Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 6 aprile 2010

Non è il momento migliore, perchè si sta lavorando per una stagione di riforme, cercando di avere al tavolo anche l'opposizione, ma come si fa a tacere davanti all'ultima sortita , fuori del vaso, del " loro" Presidente della Repubblica ? Siamo timidamente uscendo dalla crisi mondiale, stiamo rivedendo un po' di speranza e - Fondo monetario Europeo, per primo - gli osservatori economici ci dicono che in Italia non riusciremo a cogliere tutte le opportunità che ci passerranno sotto il naso a causa della troppa " rigidità" del nostro sistema, finanziario, bancario del lavoro e giudiziario . Storia risaputa: noi cresciamo meno di quanto crescano tutti gli altri, noi possiamo approfittare di meno delle occasioni che ci si presentano perchè troppo vincolati dalle legislazioni vigenti, specie quella sul lavoro. Insomma è sotto gli occhi di tutti che nei momenti nei quali la ripresa internazionale ci potrebbe trascinare, noi arranchiamo appresso all'opportunità che ci sfugge sotto il naso , a causa della rigidità della legislazione sul lavoro ed il Paese si impoverisce rispetto a tutti gli altri. Non è una novità, ma è cosa risaputa. Da decenni. Anzi da quaranta anni. Lo sanno tutti , i Sindacati, i politici, gli economisti, gli intellettuali, la gente comune che in Italia c'è un sepolcro imbiancato, un totem, una trappola che sembra proteggere i lavoratori ma che invece li sotterra, li inchioda alla povertà, li ingabbia, li crocifigge . E' lo " Statuto dei lavoratori " e non solo con il suo articolo 18, quello che non consente alcun licenziamento se non " per giusta causa", ma anche per l'assurda legislazione punitiva che impone alle aziende, costringendole ad essere tutte " piccole" imprese per non superare un tot di dipendenti. Insomma, sono decenni e decenni che si dibatte questo problema, che questa legislazione viene messa sul banco degli accusati perchè ingessa il Paese, perchè lo costringe ad avere un assetto produttivo aziendale affetto da congenito " nanismo" che ci penalizza sul mercato internazionale . Come si può dimenticare la battaglia contro una applicazione temporalmente ridotta dell'articolo 18 proposta dal Governo Berlusconi I contro il quale i Sindacati organizzarono manifestazioni oceaniche ( sopra tutto di pensionati in verità) sventolando, in pura mala fede, la bandiera della " necessità della protezione del lavoratore"? In poche parole: la politica ( il famigerato consociativismo fra la DC ed il PCI) degli ultimi trenta anni del secolo scorso aveva portato allo Statuto dei Lavoratori , cancellando molto spazio alla libertà del sistema produttivo e, sopratutto, annullando la sua competitività sui mercati internazionali.



TUTELE O GABBIE ?

