Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 16 marzo 2010

Per l'On. Fini pollice verso il basso.

Dietro alla questione della Par Condicio c'è un convitato di pietra. E' la Rai Pubblica, lo scandalo vivente. Se la Rai non fosse pubblica - come questo blog si auspica - non esisterebbe Par Condicio, nè l'obbrobrio di un CdA lottizzato, nè Direttori lottizzati, nè Commissione di Vigilanza, nè Authority Agcom e baggianate del genere. Insomma Par Condicio come il conflitto di interessi: il centrosinistra non sa che pesci prendere su entrambi i fronti e quando è stata al Governo - quasi novanta mesi negli ultimi 180 , dei quali 90 ben 19 mesi senza alcun consenso popolare - non è stata mai capace di affrontare e risolvere nessuno dei due . Meglio lasciarli intatti , da parte come mazze da tirare fuori quando non si hanno argomenti politici validi, meglio lasciarli così inevasi in modo da usarli in campagna elettorale strappandosi le vesti dalla (finta) disperazione piuttosto che brendersi la briga di eliminare davvero i due problemi. In questi giorni , per la Par Condicio, siamo alla sceneggiata schizzofrenica: chi prima l'ha voluta ad ogni costo( Santoro, O.L. Scalfaro, Ciampi, D'Alema, il PD , Gentiloni e compagnia bella) oggi non la vuole più. Che dire ? Se è vero che cambiare idea può essere segno di maturità, è anche vero che cambiare completamente i propri valori e cambiarli poi secondo la propria convenienza da bassa bottega, è proprio da persone del tutto inaffidabili.


Enzo Raisi, coordinatore del PdL nella Regione Emilia-Romagna, ha denunciato per " mala gestio" e " clientelismo acuto" il Presidente della Regione stessa, lo stesso Errani Vasco. Casi di illeciti amministrativi scandalosi che, comunque, aspettano il vaglio della Magistratura. Ma intanto, ecco un altro eclatante esempio del buon governo del centrosinistra.

Mi sembra assai strano che una Banca non pretenda il rientro delle proprie esposizioni miliardarie. Parlo della Roma A.S., di proprietà di una società della famiglia Sensi, la quale da tempo immemore ha un debito nei confronti di Intesa Sanpaolo. Roba intorno ai 500 milioni di Euro. La Banca ha certo eseguito il pignoramento delle garanzie. Ma ormai è passato oltre due anni e mi chiedo: come mai la Banca non agisce? Come mai le radio private, dopo averne tanto parlato di tutto questo, oggi non ne parlano più'? Atteso che nessuno rislta aver garantito questa Banca per questo enorme " buco", come mai ad un povero cristo che non riesce a pagare due o tre rate di mutuo sulla propria casa questa viene sequestrata e venduta nel giro di poco tempo mentre ai Sensi non succede nulla? Questo blog ha una sua teoria, intendiamoci, niente di certo, ma sapete com'è: a pensar male si pecca, ma spesso ci si coglie. Dunque, ragioniamo: Intesa Sanpaolo è Banca del Presidente Bazoli, un grande elettrore del centrosinistra prodiano, con tanto di esposizione mediatica in sede di primarie. E la famiglia Sensi è intima di Andreotti e della DC andreottiana-prodiana. Ma vuoi vedere che......

