Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 12 marzo 2010

Pertini Sandro e Napolitano Giorgio: i peggio Presidenti.

Il cartello mostrato dal popolo viola, ma in blazer viola, con su scritto " Pertini non lo avrebbe firmato" , riferito al decreto legge sulle liste elettorali, mi ha riportato alla mente il Presidente, Sandro Pertini. Ed anche la voglia di capire il perchè di quel cartello. Vorrei capire e spiegare il perchè di questo parallelismo che questo popolo viola fa fra Sandro Pertini e Giorgio Napolitano, entrambi Presidenti della Repubblica . Sembra un complimento, ma non lo è affatto.

Ci sono uomini politici , molti uomini politici che sono stati rimossi dalla memoria storica degli Italiani: gli Einaudi, i De Gasperi, i Saragat, i La Malfa, i Vanoni, che nella politica del nostro Paese hanno contato decisamente molto piu' di Sandro Pertini. Il quale fu certamente un uomo onesto, coraggioso e coerente con le proprie idee (anche perche' ne aveva pochissime). Ma le stesse qualita' si possono attribuire anche a coloro che ho ricordato e che vi aggiungevano quella di una sagacia politica, di cui Pertini fu sempre sprovvisto. Nel suo stesso partito non esercitava alcun peso, era considerato un "compagno" di tutto affidamento, ma bizzarro, imprevedibile e sempre pronto a qualche colpo di teatro. Nenni, che gli voleva bene, e che aveva condiviso con Pertini il confino di Ponza, di lui disse una volta: "Io non sono certamente un uomo di cultura e alla cultura non attribuisco, per un politico, una decisiva importanza. Ma qualcosa so ed ho letto, anche " grazie" a Mussolini. Lui ( Pertini), l'unica cosa che leggeva ( a Ponza) era L'Intrepido. Il resto del tempo lo passava a giocare a briscola o a scopa coi nostri guardiani. Alle nostre discussioni sul futuro dell'Italia e del partito non partecipava quasi mai, e quando lo faceva, era solo per invocare il popolo sulle barricate, per lui la politica era solo quella". Pertini divento' Presidente della Repubblica appunto perche' era sprovveduto, e come tale forniva buone garanzie di non interferenza agli uomini del potere vero, a quel tempo totalmente in mano ai partiti ( DC, PCI, PSI). Quello che forse nessuno aveva previsto, ma che si rivelo' un particolare del tutto innocuo, era il suo demagogismo estremo ed anche ridicolo. Pertini aveva il fiuto del pubblico, e da buon capopopolo ne assecondava alla perfezione tutti i vizi e le virtù. Dal video ogni tanto lanciava terribili requisitorie contro la classe politica, come se lui non vi avesse mai appartenuto, come fece al momento del terremoto dell'Irpinia, quando accuso' il parlamento di avere bocciato i disegni di legge per le misure di difesa in caso di emergenza, dimenticandosi che il Presidente della Camera che li aveva respinti era proprio un tale Sandro Pertini. Non perdeva occasione di dare spettacolo seguendo in lacrime tutti i funerali possibili ( ricordate Alfredino?), baciando ciurme di bambini, e insomma toccando sempre quel tasto del patetico e del nazionalpopolare a cui noi italiani siamo particolarmente sensibili. I suoi interminabili e noisissimi discorsi di Capodanno erano autentiche sceneggiate napoletane, degne di Mario Merola. Ma in sette anni di Presidenza, di sostanziale e sostanzioso fece poco o nulla. Della corruzione che dilagava (e dalla quale però, necessita sottolinearlo, non si lascio' mai infettare), o non si accorse, o preferi' non accorgersi. Comunque, un segno del suo passaggio al Quirinale non mi sembra che lo abbia lasciato. Ce lo ricordiamo come un brav'uomo pittoresco e un po' folcloristico, che seppe far credere alla gente di essere un "diverso" dagli uomini politici, mentre invece era sempre stato uno di loro e non aveva mai vissuto d'altro che di politica. Non c'e' da vergognarsi di avere avuto un Presidente come Pertini. Ma non vedo cosa ci sia da ricordarne.
Tuttavia fu proprio Sandro Pertini il Presidente che nel 1984 fu protagonista del seguente episodio politico. In quell'anno i Giudici di Torino, Roma e Pescara decisero che Canale5, Rete4 e Italia1 dovevano chiudere le antenne, non dovevano più trasmettere e ne spensero i ripetitori. Ci pensò Craxi a sistemare la faccenda, emanando, in pochi giorni, un decreto legge che consentiva la ripresa del servizio televisivo per le tre reti ora di Mediaset. E Sandro Pertini firmò, e di corsa, e senza alcuna obiezione in merito. Non solo firmò subito la prima volta, ma anche la seconda volta. E sì, perchè quel famoso decreto fu poi bocciato alla Camera e Craxi dovette ripresentarlo un'altra volta. E Pertini non disse acca e firmò. Stiamo parlando della nascita del polo commerciale di Silvio Berlusconi che ebbe poi successivamente tanta fortuna e che tutta la sinistra considera, dal loro mpunto di vista anche a ragion veduta, la " madre di tutti i mali ".
Insomma devo dire che Sandro Pertini quel decreto legge l'avrebbe firmato eccome! ed anche di corsa. Di Sandro Pertini, come Presidente della Repubblica, non ricordo alcun episodio, diciamo, di rilievo costituzionale, ma solo, quindi, partite a tre sette con giocatori in aereo, baci a ciurme di ragazzini, pianti a funerali ed affini, una immensa noiosa vischiosa demagogia da " Bella ciao!" d'antan, molto basata sul suo istinto nazionalpopolare, sulla sua assai mediocre cultura, sulla sua propensione verso il lato bellicoso, guerresco e da coltello della politica, piuttosto che verso quello della politica ragionata e colta. Insomma un uomo perbene, modesto all'apparenza ma imperioso dentro, onestissimo, ma che non ha lasciato alcun segno del suo passaggio al Quirinale, se non questo incredibile favoreggiamento, diciamolo pure, nei confronti dell'imprenditore televisivo Silvio Berlusconi. Cosa ci sia dunque in quel cartello sventolato dal popolo viola è presto detto: solo una grande ignoranza, un aprire bocca e dasrgli fiato senza avedr prima acceso il cervello, una enorma panzana, una siderale bugia, quello insomma che dice e fa di solito l'Imbroglione. E tutti i pifferai che gli vanno dietro soggiogati dal suono del suo piffero........

