Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 17 aprile 2010

Alberto Cairo, non è Gino Strada, come Gabriele Torsello. E per Adriano Sofri, poi.....

Alberto Cairo non è Gino Strada

Volevo farvi conoscere il Dottor Alberto Cairo, l'angelo silenzioso di Kabul.
Secondo stime recenti ogni 22 minuti una persona rimane vittima di una mina anti-uomo. 90% sono civili, di cui il 20% bambini. Ogni giorno qualche angolano, iracheno, cambogiano e soprattutto afgano perde la vita. E´ l´Afghanistan uno dei paesi con il più alto numero di sopravissuti che vivono con un handicap - si parla di oltre un milione di persone - e un quarto di questi ( ben 250mila ) sono vittima delle famigerate "mine anti-uomo". E il numero continua ancora oggi a crescere di circa 40 unità al mese, almeno ufficialmente, anche se negli ultimi anni si sono contati anche tre o quattrocento interventi al mese, su persone e bambini straziati dalle deflagrazioni. C´è un italiano che da oltre 15 anni vive e lavora in silenzio nell´ospedale ortopedico di Kabul, dove è responsabile del "Progetto Ortopedico" del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Si chiama Alberto Cairo, nato una cinquantina di anni fa a Ceva, in provincia di Cuneo, dove ha abbandonato la carriera di avvocato per diventare fisioterapista proprio nella Croce Rossa Internazionale. Dopo un´esperienza umanitaria come volontario in Sudan è andato, su richiesta della CRI, a dirigere il laboratorio di Kabul dove si producono gli arti artificiali - gambe e braccia personalizzabili e numerati - che vengono adattati al fisico di chi dovrà poi indossarli per vivere in maniera più dignitosa. Un centro nel quale lavorano a turno 160 dipendenti ( su un totale di oltre 350 in tutto il paese, di cui 45 donne ), uomini e donne afgani legati da una particolarità: sono tutti ex pazienti portatori di handicap. Uomo schivo e concreto, è da sempre al centro di interviste - addirittura soggetto di film, come quello di O´ Rourke presentato e premiato a Locarno - risponde ai tanti giornalisti che negli anni lo hanno intervistato che "in lui la disperazione che prende nel vedere tanta gente soffrire viene immediatamente scalzata dal realismo dell´aiutare chi ha bisogno: quando vedo uno senza gambe arrivare da noi ho imparato a non pensare "poveretto" ma a calcolare rapidamente quanti giorni serviranno per rimetterlo in piedi". Molti operai che lavorano in questo suo laboratorio a Kabul , sono soprattutto senza le gambe, lavorano letteralmente appoggiati sui vari banchi e a fine turno "recuperano" la carrozzella per tornare a casa. C´è poi un settore dedicato al recupero e al riciclaggio di materiale come camere d´aria e copertoni d´auto, che una volta fusi vengono modellati e ricoperti di fogli di plastica rosa e morbida, per rassomigliare alla carne. In un altro reparto, poi, le fisioterapiste fanno esercitare i pazienti per insegnare loro ad usare una mano artificiale o a camminare con la protesi o a manovrare la carrozzina, ma anche a far esercitare pazienti sdraiati sui lettini perché colpiti da malformazioni più gravi, alla spina dorsale.
IL PROGETTO "CROCE ROSSA"In Afghanistan sono stati installati già sei laboratori - il coordinamento è affidato al Dottor Alberto Cairo, ma sono diretti da altrettanti operatori internazionali inviati dalla "centrale" CRI di Ginevra - che hanno già soccorso oltre 70mila pazienti, il 70% dei quali amputati a causa delle mine. In questi centri si fabbricano tutori, scarpe ortopediche, sedie a rotelle, carrozzine e stampelle e sono state effettuate oltre 500mila sedute di fisioterapia. E da quasi 10 anni è attivo anche un programma "Home care teams" per la riabilitazione dei paraplegici che non possono muoversi: oltre 3mila visite domiciliari annue nella sola Kabul, per soccorrere centinaia di persone. L´aiuto del governo Afgano è, infatti, irrisorio: la pensione di disabilità equivale a poco più di 5 euro al mese! Un dramma che provocherebbe crisi psicologiche su chiunque. "Ma non sugli afgani - spiega Cairo - gente "tosta" che non conosce la depressione. Certo hanno bisogno di fiducia: la prima cosa che ci chiedono i nostri pazienti è di lavorare". Ma come conferma Cairo la situazione "è peggiore per le donne, che non trovando più marito a causa della loro menomazione quando perdono il sostegno della famiglia sono destinate a stare molto male. E non sono rari i suicidi ". Non ci sono alternative: o le donne si sposano o nessuno penserà al loro sostentamento e la fine è quella di mendicare. Ecco perché molte donne, in queste condizioni, scelgono una morte atroce: si danno fuoco. "Ma noi cerchiamo di aiutarle in ogni modo - aggiunge Cairo - anche con il ricorso ad una sorta di microcredito, senza interessi, perché la gente possa avviare piccole attività commerciali". Alcune donne, che qui non lavorano fuori casa, hanno provato a comperare galline e capre che però morivano molto presto per le frequenti epidemie. Allora abbiamo provato, con più successo, ad avviarle ad attività quali la sartoria o il lavoro artigianale. Oltre alle varie mine - anche italiane, vi sono le famigerate PFM-1 di fabbricazione russa, i cosiddetti "pappagalli verdi"- in Afghanistan i sovietici hanno lanciato bombe a mano a migliaia dagli elicotteri; grazie alle "ali" di cui sono dotate, queste mine anziché cadere a grappolo in un unico punto si disperdevano come volantini su un´ampia superficie. I militari sovietici affermano che quelle mine sono fatte in quel modo per sole ragioni tecniche e non per assomigliare a un giocattolo. Cioè, precisano indignati i progettisti, non sono fatte "apposta" per attirare i bambini. Però li attirano. E i bambini se le portano a casa, se le scambiano come se fossero figurine, finchè sulle ali viene esercitata un po´ di pressione e si verifica l´esplosione. Negli ultimi giorni di gennaio è stata inviata, distintamente dall’Università Roma 3 e dal Senato della Repubblica a firma degli aderenti, la candidatura di Alberto Cairo per il Premio Nobel per la Pace 2010 al Comitato per il Nobel di Oslo. Alberto Cairo fisioterapista è impegnato da circa 20 anni in Afganistan, dove dirige un programma a favore delle vittime degli ordigni inesplosi. Dal suo arrivo il dott. Cairo ha supervisionato l’apertura di altre cinque centri di riabilitazione fisica afghani in cui hanno trovato cure e attenzioni oltre 95.000 pazienti. All’interno di questi centri sono impiegate circa 320 persone, disabili come i pazienti, attuando quella che lo stesso Cairo definisce “discriminazione positiva”. In occasione dell’undicesimo anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona (1 marzo 1999) di cui ad oggi sono parte 156 paesi, la International Campaign to ban landmines (ICBL) lancia un appello rivolto agli Stati Uniti affinché aderiscano alla Convenzione di Ottawa dando seguito alla politica di revisione sul problema delle mine annunciata a novembre u.s. Per celebrare una giornata di così grande valore simbolico la Campagna Italiana contro le mine annuncia che l’Università degli Studi Roma Tre attraverso la prof.ssa Maria Luisa Maniscalco docente di Sociologia dei Processi di Pace ed alcuni suoi colleghi, il Senato della Repubblica attraverso la Senatrice Silvana Amati, membro della Commissione sui diritti umani e diversi altri parlamentari, hanno raccolto con entusiasmo l’invito della Campagna Italiana Contro le Mine a sostenere la candidatura di Alberto Cairo per il Premio Nobel per la Pace 2010.

Come Caino, Adriano Sofri, pretende anche di essere intoccabile....

Adriano Sofri, come Caino che parla male di Abele, sfoggia in un suo editoriale su la Repubblica una violenza verbale , esasperata dall’invidia e dal rancore, nei confronti di Berlusconi da far sorridere di pena. Lo definisce lupo spelacchiato, lo accusa di non pensare, gioca come un bambino con le parole e gli attribuisce una visione “ cosmetica “ del mondo, lo tira per i capelli che non ha , così come io potrei sfottere Sofri camminando sulle ginocchia per sottolineare sprezzantemente il suo essere un tappo pieno di boria, insomma mentre io invecchio e mi ritrovo sempre più sereno, Sofri più invecchia, più rimedia sonore sconfitte, più si sente un fallito socialmente e politicamente e più, ovviamente, si scaglia senza un minimo lume di ragione contro Berlusconi, colpevole, per lui , non tanto di tutte le sciocchezze che gli oppone, quanto di avere ridotto la sua parte ideologica politica, da quasi venti anni a questa parte, una vera e propria nullità ormai fuori da qualsiasi arco costituzionale europeo e mondiale. Siccome Sofri ancora non ha capito che gli italiani lo giudicano solo un miserabile e codardo assassino che ha indotto altri ad uccidere – e quindi anche un vile codardo – oppure non se ne sa dare pace essendo , bontà sua, intriso – vista la sua bassa statura la cosa è fattuale, come direbbe lui stesso - da un’autostima immotivata e senza fine , si masturba la mente , non avendo altra scelta, contrapponendo a Berlusconi , in un corpo a corpo che ricorda gli anni di piombo, l’immagine e la persona di Saviano, l’autore di Gomorra. Giochetto puerile e certamente molto , molto fascista, perché oppone miserabilmente la gagliarda giovinezza di uno con «l’età grave e assai provata del secondo. Fu un suo compagno, tale Pier Paolo Pasolini – chissà se Sofri, questo, se lo ricorda? - a vedere in Sofri stesso ed in Lotta continua- di cui Sofri era leader- qualcosa che somigliava moltissimo al primo squadrismo fascista. Berlusconi ha criticato - com’è suo diritto , se ne facciano pace Sofri e La Repubblica– la riduzione del nostro Paese alla stregua della criminalità organizzata. La malavita è una delle facce dell’Italia, faccia tra l’altro storica , cresciuta negli ultimi centocinquantanni non certo negli ultimi venti anni , ma non si identifica con l’Italia. E invece da qualche tempo si tende a vendere , nei giornali, nelle televisioni, l’immagine di un Paese dominato, anzi governato dalla malavita. Anche questo blog , quasi un anno fa , aveva criticato che l’Italia fosse rappresentata con un solo film a Hollywood, il Gomorra tratto appunto da Saviano. È chiaro anche ai minus abens che non facevo solo una questione d’immagine . Ma contestavo una falsa rappresentazione dell’Italia, che non corrisponde alla realtà e nuoce agli italiani, soprattutto a coloro che lavorano e studiano all’estero. Invece Sofri riduce la tesi di Berlusconi a una pura questione di ipocrisia formale, dicendo che il premier avrebbe esortato Saviano a dire il falso. È vero proprio il contrario, ha respinto la falsa riduzione dell’Italia alla cruda e semplice criminalità. Insomma, anche per Sofri, Berlusconi , esprimendo una sua libera idea, ha censurato Saviano e la verità! Le pare corretto tutto questo Signor Sofri ? Insomma, anche e sopratutto per Caino Sofri la libertà di pensiero consiste nel poter raccontare una montagna di menzogne e di bugie senza poter essere contraddetto. Da premio Nobel. Ma Roberto Saviano sa che l’altro, che sta contro di lui , si chiama Simone Di Meo, ma ne tace. Il primo ha sbancato con Gomorra edita dalla berlusconiana Mondadori, il secondo è rimasto un free lance dopo l’esperienza a Cronache di Napoli. Saviano è diventato una star, si concede a pagamento a comprsate televisive, è diventato un'icona firmaiolo, Di Meo è rimasto un giornalista di nera. In apparenza hanno in comune solo una cosa: la camorra. In realtà uno (Di Meo) accusa l’altro (Saviano) d’averlo turlupinato, fingendosi amico e copiando i suoi articoli sui clan senza nemmeno degnarsi di una citazione a pie’ di pagina. Per questo il cronista ha prima riempito di richieste di rettifiche la casa editrice di Gomorra (Mondadori) eppoi è passato alle vie di fatto citando per danni l’autore del best seller: 500mila euro. Di Meo ha già imputato a Saviano, sulle pagine del «Roma», di aver preso pezzi di suoi articoli sulla faida di Secondigliano e sul clan Di Lauro, di averli riportati pari pari nel libro (oppure di averli riassunti e rielaborati) omettendo di citare la fonte. In più lo accusa di aver appreso direttamente da lui notizie poi confluite nel libro (indiscrezioni giudiziarie, atti investigativi e processuali) come fossero farina del suo sacco. Ora si dà il caso che Saviano abbia pubblicato il suo Gomorra proprio da Mondatori di Berlusconi. Non mi pare che Mondadori abbia soppresso il libro o esortato a boicottarlo. Berlusconi ha solo criticato l’uso improprio di una piaga verissima del nostro Paese. Non è suo diritto divergere dall’opinione di Saviano o questo costituisce una sorta di vilipendio ? Mi pare legittimo dire che la malavita alberga dentro l’Italia a partire dal sud, ma mi pare falso dire che l’Italia sia dentro la malavita. Berlusconi peraltro non ha invocato o minacciato killeraggi, come accadeva con Sofri, negli anni ’70, ma ha dissentito da una tesi, e lo ha fatto alla luce del sole. Tanto quanto Lei, caro Sofri, gettava invece il sasso armato e nascondeva la manina. Saviano ha scritto un libro coraggioso e forte, e perciò vive pericolosamente. E anche se non sopporto il suo uso e abuso da Madonna dei Miracoli nei manifesti, in tv, in politica e nei giornali, a cui peraltro lui si concede a pagamento e quindi volentieri, so distinguere il grano dal loglio. Ma Sofri chiacchiera di Berlusconi , che dileggia, solo a parole , vacue e sciocche, ma non sui fatti e sulle azioni di governo del medesimo: ma è proprio qui che va giudicato un uomo di governo, non sulle parole al vento e sulle opinioni personali. Sofri può fare tutti i paragoni di questo mondo, può prendere per il sedere chi ci si lascia prendere dalle sue parolone, ma non ce la fa a mistificare, a
“ mascariare” la verità. Il governo Berlusconi ha fatto di più contro la malavita rispetto ai governi precedenti. Ha messo in galera più mafiosi e camorristi, ha sgominato più bande, ha minato i racket della monnezza e fermato appalti alla malavita, ha confiscato beni rilevanti. Da una parte ci sono gli ideologi dell’antimafia, dall’altra ci sono arresti, espropri, confische. Se tutto questo per Sofri non conta, allora è Sofri a ritenere che conti più la chiacchiera , la vetrina, il pregiudizio ideologico, la retorica, piuttosto che la realtà dei fatti. E questo non è un caso, perché Sofri proviene da un radicalismo che opponeva l’immagine di un mondo migliore alla realtà della storia, che ha sempre anteposto l’utopia ai fatti, che ha sempre preferito i parolai e i professionisti dell’antimafia a chi sul serio l’ha combattuta e magari è morto. E i Borsellino , che Sofri sfacciatamente si permette di ricordare, erano della stessa pasta dei Calabresi, che Sofri, invece, non ricorda più: ambedue furono uccisi , perché servitori dello Stato, da criminali comuni o da criminali ideologici – identici sul piano degli effetti; sul piano delle intenzioni concedo ai secondi l’aggravante di un perverso idealismo-. Così il governo che più degli altri ha colpito la malavita organizzata viene spacciato per un governo mafioso e di mafiosi. Perché l’immagine che si sono costruiti i vari Sofri e suoi compagni prevale sulla realtà, come è sempre accaduto negli ultimi cinquanta anni di storia d’Italia. Mi sento un uomo libero ed onesto, io Signor Sofri, rispetto a chi, come lei, ha scritto su una rivista «di Berlusconi», Panorama - senza peraltro subire mai alcuna censura - mentre lo detestava intimamente , ma accuratamente di nascosto. Come si vede, il coraggio delle proprie azioni non si compra in nessun negozio né lo si acquisisce scrivendo su La Repubblica. E adesso che Sofri non scrive più su Panorama, adesso che Sofri è un uomo maturo che dovrebbe essere stato migliorato dagli eventi della vita , Sofri, invece, ancora odia Berlusconi in questo modo plateale, infantile, misero, squallido, impotente e molto, molto volgare. Ma sono attrezzato allo snobismo incivile e razzista , versione aggiornata del vecchio radicalismo chic. A differenza di Sofri, che si sente un superuomo, io invece, esprimo a Sofri le mie congratulazioni per la sua pur discutibile qualità intellettuale , unita però al mio frontale, chiaro, aperto e totale disprezzo per la sua cecità ideologica e il suo torvo e minaccioso mafiosismo gruppettaro , che in altra epoca dettero ( come tutti ben ricordiamo l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei…. ) atroci lutti al nostro Paese.

