Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 2 marzo 2010

Una Corte Costituzionale da vergogna

Il Dr Francesco Amirante, illustre Presidente della Corte Costituzionale, davanti ad alcune esternazioni dell'On. Berlusconi in relazione al funzionamento della Corte Costituzionale stessa e sul pericolo che essa agisca dietro spinta politica, ha semplicemente dichiarato, all'apertura dell'anno giudiziario, che "delegittimare la Corte è un rischio per il popolo. E' una bizzarria che ci si stupisca della bocciatura delle leggi: è il nostro principale compito". Così, senza altro aggiungere.In verità le critiche dell'On Berlusconi erano di diverso contenuto, in quanto non riguardavano la ormai metabolizzata ma estremamente sorprendente dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano ( si trattava di un testo ampiamente preconcordato, sul piano dei rilievi costituzionali mossi in precedenti disegni dalla stessa Suprema Corte, con la Presidenza della Repubblica ) bocciatura avvenuta pur tuttavia, con un sistema giuridico-storico che qualificare come irrituale da parte della Suprema Corte è veramente poco, più che concernere la bocciatura del Lodo dicevo, l’On. Berlusconi criticava invece la struttura, il funzionamento e, come dire, la composizione della Corte stessa.In effetti nel Titolo VI della nostra Costituzione, l'articolo 135 statuisce la composizione della Corte che deve essere composta da quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. Per ben comprendere il motivo delle critiche avanzate dall'On Berlusconi occorre dunque esaminare come sia composta attualmente la Corte. Vediamo le tre distinte categorie di Giudici della Corte.La prima categoria riguarda le nomine di competenza delle supreme Magistratura ordinaria ed amministrativa. Provengono da questa estrazione costituzionale i Giudici : Amirante, Maddalena, Finocchiaro, Quaranta e Criscuolo.La seconda categoria riguarda invece le nomine dei Giudici della Corte di provenienza parlamentare, nominati in seduta comune. Essi sono attualmente i Giudici : De Siervo, Mazzella, Napolitano, Frigo e Silvestri.
La terza ed ultima categoria riguarda invece i Giudici della Corte nominati direttamente dal Capo dello Stato. Essi sono attualmente: Gallo, Cassese, Saulle, Tesauro e Grossi.La nomina dei cinque Giudici da parte del capo dello Stato è sicuramente un atto presidenziale in senso stretto per il quale è prevista la controfirma del presidente del Consiglio dei ministri, che può anche essere negata nel caso di mancanza dei requisiti nei candidati o per gravi ragioni di opportunità. Eccezione assolutamente fuori da un ragionato bon ton costituzionale. Quindi il contenuto del decreto è deciso autonomamente dal presidente della Repubblica, e la controfirma ha solo lo scopo di certificare la regolarità delprocedimento seguito.Certamente " atto presidenziale" ma ancora più certamente atto d'ufficio e quindi atto che dovrebbe essere “determinato “ dal Presidente della Repubblica con la consapevolezza dell'assoluta preminenza del rispetto della totalità del popolo italiano su ogni altro intento.Ora se invece andiamo a vedere nel dettaglio queste nomine notiamo , con estremo disappunto, che tre di esse, per l'esattezza quelle di Cassese, Saulle e Tesauro, sono state assunte tutte nello stesso giorno, esattamente il 4 novembre 2005, il Giudice Gallo il 14 settembre 2004 ed il Giudice Grossi il 17 febbraio 2009. Dunque quattro su cinque ( Gallo, Cassese, Saulle e Tesauro ) giudici furono promossi alla carica dal Presidente C.A. Ciampi e l'ultimo, cioè Grossi, da Napolitano. Inoltre non si scopre nessun segreto se si afferma che sono provenienti dall'area del centrosinistra i Giudici Gallo - Ministro delle Finanze addirittura con il Governo Ciampi -, Cassese - anch'esso Ministro della Funzione Pubblica sempre con il Governo Ciampi - Tesauro -proveniente dall'area del centrosinistra e nominato da Violante e Mancino alla Presidenza dell'Autorità per la concorrenza -, nonchè anche il Prof. Grossi. Intendiamoci, assolutamente nulla di personale con gli stimati giudici anzi devo subito dichiarare che questo articolo non mira a costruire alcuna critica nei confronti della carriera e sopratutto del valore, assolutamente indiscusso, dei personaggi. Ma non si può non rilevare e sottolineare l'assurdità di tale situazione, per un comportamento anticostituzionale, almeno questo, dei Presidenti della Repubblica citati. Nessuno discute sul loro " diritto" di nominare i Giudici, moltissimo da imputare a loro invece per un comportamento assolutamente parziale e premiante verso la loro area politica di provenienza, con buona pace della tanto sbandierata " terzietà" del Presidente della Repubblica. E questo, a mio giudizio, è un vulnus ancora più grave quando si pensi che stiamo parlando della Consulta, cioè dell' istituto che è stato messo dai padri costituenti all'apice del funzionamento e del bilanciamento dei poteri previsto dalla nostra Costituzione. Dunque questo organo dovrebbe essere bilanciato con il