Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 8 giugno 2010

ANCORA CON CELENTANO !!!

Se fossi un seguace di Repubblica, oggi dovrei parlare di Adriano Celentano che, ieri, su Repubblica ( e dove sennò?) ha scritto la sua ........................
" centoventicinquemilionesima cazzata " ( titolo suo, tutto suo, prego, certo non mio). Un ridicolo vaneggiamento da far rimpiangere la frettolosa chiusura dei manicomi. Dunque, delle fatwa di Repubblica, siano esse redatte sulle " tavole sacre " del foglio del Finanziere da rapina svizzero dal Dio Scalfari o dal cazzaro Celentano o dall'evasore Mauro o dagli altri scribi minori, francamente me ne sbatto altamente e ne vado fiero. Neanche entro nel merito delle cacchiate e ciarlatanate di questo ricco ignorantone venuto da Foggia, nato " vastaso" e rimasto , non ostante tutti i soldi fatti, sempre un " vastato ripulito ", vale a dire un vero, sacrosanto, sesquipedale " pidocchio rifatto", tanto per essere chiari. Ma essere incensati da Repubblica è molto, ma molto facile: basta sbagliare tutto e si diventa il loro punto di riferimento. Oggi tocca a Celentano, l'ultimo degli utili idioti al cubo, ma prima di lui, il suo scranno è stato occupato , così, tanto per ricordare e per non dimenticare, da una mignottona barese, poi da un fotografo ladro, poi dal pisello al vento di un signore Polacco, poi da una diciottenne in cerca di visibilità, ecc. Insomma Celentano dopo mignotte, trans, amori gay, ladri, truffatori, la sua giusta compagnia di giro, quella di Repubblica. Di Adriano Celentano voglio solo rammentare, a gloria eterna del suo ruolo di " ricco scemo ed utile idiota " a pagamento che la sinistra, gli attribuisce, quanto segue:
1. l'ipocrita predica, come Santoro, la povertà , ma solo quella degli altri. Sempre stato così. Ai bei tempi di quando cantava e sculettava, chiedere a Don Baki ( non so bene come si scrive, ma avete capito a chi alludo), quello che gli ha scritto canzoni su canzoni delle quali poi il santone si è approriato insieme alla sua degna mogliettina;
2. l'ipocrita predica sempre la povertà, come un mantra, ma sempre rigorosamente quella degli altri. Perchè lui e la mogliettina possiedono - forse se ne vergognano? no, gli ipocriti, non lo dicono e la gente mica tutta lo sa - qualcosa come una quindicina di milioni di Euro di case e ville, compresa la villa megagalattica di Galbiate , in provincia di Lecco, dove il santone e la sua sagrada familia vivono la loro pensosa esistenza, evidentemente senza toccar cibo ma solo dediti a pensare - ma non certo a risolvere , non sia mai!- tutte le malefatte ( sempre degli altri) che abbruttiscono questo mondo che una volta era verde con l'erba.....;
3. l'ipocrita predica , come Santoro, come Travaglio, come Scalfari, come Gomez, la povertà - sia chiaro, sempre ,solo e rigorosamente quella degli altri ! - ma le sue società sono una holding da decine di milioni di Euro l'anno. Dalla RAI il loro massimo volume d'affari;

4, Chicca dell'Ipocrita, del Sommo Ipocrita. Lui a chiacchiere spande manciate di mieloso e melmoso buonismo da quattro soldi ( sempre qulli degli altri ), cialtroneggia con paurose ed imbarazzanti fratellanze mondiali ed altre menate del genere. Ma pochi sanno che questo Santone ( ma Striscia? che fa? Non vede, non sente, non parla? E i due palermitanucci tanto democrat col loro sorrisetto ipocrita e cretino sempre sulle labbrucce, che fanno? Come le scimmie? E' la " libertà di stampa" bellezza!Questi due quaquaraquà ebeteggianti mi ricordano tanto il " gatto e la volpe" della canzone di Edoardo Bennato )ha fatto condannare dal Tribunale di Lodi il contadino suo vicino perchè questo si permetteva di far pascolare le sue mucche ,infastidendo - letteralmente " infastidendo "- il santone e la sagrada familia! Chiagne e fotte!E bravo il Molleggiato, superipocrita, faccia da punture intramuscolari, per favore, la smetta di fumare quella robaccia, si svegli, un poco di metadone e ,quanto a deliri, si fermi quà.