Gino Strada e Gabriele Torsello, storia strana, ma non troppo.

Gabriele Torsello, fotoreporter, fu rapito in Afghanistan quattro anni fa, su un autobus afghano, vestito da afghano, con una barba afghana e molta partecipazione emotiva verso “i popoli in lotta per la libertà”. Aveva con sé il Corano, era amato dai talebani, che lanciarono un appello per la sua liberazione, conosceva Emergency (e con la mediazione di Emergency venne infine liberato, dopo un mese di prigionia dentro un buco nero, con la catena alle caviglie e una lattina per ogni necessità). Quando tornano a casa, gli ostaggi della guerra conservano a lungo una specie di fascinazione per i propri carcerieri, faticano a vestirsi da occidentali, tendono ad ammirare il coraggio e il rapporto carnale con le armi dei talebani e sono sempre follemente innamorati di Gino Strada, indiscutibile eroe e, nei loro casi, liberatore (“a Emergency posso soltanto dire: grazie”, ha detto Daniele Mastrogiacomo in un’intervista all’Unità). Si chiama, in altre parti, di “ Sindrome di Stoccolma”.Gli ex rapiti scrivono libri, sono dispiaciuti di tornare in Italia (“Lo vivo come un esilio, come un’emigrazione forzata”, disse la nota pensatrice Simona Torretta), sperano di poter rimettere presto piede nel luogo del sequestro, “ci manca così tanto”, sono felici di aver ricevuto in dono l’esegesi del Corano in dodici volumi, ringraziano “tutte le comunità musulmane” e la “gentilezza e premura” dei carcerieri, si dimenticano facilmente di Enzo Baldoni e di Fabrizio Quattrocchi, chiedono il ritiro delle truppe, restano malinconici e critici verso il governo che li ha salvati. Gabriele Torsello ha rovesciato questo misterioso cliché e si è trasformato in un occidentale (non si sa però se indossi ancora, per le strade di Londra dove ora vive, la tunica bianca). In un’intervista alla Stampa di qualche tempo fa, ha detto che Gino Strada dovrebbe spiegare molte cose, e che “la storia che l’ospedale di Lashkargah dia fastidio è ridicola. Bisogna ricordare, aggiunge concordando non noi, che la missione di Emergency in Afghanistan è curare i feriti e non informare il mondo su cosa accade nel paese”. Torsello contesta la partigianeria politica di Gino Strada e giudica irresponsabile il suo atteggiamento di allora, quando parlò del riscatto pagato per liberarlo (“pubblicità al prezzo dell’ostaggio”). “Va bene criticare la guerra, ma non nel contesto in cui operano loro”. Quattro anni fa Torsello sembrava un simpatico radical schick peace and love che se l’era vista brutta (e salire su un autobus afghano, nel 2004, non era stato proprio un colpo di genio), adesso dice: “Appena sento i cosiddetti pacifisti mi viene da ridere. Come si fa a pensare che basti il ritiro dei soldati occidentali per portare la pace in Afghanistan? Parlare di pace è facile, ma allora cominci Gino Strada chiarendo la situazione”. Dice perfino che non è mai più tornato in Afghanistan perché “non mi sembrerebbe giusto”.

Gaetano Immè

mercoledì 14 aprile 2010

Emergency, La caduta, Pillole, Gli Epurati, Presidente Emerito! Magistrati!

Emergency e Strada

Una cosa è la cura dei feriti, anche se terroristi ( parliamo solo del Medio Oriente, per capirci ) , altra cosa è la contiguità , se non la vera e propria collusione , con questi ultimi e con le loro teocratiche ideologie. Questo blog si augura che Emergency esca a testa alta da questa brutta vicenda e soprattutto che i tre italiani tornino prima possibile a casa loro. Qualche responsabilità se la deve assumere pure il Times, che esce svergognato- non sarebbe la prima volta - dalla vicenda, ma resta il fatto incontrovertibile che la sinistra luce che ha investito, da tempo, Emergency ed il suo loquace fondatore non potrà essere sottaciuta. Insomma, lungi dall’aver mai condiviso i belluini furori ideologici di Gino Strada, ho sempre stimato il lavoro dei suoi medici ma ho sempre osservato con sospetto la sua abilità nel mobilitare circoli politici sedicenti democratici, noblesse aristocratica e parvenus assistiti, sedicenti artisti, comicanti , attorucoli, donne cannone, nani, ballerine, scribi e gente comune che ha bisogno di credere in qualcosa che sia fuori di se stesso. Oggi tanti, troppi italiani hanno bisogno d’altro: bandiere, slogan, fazzoletti bianchi, drappi viola, proclami, manifestazioni e un pacifismo bellicoso. Ma stona che, ca va sans dire, i comizi siano sempre contro l’America e contro l’occidente. Come è usuale in certi Paesi mediorientali.
Ma in Sudan, per esempio, dove pure Gino Strada ha messo in piedi con la sua benemerita e santa follia un centro chirurgico d’avanguardia – i disperati meritano il meglio, non certo i resti della tavola – non ho mai rilevato tanta irremovibile opposizione nei confronti del governo di Khartoum: ma lì, lo sappiamo, non c’è l’America, non c’è l’occidente, non c’è quel senso di colpa di cui tutti ( dai ricchi ai poveri) abbiamo bisogno per sentirci migliori in casa propria. Ma adesso scrivo mentre tre di Emergency stanno in un centro di detenzione afghana, accusati delle peggiori nefandezze. E bisognerà pur dire che almeno una delle accuse è palesemente infondata. Come possono, i tre, avere avuto un ruolo nell’assassinio di Adjmal Nashkbandi, se a quel tempo erano uno in Italia, uno in Sierra Leone, e il più giovane a completare un master a Londra? Restano, ed è un dato di fatto, almeno che non si sospetti la polizia afghana di averle introdotte lei medesima, le armi ritrovate nell’ospedale intitolato a Tiziano Terzani, a Lashkargah. Fossi il tenente Sheridan o il Detective Mc Rooney , direi che potrebbero avercele messe, le armi, uno dei sei afghani arrestati, o qualcun altro, e magari all’insaputa dei tre italiani. Complici, ignari o solo irresponsabilmente compiacenti ? Non è un mistero per nessuno che in quell’ospedale hanno spesso trovato riposo e cure i talebani, spacciatisi come vittime di fuoco incrociato. L’ostracismo di Emergency è , diciamo, squisitamente “ vestale” : non si entra nei suoi ospedali se si veste una qualsiasi divisa, che non sia quella falsamente civile dei talebani . Non è uno scandalo e bene hanno fatto medici e infermieri a curarli: questo è il loro compito. Ma non è neppure un mistero che l’ospedale abbia in passato affidato la propria sicurezza a chi avrebbe potuto poi , anche per ritorsione, minacciarla. Per esempio, al tempo del sequestro Torsello, responsabile della sicurezza era tale Rahmatullah Hanefi. Secondo alcuni, era l’unico a sapere che Kash avrebbe preso l’autobus su cui poi sarebbe stato sequestrato. Secondo altri, fu lui a portare la borsa zeppa di dollari che valse la liberazione di Torsello. Fu ancora Hanefi a mediare nel sequestro Mastrogiacomo, quell’impresentabile ed imbarazzante inviato di Repubblica, che tanto ci è costato. Mal gliene incolse, e venne trattenuto per tre mesi nelle celle della sicurezza afghana, che lo sospettava di un ruolo meno neutrale della mediazione. Grazie anche alle pressioni italiane , fu liberato. Restò per qualche tempo all’ospedale di Lashkargah, e ora non sappiamo dove sia. Il suo ruolo, di fatto, è passato al giovane Pagani, quello tra i tre arrestati che era alla sua prima missione. E’ ragionevole pensare che la partita, tra Emergency e il governo afghano, non fosse chiusa. Almeno quanto è ragionevole sospettare che, grazie anche alle denunce sulle violazioni dei diritti umani in cui l’infermiere Dell’Ara era impegnato, e grazie al passato di Hanefi, qualcuno potesse aver visto nell’ospedale un buon luogo per nascondere qualcosa. Chi la fa fuori del vaso, sporca tutto. O , meglio, chi la fa, l’aspetti. Detto questo, credo che ho detto tutto.