Dicono: lo Statuto, in particolare l'articolo 18, è una tutela per il lavoratore che, se viene licenziato " senza" giusta causa può rivolgersi al Tribunale del Lavoro ed essere reintegrato nel posto. Domanda: la diminuzione della produzione dell'impresa sul mercato è " giusta causa"? No! E allora? Allora decidete se è " tutela" il fatto che il Tribunale di Lavoro, a cui si rivolge un lavoratore licenziato senza giusta causa, impiega:
A. una media di tre anni per la decisione di primo grado;
B. una media di altri due anni per la decisione di secondo grado;
C. una media di altri due anni per la decisione defintiva ?
Che succede nel frattempo? E' " tutela" una Cassa integrazione di un anno davanti ad un periodo senza lavoro così lungo, grazie ad una incivile Magistratura ? E l'impresa? L'impresa in Italia non è libera di adattare le proprie risorse umane alle richieste di mercato. Quindi è sempre soccombente sul mercato. Un bel capolavoro. E' " tutela" del lavoratore il fatto che come " reazione" quasi naturale del mercato del lavoro stesso , si sono venute a creare varie fattispecie nate per dissimulare un rapporto di lavoro? In altre parole, mi spiegate se è " tutela" del lavoratore obbligare tanti poveri cristi ad assumere ruoli da professionisti o collaboratori per avere un lavoro ? Sapete che il numero delle partite iva è decuplicato con la crisi? E' dunque " tutela" del lavoratore quello di prendere a calci nel sedere suo figlio co.co.co. o un nipote con contratto da precario ? O non è piuttosto una grande , ipocrita menzogna , avallata e voluta da una legislazione ottusa e cieca davanti alle esigenze del mercato? Dunque il Presidente. Napolitano ha voluto rispedire al mittente l'innovazione della previsione dell'arbitrato volontario come alternativa all'articolo 18. In mancanza, dunque, di accordo volontario, l'articolo 18 è nel suo pieno vigore. Con un accordo volontario invece , la rigidità dell'articolo 18 verrebbe ammorbidita ( non certo cancellata) dal ricorso - per risolvere eventuali controversie - ad un arbitrato anzichè ad una lumachesca Magistratura. E siccome come il lupo non perde il pelo, così Napolitano non perde il vizio, ecco che il Presidente non solo rinvia la legge al Parlamento ma nello spiegare questa sua decisione prende anche una posizione " politica" che il ruolo non gli consente. Non è forse " posizione politica" affermare che " la legge comprende vari aspetti ed argomenti"? Da quando in qua un Presidente della Repubblica si sente in diritto di entrare nel merito degli argomenti trattati da una Legge ? Non è questo un compito esclusivo del Parlamento? In realtà siamo davanti ad una vera e propria operazione politica , ad un inchino tutto a sinistra, per consentire a Napolitano la benevolenza dei suoi grandi elettori che si erano da lui sentiti traditi dalla sua firma sul decreto salvaliste. Pragmaticamente ritengo che sia conveniente fsimulare di tener presente i funambolici e politici rilievi del Quirinale sull'articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, incassando come corrispettivo il via libera al legittimo impedimento. Aspetto pragmatico ma non corretto. Fare "politica " dal Colle anzichè fare il " garante" del Paese, per compiacere chi ha mandato Napolitano sullo stesso Colle non è puro tornaconto ed infingimento. Spiace che Napolitano sia rimasto ancora a spacciare per " tutela" del lavoratore quello che invece è, oggi, una vera e propria " prigione" per il lavoratore stesso.

A proposito di correttezza e di trasparenza in RAI, mentre tutti gridano allo scandalo, all'epurazione per la Busi che sostiene di avere il diritto di " esprimersi" ( e perchè, visto che ha firmato un lauto contratto con la RAI in cui le è vietato " esprimersi" come vuole Lei, e perchè, dicevo, se vuole proprio esprimersi, la Signora lettrice - non giornalista, solo lettrice - non fa l'unico passo onesto possibile e si dimette dalla RAI e dallo stipendio?), solo perchè un Direttore dirige un TG , parlo di Minzolini,perchè passa del tutto inosservato quello che sta combinando Bianca Berlinguer su RAI Tre ? Infatti. Al TG3 sta per arrivare, democraticamente s'intende, il marito della Busi. Rigorosamente senza alcun esame o per meriti. Complimenti ! Sopratutto agfli imbecilli che ancora difendono RAI Tre. Ma dome dar loro torto? Come ha insegnato il martire Santoro: RAI, stipendione, terrazza arredata , aria da finto martire , chiagne e fotti.

Dopo essersi sentiti raccontare dai propri inviati in Italia da sedici anni che il popolo italiano detesta la Lega Nord perchè diceva " ce l'ho duro", odia Berlusconi perchè è un dittatore, cosa pensaranno i lettori di The Guardian ( The Guardon ), Liberation, The Economist, N.Y.T. ecc dopo queste votazioni? Che i loro corrispondenti frequentano le terrazze e le cene sbagliate. O che i prosecchi serviti sono adulterati.


Campogalliano. Dua carabinieri avevano cercato di fermare due spacciatori a Modena. I quali a hanno sfondato con l'auto il posto di blocco tentando di investire i carabinieri. I militi hanno sparato ed uno spacciatore è morto. Risultato: il milite accusato di omicidio volontario. Prima di tutto....E dicono che non è un eccesso di ingiustizia....

Gaetano Immè

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