GLI ITALIANI FERMI AL 1950

Ieri Repubblica ( e dove sennò?) titolava " Berlusconi impone la legge-bavaglio". Io ho settantadue anni e quel titolo mi ha riportato indietro di molti, molti anni. Indietro fino al 1953 quando una legge elettorale venne bollata con il marchio d'infamia di " legge Truffa" da parte, ovvio, del PCI di allora. Sono passati la bellezza di cinquantasette anni, l'Italia non è più l'Italia del dopoguerra , non c'è più il Piano Marshall, è scomparso il Partito Monarchico, non c'è più la sola Radio da ascoltare la sera ma abbiamo la televisione, anzi tutte queste televisioni ed a qualsiasi ora del giorno e della notte, navighiamo su Internet e siamo ormai tutti cittadini del mondo, non abbiamo più analfabetismo, anzi abbondiamo in lauree , diciamo, ad personam ed anche brevi , brevissime e sopratutto inutili anzi nocive per la cultura, abbiamo superato addirittura il secondo Millennio e ci inoltriamo verso il terzo, abbiamo visitato la Luna, mandiamo oggetti tecnologici a spiare Marte o Venere, se a Milano ci andiamo col treno non mettiamo più il colbacco come Peppino De Filippo nel film cult con Totò e ci impieghiamo solo tre ore, parliamo italiano ed anche inglese e forse anche francese, buttiamo l'automobile ogni cinque anni come un frigo o un elettrodomestico qualsiasi anche grazie alla rottamazione purtroppo ancora non realizzata per le persone, non abbiamo più le " sputacchiere" nei negozi di barbiere dove i gentiluomini di una volta scatarravano, abbiamo abolito il " delitto d'onore", abbiamo anche il divorzio, abbiamo anche l'aborto, le donne non solo votano come gli uomini, ma addirittura fumano, escono persoino da sole, festeggiano in combriccole melanconiche anche 8 marzo da sballo con ciuffetto giallo in mano e sguardo cupido su maschioni testosteronici ormai dimenticati grazie a smidollati mariti ormai in disarmo, abbiamo vinto due campionati del mondo di calcio, non usiamo più il solo bidet ogni giorno riservando il bagno al sabato ( altro cult del dopoguerra!) ma ci facciamo addirittura la doccia persino due o tre volte al giorno, ci vestiamo con capi firmati anzichè ricuciti da solerti sartine desaparecide, sopportiamo gli sputacchiamenti di Santoro, sopportiamo lo sgurgolese di Di Pietro, sopportiamo anche Nanni Moretti e la sua bambocciosità perenne, da agiato inconcludente , abbiamo molte famiglie allargate, se incontriamo un gay non gli diamo più del frocio anche se ci guardiamo bene dal dargli qualche altra cosa, insomma, ci siamo dati da fare. L'Italia è cambiata, il mondo è cambiato. Meno, molto di meno per chi è un devoto di Repubblica, la quale altro non è che l'Unità del 1953, solo che allora ci scrivevano Togliatti, Secchia, Pajetta, mentre oggi devi sopportare il Dio Scalfari, o qualche mignotta di turno, o un transessuale che va a letto con qualche Presidente di Regione rigorosamente sposato e timorato di Dio( non sia mai detto!). Insomma se ancora esiste Repubblica, vuol dire che esiste ancora chi vuole leggere l'Unità del '53. Non sono più però i proletari affamati e sani del 53, quelli non esistono più. Ora sono i nuovi pidocchi rifatti, borghesi nati anche dal mercato e dalla borsa nera, proletari che sfruttavano gli affamati e che si sono arricchiti sulla pelle degli affamati, senza che nessun politico muovesse dito, ex condatini arrichhiti che fingono di non riconoscere il maiale quando ci hanno dormito insieme per mezza vita, ex sessantottini figli di borghesia opulenta, fatta ricca sempre a spese nostre, dello Stato da noi finanziato, con casa da attico con incorporato flut di frizzantino serale per amici spocchiosetti e panciuti imborghesiti, sedicenti intellettuali legati ai vari carri delle lobbies dominanti, similTravagli dediti quotidianamente a erotiche slinguazzate per compiacere il padrone del vapore. Eccoli, i nuovi mostri. Ricchi idioti che desiderano non ragionare con il proprio cervello, ma che amano andare in gruppo, come i cani rabbiosi, trovando così il coraggio che la compagnia di giro infonde,per superare la propria ignoranza, la propria vigliaccheria, la propria immensa ipocrisia. Eccoli là, guardateli e spernacchiateli: stanno bene, affogano nel denaro, si comprano case a Roma, a Capalbio, in Maremma, ma pontificano a favore della povertà ( degli altri, rigorosamente) , idolatrano chi non fa niente , ma si fa mantenere dallo Stato ed odiano invece chi si è fatto da solo e si mantiene da solo. Se poi qualcuno, da solo e senza aiuto dello Stato ha avuto successo, per questa ciurma di livorosi diffamatori è certasmente un imbroglione, un disonesto, un intrallazzone. Nel denaro ( degli altri, sempre degli altri ) vedono lo sterco del demonio, ma guai se gli tocchi il loro! Sono scioperi selvaggi, come quello dei Magistrati, i più ricchi impiegatucci d'Europa che veleggiano a centomila euro l'anno minimo, con due mesi di ferie, con una scorta sotto casa a rompere i coglioni ai vicini, ma guai se gli tagli un dieci per cento ! Come i tanti banchieri che sono collusi con i ladroni di Stato, tipio la Gemina che fu, ed Agnelli che sono, e che rubano anche i giornali.....! Ma sì, questa gente merita solo Repubblica.