Resta solo da invocare, per accusa e difesa, un lavoro di prove, non di teoremi. Da parte afghana la manifestazione di decine di persone che invocano la chiusura dell’ospedale, in quanto minaccia alla sicurezza della provincia, lascia intendere una evidente resa dei conti che ha poco a che fare con una seria investigazione. Da parte italiana, è questione di idelogia, un sincero democratico non può averlo fatto. Eppure sarebbe l’occasione per chiarire le circostanze della morte di Adjmal Nashkbandi, quell’interprete di Daniele Mastrogiacomo - inviato irresponsabile di Repubblica – lasciato a morire ammazzato dopo la liberazione del giornalista italiano. Perché fu ucciso? Perché “ dopo” la così detta “ liberazione” del Mastrogiacomo? Fu ammazzato per rendere difficile la vita al governo afghano, che apparve dunque più pronto a darsi da fare per un italiano- un occupante - piuttosto che per un “ resistente” afghano? Fu “ sparato” perché testimone oculare di qualcosa che non ammetteva testimoni? Ammazzato per pura ferocia, senza scopo? E perché leggo sui giornali “ bene” italiani ( leggere Repubblica, leggere Corriere della Sera, leggere La Stampa, leggere Il Fatto,ecc) che tutti gli arustici dei nostrani “vati” e “ profeti” puntano solo sull’ultima ipotesi ? Perché mai trascurano le altre due ? Vorrei chiedere ad Emergency ed al Dottor Gino Strada di farla finita ora, di cucirsi la bocca , di curare i feriti e basta. Il giuramento di Ippocrate non prevede forse proprio questo e solo questo? E allora? Perché parla tanto? Perché continua a fare la guerra all’Occidente come a curare i feriti? Che forse non si può solo fare la seconda attività senza intrufolarsi per vanagloria nella prima ? Sorge il dubbio che Strada parli come parlerebbe un Presidente del Consiglio di Amministrazione di una qualunque Società per azioni in Italia: per conto e nell’interesse dei suoi azionisti, ergo, dei suoi mandanti, insomma di chi finanzia tutto l’ambaradam di Emergency. Perché mi risulta strano che Strada strilli in Afganistan contro Karzai e l’occidente, ma taccia scrupolosamente in Sudan, dove avrebbe ben altro da urlare contro chi calpesta diritti e vite umane. Ma forse esistono anche feriti di serie A e feriti di serie B ? O guerre di serie A e guerre di serie B? Perché poi, se ci riflette un attimo, dicano quel che vogliono Gino Strada ed i suoi supporters, il risultato di tutto questo è che oggi una regione dilaniata dai talebani, come l’Afganistan, conta su un ospedale- e che ospedale - in meno. Bellissimo risultato. Grazie a Gino Strada.

Ma nessuno giornale, nessuna televisione si degna di parlare del Dottor Alberto Cairo. Da venti anni dedica la sua vita ai corpi straziati dalle mine degli afgani, senza fare politica, sernza fare guerre contro nessuno che non sia il male corporeo di chi rimane vittima della guerra, senza chiedere appartenenza politica o altro. Tornate su questo blog per conoscere Alberto Cairo. Andate su Internet e chiedete chi è il Dottor Albero Cairo. Altro che Gino Strada, altro che Emergency.

La caduta

Se il Fondatore di Repubblica, il " vate" per antonomasia, per tenersi ben stretta la sua coorte di affezionati lettori, anzi , diciamo la pura e sacrosanta verità ed usando termini corretti, di suoi ipnotizzati adepti , è ormai costretto a scrivere, riguardo ad una carica istituzionale come quella del Presidente del Consiglio dei Ministri, cose carine come " un bugiardo " o " una persona dissociata ed afflitta da disturbi schizoidi", la strada che ci sta di fronte quale sarà mai? E siccome si dovrebbe dire :" a brigante, brigante e mezzo!", allora ci aspettiamo che, irato ai patri numi per essere stato, come al solito, ignorato da tutti ( meno che dai suoi ipnotizzati seguaci ), quel Vate arrivi al suo porto naturale, alla sua baia ultima : allo " sto fijo de 'na mignotta!" magari scagliato , da una terrazza romana, sorseggiando fluts di brut ghiacciato, accarezzandosi la bianca barba paradisiaca, anche contro, perchè no?, la prima carica dello Stato. Mancano gli argomenti, abbondano le miserie dell'uomo. Guarda tu il PD! Per non parlare del democraticissimo Gad Lerner! Il 5 scorso al suo Infedele, la sua perla " La Lega ce l'ha duro! Per questo le donne lo votano!" Traduco per i lobotomizzati: le donne che votano il centrodestra sono tutte mignotte in cerca di membri duri e basta. E' proprio democrat questo Gad Lerner. Non solo hanno disastrosamente perso le regionali, non solo stanno perdendo dopo la bellezza di sessanta anni anche la Valle D'Aosta (perchè l'Unione Valdotaine sta scaricando un impresentabile PD ) ma hanno ora perso anche alcune roccheforti storiche: prendi Mantova, persa dopo la bellezza di sessantaquattro anni di amministrazione rigorosamente rossa, prendi Vibo Valentia, prendi Comacchio rossa da sempre ed oggi per la prima volta del centrodestra, prendi Tivoli, prendi Pomigliano d'Arco, una volta enclave dei problemi operai metalmeccanici per dire, tutte passate al centrodestra. Poi guarda anche i fortilizi rossi che stanno ormai per abbandonare del tutto il centrosinistra: guarda ad esempio una Macerata, fortilizio rosso da una vita con percentuali non bulgare ma addirittura sovietiche, dove ora il centrosinistra ha vinto ma è ormai ridotto al 50%, guarda Cologno Monzese, guarda anche Gioa Tauro, che è tutto dire. Oggi come oggi, il PD è ormai in bilico persino a Bologna, dove si voterà tra non molto il dopo Delbono, la rossa Bologna per antonomasia ed a Torino, dove si voterà nel 2011. Insomma, più perdono e più insultano. Come lo spot di Aldo, Giovanni e Giacomo!


Pillole

In Ungheria, dove hanno ben conosciuto il comunismo, le sue follie, le sue nomenclature, il suo stato di polizia, la sua dittatura, dove dovrebbe dunque essere fertile il terreno per una sorta di abbraccio cattocomunista ad una internazionalizzazione del Paese, bene proprio lì , invece, il desiderio di sicurezza contro l'invasione dei clandestini extracomunitari, la esplodente repulsione per ogni forma istituzionale e sociale che possa anche lontanamente ricordare il passato regime, ha portato al potere l'estrema destra. Che gli estremismi siano sempre riprovevoli siamo d'accordo. Ma una ragione a questa reazione che non sia solo belluina, ci sarà pure.



Spero che ora ogni persona normodotata abbia finalmente ben capito chi siano questi " paladini della libertà", tipo, faccio un esempio il Francesco Saverio Borrelli. Per loro la " libertà" vuol dire solamente fare i propri comodi ( Prezzolini dixit) , guadagnare sempre bene e, sopratutto, vuol dire che " esisto solo io ". Guarda tu, dicevo, Borrelli, il " famoso" capo del Pool Mani Pulite e coscienza sporca ( ricordate quel piccolo particolare , di come quel Pool a quei tempi non indagò sul PCI perchè " poteva non sapere", mentre sterminò col kalascikov giudiziario-politico tutti gli altri partiti proprio perchè " non poteva non sapere"), quello del " resistere, resistere, resistere "? Ormai attempato, ormai ben pensionato ( sui seimila e passa al mese , mica come un lavoratore qualsiasi che se arriva a milletrecento è grasso che cola), scadendo il suo Mandato a dirigere il Conservatorio di Milano, invece di star zitto e farsi da parte - ci sono anche i giovani a questo mondo - e godersi il ...maltolto ( pensioni di tal fatta sono uno sputo in faccia a tutti i lavoratori di questo bel Paese ), chiagne e fotte. " Non mi rinnovano il contratto, perchè le mie idee politiche sono scomode...". Ricordate Alberto Sordi, ricordate quel famoso:" Ma ce l'hai una casa? Ma vattene a casa!".

Vi devo confessare che detesto Le Jene. Da pochi giorni. Da quando questa banda di omuncoletti , mantenuti alla grande da un imbarazzante Italia 1 , ha girato una schifezza di filmino ai danni di un prete, pedofilo, utilizzando come esca un attore, nella parte di un gay minorenne. Il prete ci ha provato, era ovvio. Se costui era un pedofilo assodato, cosa avrebbe dovuto fare ? In altre parole, mi chiedo: a che cosa è servita tutta quella miserabile messa in scena? Se doveva servire a provare che la pedofilia è rintanata nelle comunità ecclesiastiche non ve ne era bisogno, perchè questo lo sapevamo tutti, Procure comprese. Se invece doveva servire a scoprire quel prete, mi chiedo e chiedo alle Jene: perchè allora avete tacuito le generalità del prete pedofilo? Siete solo degli squallidi avvoltoi che sguazzate nella cacca e nel dolore pur di produrre un servizio che attiri morbosamente il pubblico. Posso dirvelo con franchezza ? Mi avete fatto ribrezzo! Avete speculato per pochi soldi su una malattia, su un orientamento sessuale, su una diversità , come dei fascistoni da quattro soldi. Verognatevi.


Gli epurati

A proposito di martiri della libertà epurati ma sempre in video ( mistero non della fede ma della cretinaggine pura) , parliamone un poco di queste presunte epurazioni. Comincio con un sorriso e poi passeremo ad argomenti seri. L'ultima Martire , la Busi, il 4 aprile del 2010 leggeva il TG1 e pronunciando il nome di una scuderia inglese, la Red Bull, ha detto " Red ball"( come scritto). Ancora tempo addietro, ricordo un'altra " busata " , perchè lesse il termine " media " ( ricordo che media deriva direttamente dall'aggettivo latino " medius/a/um" che significa " mezzo") con un bellissimo " midia", all'inglese. Degno della sua sciocca quanto gratuita prosopopea. Lei grida all'epurazione perchè il Direttore, rientramdo il tutto nei suoi poteri ordinari, la sostituisce nella lettura con giovani leve, intanto un altro Direttore, quello di TG3, al secolo Bianca Berlinguer, sempre avvalendosi degli stessi ordinari poteri di Direttore del TG3, assume senza concorso alcuno come lettore del TG3 il marito della Busi stessa. Aveva proprio ragione Prezzolini quando diceva che per molti italiani, evidentemente Busi compresa, la libertà significa solo fare i propri comodi. Parliamo ora di epurati e intendiamoci subito. Si autodipingono come " epurati ", come " vittime dell'ostracismo berlusconiano", gente che , però, la trovi ogni giorno in video. Santoro, leader dei sedicenti epurati, da sempre in video a dispetto anche della sacra ( una volta!) Par Condicio e grazie ad un Tribunale del Lavoro, su tutte le televisioni, Floris, Gabanelli, Fazio, Lerner, Celentano, Cozza, e via. Non vedo persone scomparse ed epurate, vedo solo dei grossi approfittatori della credulità popolare che si autodefiniscono tali ma stanno sempre, come Ercolino, in piedi e davanti alla telecamera. Invece, Aldo Busi, cos'ha mai fatto Aldo Busi? Perchè Aldo Busi è stato veramente epurato dalla TV di Stato ? Sapete chi è Aldo Busi. Un uomo colto ed intelligente, uno che scrive roba seria: non è Moccia, non è Baricco, non è Trabucchi, Busi non ha mai minacciato di voler lasciare l'Italia perchè si vergogna di questo Governo, non è Veltroni che scrive di tutto, anche di cinema,non è Bocca, che come la bocca può dire ciò che vuole tanto nessuno se lo fila, non prende Premi Streghetta, non è Saviano, non è nemmeno un professionista della mafiologia quale Camilleri, ma è stato cacciato a calci nel sedere e con ignominia dalla televisione pubblica, anzi dall'Isola dei Famosi, per avere detto queste parole: che la Chiesa è omofoba. Apriti cielo! Ma come si permette, come osa, che parole sono mai queste? Chiarisco: Santoro può dare voce ad una puttana, ad un mafioso che sia Ciancimino Jr o Spatuzza, Travaglio può dire in televisione che lo Stato Italiano è uno Stato mafioso, fatto e composto da mafiosi e nessuno dice nulla. In compenso su Aldo Busi cala un assordante silenzio della società civile , un silenzio ridanciano, che gli rimprovera anche la sua diversità di omosessuale come fosse una Luxuria o una Platinette qulasiasi ( è anche colpa del suo apparire ), Busi è in verità l'unico vero epurato dalla televisione di Stato per di più per un reato che altro non è che un reato di opinione. Aldo Busi, Signori, è l'unico censurato in Italia da una televisione ignobile, dove trionfano i famosi dell'ignoranza più crassa, dove trionfa una Simona Ventura o una Marcuzzi Alessia le quali lanciano ai giovani precisi messaggi , quale: che studio a fare se mi basta una comparsata in televisione per star bene per tutta la vita? Ma Busi, l'omosessuale scomodo, lo scrittore superbo, l'uomo di cultura abbassatosi ( sempre colpa sua) al livello di un tronista di periferia pur di andare all'Isola dei Famosi, via, radiato. Dalla Televisione delle Simone Ventura, delle Alessie Marcuzzi, delle Gabanelli, dei Santoro, dei Celentano. Ma perchè non radiano i culi gonfi e le tette alla Marini o le labbrone tipo canotto di tante bambolone da letto? Busi è stato radiato dalla televisione perchè non ha partito politico che lo difenda. Nè una corporazione, come l'Ordine dei Giornalisti. Non vi ricordate di tutto quello sdegnato sfilare per Roma contro la minaccia alla libertà d'informazione perchè Berlusconi aveva querelato Repubblica e L'Unità? Per Busi, nessuno ha fiatato, men che mai un finto martire. E pensare che se mi guardo intorno, nel mondo intendo, perchè l'Italia è sempre un Paese a parte, che devo dire allora democraticissmo, anzi addirittura comunista, Presidente del Brasile, Lula, che ha fatto " licenziare"( lì in Brasile, terra comunisteggiante e battisteggiante non esiste nessun articolo 18 e nessuno Statuto dei Lavoratori) gente come Boris Casoy, Joelmir Betting ed altri, illustri giornalisti colpevoli di aver criticato la politica economica del Governo e la dilagante corruzione. Che dire poi del fatto che il giornale più importante del Brasile, " O Estado de Sao Paulo", è coperto da censura dalla bellezza di 25o giorni perchè non deve pubblicare alcuna notizia su tale Fernando Sarney, filgio del Presidente del Senato Brasiliano e compagnuccio nel PT ( il Partito dei lavoratori brasiliano) di Lula?



