Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 23 giugno 2010

PER CHI LAVORA LA CGIL ?

Devo tornare ancora , per la dovuta completezza, sulla questione di Pomigliano, perchè a forza di studiare e di pensare e di esaminare atti e documenti, trovi chiavi di lettura diverse da quelle che avevo immaginato. Non che la sostanza cambi di molto, ma è bene ancora puntualizzare sulla questione, che assume anche contorni di relazioni internazionali. Il referendum è in fase di spoglio e sembra che il sì all'accordo abbia avuto il consenso di circa il 65% dei votanti che , a loro volta, sono stati il 90% dei lavoratori interessati. Ma è un dato così, per cronaca, nèlo stesso suscita ancora qualche indicativa riflessione. E' invece assolutamente da evidenziare come si va stagliando lo scontro fra due realtà contrapposte: da un lato una FIAT che è certamente preoccupata dalla possibilità che la CGIL-FIOM intralci con ricorsi di vario genere la realizzazione dell'accordo, preoccupazione che se fosse presente anche dopo la ormai scontata vittoria referendaria, non credo che consentirebbe alla FIAT di investire a cuor leggero 700 milioni di Euro a Pomigliano finalizzati,poi, a far rientare a Pomigliano quella produzione della Panda che prima faceva fare a Mirafioni e che poi, dal 2005, delocalizzò in Polonia. Giusto o sbagliato che sia, appare logico che la CGIL tema che la FIAT voglia esportare il modello Pomigliano anche agli altri stabilimenti italiani. Il sindacato si abbarbica pervicacemente ai due punti dell'accordo ritenuti inaccettabili e che sono: la mancata retribuzione dei primi tre giorni di assenteismo " anomalo" e la sanzionabilità economica dello sciopero nel turno del sabato sera. Al sindacato è pervenuto, inoltre, proprio ieri, l'appello dei così detti " giuslavoristi democratici " ( sigla a me sconosciuta ) per i quali  l'accordo di Pomigliano rappresenta " un grave attacco ai diritti ed alla salute dei lavoratori". C'è dunque un temuto rischio di contagio  che ha preoccupato il Sindacato, anche perchè, pur dal solo suo punto di vista, non è del tutto erroneo considerare che la FIAT tolse la produzione della Panda a Mirafioni nel 2005 per delocalizzarla a Tychy, in Polonia, al fine di abbassare i costi di produzione ed ora la vuole reintrodurrla a Pomigliano chiedendo grossi sacrifici sempre e solo ai lavoratori per far tornare i conti industriali e di produzione. Come dire: fate tutto sempre e solo ai danni dei lavoratori italiani. Certo, il rilievo è proprio fondato: infatti se esaminiamo i parametri di tre stabilimenti ( rispettivamente Tychy, Polonia, Betim, Brasile e Italia ) circa la produttività, la situazione italiana è addirittura deprimente. In Polonia ciascun addetto produce annualmente 100 auto, in Brasile 73, mentre in Italia siamo alle 7 di Pomigliano, alle 24 di Cassino ed alle 36 di Mirafiori. E devo osservare che anche dal PD non giungono segnali del tutto positivi per la CGIL,  perchè  dire che " bisogna preservare gli investimenti" ( della FIAT)  ma che , dell'accordo ( di Pomigliano)  " non se ne deve fare un modello"  - Bersani e D'Alema - significa esprimere un aperto dissenso nei confronti del sindacato CGIL,  ma anche un'invocazione ( "non se ne deve fare un modello")  di un intervento che in un certo qual modo sani la situazione. Ed ecco a questo punto che la protesta monta anche in Polonia. La questione di Tychy , lo stabilimento  polacco dove il gruppo FIAT produce annualmente 600 mila vetture, è al centro del dibattito politico-istituzionale polacco di questi giorni: il destino dello stabilimento polacco verrà deciso dalle strategie della casa di Torino e quindi resterà sospeso fino a quando non sarà definita la questione di Pomigliano. Ma in Polonia c'è grossa maretta, grosso movimento, grossi opinion-makers che presentano la scelta della FIAT a favore di Pomigliano come una grossa ingiustizia per gli operai polacchi. Ci va di mezzo anche il PIL della Polonia, perchè la previsione che la Polonia chiuderà il 2010 con un incremento vicino al tre per cento fu calcolata quando ancora Tychy non correva nessun pericolo. Addirittura uno dei candidati alla Presidenza della Polonia, Kaczinski, ha richiamato in servizio niente di meno che Lech Walesa, quello dei tempi di Solidarnosc. La campagna del Candidato Presidente è stata addirittura chiusa proprio con un discorso a Tychy,  davanti allo stabilimento, nel quale il candidato Presidente ha concluso che "....se la FIAT riporterà a Pomigliano la produzione che oggi sta a Tychy sarà per le pressioni politiche che la FIAT avrà ricevuto dal Governo Berlusconi". A Tychy gli stabilimenti sono ultramoderni, per la difesa di  Tychy si riparlano, dopo venti anni di reciproca indifferenza,   Kackinski e Walesa;   i numeri di Tychy - da un punto di vista dei costi di produzione e di produttività - sono folgoranti: salario medio di un operaio non superiore ad Euro 700, produttività, come esponevo sopra, da 100 vetture pro-opeario l'anno a Tychy contro le misere 7 a Pomigliano. Per difendere Tychy si potrebbe riaprire una stagione esaltante per Solidarnos. Ma la FIAT dispone pure di altre soluzioni, quali la possobilità di creare delle newcom che assumano, con passaggi diretti, i dipendenti che accettino l'accordo Pomigliano. E' questo il timore di tutti, perchè simili fughe in avanti non sono neanche concepite nell'Italia ingessata del 2010. Ultima notazione, la posizione della CGIL mi pare del tutto inconferente. Dice il sindacato: l'accordo di Pomigliano viola il contratto nazionale di lavoro, viola la legge, viola la Costituzione. Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol forse dire che un accordo - negozio giuridico bilaterale e volontario - è lecito solo se aderisce strettamente ai comandamenti della CGIL? La vera novità di Pomigliano, invece, sta proprio nel sostituire al vetusto ed ormai logoro  armamentario sindacalese e conflittuale fra lavoratori e datore di lavoro  una nuova forma di collaborazione interessata ed interessante per entrambe le parti. Nessuno nega che sospendere anche temporaneamente il diritto di sciopero costituisca una limitazione per gli operai, ma bisogna pur vedere se la controprestazione richiesta ( sospensione temporanea del diritto di sciopero, minore tutela in casi di assense anomale) sia adeguata e proporzionale alla prestazione garantita dalla controparte. Lavoro assicurato per 6.000 dipendenti, per tutto l'indotto, investimenti industriali per 700 milioni di Euro non mi sembrano prestazioni non adeguate alle richieste controprestazioni. Che il Sindacato, però, continua a chiamare nel modo arcaico, come estorsione dei diritti dei lavoratori. E qui non ci siamo, perchè può anche essere possibile che la sospensione temporanea di parte del diritto di sciopero sia considerata illecita dalla Magistratura italiana, ma , ex adverso,  ciò non può e non vuole dire che scioperare nel turno del sabato sia un dovere o un obbligo di Legge o che non scioperare sia un reato. Ogni contratto, ogni accordo, è un impegno: se firmi un impegno contrattuale  la Legge , in Italia, non ti obbliga a mantenerlo; così la Legge non ti può vietare di impegnarti a non scioperare nel sabato sera. La legge italiana tutela il diritto di un contraente che venga meno alle promesse ed agli impegni assunti. Dunque la CGIL un ruolo in questa vicenda lo ha, eccome: dovrebbe essere quello di farsi parte garante e responsabile che assicuri la sopravvivenza sia dell'impresa che del lavoro, specie nel mercato globale attuale. Ciò non vuol dire che debba abbandonare le regole, ma le deve adattare al momento attuale e non alle pretese del secolo delle ideologie. Se la CGIL non riesce a svolgere questo compito di promuovere l'incontro tra le due parti con lealtà e con responsabilità, allora diventa un sepolcro imbiancato dannoso per il Pese e per i lavoratori. In parole povere: tentare di addossare la responsabilità di Pomigliano al Governo che non intende più mantenere la FIAT con finanziamenti pubblici è un'azione inutile, a perdere.  Il vero sindacalismo non è il cieco rispetto del contratto collettivo nazionale, ma creare le occasioni di lavoro.
Il bene dei lavoratori non è radunare migliaia di disoccupati e farli marciare,  alla Pelizza da Volpedo , sotto le anacronistiche bandiere rosse della CGIL, ma creare occupati. Sempre nella speranza che la FIAT, come ho detto anche prima, non colga al balzo l'occasione per lasciare l'Italia.

ESAMI DI MATURITA'- SI CAMBIA....SI SPERA!!!!

Tutto è perfettibile, ci mancherebbe altro, ma almeno che si cominci ad uscire dal conformismo mortale e politico  di sinistra che ha imperversato per cinquanta anni nella Scuola italiana mi pare un segnale positivo. Sto parlando dei temi d'esame di maturità, alcune new entry assolute nel panorama culturale italiano. Inserire nelle tracce dello scritto di Italiano momenti ed episodi storici scomodi, come la questione delle Foibe  ( anche se delle Foibe sappiamo molto , ma molto poco ) o una questione filosofico-scientifica  sulla vita  che riguarda i giovani nella politica e che comporta la conoscenza di testi di Mussolini e di Togliatti o scegliere temi che azzardino un approccio antiutilitaristico al concetto di felicità, significa ammodernare, significa avere il coraggio di scelte nuove, significa ripudiare il soffocante conformismo inutile che la sinistra ha imposto per cinquanta anni alla povera Scuola Pubblica Italiana. Mi viene sempre da ridere quando sentivo  parlare a Scuola di Primo Levi come di un santo. Poi però le stesse persone che idolotravano Levi odiavano Israele. Addio ratio o logica o coerenza. Sabino Acquaviva, un sociologo che insegnava a Trento nel 1968 - basta la parola!- con le sue critiche ai temi assegnati dimostra chiaramente che , dopo tanti vili silenzi e dopo tante inutili e vacue chiacchiere, l'Italia ed i suoi giovani vogliono discutere di tutto, senza ideologici schemi prefissati. Intanto si comincia, magari si dovrà migliorare, ma intanto... aria nuova....aria fresca.....aria...aria....


Mercoledì 23 giugno 2010

Gaetano Immè

martedì 22 giugno 2010

AH DI PIETRO !? CACCIA  LI SORDI CHE TE SEI FREGATO!!!!!

