Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 27 maggio 2010

Ancora sulle intercettazioni


Ho già detto che questa futura Legge non mi piace e che la trovo una vera debacle del centrodestra, perchè per introdurre elementi liberali all'interno di una società oltremodo statalizzata come la nostra serve ben altro, non certo una legge come questa.


Negli ultimi anni abbiamo letto sui giornali testi interminabili di intercettazioni telefoniche, come si usava con i vecchi romanzi di appendice per servette ( mitico il Grand Hotel,) cioè a puntate. Ci sono stati , dunque, infiniti esempi di persone che sono state svergognate pubblicamente e che poi sono risultate del tutto estranee a quanto pubblicato. E' forse questo ci ha consentito di avere nel Paese piu' Giustizia e piu' sicurezza? Neanche per sogno. I becchini professionisti , i papponi che vivono e prosperano sfruttando, anzichè le puttane per la strada ( ci vuole troppo fegato ) , il guardonismo becero dei moralisti d'accatto , stanno riempiendo i giornali con foglietti gialli ( che siano veri e propri pizzini mafiosi ?) con scritte idiote, quali " senza le intercettazioni non avremmo scoperto questi reati". Ma sono i soliti cialtroni , perchè parlano di casi nei quali , dopo indagini prolungate, c'è stata archiviazione di tutto, oppure di casi nei quali non c'è stato uno straccio di sentenza definitiva. Ma si leggono parole roboanti che colpiscono i poveri di mente , educati a pensare come vuole il giornale ( ma ve lo ricordate il mitico " Compagno, l'Unità non lo dice"? o ve lo siete scordato?) quali " bavaglio" , quali " libertà di stampa" e menate del genere. Un mondo capovolto. Un giornalismo zerbino delle Procure e di Magistrati politicamente militanti ed ideologizzati, contrabbanda per " libertà di informazione" la possibilità di pubblicare dei semplici "sentito dire " o semplici ipotesi di accuse : a questa specie di giornalismo miserabile, servo di uno o piu' padroni, non manca la libertà di stampa , manca del tutto la minima dignità personale e professionale. Gentaglia tipo Santoro, tipo De Gregorio, tipo Travaglio, tipo D'Avanzo, tipo Gomez, tipo Dandini, per intenderci, che si è creato un impero sputtanando gli altri senza alcun contraddittorio, oggi protesta ( vedi Santoro, per esempio) per le troppe notizie apparse sui giornali sui rapporti RAI/Santoro che costituirebbero, secondo lo sputtanatore senza contraddittorio, una " violazione della riservatezza contrattuale". Da minculpop sovietico! Questa gentucola protesta non perchè abbia a cuore la libertà di stampa ( che non c'entra nulla) ma semplicemente perchè con una regolamentazione qualunque, questa o altra, per loro è finita la pacchia. Addio serate in TV, addio serate a teatro a concionare ed a raccontare cialtronerie, addio articolesse da prima pagina! A questa gente, in un Paese serio, toccherebbe veramente andare a lavorare, ma sul serio !

" CON QUESTO BAVAGLIO! CERCATEVE UN LAVORO, SANTORO E TRAVAGLIO!"

Un giornalismo serio non dovrebbe avere come massima aspirazione la " scopiazzatura di carte di Procura" , ma dovrebbe aspirare ad essere lui l'inventore, il motore che mette in moto inchieste serie. Do you remeber Watergate, please? Nei Paesi seri le registrazioni le fanno le polizie su coloro che sono ritenuti pericolosi e solo quando emergano concrete prove si arriva al Giudice, altrimenti si butta tutto e nessuno lo verrà mai a sapere. Invece da noi si fa proprio il contrario e i Magistrati non sono i garanti del cittadino, ma sono i suoi accusatori, i suoi indagatori, i suoi spioni , i suoi intercettatori anche senza lo straccio di un indizio o di una prova. E quando hanno finito, depositano il tutto. E tutto ciò che è depositato - ed anche questa è una follia tutta italiana che nessuno pensa minimamente di cancellare - è anche pubblico e quindi pubblicabile. E' dunque il Magistrato l'anomalia italiana, perchè il Magistrato sa qual'è il momento giusto per far fuoriuscire una notizia, sa quale quale pagina delle intercettazioni far pubblicare, ha sempre il suo servetto-giornalista in attesa dietro la sua porta , scelto fra i tanti scribi in circolazione ( com'è a tutti arcinoto a tale proposito, il Principe degli scribi debenedettiani , il D'Avanzo esperto sputtanatore di vite di avversari politici ed economici di Carlo De Benedetti su Repubblica, aveva rapporti non solo preferenziali ma addirittura piu' che amichevoli con la Ilda Boccassini ai tempi di Mani Pulite..!)


