Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 1 marzo 2010

Risposta a chi fabbrica melma

Per una volta nella vita, sono d’accordo con Scalfari;credo proprio che il Presidente Napolitano abbia veramente faticato molto in questa circostanza ( a proposito dello sfogo del Premier circa i Magistrati talebani) e voglio anche, com’è mio costume, spiegarvi come e perché. Ormai le pessime figure del Presidente della Repubblica non si contano più. Sulla Giustizia, poi, il Signor Presidente mentre appare sempre pronto a fare la ramanzina scandalizzata per le parole del Presidente del Consiglio, che mettono il punto e la sottolineatura sulle illegalità dei Magistrati italiani, è stato sempre vilmente e ignobilmente silente sulle tante e troppe illegalità che riguardano la Magistratura della quale, non dimentichiamolo, il Presidente Napolitano è Capo Supremo. E’ evidente così che il Presidente difende la Giustizia com’essa è, la Giustizia che condanna Rizzoli e che gli “ruba” il Corriere della Sera e che poi, dopo” soli 27 anni” – ventisette anni Signor Napolitano, per caso ha nulla da dire in merito?– non solo viene riconosciuto innocente dei reati a suo tempo contestatigli ma addirittura gli viene riconosciuto il diritto ad una miliardaria penale ed alla restituzione del Corriere della Sera; l’illustrissimo Signor Presidente della Repubblica difende la Giustizia che tiene in carcere per due anni e poi condanna e che uccide sotto ogni punto di vista l’On Mannino, Mannino che dopo 18 anni viene poi riconosciuto completamente innocente; difende, il Signor Presidente, la giustizia che ha fatto morire per ingiusto carcere un innocente, tale Enzo Tortora, i cui carnefici con toga sono stati promossi nella carriera; difende, questo Signor Presidente, la Giustizia che impiega dieci anni per un processo penale e quindici anni per uno civile, ma che se si tratta di un italiano di nome Silvio, applica due pesi e due misure e in quel caso impiega due anni per tre gradi di giudizio; difende, il Signor Presidente della Repubblica, la Giustizia che ha condannato il Giudice Carnevale, che lo ha spedito all’inferno e che poi dopo quindici anni ,con tante scuse; difende la Giustizia che onora gli Spatuzza, che onora i Ciancimino; difende la Giustizia che spende miliardi per accusare Andreotti per dieci anni e che poi deve assolverlo; difende la giustizia inquisitoria e medioevale che spinse al suicidio persone incarcerate per reati lievi, come Cagliari, come Moroni, come Raul Gardini. Tanto per fare qualche esempio. Difende la Giustizia come quella ignobile del Tribunale di Milano che non accetta testi a difesa di Mills, che non accetta documenti probatori perchè contrari ai suoi teoremi accusatori, che condanna senza avere alcuna prova certa della colpevolezza dell'indagato, difende la Giustizia che si fa strame del codice civile inventando termini e decorrenze della prescrizione a dir poco assurde. Insomma difende una Ingiustizia che non solo non è uguale per tutti, ma che è, sopra tutto, DISUGUALE ma per uno solo.