Questo discorso mi porta all'On. Fini. Finalmente, accantonato il saccentismo arrogantello di FareFuturo e del suo staff , dal prossimo aprile sarà operante " Generazione Italia". Si tratta del nuovo " movimento " di Fini che, secondo quanto si dice, non dovrà minare l'unicità del PdL. Aderiranno al movimento , oltre a Fini, anche Italo Bocchino, D'Urso, Granata ed altri. Ragionare di un movimento all'interno del PdL in questo specifico momento non può prescindere dalla constatazione che il sistema bipolare non può che andare verso un rafforzamento. Il bipolarismo infatti è un assetto istituzionale che è comune alle grandi democrazie europee ed extra europee. Sarà perchè è ancora vivo il ricordo delle svariate correnti della DC, sarà perchè è ancora vivo il ricordo dei governi balneari, dei Governi continuamente ricattati dai vari partiti e sopratutto dai vari partitini dell'1% del proporzionale - governi che duravano mediamente un anno - che solo l'idea di una " corrente" all'interno di un partito che deve vivere in un sistema bipolare, mi lascia sgomento, sorpreso e perplesso. Certo, la pluralità è una risorsa quando è contenuta all'interno del movimento il quale poi assume decisioni a maggioranza, ma la pluralità porta anche fatalmente - specie quando riguarda questioni delicate ed etiche, quali ,come nel caso di Generazione Italia di Fini , l'immigrazione, la laicità, il fine vita - ad una debolezza del bipolarismo ed a tentazioni proporzionalistiche che spererei siano del tutto archiviate. Dunque non si vede la necessità di un annuncio mediatico così rilevante, come invece, è stata fatto dall'On Fini. Non è da poco, poi, che lo stesso Presidente della Camera non solo si dissocia apertamente da punti programatici e valori del PdL , ma addirittura sceglie modi e tempi dissociativi, quale quello attuale delle vicine elezioni regionali, che non possono non nuocere al PdL in termini di consenso. Per non parlare poi di tante altre occasioni pubbliche nella quali l'On Fini ha perso la stima di molti abbassandosi a pettegolezzi non degni di un Presidente della Camera. Alludo chiaramente allo squallido episodio del così detto " fuori onda" fra lo stesso On. Fini ed il Dr Trifuoggi, quel Procuratore capo di Pescara il quale , qualche settimana dopo, veniva clamorosamente e pubblicamente sbugiardato per l'inchiesta su Ottaviano Del Turco. Mi permetto di osservare che un Presidente di un ramo del Parlamento italiano che, come sovente sostiene lo stesso On. Fini, si rispetti non solo deve essere sempre " super partes" ma deve anche costantemente apparirlo. Cosa che l'On. Fini non fa assolutamente con le sue contrapposizioni pubbliche ed assolutamente non richieste da nessuno alle idee del PdL perchè quelle contrapposizioni non sono appeal istituzionali , ma vere e proprie prese di posizione politiche. Questo quando agisce come Presidente della Camera. Ma quando l'On. Fini parla come persona, occorre scendere coi piedi per terra e considerare che l'On Fini è solamente il Presidente della Camera , non il Presidente della Repubblica. Solo quest'ultimo deve " sempre" apparire ed essere super partes. Non il Presidente della Camera che, dopo l'aspetto istituzionale ( la cura dei regolamenti della Camera ) è e resta un " uomo politico" qualsiasi. Così quando l'On. Fini dice che sabato prossimo non può scendere in piazza con il PdL per via del suo ruolo istituzionale, dice una grossa castroneria. In realtà anche questa mancata partecipazione alla piazza popolare è un distinguo politico che non accettiamo da chi si appropria - indebitamente - del ruolo di cofondatore del PdL. Questa figura non esiste, esiste solo il fondatore - non importa chi sia stato - ed esiste chi su quel carro c'è salito per mero opportunismo.

Un altro aspetto dell'On. Fini e della sua Generazione Italia mi lascia quanto meno perplesso, quando costoro parlano di un PdL che " non deve essere una caserma" e quando dicono che nel PdL" ci vuole più democrazia". Per il primo rilievo osservo che lo stesso On Fini, fino alla fusione di AN nel PdL, cioè praticamente fino all'anno scorso, guidava AN senza un briciolo di democrazia al suo interno: prova ne sia che non si ha traccia negli ultimi cinque o sei anni di vita di AN di congressi o simili, ma solo di decisioni autoritarie e dispotiche. Per il secondo rilievo osservo che per conoscere una buona stoffa ci vuole un ottimo mercante. Chi vuol capire capisca.