Antonio Di Pietro è indagato dalla Procura di Roma per vari reati: false certificazione presentate al Parlamento, truffa, riciclaggio e quanto altro. Dalla denuncia di Elio Veltri, di anni orsono, esce questa ovvietà - non certo una novità! Solo chi segue Di Pietro o  chi lo vuole  come alleato o chi ne ha paura ha fatto finta di non vedere, come un bravo struzzo - ovvietà che questo blog ha sempre ricordato. Riassunto delle puntate precedenti. Di Pietro fonda un partito denominato IDV. Vi è un atto notarile con un suo proprio numero di repertorio, un suo numero di raccolta e questa IDV ha ovviamente un suo codice fiscale ed una sua partita IVA. Insomma è una creatura giuridica a se stante. Subito dopo il Di Pietro ha stipulato  anche un altro atto notarile con il quale lui, l'on. Mura - sua fedelissima - e sua moglie, l'Avvocato Mazzoleni, hanno costituito un'Associazione denominata  Italia dei Valori, entità diversa ovviamente dal partito precedente , che ha un altro numero di repertorio notarile , un altro numero di raccolta notarile , che ha un'altra partita Iva , un altro codice fiscale. L'IDV partito  si è presentato alle varie elezioni europee e italiane associandosi - una specie, dunque, di società -  con vari politici. Occhetto, Chiesa, Veltri, ecc. Il 12 ed il 13 Giugno del 2004, la lista "Società civile, Di Pietro- Occhetto, Italia dei Valori" ottenne la miseria del 2,14% dei voti, meno dei Comunisti e dei Verdi. Ma che importa? Quello che importava a Di Pietro era  che la " Lista Di Pietro-Occhetto" avesse ottenuto la somma di Euro 5.510.000,00 di rimborsi elettorali dallo Stato che andavano ripartiti fra Di Pietro ed Occhetto in parti adeguate .  Invece Di Pietro ha sottratto - questa è l'accusa - questi  rimborsi elettorali  presentando alla Commissione parlamentare le coordinate bancarie ove accreditarli , ma non  quelle dell'IDV  partito , bensì quelle dell'Associazione I D V. In tal modo il partito IDV, quello che siede nel nostro Parlamento, non ha pagato nessuno dei suoi creditori: vedi Giulietto Chiesa, vedi Elio Veltri, vedi Achille Occhetto, ecc. Gente che ha profuso nell'IDV il proprio know-how politico, che ha contribuito pesantemente a far ottenere al partito IDV tutti i voti  ricevuti. Milioni di Euro dunque finiti nelle rapaci mani di Di Pietro - che nella associzione IDV fa tutto , in quanto sia la Mura che la Mazzoleni non contano niente - e che sono stati scientificamente, predeterminatamente e volontariamente sottratti al partito IDV, ai suoi creditori, ai suoi associati. I nodi, prima o poi, vengono al pettine : eccoli.  Ricordate la sbruffonata dipietresca " fuori gli indagati dal Parlamento"? E' stato un cavallo di battaglia di Di Pietro e dei suoi sodali. Cosa dovrebbe fare ora Di Pietro se avesse un briciolo di dignità e di coerenza?  Ve lo immaginate, spero! Ma state tranquilli, che non lo farà! Come ha fatto con suo figlio, inquisito con Mautone, ma rimasto lautamente  stipendiato dalla Regione Molise. Lui è moralista e giustizialista con gli altri e supergarantista, anzi immunitologo con se stesso e con i suoi sodali. Come tanti altri, tipo Santoro. Lui sbandiera due morali: una per se, a cui tutto è permesso : farsi finanziare  dai  suoi inquisiti (D'Addario, Pacini Battaglia, Lucibello, ecc)  quando era un Magistrato ; utilizzare il suo potere di PM per ammazzare  DC e PSI al fine di  consegnare l'Italia in mano alla gioiosa " macchina da guerra" del  PCI  di Occhetto ma facendosi garantire, come pizzo, un posto di Senatore con i comunisti ;   rincorrere Mario Chiesa con ventimilioni di lire nelle mutande ma far finta di credere ad un Primo Greganti che stava " dentro" la sede del PCI di Roma con un miliardo in contanti in mano credendo - senza altro indagare - a quanto affermò il compagno Primo e cioè che quei soldi servissero solo a lui;  avere rapporti amicali  con persone condannate per mafia come Contrada mai chiariti  ;  fare lo spione alle Seischelles contro Francesco Pazienza ecc;   e l'altra morale, quella  per i nemici , ai quali nulla è consentito , nemmeno la possibilità di  difendersi  dalle accuse nelle dovute sedi perchè, come cialtgroneggiava, " fuori gli inquisiti dal Parlamento", fregandosene se poi un Tribunale avesse assolto l'indagato o l'inquisito.  Truffando truffando, Di Pietro s'è fatto una decina di case, un impero finanziario ed un esercito di creditori e nemici. Ma anche un potere ricattatorio ed intimidatorio sempre più possente.  Ora per lui s'avvicinano " los cinco de la tarde". Di Pietro  tira fuori i soldi, molla la refurtiva. Ma seppure i fatti sono molto lineari, io credo - e lo dico fin d'ora e l'ho detto sempre - che le cose non saranno così facili come sembrano. Perchè? Perchè non credo che esista nè a Roma nè  a Berlino un Giudice che voglia inimicarsi Di Pietro ed il suo attuale potere politico-mediatico-finanziario nè il suo potere intimidatorio mafioso. Lui parla , accusa, lancia anatemi, sobilla le  coscienze  di chi lo ascolta ed uno di questi,  anzichè un Duomo in miniatura, potrebbe armarsi di una pistola per zittire chi vuole colpire il Di Pietro. D'altra parte il Di Pietro, davanti al rinvio a giudizio per queste gravissime imputazioni, invece di inchinarsi davanti alla Magistratura con un bel - che so - " Sono sereno e rispetto il lavoro della Magistratura", ha inviato alla stessa Magistratura ed allo stesso Magistrato interessato  un bel messaggio mafioso, un vero " pizzino" alla Riina. Ha detto semplicemente che " ....sono accuse stravecchie e tutte inventate e che sono state archiviate in altre circostanze...". Infatti altri Magistrati invece che indagare seriamente sulle accuse mosse al Di Pietro, hanno preferito archiviare senza indagare approfonditamente perchè  appunto timorate ed intimidite dal potere che Di Pietro ha con se da quando ha avuto in mano l'arma letale del ricatto contro il PCI con Manipulite. Ecco il messaggio ricattatorio contenuto in quel messaggio, che è, quello sì, uno scandalo da annoverare nel reato di " intimidazioni" ad organo dello Stato. E la sinistra ?  Oggi in cuor suo sarebbe felice se lo vedesse distrutto, perchè ora Di Pietro vuole  estrocere alla sinistra anche la sua dote di votanti,  perchè  dunque ne è ancora anch'essa pesantemente ricattata. Di Pietro - anche questo sostiene il sottoscritto da sempre - come anche D'Ambrosio, come tanti altri  ex Magistrati , da Maritati a Violante in poi, siede in Parlamento perchè la poltrona di senatore nei DS non fu una sua conquista politica ottenuta a seguito di una regolare campagna elettorale , ma fu  solo la prima parte della ricompensa che la sinistra si obbligò a pagare a Di Pietro  ed agli altri ai tempi di Tangentopoli per " servigi resi" . Oggi poi Di Pietro occupa una posizione politica estremamente ricattatoria e minacciosa nei confronti del PD: l'IDV è ormai un licantropo che pian piano sta divorando le viscere del PD fino a ridurlo a una sorta di ectoplasma. Come fa il mafioso con il taglieggiato: o paghi o t'ammazzo. Stessa cosa. E qualcuno di voi crede che un Magistrato avrà la coscienza, la forza, la dirittura morale , il coraggio - diciamolo pure , anche il coraggio, sì certo!-  di esaminare con fermezza e senza paure personali e  pregiudizio ideologico tutte queste truffe di Di Pietro? Si accettano scommesse. Tuttavia noi che siamo garantisti sempre , e non a corrente alternata come quelli di sinistra, non riteniamo Di Pietro già condannato in via definitiva - come usa fare lui nei confronti dei suoi avversari politici - ma un indagato per gravissimi  reati ed  aspettiamo con vigile curiosità gli sviluppi di questa inchiesta  ma senza la minima speranza di vedere condannato come meriterebbe chi commette simili truffe spacciandosi inoltre  pure per moralizzatore. Se i fatti hanno una loro coerenza, se la Magistratura seguirà questa coerenza fattuale , l'esito dovrebbe essere quello di affermare che Di Pietro  siede indegnamente - per colpa della sinistra stessa - sui banchi del nostro Parlamento, ridotto  a causa della sua presenza indegna, ad un'aula sorda e grigia.



UN'ALTRA PIAZZA NAVONA - ALTRO CHE MANIFESTAZIONE !!!!

Aspettavo con curiosità l'adunata di dirigenti e di militanti del PD, chiamati a raccolta per manifestare ovviamente " contro" la manovra economica del Governo, definita - ca va sans dire - "iniqua". Devo dire che di idee ne sono uscite da questa adunanza così poche che da due giorni non si fa che parlare di un " attore" che è salito sul palco salutando i convenuti  con il termine " Compagne e compagni". Dibattito dunque quasi al limite dei massimi sistemi, di elevatissima caratura, nel corso del quale ho capito che qualsiasi cosa gli intervenuti avessero detto, rientrerebbe  fra le cose che dicono quelli che non hanno che da cazzeggiare . Invece!!!!! Ma vuoi mettere quant'è retrò, quant'è " società ugualitaria", quant'è splendido che un " attore" rispolveri quel " Compagne e Compagni" come se fossimo ancora nel 1970! Dunque, dove sta il dibattito nella sinistra? Sparito. O meglio, oscurato dalle solite vecchie questioni irrisolte, che stanno all'apice delle questioni che risolvono in bene il futuro del Paese. Quali sono? Si comincia con un Segretario che anzichè proporre soluzioni alternative si limita a gridare " se a Berlusconi non piace la Costituzione, se ne torni a casa, perchè ha giurato sulla Costituzione", come se il Berlusca prestasse la seppur minima attenzione a quello che svanvera un Bersani  qualsiasi da Bettolle senza contare che Bersani- more solito - sbaglia indirizzo, perchè a Berluasconi lo vogliono la maggioranza degli italiani e non è lui che vuole se stesso;  si continua con una " ma vuoi mettere " confrontando la statura politica di un Veltroni, che in fin dei conti è stato " u regazzo de Berlinguer" e che ha sempre affermato " di non essere mai stato comunista" e quella di un Massimo D'Alema che è l'unico capace di navigare su una barca da un milione di Euro con scarpe da mille euro l'una ma nello stesso tempo in grado di attuare il comunismo senza il comunismo. Preso da curiosità vado a vedere chi è questo attore. E' tale Fabrizio Gifuni. Guarda guarda! Il figlio - e che figlio ! - di tale Gaetano Gifuni, il potentissino Segretario Generale del Quirinale per decenni, uno degli uomini più potenti in materia di lobbies di centrosinistra. G.Gifuni è stato " il Colle " per decenni, con Presidenti " de sinistra" quali OL Scalfaro  e C A Ciampi. Certo, un bel ragazzo e direi anche un buon attore. Ma certo un bel bamboccione, un grandissmo figlio di papa'. Accademia di arte drammatica di quà, accademia del Teatro di là, ma lo avrebbe potuto fare se non fosse stato il figlio di cotanto potente? E siamo certi che in Italia non ci siano giovani più belli di Fabrizio, giovani più bravi di Fabrizio che non hanno avuto mai la possibilità che Fabrizio ha invece sempre avuto?

Roma martedì 22 giugno 2010

Gaetano Immè

lunedì 21 giugno 2010

GRIDARE "INTERCETTATECI  TUTTI"  E' UNA  VERGOGNA PER UNO
STATO  DI DIRITTO

Nella sua ormai spasmodica ricerca di consenso da parte dell'opposizione, Fini continua a fare la bertuccia ridicola che piroetta e saltimbanca pur di strappare un sorrisetto alla sinistra, pur di compiacere ai salotti buoni della sinistra caviar, pur di accreditarsi dunque quale elemento a se stante nel PDL. Faccia pure Fini e facciano anche  i così detti finiani, continuino pure a reciare questa cialtronesca commedia indegna pure della Prima Repubblica ma degna, eccome se adeguata, alla loro immensa incoerenza. Partecipare ad una riunione collegiale di partito dove si vota il testo di una Legge ( quella , peraltro abbastanza scema sulle intercettazioni )  martedì 15 giugno 2010, condividerne testo, ratio, programma e spirito, firmare per accettazione e poi giovedì mettersi a fare il furbetto giocando a fare il saccentello Presidente della Camera , a schernire gli elettori soffocando ignobilmente il loro voto con i lacciuoli miserabili e burocratici dei regolamenti parlamentari al solo fine di ostacolare l'approvazione rapida di quella Legge è solo da Giuda, da spergiuro, da uomo senza parole e senza dignità. Questi signorini ex fascisti si devono ricordare che dare regole certe alle indagini che si intrufolano nella vita privata dei cittadini calpestando l'inviolabile principio della privatezza sancito dall'articolo 15 della Costituzione, non è una battaglia di destra o di sinistra, ma è una battaglia CONTRO UN REGIME. Una battaglia liberale e di rispetto per la persona: poichè se le indagini devono proseguire, e questo blog lo chiede, non deve essere sacrificato e distrutto il principio della riservatezza e della  libertà personale che è fondamentale . Che poi l'atteggiamento oracolistico di Fini e dei finiani sia sopra tutto ridicolo, lo dimostra il fatto che la legge proposta da questo Governo è assolutamente meno restrittiva di quanto già non lo sia il vigente articolo 113 del codice di procedura penale , da tempo in vigore , in base al quale fino alla udienza giudiziaria nessun atto o copia può essere reso di pubblico dominio. Solo che i signori Magistrati non hanno mai applicato l'articolo in questione con la scusa che anche se l'applicassero, ne deriverebbe solo un'ammenda da 150 euro. Prendiamo dunque atto che Fini e i finiani si uniscono alla sinistra per instaurare in Italia lo Stato di Polizia. Dicendo che difendono lo Stato di diritto. Tali e quali a Stalin, a Hitler, a Mussolini, a Castro: dei veri fascistoni e comunistoni.


UNA CENA ....UNA PENA.....

Ieri sera, durante una cena fra diverse persone, fra le quali molti insegnanti e due o tre Presidi, tutti guache caviar, tutti ben piazzati, ho scoperto alcune verità. La prima è di come ragionano coloro che hanno come spartito politico solo " l'odio per Berlusconi". Ecco dunque la sintesi del loro profondo pensiero.
1. La scuola italiana faceva prodotti culturali di altissimo livello: cioè i nostri studenti erano fra i più preparati al mondo. Giuro che non lo sapevo pur avendo insegnato per trent'anni, dal 1968 al 1998.
2. La scuola italiana è stata rovinata prima dalla Moratti. Annullare quella riforma è il toccasana per riavere una Scuola che, a detta loro, era fra le migliori del mondo.
3. Per risolvere ogni problema della Scuola Italiana - secondo il loro profondo e sopratutto non ideologico pensiero - bastano due cose:
   A. Cacciare la Gelmini, che è ignorante e non sa neanche dove sta la Scuola;
   B. Finanziare senza fine e solo  la Scuola Statale e togliere ogni finanziamento a quella privata, come si usa nelle migliori dittature comunisteggianti del mondo, dove la libertà - anche d'insegnamento -ovviamente non serve al popolo bue.
4. Non è assolutamente vero che la Scuola è stata rovinata dal passato cinquantennio di politica consociativistica di DC e di PCI, da assunzioni precarie e scriteriate e clientelari, da Ministri che hanno devastato ogni tipo di cultura pur di massificare la Scuola; no! La scuola italiana era fra le prime del mondo ( capito!) fino a quando non è stata rovinata esclusivamente dai due Governi Berlusconi.
5. Chicca finale, di uno dei Presidi: che la scuola italiana non funziona è una balla inventata da Berlusconi, come quella di aver ripulito Napoli dalla mondezza. A Napoli , la mondezza, è tutta ancora lì. Alla mia osservazione che la raccolta dei rifiuti  dipendeva dal Sindaco e non da Berlusconi, rivolta corale , ma non di replica, ma di urla contro il Governo.
Vi giuro che ho contato fino a cento e poi......ho capito che per la Scuola Italiana , con tali personaggi, non esiste futuro, neanche con la Gelmini e con Domineddio. E sono stato zitto. Tanto, con i muri, non parli. E poi, la sera non ero stato al cinema......

IN RICORDO DI JOSE' SARAMAGO

Josè Saramago ci ha lasciato. Per l'uomo ho rispetto, per il morto il silenzio, ma per lo scrittore non c'è n'è proprio. Uno scrittore che ha venduto la sua arte all'ideologia non merita nè epitaffi nè rimbrotti. Merita l'oblio. Quando  un domani lo incontrerò , chissà dove , mi farà piacere spiegargli che essersi indignato per le Crociate è stata certo opera meritoria ma , come dire, molto fuori tempo . Ma non aver degnato di uno sguardo o di una parola gli eccidi della dittatura sovietica nel secolo scorso è una tale ributtante cecità da meritare le pene dell'inferno dantesco ,se ci fosse. Perciò, Saramago, scrittore al servizio dell'ideologia, non mi mancherai.