Pillole di attualità

La pura follia fascistoide è quella messa in mostra da Il Fatto Quotidiano, quello che afferma di non incassare contributi statali, ma poi ne incassa più di trecentomila l'anno, quello scritto a quattro mani da Padellaro e da Travaglio. Duri e Impuri !E' evidente a tutti che gli " estremi si toccano". Così sono contigui fascismo e comunismo, sia perchè il primo deriva dal secondo (almeno in Italia, vedi voce Livorno 1920 ), sia perchè molti partono dal primo e approdano al secondo o partono dal secondo ed approdano al primo. Guarda tu Travaglio, per esempio, partito da una sacrestia e finito in una macelleria. Ora anche Marchetto nostro sta chiudendo il suo circoletto, cerca di tornare a casa e vorrebbe stare vicino a Fini. Forse hanno fatto un bel giretto entrambi! Dunque, torno al fatto: su quel foglio Roberto Scarpinato, noto P.M. " de sinistra" fa , non richiesto, un esame politico del nostro Paese e chiude con una bellissima e democratica chiosa. Eccola: " L'Italia ha bisogno di essere salvata da se stessa e dalla sua maggioranza (ndr: che vota centrodestra ). E potrà essere salvata solo da una minoranza evoluta, quella che forma la Corte Costituzionale e la Magistratura." C'è bisogno di commento?



A proposito di Magistrati, a proposito di casta. Ricordate quel Magistrato di Milano che era preciso e puntuale nel ritirare lo stipendio ( e che stipendio !) ma aveva altro da fare che lavorare? Ricordate la storia esemplare di Giuseppe Maria Blumetti, Magistrato della Sesta sezione civile del Tribunale di Milano? Una separazione tra coniugi iniziata con lui nel 2001 era ancora in essere nel 2008. Finchè l'Avvocato di parte si rompe e parte l'esposto al CSM. Questo Magistrato non aveva fatto nulla per la bellezza di sette anni. Roba da non crederci. Ma cosa credete, che il CSM l'abbia ripreso? Che il CSM l'abbia redarguito? Che il CSM l'abbia punito?
Ma quando mai! Giuseppe Maria Blumetti è stato assolto dal CSM perchè era depresso. Era stato abbandonato dalla moglie. Prego di non ridere, restate seri. C'è un'altra notiziola a proposito di Magistrati. Ricordate la storia di Edy Pinato? Processo troppo lungo e lo Stato deve risercire con 24.000 Euro i familiari di un capomafia. Chi paga? Noi, ca va sans dire.


Della serie, sparala più grossa che puoi. Imbarazzante Annozero del 13 aprile scorso. A proposito dei bambini tenuti a pane ed acqua. Santoro, l'Imam degli epurati, ha chiamato l'unica mamma che non aveva ricevuto il sollecito al pagamento da parte dell'Amminsitrazione. E' falso che i bambini sono stati tenuti a pane ed acqua. A panini certo. Non hanno usufruito della mensa ( non comunale) perchè tale servizio è gestito e pagato da una associazione di famiglie. Una cosa privata. Un genitore, extracomunitario, ha detto: " Sono senza lavoro da un anno. Ho quattro figli e pago 400 euro al mese per l'affitto. Non ce la faccio a pagare anche la mensa". A parte il fastto che ci dovrebbe dire, se glielo chiedessimo, come ha fatto a tirare avanti per un anno senza lavorare, ci deve invece dire perchè non si è rivolto al servizio Comunale di Assistenza. Forse perchè, se lo avesse fatto, avrebbe certo ricevuto un aiuto, ma sarebbe venuto fuori che lavorava a nero. Capito Santoro?

Io la trovo una grande presa in giro, altro che nuova era del cavolo. Parlo del Trattato sul disarmo nucleare, strombazzato da sinistra come stratosferica vittoria dell'Obama Nobel . Signori, è tutta una farsa, tutta una cagata pazzesca. Sentite: il mondo è più sicuro perchè Usa ed Russia riducono le loro armi nucleari del 30%? Ma de che? Questa " megastronzata" riduce solo una cosa, questa: il mondo può essere distrutto solo 13 volte invece di 23 volte ? Si deve arrivare a che tutti i Paesi non abbiano più armi nucleari, altre che baggianate. Perchè , allora, io mi chiedo se sia proprio giusto pretendere che alcuni Paesi non abbiano le loro armi nucleari. Insomma, se l'equilibrio nel possesso delle armi di distruzione di massa è la garanzia della pace mondiale, allora perchè non hanno dato il Premio Nobel per la pace alla bomba atomica, invece che ad Obama? E perchè le vogliono " limitare" per altri Paesi ? Se il concetto che passa è : più bombe atomiche a più Paesi, mondo più sicuro.


Volevo avvertire il Sindaco di Verona, Flavio Tosi , che essere un fan di Sandro Pertini come Presidente della Repubblica, come lui dichiara di essere, non depone a favore quanto meno della sua conoscenza di alcuni fatti , fatti che ora mi piace rammentargli . Dunque caro Tosi, Sandro Pertini - sul quale questo blog ha scritto molto nei giorni passati - appena eletto al Colle, prese la decisione di concedere la grazia ad un assassino conclamato, a tale Marco Toffanin. Costui , un partigiano comunista, era nelle patrie galere perchè aveva fatto a suo tempo trucidare la brigata partigiana Osoppo, solo perchè era contraria a cedere la regione friulana a Tito. Sandro Pertini, come Presidente della Repubblica Italiana, volle anche andare in Jugoslavia per abbracciare quel fior di galantuomo di Tito. Sempre Sandro Pertini , quale Presidente della Repubblica italiana, si rifiutò, una volta andato a Trieste, di deporre anche solo un fiore sulle foibe di Basovizza. Conoscere meglio la storia , per capire i propri errori.


Presidente Emerito, Carlo Azeglio Ciampi

Su Il Messaggero di giovedì 8 aprile , l'emerito (?) Presidente Ciampi Carlo Azeglio ha scritto un lungo editoriale dal titolo:" Ma noi cosa siamo stati capaci di dare ai nostri giovani?" . Nell'articolo l'Emerito afferma di aver sempre lavorato per tramandare ai posteri un forte ed avvolgente valore civile , grazie, a suo dire, al binomio inscindibile istituzioni-valori. Insomma una sorta di autoelegia masturbativa, zeppa di così tanti lantifascismi, resistenzialismi, valorismi, egualitarismi da far rigettare anche il più insensibile dei lettori. Mi permetto di rispondere all'Emerito Signor Presidente come segue. Illustrissimo ed Emerito Signor Presidente, l'Italia che Lei ed i suoi sodali ci avete tramandata gliela posso così sintetizzare. Voi avete distrutto la Scuola, l'avete sodomizzata, l'avete okkupata e trasformata in uno stipendificio che ha mantenuto e mantiene ancora una pletora di Professori ignoranti, di laureati con il diciotto politico, sessantottini falliti, che sanno solamente - aiutati da onnipresenti sindacalisti - cosa spetta loro di diritto , senza conoscere quali siano i loro obblighi. La Scuola nella quale Lei ed i suoi sodali mi avete fatto insegnare per tanti decenni , dal sessantotto in poi, è questa che ho descritto. Un miserabile lerciume. Libri di testo che hanno insegnato a mettere sul banco degli imputati solo gli Usa e la Nato, come corifei di un liberalismo anarcoide e imbecille, ignorando che gli Alleati ci hanno liberato dai nazifascisti e che ci hanno protetto , con il loro sbarco, dall'impero sovietico in agguato , al quale l'orgia comunista voleva consegnarci . Una Liberazione dipinta come una sorta di Madonna Pellegrina vergine e martire, dovuta non alle numerose truppe degli alleati, ma ad uno sparuto gruppo di eroi asserragliati nella montagna. Ho conosciuto Professori ed anche Presidenti della Repubblica, Emeriti e non , che arrivavano al puro orgasmo carnale al solo avvicinarsi del 25 aprile. All'Università, poi, avete fatto il capolavoro. Ogni Laurea, sempre aperta a tutti, sopratutto a chi non studiava ( meglio se diceva che la società era ingiusta ) ( mi dica Lei, Emerito Presidente, cosa c'entra la Società con gli esami universitari?), creava un robottino che non conosceva la parola " merito", ma solo la parola " posto fisso". Poi venne finalmente il 1989, cadde il Muro di Berlino, cadde il Comunismo, venne sconfitta l'ideologia marxista che aveva regnato sull'Est con la dittatura e che aveva , come dire, allevato ideologicamente anche la sua città, Livorno, dalla quale Lei proviene certamente non poco " contaminato" da tale brodaglia idelogica labronica. Tuttavia Emerito Presidente, Lei ed i suoi sodali avete brigato molto per far sopravvivere a quella storica caduta , tutti i peggiori rimasugli dell'anacronistico delirio collettivo che avete imposto al mio Paese per decenni e decenni . La " concertazione sindacale", il " posto fisso " , le " lotte sindacali " e Lei, Esimio ed Emerito Signor Presidente, ha avuto in tutto questo trionfo dello statalismo di stampo sovietico un ruolo di primaria importanza e responsabilità. Era Lei, lo ricorderà certamente, niente meno che Governatore , nonchè uomo politico della Dc " de sinistra" , di quella Banca d'Italia che , dietro le sue direttive, stampava carta moneta in quantità industriale, per mantenere clientelismo con l'inflazione gli ultimi maleodoranti rigurgiti di tutto questo scempio ideologico. In questa sua preziosa opera, Esimio ed Emerito Signor Presidente, Lei si distinse, fra le altre cose, per la produzione o la sua concreta collaborazione alla creazione di tutta una serie di Leggi che bollavano gli italiani tutti come dei miserabili idioti. Parlo solo della sua perla, della Legge sulla Par Condicio, Illustre ed Emerito Signor Presidente, della Legge più vergognosa al mondo per un popolo formato di persone pensanti e non di ipnotizzati lobotomizzati quali sono stati ritenuti da Lei e dai suoi sodali gli Italiani, parlo anche della sua fattiva collaborazione nel rubarci ( non voglio certo offendere, ma mi creda non trovo altro termine per qualificare quel furto di Stato ) il cinque per mille dei nostri risparmi in Banca di nascosto e nottetempo, come un ladruncolo o quando parlo della sua preziosa collaborazione per agevolare il Prof. Prodi nell'accettare, inchinato e prostrato verso Germania e Francia, un cambio Lira-Euro pari quasi al doppio di quello che sarebbe stato giusto e doveroso. Grazie di cuore da tutti i pensionati italiani e da tutti i lavoratori dipendenti, che si sono così trovati in mutande , con metà potere d'acquisto da consumare in un mercato che , nella vostra più totale ignavia , decretava l' immonda equazione 1 Euro uguale 1.000 vecchie Lire . Quel popolo di lavoratori e pensionati italiani che da allora ( da allora Emerito Signor Presidente e non da oggi, come Lei ed i suoi sodali volete farci credere ) non da oggi, non riescono ad arrivare non dico alla quarta, ma neanche alla terza settimana. Poi, illustre Signor Presidente, sulla scena politica apparve un imprenditore milanese che ha sconvolto la oleosa e maeodorante ragnatela clientelistico-politica nella quale ci avete fatto miserabilmente vivere per quasi cinquanta anni. Avete subito cercato, Lei ed i suoi sodali, di toglierlo di mezzo con ogni mezzo, lecito o meno, ma non c'è stato niente da fare. Solo questo piccolo grande uomo ha avuto il coraggio di farci capire che esisteva in Italia una forza nascosta ma capace di liberarci dall'opprimente dittatura della lobby cattolico-comunista, solo lui ci fece capire che la Magistratura aveva di fatto okkupato illegalmente il Parlamento e che il golpe giudiziario doveva essere abbattuto ripristinando la Costituzione là dove era stata lacerata e ferita da Magistrati e politici collusi al golpe, solo lui ci dimostrò che la Carta Costituzionale , che Lei , emerito Signor Presidente , ed i suoi sodali avevate sfruttato per cinquant'anni per accaparrarvi ogni posto, ogni sediola, ogni strapuntino, era in realtà una Carta ormai obsoleta, stantìa, da modificare per rimettere in moto il Paese, solo lui mostrò al mondo intero che la Magistratura aveva instaurato in Italia una sua dittatura corporativa riuscendo, con Lei molto compiacente ( ricorda il suo comportamento in quella tragica circostanza, Signor Presidente?) nel 1994 ad abbattere, con accuse poi rivelatisi sette anni dopo nel 2001 del tutte false, la democrazia basata sulla volontà del popolo sovrano, solo lui ci rese chiaro che avete cercato , Lei ed i suoi sodali, di trasmettere al Paese ed agli Italiani il principio , totalmente fascista , che il Governo del Paese spetti alle Procure , non elette, anzichè alla votazione popolare, sostenendo anche , tramite molta stampa a Lei vicina e contigua - financo su quel Messaggero sul quale Lei oggi ci fa dono delle sue onorevoli chiose - come spetti ad una minoranza intellettuale ( quella dei Magistrati) salvare l'Italia dalla maggioranza - stronza, scema, ignorante, rozza, sudata, malvestita , ignorante, demente,ecc - che vota contro di voi. Ma quel piccolo grande uomo, che poteva campare da signore senza scendere in politica e che di fatto ci salvò dalla sicura vittoria del PCI occhettiano e dalemiano nelle elezioni del 1994, che poteva godersi i suoi miliardi senza mettersi nell'occhio del ciclone politico , che poteva continuare a vivere come gli pareva , senza nessuna delle 250 inchieste che questa immonda Magistratura gli ha sollevato contro ( ma " solo dopo" - guarda caso!- la sua discesa in campo politico ! ) ha resistito ed ancora, vostro malgrado - ed anche Suo, Illustre Signor Emerito Presidente, se Lei mi consente - resiste ed anzi ha sempre di più conquistato l'Italia che conta, l'Italia che non vi vuole più, l'Italia che oggi, Lei lo sa, non segue più - se per caso le avesse mai seguite, Signor Presidente- le sue parole o quelle dei suoi sodali. Oggi la vostra lobby cattocomunista segue le parole di qualcun altro. Ora una prostituta, ora un mafioso, ora un pentito, ora un cantante, ora una donna cannone, ora qualche comicante . E in Parlamento, dove Lei siede come Senatore a vita e dove - purtroppo - anche vota ( chissà perchè Lei deve avere questi privilegi se nessuno del popolo l'ha mai votata?), ha un nome ed un cognome: Antonio Di Pietro.


