky, dove sono i Mancino, dove sono i ridicoli “ sarcofaghi ermellinati”, dove sono i Santoro, i Bersani, i Palamara, i Floris, i Fazio, i Bocca, i Saviano, i Flores, i Camilleri, gli “appellisti ”di professione, dove sono quelli che “ Noi siamo per le regole” (purchè non riguardino la loro parte politica, ovvio !) dove sono gli attori, le ballerine , dove sono le donne cannone, i nanetti, i cantantucoli, dove sono tutti quei mantenuti con milionarie prebende che straparlano a comando di “ sacralità della Costituzione “ solo quando fa loro comodo? In questo modo , tutte le volte che la Corte Costituzionale viene investita circa una legge fatta del Parlamento, questa Legge , se alla sinistra non garba o non torna utile , viene abrogata. Non credo che se ne debba fare un elenco, visto che gli esempi sono innumerevoli. Conseguenza: la sovranità nei fatti , nella realtà italiana di oggi, non appartiene più al Parlamento, ma ai giudici di sinistra e questa è una grave, grave, grave patologia della nostra democrazia".

Se volete dialogare, va benissimo. Ma prima dimostrate di averne la volontà e la capacità. E sopratutto, cominciate a posare le armi sul tavolo.

Obama de noantri

Rilassiamoci un poco, parliamo di amenità e dunque di Veltroni, che dell’amenità è la quintessenza. Infatti chi è quello che, facente parte dalla nascita del PCI, disse “ io non sono mai stato comunista”? Chi fu quello che , Sindaco di Roma, per agevolare i suoi amichetti politici ( non facciamo i nomi , ma basta citare due cognomi e cioè Romeo e Cerasi) nelle ultimissime ore del suo Mandato fece un Piano regolatore per Roma che è un regalo ai suoi sodali palazzinari? Chi fu quel Segretario del PD che si presentò come l’Obama de noantri, con quei suoi “ Yes, we can” per poi ridursi a portare il PD nelle fauci di un fascistone sanculotto come il Truffatore/
Spergiuro ? Chi fu quel personaggio che promise - sperando, evidentemente, che qualcuno se ne lamentasse pubblicamente ( cosa mai avvenuta, che è la pistola fumante dell'intelligenza del popolo italiano ) - di voler abbandonare la politica italiana dopo l’esperienza di Sindaco di Roma per dedicarsi all' Africa? Bene, il politico, il romanziere, il filmologo , il cinefilo Veltroni, cerca ancora il centro della scena – ormai perduta - e chiede nuove indagini per la morte di P.P. Pasolini. Forse ipnotizzato dalla Gabanelli o da qualche altra trasmissione TV, adesso Veltroni diventa pure investigatore. Insomma, un “ tuttologo”. Bene. Forse si è reso conto che con questa Magistratura allo sfascio , il futuro sarà suo.

Su Obama vero

Sfido chiunque , anche Bersani, a dire cosa veramente sia la riforma della sanità di Obama. Ma tutto tace. Oddio, ci sono i soliti gazzettieri, ci sono i soliti republicones, ma sono certo che pochi, in Italia, hanno capito in cosa consista veramente questa grande riforma della sanità di Obama. Che, per dire, se potessi importarla, la importerei e di corsa in Italia e non solo sulla sanità ma anche sulla previdenza ed altro, così avrebbe fine la grande abbuffata democratica, il magna magna famelico e vergognoso che le Regioni e lo Stato fanno coi soldi nostri. Riassumo per chi vuole leggere. La riforma di Obama non introduce negli States una forma di “ sanità pubblica” come esiste da noi. Obama è un democratico, ma pur sempre un americano, quindi un pragmatico non certo un politico nato, cresciuto e pasciuto nullafacente. La Sanità statunitense è e resta rigorosamente “ privata”, ma - questa è la vera novità - sarà lo Stato che metterà i soldi per far sì che tutti possano pagarsi la loro “ assicurazione” per la salute. Insomma, sarà lo Stato che darà i soldi, ma non alle Regioni - come da noi - ma alle imprese di assicurazione che gestiranno in tal modo la sanità statunitense. Quindi un soggetto di diritto privato - le assicurazioni - gestiranno un servizio pubblico, il servizio sanitario, per tutti. Quindi niente Sanità come carrozzone politico dove piazzare i propri primari, i propri dirigenti, i propri funzionari , i propri politici scaduti o trombati, le proprie mogli e amanti, i propri portaborse, i propri amici, i propri medici, i propri elettori, ecc. Diciamo che l’unico principio di sinistra che questa riforma di Obama introduce in America è l’obbligatorietà dell’assicurazione, la quale, a ragion veduta, è una stortura del mercato perché obbliga e dunque riduce la libertà dell’individuo e del mercato. Sarà un bene ? Lo spero vivamente. E lo credo anche, soprattutto perché negli USA, per loro fortuna, l’esistenza di una IDV - per dire la cosa più inutile del mondo - sarebbe impossibile, visto che, sopito ormai il K.K.K., emarginato il rito Voo-Doo, emancipatosi persino il Mississipi, con i Procuratori Distrettuali che sono eletti dal popolo e che al popolo rispondono del loro operato, contro cosa potrebbe sbraitare un sanculotto lanizichenecco dell'IDV se non contro “ the moon”? Ma vi immaginate voi che diavolo di scambi ( parlo di scambio: voti e favori) si saranno fatti in questi giorni tra Obama e i Governatori dei singoli Stati? E che fine farebbe il povero Obama se la Procura di Trani, mettiamo, dovendo intercettare un rubagalline di Bari , emigrato in New Jersey, si trovasse ad ascoltare il Presidente che dice al Governatore dell’Alabama…….