LA DEMOCRATICITA' DI DI PIETRO

Ho scritto al blog dell'Italia dei valori, al blog di Di Pietro. Alla sua svanverata populista sulla FIAT e Pomigliano, dove accusava tutti di non so quali nefandezze, ho semplicemente scritto quanto segue.
" Lei sostiene che per Pomigliano i lavoratori vengono espropriati del diritto di sciopero: Lei dice una menzogna ed una cialtronata. Infatti nella bozza dell'accordo c'è solo la richiesta della FIAT di sospendere per il solo sabato sera il diritto di sciopero. Nello stesso tempo Lei è favorevole che la riservatezza della persona garantita dalla Costituzione italiana dall'articolo 15 venga calpestata e espunta dalla Carta per sempre pur di poter continuare nella sua opera di criminalizzazione preventiva sulla base di presunzioni e senza un vero processo. E questo invece è u diritto inviolabile sancito dalla Costituzione, non un diritto acquisito. Dunque Lei attribuisce la stessa valenza democratica ad una semplice sospensione di un sesto di un diritto acquisito nel campo del lavoro con una abolizione perenne di una garanzia di privatezza costituzionale . Allora Lei vuole non uno Stato di diritto, ma solo uno Stato di Polizia. Tutti sotto controllo della polizia come ai tempi di Stalin, di Hitler, di Mussolini, di Castro. Il minimo che se ne possa concludere e' che lei è un fascista o un comunista e comunque un dittatore senza scrupoli e sena intelligenza. Lei è indegno di far parte di un Parlamento democratico, Lei è un pericolo per la democrazia. "
Ovviamente la mia lettera NON E' STATA RESA NOTA NEL SUO BLOG dal fascistone e dai suoi scherani. Fascisti, comunisti o stalinisti: tutti uguali.

Lunedì 21 giugno 2010
Gaetano Immè

sabato 19 giugno 2010

Pomigliano, FIAT, assenti e reazionari fuori dal mondo

PUNTUALIZZAZIONI SU POMIGLIANO


Per la FIOM-CGIL le incostituzionalità alle quali tentano di impiccare la proposta della FIAT sullo stabilimento di Pomigliano d'Arco, riguardano essenzialmente due punti, che vengono, a torto o a ragione, ritenuti, dal sindacato, fra i " diritti indisponibili" dei lavoratori : il diritto di sciopero e la salute. Diritti indisponibili, forse, diritti inviolabili giammai. Ma andiamo con ordine. Il primo punto è in relazione con la clausola contrattuale, proposta dalla FIAT che vieta lo sciopero, ma solo nel turno del sabato sera, si badi bene. Il secondo riguarderebbe - uso il condizionale, per cautela - la previsione di turnazioni ritenute dal Sindacato massacranti per i lavoratori. Per far risaltare adeguatamente l'infondatezza del primo rilievo basta pensare che una cosa è " cancellare " il diritto di sciopero, altra cosa è chiederne una sua "temporanea sospensione " che quantitativamente possiamo indicare in un suo settimo. Settimo: una volta era " non rubare", oggi settimo è  invece " scioperare". Con quale coraggio civile, con quale senso di responsabilità  la FIOM-CGIL alimenta questa sorda rivendicazione  tardo fascisotiode nell'anno 2010 è proprio  un mistero buffo e squallido.  Sul punto in questione è invece illuminante come buona parte della sinistra ancora condivida il principio della FIOM-CGIL ( taccio per carità di patria sull'ormai ridicolo Veltroni, mi astengo per decenza e per commiserazione su quanto non ha mai detto su questo argomento Bersani, forse aspettando che o Repubblica o Di Pietro o l'ultimo ventuo - che sia Guido Viale del Manifesto?- gli dettino le cose da dire) e mentre assume posizione rigida per negare a suon di referendum un semplice frazionamento in sesti del diritto di sciopero,  una sua semplice " sospensione temporanea", relativa solo per la sera del sabato,  neanche si pone il problema che per Pomigliano le statistiche  impietosamente dimostrano che la difesa tardo-romantica da ancien siecle dell'assoluta intangibilità del diritto di sciopero altro non è che la irresponsabile , anacronistica , velleitaria e fascistoide difesa dei privilegi di una corporazione, quella degli operai di Pomigliano, che hanno abusato dello sciopero in maniera inaccettabile;  dall'altra parte  la stessa sinistra, CGIL compresa ca va sans dire, consente, pretende ed avalla addirittura  la cancellazione del
" diritto inviolabile" sancito per tutti gli italiani dall'articolo 15 della Costituzione  di rispetto della persona e della sua privatezza  nell'ambito della legalità democratica. In soldoni: per la sinistra e quindi anche per la FIOM-CGIL la sospensione ( che non è una rinuncia eterna, ma solo temporanea)  allo sciopero per il solo sabato sera - ripeto: per il solo sabato sera -  per circa 6.000 persone ( gli operai dello Stabilimento o per circa 30.000 persone considerando le famiglie) ha la stessa valenza democratica e costituzione della brutale cancellazione definitiva per 60 milioni di cittadini italiani della garanzia basilare - tanto che  è stata la sola garanzia  aggettivata dagli stessi " padri della patria " come " inviolabile" - del rispetto della persona umana e della sua privatezza. Solo questa considerazione già rende l'idea dello squallore filosofico-storico-sociale-politico che tale sillogismo azionista della sinistra dimostra. Da molto tempo si discute sul fatto che anche solo cercare di rendere relativo , secondario, marginale il sistema immunitario democratico tentando di infettarlo con il giustizialismo forcaiolo , equivale a partecipare, come untori manzoniani, alla disfatta della democrazia basata sul fondamentale rispetto della persona. Ma come può un vero e sincero democratico sostenere che non vi sia alcuna differenza sociale e politica fra " manette a volontà in violazione del più elementare principio costituzionale di rispetto della legalità democratica" e la  " semplice sospensione temporanea per il solo sabato sera del diritto di sciopero "- diritto costituzionale ma che non gode, come invece ne gode la rpivacy prevista nell'articolo 15 della Costituzione, anche dell'originaria qualificazione come diritto " inviolabile "-? Semplicemente inconcepibile, semplicemente incredibile.
Così che appare invece  ideologica, coerente, appropriata, anche se non certo condivisibile la teoria esposta , giorni orsono, su questo argomento su Il Manifesto da Guido Viale. Il quale in poche parole in perfetta coerenza con la sua origine gruppettara, mondoperaistica, lottacontnuistica, sostiene che intorno all'accordi di Pomigliano si affannano pensieri confusi ( per lui) pseudoriformisti, ma che in sostanza daranno un solo risultato: quello di indebolire o di far cadere o di intaccare i diritti dei lavoratori che siano essi sanciti dalla Costituzione o guadagnati dal Contratto collettivi di lavoro. Al netto da tutte le iperboli di Viale, il succo dell'affermazione è che l'auto è un bene ormai rinunciabile e sul quale non si può ragionevolmente puntare per un futuro della classe operaia ( ma qualìè questa classe operaia?). Al posto della semplice auto e quindi al posto della FIAT, Viale  vede altra produzione di beni diversi dalla semplice auto, come bus ecologici, come qualsiasi produzione che miri a sposare la produzione industriale con il rispetto ecologico dell'ambiente. Ecco, Viale scopre, dopo la lotta continua per il dominio della classe operaia, dopo il conflitto fra lavoratore e datore di lavoro, scopre anche la new deal, quella operaio-ecologista. Rispetto per le sue idee e per le sue iperboli, che però tali restano e che non portano da nessuna parte. E' e sarà  sempre il mercato, caro Viale, e non le ideologie terzomondiste a stabilire quali sono i prodotti sui quali il mercato punterà. Dopo il rispetto  dovuto alle idee  - tanto più che sono molto educatamente poste  senza alcuna spocchia veltroniana o dalemiana o bersaniana - la conclusione non può che essere la seguente:  utilizzare le sinfonie stantie antimercatiste di stampo dirigista e stalinianno per ripetere le solite litanie anti industriali anche se trasferite dal pensiero romantico a quello ecologico, questo sì, che è veramente da puro  corporativismo reazionario.

Sabato 19 giugno 2010

Gaetano Immè

venerdì 18 giugno 2010

IL NOSTRO MANIFESTO PER LA PRIVACY

LA PRIVATEZZA E' UN NOSTRO DIRITTO INVIOLABILE SANCITO DALL'ARTICOLO 15 DELLA COSTITUZIONE. DIFENDIAMOLO DA TUTTI COLORO CHE VOGLIONO SOTTOMETTERE LA DIGNITA' PERSONALE E LE REGOLE DELLA CIVILE CONVIVENZA AGLI SPIONI DI STILE STALINISTA, NAZISTA , CUBANO E FASCISTA.

Il dibattito intorno alla legge sulle intercettazioni telefoniche non deve servire a far scivolare  sotto silenzio o a marginalizzare il nostro irrinunciabile ed indisponibile diritto alla privatezza, statuito come inviolabile dall'articolo 15 della Costituzione Italiana. Accettare di essere intercettati senza che sussista un reato significa:


1. aver dimenticato le immani catastrofi, i massacri, tutte le guerre che il secolo scorso ha
    patito per essersi sottomesso   alla pretesa delle    dittature     comuniste,    hitleriane ,
    cubane e  fasciste  di spiare continuamente  nella vita privata degli altri . Alle anime
    belle ed ipocrite che sbandierano  l'ipocrita  slogan " chi non ha niente da nascondere
    non teme le intercettazioni" rinfaccio con estrema violenza il loro qualunquismo
    ipocrita e totalitarista, perchè proprio con questo concetto  nacquero il KGB in URSS,
    la Stasi nei Paesi dell'impero Comunista, la Gestapo in Germania sotto il regime
    Hitleriano e l'Ovra , con il suo " caposcala" nel regime di Mussolini. Indebolire il
    sistema immunitario democratico facendosi  irresponsabile untore di quella  peste
    totalitaria ed incivile che è il  giustizialismo alla Di Pietro, contribuire così  all'
    indebolimento del garantismo è una pericolosa china totalitaria e spesso teocratica
    che, come i  regimi del secolo scorso ci dovrebbero avere  insegnato,  non si sa
    dove possa condurre;




2. non avere nessun rispetto per la persona, sia per se stesso che per gli altri,  ritenere
    che lo Stato possa  avere sull'individuo ogni potere, dalla nascita alla sua morte, 
    ritenere che lo Stato possa scrutare nei luoghi più nascosti e sacri del privato,  ritenere
    che lo Stato abbia il diritto di calpestare la dignità dell'essere umano,  insomma significa
    negare  che leggi e regole della convivenza siano fondate suldovuto rispetto dell'individuo;


3. non sapere o fingere di non sapere che l'articolo 15 della Costituzione assicura la nostra
    privatezza come diritto inviolabile , anche per la corrispondenza e per ogni altra forma
    di comunicazione, considerata dai padri costituenti un diritto basilare , portante  ed
    indisponibile ed alla base di ogni società libera e democratica;

4. NOI VOGLIAMO SALVAGUARDARE  LE INDAGINI PENALI CONTRO
    OGNI FORMA DI CRIMINALITA' E DI ILLEGALITA' E VOGLIAMO
    ANCHE DIFENDERE LA LIBERTA' DELLA STAMPA E DEGLI ALTRI
    MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA.  MA NON VOGLIAMO CHE
    L'INFORMAZIONE SI SOSTITUISCA AD UN GIUSTOPROCESSO, NOI
    NON SIAMO DEI VOLGARI E MEDIOEVALI  BOIA O DELATORI
    PREZZOLATI , NOI VOGLIAMO CHE L'INFORMAZIONE RITROVI
    LA SUA DIGNITA', CHE ESPELLA DAL SUO SENO GLI SPUTTANATORI ,
    SIANO ESSI PSEUDOGIORNALISTI CHE NEGLIGENTI O INTERESSATI
    MAGISTRATI,  MA NON  INTENDIAMO CERTO PER QUESTO
    NEMMENO IN  PARTE SACRIFICARE IL  NOSTRO INVIOLABILE  
    DIRITTO COSTITUZIONALE  SANCITO  NELL'ARTICOLO 15 DELLA
    COSTITUZIONE .

  Venerdì 18 Giugno 2010

 Gaetano Immè

mercoledì 16 giugno 2010

Certo, la FIAT l'abbiamo, di fatto, mantenuta noi tutti per diversi decenni, talchè riesce difficile capire come mai essa sia sempre rimasta di proprieta' esclusiva degli Agnelli, se non considerando la proprietà come il prezzo, il pizzo - sarebbe meglio dire -, che gli stessi Agnelli riscuotevano dalla politica consociativistica del tempo, come una qualsiasi piovra, garantendo un'occupazione clientelare ed assolutamente fuori mercato. Certo ancora oggi la FIAT è troppo assistita dallo Stato italiano: infatti proprio a Pomigliano d'Arco - dati INPS - gli operai in
"cassa integrazione straordinaria" nel 2009, hanno lavorato in media quattro giorni al mese. Quattro giorni al mese di lavoro,una miseria, ventisei giorni al mese di libertà dal lavoro in FIAT, con nostro mantenimento e possibilità di altri lavori a nero. Dov'è l'equilibrio? Dov'è Cournot? Dov'è la logica del mercato? Dov'è la decenza? Esiste dunque o non esiste un confine fra la FIAT che fu e che in parte ancora oggi è e un'estorsione ? Non solo. Prendo i dati medi degli ultimi tre anni pubblicati dall' ISTAT. Per produrre in Italia 650 mila auto funzionano la bellezza di 5 stabilimenti con quasi 22.000 dipendenti. In Polonia, tanto per restare in tema, per produrre 600 mila auto basta un solo stabilimento che occupa circa 9.000 dipendenti. Se la FIAT non è più quella fetida creatura che rispondeva perfettamente al più spregiudicato consociativismo fra la DC ed il PCI, che assumeva oltre ogni logica perchè tanto a turare i buchi di bilancio ci pensava il Governo DC con l'accordo del PCI e coi soldi nostri, che viveva di rottamazioni finanziate coi soldi nostri, di autostrade costruite a nostre spese, di cassa integrazione ordinaria a nostro carico, di cassa integrazione straordinaria a nostro carico, dI risanamenti delle perdite a nostro carico, ma da utili di gestione di proprietà esclusiva di Gianni Agnelli -che per decenni ha applicato al meglio sia la socializzazione delle perdite che la assoluta privatizzazione dei profitti -,se quindi la FIAT ha vissuto per decenni e decenni di tutto l'assistenzialismo ed il consociativismo possibile, meno che di mercato e nel mercato, se per questa sua politica assistenziata e statalizzata Gianni Agnelli ricevette come premio da DC e da PCI il laticlavio quasi a vita al Senato, nella sinistra indipendente ( forse per un attimo di vergogna, ma duubito che Gianni Agnelli avvertisse certi sentimenti),oggi è ora di cambiare. Se la FIAT sta sul mercato globale, perchè il sindacato le vuole vietare di comportarsi come il mercato pretende? Io non capisco cosa induca Marchionne a insistere con Pomigliano, quando basta compulsare le cifre esposte per capire quanto converrebbe alla FIAT produrre all'Estero, magari proprio in Polonia. Non credo ad un attacco di riconoscenza nè tanto meno alla filantropia, Pomigliano rappresenterebbe per l'Italia un calcio sui denti , dopo il calcio nelle palle di Termini Imerese , un po' troppo per la verità. Spulcio le regole dell'accordo e trovo: a) tre turni giornalieri di otto ore; b)controllo della produttività dei lavoratori; c) ottanta ore di lavoro straordinario all'anno; d) se l'assenteismo superasse certe soglie ( quali?) niente indennità di malattia; e) punizione per chi sciopera nel turno di notte del sabato. Dall'altro lato: 700 milioni di Euro di investimento, lavoro assicurato per decenni ai 15.000 dipendenti a Pomigliano d'Arco. Dov'è l'incostituzionalità della proposta? Dove sono quei paventati diritti lesi che la FIOM-CGIL sbandiera per legittimare lo sciopero? Nella testa di chi fino ad oggi ha lavorato come hanno lavorato a Pomigliano, quattro giorni al mese e ventisei con un altro lavoro a nero, con punte di assenteismo spaventose quando gioca il Napoli in casa o ci sono elezioni, quando il lavoro viene interpretato come un diritto che non ha doveri, quando il territorio offre la possibilità di vivere da cassintegrato con altro lavoro, allora questa proposta non va bene, non può andare bene. Meglio cassintegrato con secondo lavoro a nero che al lavoro serio. La posizione della FIOM-CGIL tenta di mascherare come " difesa dei diritti " quella che in realtà è solo " la difesa del malcostume assenteistico", la difesa delle " mele bacate". Si farà un referendum fra i lavoratori. Il risultato? Comunque vada, hanno consegnato alla FIAT un assist tremendo. Speriamo che la FIAT non colga la palla al balzo.