Se non si stabilisce anche che le intercettazioni non costituiscono prove e che quindi non devono essere depositate , si parla a vanvera. Scusate, ma voi avete forse contezza di un Magistrato che abbia mai condannato un collega per la fuga di notizie? Altra corbelleria, altra cialtroneria è dire che le notizie si possono pubblicare solo al momento dell'udienza preliminare. L'inciviltà della Giustizia Italiana, la vera anomalia di questo Paese ,sta proprio nella lunare ed incivile, siderale distanza temporale fra il rinvio a giudizio da quello in cui l'imputato viene definitivamernte condannato o assolto. Bastano gli esempi di Andreotti, di Mannino, di Formica , di Enzo Tortora e di tantissimi altri? Da ridere poi l'uscita del Sottosegretario statunitense alla Giustizia, il quale dovrebbe farsi i cavoletti propri e sopra tutto dovrebbe documentarsi prima di aprire bocca e dargli fiato. Ricordo a questo Signore , fra le tante, tre sole cose . Prima: l'ultima volta che , per mezzo delle intercettazioni, è stato catturato in Italia un presunto terrorista islamico poi consegnato agli americani, i nostri agenti hanno rimediato un bel calcio in bocca, un bel processo per rapimento. Seconda: vi siete già dimenticati delle miserabili porcherie che gli americani - Hyllary Clinton in primis - hanno vomitato sulla Giustizia Italiana a proposito del processo di Perugia , dove un'americana è stata condannata per l'omicidio dell'amica inglese? Una condanna, hanno ripetutamente scritto gli americani, decisa dalla Magistratura italiana senza uno straccio di prova. Terzo: dice niente, saccentoni americani, vi rammenta qualcosa il nome Cermis? Perciò, tappatevi quella boccaccia . Che brutta abitudine guardare le pagliuzze negli occhi degli altri non facendo caso alle travi nei propri!!!


E' tutta la Giustizia che va rifatta da capo a piedi, non questa inutile , becera, illiberale leggina che non serve a nulla. Se non si inchiodano alle loro responsabilità i singoli Magistrati non si va da nessuna parte. Si ha solo la possibilità di osservare quella massa melensa e disgustosa degli " sputtanatori professionali" ( un vero esercito in RAI e nei giornali) che ti scassano i maroni con le giugulatorie sulla libertà di stampa, sul bavaglio e su castronerie e cialtronerie del genere.


Comunque, vanno capiti questi " prefichi": ma se davvero passasse questa Legge, addio comparsate televisive, addio serate teatrali, addio ad Annizero, addio a Ballarò, addio a Parla con me, addio a Fatto quotidiano, addio libri pubblicati ! La verità è che le intercettazioni selvagge così come sono portano ai soli noti un sacco di soldi. Senza la pubblicazione delle intercettazioni pensate al crollo che avrebbero avuto le vendite di Repubblica, Il Fatto, Il Corriere, ecc. . Se alcuni anche autorevoli giornalisti si sono schierati contro queste norme non è in nome della " libertà di stampa", che non c'entra niente, ma solo perchè temono basse tirature dei loro gazzettini delle portiere pettegole con conseguente crollo dei loro lauti compensi , altro che storie. Raccontano corbellerie e cialtronerie, come nel caso dele intercettazioni negli altri Paesi. Ma vadano a studiare veramente quel che succede negli altri Paesi invece di sparare balle stratosferiche! Si aggiornino sulla legislazione in materia che vige in Germani, in Francia, i n Spagna e negli USA, tanto per limitarci a pochi ma eclatanti esempi. Non guardino solo lo Zambia o il Gabonmo Cuba o il Nord Corea. Se passase una legge su questo, qualunque Legge, l'esercito degli sputtanatori senza contraddittorio ( riedizione di Santa Inquisizione papalina, anni di secoli bui , riedizione di vita sovietixco marxista), elenco lunghissimo, dovràebbe cercarsi un vero lavoro. E con i tempi che corrono.......