Richiesta ai Magistrati


Silvio Scaglia, identico a Sandro Frisullo, nella sua situazione processuale, per i Magistrati resta ancora in carcere, perchè secondo i Magistrati, " non poteva non sapere". Invece Sandro Frisullo, compagnuccio, è già andato a casa, ai domiciliari. E questo blog ne è contento. Siccome però questi Magistrati affermano che Scaglia , invece, deve restare in carcere " perchè può ripetere i reati" e posto che per ripetere i reati dei quali è accusato avrebbe bisogno di essere ancora Presidente di Fastweb ( e non lo è da tempo), avrebbe bisogno di lavorare ancora nella stanza dei bottoni ( e ne sta invece completamente fuori ) , posto che i reati attribuitigli risalgono ad anni orsono, ripeto ai Magistrati la stessa domanda che pongo loro da due mesi: perchè Scaglia sta ncora in carcere? E ricordo loro che la Costituzione Italiana, che loro tengono sottobraccio e che io invece lascio sempre ben aperta sulla scrivania , non consente l'utilizzo del carcere preventivo come una tortura. Nessuno risponde? Nessuno fa girotondi? Nessuno invoca la libertà di turno? Bene, così si qualificano tutti e da soli.

mercoledì 7 aprile 2010

Schizofrenia, Fini, Napolitano, per sorridere un po'



GLI SCHIZOFRENICI

Impressiona constatare l'incapacità di tante persone, che peraltro occupano posti importanti nelle varie televisioni , a comprendere i fenomeni sociali di un Paese che progredisce, grazie anche alla globalizzazione. Diciamo la verità: cosa pensiamo quando troviamo un tizio che ancora si ostina a dire che il computer è da condannare e che magari rimpiange i bei tempi in cui con la " bella calligrafia" si scriveva a mano ? O quando ci imbattiamo in persone che non vogliono prendere l'aereo perchè " ci si può arrivare anche col treno"? O quando qualcuno pretende che un bambino di oggi non giochi con la play station ma magari con l'hula hop? Sorridiamo di commiserazione , ringraziando Iddio che questa persona non sia un nostro congiunto e pensiamo, in parole povere, che sia semplicemente fuori dal tempo . E' l'impressione che ho avuto ieri sera, un sentimento misto di ilarità e di commiserazione, davanti a Gad Lerner ed al suo " Infedele" quando Lerner non riusciva a capacitarsi che anche Burlando, neo rielettro Presidente PD della Liguria, oltre al leghista Tosi, gli sbattevano in faccia una realtà che lui e tutto il PD non hanno mai voluto capire e che non riescono o non vogliono proprio a capire. E cioè che la Lega è un fior di partito popolare, populista nella misura giusta in cui deve esserlo un partito politico che nasce non da cammarille lobbistiche ma dal popolo, un partito che è nato a forza di stare fra la gente ed a forza di interpretare i problemi della gente, che è poi il vero significato di " fare politica". E Lerner ,stridulo, acido ed incredulo ( o gnorri?) replicava, iroso, imbufalito, rancoroso, a Burlando e Tosi - che lo guardavano con un'aria di commiserazione - " Siete banalissimi!" biascicava . Perchè Lerner, come la maggior parte del PD o , meglio, di quel poco che resta del PD , nel suo profondo ed irragionevole razzismo chic - rigorosamente con la erre moscia e con casale in Umbria - non riesce a rendersi conto che l'Italia cambia, che l'Italia è cambiata, che non ci sono più le " mezze stagioni", che non ci sono più " le sezioni del PCI", che oggi la democrazia non è più la pseudodemocrazia le cui regole venivano stabilite dal consociativismo fra la DC ed il PCI, ma è una democrazia aperta alla globalizzazione, alle novità come il WEB e che oggi concede democraticamente spazio anche ad un Movimento a Cinque stelle di Grillo . E' il popolo che decide, signori belli, questa è la democrazia vera , non quella che sognate voi, nelle serate sulle vostre terrazze romane davanti a sushi e brut d'annata. Posso anche non essere d'accordo con Grillo e con quello che dice -difatti non lo sono affatto - ma non posso non riconoscere che ci sono italiani che lo hanno votato e questo mi basta per giustificare la sua presenza sul piano politico, anzi legittimarla. Scagliarsi contro chi vota Grillo , come il PD si è scagliato sempre contro la Lega, contro FI, contro chi volta Lega e FI, ora PDL, è semplicemente un esercizio di arrogante dittatura, altro che democrazia, parola con la quale i fighetti del PD si riempiono la bocca non appena questa si è vuotata dall'ostrica appena ingioiata e dal calice di Veuve Cliqout appena trangugiato. Che poi Grillo dica bestialità politiche, che cavalchi una politica da basso Impero, che apra la bocca e le dia fiato, che sia un impresentabile, che sia esattamente l'opposto di quello che pretende di rappresentare, tutto questo non c'entra assolutamente nulla con l'esistenza del suo nuovo partito suil piano politico. Magari lo combatterò politicamente ma - parodiando Toqueville - sono e sarò sempre pronto a battermi affinchè anche Grillo sia sempre libero di dire ed esprimere il suo pensiero ( quando è pensiero e non semplice diffamazione). Invece per il razzista chic Lerner non è così con la Lega Nord, come non è stato così con FI. Lui non si capacita che la Lega, quella che urlava" Roma ladrona", quella che biscicava" Ce l'ho duro", quella che minacciava " secessione", quella delle ampolle del Po, quella degli omaccioni sudati in canottiera, che puzzano di grappa , non si capacita che quella stessa Lega sia oggi un fior di partito, legato al territorio, legato alla sua gente, legittimato dal popolo che lo ha ampiamente premiato. Nella stessa deplorevole misura in cui lui e tutto il PD ancora non si sono resi conto che il PDL è non il " partito di plastica" come ironizzavano i saccentoni, ma un partito politico che oggi, non ostante le loro risatine sarcastiche che si scambiano fra di loro nel chiuso dei loro salotti, è il partito politico di maggioranza del Paese. Tutte le novità che non soddisfano il PD sono , per Lerner, delle bestemmie, delle barbarie, dei pericoli: come Berlusconi e FI nel 1993, come Bossi e la Lega, ieri e oggi. Ma povero Gad ! Sono passati la bellezza di diciassette anni - dicasi diciassette - e ancora tu , Repubblica, PD , popolo viola e compagnia di giro, ancora non avete capito che le novità vanno accettate anche solo perchè sono volute dal popolo e non semplicemente criminalizzate? Fanno proprio pena e commiserazione , ma sono da capire: abituati , come sono stati ,a stabilire loro, nel chiuso di un Parlamento ( ridotto da loro dal 1993 ad un'aula sorda e grigia di sudditi in libertà vigilata con la complicità di un Magistratura politicizzata ) dominato sempre dai due soliti capibastone DC e PCI a stabilire chi poteva parlare e chi non doveva parlare ( ricordate, Signori, l'infame " arco Costituzionale" inventato dai due compari per ghettizzare - questi immondi razzisti - una fetta del popolo che non si piegava a pensarla come volevano loro ) come possono oggi capacitarsi che il PDL e la Lega, da loro sempre e solo volgarmente irrisi quando non criminalizzati, siano i legittimi attori principali della scena politica senza che loro se ne siano accorti ? Vanno ai matti al solo pensiero che fra tre anni potrebbero vedere un Berlusconi al Quirinale ( Berlusconi, sì, proprio quel signore alla cui discesa in campo il molto raffinato ed onorevole D'Alema sentenziò altezzosamente " voglio vederlo stendere la mano all'uscita dalla chiesa", per dire l'afflato altamente rispettoso, educato e democratico di una personcina nata , cresciuta e ben pasciuta nel PCI ) ed un Leghista Presidente del Consiglio. Non si capacitano che il mondo vada avanti senza aspettare che loro se ne accorgano, abitatuati come sono a comandare come in ogni dittatura che si rispetti. Chi non ricorda il " Non si muove foglia che Berlinguer non voglia "! E' bene che qualche psicoterapeuta si prenda cura di costoro, che li faccia scendere dal Paese dei Campanelli in cui essi vivono. Fate piano però, con cautela ed attenzione. I distrurbi mentali come queste schizofrenie sono malattie pericolose perchè , oltre a far vivere i malati in realtà ideali ed utopiche , producono anche il rischio che , al risveglio dal sogno, gli ammalati si autodistruggono da soli. Una sorta di autodistruzione mentale. Come sta avvenendo con il PD . Povero Gad Lerner, il nuovo razzista chic da terrazzo!



LE QUATTRO FORZE DI FINI

Ma anche a destra - forse è sbagliato ormai chimarla così - qualcuno dimostra di aver vissuto dal 1994 nel Paese dei Balocchi. FareFuturo, organo del Mentore Gianfranco Fini, per la penna acuta di Sebastiano Rossi, suo Direttore, incita il PdL a non restare vittima dello strapotere leghista. Che stiamo vivendo un periodo nuovo, denso di iniziative difficili da capire e da comprendere, è noto, ma che oltre la sinistra anche FareFuturo faccia capriole da saltimbanco per farsi accettare nelle terrazze bene di Roma a sorseggiare calici di Veuve Cliquot ghiacciata, stupisce un poco. La fuga verso sinistra del Presidente della Camera ricominica. Non solo ha letteralmente schifato il popolo che vota PdL - non andando alla manifestazione di Roma -, non solo si è letteralmente nascosto durante la campagna elettorale ma, come gli è ormai usuale, ora che Berlusconi se n'è fatto carico da solo ed ha vinto, pretende pure sfrontatamente di salire sul carro dei vincitori e di dettare anche condizioni. Fini ha raccolto intorno a se quattro realtà gestite ed animate da ufficialetti insofferenti della disciplina che non vedono l'ora di prendere il posto di una serie di colonnelli orami tiepidi verso il Presidente della Camera. Parlo della Fondazione Immobiliare di AN guidata da un finiano di Ferro, Lamorte, del Secolo d'Italia guidato da Flavia Perina, da FareFuturo guidata da Sebastiano Rossi detto Gianburrasca e dalla neonata Generazione Italia, oltre che da una trentina di onorevoli ormai noti. La posizione di FareFuturo , di Fini e dei suoi seguaci è francamente incomprensibile, perchè non solo rappresenta un fastidioso chiacchiericcio da beghetta di cortile che disturba chi sta tentando la strada delle riforme istituzionali, strada mai intrapresa in Italia da nessun governo, ma anche perchè la posizione di FareFuturo nei confronti della Lega è identico e parallelo allo stizzito stupore della sinistra che ha sempre ignorato ed irriso la Lega, da venti anni. Come poi Fini possa pensare ci convincere il popolo della libertà sulle sue nuove posizioni - meglio dire pane al pane, dunque, via il termine posizioni , dentro il termine voltafaccia - sull'immigrazione e sulla coalizione al Governo non è dato sapere. Certo uscirsene proprio pochi giorni dapo la vittoria elettorale con una altolà alla Lega del tutto simile se non identico a quello di Gad Lerner e del PD la dice tutta su FareFuturo, su Fini, sulla G .I. Un po' di capriole per inviare un messaggio a Casini e Rutelli sperando anche in qualche divertito applauso da parte della sinistra e quindi in un futuro centrista da allearsi con il PD per resistere, come diceva Borrelli, resistere, resistere....Resistere per perpetuare l'immobilismo italico, quello del " tutto cambi perchè nulla cambi" di lampedusiana memoria , resistere per campare di politica politicante. A spese nostre.