C'è poi una considerazione finale che, a mio modo di vedere, risulta determinante. Non v'è dubbio che l'On Fini abbia fatto e fatto fare un cammino di ammodernamento al vecchio MSI verso una destra moderna , europea e adeguata ai tempi. E' pure altamente positivo che l'On Fini abbia i suoi convincimenti sulla laicità dello Stato, sulle leggi etiche, sull'immigrazione ma sempre che il dibattito rimanga una dialettica interna al partito, non certo quando le proprie divergenze, come ha fatto l'On. Fini, vengono mediaticamente esibite ed usate come un salvacondotto per essere accettato e corteggiato da chi ha sempre avuto idee e valori contrari a quelli del suo partito d'appartenenza. Mutare idea è anche segno di maturazione, ma cambiare repentinamente e completamente idee e valori è da persona politicamente del tutto inaffidabile: così l'On Fini non può pretendere che le sue eccessive e numerosissime sconfessioni, a partire da quella del fascismo- una volta ideale poi addirittura " il male assoluto"- fino a quella sull'immigrazione - dove addirittura tre anni orsono firma lui stesso la Legge Bossi-Fini , legge che oggi sconfessa con plateali esibizionismi - per citarne solo due fra le più eclatanti, non vengano soppesate da coloro che simpatizzano con il centrodestra. Ormai l'On. Fini ha assunto l'aplomb di una specie di maestrino saccente, noioso ed altezzoso e , sopra tutto , mi appare come il più squallido prototipo di quello che definisco dispregiativamente un " fascista ripulito" , uno che cerca in ogni modo, con idee esternate quando nessuno glielo ha chiesto e che, pur di farsi accettare dalle lobby di potere del " politicamente corretto", è disposto a fare di tutto pur di compiacere al potere mediatico della sinistra, anche i salti mortali, incurante del progressivo scollamento da quello che fu il suo popolo di riferimento. Discutiamo di tutto all'interno del PdL, ma facciamo vedere che siamo una vera forza democratica e bipolare. Discutiamo del modello belusconiano, discutiamo della necessaria libertà dalle scelte restrittive , ma non facciamo le scimmiette che saltimbancano per ricevere le noccioline dal potere forte che invece resta il nemico da combattere. E poi, non dimentichiamo nè sottovalutiamo alcuni aspetti caratteriali dell'On Fini: uno, non dimentichiamolo, abituato a dominare il MSI, a dominare AN con potere assoluto e monarchico, altro che la mancanza di democrazia della quale svanvera. Non dicmentichiamo le sue incrongue antipatie che hanno messo sovente in pericolo un Governo: chi non ricorda, ad esempio, come fu l'On Fini che volle pervicacemente e senza alcun motivo che non fosse caratteriale la testa dell'On Tremonti, poi richiamato a gran voce ? E come non sottolineare, per concludere e senza che se ne sottolinei l'aspetto pettegolistico, la sua irritazione e le sue minacce contro chi volesse indagare sulla vita precedente e sulle compagnie precedenti della sua attuale compagna?
Aspettiamo queste votazioni regionali e speriamo che , non ostante l'On Fini e la sua Generazione Italia e il suo FareFuturo, il centrodestra non perda consensi non per motivi politici ma per motivi...Fini. Poi che sia chiarimento con l'On. Fini, ma chiarimento su tutta la linea. Ormai anche i sassi hanno capito che tutta questa sua bagarre è fatta solo per togliere a Berlusconi la guida del PdL. Per fare del PdL quel che l'On Fini ha sempre fatto dei suoi partiti, come MSI ed AN. Un suo regno. Ma a casa di un partito liberale come il PdL non funziona così. Qualcuno lo dica all'On. Fini. Meglio con i consensi.

Gaetano Immè

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