Incredibile!!!Ancora esiste Suor Giovanna Melandri !!!!!



Pare impensabile, eppur si muove ancora . Non per ballare a Malindi, nella schifosa villa di quello squalaccio di Flavio Briatore, sotto la luna africana che tanto le piaceva e che faceva tanto trandy! Non più per urlare contro il maschilismo che riduceva la donna ad oggetto di bramosia maschile ingorda e malefica! Non più per rivendicare la libertà delle donne di gestire il proprio corpo come meglio credono, vestito o nudo che sia e che il maschio spari al vento il suo testosterone miserabile, no! Non per le battaglie contro i falsi moralisti ecclesiali o laici che volevano la donna coperta, anzi " allineata e coperta", del tipo " Carmela, occhi bassi e camicetta serrata alla gonna!", no! Non per sguainare la sua sciabola democratica contro lo sfruttamento delle foto pornografiche che riducono la donna a simbolo erotico e l'uomo in cenere,? No! Un bel dietrofront, ed ecco la Melandri nostra, sempre gagliarda e tosta, in edizione vestale, Suor Giovanna, tipo " la pippa e la canna", diventata simbolo di oratorio, simbolo di castità, simbolo di astinenza, insomma tutto il contrario di quello che ha detto, fatto, praticato, concionato, smanazzato per tutta la sua precedente vita laica. La Melandrona rediviva , da moralista dell'ultima ora - ma a giorni alterni - ora vuole meno cosce , culi e seni nudi in TV. Altro che conversione dell'Innominato! Quì siamo ben " oltre".



Per non dimenticare mai



Per non dimenticare mai chi sono gli ex comunisti, anche se post , anche quelli usciti dalle fogne delle sagrestie rosse , ricordo che il 23 maggio del 1980 , in Italia, a Milano, una banda rossa, la XXVIII Marzo , guidata da tale Marco Barbone, uno dei tanti giovani perduti e reso folle dalle dottrine infernali dei vari cattivi maestri dell'epoca ( Curcio, Sofri, Battisti, Scalzone, ecc), per ingraziarsi le Brigate Rosse dell'epoca, uccise a sangue freddo, crivellandolo rigorosamente alla schiena , nel puro stile comunista, un giornalista giovane e promettente. Si chiamava Walter Tobagi. Aveva trentatrè anni e moglie e figlie. Si era conquistato l'editoriale del Corriere della Sera non per affiliazione politica, non per servilismo ideologico, ma perchè era un giornalista preparato . Un individualista sicuramente e come tale un nemico, da uccidere quindi, per chi, invece, ha sempre odiato l'individuo creando uno Stato padrone della persona , dalla sua nascita alla sua morte. Per non dimenticare ! Sarebbe bello se lo ricordasse anche Giorgio Napolitano , ma ci spero poco!



A me " nun me piace....."



