Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 22 giugno 2010

AH DI PIETRO !? CACCIA  LI SORDI CHE TE SEI FREGATO!!!!!

Antonio Di Pietro è indagato dalla Procura di Roma per vari reati: false certificazione presentate al Parlamento, truffa, riciclaggio e quanto altro. Dalla denuncia di Elio Veltri, di anni orsono, esce questa ovvietà - non certo una novità! Solo chi segue Di Pietro o  chi lo vuole  come alleato o chi ne ha paura ha fatto finta di non vedere, come un bravo struzzo - ovvietà che questo blog ha sempre ricordato. Riassunto delle puntate precedenti. Di Pietro fonda un partito denominato IDV. Vi è un atto notarile con un suo proprio numero di repertorio, un suo numero di raccolta e questa IDV ha ovviamente un suo codice fiscale ed una sua partita IVA. Insomma è una creatura giuridica a se stante. Subito dopo il Di Pietro ha stipulato  anche un altro atto notarile con il quale lui, l'on. Mura - sua fedelissima - e sua moglie, l'Avvocato Mazzoleni, hanno costituito un'Associazione denominata  Italia dei Valori, entità diversa ovviamente dal partito precedente , che ha un altro numero di repertorio notarile , un altro numero di raccolta notarile , che ha un'altra partita Iva , un altro codice fiscale. L'IDV partito  si è presentato alle varie elezioni europee e italiane associandosi - una specie, dunque, di società -  con vari politici. Occhetto, Chiesa, Veltri, ecc. Il 12 ed il 13 Giugno del 2004, la lista "Società civile, Di Pietro- Occhetto, Italia dei Valori" ottenne la miseria del 2,14% dei voti, meno dei Comunisti e dei Verdi. Ma che importa? Quello che importava a Di Pietro era  che la " Lista Di Pietro-Occhetto" avesse ottenuto la somma di Euro 5.510.000,00 di rimborsi elettorali dallo Stato che andavano ripartiti fra Di Pietro ed Occhetto in parti adeguate .  Invece Di Pietro ha sottratto - questa è l'accusa - questi  rimborsi elettorali  presentando alla Commissione parlamentare le coordinate bancarie ove accreditarli , ma non  quelle dell'IDV  partito , bensì quelle dell'Associazione I D V. In tal modo il partito IDV, quello che siede nel nostro Parlamento, non ha pagato nessuno dei suoi creditori: vedi Giulietto Chiesa, vedi Elio Veltri, vedi Achille Occhetto, ecc. Gente che ha profuso nell'IDV il proprio know-how politico, che ha contribuito pesantemente a far ottenere al partito IDV tutti i voti  ricevuti. Milioni di Euro dunque finiti nelle rapaci mani di Di Pietro - che nella associzione IDV fa tutto , in quanto sia la Mura che la Mazzoleni non contano niente - e che sono stati scientificamente, predeterminatamente e volontariamente sottratti al partito IDV, ai suoi creditori, ai suoi associati. I nodi, prima o poi, vengono al pettine : eccoli.  Ricordate la sbruffonata dipietresca " fuori gli indagati dal Parlamento"? E' stato un cavallo di battaglia di Di Pietro e dei suoi sodali. Cosa dovrebbe fare ora Di Pietro se avesse un briciolo di dignità e di coerenza?  Ve lo immaginate, spero! Ma state tranquilli, che non lo farà! Come ha fatto con suo figlio, inquisito con Mautone, ma rimasto lautamente  stipendiato dalla Regione Molise. Lui è moralista e giustizialista con gli altri e supergarantista, anzi immunitologo con se stesso e con i suoi sodali. Come tanti altri, tipo Santoro. Lui sbandiera due morali: una per se, a cui tutto è permesso : farsi finanziare  dai  suoi inquisiti (D'Addario, Pacini Battaglia, Lucibello, ecc)  quando era un Magistrato ; utilizzare il suo potere di PM per ammazzare  DC e PSI al fine di  consegnare l'Italia in mano alla gioiosa " macchina da guerra" del  PCI  di Occhetto ma facendosi garantire, come pizzo, un posto di Senatore con i comunisti ;   rincorrere Mario Chiesa con ventimilioni di lire nelle mutande ma far finta di credere ad un Primo Greganti che stava " dentro" la sede del PCI di Roma con un miliardo in contanti in mano credendo - senza altro indagare - a quanto affermò il compagno Primo e cioè che quei soldi servissero solo a lui;  avere rapporti amicali  con persone condannate per mafia come Contrada mai chiariti  ;  fare lo spione alle Seischelles contro Francesco Pazienza ecc;   e l'altra morale, quella  per i nemici , ai quali nulla è consentito , nemmeno la possibilità di  difendersi  dalle accuse nelle dovute sedi perchè, come cialtgroneggiava, " fuori gli inquisiti dal Parlamento", fregandosene se poi un Tribunale avesse assolto l'indagato o l'inquisito.  