Mafiosi e camorristi catturati ogni giorno, si nascondevano praticamente in comodi villini, quasi di fronte alle caserme dei Carabinieri. Ultimo caso , il figlio di Sandokan Schiavone a Casal di Principe, a Caserta. Da quando Maroni è al Ministero dell'interno, il clan dei casalesi - specie dopo la strage di immigrati a Castelvolturno, settembre 2008 - subisce perdite enormi, in uomini e patrimoni. Guardo le statistiche - della Polizia di Stato - e vedo :
a)il Viminale con Maroni ha catturato 24 dei 30 latitanti più pericolosi ;
b)arrestati la bellezza di 5.500 camorristi.
Domandina facile facile: perchè prima di questo Governo Berlusconi, con la totale e sfrenata libertà di intercettazioni, questi risultati non si sono mai visti? Attendo risposte. Anche da Saviano.

La Commissione centrale del Ministero degli Interni ha negato al pentito Gaspare Spatuzza la sua ammissione alle misure speciali, come richiesto alla Commissione stessa da varie Procure della Repubblica. Formalmente la decisione viene burocraticamente definita per " tardività" delle informazioni fornite da Spatuzza alla Giustizia rispetto ai 180 giorni previsti dalla Legge. C'è una scissione evidente, fra valenza della Commissione e valenza delle Procure, nel senso, ovvio, che la Commissione non riconosce al pentito quei benefici che costui avrebbe preteso, lasciando ovviamente libera la Porcura di ritenere le sue tardive collaborazioni, i suoi tardivi ricordi, come elementi penalmente apprezzabili. Insomma, la Commissione sta ben accorta a non invadere il campo giurisprudenziale proprio dei Magistrati, ma è lampante come la sua decisione esprima un fortissimo dubbio sull'attendibilità di un pentito, come questo Gaspare Spatuzza, che " ricorda" solo oggi, dopo la bellezza di diciassette anni, un episodio quale un diretto coinvolgimento di un Presidente del Consiglio dei Ministri nelle stragi mafiose del 1992 e 1993 - coinvolgimento del quale non aveva minimamente fatto cenno durante questi diciassette anni passati a non far nulla - quando un episodio del genere non può certe passare inosservato o nel dimenticatoio ed anche quando questo Presidente del Consiglio - di cui Spatuzza parla - è stato, per altre due volte, Capo del Governo e, sempre, leader del maggior partito politico dell'Italia.


Premesso che nel 2007 il Governo Prodi votò con unanimità bulgara - ma inutile - il Decreto Mastella , che proibiva la pubblicazione di intercettazioni anche solo per riassunto; premesso che nel programma del PD del 2008 si auspicava " il divieto fino al termine dell'udienza preliminare "di pubblicare le intercettazioni; che dal 1988 l'articolo 114 del c.p.p. punisce la comparsa sui giornali di atti giudiziari prima delle richiesta di rinvio a giudizio dell'imputato, norma che nessun Magistrato ha mai applicato ( ma non c'è l'obbligatoria azione penale?boh!), dopo anni di macelleria giornalistica e televisiva dove il processo di sputtanamento dell'intercettato ha preso il sopravvento - Napolitano silente o col capo girato - sul processo pubblico penale, con non pochi casi di sputtanati che sono stati poi dichiarati estranei ai reati loro addossati dopo svariati anni; dopo che di Balducci, per fare un esempio, ancora non sappiamo a chi abbia dato un Euro o da chi l'abbia preso un Euro per i lavori che governava ( che è quello che conta), mentre sappiamo tutto - anche le misure dei membri erotici, infatti l'Unità conta un esperta nel ramo quale la Direttora Concita De Gregorio - sul suo orientamento sessuale ( del quale non solo non ci frega niente, se non ai pervertiti assatanati , ma che non ha certo alcun peso sulle eventuali malefatte sui lavori ), dopo che fior fiore di corrispondenti esteri in Italia hanno messo nero su bianco che quello che succede in Italia in tema di sputtanamento, in tema di violazione dell'articolo 15 della Costituzione al loro Paese non sarebbe mai possibile; dopo tutto questo can can, dopo l'indecoroso avanspettacolo gratuito offerto agli italiani dal centrosinistra che, dimentico della " sua " legge bavaglio del 2007, ulula al " regime del bavaglio" di fronte a questa legge; ieri se ne esce una tale Dunja Mihatovic, portavioce di questa OCSE, affermando che " l'Italia deve ritirare questa legge ". Con il dovuto rispetto, ma questa Dunja Mihatovic è ignorante o legge solo Repubblica?


Ma vi siete mai chiesto perchè tutti questi " scienziati de sinistra", tutti questi ipocriti che oggi strillano non perchè esista un " bavaglio" ma solo perchè tra poco non potranno più scopiazzare liberamente dagli atti di una Procura materiale che col copia ed incolla diventeranno libri e quindi loro guadagni , tutti questi boia della libertà individuale , tutti questi Mastro Titta di codina e papalina memoria non hanno mai emesso non dico una parola, ma nemmeno un alito, un refolo, uno sguardo, un sospiro su certi casi clamorosi? Vediamo di capire il perchè. Cominciamo dalla faccenda di Tavaroli e Telecom. La sentenza del GUP di Milano non sono un'accusa contro Tronchetti Provera o contro Carlo Buora, ma contro la Procura di Milano. Infatti Tavaroli e Cipriani hanno patteggiato perchè hanno commesso dei reati, Tronchetti e Buora non sono nemmeno indagati. Entriamo nel dettaglio: il GUP scrive che fra le carte sequestrate agli spioni di Telecom ( Tavaroli e Cipriani)ce ne erano alcune riguardati il famoso " OAK FOUND " ( Fondo Quercia), radicato in qualche paradiso fiscale, riconducibile ai DS se non proprio a Massimo D'Alema.Questo GUP dunque scrive rimproverando aspramente la Procura di Milano che, pur avendo avuto in mano quelle carte si è ben guardata dall'investigarci sopra, anzi le ha messe tutte in disparte aspettando il successivo e tempestivo Decreto Mastella che condannò - quei documenti- al rogo. Pensare che il Decreto Mastella fu proposto ed approvato dalla sinistra dopo appena sei mesi dalla scoperta dell'OAK Found proprio per far tacere per sempre quelle carte così ingombranti per la sinistra si può dire ? Contro quella Legge Mastella nessuno emise un fiato, nessuno protestò. Nè Scalfari, nè Mauro, nè Saviano, nè Bocca, nè Celentano, nè Dandini, nè Santoro, nè Di Pietro, nè Pedica, nè Floris, nè Ciampi, nè Zagrebelsky, nè Rodotà,nè Ezio Mauro, nè Concita De Gregorio, proprio nessuno. Nessuno fra coloro che oggi si dichiarano imbavagliati da questa Legge sulle intercettazioni, nessuno fece un fiato. In questo modo una grossa fetta della torta dell'affare Telecom / " capitani coraggiosi" era finita nelle mani dei DS. La Procura di Milano in quel caso " non ha voluto sapere", ma guarda il caso. Anzi ha lasciato in disparte quelle carte aspettando solo l'approvazione del tempestivo Decreto Mastella per distruggere quelle carte. Antonio Di Pietro e Gerardo D'Ambrosio hanno molte cose in comune: una è quella di essere stati P.M. nel Pool di Milano dai tempi di Mani pulite. La seconda è di essere entrambi degli ex magistrati. Ma a ben guardare hanno anche una terza cosa in comune: sono entrambi entrati in Parlamento grazie ai comunisti. Il primo, grazie proprio a D'Alema che gli regalò - per magnanimità? per pizzo? giudicate voi - il seggio supergarantito nel Mugello; il secondo, anche lui invischiato in Mani Pulite, direttamente nel PD. E perchè Gerardo D'Ambrosio si trova in Parlamento? Perchè ha fatto con il " OAK Found " quello che Di Pietro fece con il compagno Primo Greganti. Ricordate? Greganti era del PCI e fu trovato con un miliarduccio di lirette in contanti in mano, dentro la sede del PCI di Roma. Ma Di Pietro, che solitamente inseguiva pure i passerottied anche le gazze se erano stati colti con una monetina nel becco, davanti a Greganti - che dichiarò che quei soldi ( un miliardo!) era suoi e per lui - anzichè insistere per conoscere la verità,qual'era il suo compito di Magistrato, fece il grande favore, il " beau geste" al PCI , guadagnandosi così l'eterna riconoscenza ed il seggio senatoriale. Idem per Gerando D'Ambrosio: costui si dette un gran daffare a favore di Greganti per dimostrare che costui diceva il vero quando affermava che il miliardo che aveva in mano non era per il PCI ma erano soldi suoi ( per Giulietto Chiesa, invece, ventimilioni di lire nelle mutande, non potevano che essere una tangente per il PSI , vero D'Ambrosio e Di Pietro?) fino a scovare ( caso unico nella storia giudiziaria milanese) un atto notarile con il quale il Greganti aveva acquistato una casa. Non sto insinuando che Gerando D'Ambrosio da Procuratore di Milano divenne Senatore dei DS perchè aveva salvato , come Di Pietro, i compagni del PCI, lo sto semplicemente ed apertamente denunciando. La storia, con la sinistra, si ripete sempre. Greganti col miliardo, Sacchetti e Consorte con una paccata di miliardi avuti come tangente per l'affare Telecom venduto ai " capitani coraggiosi" amici di D'Alema, allora Presidente del Consiglio, con soldi prestati ai suddetti " finanzieri/ rapinatori" dalle Banche amiche e protette da quell'unica Merchant Bank che parlava pugliese anzi chè inglese e che aveva sede sociale a Palazzo Chigi in Roma, dove molti entrarono " con le pezze al culo" e ne uscirono " con abiti di Cristian Dior". Insomma con la scalata Telecom dei capitani coraggiosi, che utilizzarono soldi nostri depositati nelle Banche loro amiche e sodali dei DS, si consentì di portare all'estero la proprietà della Telecom: i soldi poi, dall'estero, chissà dove sono andati? Tutti zitti, allineati e coperti.Ma dove stavano i Fo, le Rame, gli Scalfari, i Mauro, i Bocca, gli Zagrebelsky, i Rodotà, i Pedica, i Di Pietro, i Flores D'Arcais. Tutta questa gente che oggi sbraita contro fantomatici bavagli, ieri erano complici e conniventi a ladroni patentati e compravati. Ma tutti zitti e coperti. A fare da pali!!!!

Ma perchè Fini riesce sempre a cambiare idea? Dopo aver condiviso una decisione, un'idea, una scelta, riesce sempre a cambiarla. Oggi sulle intercettazioni, sul cui testo martedì scorso - mica un anno fa- aveva concordato in seno al Direttivo del PDL, ieri su immigrazione, su fascismo, sulla destra, sul voto agli immigrati, sui tagli ai parlamentari. Insomma, un florilegio di " oggi è così, ma domani chissà? Sarà l'opposto o chissà chi lo sa.....". Ma voi, seriamente, ma vi fareste governare da uno così inaffidabile?

Con una lunga relazione di quasi 380 pagine, la Corte dei Conti praticamente svergogna la gestione di Valter Veltroni come Sindaco di Roma, fra il 2004 ed il 2007. Un vero disastro. Non una sorpresa, per me no di certo. Il Veltroni non me l'ha mai raccontata giusta, mai. Che ora paghi, politicamente e moralmente e con lui il suo partito, per la mala gestio clientelare con la quale ha condotto per due mandati il Comune di Roma. Eccola, la buona amministrazione della sinistra.


Dopo anni ed anni di mieloso buonismo, di cecità assoluta sulla sicurezza,ecco che finalmente qualcuno apre gli occhi e vede quello che c'è da vedere. Altro che integrazione! I cinesi hanno portato la mafia in Italia, alla quale dell'integrazione alla volemose bene, tipo Rosy Bindi o Livia Turco, non frega proprio niente. Dunque è una mafia e come una mafia va affrontata, non come etnia da integrare. Plauso al Ministro Ronchi che sta portando la faccenda all'attenzione del Consiglio dei Ministri. Era ora!!!