Davanti ad un dispregio talmente violento e ridicolo della Legge che mai sia capitato di vedere ad opera di un procuratore della repubblica italiana e di un intero Tribunale contro un cittadino, comunque esso si chiami, ribolle il sangue, per chi lo ha, di sdegno. Prima di tutto, forse Scalfari non lo sa o finge di non saperlo, ma l’On. Berlusconi non è stato ancora processato da nessun Tribunale italiano per questa triste faccenda ( Mills ) alla quale si attacca. Quindi Scalfari non ha alcun diritto, se non la sua evidente, scontato , meschino viscerale odio personale, di collegare quanto sta accadendo per Mr Mills con l’On. Berlusconi. Sapendo comunque che chiedere a Scalfari di essere intellettualmente onesto e corretto è come pretendere che la D’Addario sia vergine al matrimonio, devo ricordare molte cose. La prima cosa è proprio quella che Scalfari cita continuamente ma sempre in modo sbagliato e cioè l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte balla Legge. Un altro clamoroso autogol del Vate. Se allora tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge, perché questo non avviene quando riguarda Berlusconi? Faccio pochi esempi, semplici semplici. Perché nel processo al Signor Mills non è stato ammesso alcun testo a discarico dell’imputato?E perché nel processo del Signor Mills non sono state accolte, come recita il codice italiano, prove documentali decisive per la difesa? E come mai, come si spiega che il processo contro il Signor Mills si concluda senza – dico senza – che vi sia la minima prova documentale che Mr Mills abbia ricevuto da Mediaset o da Berlusconi o da Bernasconi o da chi diavolo sia quei famosi 600.000,00 dollari? E perché nel processo in questione al Signor Mills non esiste una, dico una sola traccia che abbia individuato l’arrivo su uno dei conti riferibili al Signor Mills di quei 600.000,00 dollari? E come mai, ciliegina sulla tortina, solo per il Signor Mills, ripeto solo per il Signor Mills, il Procuratore e il Tribunale hanno letteralmente violentato il Codice Civile italiano per ben due volte la prima fino al punto di creare – solo per il Signor Mills- un reato non previsto ed inesistente ( quello delle corruzione posteriore) e poi, dulcis in fundo, fino al punto di sragionare sui termini, peraltro ferrei della prescrizione? Scalfari che sparlazza tanto di morale e di diritto, come mai non si indigna contro questo evidente uso distorto della giustizia contro un cittadino? Ma la sua perla- che misura la sua immensa ipocrisia - è quanto ha spatuzzato circa la prescrizione. Mills condannato e quindi lo sarà pure Berlusconi anche se il suo processo sarà prescritto. La disperazione per la sua ennesima “figura di….Fede” ha lasciato il segno. Sono quindici anni della sua vita che Scalfari vive nel rancore e nella vana speranza di abbattere con ogni mezzo- ovviamente eccetto la politica e la democrazia, termini a Scalfari del tutto estranei – quel Berlusconi che lo mise alla porta a suo tempo. Stessa cosa che fece con De Mita, con Craxi, con Forlani, ecc. , stessa storia. Detto in parole povere, la prescrizione fa decadere l’interesse per la società e quindi l’obbligatorietà dell’azione penale per la esistenza di un eventuale effettuato reato. Non esiste, ricordatelo a Scalfari, nel codice Italiano – forse in quello di Scalfari e di Di Pietro esiste, anche se vale solo per i “ nemici” – la figura giuridica di un “ reo prescritto” esiste solo la figura giuridica della “ prescrizione” o al massimo quella “ dell’eventuale reato prescritto”. Questi sono inconfutabili esempi di gestione personale del diritto e della giustizia “contra personam”, fatti e perpetrati in modo semplicemente ignoibile e disgustoso e medioevale da un Magistrato e da un Tribunale italiano. Perché dunque Signor Scalfari non denuncia questa violazione della Costituzione? Perché tace vilmente, mette in mezzo Napolitano, Scalfaro, Ciampi ed altri sepolcri imbiancati che nulla hanno ha che vedere con Mills? Perché è pronto solo ad indignarsi per le eventuali leggi ad personam ma tace e sogghigna vilmente quando la legge non viene applicata ugualmente per tutti i cittadini?
Tranquillizzate Scalfari, sono certo che la verità sul così detto processo – ma è meglio utilizzare con Lei che è fine linguista la parola “f a r s a “ –Mills verrà fuori, ma la vera verità, non quella inventata da uno schizofrenico0 P.M. o da un altrettanto schizofrenico Tribunale o la melma che Scalfari fabbrica quotidianamente, melma da dare in pasto ai suoi lettori che giornalmente deve pascere con la dose giornaliera di odio e di infamità. Verrà fuori nel momento in cui in Italia vi sarà la vera parità fra accusa e difesa, quando la giustizia italiana non sarà un giocherello in mano ad imbroglioni tipo Di Pietro, quando il giusto processo sarà finalmente approdato nelle aule dell'attuale Ingiustizia italiana. E mi auguro che Scalfari, quale giorno , ci sarà ancora: così potrò gustarmi il suo viso da sazio miliardario rancoroso e da eterno sconfitto. Una vera goduria che spero ardentemente di non perdermi. Mi pare inutile continuare. Non sono uso, al contrario di Scalfari, sparare sulla Croce Rossa. Non mi chiamo, appunto, né Scalfari né D’Avanzo. Sopra tutto non credo alla Legge contra personam, né a pseudo Magistrati che arrecano disdoro e disonore al Paese: tipo De Pasquale, tipo Gandus e tipo molti altri.

Gaetano Immè

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