MA CHI DIAVOLO COMANDA IN ITALIA QUANDO QUALCUNO VINCE LE ELEZIONI ?

Una cosa è parlare, dar fiato alla bocca, disegnare società idilliache o agognate, esprimere desideri , una cosa è promettere ed una cosa peggiore è non mantenere quanto promesso o, addirittura, disattendere del tutto lo spirito di quanto sbandierato in campagne elettorali. Il PdL ha ormai sedici anni e siccome un partito politico è come un cane, per il quale ogni anno solare conta come sette suoi anni, anche il PdL ormai è un'entità in età matura, sui centododici anni circa. E allora, io mi chiedo,cosa aspetta il PdL a crescere? Cosa aspetta a sbarazzarsi una volta per tutte della " democristianità" malmostosa di cui si sta facendo portatore
insano? Riduzione delle spese, riduzione delle tasse, riduzione dei costi della politica, ammodernamento della Costituzione, riduzione delle Province o loro abolizione, riforma della Giustizia, ripristino delle guarentigie costituzionali che garantivano fino al 1993 una vera democrazia costituzionale e parlamentare al nostro Paese poi ridotto, con furia codina e giacobina, ad uno Stato dove il potere è solamente in mano ai Magistrati, anzichè, come pretende la Costtituzione, in mano alla politica che è l'unico potere munito di legittimazione democratica dal popolo votante, privatizzazione della scandalosa RAI, dimagrimento dello Stato assistenziale ormai imputridito, innalzamento dell'età della pensione, riforma delle pensioni in senso liberale prevedendo anche la mutualità assicurativa anzichè buttare i nostri soldi in un INPS colabrodo ed acquasantiera dove tutti affondano le manacce per prendere soldi e soldi e soldi..... Tutte promesse non mantenute ? Molte certamente. Molte non attuate perchè non è il momento, altre perchè al Governo non sono stati dati i poteri necessari perchè il Governo governi. Da questo orecchio pochi sono quelli dotati di una giusta comprensione acustica e molti i falsi ed ipocriti sordi. Prendiamo ad esempio l'ultima manovra ed esaminiamo come stanno andando le cose. Le Porvince? Secondo l'originario testo del governo le Province che dovevano essere abolite erano nove: ora, grazie al ferraginoso funzionamento di Camera e Senato, grazie agli inesistenti poteri del Governo che non ne dispone se non ricorrendo al decreto legge, grazie agli accordicchi, inciucetti, inciucioni, scambi di concessioni, insomma grazie alla democristianità del PdL, ecco che le Province da abolire sono diventate quattro. Ma ancora non è detta l'ultima parola! Prendiamo anche la riduzione dei contributi ai Partiti politici: nel disegno originale del governo era prevista una riduzione da due euro a voto a cinquanta centesimi a voto. Eccoti invece il Capo dello Stato che, pur senza gridare come un indimenticabile Scalfaro " Non ci sto!", ha preteso di cancellare tale risparmio portano il rimborso pro voto ad un euro e cinquanta centesimi. Bravo Presidente della Repubblica, complimenti vivissimi!. Prendiamo anche gli Enti così detti, da circa trent'anni, inutili. Nell'originario testo del governo vi era la misura della cancellazione di tutti questi Enti inutili con norme apposite. Bene, cancellate anche queste norme, sempre dalla Presidenza della Repubblica. Nell'originario disegno governativo vi era anche la previsione della drastica riduzione degli aiuti sconsiderati alla cinematografia sulla quale c'è così tanto da discutere che non basterebbe un anno intero. Ebbene, anche questo, via! cancellato, modificato. In sostanza, per il rilascio della patente che spetta a chi capisce almeno le cose elemtari, la domanda è questa: ma in Italia, chi diavolo Governa quando qualcuno vince le elezioni? Aspetto risposte adeguate. Intanto da tempo , come Totò gettava l'occhio a qualche sepoltura, nella sua " A livella!", anche io sto buttando l'occhio, il cuore, l'intelletto su questa Lega che ,lasciata alle ortiche l'appeal della secessionista, si sta guadagnando le mie simpatie. Meditate signori, meditate!

Gaetano Immè

Mercoledì 9 giugno 2010

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