Mercoledì 16 giugno 2010

Gaetano Immè

martedì 15 giugno 2010

ANCORA SULLE INTERCETTAZIONI

Per capire bene fino a che punto Repubblica si faccia gioco della verità , fino a che punto Repubblica se ne sbatta altamente di un dibattito serio e veritiero , condotto per il bene del Paese e per una corretta informazione dei suoi lettori e si batta invece, ciecamente e pervicacemente , solo ed esclusivamente per coartare, con qualiasi mezzo, legittimo e sopratutto illegittimo, il pensiero dei suoi lettori, - che, per il bene del Paese sono clamorosamente diminuiti come da dati AIEG - per verificare tutto questo dicevo, ove non bastasse la storia di questi ultimi cinquanta anni, è sufficiente aver letto da mercoledì scorso Repubblica.

Luigi Ferrarella è corrispondente da Washington di Repubblica, dunque, una firma di punta, il che non vuol dire certo onesta , anzi diciamo molto ma molto asservita allo scopo del suo Giornale ,indirizzato solo a creare sacche di ignoranza e risentimenti biliosi nelle menti facilmente influenzabili dei propri lettori. Non sapendo cosa altro inventarsi per demonizzare questa Legge sulle Intercettazioni - che non è il massimo, ma almeno potrebbe essere il minimo da cui partire, magari insieme, se gli
" altri" avesso in testa delle idee e non delle cieche invidie - Ferrarella ha dato il peggio di sè, che è il meglio per la media cultura di chi legge Repubblica, arrivando sino al punto di scrivere con un faccia tosta da guiness dei primati che con questa ( quella Italiana) Legge sulle intercettazioni, negli USA non sarebbe esploso il caso di Rod Blagojevic. Molti non lo sanno , specie fra i lettori di Repubblica - dato di ignoranza sul quale contano in modo certo tutti i cattivi maestri - ma costui era l'ex Governastore dell'Illinois che in questi giorni è andato sotto processo ( in America, non vi illudete, in America!)per una bella sfilza di reati, fra i quali spicca il suo tentativo di " vendere " al milgior offerente il seggio del Senato lasciato libero da Barak Obama. Scrive Ferrarella " già all'indomani dell'arresto, il 9 dicembre del 2008, i giornali pubblicavano le intercettazioni che lo incriminavano.......
..provenienti da un documento ufficiale della Procura... accessibile ai giornalisti in maniera trasparente...". Ovviamente è tutto falso. Come si usa sempre a Repubblica, è tutto completamente falso. Rod Blagojevic è stato arrestato dopo tre anni di inchieste ed il suo caso è esploso quando gli uomini della procura hanno intercettato le conversazioni a proposito della tentata vendita del seggio senatoriale a chi offriva di più. Ordunque, quando il Procuratore Generale dell'Illinois ha raccolto prove a sufficienza per dimostrare che i reati che imponevano l'arresto immediato di Blagojevic c'erano, ha subito convocato una conferenza stampa per spiegare alla stampa quanto accaduto.Il Procuratore Capo non ha spiegato tutti i dettagli dell'operazione, non ha autorizzato la pubblicazione di tutte le conversazioni: ha semplicemente incluso nel documento pubblico, cui allude ignobilmente Luigi Ferrarella, quegli stralci che dimostravano la concreta esistenza di uno o più reati. La pubblicazione, dunque,si è limitata agli eventi di interesse pubblico ed è stata subordinata al criterio della loro " pertinenza" ed a quello della loro " tempestività". Dunque, niente pubblicazione integrale delle registrazioni, niente sputtanamento generalizzato su parole che nulla avevano a vedere con i reati addebittati a Blagojevic, niente feste, festini, niente smutandamenti sbirciati dai buchi della serratura,niente gusti sessuali del Blagojevic, niente graticola e , sopra tutto , niente, RICATTI. Infatti Blagojevic non ha dovuto cedere al ricatto dei giornali e delle tv che sfruttavano ogni piega personale delle intercettazioni( comincio a credere che la sinistra è oggi contraria a questa Legge - che peraltro due anni fa la stessa sinistra aveva approvato con il Governo Prodi- proprio perchè questa Legge, pur non essendo la Legge perfetta , tuttavia qualcosa limita, ma non la libertà di informazione di cui svanverano, bensì la libertà di RICATTO che molti giornalie tv considerano una delle loro armi politiche migliori) , è rimasto al suo posto e a fine dicembre 2008 ha addirittura nominato Roland Burris su quel posto al Senato. Dunque a far cadere Blogojevic è stato il processo del Senato, condotto secondo i dovuti crismi legali; sono stati, insomma, i fatti, fatti giuridicamente accertati dal giudizio penale non fatti supposti, ipotizzati e sbandierati come fossero veri dagli sputtanatori professionali tipo le grandi firme di Repubblica e della Stampa, non certo la pubblicazione di tutte le intercettazioni. Per quei fatti accertati Mr Blagojevic deve rispondere ai Giudici, non per pettegolezzi non provati. E per questo, in quel Paese , che è serio, rischia la bellezza di venti anni di galera. Non la ricchezza, come è successo in Italia, dove gentucola come D'Avanzo, come Celentano, come Sofri, come Scalfari, come Travaglio, come Santoro, come Lattanzi, come Mauro, come tanti scribi , come tanti Magistrati, sputtanando persone che poi dopo anni e serie indagini sono risultate completamente innocenti ed estranee alle ipotesi accusatorie ( elenco lunghissimo ), gli sputtanatori professionali vengono considerati quasi degli eroi e vivono alla grande pubblicando libri, facendo gettonatissime comparsate televisive, scrivendo articoli sui giornali, quando non arrivando, addirittura, al Parlamento italiano o comunitario. Ma questa gente, la gente che legge Repubblica, quella che legge La Stampa, la gente che guarda le tv, che fa la miserabile e ignobile " resistenza civile", che si veste buffonescamente di viola come un monsignore o come un mago Merlino, che ascolta inebetito questi miserabili masnadieri dello sputtanamento, ma cosa vuole? Questa gente neanche si rende conto che stanno lottando non contro un " BAVAGLIO " ma contro LA LIBERTA' DELLA VITA PRIVATA ED INTIMA DI CIASCUNO DI NOI. La pseudo lotta contro il così detto " bavaglio" è una nave di pirati e di masnadieri che batte una bandiera falsa ma che punta dritta dritta contro un 'isola precisa , contro l'isola della libertà, contro l'isola della " LIBERTA' INDIVIDUALE" per annientarla, per instaurarvi il vero regime al quale loro ambiscono: quello sovietico. Svegliatevi tutti, perchè se a sinistra le cose stanno purtroppo come ho detto, non è che a destra si stia poi tanto meglio. A la guerre comme a la guerre, diceva qualcuno e dunque se a sinistra si sputtana , a destra si risponde sullo stesso piano. C'è forse qualcuno che sia immune dal vizio di trafficare in intercettazioni da pubblicare a tradimento? C'è forse qualcuno che pur avendo ricevuto sputtanamenti gratuiti da sinistra si sia opposto completamente all'uso della stessa spada per la quale , chi la usa per ferire, dovrà perire? Mortificano il senso patrio quelle ignobili spinte sanculotte, codine e primordiali che tendono a far prevale sul buon senso e sulla civiltà liberale un giustizialismo papalino, medioevale ,
d'assalto, da rapina, da rogo e da forca senza processo,insomma alla Di Pietro, con l'aiuto di ignobili argomentazioni giuridiche degne di uno Stato sovietico delirate da un ormai impresentabile ed imbarazzante Zagrebelsky - del quale ci si augura le sue pronte ed immediate dimissioni da qualsiasi carica ricopra - . Questa vergognosa ed ignobilmente troglodita pseudo lotta contro l'inesistente " bavaglio" altro non è che una campagna generalizzata, sostenuta da tutta la sinistra italiana, contro la tutela della vita privata dagli assalti e dalle intrusioni indebite, una campagna " contro" la Costituzione italiana, " contro" l'articolo 15 della Costituzione. Cronisti giudiziari, che dovrebbero fare il loro onesto lavoro, dovrebbero in primis sperare nella regolamentazione di quanto si discute per non trasformarsi in " character killers ", in diffamatori professionali, come troppo sovente è avvenuto in passato.

Ma i masnadieri, oltre le bugie, amano anche le truffe e truffano i loro meschini, silenti, indifesi lettori. Così riportano che la stampa internazionale è preoccupata per la sorte meschina di questo Paese, ormai in mano all'eterno conflitto di interessi, ormai in mano al demenziale populismo berlusconiano, all'autoritarismo incombente, ormai in mano ad una maggioranza di imbecilli e di lobotomozzati che votano PdL perchè non hano nè testa nè intelletto. Riempiono le loro prime pagine di dichiarazioni di testate internazionali che sprizzano indignazione e costernazione . Ma poi questo blog, nel suo piccolo e misero, va a verificare e così scopre che tutti i corrispondenti esteri confermano che nei loro Paesi non è consentito sputtanare nessuno prima di una prova certa stabilita da un Tribunale, scopre che in nessun Paese civile - a mano che non sia, appunto, una Cuba, una Corea del Nord, o una Cina o una teocrazia islamita - vige " sputtanopoli" come la sinistra dipietresca vorrebbe che continuasse a esistere in Italia. Per estrema chiarezza riferisco che addirittura il corrispondente in Italia di un giornale cileno ha voluto aggiungere che da loro non ci si comporta come in Italia, perchè, a casa loro, il ricordo e lo spettro di Pinochet bruciano sulla pelle dei cileni. Molti poi hanno graziosamente sottolineato che nel loro Paese mai potrebbe succedere non solo di leggere sputtanate sui giornali ma anche che un processo duri qualcosa come dieci anni. Come da noi.

In un Paese lasciato da sempre, colpevolmente, dal potere politico, nella mano violenta ed ossessionante delle criminalità locali, siano esse 'ndragheta, camorra, sacra corona, malavita, ecc, di intercettazioni
c'è n'è bisogno. Tanto è vero che questa Legge, non fatevi infinocchiare, non riguarda nè mafia, nè terrorismo e simili. E chi afferma il contrario non solo diffonde menzogne e ciarlatanate, ma addirittura difende il medioevale ed ancestrale desiderio di brutale annientamento di un nemico, il pubblico sputtanamento in un'orgia di pettegolezzo pubblico a mezzo stampa e tv,che violenta la vita privata, che ammazza la riservatezza , che calpesta con inaudita violenza l'articolo 15 della Costituzione e non solo quello. In nessun Paese al mondo si fa un uso così orgiastico, schifoso, vomitoso delle intercettazioni telefoniche come in Italia tanto che i giornalisti USA o UK o francesi o spagnoli che cianciano tanto di questa Legge dipengendola come bavaglio non si permetterebbero mai, nei loro Paesi, di fare la centesima parte dello scempio immondo che Repubblica,Il Corriere, La Stampa, tv e sodali hanno fatto di semplici frasi intercettate senza prima attendere che un Giudice trovasse un reato penale da contestare al registrato.


Sempre mercoledì scorso, sempre su Repubblica ( e dove, sennò?),altra perla di quel fior fiore di giornalista democratico che è Ezio Mauro. Perla peraltro rappresentativa in modo perfetto della mancanza di vero senso democratico che alberga, che governa e che muove le budella - in questo caso parlare di intelligenza, di animo, di intelletto, mi pare del tutto fuori luogo - e quindi i pensieri - che, nella fattispecie, dalle budella sono prodotte e dirette non certo dal cervello - dei lettori di Repubblica. Nel suo editoriale, Mauro dunque parlava di " libertà delle inchieste contro la criminalità", che sarebbe osteggiata, a suo dire, da questa Legge sulle intercettazioni. Ma costui è nel pieno possesso delle sue facoltà mentali oppure è un'altra vittima dell'applicazione frettolosa della Legge Basaglia? Eccolo tutto il suo livore cieco, giacobino e codino, eccole le parole che dimostrano in maniera paradigmatica che quello che muove Ezio Mauro e che affascina e sazia i lettori di Repubblica è la pretesa livorosa di uno Stato incivile, di uno Stato padrone dove non esista libertà individuale , dove ogni vita è soggetta al ferreo controllo della Stasi di turno. Certo, signor Mauro che le indagini devono procedere in piena liberà ed autonomia rispetto al potere esecutivo, ma le indagini, le udienze preliminari, gli interrogatori,i dibattimenti, la formazione delle prove, la custodia degli atti, le sentenze, tutto , egregio Signor Mauro, deve essere assoggettato a regole strettissime. Questa idea della libertà delle indagini contro il crimine ha un sottinteso che assomiglia troppo a qualcosa di primitivo, di selvaggio, di " giustiziere della notte", da Charles Bronson, da Maurizio Merli,di ronde armate tanto neglette a parole ma poi trapiantate in questo pensiero antidemocratico e da far west da assalto alla diligenza. Non stupisce nè indigna, per chi , come questo blog, conosce bene le capacità intellettive e culturali sia Ezio Mauro che della Barbara Spinelli il loro fare " culo e camicia" fra Repubblica e La Stampa nel gorgheggiare insieme per inscenare presunti stragismi ed orrende complicità con la mafia, basato non certo su materiale giudiziario o su prove ma solo su alcune opinioni soggettive di alcuni P.M.

Giustizia e sicurezza, giustizia e rispetto della libertà dell'individuo, giustizia e civiltà giuridica, giustizia e rispetto di tutta la Costituzione, richiedono intercettazione ben regolamentate. Solo il
" processo " è pubblico. Non è invece pubblica la mia vita privata, anche se viziosa, nè quella vostra. Svegliatevi e difendete la vostra privatezza garantitavi dall'articolo 15 della Costiruzione e che questi vampiri affamati di processi da rogo ci vogliono togliere! Altro che difesa della Costituzione!!!Dagli agli untori! Cacciateli dalla vita civile! Armiamoci contro questi gaglioffi, tutti. Nessun dorma.

