Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 18 giugno 2010

IL NOSTRO MANIFESTO PER LA PRIVACY

LA PRIVATEZZA E' UN NOSTRO DIRITTO INVIOLABILE SANCITO DALL'ARTICOLO 15 DELLA COSTITUZIONE. DIFENDIAMOLO DA TUTTI COLORO CHE VOGLIONO SOTTOMETTERE LA DIGNITA' PERSONALE E LE REGOLE DELLA CIVILE CONVIVENZA AGLI SPIONI DI STILE STALINISTA, NAZISTA , CUBANO E FASCISTA.

Il dibattito intorno alla legge sulle intercettazioni telefoniche non deve servire a far scivolare  sotto silenzio o a marginalizzare il nostro irrinunciabile ed indisponibile diritto alla privatezza, statuito come inviolabile dall'articolo 15 della Costituzione Italiana. Accettare di essere intercettati senza che sussista un reato significa:


1. aver dimenticato le immani catastrofi, i massacri, tutte le guerre che il secolo scorso ha
    patito per essersi sottomesso   alla pretesa delle    dittature     comuniste,    hitleriane ,
    cubane e  fasciste  di spiare continuamente  nella vita privata degli altri . Alle anime
    belle ed ipocrite che sbandierano  l'ipocrita  slogan " chi non ha niente da nascondere
    non teme le intercettazioni" rinfaccio con estrema violenza il loro qualunquismo
    ipocrita e totalitarista, perchè proprio con questo concetto  nacquero il KGB in URSS,
    la Stasi nei Paesi dell'impero Comunista, la Gestapo in Germania sotto il regime
    Hitleriano e l'Ovra , con il suo " caposcala" nel regime di Mussolini. Indebolire il
    sistema immunitario democratico facendosi  irresponsabile untore di quella  peste
    totalitaria ed incivile che è il  giustizialismo alla Di Pietro, contribuire così  all'
    indebolimento del garantismo è una pericolosa china totalitaria e spesso teocratica
    che, come i  regimi del secolo scorso ci dovrebbero avere  insegnato,  non si sa
    dove possa condurre;




2. non avere nessun rispetto per la persona, sia per se stesso che per gli altri,  ritenere
    che lo Stato possa  avere sull'individuo ogni potere, dalla nascita alla sua morte, 
    ritenere che lo Stato possa scrutare nei luoghi più nascosti e sacri del privato,  ritenere
    che lo Stato abbia il diritto di calpestare la dignità dell'essere umano,  insomma significa
    negare  che leggi e regole della convivenza siano fondate suldovuto rispetto dell'individuo;


3. non sapere o fingere di non sapere che l'articolo 15 della Costituzione assicura la nostra
    privatezza come diritto inviolabile , anche per la corrispondenza e per ogni altra forma
    di comunicazione, considerata dai padri costituenti un diritto basilare , portante  ed
    indisponibile ed alla base di ogni società libera e democratica;

4. NOI VOGLIAMO SALVAGUARDARE  LE INDAGINI PENALI CONTRO
    OGNI FORMA DI CRIMINALITA' E DI ILLEGALITA' E VOGLIAMO
    ANCHE DIFENDERE LA LIBERTA' DELLA STAMPA E DEGLI ALTRI
    MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA.  MA NON VOGLIAMO CHE
    L'INFORMAZIONE SI SOSTITUISCA AD UN GIUSTOPROCESSO, NOI
    NON SIAMO DEI VOLGARI E MEDIOEVALI  BOIA O DELATORI
    PREZZOLATI , NOI VOGLIAMO CHE L'INFORMAZIONE RITROVI
    LA SUA DIGNITA', CHE ESPELLA DAL SUO SENO GLI SPUTTANATORI ,
    SIANO ESSI PSEUDOGIORNALISTI CHE NEGLIGENTI O INTERESSATI
    MAGISTRATI,  MA NON  INTENDIAMO CERTO PER QUESTO
    NEMMENO IN  PARTE SACRIFICARE IL  NOSTRO INVIOLABILE  
    DIRITTO COSTITUZIONALE  SANCITO  NELL'ARTICOLO 15 DELLA
    COSTITUZIONE .

  Venerdì 18 Giugno 2010

 Gaetano Immè

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