contagocce affinchè esprima, nei suoi componenti - intendiamoci e ripeto , tutti assolutamente validi - e rispecchi i valori sociali e politici italiani. E questo, oggi, non è assolutamente vero. E questo è uno scandalo tanto più che questo scandalo è stato commesso da due Presidenti della Repubblica che erano ed appartengono ad un'area politica ben precisa: quella del centrosinistra. Indubbiamente le loro determinazioni al riguardo sono corrette nella forma, tanto che hanno avuto la controfirma del Presidente del Consiglio dei Ministri pro-tempore. La cui negazione, tra l'altro, è una probabilità assolutamente terminale ed " ad escludendum", per ricorrere alla quale occorrono tali e gravi questioni che attengono alle indegnità in generale e quindi assolutamente non contestabili in queste sedi. Ma sono atti non solo criticabili ma anche assolutamente e disgustosamente parziali nella loro vera sostanza di atti anticostituzionali.Possiamo parlare solo di " indelicatezza" oppure possiamo anche parlare di una vera e propria " inopportunità politica" delle scelte di Ciampi e di Napolitano? Io ritengo “ tout court “ che è da eliminare l'ipotesi della "indelicatezza" che non appartiene certo al bon ton politico. Si tratta invece di atti che pur rientrando nelle competenze costituzionali del Presidente della Repubblica e che quindi lo stesso può prendere a suo giudizio, sono atti che hanno volutamente determinato una prevalenza, all'interno della Corte Costituzionale, del pensiero e soprattutto della riconoscenza verso il centrosinistra e quindi è stato distorto con violenza il principio Costituzionale dell'equilibrio delle istituzioni. Questo agire irrispettoso dello stato sociale della società civile italiana non è nuova in personaggi anche illustri della sinistra italiana. Basti pensare all'occupazione " manu militari" effettuata nel 2006 dal Governo Prodi che, non ostante una vittoria molto ma molto discussa e discutibile - basti ricordare i brogli denunciati e mai verificati sui voti all'estero - pretese, con una violenza isterica e sorda ( che era - quella sì - una vera e propria " dittatura della non maggioranza" ma davanti alla quale nessuna voce critica si levò, tanto meno da giornali sodali e clientelari con quel Governo Prodi ) di occupare ogni spazio , ogni ganglo vitale del Paese,senza alcun rispetto per l’altra parte dell’Italia, una parte, però, che rappresentava la metà esatta, se non qual cosina di più, degli italiani.Rivolgo con questo piccolo articolo, una richiesta, quindi, al PdL: rivediamo " anche" questa immonda pratica che getta solo discredito sulla Corte. Cosa c'entra una Corte Costituzionale con la politica? Proprio nulla. Anzi, dovrebbe essere esattamente l'opposto. Ma siccome l'opposto non lo è mai - dico mai - stato, allora che si vieti ad un Presidente della Repubblica di premiare i suoi sodali e di occupare politicamente la Corte. Perchè, S.E. Amirante può dire quel che vuole, ma le sue parole, rispettabili ma incongrue e fuori luogo - perchè non centrano il vero problema - non cambiano la situazione che sto denunciando, insieme con l'On. Berlusconi. Ognuno per conto proprio e sotto la propria responsabilità. Che questa Corte, sia chiaro, non è un “organo costituzionale” bensì ”un organo costituzionale occupato politicamente “ e con irridente tracotanza dalla sinistra , senza alcun rispetto per tutti gli italiani il tutto per acclarata irresponsabilità di due Presidenti della Repubblica, ma sopra tutto di uno, C.A. Ciampi, che non sarà certo ricordato dagli italiani tutti come un esempio di trasparenza e di uomo rispettoso della Costituzione, ma molto come uomo di parte. Per quanto riguarda poi l'attuale Presidente Napolitano, la sostituzione con Paolo Grossi è stata non dignitosa e certamente un vero e proprio atto militare di okkupazione da parte di questo Presidente che, mai dimenticarlo, è stato eletto alla carica Presidenziale con i soli voti della pseudo maggioranza di sinistra del 2006 del Governo Prodi. Solo Antonio Segni - ma allora vi erano motivi di ordine pubblico notevoli - fu eletto, nella storia dell'Italia Repubblicana alla Presidenza della Repubblica con i soli voti dei suoi compagni di Partito politico, l'allora DC. Un atto incivile, un atto indegno, un atto di arroganza, un atto di prepotenza, un atto golpista, il cui peso ricade tutto sulle spalle del Presidente Napolitano il quale si è mostrato chiaramente servile nei confronti del " suo " partito che lo ha letteralmente messo su quella sedia, ma non certo il Presidente di tutti gli italiani. E' dunque riconducibili a Ciampi ed a Napolitano la vergogna di una Corte Costituzionale che vanta, oggi, dica Amirante quel che vuole e con lui i vari Palamara, Bersani, Di Pietro e i vari nani e ballerini, 11 membri del centrosinistra e 4 del centrodestra.Una vergogna tutta a sinistra, ma della quale nessuno parla. Ma io ne parlo e vorrei che anche voi ne parliate.Invierò questo articolo anche al Quirinale.

Gaetano Immè

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