Le carriole dell’Aquila

L’episodio dell’Aquila, delle carriole, con Sindaco Cialente (PD), Presidente della Provincia Pezzopane (PD), anche qualche pretonzolo intonacato ( piaciuta l’assonanza? Intonaco caduto….intonacato….) che tentano di scarriolare le macerie del centro storico della città abruzzese per protestare (?) contro l’immobilismo del Governo che non vi ha provveduto in tempo avendo preferito dare le case a tutti, è veramente paradigmatico della così detta libertà di informazione esistente in Italia e della sua correttezza e completezza. Tutti i giornali e le TV danno conto dell’episodio, rappresentando che non avendo il Governo Berlusconi provveduto fino ad ora a spazzare dal centro storico dell’Aquila i detriti del sisma, ecco i carriolanti del PD che provvedevano a fare quel che Berlusconi aveva solo promesso di fare e non ha fatto. Fa niente che lo stesso Berlusconi aveva dato a tutti i terremotati le case, a loro importava solo le macerie del centro storico. Bene. Quindi grande spolvero, tanti aquilani, Repubblica orgogliosamente inumidita, come una baguette , sotto l’ascella, pala e moschetto ( pardon! ) pala e carriola e via coi detriti. In prima fila il Sindaco PD Cialente, la Presidente della Provincia PD Pezzopane e poi tutto l’orgoglio del popolo republicones a vangar detriti……Ma la storia raccontata finisce qui. E invece non è vero, perché la storia è completamente diversa. E ve la racconto io. Con ordine. Cominciamo con l’immediato post-terremoto. Lo smaltimento e la rimozione dei materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici nonché quelli provenienti dalla demolizione degli edifici danneggiati dal sisma spetta al Comune e non alla Protezione Civile. Ordinanza della Protezione Civile numero 3767 del 13 maggio 2009, articolo 1, comma 6: “ I Comuni procedono alla rimozione dei materiali di cui al secondo comma”. Non basta. In data 22 agosto 2009 la Presidenza del Consiglio dei Ministri invitava i singoli Comuni ad individuare celermente i siti presso i quali realizzare gli impianti di deposito temporaneo e selezione dei materiali”. Il coordinamento di tali attività era demandato alla Provincia dell’Aquila. Ma solo a gennaio 2010 questo lavoro è stato compiuto dal Comune dell’Aquila e quindi, solo con decreto del 1 Febbraio 2010 veniva delegata la gestione delle macerie al Commissario ( Governatore dell’Abruzzo). In data 3 marzo 2010 prima riunione operativa coordinata dal Ministro Prestigiacomo ) presenti Cialente , Sindaco dell’Aquila, Pezzopane Presidente della Provincia dell’Aquila, il Prefetto dell’Aquila Gabrielli, il Presidente della Regione Abruzzo Chiodi. In data 18 marzo 2010 i Vigili del Fuoco hanno cominciato a rimuovere le macerie. In data 21 Marzo 2010 il popolo delle carriole scrive ai Vigili: andatevene dall’Aquila, perché siete solo servi del Governo, non siete in grado, come noi, di fare questo lavoro. Ma come non si vergognano, di speculare per qualche voto su un terremoto! Ma andate veramente a spalare la terra con quelle carriole! Quante braccia rubate all’agricoltura!!!


Di Pietro ruba tutto! Soprattutto quello che non è suo.

A proprosito di braccia rubate all’agricoltura, non ci si può credere! L’imbroglione, lo spergiuro, è sceso in piazza contro una legge che lui stesso aveva proposto tempo prima. Non ci credete? Eccovi serviti.Come sapete il Ministro Andrea Ronchi ha licenziato un provvedimento per adeguare la legislazione italiana a quella europea sulle acque . La solita sinistra è scesa in piazza per protestare contro la “ privatizzazione dell’acqua”. Ovvio che è falso. Nessuna privatizzazione, solo la previsione di un eventuale affidamento della gestione idrica anche a società miste pubblico-privato che abbiano nel caso superato esami di trasparenza e di conoscenza settoriale. Insomma nel caso che le imprese pubbliche che attualmente distribuiscono l’acqua non si dimostrino capaci di farlo, tale compito potrebbe passare a queste imprese miste. Non si sa dove stia la reclamata “ privatizzazione dell’acqua” se non nella mente malata di molti personaggi pubblici. Ma andiamo oltre. Così Di Pietro, cialtroneggiando, pretendeva dalla sinistra antagonista di capeggiare la piazza, ricevendo però un bel calcio nel sedere. Vediamo le cose serie. Nel Novembre del 2009 veniva approvato il Decreto Ronchi. Riandiamo indietro nel tempo e fermiamoci nel Luglio del 2006, Governo Prodi ultimo, Disegno di Legge del 7 Luglio 2006 a firma Prodi, Lanzillotta, Bersani, Amato, Di Pietro, Bonino. Si è perso per strada quel Disegno di Legge, ma vi assicuro- prego controllare su Internet - che era identico, se non più duro, del decreto Ronchi. Tanto che del decreto Ronchi ne ha parlato bene – non volendo, certo , si riferiva al suo ! - anche lo stesso Bersani ed anche Marino. Insomma, della serie: io ci provo e se mi dice bene nessuno ricorda e io “ guadambio “ ( voce del verbo " guadambiare" in dipietrese, in italiano " guadagnare"n.d.t.) qualche voto, che, ad Euro X come rimborso elettorale, fanno Euro Y che poi posso rubare all'IDV…………………Ma quante braccia rubate all'agricoltura!!!

Gaetano Immè

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