Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 5 aprile 2010

Ecco la prossima Marcia su Roma

E' normale, secondo voi, che il Segretario del PD, avendo perso con ignominia la bellezza di quattro Regioni su sette ( Lazio, Piemonte, Campania, Calabria ), avendo perso disastrosamente anche tre Province ( compresa L'Aquila, quella delle carriole !) su quattro, vedendo 48 milioni di italiani oggi governati dal centrodestra e solo 12 milioni dal centrosinistra, vedendo un Vendola assicurarsi la Puglia solo grazie ad una incomprensibile Poli Bortone, è normale, dicevo, che questo Segretario dica che questa " non è una sconfitta "? E se non è una sconfitta, allora cosa è? E' un pareggio? E' una vittoria? E perchè Bersani si trincea dietro le sole parole " non è una sconfitta"? Perchè la verità, alle anime dei comunisti, ha sempre fatto molta ma molta paura. Un crollo senza fine quello del PD negli ultimi due anni : un Governo, il Prodi II, eletto solo grazie al " premio di maggioranza " estirpato ed accaparrato per soli 24.000 voti, distrutto dopo diciotto mesi dalla propria incapacità a governare, la Sardegna e l'Abruzzo perse clamorosamente, perdute senza alcun attenuante le elezioni politiche, persa la faccia con gli scandali Delbono, Tedesco, Bassolino, Balducci e cricca di sinistra per Roma e per Firenze e fermiamoci qui. Fuggono dal PD ormai tutti: Zingaretti, Letta, Chiamparino, l'ex idolo Soru, Illy. In realtà il PD è ormai quasi sparito dalle Regioni del Nord, ha tenuto - pur perdendo molti voti - in quelle centrali , da sempre regno del PCI, ed è calato anche nelle Regioni del Sud. Mentre tutti nel PD , Bersani come dicevo per primo , per passare poi a Letta e ad una ridicola Bindi, hanno cercato di illudere il proprio popolo sostenendo la tesi della " non sconfitta", non stupisce che sia stato il solo Di Pietro a riportare brutalmente tutti con i piedi per terra. In sostanza Di Pietro ha, con la sua consueta ed abitauale violenza , sbattuato in faccia al PD il suo fallimento e contemporaneamente - annunciando la trasformazione del proprio partito a catalizzatore dell'intera sinistra contro Berlusconi , proponendosi quindi come elemento di punta di una nuova federazione di sinistra - ha lanciato quella che chiamo " soluzione finale" sulla quale,ovviamente, porre il suo imprimatur. E' la strategia di Di Pietro fin dalla sua discesa in campo, strategia davanti alla quale la sinistra ha sempre voluto chiudere gli occhi, davanti alla quale ha sempre preferito colpevolmente " far finta di non capire" pur di ricavarne i benefici politici che sperava di ottenere. Questa strategia, che poi è quella di seguire in ignobile silenzio il Di Pietro e le sue bande di Magistrati politicizzati, ha dato alla sinistra la fallace speranza di poter eliminare Berlusconi senza bisogno di votazioni, senza necessità di creare un valido progetto politico alternativo, ma facendosi trascinare dalla più comoda , semplice strada giudiziaria. Sono quasi venti anni che cullandosi in questo sogno la sinistra ha perduto il controllo del territorio, ha perduto lo spirito politico che aveva , ha smarrito tutti i suoi valori e le sue idee - peraltro già relegate in un cantone dal crollo del Muro - andando ciecamente e speranzosamente dietro alla speranza di poter far fuori Berlusconi avvalendosi solo degli amici Magistrati , trait d'union che Di Pietro le consentiva per il suo passato da P.M. , ma dietro il corrispettivo della sua garantita discesa in politica e della sua affermazione nelle istituzioni come rappresentante della sinistra. Di Pietro ha furbescamente curato ed attuato questa sua strategia: da semplice senatore della sinistra è man mano diventato un suo fulcro, trasformandosi piano piano in un concorrente della sinistra stessa. Un concorrente che ha sempre ricattato il centrosinistra , giocando con essa come il gatto fa con il topolino, dandole l'eterna illusione della cacciata di Berlusconi sempre per via giudiziaria ( come i truffatori che si rispettino , prima la prova riuscita nel 1994 con il famoso avviso a comparire a Napoli, poi con svariate iniziative giudiziarie, dalle bombe mafiose, ai soldi della mafia, a Mills, a Ciancimino, a Noemi, a Spatuzza, a Patrizia D'Addario, alla Procura di Trani è sempre stato un fiorire continuo, un susseguirsi di nuove iniziative giudiziarie contro Berlusconi ) ed alla fine tramutandosi da concorrente a grande accusatore ed ora a freddo giustiziere del PD ed a nuova, unica guida dell'opposizione a Berlusconi. E' Di Pietro che comanda a sinistra, è lui che disegna l'ordine del giorno politico della sinistra e dei suoi giornali, è lui che da tempo ormai è il vero capo dell'opposizione e che di questa opposizione al Governo stabilisce la violenza degli attacchi, stabilisce i loro obbiettivi, stabilisce la loro intensità. Ormai come lobotomizzatia dalla speranza di una eliminazione per via giudiziaria di Berlusconi, la sinistra si è fatta imporre questa leadership da Di Pietro, non curandosi del fatto che gli argomenti utilizzati dallo stesso siano la negazione stessa del tanto invocato quanto scomparso " riformismo" socialdemocratico e democratico che avrebbe potuto e dovuto essere il salvacondotto estremo della sinistra stessa. E di questo fallimento intellettuale e storico grande responsabilità ne hanno i soliti noti, da Scalfari a Repubblica, da Santoro a Flores D'Arcais, tutti coloro, insomma, che hanno seguito ciecamente, come pifferi accecati e soggiogati dal flauto magico, solo l'antyiberlusconismo personale , un vuoto intellettuale e politico che sta portando tutto il PD alla sia estinzione, a favore del grande fascista sorgente: Di Pietro Antonio.