Direbbe Gigi Proietti. Io vi dico la sincera verità, a me la Marcegaglia non me la racconta proprio per niente. Nè mi piace, nè Lei nè questa Confindustria. E vi dico anche il perchè. Perchè questa Confindustria rappresenta certo il gotha dell'imprenditoria italiana, ma di quella che ha sguazzato con le rottamazioni, con le privatizzazioni alla Prodi guidate per mano, perchè tutti questi grandi imprenditori dal 1948 ad oggi non hanno saputo creare una classe imprenditoriale che sapesse agire sul mercato libero ed internazionale e si è limitata a sfruttare i collusi Governi cattocomunisti della Prima Repubblica, perchè questa Confindustria non rappresenta la parte lavorativa della nostra produttività, ma solo la parte finanzieristica, piratesca e speculativa, la parte masnadiera e rapinatrice del denaro delle nostre tasse. E la Marcegaglia, che personifica questo tutto, è brava a dire cose senza senso (...noi ci siamo per una concreta politica di ripresa.., ma poi non si sa dove vadano gli industriali ......), è brava come tutti questi Confindustriali , tipo Montezemolo, tipo Merloni, tipo Della Valle, tipo De Bendetti , tutti buoni, dicevo, a chiacchierare, ma se deve rischiare in proprio, col cavolo! Non sono quei quattro gatti di vecchi babbioni di sfruttatori dello Stato Italiano che rappresentano la vera fascia produttiva del Paese, il futuro industriale e produttivo del Paese, ma sono i milioni di partire IVA che si fanno il culo per vivere e produrre, che sono strozzati dalle Banche di proprietà dei ricchi confindustriali, che non hanno appoggio nelle grandi Banche cattocomuniste alla Bazoli e Passera di oggi , ma che producono e vivono e ci fanno vivere a dispetto di questa Marcegaglia e di questa Confindustria. Questi lavorano sul serio e non hanno tempo di stare a seguire le chiacchiere della Marcegaglia e della Confindustria. E che, prima di quanto si pensi, seppelliranno nel dimenticatoio di quel che fu questo sepolcro imbiancato, elitario, autoreferenziale e lobbistico.



Pietro Grasso e le corbellerie di turno

Se fosse ancora vivo Leonardo Sciascia, il Magistrato Pietro Grasso sarebbe sepolto sotto un cumulo di devastanti ironie. Occupare una poltrona è facile: basta avere le amicizie giuste che ti ci mettono sopra, anche a calci in culo e ti ci incollano col bostik. Il difficile è poi meritarsi quella poltrona. E Pietro Grasso, dovendo ringraziare i suoi - come dire - sediari ( cioè il centrosinistra prodiano che lo ha preso e lo ha messo di forza su quella poltrona , come i sediari portano il Papa ) e dovendo mandare un avvertimento mafioso - lui si che se ne intende! - al CSM che stava per decidere se riconfermarlo o meno alla carica di Procuratore Nazionale Antimafia, ha pensato bene di ossequiare le parole di un mafioso come Ciancimino Jr, riconoscendogli autorità e validità ( che è come se lo Stato italiano si mettesse a tavolino a trattare con la mafia ) ( ma perchè nessun Magistrato vede in questo una "associazione esterna mafiosa" ?) e vaneggiando che sì, le stragi del 1993 servirono a spianare la strada ad un nuovo partito politico ( testuale). Se ha le prove questo Signore, le tiri fuori. Se non le ha, la faccia finita di dire corbellerie. A mascariare l'Italia ci hanno pensato sessanta anni la mafia e i governi cattocomunisti. Semmai nel 1994, anno di nascita di un nuovo partito politico ( indovina qual'è?) , solo i comunisti , ex , post e quelli usciti dalle fogne delle parrochie, avevano interesse a trucidare l'Italia, perchè la "gioiosa macchina da guerra" del PCI era stata sbriciolata e non certo da Forza Italia, ma direttamente dal popolo italiano. Signor Grasso, sia serio...