Truffando truffando, Di Pietro s'è fatto una decina di case, un impero finanziario ed un esercito di creditori e nemici. Ma anche un potere ricattatorio ed intimidatorio sempre più possente.  Ora per lui s'avvicinano " los cinco de la tarde". Di Pietro  tira fuori i soldi, molla la refurtiva. Ma seppure i fatti sono molto lineari, io credo - e lo dico fin d'ora e l'ho detto sempre - che le cose non saranno così facili come sembrano. Perchè? Perchè non credo che esista nè a Roma nè  a Berlino un Giudice che voglia inimicarsi Di Pietro ed il suo attuale potere politico-mediatico-finanziario nè il suo potere intimidatorio mafioso. Lui parla , accusa, lancia anatemi, sobilla le  coscienze  di chi lo ascolta ed uno di questi,  anzichè un Duomo in miniatura, potrebbe armarsi di una pistola per zittire chi vuole colpire il Di Pietro. D'altra parte il Di Pietro, davanti al rinvio a giudizio per queste gravissime imputazioni, invece di inchinarsi davanti alla Magistratura con un bel - che so - " Sono sereno e rispetto il lavoro della Magistratura", ha inviato alla stessa Magistratura ed allo stesso Magistrato interessato  un bel messaggio mafioso, un vero " pizzino" alla Riina. Ha detto semplicemente che " ....sono accuse stravecchie e tutte inventate e che sono state archiviate in altre circostanze...". Infatti altri Magistrati invece che indagare seriamente sulle accuse mosse al Di Pietro, hanno preferito archiviare senza indagare approfonditamente perchè  appunto timorate ed intimidite dal potere che Di Pietro ha con se da quando ha avuto in mano l'arma letale del ricatto contro il PCI con Manipulite. Ecco il messaggio ricattatorio contenuto in quel messaggio, che è, quello sì, uno scandalo da annoverare nel reato di " intimidazioni" ad organo dello Stato. E la sinistra ?  Oggi in cuor suo sarebbe felice se lo vedesse distrutto, perchè ora Di Pietro vuole  estrocere alla sinistra anche la sua dote di votanti,  perchè  dunque ne è ancora anch'essa pesantemente ricattata. Di Pietro - anche questo sostiene il sottoscritto da sempre - come anche D'Ambrosio, come tanti altri  ex Magistrati , da Maritati a Violante in poi, siede in Parlamento perchè la poltrona di senatore nei DS non fu una sua conquista politica ottenuta a seguito di una regolare campagna elettorale , ma fu  solo la prima parte della ricompensa che la sinistra si obbligò a pagare a Di Pietro  ed agli altri ai tempi di Tangentopoli per " servigi resi" . Oggi poi Di Pietro occupa una posizione politica estremamente ricattatoria e minacciosa nei confronti del PD: l'IDV è ormai un licantropo che pian piano sta divorando le viscere del PD fino a ridurlo a una sorta di ectoplasma. Come fa il mafioso con il taglieggiato: o paghi o t'ammazzo. Stessa cosa. E qualcuno di voi crede che un Magistrato avrà la coscienza, la forza, la dirittura morale , il coraggio - diciamolo pure , anche il coraggio, sì certo!-  di esaminare con fermezza e senza paure personali e  pregiudizio ideologico tutte queste truffe di Di Pietro? Si accettano scommesse. Tuttavia noi che siamo garantisti sempre , e non a corrente alternata come quelli di sinistra, non riteniamo Di Pietro già condannato in via definitiva - come usa fare lui nei confronti dei suoi avversari politici - ma un indagato per gravissimi  reati ed  aspettiamo con vigile curiosità gli sviluppi di questa inchiesta  ma senza la minima speranza di vedere condannato come meriterebbe chi commette simili truffe spacciandosi inoltre  pure per moralizzatore. Se i fatti hanno una loro coerenza, se la Magistratura seguirà questa coerenza fattuale , l'esito dovrebbe essere quello di affermare che Di Pietro  siede indegnamente - per colpa della sinistra stessa - sui banchi del nostro Parlamento, ridotto  a causa della sua presenza indegna, ad un'aula sorda e grigia.