A questo proposito, una chicca :l'altra sera su " Otto e mezzo" ,su La7, Lilli Gruber e Travaglio. Alla Gruber che chiedeva allo scriba delle Procure se lui fosse d'accordo sul testo dell'articolo 15 della Costituzione - che sancisce, fra i diritti inviolabili della persona, la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione - il medesimo scriba, famiglio dei Magistrati d'assalto al cui uscio secondario egli sosta sempre col cappello in mano in attesa di ricevere qualche avanzo, con una faccia tosta da Oscar ( niente Hollywood, basta l'OLS nostrano) rispondeva che certamente era d'accordo " anche perchè", aggiungeva, "il secondo comma dell'articolo recita (parole di Travaglio)"fatte salve le esigenze della Giustizia". Nessuno ha fiatato, figurarsi quell'appecoronato canotto plastificato che è ormai la conduttrice. Volete sapere come recita testualmente questo secondo comma dell'articolo 15? Recita:" La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità Giudiziaria con le garanzie stabilite dalla Legge". Capito il Travaglio che onestà? E' evidente che l'interpretazione è completamente diversa da quella travagliesca e canagliesca, secondo la quale la limitazione della segretezza può avvenire quando appaia opportuno ad un Magistrato. Questa gentaglia non solo non conosce la Costituzione, ma conta e fa affidamento proprio sull'ignoranza, sulla faziosità e sulla dabbenaggine dei suoi fans e sulla disonestà o ignoranza o complicità dei tanti mezzobusti televisivi.

A sentire la sinistra, a sentire i dipietristi, a sentire il popolo viola, a leggere Repubblica, La Stampa, Il Corriere, a sentire i tanti mezzi busti televisivi, questa Legge sulle intercettazioni è un'iradiddio. E' la instaurazione di un regime, è il divieto di libertà di stampa, è la fine della democrazia in Italia. Come piangono i Gramellini, i De Bortoli, i Mieli, i Calabresi, i Travaglio, i Santoro, gli Zagrebelsky: ed io mi chiedo: ma perchè piangono? Per questa sporca faccenda delle intercettazioni. Ma questi signori conoscono la Legge? Sanno questi Signori che ci sarebbe già, in Italia, una norma di Legge che, se applicata, bloccherebbe immediatamente questo immondo commercio di ricatto ? La norma è in vigore dal 1989, anno orribilis dalla parte della sinistra per via del muro che gli crollò addosso, articoli 684 e 329 del Codice di Procedura penale. Questa norma vieta dal 1989 che le registrazioni delle intercettazioni siano diffuse. La verità? Tutti, Magistrati in primis, se ne sbattono della norma, perchè la violazione della stessa realizza un illecito estinguibile senza processo mediante pagamento di una oblazione che viene a costare qualcosa come 150 Euro.
E poi, mi chiedo, cosè cambiato fra il 2007 ed oggi? Allora perchè gente come Prodi, come la Finocchiaro, come Di Pietro, come D'Alema,come Franceschini, come Veltroni oggi non vogliono questa regolamentazione delle intercettazioni quando loro stessi ne approvarono una il 17 aprile 2007 ben più dura di questa attuale? Questa Legge, della quale nessuno parla solo perchè il Governo Prodi non fece in tempo a sistemarla, nota come "ddl Mastella , era ancora più drastica di quella di oggi. Ma questi Signori, grandi mentitori di professione, fanno finta di non ricordare. Prendiamo Veltroni, per esempio: nel 2008 il Fregoli della sinistra diceva " Il PD sostiene il divieto assoluto di pubblicare le intercettazioni fino al termine dell'udienza preliminare". Oggi, il Fregoli delle idee, invece, dice :" Il DDL sulle intercettazioni è una ferita profonda" .E D'Alema? Ieri diceva: " Lo spettacolo degli avvocaticchi che ricopiano le frasi dagli atti istruttori e poi se li vendo ai giornalisti, è indegno." Oggi , afferma :" che il ddl contiene norme non rassicuranti per la sicurezza dei cittadini". E dove la mettiamo la sicula e dura Finocchiaro?. Eccola nel 2007, quando la sua voce in Parlamento scandiva:" E' necessaria una nuova Legge per evitare in futuro il mercato nero di materiale riservato per la privacy". Oggi la sua voce invece dice:" La maggioranza vuole nascondere i propri affari...". E Di Pietro? Ieri non solo scrivere libri di testo universitari dove raccomandava agli studenti di essere favorevoli ad una regolamentazione delle intercettazioni, ma addirittura nel marzo del 2007 afermava:"L'uso delle intercettazioni va regolamentato prevedendo sanzioni per tutelare la privacy". Oggi l'Imbroglione dice:" Questa Legge porcata nasconde gli affari delle cricche...". Una lezione di coerenza assoluta. A proposito del grande Imbroglione, che minaccia di occupare il nostro Parlamento se questa legge dovesse passare , vorrei fare a tutti voi una bella proposta, tanto per passare all'azione: se l'Imbroglione si permette di occupare anche per un'ora il Parlamento con le solite sue buffonate da circo, allora tutti noi andiamo ad occupare per protesta tutti i suoi immobili, sparsi in tutta Italia. Facciamo anche noi " una civile, democratica, antifascista opposizione contro tutti i masnadieri della sinistra in Parlamento". Un discorso a parte merita l'On. Stefano Rodotà. Sulla Privacy ha costruito un impero, tanto che è soprannominato " lo scienziato della privacy". Figlio della buona borghesia arricchita, degno esponente della gauche caviar e gran frequentatore della spiaggia di Capalbio, questo Signore è sempre vissuto di politica, iniziando dai radicali per poi farsi eleggere sempre con la sinistra, ma sempre come indipendente. Oggetto dello scherno di un ormai passato Cossiga, che ridendo si chiedeva cosa mai ci facesse quel borghese alla Presidenza dell'ex partito dei lavoratori, questo superbo esempio di una carriera costruita sulla privacy fino ad arrivare ad essere il Garante della Privacy, oggi Rodotà, ormai arrivato ad una certa età ed avendo assai ben guadagnato sfruttando la privacy, cambia idea. Privacy addio.
Ma voi vi fareste amministrare da questa gente che cambia sempre idea?

Domanda rivolta a Palamara, Segretario di quella corporazione fascista che è l'Associazione Nazionale dei Magistrati. In televisione si parlava di quel neonato rapito da quell'infermiera pressocchè impazzita, caso risolto con un lieto fine perfetto, con perdono della madre e del padre incorporato. Io chiedo a questo signore: ma con che faccia e con quale bassezza d'animo lei sfrutta una simile occasione che poteva trasformarsi in tragedia, per affermare che il caso non si sarebbe potuto risolvere se il Governo avesse approvato questa legge sulle intyercettazioni? Palamara, lei è peggio di Epifani. Ma entrambi avete lo stesso destino: siete destinati a morire assai presto. E senza azioni violente. Ed io ne sarò felice. E con me la maggioranza degli italiani dotati di cervello autopensante ed indipendente dalle coercizioni guidate da Repubblica, La Stampa, il Corriere della Sera, ecc.....


Dedicato a Sofri, Bocca, Saviano, Mauro e Repubblica. Leggervi è un vero godimento. Vi ho letto su Repubblica e devo dire che leggere i vostri istigamenti alla rivoluzione - siamo nel 2010! -, alla lotta continua, mi ha fatto capire bene chi siete. Non vi è bastato il 1979, non vi è bastata la guerra civile che avete scatenato nel Paese, non vi è bastato. Continuate ad agitare gli animi dei vostri elettori,siete degli irresponsabili e degli inguaribili ed arroganti presuntuosi. Le vostre idee valgono lo zero assoluto, la storia le ha macerate e distrutte, la storia mondiale. Avete perso tutto quel che c'era da perdere ed avete guadagnato tutto quel che potevate arraffare da questa società. Sofri ha arraffato decine di morti ammazzati da gente sua succube ed una dorata vecchiaia con tanto di comprsate su giornali e riviste, Bocca ha arraffato da tutto ciò che gli è passato vicino: fascistone razzista, sostenitore delle famigerate leggi razziali del 1938, agile saltatore sul carro del vincitore non appena Salò fu distrutta, Bocca ha arraffato a piene mani a destra ed a sinistra, come si conviene a chi non ha alcun ideale, ma obbedisce solo al famoso detto:" Spagna o Franza, purchè se magna!". Saviano è un sopravvalutato possibile plagiaro ( alcuni cronisti del Mattino di Napoli lo hanno denunciato da anni con l'accusa d'aver copiato molti loro articoli inseriti in Gomorra, processo ancora in piedi)che vive parlando di camorra, senza combatterla. E' un gagà ben vestito e male sbarbato, molto alla moda salottiera, che parla, parla, parla,di camorra, che abita in zone bene, che fa l'utile idiota della sinistra promuovendo elenchi interminabili di proposte da firmare e che vengono firmate sempre dai suoi soliti noti amici ed amichetti. Un giovane perso, vittima della sinistra che lo plagia come lui ha plagiato altri. E' la legge del taglione. Saviano, vai a lavorare!!!!!

Tanto per parlare dei Magistrati. Male, s'intende. E come faccio a non parlarne male, se questi personaggi sono, come devo dire, fuori da ogni realtà contestuale, fuori dal mondo, anche , taluni fuori di testa. Prendi, per esempio, il P.M. di Trani, il dr. Michele Ruggiero. Chi è costui? E' quel P.M. che ha messo sotto processo Minzolini. Minzolini fu accusato dal Ruggiero di aver diffuso notizie riservate in corso di indagine. Cioè Minzo aveva telefonato ad un amico per raccontargli che era stato interrogato da Ruggiero. Capito bene ? Lo nspero. Ora si da il caso che proprio Michele Ruggiero è stato beccato mentre racconta al telefono ad un amico l'interrogatorio di Minzo. Ma, scusate, la Legge è o non è uguale per tutti? O è solo uguale per quelli che non sono Magistrati? O per quelli che non sono " amici dei Magistrati"? Fate voi...


Ho letto, ho studiato, ho atteso tempo, ho letto ed ascoltato tanti soloni, ho visto tanti ditini alzati contro Israele, ho ascoltato le interviste ai così detti " pacifisti" italiani, sentito l'intervista di quella signora torinese che a me sembrava una imitatrice della Littizzetto, ho seguito l'andare delle navi successive, ho visto i filmati della prima nave, ho visto i filmati anche taroccati ndella Reuters, insomma ho pensato bene alla faccenda. Ed oggi ho due certezze, che poi siano politicamente scorrette " me ne po' fregà de meno"!.
Il commando non era di pacifisti, il carico di aiuti era solo una miserabile scusa; il blocco di Israele è rivolto solo ad evitare che entrino armi a Gaza e quindi ad Hamas. Israele da parte sua si trova dentro una guerra che non sa come combattere e si sente tradita, abbandonata dai troppi ditini alzati dai Paesi Euroep e dall'Amercia di Barak Obama e di Mrs Clinton.Restano i morti, che nessuno piange. Alcuni la cercavano la loro bella morte, altri - come i pacifisti " de noantri"- approfittano della loro improvvisa " comparsata" per recitare la parte che amano: apparire emuli della Littizzetto sperando in qualche comparsata da Fazio.....


Il dottor Gaetano Gifuni, ex segretario generale del Quirinale con C.A. Ciampi, dal quale fu riconfermato alla carica, è finito sotto inchiesta da parte della Porcura di Roma per truffa e falso. Gifuni è stato uomo potentissimo, specie grazie a Ciampi, tanto che i suoi familiari, a cominciare dal figlio attore, sono esplosi professionalmente durante il suo, diciamo, "regno quirinalizio". Sorprende che C.A. Ciampi, che era tanto oculato e perspicace, come lui stesso racconta, da " avvertire" trame di sotterraneo golpe negli anni 1993 e 1994, neanche si sia accorto che il suo " amicone e consiliori" faceva quello che voleva, il bello ed il cattivo tempo, sotto la sua egida. Come al solito, questa gente " politicamente corretta" vede la pagliuzza negli occhi degli altri, ma nè vede nè sente la trave che occupa i suoi occhi. Nulla di nuovo, Senatore a vita, tutte cose che sapevamo, tutte cose sulle quali Lei tace. Parla di cose che non sa a vanvera, ma tace su quello che " non può non sapere".....

martedì 8 giugno 2010

ANCORA CON CELENTANO !!!

Se fossi un seguace di Repubblica, oggi dovrei parlare di Adriano Celentano che, ieri, su Repubblica ( e dove sennò?) ha scritto la sua ........................
" centoventicinquemilionesima cazzata " ( titolo suo, tutto suo, prego, certo non mio). Un ridicolo vaneggiamento da far rimpiangere la frettolosa chiusura dei manicomi. Dunque, delle fatwa di Repubblica, siano esse redatte sulle " tavole sacre " del foglio del Finanziere da rapina svizzero dal Dio Scalfari o dal cazzaro Celentano o dall'evasore Mauro o dagli altri scribi minori, francamente me ne sbatto altamente e ne vado fiero. Neanche entro nel merito delle cacchiate e ciarlatanate di questo ricco ignorantone venuto da Foggia, nato " vastaso" e rimasto , non ostante tutti i soldi fatti, sempre un " vastato ripulito ", vale a dire un vero, sacrosanto, sesquipedale " pidocchio rifatto", tanto per essere chiari. Ma essere incensati da Repubblica è molto, ma molto facile: basta sbagliare tutto e si diventa il loro punto di riferimento. Oggi tocca a Celentano, l'ultimo degli utili idioti al cubo, ma prima di lui, il suo scranno è stato occupato , così, tanto per ricordare e per non dimenticare, da una mignottona barese, poi da un fotografo ladro, poi dal pisello al vento di un signore Polacco, poi da una diciottenne in cerca di visibilità, ecc. Insomma Celentano dopo mignotte, trans, amori gay, ladri, truffatori, la sua giusta compagnia di giro, quella di Repubblica. Di Adriano Celentano voglio solo rammentare, a gloria eterna del suo ruolo di " ricco scemo ed utile idiota " a pagamento che la sinistra, gli attribuisce, quanto segue:
1. l'ipocrita predica, come Santoro, la povertà , ma solo quella degli altri. Sempre stato così. Ai bei tempi di quando cantava e sculettava, chiedere a Don Baki ( non so bene come si scrive, ma avete capito a chi alludo), quello che gli ha scritto canzoni su canzoni delle quali poi il santone si è approriato insieme alla sua degna mogliettina;
2. l'ipocrita predica sempre la povertà, come un mantra, ma sempre rigorosamente quella degli altri. Perchè lui e la mogliettina possiedono - forse se ne vergognano? no, gli ipocriti, non lo dicono e la gente mica tutta lo sa - qualcosa come una quindicina di milioni di Euro di case e ville, compresa la villa megagalattica di Galbiate , in provincia di Lecco, dove il santone e la sua sagrada familia vivono la loro pensosa esistenza, evidentemente senza toccar cibo ma solo dediti a pensare - ma non certo a risolvere , non sia mai!- tutte le malefatte ( sempre degli altri) che abbruttiscono questo mondo che una volta era verde con l'erba.....;
3. l'ipocrita predica , come Santoro, come Travaglio, come Scalfari, come Gomez, la povertà - sia chiaro, sempre ,solo e rigorosamente quella degli altri ! - ma le sue società sono una holding da decine di milioni di Euro l'anno. Dalla RAI il loro massimo volume d'affari;

4, Chicca dell'Ipocrita, del Sommo Ipocrita. Lui a chiacchiere spande manciate di mieloso e melmoso buonismo da quattro soldi ( sempre qulli degli altri ), cialtroneggia con paurose ed imbarazzanti fratellanze mondiali ed altre menate del genere. Ma pochi sanno che questo Santone ( ma Striscia? che fa? Non vede, non sente, non parla? E i due palermitanucci tanto democrat col loro sorrisetto ipocrita e cretino sempre sulle labbrucce, che fanno? Come le scimmie? E' la " libertà di stampa" bellezza!Questi due quaquaraquà ebeteggianti mi ricordano tanto il " gatto e la volpe" della canzone di Edoardo Bennato )ha fatto condannare dal Tribunale di Lodi il contadino suo vicino perchè questo si permetteva di far pascolare le sue mucche ,infastidendo - letteralmente " infastidendo "- il santone e la sagrada familia! Chiagne e fotte!E bravo il Molleggiato, superipocrita, faccia da punture intramuscolari, per favore, la smetta di fumare quella robaccia, si svegli, un poco di metadone e ,quanto a deliri, si fermi quà.