Walter Veltroni

Come le vecchie stelle del cinema che non accettano il passare degi anni e che si ridicolizzano con stiramenti ed acconciature tipo " di dietro Liceo, davanti Museo"!, anche Uolter non riesce ad accettare di essere ormai uscito dalla scena politica italiana. Amante com'è del cinema, si comporta da star di età avanzata e si ridicolizza da solo, senza bisogno di D'Alema e di politica. Doveva mollare tutto ed andare in Africa e, per fortuna dell'Africa e disgrazia nostra, sta ancora quì. Doveva rilanciare il PD, ed il PD è ormai, anche grazie a lui, crollato e rischia l'estinzione. Si era autodipinto come " Er mejo Sinneco de Roma!" ma una volta uscito dal Campidoglio , sono saltati fuori tutti i suoi imbrogli. Ma, come una Liz Taylor che si rispetti o, meglio, come una Silvana Pampanini, cerca in tutti i modi di mettersi al centro della scena. Allora eccolo scrittore di libri edulcorati, eccolo investigatore sui delitti irrisolti - manco fosse Salvo Sottile! - chiedere col suo ridicolo tono imperativo la riapertura dei casi più svariati: dal solito e noioso caso Pasolini a quello di Cogne. Invasato nella ricerca della visibilità costi quel che costi, eccolo Uolter esibirsi in quel che meglio gli riesce: dire un mucchio di corbellerie, buttare il sasso e nascondere la mano, nel più puro stile comunista, da vigliacco. Eccolo dunque intervistato da Repubblica, pagare subito il corrispettivo concordato con il padrone De Benedetti e giù a menare idiozie seguendo le miserabili parole di quel Piero Grasso del quale ho detto prima. Nel più puro stile comunisteggiante, nello stile togliattiano, ecco Uolter dire sciocchezze senza uno straccio di prova, ma parole che seminano dubbi, , instillano sospetti. Parla, senza prova come al solito, tanto per aprire bocca e dargli fiato, di un pezzo di Stato che per agevolare la nascita di Forza Italia collaborò con chissa chi per uccidere Falcone e Borsellino. Più si fa vecchio, Uolter e più diventa un vero cretinetti irresponsabile. Nella sua vita, come il suo nemico di sempre D'Alema, non ha mai lavorato, mai guadagnato uno stipendio, ma sempre arraffato prebende castali della politica. Che pena, signori miei! Un vecchio cascante, cervello all'ammasso, che non si arrende alla sua evidente decadenza fisica e mentale e cerca con qualsiasi mezzo di fare la sua figura. E la sua figura la fa, proprio. Magari pessima e penosa, ma la fa. Lui e Grasso: due chiacchieroni da Bar dello sport, due vigliacchi in puro stile mafioso e comunista. Se sanno, parlino, se non sanno , stiano zitti e vadano a quel Paese.



LE PROVINCE


D'accordo nell'intento, manifestato dal Governo, di abolire le Province. Se ne parla da decenni, ma sempre a vuoto. Ora ne ho sentito riparlare: mi dicono che il progetto riguarda l'abolizione delle Province con un numero di abitanti inferiore a 200.000 persone. Ed io chiedo: e perchè? Chiudete invece le Province più care, quelle che chiudono il bilancio in rosso. La P.A. deve imparare a gestirsi con parsimonia. Solo i catocomunisti hanno amministrato l'Italia distribuendo poco a tutti pur di mantenere il potere con il classico voto di scambio, per farci ora trovare con debito pubblico più elevato del mondo e con uno Stato inefficiente e ladrone. Via dunque le Province a cominciare dalle mele marce. E prima si provveda a redistribuire le competenze ai singoli Comuni o alle Regioni.



Ma cos'è accaduto di nuovo.......


Non so voi, ma io non ho ben capito quali nuovi elementi siano emersi nel caso Claps, oltre il ritrovamento del cadavere. Ma perchè, perchè, perchè la Magistratura è stata ferma per diciassette anni se poteva far tutto quel che fa adesso già da diciassette anni fa......????????
Anwer us, please, before twenty years!