NAPOLITANO

La firma, da parte del presidente della Repubblica, della legge sul legittimo impedimento è prima di tutto un atto istituzionale. Giorgio Napolitano, in seguito ad un esame condotto con attenzione e imparzialità, ha ritenuto che il provvedimento non abbia nè contenga profili di incostituzionalità, contrariamente a quel che avevano sostenuto settori abbastanza consistenti dell’opposizione, tanto meno sulla base di uno sbandierato principio dell'uguaglianza dei cittadini e ne ha consentito l’immediata entrata in vigore. Come si può ragionevolmente sostenere che siano uguali, anche di fronte alla Legge, il cittadino X, per esempio funzionario del Comune ed il cittadino Y che è stato eletto dal popolo sovrano ad una carica istituzionale ? Il principio dell'uguaglianza non soffre ed anzi ne esce rafforzato se la uguaglianza stessa cede il passo, anche se temporalmente, alla primazia democratica della votazione popolare. Questo non vuol dire, tornando all'atto, naturalmente che il Quirinale condivida il contenuto politico del provvedimento né che ne sia contrario, ma segnala , dobbiamo riconoscerlo, un (anche se tardivo ed isolato) atteggiamento di serenità e di equilibrio che urta in modo violento con lo sbandieramento ostentato , come al solito , da parte dell'opposizione, di una presunta ed inesistente“emergenza democratica”. A forza di strillare " al lupo! al lupo!" qualcuno scomparve nell'indifferenza di tutti . Da questo punto di vista ( quello del contrasto delle posizioni che rendono impossibile un confronto democratico e politico tra maggioranza e minoranza sui temi istituzionali ) conviene , questo blog , che l’atto compiuto in questo momento dal Presidente Napolitano abbia una enorme valenza politica, pur restando formalmente circoscritto nei limiti delle funzioni costituzionali demandate al Colle. Napolitano da qualche giorno sta cominciando finalmente a capire, molto prima dei suoi compagni - ed anche di questo , questo blog gliene da volentieri atto - che mettere il tema dell'unità nazionale al centro dei suoi interventi non è un biasimevole ed inutile esercizio retorico e stantio o semplicemente collegato al prossimo anniversario dell'Unità. In un momento in cui la maggioranza politica del Paese ottiene, nella consultazione di medio termine, un notevole e prevedibile successo di consenso ed invita tutto il Parlamento ad uno sforzo per ammodernare il Paese con riforme che coinvolgano tutte le forze democratiche del Paese, Napolitano non può non avvertire che l’unità nazionale venga interpretata sopratutto come esigenza ed obbligo di una compartecipazione delle pur diverse sensibilità politiche all’opera di indispensabile rinnovamento delle istituzioni . La contrapposizione belluina dipietresca, lo scontro sul piano squisitamente personale ma assolutamente inutile sul piano politico , una opposizione esagerata, esasperata e personalizzata che impedisce ogni confronto costruttivo in base a pregiudizi che negano la qualità democratica dell’interlocutore, è considerata, ora e finalmente, da Napolitano una evidente dequalificazione politica ,anche sul piano internazionale, della sinistra stessa , una prima lettura, insomma, di una sinistra che rappresenta solamente, caparbiamente ed inspiegabilmente , un irragionevole ostacolo all’unità nazionale. Il prezzo sarà enorme.
Una norma che protegge per un certo periodo i membri del governo dall’iniziativa delle Procure significa, prima di tutto , riconoscere che l'imprimatur del consenso popolare marchia a fuoco pro-tempore gli eletti, rendendoli perciò stesso e temporalmente non uguali ai non eletti, poi contribuire a una stabilizzazione del quadro politico che , è ovvio, azzera le speranze dell'opposizione di ribaltare il giudizio elettorale per via extrapolitica e quindi giudiziaria ( quì sta il nocciolo della questione, inutile giragli intorno) e mette tutti i partiti politici di fronte alle proprie responsabilità nei confronti del Paese, di svolgere il ruolo che a ciascun partito politico è stato assegnato dall’elettorato. Il PD deve insomma smetterla, una volta per tutte, per Napolitano - e, da tempo, anche per noi - di correre come un cieco dietro a Magistrati politicizzati , nella vana speranza - vana e, talvolta, addirittura ridicola - che grazie alle loro incaute iniziative sia possibile sbarazzarsi di un Governo democraticamente eletto dal Popolo. Il governo può e deve svolgere il suo compito senza preoccupazioni, le eventuali cause giudiziarie vengono semplicemente sospese per un termine massimo di diciotto mesi, la " prescrizione" resta anch'essa congelata ricominciando a decorrere dalla scadenza del legittimo impedimento, le opposizioni responsabili possono esercitare la loro funzione nella ricerca di soluzioni politiche istituzionali condivise o nella ferma opposizione politica alla forma prescelta dalla maggioranza. Naturalmente c’è chi insiste nell'aizzare e rinfocolare risentimenti e ostilità personali, ma in questo modo si mette fuori - anche perchè ogni forma di fascismo e di comunismo lo è, fuori, ormai da tempo - dal nuovo e necessario “arco costituzionale riformatore ", per il quale il Quirinale sta finalmente lavorando. Nel diritto di procedura penale italiano, il legittimo impedimento è l'istituto che permette all'imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata, il processo continua e l'imputato è dichiarato in condizione di contumacia . La legge si caratterizza per la finalità di assicurare il "sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge" agli Organi del Consiglio dei Ministri (art.1, comma 1); il carattere temporaneo, stabilito da un limite temporale di 18 mesi di validità dall'entrata in vigore (art. 1, comma 1), in attesa dell'approvazione di una Legge Costituzionale sulla questione, a seguito della bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costiruzionale . La legge prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in un'udienza penale, qualora imputato, in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo (art.1, comma 1).Per i ministri costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati, l'esercizio delle attività previste da leggi e regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni (art.1, comma 3).Il giudice, attivato dalla richiesta di parte, rinvia il processo penale ad altra udienza, quando ricorrano le ipotesi in cui si ravvisa legittimo impedimento a comparire per premier e ministri (art. 1, comma 4). Non si prevede pertanto potere discrezionale del giudice di discernimento sull'effettiva legittimità dell'impedimento reclamato.Inoltre, quando la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice è tenuto a rinviare il processo a udienza successiva. Tale periodo di "impegno continuativo" (concetto innovativo rispetto all'ordinamento preesistente) è limitato ad un massimo di 6 mesi (art.1 comma 5).Il rinvio dell'udienza per "legittimo impedimento" non influisce sul corso dellaprescrizione del reato, che rimane sospeso per l'intera durata del rinvio. La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione (art.1 comma 6).Le nuove norme sul legittimo impedimento si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado essi si trovino alla data di entrata in vigore della norma (art. 1, comma 7).


Da tempo la Magistratura mi deve rispondere, ma non lo fa.


Sandro Frisullo, vicepresidente del PD pugliese nella Giunta Regionale della Puglia, è ANCORA IN CARCERE. Frisullo non è più in carica e ìnquindi non può ripetere il reato del quale è accusato, anche perchè perpetrato alcuni anni orsono. Le prove della sua presunta colpevolezza inoltre, al dire della competente Procura, sono state già raccolte e sistemate. Il suo passaporto gli è stato ritirato e dunque non può neanche fuggire. PERCHE' DUNQUE CONTINUA LA SUA CARCERAZIONE PREVENTIVA? PERCHE ? PERCHE' ? PERCHE'? Rammentiamo una verità unica e sacrosanta, checchè ne dica l'Imbroglione/Spergiuro: tenere in galera un inquisito per costringerlo a confessare non è Giustizia, E' TORTURA. Silvio Scaglia , l'ex manager di Fastweb, è rientrato spontaneamente in Italia per consegnarsi alla Magistratura; si è dimesso dalla carica aziendale per cui non può reiterare il reato di cui è accusato. Nè può, per tale motivo, inquinare le prove, ormai tutte belle e catalogate e documentate in atti giudiziari. PERCHE' DUNQUE CONTINUA LA SUA CARCERAZIONE PREVENTIVA? PERCHE'? PERCHE'?PERCHE'? Rammentiamo sempre e solo l'unica sacrosanta ed incontrovertibile verità, checchè ne blateri l'Imbroglione/Spergiuro: tenere in galera un inquisito per costringerlo a confessare non è Giustizia, E' TORTURA. Si è fatta strada in Italia fin da Mani Pulite - parlo del 1993, parlo di diciassette anni fa - una incostituzionale ed illegale concezione della carcerazione preventiva da parte della Magistratura. Questo potere, messo sotto scacco il Parlamento con il golpe dell'articolo 68 della Costituzione complice un tremebondo Presidente della Camera, un tremebondo Presidente della Repubblica e tutti i colpevoli partiti politici del tempo, ha usato la carcerazione preventiva non più come previsto dalla Legge e nei suoi confini squisitamente cautelari, ma come puro e medioevale strumento di indagine, che punta ad acvquisire prove e testimonianza grazie ad una pressione sull'inquisito non consentita ed ingiustificata. Inutile sperare, visto l'attuale sitema giudiziario, nella buona volontà e nell'onestà intellettuale dei Giudici delle udienze preliminari. Per avere tale libertà di pensiero è necessario non solo che il potere delle Procure non sia così stravolgente ma sopra tutto che l'Inquirente non sia " collega" del GUPo GIP ( divisione delle carriere) , con un unico CSM.

PER SORRIDERE UN POCO

Pretestuose e risibili le smanazzate repubblicones sulle corporazioni. La crisi esiste ma non per l'assenza delle tariffe, ma per l'assenza del mercato. A mercato libero, tariffe di mercato. Più liberi i professionisti, più tutelati gli utenti. Bye, bye.

Se una famiglia, italiana o extracomunitaria, ritiene di non voler pagare quattro euro al giorno per la mensa scolastica del figlio, non vorrei che questo squallido episodio, cavalcato more solito come un mantra costituzionale dall'idiozia radical chic " de sinistra", celasse o dissimulasse ( più elegante, come termine, del precedente e quindi più comprensibile per le suocere sui la frecciata è diretta) la pretesa di pretendere pure un servizio gratuito a spese della collettività.

Stucchevole , arrogante e noiosetta la Busi, mezzobusto aspirante martire del TG1. Vuole scrivere su Repubblica quel che vuole? Liberissima. Ma prima si dimetta, rescinda il suo contratto favoloso che la lega alla RAI e nel quale è previsto l'obbligo della riservatezza e che deve solo leggere il TG. La faccia finita di voler apparire martire , lei che ha piazzato già il maritino dalla Bianca Berlinguer, al TG3. A proprosito: se le sostituzioni di Minzolini sono " epurazioni", le assunzioni inattese e le sostituzioni di Bianca Berlinguer cosa sono? Regalini? Ma andate a scopare il mare!!!!

Gaetano Immè

martedì 6 aprile 2010

Non è il momento migliore, perchè si sta lavorando per una stagione di riforme, cercando di avere al tavolo anche l'opposizione, ma come si fa a tacere davanti all'ultima sortita , fuori del vaso, del " loro" Presidente della Repubblica ? Siamo timidamente uscendo dalla crisi mondiale, stiamo rivedendo un po' di speranza e - Fondo monetario Europeo, per primo - gli osservatori economici ci dicono che in Italia non riusciremo a cogliere tutte le opportunità che ci passerranno sotto il naso a causa della troppa " rigidità" del nostro sistema, finanziario, bancario del lavoro e giudiziario . Storia risaputa: noi cresciamo meno di quanto crescano tutti gli altri, noi possiamo approfittare di meno delle occasioni che ci si presentano perchè troppo vincolati dalle legislazioni vigenti, specie quella sul lavoro. Insomma è sotto gli occhi di tutti che nei momenti nei quali la ripresa internazionale ci potrebbe trascinare, noi arranchiamo appresso all'opportunità che ci sfugge sotto il naso , a causa della rigidità della legislazione sul lavoro ed il Paese si impoverisce rispetto a tutti gli altri. Non è una novità, ma è cosa risaputa. Da decenni. Anzi da quaranta anni. Lo sanno tutti , i Sindacati, i politici, gli economisti, gli intellettuali, la gente comune che in Italia c'è un sepolcro imbiancato, un totem, una trappola che sembra proteggere i lavoratori ma che invece li sotterra, li inchioda alla povertà, li ingabbia, li crocifigge . E' lo " Statuto dei lavoratori " e non solo con il suo articolo 18, quello che non consente alcun licenziamento se non " per giusta causa", ma anche per l'assurda legislazione punitiva che impone alle aziende, costringendole ad essere tutte " piccole" imprese per non superare un tot di dipendenti. Insomma, sono decenni e decenni che si dibatte questo problema, che questa legislazione viene messa sul banco degli accusati perchè ingessa il Paese, perchè lo costringe ad avere un assetto produttivo aziendale affetto da congenito " nanismo" che ci penalizza sul mercato internazionale . Come si può dimenticare la battaglia contro una applicazione temporalmente ridotta dell'articolo 18 proposta dal Governo Berlusconi I contro il quale i Sindacati organizzarono manifestazioni oceaniche ( sopra tutto di pensionati in verità) sventolando, in pura mala fede, la bandiera della " necessità della protezione del lavoratore"? In poche parole: la politica ( il famigerato consociativismo fra la DC ed il PCI) degli ultimi trenta anni del secolo scorso aveva portato allo Statuto dei Lavoratori , cancellando molto spazio alla libertà del sistema produttivo e, sopratutto, annullando la sua competitività sui mercati internazionali.