Cosa vuole dire o significare allora quel cartello? Intanto è un grande disonore pubblico per Sandro Pertini, che avrebbe meritato, vista la sua pochezza politico istituzionale e visto che è morto e sepolto, di non essere trascinato a fare questa pessima figura sui giornali italiani. Inoltre mette chiaramente sotto accusa proprio Giorgio Napolitano. Perchè quello che il popolo viola rimprovera a Napolitano è il fatto che abbia trasgredito ai taciti ordini di coloro che lo hanno eletto al soglio quirinalizio, che erano quelli di affossare ogni tentativo del Governo Berlusconi di sistemare la faccenda delle liste. Come si permette, questo sciocco di Napolitano - ecco il vero pensiero del sublime popolo viola - di ragionare con la sua mente e di disobbeddire a chi lo ha messo al Colle? Pensiero sublime, rispettoso, altamente democratico, degno dell'Imbroglione e dei suoi seguaci del piffero.

Non intendo difendere Napolitano, perchè non l'ho mai difeso e perchè ho sempre detto che non è il " mio" Presidente. Egli è stato messo li dove si trova a calci in culo dagli Ulivisti prodiani, più e solo per tenere okkupata da uno della cricca la poltrona che per altro o per meriti. Dunque deve obbedire al richiamo dei suoi "mandanti", dei suoi " mentori". Insomma Napolitano, per il popolo viola, non è solo un Carneade, ma sopratutto un Don Abbondio con un sussulto, per loro idiota, di indipendenza. Quindi, per loro, Napolitano è peggio di tutti gli altri Prfesidenti, persino di Pertini. Loro usano sempre frasi celebri, tipo Moccia o Baricco o Saviano o Camilleri: " il peggio Presidente".

Se lo dicono da soli. Sono ignoranti e drogati dall'Imbroglione, ma io credo loro perchè al peggio della sinistra non c'è mai fine.

Gaetano Immè

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