GLI ITALIANI FERMI AL 1950

Ieri Repubblica ( e dove sennò?) titolava " Berlusconi impone la legge-bavaglio". Io ho settantadue anni e quel titolo mi ha riportato indietro di molti, molti anni. Indietro fino al 1953 quando una legge elettorale venne bollata con il marchio d'infamia di " legge Truffa" da parte, ovvio, del PCI di allora. Sono passati la bellezza di cinquantasette anni, l'Italia non è più l'Italia del dopoguerra , non c'è più il Piano Marshall, è scomparso il Partito Monarchico, non c'è più la sola Radio da ascoltare la sera ma abbiamo la televisione, anzi tutte queste televisioni ed a qualsiasi ora del giorno e della notte, navighiamo su Internet e siamo ormai tutti cittadini del mondo, non abbiamo più analfabetismo, anzi abbondiamo in lauree , diciamo, ad personam ed anche brevi , brevissime e sopratutto inutili anzi nocive per la cultura, abbiamo superato addirittura il secondo Millennio e ci inoltriamo verso il terzo, abbiamo visitato la Luna, mandiamo oggetti tecnologici a spiare Marte o Venere, se a Milano ci andiamo col treno non mettiamo più il colbacco come Peppino De Filippo nel film cult con Totò e ci impieghiamo solo tre ore, parliamo italiano ed anche inglese e forse anche francese, buttiamo l'automobile ogni cinque anni come un frigo o un elettrodomestico qualsiasi anche grazie alla rottamazione purtroppo ancora non realizzata per le persone, non abbiamo più le " sputacchiere" nei negozi di barbiere dove i gentiluomini di una volta scatarravano, abbiamo abolito il " delitto d'onore", abbiamo anche il divorzio, abbiamo anche l'aborto, le donne non solo votano come gli uomini, ma addirittura fumano, escono persoino da sole, festeggiano in combriccole melanconiche anche 8 marzo da sballo con ciuffetto giallo in mano e sguardo cupido su maschioni testosteronici ormai dimenticati grazie a smidollati mariti ormai in disarmo, abbiamo vinto due campionati del mondo di calcio, non usiamo più il solo bidet ogni giorno riservando il bagno al sabato ( altro cult del dopoguerra!) ma ci facciamo addirittura la doccia persino due o tre volte al giorno, ci vestiamo con capi firmati anzichè ricuciti da solerti sartine desaparecide, sopportiamo gli sputacchiamenti di Santoro, sopportiamo lo sgurgolese di Di Pietro, sopportiamo anche Nanni Moretti e la sua bambocciosità perenne, da agiato inconcludente , abbiamo molte famiglie allargate, se incontriamo un gay non gli diamo più del frocio anche se ci guardiamo bene dal dargli qualche altra cosa, insomma, ci siamo dati da fare. L'Italia è cambiata, il mondo è cambiato. Meno, molto di meno per chi è un devoto di Repubblica, la quale altro non è che l'Unità del 1953, solo che allora ci scrivevano Togliatti, Secchia, Pajetta, mentre oggi devi sopportare il Dio Scalfari, o qualche mignotta di turno, o un transessuale che va a letto con qualche Presidente di Regione rigorosamente sposato e timorato di Dio( non sia mai detto!). Insomma se ancora esiste Repubblica, vuol dire che esiste ancora chi vuole leggere l'Unità del '53. Non sono più però i proletari affamati e sani del 53, quelli non esistono più. Ora sono i nuovi pidocchi rifatti, borghesi nati anche dal mercato e dalla borsa nera, proletari che sfruttavano gli affamati e che si sono arricchiti sulla pelle degli affamati, senza che nessun politico muovesse dito, ex condatini arrichhiti che fingono di non riconoscere il maiale quando ci hanno dormito insieme per mezza vita, ex sessantottini figli di borghesia opulenta, fatta ricca sempre a spese nostre, dello Stato da noi finanziato, con casa da attico con incorporato flut di frizzantino serale per amici spocchiosetti e panciuti imborghesiti, sedicenti intellettuali legati ai vari carri delle lobbies dominanti, similTravagli dediti quotidianamente a erotiche slinguazzate per compiacere il padrone del vapore. Eccoli, i nuovi mostri. Ricchi idioti che desiderano non ragionare con il proprio cervello, ma che amano andare in gruppo, come i cani rabbiosi, trovando così il coraggio che la compagnia di giro infonde,per superare la propria ignoranza, la propria vigliaccheria, la propria immensa ipocrisia. Eccoli là, guardateli e spernacchiateli: stanno bene, affogano nel denaro, si comprano case a Roma, a Capalbio, in Maremma, ma pontificano a favore della povertà ( degli altri, rigorosamente) , idolatrano chi non fa niente , ma si fa mantenere dallo Stato ed odiano invece chi si è fatto da solo e si mantiene da solo. Se poi qualcuno, da solo e senza aiuto dello Stato ha avuto successo, per questa ciurma di livorosi diffamatori è certasmente un imbroglione, un disonesto, un intrallazzone. Nel denaro ( degli altri, sempre degli altri ) vedono lo sterco del demonio, ma guai se gli tocchi il loro! Sono scioperi selvaggi, come quello dei Magistrati, i più ricchi impiegatucci d'Europa che veleggiano a centomila euro l'anno minimo, con due mesi di ferie, con una scorta sotto casa a rompere i coglioni ai vicini, ma guai se gli tagli un dieci per cento ! Come i tanti banchieri che sono collusi con i ladroni di Stato, tipio la Gemina che fu, ed Agnelli che sono, e che rubano anche i giornali.....! Ma sì, questa gente merita solo Repubblica.

MA CHI DIAVOLO COMANDA IN ITALIA QUANDO QUALCUNO VINCE LE ELEZIONI ?

Una cosa è parlare, dar fiato alla bocca, disegnare società idilliache o agognate, esprimere desideri , una cosa è promettere ed una cosa peggiore è non mantenere quanto promesso o, addirittura, disattendere del tutto lo spirito di quanto sbandierato in campagne elettorali. Il PdL ha ormai sedici anni e siccome un partito politico è come un cane, per il quale ogni anno solare conta come sette suoi anni, anche il PdL ormai è un'entità in età matura, sui centododici anni circa. E allora, io mi chiedo,cosa aspetta il PdL a crescere? Cosa aspetta a sbarazzarsi una volta per tutte della " democristianità" malmostosa di cui si sta facendo portatore
insano? Riduzione delle spese, riduzione delle tasse, riduzione dei costi della politica, ammodernamento della Costituzione, riduzione delle Province o loro abolizione, riforma della Giustizia, ripristino delle guarentigie costituzionali che garantivano fino al 1993 una vera democrazia costituzionale e parlamentare al nostro Paese poi ridotto, con furia codina e giacobina, ad uno Stato dove il potere è solamente in mano ai Magistrati, anzichè, come pretende la Costtituzione, in mano alla politica che è l'unico potere munito di legittimazione democratica dal popolo votante, privatizzazione della scandalosa RAI, dimagrimento dello Stato assistenziale ormai imputridito, innalzamento dell'età della pensione, riforma delle pensioni in senso liberale prevedendo anche la mutualità assicurativa anzichè buttare i nostri soldi in un INPS colabrodo ed acquasantiera dove tutti affondano le manacce per prendere soldi e soldi e soldi..... Tutte promesse non mantenute ? Molte certamente. Molte non attuate perchè non è il momento, altre perchè al Governo non sono stati dati i poteri necessari perchè il Governo governi. Da questo orecchio pochi sono quelli dotati di una giusta comprensione acustica e molti i falsi ed ipocriti sordi. Prendiamo ad esempio l'ultima manovra ed esaminiamo come stanno andando le cose. Le Porvince? Secondo l'originario testo del governo le Province che dovevano essere abolite erano nove: ora, grazie al ferraginoso funzionamento di Camera e Senato, grazie agli inesistenti poteri del Governo che non ne dispone se non ricorrendo al decreto legge, grazie agli accordicchi, inciucetti, inciucioni, scambi di concessioni, insomma grazie alla democristianità del PdL, ecco che le Province da abolire sono diventate quattro. Ma ancora non è detta l'ultima parola! Prendiamo anche la riduzione dei contributi ai Partiti politici: nel disegno originale del governo era prevista una riduzione da due euro a voto a cinquanta centesimi a voto. Eccoti invece il Capo dello Stato che, pur senza gridare come un indimenticabile Scalfaro " Non ci sto!", ha preteso di cancellare tale risparmio portano il rimborso pro voto ad un euro e cinquanta centesimi. Bravo Presidente della Repubblica, complimenti vivissimi!. Prendiamo anche gli Enti così detti, da circa trent'anni, inutili. Nell'originario testo del governo vi era la misura della cancellazione di tutti questi Enti inutili con norme apposite. Bene, cancellate anche queste norme, sempre dalla Presidenza della Repubblica. Nell'originario disegno governativo vi era anche la previsione della drastica riduzione degli aiuti sconsiderati alla cinematografia sulla quale c'è così tanto da discutere che non basterebbe un anno intero. Ebbene, anche questo, via! cancellato, modificato. In sostanza, per il rilascio della patente che spetta a chi capisce almeno le cose elemtari, la domanda è questa: ma in Italia, chi diavolo Governa quando qualcuno vince le elezioni? Aspetto risposte adeguate. Intanto da tempo , come Totò gettava l'occhio a qualche sepoltura, nella sua " A livella!", anche io sto buttando l'occhio, il cuore, l'intelletto su questa Lega che ,lasciata alle ortiche l'appeal della secessionista, si sta guadagnando le mie simpatie. Meditate signori, meditate!

Gaetano Immè

Mercoledì 9 giugno 2010

lunedì 7 giugno 2010

Ho rivisto Annozero della scorsa settimana in web, un duello o un duetto fra Tremonti e Bersani. Non ostante tutti i tentativi fatti da un pessimo conduttore, qual'è Michele Santoro - nulla di personale, ma è una semplice mia constatazione avvalorata da fatti concreti e dai suoi comportamenti faziosi ed arroganti - la trasmissione ha messo finalmente in luce la profonda, abissale , siderale differenza che oggi esiste fra il centrodestra e l'attuale principale partito d'opposizione. Con una puntigliosità calma e prudente da saputello, che appartiene senz'altro al DNA di Tremonti - nessuno è certo perfetto - , Tremonti ha dimostrato la superiorità con calma e chiarezza , la superiorità culturale e politica del centrodestra sul centrosinistra , la sua primazia culturale anche nel campo economico sociale. Di fronte ad un Tremonti capace di fare comprendere con parole chiare e piane le ragioni profonde della crisi mondiale ed i rimedi predisposti dal Governo, ho visto un Bersani che affogava nella sua clamorosa incapacità di comprendere appieno tutti i mutamenti della economia mondiale, ho visto un Bersani che si si agitava solo per togliere la parola a Tremonti, solo per impedirgli , usando battutacce da avanspettacolo che miseramente cadevano nel vuoto più asoluto non ostante un Santoro a dir poco imbarazzante nella sua cieca, meschina ed inconcludente complicità con la sinistra, di esporre quello che lui stesso con chiara evidenza ignorava, per di più muovendosi su una linea intellettualmente inesistente, perchè tutta schiacciata solo ed esclusivamente sulla difesa a riccio dello status quo. Ringrazio dunque Santoro, perchè la sua ultima trasmissione ha dimostrato con chiarezza coma l'attuale sinistra italiana ha perduto ogni contatto con la realtà storica attuale, con la realtà attuale culturale, con l'attuale realtà sociale del nostro Paese. Bersani di Annozero mi ha dimostrato, e gliene sono assai grato, che la sinistra italiana - ma credo anche mondiale, a questo punto - ha completamente perduto una sua chiara identità, una sua politica persuasiva e comprensibile, facendo del vuoto politico, del vuoto culturale che ne deriva, il vaso di Pandora da dove non può che sortire, per legittimare anche la più miserabile delle esistenze, se non la difesa ad oltranza dei privilegi castali, la propaganda di basso livello e sopra tutto, l'odio personale per il centrodestra, oggi per Berlusconi, domani per chicchessia ne prenda il posto, che rappresenta l'unica brodaglia maleodorante nella quale e grazie alla quale può sperare di sopravvivere un partitello politico qual è ormai questo PD.