TUTELE O GABBIE ?

Dicono: lo Statuto, in particolare l'articolo 18, è una tutela per il lavoratore che, se viene licenziato " senza" giusta causa può rivolgersi al Tribunale del Lavoro ed essere reintegrato nel posto. Domanda: la diminuzione della produzione dell'impresa sul mercato è " giusta causa"? No! E allora? Allora decidete se è " tutela" il fatto che il Tribunale di Lavoro, a cui si rivolge un lavoratore licenziato senza giusta causa, impiega:
A. una media di tre anni per la decisione di primo grado;
B. una media di altri due anni per la decisione di secondo grado;
C. una media di altri due anni per la decisione defintiva ?
Che succede nel frattempo? E' " tutela" una Cassa integrazione di un anno davanti ad un periodo senza lavoro così lungo, grazie ad una incivile Magistratura ? E l'impresa? L'impresa in Italia non è libera di adattare le proprie risorse umane alle richieste di mercato. Quindi è sempre soccombente sul mercato. Un bel capolavoro. E' " tutela" del lavoratore il fatto che come " reazione" quasi naturale del mercato del lavoro stesso , si sono venute a creare varie fattispecie nate per dissimulare un rapporto di lavoro? In altre parole, mi spiegate se è " tutela" del lavoratore obbligare tanti poveri cristi ad assumere ruoli da professionisti o collaboratori per avere un lavoro ? Sapete che il numero delle partite iva è decuplicato con la crisi? E' dunque " tutela" del lavoratore quello di prendere a calci nel sedere suo figlio co.co.co. o un nipote con contratto da precario ? O non è piuttosto una grande , ipocrita menzogna , avallata e voluta da una legislazione ottusa e cieca davanti alle esigenze del mercato? Dunque il Presidente. Napolitano ha voluto rispedire al mittente l'innovazione della previsione dell'arbitrato volontario come alternativa all'articolo 18. In mancanza, dunque, di accordo volontario, l'articolo 18 è nel suo pieno vigore. Con un accordo volontario invece , la rigidità dell'articolo 18 verrebbe ammorbidita ( non certo cancellata) dal ricorso - per risolvere eventuali controversie - ad un arbitrato anzichè ad una lumachesca Magistratura. E siccome come il lupo non perde il pelo, così Napolitano non perde il vizio, ecco che il Presidente non solo rinvia la legge al Parlamento ma nello spiegare questa sua decisione prende anche una posizione " politica" che il ruolo non gli consente. Non è forse " posizione politica" affermare che " la legge comprende vari aspetti ed argomenti"? Da quando in qua un Presidente della Repubblica si sente in diritto di entrare nel merito degli argomenti trattati da una Legge ? Non è questo un compito esclusivo del Parlamento? In realtà siamo davanti ad una vera e propria operazione politica , ad un inchino tutto a sinistra, per consentire a Napolitano la benevolenza dei suoi grandi elettori che si erano da lui sentiti traditi dalla sua firma sul decreto salvaliste. Pragmaticamente ritengo che sia conveniente fsimulare di tener presente i funambolici e politici rilievi del Quirinale sull'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, incassando come corrispettivo il via libera al legittimo impedimento. Aspetto pragmatico ma non corretto. Fare "politica " dal Colle anzichè fare il " garante" del Paese, per compiacere chi ha mandato Napolitano sullo stesso Colle non è puro tornaconto ed infingimento. Spiace che Napolitano sia rimasto ancora a spacciare per " tutela" del lavoratore quello che invece è, oggi, una vera e propria " prigione" per il lavoratore stesso.

A proposito di correttezza e di trasparenza in RAI, mentre tutti gridano allo scandalo, all'epurazione per la Busi che sostiene di avere il diritto di " esprimersi" ( e perchè, visto che ha firmato un lauto contratto con la RAI in cui le è vietato " esprimersi" come vuole Lei, e perchè, dicevo, se vuole proprio esprimersi, la Signora lettrice - non giornalista, solo lettrice - non fa l'unico passo onesto possibile e si dimette dalla RAI e dallo stipendio?), solo perchè un Direttore dirige un TG , parlo di Minzolini,perchè passa del tutto inosservato quello che sta combinando Bianca Berlinguer su RAI Tre ? Infatti. Al TG3 sta per arrivare, democraticamente s'intende, il marito della Busi. Rigorosamente senza alcun esame o per meriti. Complimenti ! Sopratutto agfli imbecilli che ancora difendono RAI Tre. Ma dome dar loro torto? Come ha insegnato il martire Santoro: RAI, stipendione, terrazza arredata , aria da finto martire , chiagne e fotti.

Dopo essersi sentiti raccontare dai propri inviati in Italia da sedici anni che il popolo italiano detesta la Lega Nord perchè diceva " ce l'ho duro", odia Berlusconi perchè è un dittatore, cosa pensaranno i lettori di The Guardian ( The Guardon ), Liberation, The Economist, N.Y.T. ecc dopo queste votazioni? Che i loro corrispondenti frequentano le terrazze e le cene sbagliate. O che i prosecchi serviti sono adulterati.


Campogalliano. Dua carabinieri avevano cercato di fermare due spacciatori a Modena. I quali a hanno sfondato con l'auto il posto di blocco tentando di investire i carabinieri. I militi hanno sparato ed uno spacciatore è morto. Risultato: il milite accusato di omicidio volontario. Prima di tutto....E dicono che non è un eccesso di ingiustizia....

Gaetano Immè

lunedì 5 aprile 2010

Ecco la prossima Marcia su Roma

E' normale, secondo voi, che il Segretario del PD, avendo perso con ignominia la bellezza di quattro Regioni su sette ( Lazio, Piemonte, Campania, Calabria ), avendo perso disastrosamente anche tre Province ( compresa L'Aquila, quella delle carriole !) su quattro, vedendo 48 milioni di italiani oggi governati dal centrodestra e solo 12 milioni dal centrosinistra, vedendo un Vendola assicurarsi la Puglia solo grazie ad una incomprensibile Poli Bortone, è normale, dicevo, che questo Segretario dica che questa " non è una sconfitta "? E se non è una sconfitta, allora cosa è? E' un pareggio? E' una vittoria? E perchè Bersani si trincea dietro le sole parole " non è una sconfitta"? Perchè la verità, alle anime dei comunisti, ha sempre fatto molta ma molta paura. Un crollo senza fine quello del PD negli ultimi due anni : un Governo, il Prodi II, eletto solo grazie al " premio di maggioranza " estirpato ed accaparrato per soli 24.000 voti, distrutto dopo diciotto mesi dalla propria incapacità a governare, la Sardegna e l'Abruzzo perse clamorosamente, perdute senza alcun attenuante le elezioni politiche, persa la faccia con gli scandali Delbono, Tedesco, Bassolino, Balducci e cricca di sinistra per Roma e per Firenze e fermiamoci qui. Fuggono dal PD ormai tutti: Zingaretti, Letta, Chiamparino, l'ex idolo Soru, Illy. In realtà il PD è ormai quasi sparito dalle Regioni del Nord, ha tenuto - pur perdendo molti voti - in quelle centrali , da sempre regno del PCI, ed è calato anche nelle Regioni del Sud. Mentre tutti nel PD , Bersani come dicevo per primo , per passare poi a Letta e ad una ridicola Bindi, hanno cercato di illudere il proprio popolo sostenendo la tesi della " non sconfitta", non stupisce che sia stato il solo Di Pietro a riportare brutalmente tutti con i piedi per terra. In sostanza Di Pietro ha, con la sua consueta ed abitauale violenza , sbattuato in faccia al PD il suo fallimento e contemporaneamente - annunciando la trasformazione del proprio partito a catalizzatore dell'intera sinistra contro Berlusconi , proponendosi quindi come elemento di punta di una nuova federazione di sinistra - ha lanciato quella che chiamo " soluzione finale" sulla quale,ovviamente, porre il suo imprimatur. E' la strategia di Di Pietro fin dalla sua discesa in campo, strategia davanti alla quale la sinistra ha sempre voluto chiudere gli occhi, davanti alla quale ha sempre preferito colpevolmente " far finta di non capire" pur di ricavarne i benefici politici che sperava di ottenere. Questa strategia, che poi è quella di seguire in ignobile silenzio il Di Pietro e le sue bande di Magistrati politicizzati, ha dato alla sinistra la fallace speranza di poter eliminare Berlusconi senza bisogno di votazioni, senza necessità di creare un valido progetto politico alternativo, ma facendosi trascinare dalla più comoda , semplice strada giudiziaria. Sono quasi venti anni che cullandosi in questo sogno la sinistra ha perduto il controllo del territorio, ha perduto lo spirito politico che aveva , ha smarrito tutti i suoi valori e le sue idee - peraltro già relegate in un cantone dal crollo del Muro - andando ciecamente e speranzosamente dietro alla speranza di poter far fuori Berlusconi avvalendosi solo degli amici Magistrati , trait d'union che Di Pietro le consentiva per il suo passato da P.M. , ma dietro il corrispettivo della sua garantita discesa in politica e della sua affermazione nelle istituzioni come rappresentante della sinistra. Di Pietro ha furbescamente curato ed attuato questa sua strategia: da semplice senatore della sinistra è man mano diventato un suo fulcro, trasformandosi piano piano in un concorrente della sinistra stessa. Un concorrente che ha sempre ricattato il centrosinistra , giocando con essa come il gatto fa con il topolino, dandole l'eterna illusione della cacciata di Berlusconi sempre per via giudiziaria ( come i truffatori che si rispettino , prima la prova riuscita nel 1994 con il famoso avviso a comparire a Napoli, poi con svariate iniziative giudiziarie, dalle bombe mafiose, ai soldi della mafia, a Mills, a Ciancimino, a Noemi, a Spatuzza, a Patrizia D'Addario, alla Procura di Trani è sempre stato un fiorire continuo, un susseguirsi di nuove iniziative giudiziarie contro Berlusconi ) ed alla fine tramutandosi da concorrente a grande accusatore ed ora a freddo giustiziere del PD ed a nuova, unica guida dell'opposizione a Berlusconi. E' Di Pietro che comanda a sinistra, è lui che disegna l'ordine del giorno politico della sinistra e dei suoi giornali, è lui che da tempo ormai è il vero capo dell'opposizione e che di questa opposizione al Governo stabilisce la violenza degli attacchi, stabilisce i loro obbiettivi, stabilisce la loro intensità. Ormai come lobotomizzatia dalla speranza di una eliminazione per via giudiziaria di Berlusconi, la sinistra si è fatta imporre questa leadership da Di Pietro, non curandosi del fatto che gli argomenti utilizzati dallo stesso siano la negazione stessa del tanto invocato quanto scomparso " riformismo" socialdemocratico e democratico che avrebbe potuto e dovuto essere il salvacondotto estremo della sinistra stessa. E di questo fallimento intellettuale e storico grande responsabilità ne hanno i soliti noti, da Scalfari a Repubblica, da Santoro a Flores D'Arcais, tutti coloro, insomma, che hanno seguito ciecamente, come pifferi accecati e soggiogati dal flauto magico, solo l'antyiberlusconismo personale , un vuoto intellettuale e politico che sta portando tutto il PD alla sia estinzione, a favore del grande fascista sorgente: Di Pietro Antonio.