UN'ALTRA PIAZZA NAVONA - ALTRO CHE MANIFESTAZIONE !!!!

Aspettavo con curiosità l'adunata di dirigenti e di militanti del PD, chiamati a raccolta per manifestare ovviamente " contro" la manovra economica del Governo, definita - ca va sans dire - "iniqua". Devo dire che di idee ne sono uscite da questa adunanza così poche che da due giorni non si fa che parlare di un " attore" che è salito sul palco salutando i convenuti  con il termine " Compagne e compagni". Dibattito dunque quasi al limite dei massimi sistemi, di elevatissima caratura, nel corso del quale ho capito che qualsiasi cosa gli intervenuti avessero detto, rientrerebbe  fra le cose che dicono quelli che non hanno che da cazzeggiare . Invece!!!!! Ma vuoi mettere quant'è retrò, quant'è " società ugualitaria", quant'è splendido che un " attore" rispolveri quel " Compagne e Compagni" come se fossimo ancora nel 1970! Dunque, dove sta il dibattito nella sinistra? Sparito. O meglio, oscurato dalle solite vecchie questioni irrisolte, che stanno all'apice delle questioni che risolvono in bene il futuro del Paese. Quali sono? Si comincia con un Segretario che anzichè proporre soluzioni alternative si limita a gridare " se a Berlusconi non piace la Costituzione, se ne torni a casa, perchè ha giurato sulla Costituzione", come se il Berlusca prestasse la seppur minima attenzione a quello che svanvera un Bersani  qualsiasi da Bettolle senza contare che Bersani- more solito - sbaglia indirizzo, perchè a Berluasconi lo vogliono la maggioranza degli italiani e non è lui che vuole se stesso;  si continua con una " ma vuoi mettere " confrontando la statura politica di un Veltroni, che in fin dei conti è stato " u regazzo de Berlinguer" e che ha sempre affermato " di non essere mai stato comunista" e quella di un Massimo D'Alema che è l'unico capace di navigare su una barca da un milione di Euro con scarpe da mille euro l'una ma nello stesso tempo in grado di attuare il comunismo senza il comunismo. Preso da curiosità vado a vedere chi è questo attore. E' tale Fabrizio Gifuni. Guarda guarda! Il figlio - e che figlio ! - di tale Gaetano Gifuni, il potentissino Segretario Generale del Quirinale per decenni, uno degli uomini più potenti in materia di lobbies di centrosinistra. G.Gifuni è stato " il Colle " per decenni, con Presidenti " de sinistra" quali OL Scalfaro  e C A Ciampi. Certo, un bel ragazzo e direi anche un buon attore. Ma certo un bel bamboccione, un grandissmo figlio di papa'. Accademia di arte drammatica di quà, accademia del Teatro di là, ma lo avrebbe potuto fare se non fosse stato il figlio di cotanto potente? E siamo certi che in Italia non ci siano giovani più belli di Fabrizio, giovani più bravi di Fabrizio che non hanno avuto mai la possibilità che Fabrizio ha invece sempre avuto?

Roma martedì 22 giugno 2010

Gaetano Immè

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