A PICCO TUTTI I GOVERNI DI CENTROSINISTRA D'EUROPA

Stanno pian piano venendo a galla tutte le malefatte, tutti gli imbrogli, tutte i fallimenti della sinistra, italiana ed europea. Stanno emergendo tutte le fallimentari politiche di sinistra in tutta Europa ed in Italia, tutte le spese folli create per mantenere il consenso politico con il voto di scambio ai danni delle finanze pubbliche, insomma stanno emergendo ovunque i fallimenti e gli imbrogli dei governi di centrosinistra. In Italia avrei l'imbarazzo della scelta, ma per indicare anche un solo esempio paradigmatico basta un nome: Bassolino. Il nuovo Governatore della Campania , Caldoro, ha dovuto annullare la bellezza di tre, diconsi tre, delibere bassoliniane che si scontrano violentemente contro il così detto Piano di Stabilità interno. In poche parole, Bassolino, pur di mantenere le clientele prezzolate che gli avrebbero consentito il voto di scambio, aveva elargito, negli ultimi due mesi di vita della sua Giunta, con una sfrontatezza imbarazzante, a piene mani ai soliti ed insoliti amici, ed amici degli amici. Tanto per dare una idea della davvero imbarazzante ed indifendibile faccia tosta di Bassolino, la sua Giunta negli ultimi mesi di vita aveva deliberato, in violazione, appunto, al Patto di Stabilità, e stanziato 700.000 Euro per " insegnare" - dicesi in se gn-re!!!" come si raccolgono i rifiuti nei Caraibi! Che dire poi della bellezza di Euro 4,5 milioni deliberati per finanziare "il viaggio nella memoria di Natale"(?). In Europa poi, in questa Europa, nella quale secondo i soloni economico finanziari del centrosinistra l'Italia sta sempre peggio, esplodono casi eclatanti. Crisi in Grecia ( a sinistra ), crisi in Spagna ( a sinistra) crisi in Portogallo ( a sinistra ) crisi in Irlanda ( a sinistra), crisi ora in Gran Bretagna ( a sinistra) ed ora ecco l'Ungheria, che più a sinistra di così si tornerebbe al Soviet. Perfino la Germania della Merckel deve far dimagrire il suo colossale Welfare socialdemocratico. Tutti disastri compiuti da dissennate politiche economiche di sinistra, basate per mantenere il più possibile tutti, anche e sopra tutto i nullafacenti, per creare un immenso e costosissimo stato assistenziale- chiamato elegantemente Welfare - ma che ha portato questi Paesi al fallimento. Ovvio che noi paghiamo tutte queste crisi. Cioè tutti gli altri spendono e spandono e poi a noi Italiani ci chiedono di sacrificarci anche per tutte queste cicale di sinistra. Noi italiani scemi e che non facciamo parte di alcuna casta, sia chiaro, e che quindi non siamo difesi da nessuno,nè dal PD nè dall'IDV. Queli difendono se stessi, difendono i Magistrati che guadagnano 90.000,00 euro l'anno, difendono i professionisti della politica impaccati di soldi, tipo Scalfari, difendono i finanziari da rapina con cittadinanza svizzera e classe operaia di questo tenore.

IPOCRISIA DELL'INFORMAZIONE ITALIANA

Forse non ci avete fatto caso . Ma , se avete letto i giornali del 23 maggio u.s. sulla uccisione di Valter Tobagi , se avete letto i titoli del Corriere della Sera, per fare un esempio, ma anche dell'Unità o di Repubblica, per fare altri due esempi, vi starete ancora chiedendo: ma chi diavolo ha ammazzato questo Valter Tobagi? La stampa che strombazza per la libertà di stampa evita di dire la verità sul delitto Tobagi anche a distanza di 40 anni. E' questa la libertà di informazione per la quale a chiacchiere questa massoneria di scribi si batte? Non è stata forse la Brigata XXVII marzo di Marco Barbone, Luigi Marano ecc. a freddare alle spalle il Tobagi? E perchè evitare di dirlo? In realtà il Corriere ha troppi scheletri nei suoi armadi, a partire da quello di Angelo Rizzoli che ora sconvolgerà i ladri che rubarono il Corriere della Sera al legittimo proprietario con la complicità di una ignava Magistratura, di banchieri servi alla Bazoli, di Agnelli e Romiti mantenuti statali e compagnia delinquenziale al seguito. A questo proposito voglio ricordare quel grande uomo di Giorgio Bocca e le sue affermazioni, che riporto: "Le B R fanno un curioso effetto, da favola per bambini scemi o insonnoliti; poi quando i Magistrati, gli Ufficiali dei CC ed i Prefetti cominciano a narrarla, mi viene come un'ondata di tenerezza, perchè la favola è vecchia, sgangherata e puerile, ma viene raccontata con tanta buona volontà che proprio non si sa come contraddirla". Veramente un grande. Scribacchino da quattro baiocchi.

ABOLIAMO LA MISERBAILE LEGGE BACCHELLI

Ma che esiste a fare la Legge Bacchelli? La cosiddetta Legge Bacchelli (legge n. 440 dell'8 agosto 1985 è una legge che prevede l'assegnazione di un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.Il nome con cui la legge è nota al pubblico si deve alla prima persona che ne beneficiò e la cui vicenda contribuì alla sua istituzione, lo scrittoreRiccardo Bacchelli.Il vitalizio viene assegnato dal Consiglio dei Ministri e ne hanno beneficiato, tra gli altri, il pensatore G. Ceronetti , la scrittrice A.M. Ortese , la poetessa Alda Merini, i cantanti Umbero Bindi, Ernesto Bonino, Joe Sentieri, le attrici Alida Valli e Tina Lattanzi, il pugile Duilio Loi, l'attore Salvo Randone, la prima annunciatrice della Rai Fulvia Colombo, l'eroe di guerra Giorgio Perlasca e il poeta di Andreis (PN) Federico Tavan. Il buon Lino Banfi, commosso dallo stato di estrema indigenza in cui versa la ex attrice, ai suoi tempi molto bella e famosa, Laura Antonelli, ha chiesto un aiuto per Laura, appunto la Legge Bacchelli, un vitalizio. Ma per quale motivo noi dobbiamo pensare a mantenere gli spendaccioni che hanno sperperato ogni loro pur cospicuo avere, come cicale, senza pensare al loro futuro? Questa Legge va abolita, perchè rappresenta una sorta di immonda elemosina di Stato, un meschino elemosinare indegno di un popolo civile. Propongo che ogni sorta di arte: cinema, teatro, arti figurative, letteratura, editori, attori, ecc. a spese loro versino un contributo ad un Fondo che sostituisca la Legge Bacchelli. Basta con gli aiuti di Stato. Basta. Ma non per quei quattro soldi, ma per il messaggio meschino che tale Legge Bacchelli promana. Una vera vergogna dell'italia.

ANCORA IN DIFESA DI ISRAELE

Da tempo era noto che una flottiglia di provocatori politici, messa su con la complicità dei tanti , dei troppi nemici in armi di Israele, voleva forzare il blocco, legittimo, di Gaza. La decisione di impedire questa forzatura è legittima, ci mancherebbe altro, ma doveva realizzarsi in condizioni di maggiore sicurezza, con un impiego intelligente della forza, in modo da evitare lutti, dolori ed equivoci umanitari pronti ad essere sfruttati con cattiveria dalla propaganda pacifista internazionale, da sempre alleata con la propaganda antisionista dei peggiori ceffi, ora anche turchi, che agitano la scena mediterranea. Il blocco contro il quale muoveva la flottiglia delle anime belle, accompagnata da parecchie brutte facce, è una decisione sovrana che Gerusalemme ha preso, giusta o sbagliata che la vogliate giudicare, per tutelarsi da una comunità di impianto terrorista costruita con la violenza da Hamas, movimento islamista che vuole annientare Israele, dopo il ritiro di Tsahal dalla Striscia. Era stato così anche nel Libano meridionale. Il ritiro, l’insediamento successivo sempre più radicato di Hezbollah, le trame iraniane e di altri stati nemici dell’entità sionista, e poi il sistematico bombardamento missilistico delle città di confine, fino ad Haifa: infine la dura reazione delle Israel Defence Forces. Ma qui nasce il vero problema. Israele è da sempre in una specialissima situazione etico-politica. Ha il diritto di difendersi, ma purtroppo non sembra avere il diritto di sbagliare. Non si fa guerra in Libano senza aver chiaro nei limiti del possibile e dell’impossibile quale sarà il contrattacco di Hezbollah, quanto saranno capaci di nascondere e far funzionare le loro batterie missilistiche nel corso dell’offensiva, quali vie per il traffico delle armi resteranno aperte per giorni e settimane. Così non si abborda una flottiglia di pacifisti ben intenzionati a menare le mani, a usare i coltelli e i bastoni, e magari a disarmare i soldati piovuti dal cielo, senza calcolare tra le possibili conseguenze una carneficina. Un disastro tecnico diventa subito una catastrofe umana e politica, quando si parla di uno stato che vive sotto il ricatto di Teheran, di un governo che oggi si sente isolato perfino dall’Amministrazione americana o da sue decisive componenti, di una classe dirigente che deve condurre difficili campagne di verità a proposito di un nemico potente travestito da soggetto debole, diseredato, in perenne penuria per la cattiveria degli “ebrei insediatisi in Palestina”. E’ doloroso e folle quel che è accaduto a bordo di quelle navi. E’ inaudito anche solo ipotizzare che Israele non abbia il diritto e il dovere di reagire a simili provocazioni politiche, alla violenza degli umanitari e dei pacifisti alleati di Teheran e di folle tumultuanti allertate dalla nuova propaganda di Erdogan. Ma non così. E oggi, con qualche giorno di ritardo – come al solito – la verità comincia a venire a galla. Un’altra nave , partita dall’Irlanda, è andata a soccorrere i palestinesi. Ma senza nessuno spargimento di sangue. E’ ovvio, stavolta i “ pacifisti” non erano armati come quelli della nave precedente. Questi sono solo degli odiatori professionali di Israele, sena se e senza ma, tanto da urlare “ Tornate Voi ad Auschwitz “ rivolti agli uomini di Tel Aviv. Gente davvero a modino, dunque, very democratic people indeed!. Insomma, come sempre accade nella stampa e nell’informazione italiana, malata di “ scribismo servile e ideologizzata” dopo tanti titoloni dai toni critici e dispregiativi contro Israele, si sta passando a toni più riflessivi. Il Corriere della Sera, poi, passa da un iniziale e preciso j’accuse a Tel Aviv ad un odierno panegirico di Tel Aviv di Angelo Panebianco che suona la sinfonia pro israeliana di un altro genocidio degli ebrei che sarebbe già in atto. Non posso dargli torto, visto che tutti addossano ipocritamente ad Israele le colpe che sono invece solo di Hamas, della Siria, dell’Iran e dei loro storici e miserabili collaboranti.

IL MONDO AL CONTRARIO VISTO DALLA SINISTRA : GLI EORI CAPOVOLTI

Domandina facile facile: rivolta a chi vive, faccio per dire , a Caserta, città nota per essere una città governata dalla camorra. Combatte di più la camorra Saviano, che ne scrive solamente e ne parla, Celentano che ne gorgheggia, Fazio che ne ridacchia, Bono che ne canticchia a suon di miliardi, oppure l'azione del Governo che arresta decine di camorristi al giorno, che requisisce immensi patrimoni camorristici, che ne contrasta l'azione dominatrice sul territorio? La domanda appare retorica quanto è scema, eppure in Italia è l'opposto che domina il rovescio. O meglio: è chi blatera che viene incensato come eroe, non chi combatte contro la camorra. Così gli eroi di oggi sono il Saviano, che ne scrive, anche se sbugiardato dai conterranei Borriello ( calciatore, Milan) e Sepe, musicista napoletano; 0sono il Bocca che ne svanvera, sono i Veltroni che s'inventa anticamorrista d'accatto, sono i Pietro Grasso che inonda il Paese di accuse non provate e di calunnie, i Ciampi che dicono cose senza averne contezza solo per reclamizzare il loro libretto . Dunque, quelli che contro la camorra non hanno fatto niente se non parlarne o scriverne sono gli eroi di questa Italia di sinistra, mentre chi ci ha combattuto contro, anche a rischio della vita, sono i collusi, sono i nuovi camorristi. Elenco lungo, ma ci provo, leggetelo come indicativo ma non esaustivo. Barbieri e Boschi, Bertolaso, il colonnello Mario Mori, Giuseppe De Donno, Mancino, Rognoni. Tutti questi sono , per la sinistra, dei camorristi. Tutti questi l'hanno conbattuta. Misteri dell'Italia? No. Semplicemente ignoranza ed ipocrisia di chi da retta agli invertitori di verità professionali.

DITEMELO VOI CHE LO SAPETE......


Perchè quando l'architetto Zampolini, quello della " cricca", tira in ballo, che so, Scaiola, " tutt' 'o vico 'a dda sapè " e giuù a pubblicare ed a smanzzare in foto, trascrizioni, illazioni, insomma sguazzare in quella che gli scribi usano spacciare per " libertà di informazione", per " libertà di stampa". Ma quando invece questo miserabile architetto Zampolini - è sempre lo stesso, state calmi - invace tira in ballo , come amici della " cricca", Prodi, Rutelli, Veltroni - cosa risaputissima fin dai tempi dei costruttori Cerasi , tipi " culo e camicia" con il Comune di Roma " de sinistra", di Rutelli e di Veltroni ( ricorda niente i Cerasi che hanno avuto l'appalto della Caserma della Musica di Firenze su pressioni di Veltroni ed il maxi appalto, sempre " dato" da Veltroni ai Cerasi del Maxi garage del Pincio, poi revocato da Alemanno?)allora " nessuno a da' sapè", altro che trasparenza ediritto d'informazione. E' la sempiterna doppia morale di Togliatti, oggi applicata in Italia anche dal grande Imbroglione Di Pietro. Ma mala tempora currunt, mala....mala....mala....E tutt' 'o vico 'a da sapè!!!!!"


Tanto per mettere i puntini sulle i, al loro posto giusto. Dunque, parliamo di Finanziaria. La proposta di Berlusconi era di ridurre il contributo ai pariti politici da Euro 2 per voto ad Euro 0,50 per voto. Ma Napolitano ha detto no! Ha voluto una riduzione, ma da due euro ad Euro 1,70 a voto. Spero che tutti capiscano chi sta a favore dei privilegi e chi cerca di abbaterli. Inutilmente. Ecco perchè occorre modificare la Costituzione e dare veri poteri di governance a chi vince le elezioni.....Meditate gente! Mediate!!!!


Gaetano Immè





Lunedì sette giugno 2010