Ma poi, chi lo dice che Di Pietro rappresenti la sinistra? Quando mai a sinistra hanno tifato per lo Stato di Polizia se lo hanno sempre combattuto ?Quando mai a sinistra hanno creduto che una persona semplicemente " indagata" fosse per ciò stesso una persona " condannata"? Quando mai a sinistra hanno fatto la corte ai potentati economici ed intellettuali quando invece sono stati contro ogni loggia, contro ogni cammarilla? Certo, bisogna anche ricordare che tutte le satrapie, tutte le oligarchie, tutte le teocrazie sono state sempre ben viste dalla sinistra e quindi un regime "dipietresco" nel quale arroganti magistrati ineletti si arrogano violentemente il diritto di dettare le regole, politiche ed etiche, della nostra vita, ormai va bene alla sinistra, perchè la sinistra è ormai ridotta ad un inebetito seguace del guru Di Pietro, di colui che ha garantito per venti anni alla sinistra l'uccisione, lo sfascio, della persona Berlusconi, non certo del berlusconismo. Ma da tutta questa confusione, da tutta questa vacuità politica, non è stato proprio da questa mancanza di certezze , da un frainteso senso di sogno di egualitarismo marxista, che è nato , per spirito di reazione, il Fascismo? E non è Di Pietro forse null'altro che un puro fascista? Con la sua violenza, con la tirannia imposta al suo partito, con quel suo evidente rubare all'IDV volendone essere però senza ragione assolto, con il suo passato ambiguo che ha sempre premiato la propria salvaguardia e che ha sempre criminalizzato l'avversario politico, con i suoi legami con malavitosi e spie, magistrati e delinquenti, con quel suo arraffare soldi dai suoi indagati, con questo suo agire con sprezzo delle regole insomma, non è forse Di Pietro un vero fascista? Ecco dunque il vero pericolo per l'attuale democrazia: dall'insipienza e dalla cecità della sinistra, come nel 1922, dalle ceneri di un velleitario socialismo utopico, nasce la restaurazione, nasce il nuovo fascismo. Che si chiamerà in altro modo, ma che ha il capo carismatico ( Di Pietro), che ha le sue falangi ( il popolo viola), che ha il Gran Consiglio dei venticinque ( contate i fedelissimi del nuovo Duce molisano), che ha la sua iconografia ( Di Pietro che raccoglie il grano, che guida il trattore, che arresta il presunto corrotto, ma anche quello che entra in Magistratura avendo superato l'esame chissà come, che chissà come si è laureato in tre anni in giurisprudenza pur sbagliando i congiuntivi, che chissà come era in contatto con delinquenti, con spie, con mafiosi, chissà perchè chiedeva soldi ai suoi stessi indagati,ecc) . Eccolo il vero pericolo, altro che Berlusconi, altro che storie. Ma come è stato possibile, Dio santo, che un indivuo spregevole come questo Di Pietro, che non può appartenere a nessuna area democratica e la cui natura non può che fare orrore ad ogni uomo rispettoso di se stesso e degli altri, com'è possibile, dicevo, che un simile individuo sia diventato oggi, a sinistra, il Master and Commander della sinistra stessa ? A forza di inseguire , con ignobile e cieca speranza, tutte le scorciatoie giudiziarie di questi ultimi venti anni , a forza di inseguire come una invasata tutti gli istinti più bestiali , belluini e meschini di un giustizialismo becero, di un moralismo che più ipocrita e farisaico non si può , a furia di seguire e di di farsi dettare agende politiche da vati falliti , da politici falliti, da scribi di editori svizzeri , da imprenditori vissuti alle spalle dello Stato più " predatori" e " mantenuti" che altro, oppure da ragazzine, da fotografi delinquenziali, da puttane incallite , da trans drogate, da Magistrati infedeli , invece di avere il coraggio e la capacità di camminare sulla strada maestra di una politica riformista , la sinistra ha perduto la propria anima, ha svenduto la propria immagine, ha rinnegato la sua storia. Ma cos'è rimasto di questo PD dal momento che hanno perso tutto quel che potevano perdere? Ma che cosa hanno fatto dunque i Veltroni, i Franceschini, i Bersani? Hanno perso i Marini , i Fioroni, i Debenedetti, i Calderola, hanno perso i De Mita, hanno perso le Binetti, hanno perso la vecchia DC di sinistra che era una componente che conferiva al vecchio PCI un minimo di presentabilità e di modernità, stanno bruciando sull' altare pagano della menzogna i vari Letta e Latorre, hanno perso Rutelli. Cosa resta nel PD, ormai, se non quel vecchio, consunto, inutile ,vergognoso arnese , superato dalla storia, del vecchio PCI ? E tutto questo, non mi stanco di dirlo, è un grave, grave , grave pericolo per la nostra democrazia

Gaetano Immè

giovedì 1 aprile 2010

E' la solita storia

Certo, sono quarantanove bei nomi, la creme dell'artistocrazia di sinistra, sono tutti " scrannati "
in Senato, rappresentano l'intellighenzia marxista , sono i soliti lamentosi piagnoni, sono incapaci di "leggere" il Paese e se la prendono con Bersani! Vero che pure lui ci ha messo e molto di suo! Ma come è possibile che un Segretario di un PD, davanti ad una simile sconfitta, dica: "Abbiamo perso per colpa di Beppe Grillo, visto che i voti della Lega sono contro Berlusconi"! Ma che c'entra Grillo e che c'entra la Lega! Puro stile soviet.


E' successo con Veltroni, è successo con Franceschini ed ora tocca a Bersani. Non è vero che repetita juvant perchè questa storia della caccia alla testa del Segretario ogni volta che il PD perde le elezioni sa di rito stantio, odora di similcomunismo. Innanzi tutto c'è da porsi una domanda propedeutica: scusate, ma che cosa fa un Segretario se non applicare nei fatti concreti di ogni giorno la linea politica proprosta al Congresso ed accettata , con la sua nomina, dalla base? Dunque siccome Bersani ha applicato quella politica che aveva proposto al Congresso che lo ha eletto, perchè oggi questa caccia a Bersani?Ricordo perfettamente, come fosse ieri, le parole e le idee di Bersani , sei mesi fa: semplicemente un " no" generalizzato ad ogni iniziativa governativa, un'opposizione non di tipo ridicolmente similresistenziale di Franceschini, ma una conferma di acriticità e di compiacenza verso una Magistratura trasbordante e politicizzata - per non cedere passo ad una IDV scatenata sul similgiustizialismo forcaiolo - un'opposizione senza se e senza ma alla revisione del processo breve, idem per ogni Lodo, insomma una politica che non impone alla maggioranza un'agenda sui problemi del Paese, ma una politica semplicemente oppositiva, senza alcuna fuga a destra verso un cenno di riformismo, una politica basata pervicacemente su un antiberlusconismo viscerale ed improduttivo, indotto anche dalla temibile ed incombente presenza a sinistra di un'IDV pronta a raccogliere ogni occasione di cenno riformista per accaparrarsi, anzi per fagocitarsi, quanto il PD è costretto a perdere per strada. Questa lotta piazzaiola , viscerale, contro un uomo piuttosto che contro un progetto politico è esplosa poi nelle non dimenticate manifestazioni ( NO B Day, Viola, ecc) che hanno segnato la perfetta applicazione della politica del PD e che ha eletto Bersani. Non ricordo poi di aver udito altra voce che portasse un contributo di dissenso questa linea in questi sei mesi. Devo anche dire che al di là dell'ormai impresentabile ed imbarazzante Rosy Bindi, nel PD la vecchia guardia comunista del PCI ha trovato l'incoscenza di far fuori tutti gli utili idioti utilizzati ( Prodi, Veltroni, Franceschini ), ha perso Rutelli ed il suo movimento, ha fatto fuori in puro stile sovit gente come De Mita, come Fioroni, come Marini e la corrente di pura provenienza comunista ( D'Alema, Bersani, Finocchiaro, ecc) ha pensato di metterci pure la faccia di uno dei suoi vecchi "comunisti": ecco dunque il Bersani e tutta la politica d'antan del PD degli ultimi anni. Ormai il PD è il vecchio PCI: non ha anima laica, ma laicista ed antclericale tale da far fuggire non solo la Binetti ma anche Rutelli ed altri; è come una zattera nei marosi, poco importa chi la guida perchè è in mano ad ogni onda. Ma come: da venti anni nessun post comunista è mai stato eletto dal popolo italiano - se è per questo neanche prima -, le poche volte che hanno governato lo hanno potuto fare solo grazie alla faccia presentabile di ex democristiani ( Vedi Prodi, vedi Ciampi, vedi Dini ) o di ex socialisti ( Amato) e adesso sono talmente incauti da buttare a mare tutta la barca dei presentabili e addirittura mettono un Bersani a capo del PD? La fuga dall'Alcatrz del PD è un fatto ormai scontato: dunque il PD è praticamente senza una propria linea politica ed ostaggio a sinistra dell'incombente e famelico Di Pietro. E dunque, torniamo a bomba. Basta cambiare Segretario per sistemare questo sfracello o è la solita ritrita fanfaronata appariscente e nulla più per satollare la facile pancia di un elettorato che ha da venti anni dato prove ripetute ed incontrovertibili di volere solo ed unicamente l'applicazione pedissequa dell'antiberlusconismo? Basta avvicinare gli elettori del PD per rendersi conto di questa amara verità: se ascoltano un telegiornale quando un Berlusconi parla di un progetto, urlano contro l'uomo ogni sorta di schifezza ma non espongono un progetto sostitutivo ed alternativo a quello. Dunque teniamoci pronti ad un altro show del PD: processo in direttissima, puro stile sovietico, del capro espiatorio di turno. Via Bersani. Come se mandato via Bersani, cambiasse il PD. Anche un bambino capisce che che è il PD che va cambiato, non solo Bersani; è il PD che dovrebbe maturare, che dovrebbe sforzarsi di capire l'Italia di oggi, diciamo l'Italia della Seconda Repubblica ( se non della Terza), l'Italia che ha votato copiosamente la Lega vedendo in essa un partito nuovo e legittimo, un partito che è legato al suo popolo e non alle elite dei potentati come da tempo fa il PD;è sempre il PD che deve accettare l'Italia e gli italiani di oggi, che sono stati sbeffeggiati, derisi, offesi, insultati dalla grande stampa e dai grandi soloni di sinistra ( leggi Zagrebelsky, leggi Sartori, leggi Scalfari, leggi Mauro, leggi Saviano, leggi Santoro,leggi Micromega, leggi Floris, leggi Dandini, leggi Lerner, leggi Fazio ) , trattati come poveri idioti ed imbecilli, come popolo bue da guidare perchè lobotomizzato dalle Tv di Berlusconi e che oggi hanno invece dimostrato di essere uomini e donne liberi, uomini e donne capaci, responsabili, aggiornati e che si sono tenuti ben bene stretto il diritto di voto senza premiare chi, Magistratura politicizzata in testa e PD di ruota, avrebbe ed ha fatto carte, anche false , pur di strapparglielo dalle mani; è il PD cheè rimasto ai tempi di Ceccho e di Nina, quando Roma aveva neanche settecentomilas abitanti ed il PCI era il primo partito della Capitale; è il PD che deve smetterla di volere imporre, con la sua saccenteria rivoltante, la propria idea alla gente, assegnando patenti di indegnità e di imbecillità a chi dissente; è il PD che è fuori dalla storia d'Italia. Il suo posto è molto a rischio: gurdate bene i risultati delle recenti votazioni e riflettete. In Emilia-Romagna, dove una volta il PD poteva contare su consensi più che bulgari direi proprio sovietici o staliniani, oggi quell'unanimismo si è ridotto ad un misero 41%; insomma anche nel suo " regno" - altro che califfato, signori saccentoni dei miei stivali - il PD trema: Grillo, un comico, ha preso quanto l'Imbroglione, ma il PDL ha preso il 25%, la Lega il 14%. La loro saccenteria, il loro altezzoso disprezzo per il popolo è oggi, per colpa di evidente dispetto , ancora più viscerale e meschino. Leggere Sartori, leggere la Bresso, leggere la Ravera, leggere Michele Serra, leggere Flores D'Arcais è emblematico dello stato mentale dei guru della sinistra. La Bresso, livorosa per la batosta subita, che è una Mercedes mica una Cinquecento, un fior di democratica, nonchè una professoressa, in preda ad una seria crisi di nervi, sbotta pubblicamente con un "i leghisti sono tutti xenofobi e razzisti. I piemontesi pagheranno per questa loro ribellione". Traduzione: la colpa è degli imbecilli che hanno votato Lega. Fior di pensiero democratico! Michele Serra invece si limita ad essere un razzista doc: la sinistra è delle città ( che sono perbene, ricche, pensanti, colte, con abiti firmati, sdove si lavano due volte al giorno, ecc) mentre il centrodestra è contadino, bifolco, rozzo, puzza di sudore e di terra, ignorante, si lava si e no una volta a settimana, non porta abiti firmati, ecc): insomma quelli che votano centrodestra sono semplicemente degli zoticoni imbecilli. Bel democratico, uno che sbandiera sempre ed a sproposito che " tutti siamo uguali"! Flores D'Arcais , livido di ira repressa, fa una delle poche cose che gli riescono bene: le liste di proscrizione, l'elenco di chi deve essere ucciso. Come fece con Calabresi. E, come nei gialli che si rispettino, ne restò uno solo di " vero democratico": lui stesso. Sartori con la Marchesina Borromeo, discettano, fra un brut ed uno scampagnino su Il Fatto che queste elezioni hanno incoronato la Lega e spinto il PDL dal Nord leghista al Sud malavitoso e quindi nelle braccia della sua grande madre, la mafia. Vorrei sentire cosa ne pensano a tale proposito i siciliani, i calabresi, i meridionali tutti, trattati da questi fior di democratici altezzosi come pezze da piedi , come delinquenti abituali . Veramente un bel rispetto democratico, complimenti Professore!

Gaetano Immè