Ma poi, chi lo dice che Di Pietro rappresenti la sinistra? Quando mai a sinistra hanno tifato per lo Stato di Polizia se lo hanno sempre combattuto ?Quando mai a sinistra hanno creduto che una persona semplicemente " indagata" fosse per ciò stesso una persona " condannata"? Quando mai a sinistra hanno fatto la corte ai potentati economici ed intellettuali quando invece sono stati contro ogni loggia, contro ogni cammarilla? Certo, bisogna anche ricordare che tutte le satrapie, tutte le oligarchie, tutte le teocrazie sono state sempre ben viste dalla sinistra e quindi un regime "dipietresco" nel quale arroganti magistrati ineletti si arrogano violentemente il diritto di dettare le regole, politiche ed etiche, della nostra vita, ormai va bene alla sinistra, perchè la sinistra è ormai ridotta ad un inebetito seguace del guru Di Pietro, di colui che ha garantito per venti anni alla sinistra l'uccisione, lo sfascio, della persona Berlusconi, non certo del berlusconismo. Ma da tutta questa confusione, da tutta questa vacuità politica, non è stato proprio da questa mancanza di certezze , da un frainteso senso di sogno di egualitarismo marxista, che è nato , per spirito di reazione, il Fascismo? E non è Di Pietro forse null'altro che un puro fascista? Con la sua violenza, con la tirannia imposta al suo partito, con quel suo evidente rubare all'IDV volendone essere però senza ragione assolto, con il suo passato ambiguo che ha sempre premiato la propria salvaguardia e che ha sempre criminalizzato l'avversario politico, con i suoi legami con malavitosi e spie, magistrati e delinquenti, con quel suo arraffare soldi dai suoi indagati, con questo suo agire con sprezzo delle regole insomma, non è forse Di Pietro un vero fascista? Ecco dunque il vero pericolo per l'attuale democrazia: dall'insipienza e dalla cecità della sinistra, come nel 1922, dalle ceneri di un velleitario socialismo utopico, nasce la restaurazione, nasce il nuovo fascismo. Che si chiamerà in altro modo, ma che ha il capo carismatico ( Di Pietro), che ha le sue falangi ( il popolo viola), che ha il Gran Consiglio dei venticinque ( contate i fedelissimi del nuovo Duce molisano), che ha la sua iconografia ( Di Pietro che raccoglie il grano, che guida il trattore, che arresta il presunto corrotto, ma anche quello che entra in Magistratura avendo superato l'esame chissà come, che chissà come si è laureato in tre anni in giurisprudenza pur sbagliando i congiuntivi, che chissà come era in contatto con delinquenti, con spie, con mafiosi, chissà perchè chiedeva soldi ai suoi stessi indagati,ecc) . Eccolo il vero pericolo, altro che Berlusconi, altro che storie. Ma come è stato possibile, Dio santo, che un indivuo spregevole come questo Di Pietro, che non può appartenere a nessuna area democratica e la cui natura non può che fare orrore ad ogni uomo rispettoso di se stesso e degli altri, com'è possibile, dicevo, che un simile individuo sia diventato oggi, a sinistra, il Master and Commander della sinistra stessa ? A forza di inseguire , con ignobile e cieca speranza, tutte le scorciatoie giudiziarie di questi ultimi venti anni , a forza di inseguire come una invasata tutti gli istinti più bestiali , belluini e meschini di un giustizialismo becero, di un moralismo che più ipocrita e farisaico non si può , a furia di seguire e di di farsi dettare agende politiche da vati falliti , da politici falliti, da scribi di editori svizzeri , da imprenditori vissuti alle spalle dello Stato più " predatori" e " mantenuti" che altro, oppure da ragazzine, da fotografi delinquenziali, da puttane incallite , da trans drogate, da Magistrati infedeli , invece di avere il coraggio e la capacità di camminare sulla strada maestra di una politica riformista , la sinistra ha perduto la propria anima, ha svenduto la propria immagine, ha rinnegato la sua storia. Ma cos'è rimasto di questo PD dal momento che hanno perso tutto quel che potevano perdere? Ma che cosa hanno fatto dunque i Veltroni, i Franceschini, i Bersani? Hanno perso i Marini , i Fioroni, i Debenedetti, i Calderola, hanno perso i De Mita, hanno perso le Binetti, hanno perso la vecchia DC di sinistra che era una componente che conferiva al vecchio PCI un minimo di presentabilità e di modernità, stanno bruciando sull' altare pagano della menzogna i vari Letta e Latorre, hanno perso Rutelli. Cosa resta nel PD, ormai, se non quel vecchio, consunto, inutile ,vergognoso arnese , superato dalla storia, del vecchio PCI ? E tutto questo, non mi stanco di dirlo, è un grave, grave , grave pericolo per la nostra democrazia

Gaetano Immè

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