A PROPOSITO DI IPOCRISIA DELLA SINISTRA


Qualche pillola per dimostrare l'ipocrisia sconfinata e la vera paraculaggine della sinistra italiana, sulla RAI, per ora. Paradigma del proverbiale " chiagne e fotte"! L'ISAE, istituto studi analisi economica, fondato da Romano Prodi, fa parte degli istituti che la Finanziaria del governo vuole abolire. Ballarò ,di Giovanni Floris, che difende sempre - così almeno dice lui - i meno abbienti , ci si fionda e giù interviste sull'ISAE. E sapete chi sono gli intervistati? Ve lo dico io: il Presidente è Fiorella Kostoris, guarda guarda !, proprio la moglie di Tommaso Padoa Schioppa, il Ministro del Governo Prodi , quello con il sorriso draculesco. I tagli della Finanziaria sono un obbrobrio per Floris e per Ballarò, perchè faranno chiudere un pensatoio così...così....così..... Ma se dovesse poi chiudere l'ISAE, che fine farà il suo Responsabile per le Realazioni Esterne D.ssa Beatrice Mariani? Un dramma angoscioso, credetemi. Che sarà del domani della Mariani ? Chissà......Intanto la Mariani continuerà ad essere la benestante moglie dell'ormai ricco e fazioso Giovanni Floris , proprio quello che conduce Ballarò e che......Conflitto di interessi? No! Pura ed ipocrita disonestà e paraculaggine acuta alla cattocomunista. Un esercito di mantenuti pubblici. Altra chicca. Fabrizio Rondolino, abbastanza noto comico politicamente impegnato, svela sul suo blog che la fortuna della banda Dandini è dovuta all'intervento del prezzemolino Walter Veltroni che volle - allora era il segretario del PD - la Dandini su RAI Tre per controbilanciare il TG3 di chiara marca dalemiana. Ma la Dandini ha tolto spazio a format di seconda serata, tra le quali c'era, guarda un po' tu il caso, il pur valodo "Sfide". Curato da tale Simona Ercolani. Chi è questa Carneade? Lo volete proprio sapere? Va bene, ve lo dico . E' la moglie del comico comunista Fabrizio Rondolino. Altra chicchetta da leccarsi i baffi. Voi lo sapere che i comunisti ex e post, che i democristiani " de sinistra" ex e post sono tutti molto democratci e che si battono contro le oligarchie e contro le baronie di qualsiasi genere che reprimono il popolo . Ligio a questo concetto rigorso , Paolo Ruffini, Direttore di RAITre, infatti sta alla RAI solo per sue capacità. Infatti lui non è proprio nessuno. Infatti è nato a Palermo ( capito mi hai?) nel 1956, è solo figlio del Signor Attilio Ruffini e nipote prediletto del Signor Ernesto Ruffini. I due Signori menzionati sono solamente, il primo, il famoso politico democristiano " de sinistra" della Prima Repubblica , il secondo, il famoso Cardinale Ruffini. Poi c'è anche un altro zio, se serve, che si chiama Enrico La Loggia: anche questo Signore non è proprio un Signor nessuno, ma è il famoso deputato del PDL. Dunque: tutta la sua carriera, di Paolo intendo, è evidentemente tutta merito delle sue sole mirabolanti capacità, ci mancherebbe altro che pensassimo che sia stato ultraraccomandato o addirittura imposto in RAI da cotanti. Come la Berlinguer, come la Dandini, come Fazio, come altri. Sarà perchè la famiglia Ruffini ha dimestichezza con lo Stato, ma anche Paoletto nostro, caduto in disgrazia per lotte tutte interne al PD, si è rivolto ad un Avvocato ed al TAR. Et voilà. Esiste un Giudice a Roma? Ma certo che esiste! Ed ecco Paoletto nostro , figlio di cotanto, nipote di cotanti , protetto da un Giudice e rimesso d'incanto in RAI , dove stava. Litigano fra di loro nel PD , ma sempre coi soldi nostri. Come potete constatare, solo nel centrodestra vige la raccomandazione. Come si evince da queste chicche, invece, nel centrosinistra la carriera si fa SOLO PER CAPACITA' PROPRIE. Non ne siete convinti?

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento