Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 26 luglio 2010

Secondo Marco Travaglio - lo ha scritto su IL FATTO QUOTIDIANO (  e dove sennò?) - un Paese normale - normale dice lui -  dovrebbe spellarsi le mani per applaudire i Magistrati ( di Caltanisetta, con Lari e Gozzo in testa, ca va sans dire !) quando comunicano ( comunicano? ma non sono stati  poi sbugiardati e sbeffeggiati dalla stessa Commissione Antimafia e dallo stesso suo Presidente On. Peppe Pisanu e non hanno ignominiosamente ritrattato e smentito ? Bah!) che " ..per la strage di Via D'Amelio siamo vicini ad una verità così sconvolgente che la Politica potrebbe non sopportarne il peso..."; dovrebbe aiutarli, spronarli, incoraggiarli, ecc. Ma vi rendete conto? La stessa Procura, gi stessi nomi stanno indagando dalla bellezza di diciotto anni,  una successione senza fine di intrighi, pentiti (a cominciare d quel tale Cancemi che accusò apertamente Berlusconi e Dell'Utri di avere portato a Palermo la valigetta copn l'eplosivo che poi avrebbe seminato morte a Via D'Amelio e che, al Presidente che gli richiedeva quali prove avesse per fare simili accuse, rispose " logica deduzione" e così si beccò la bellezza di ventisette anni di galera);  indagini, filoni, processi , comparsate televisive, conferenze, libri, articoli, notorietà, incarichi arbitrali stragiudiziali, inviti, se si vuole anche un bel seggio in Parlamento rigorosamente con la sinistra, stipendi da favola, vacanze da sogno.... Non sono riusciti a trovare un colpevole, hanno condannato gente innocente - come ha testimoniato Gaspare Spatuzza e come sosteneva quindici anni orsono anche Carmelo Canale, principale collaboratore di Borsellino -, hanno massacrato lo stesso Carmelo Canale accusandolo delle peggiori nefandezze fino alla sua completa  definitiva assoluzione di pochi giorni fa, hanno spinto al  suicidio il Maresciallo dei Carabinieri Antonio Lombardo ( quello che doveva andare a prelevate negli States Tommaso Buscetta perchè difendesse Andreotti )  dopo un terrificante linciaggio mediatico  in televisione, a Samarcanda, da Santoro ( e dove? e con chi sennò?) con quel gaglioffo, oggi agghindato con la pelle del boia , di  Leoluca Orlando Cascio quale accusatore senza alcuna prova in associazione a delinquere con quell'ineffabile Santoro che usa accusare la gente di ogni misfatto ma senza consentire nelle sue trasmissioni il minimo dibattito ( vedi Samarcanda in questione).. Incredibile: dopo diciotto anni di buffonate pagate profumatamente coi nostri soldi, gente che apre e riapre  processi ed inchieste fallite, che si inventa ipotetici burattinai, che si immagina trattative senza che ve ne sia uno straccio di prova, che minaccia il Paese con messaggi omertosi da mafiosi da quattro baiocchi: questi parassiti pubblici, questi mantenuti a vita da noi, questi papponi di quella grande mignotta che è ormai l'antimafia professionale - come nel secolo scorso aveva preconizzato Leonardo Sciascia - devono pure essere applauditi! E mica basta. Le toghe  che si agitano scompostamente  per la così detta P3, per questo Flavio Carboni e  per questa   " ignobile consorteria  ",  dove stavano  le toghe, dove stava il Signor Napolitano, dove stavano  i giornalistoni che oggi squittiscono come miserabili pantegane contro il preteso bavaglio quando quella stessa squallida consorteria negli ultimi trenta anni faceva affari con Caracciolo e con De Bendetti, anche  in Sardegna, quando quella stessa identica" squallida consorteria" consentìva al gruppo di De Benedetti di acquistare La Nuova Sardegna a prezzi, patti e condizioni da urlo  e da  codice penale? Le toghe sbraitano contro la pretesa P3 ma si guardano bene dal confessare che trentotto di loro, scelti ovviamente da ciascuna corrente politica della Magistratura  (e quindi cosa che tutti sapevano)  a settembre del 2009 - non dieci anni fa, a settembre scorso - hanno partecipato
" aggratise" , a spese della P3, ad un convegno nell'albergo più lussuoso di  Santa Mergherita di Pula con mogli e amiche al seguito, tutto pagato ( aereo, vitto, alloggio) da Pasquale Lombardi, cioè dalla P3 .  Noi , secondo Travaglio, dovremo pure applaudire Magitrati come Roberto Scarpinato, altro preclaro esempio di Magistrato che però di professione fa l'antimafioso a chiacchiere  essendo mantenuto a vita coi soldi nostri, quello che ha perseguitato per dieci anni Andreotti per poi essere vergognosamente smentito dalla Cassazione e da diciotto anni sfarfalla su Via D'Amelio, , quello così democratico che su Micromega ( e dove sennò?) scriveva qualche tempo fa che " bisogna che noi Magistrati sospendiamo temporaneamente questa Democrazia  aritmetica per poter salvare  la democrazia sostanziale", quello che in una recente intervista a IL FATTO QUOTIDIANO ( e dove sennò?) ha tirato fuori un altro teorema la cui sola lettura ed esposizione - che risparmio perchè chilometrica e miserabilmente senza alcuna prova o riscontro -  dovrebbe fare aprire le porte del ricovero d'urgenza in qualsiasi manicomio..Noi dovremo dunque, secondo Travaglio, essere grati a questa consorteria di Magistrati incapaci e papponi ? Mai come in questo caso calzano a pennello le deliziose battute di Bertolt Brecht sui Magistrati: " I nostri Giudici non sono corruttibili  : per nessuna somma  si lascerebbero spingere a decidere secondo giustizia!".  A questa gente, ai Travaglio, ai Padellaro, ai Di Pietro, agli Scarpinato, ai Lari, ai Gozzo, ecc va ricoradato che è da applaudire una Giustizia che funziona, una Giustizia che rende giustizia in tempi accettabili, non questa miserabile Giustizia che impiega dieci anni per una sentenza definitiva.  A questa gente andrebbe ricordato - ma lo fa solo questo Blog, chi altri sennò ?- che compito dei Magistrati è quello di applicare la Giustizia, non quella di vivere, di CAMPARE, di speculare sulla Giustizia come fanno loro,  alla grande.  Ma loro ci campano e pure benissimo: libri, comparsate televisive, conferenze, stipendi da favola, anche incarichi, premi letterari, se si vuole anche un bel seggio nel Parlamento, rigorosamente  con la sinistra .Ma a calci nel sedere andrebbero presi, indagati  a vita dovrebbero essere, sempre che questo, Signor Travaglio, fosse veramente un Paese normale, altro che storie!


Ma non si creda che dall'altra parte, in tema di Giustizia, le cose siano messe meglio. Non parlo del fascista Fini  e dei suoi  scherani , che in quanto fascistoni irredimibili nell'animo non possono  non essere forcaioli come Di Pietro, parlo dei molti politici del centrodestra che sul tema della giustizia danno proprio i numeri. Sono sconcertato, meravigliato, disilluso e molto,  ma molto amareggiato dall'iniziativa - che credo sia ascrivibile all'On. Mara Carfagna -  governativa di pretendere il carcere preventivo per tutti coloro che siano sospettati di reati sulle donne e sui minori. Va bene seguire l'onda popolare, ma coprirsi di ridicolo proprio no! Ma stiamo scherzando? Complimenti al Giudice Costituzionale Frigo che non si è lasciato intimorire dal sentimento viscerale del giustizialismo che, inutile nasconderlo,  irrompe nel nostro animo quando assistiamo alla commissione di un reato di tale violenza su un minore o su una donna e che  ha mandato quella pretesa governativa - dalla quale mi dissocio in toto - a quel paese, come meritava e merita. Violentatori , stupratori, pedofili devono andare in galera, devono essere curati e devono scontare la giusta pena ma non possonocerto essere trattati diversamente dagli altri rei. La Legge - che lo sappiano anche a Caltanissetta -DOVREBBE essere uguale per tutti.


A proposito di FIAT e di Mirafiori. Ma avete letto, due a caso , La Repubblica o La Stampa sull'argomento della FIAT in Serbia ? Non si sa cosa vogliano, se la moglie ubriaca o la botte piena o pretendano le due cose insieme. E questo è in linea con le loro scarse e ben confuse idee politiche. E' noto a tutto il mondo, anche ai ciechi ed ai sordi, che la FIAT fino a che era mantenuta con i nostri soldi di contribuenti ( ciò è sempre successo in Italia dal 1948 in poi, grazie alla consorteria delinquenziale che ha legato DC e PCI )  assumeva chi le veniva ordinato, lasciava il comando degli stabilimenti ai giannizzeri della CGIL e delle Brigate Rosse ( ricordte Giudo Rossa, Signori della CGIL  e della FIOM?), non esisteva alcun controllo sulla produttività di operai ed impiegati, lo sciopero era quotidiano, le minacce anche, insomma una vera pacchia. Veniva prodotta uno schifo di auto che veniva venduta a stento in Italia, anzi per agevolarne la vendita lo Stato ( sempre quello della consorteria delinquenziale) costruiva a proprie spese ( a nostre spese , ovvio) sempre più autostrade, senza che i Signorini Agnelli ci mettessero una che è una lira . La FIAT poi presentava il bilancio, chiedeva la CIG e quella straordinaria per miliardi e miliardi - tutti casi mai controllati, ci mancherebbe - e quando poi la FIAT non poteva far fronte alle uscite che erano maggiori delle entrate,ecco gli aiuti di Stato. A fondo rigorosamente perduto. Se poi capitava l'occasione che la FIAT fosse in utile, questi utili - con una logica cattocomunista paradigmatica - erano solo di Gianni Agnelli, il primo complice nella truffa politica che ha dominato l'Italia per mezzo secolo. . Il quale se li portava - come oggi sappiamo - all'estero per fare fesso ancora di più lo Stato Italiano non pagandoci le dovute imposte. Non posso dari torto all'Agnelli: io FIAT ti assumo tutti quelli che tu ( DC e PCI)  vuoi,li faccio lavorare poco, li metto in CIG anche speciale,  tanto paghi tu Stato, siamo complici della megatruffa, ma se prendo una lira me la pappo io perchè mi sono prestato a farti fare i cavolacci tuoi con i voti di scambio e quindi..... Oggi tutto questo non c'è più, perchè l'Europa ce lo vieta e perchè, dietro questo paravento, anche questo Governo un poco tremebondo non ostante i suoi numeri ha trovato il coraggio di dire: basta, è finita. Così ha voluto  anche la proprietà della FIAT così ne ha preso atto il Governo. Ora è tutto un'aria di tragedia perchè Marchionne, sciolta la vera consorteria dei pirati, libero da vincoli ricattatori, fa una scelta precisa e invece che produrre a Mirafiori, va a produrre in Serbia. Sento nell'aria uno stracciare di vesti impressionante.  Ridicolo, poi, il Bersani, che si limita a dire " una decisine sorprendente della quale non ne capisco le ragioni ". Bersani si informi prima di sproloquiare, vada a leggere gli atti del Management della FIAT in merito e le ragioni le troverà tutte scritte  per benino. Tutti i politici a gemere contro il Governo - che dovrebbe fare poi il Governo ce lo dovrebbero dire, visto che non si può muovere visti i limiti che l'Europa ha posto agli aiuti alle imprese - tutti a inveire " con judicio" contro questo capitalismo violento e becero che delocalizza senza tener conto di niente e di nessuno. Nessuno però si è preso la briga - e di certo anche il gusto, cantava Fabrizio De Andrè in una sua famosa cantilena - di dare a tutti il consiglio giusto. Eccolo il consiglio giusto: in Italia  un dipendente della FIAT costa Euro 3.500,00  al mese ( in tasca gli vanno si e no Euro 1.200,00, resto ciccia per consorterie varie ), in Serbia costa  750/800 Euro al mese. Inoltre in Serbia non c'è la FIOM che ti mette i bastoni fra le ruote, non c'è l'articolo 18 che ti vieta di licenciare i fannulloni, non ci sono i tavoli  di trattativa, che ti fanno fallire, non ci sono gli scioperi quotidiani. Insomma: o si rivuole il mercato falso e protetto , ritornare cioè ai tempi fascisti , oppure questo è il mondo, bellezza. Qualcuno ha cominciato a capirlo anche fra gli ex operai se solo 5 dipendenti di Pomigliano hanno aderito allo sciopero indetto ieri dalla FIOM.

Devo dire che la miglior risposta che si può dare ad una persona invadente , strasbordante e noiosa , è certamente quella di non filarsela proprio. Ma questo blog non siede in Parlamento e quindi di Napolitano deve ancora riparlarne. E male. Per forza ! Questo gagliardo ottantacinquenne, estrazione  ricca e nobile napoletana, mai lavorato in vita sua, vita agiata da " signurino" , mai restato senza una lira nella quarta settimana e neppure alla terza,  sempre obbediente e  scodinzolante verso Togliatti ed il PCUS non ostante il suo apparente " migliorismo" di facciata, se le va a cercare da solo. Prendiamo, ad esempio, quanto ha sproloquiato durante la così detta cerimonia del Ventaglio. Come un disco rotto si richiama sempre alla Costituzione, che poi  lui calpesta. Parlo di quell'esplicito invito ai P.M., cioè alla Magistratura della quale egli " dovrebbe " essere il Capo supremo - peraltro ignorato -, " a spazzare via quel grave squallore....". Si riferiva, ovvio, alla così detta P3, ma era al contempo così consapevole di non avere un comportamento adeguato e corretto, che ha sentito il bisogno di fare riferimento all'artiolo 74 della Costituzione, proprio per rafforzare la correttezza del proprio dire. Peccato che , invece, si sia dato la zappa sui piedi perchè proprio l'articolo 74 della Costituzione gli attribuisce solamente il potere di rinviare una Legge alle Camere con messaggio motivato anzichè di promulgarla con la firma. Ma qualora poi il Parlamento, stabilisce lo stesso articolo, dovesse votare nuovamente lo stesso testo di quella Legge senza modificarne una virgola, egli sarebbe costretto dalla Costituzione  alla sua firma e alla sua promulgazione,pena la sua messa in stato di accusa per alto tradimento. Colpisce sempre poi la somma ipocrisia delle parole del Capo dello Stato quando svaneggia di Magistratura. Quando egli dice " La Magistratura faccia il proprio dovere, accertando eventuali responsabilità " dice una minchiata stratosferica. Perchè se la Magistratura muove oggi un'accusa è ormai normale che, visto lo stato miserrimo di questa Magistratura della quale egli è il Capo costituzionale e quindi il primo responsabile, i risultati - di rinvio a giudizio o meno e di assoluzione o meno - arriveranno se tutto va bene fra una decina d'anni. Come fa Napolitano a non sapere che nella Magistratura comandano i giochi delle correnti che decidono incarichi, promozioni, rimozioni, incarichi stragiudiziali ricchissimi: che forse in Magistratura le promozioni sono squallide solo se sponsorizzate da una camarilla ed invece diventano nobili se sponsorizzate da un'altra camarilla? Ed anche su quell'ormai inutile e ridicolo testo della Legge sulle intercettazioni, così ridotto dal giustizialismo e dal giacobinismo fascistoide dei finiani sempre pronti ad appecoronarsi davanti alla Magistratura della quale oggi cercano il consenso svuotando la stessa legge di ogni innovativo contenuto, il Capo dello Stato non doveva lasciarsi andare alle critiche che ha fatto. Vorrei tanto provare a chiedere sia a Napolitano che alla Bongiorno se veramente ritiene che la così detta " udienza filtro "sia cosa buona e giusta. Ma vi immaginate voi un'udienza davanti ad un GIP  alla quale partecipano gli avvocati dell'indiziato, gli avvocati di parte civile, gli avvocati della difesa, il P.M. , vi immaginate , dicevo  ,voi un GIP che davanti a chi chiede questo va allegato e questo va distrutto, davanti ai " mi oppongo", vi immaginate voi, dicevo, che un GIP si vada ad inimicare un potente  P.M.che lavora con lui nello stesso ordine, nella stessa carriera e che magari è anche ascoltato dalla sua camarilla in seno al CSM? Che squallida buffonata. Finiamo la tiritera sulla Ingiustizia, con Nicola Mancino, vicepresidente del CSM e vecchio democristiano dei tempi che furono. Mentre il suo CSM è in scadenza ,mentre la questione4 morale investe il suo CSM come un TIR, lui, il furbacchione,  cerca di assumere un atteggiamento superiore invitando l'organo di governo dei Magistrati ad aprire  " una riflessione sulla questione morale". Contemporaneamente Mancino crede che il " cono d'ombra" gettato sulla Magistratura da recenti ed antiche vicende  non incida sulla sostanza dell'attività svolta dal CSM ( compresa la camarillesca nomina di Marra alla Corte D'Appelo di Milano, targata  e voluta da Mancino stesso ). Da vecchio democristiano, Mancino comincia le manovra per apparire sempre estraneo a tutte le possibili controversie che potranno coinvolgere il CSM. Un garn bel paraculo, che mira solo a salvare il proprio deretano in vista di peggiori guai. Non dimenticate che Mancino è stato Ministro degli Interni nella fase  più calda  dell'offensiva terroristico-mafiosa degli anni 1992-1994. Non dimenticate che fu proprio in quel periodo in cui Mancino sedeva al Viminale che , con discutibili operazioni di intelligence assimilabili ad una negoziazione con la mafia, si arrivò alla cattura di Totò Riina. Sapete quanto la Magistratura, specie quella siciliana, abbia rimestato su questa trattativa e come Mancino non abbia mai detto una parola in merito. Non ha mai voluto chiarire la sua posizione, non ha mai voluto contrastare le insinuazioni della Magistratura su questa trattativa e sulle sue responsabilità, accontentandosi di tenerle nascoste, coperte ed allineate. E adesso, il furbastro, vuole anche imbracciare la questione morlae per salvarsi il sedere!!!!

Ancora parla! Ancora una pulce che tossisce. Con suo vociare fastidioso e saccente, Massimo D'Alema - uno stile, un nome! - afferma che " Berlusconi ha riportato il Paese agli standard di corruzione della vecchia Prima Repubblica", dato che intorno al potere berlusconiano sono emersi , sempre secondo il sempiterno Catone con faccia da D'Alema, una rete di interessi, una rete affaristica che appare come un vero e proprio sistema di potere". Leggendo le parole del comunista in veliero milionario, mi sono ricordato di qualcosa che somigliava molto al malaffare che lui oggi attribuisce a Berlusconi senza averne le prove. Come al solito, D'Alema, apre bocca e gli da fiato, tanto per respirare. Rivado indietro nel tempo e mi ritrovo nel 1999 a Palazzo Chigi, quando il D'Alema stesso  era stato "  depositato"  ( mai eletto, s'intende ) sulla sedia di Presidente del Consiglio dei Ministri. Si era così allora creata a Palazzo Chigi " l'unica Merchant Bank del mondo dove non si parlava inglese ": quando lo stesso D'Alema fece rapinare la TELECOM di Stato dai suoi  " capitani coraggiosi " finanziati dalle nostre banche che comprarono una Telecom a quattro soldi e la rivendettero poi all'Olimpia di Tronchetti con una ricchissima plusvalenza una parte della quale è andata anche al famoso " OAK FUNDS" , cioè ai DS. Qualcuno di " loro ", Giudo Rossi , ridendo disse " Sono entrati a Palazzo Chigi con le pezze al culo e ne escono vestiti da Valentino". Vizietto dalemiano ripetuto poi con Barbieri, ancora sotto processo per l'operazione Arcobaleno che la Magistratura pugliese sta gentilmente ignorando per consentire - senza scandalo di nessuno dei difensori della libertà di stampa - al reato imputato al D'Alema di cadere bellamente in prescrizione; ripetuto poi nel 2005 con  le scalate al Corriere ed alla BNL, insieme al compagno Ricucci, ai compagni Consorte e Sacchetti, insieme alla merchant bank dell'Unipol; quando i compagni berlinguerani cinguettavano al telefono " abbiamo una Banca ?" oppure un più romantico " Consorte, facci sognare!". Siccome D'Alema è un uomo corretto e per lui lo stile è tutto, ricondando che il centrodestra  lo ha anche salvato perchè ha votato contro l'audizione delle intercettazioni telefoniche di D'Alema , rammentando che poi, or ora, lo stesso centrodestra lo ha nominato come Presidente del Copasir, come ringraziamento adatto al suo stile, ora D'Alema, da gran signore, dice che ......


Urlo la mia indignazione per questo famigerato ariticolo 12  della Finanziaria 2010: uno scippo becero e violento a chi ha maturato i 40 anni di lavoro. Vi si stabilisce che le prossime finestre per le pensioni di anzianità, aperte nel 2012,  saranno di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi. Si intaccano così diritti acquisiti e nessuno, nessuno fiata. Nè Repubblica, nè IDV, nè Il Fatto,  nè i Sindacati, nessuno. Ma tutti sanno e stanno zitti. Prerchè? Perchè dei pensionati non frega un tubo a nessuno di questi democratici cialtroni, ma la norma faranno finta di scoprirla " dopo" per legittimarsi agli occhi dei pensionati, cornuti e mazziati.

Cannigione , Martedì 27 Luglio 2010

giovedì 22 luglio 2010

La scomparsa della vedova di Aldo Moro, avvenuta in questi giorni, ha messo in luce , ha svelato, un altro dei tanti capolavori dell'ipocrisia cattocomunista  che ha incartato l'Italia, daL 1948 in poi. Aldo Moro, notabile democristiano di sinistra pugliese, cattolico osservante, promotore delle " convergenze parallele" che produssero la promozione del PCI al Governo per via del " centrosinistra", uomo venerato dalla Chiesa, adorato dalla sinistra DC e " usato e sopportato" sapientemente dal PCI di allora che aveva trovato in lui il Virgilio dantesco che gli offriva su un piatto d'argento, deferente e servile  ,  il dominio culturale del Paese, rappresentava l'uomo cattolico per antonomasia, l'uomo tutto casa, chiesa e Parlamento, senza scheletri e senza pulsioni  che non fossero coordinate con il sacramento del matrimonio. Questo ci e vi hanno dato da bere, per trentadue anni, i grandi giornalisti che oggi invocano la libertà di stampa, tutti asserviti all'associazione a delinquere che si era formata e che oggi ancora vuol comandare in Italia fra la DC ed il PCI. Tal quale la storiella di Teano, l'oleografia cialtrona che spacciava per " obbedisco" tutto il regime militare che Cavour aveva usato contro Borbonia per arrivare ad una unità Nazionale che era servita ai piemontesi ed ai cavouriani solo per espropriare e rapinare, senza dover pagare alcun indennizzo, il ricco Sud d'Italia. Moro fu assassinato, nell'aprile del 1978 dalle Brigate Rosse partorite , create ed alleviate dal PCI, perchè il PCI di allora, non accontentandosi più della formula di Moro, voleva sbarazzarsi della DC - alla Iago insomma- per assumere, manu militari, la guida dell'Italia schiacciata dal regime comunista. Bene: ora se ne parla ovunque, se ne sussurra, se ne accenna: ma sì, anche lui, Moro, aveva l'amichetta e che amichetta!!!Ma Moro serviva ai comunisti, mica come Berlusconi. Dunque Moro da Primo Ministro non dava scandalo se andava con Rossana Fratello ( sono state trovate lettere scritte da Moro nel covo di Via Gradoli ). Invece se Berlusconi si fa una puttana professionista, allora tutti scandalizzati. Questa è gente così: moralisti a giorni alterni, bacchettoni, mozzorecchi: fingono di non sapere che il consociativismo DC-PCI ha portato un paio di gay a Palazzo Chigi ( con tanto di prostituti al seguito) e qualche famoso puttaniere o ubriacone al Colle: ma siccome servivano alla causa dei comunisti, nessuno fiatava.  Ipocriti da sagrestia....

La legge sulle intercettazioni è ormai ridotta ad una sorta di inutile cerotto che non riesce  a proteggere neanche  una minima parte della ferita inferta dalla banditesca e cialtrona rapina che stanno facendo - magistrati e compari di sinistra - del sacrosanto ed inviolabile diritto alla privatezza personale peraltro sancito dall'articolo 15 della Costituzione. Questo blog aveva già indicato l'esempio dell'ex Governatore dell'Illinois, quello colto a parlare al telefono per vendere al miglior offerente il proprio seggio, come l'esempio cristallino per questioini di privacy in quanto questo signore non solo non fu spostato dal suo ruolo istituzionale per delle sem'lici registr5azioni anche se compromettenti, ma anche q1uando fu rinviato a giudizio il Procuratore allegò e rese quindi pubbliche solo quelle intercettazioni che riguardavano strettamente il reato ascrittogli. In Italia, invece, dopo mesi e mesi di indagini, per esempio, di Balducci Angelo sappiamo tanto dei suoi gusti sessuali ma ancora non sappiamo nulla di reati che costitui avrebbe commesso. Ora, con la fattiva partecipazione a livello giudaico degli ex fascisti, la apposita Commissione Parlamentare licenzia un testo di legge che nulla a a che vedere con quello che era stato presentato dal Governo. Qualche anima bella dirà che " questa è la democrazia", perchè quel che il Governo vuole viene modificato da quel che il Parlamento ne pensa e con questo direbbe la peggiore delle minchiate. La verità è che un Giuda che ti si attorciglia quando ti deve sfruttare e che ti accoltella alle spalle quando ti ha ormai sfruttato non è difficile trovarlo nella politica itaiana. Per sintetizzare gli orrori del testo emendato, basta pensare che il criterio della " rilevanza" delle intercettazioni è praticamente lasciato all'interpretazione del P.M. e che la così detta " udienza filtro" è stata ridotta a pura previsione ideologica utile per beoti ed imbecilli dal momento che viene anche previsto che anche prima od in assenza di " udienza filtro" le intercettazioni possono essere divulgate senza alcun riguardo al criterio della " rilevanza" se viene richiesto da un P.M. e se il sospettato viene anche arrestato. E' facile dunque prevedere che tutte le intercettazioni saranno ritenute necessarie dai P.M. ed avremo una pletora di misure cautelative, tipo Scaglia, tipo Balducci tanto per capirsi.Pare incredibioe, ma questa legge invce che diminuire, come avrebbe dovuto fare, l'arbitrio ed il potere incontrollato dei Magistrati e dei P.M., lo amplia a dismisura proprio in un momento in cui, grazie alle lotte del centrodestra, si aprono scenari osceni sulla Magistratura stessa. A cominciare dal Presidente della Repubblica che , anche se bellamente menato per il naso, aveva invitato questo CSM a non occuparsi del caso del Giudice Marra, per continuare con le confessioni di Nicola Manciuno, un vetero residuato della DC oggi reponsabile del CSM che ammette l'esistenza dentro il CSM e dentro la stessa Magistratura tutta una serie infinita di raccomandazioni, intrighi, illeciti, p4,p5,p6, tasli da fare mettere le mani nei capelli. Il malcostume regna sovrano negli ordini giudiziari, nel CSM, nella Corte, ovunque  circolino toghe. Non solo, ma le figure barbine di P.M. ideologizzati si moltiplicano. Cosa dire infatti del Procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e del suo P.M. Nico Gozzo i quali, inebriati dalle comparsate televisive per le indagini - sono la bellezza di diciotto anni, diamine! ci sono condannati che sono innocenti, assassini ancora in libertà, ci sono sentenze che sono passate in giudicato e questi ora ci vengonmo a millantare che sono vicini alla verità, ma vadano a lavorare!- sullo scempio di Paolo Borsellino, ieri dicevano, con puro stile mafioso " per la strage di via D'Amelio siamo vicini ad una realtà tanto sconvolgente da ritenere che la politica non ne possa sopportare il peso..." e che poi sono stati sbuguiardati da Sopracciglione , al secolo Beppe Pisanu, Presidente di qualche Antimafia il quale ha detto che Lari e Gozzo non gli hanno riferito nulla di quanto apparso sulla stampa a proposito della strage di Via D'Amelio. Oggi, Cip e Ciop, alias Lari e Gozzo, smentiscono. Insomma nella Magistratura trovi più logge massoniche e non che fuori, trovi millantatori o magistrati che usano parlare alla mafiosa, con intimidazioni, tipo Borrelli e noi che facciamo? Anzichè mandarli a scopare il mare ed a guadagnarsi da vivere, diamo loro maggiorii poteri. Roba da pazzi! Ma insomma, non basta che il Generale Ganzer condannato a 14 anni di reclusione da questa Magistratura sia stato riconfermato in servizio per concludere che nessuno ha più la minima fiducia in questi Magistrati?Se Ganzer è veramente come dicono i Magistrati un narcotrafficante, Ganzer deve essere cacciato dall'Arma dei Carabinieri e sbatturo in galera. Se questo non è successo è perchè nessuno da più la minima credibilità a questi Magistrati, trattati come dei semipazzi ma da non toccare e da non urtare perchè possiedono armi improprie con le quali possono fare più danni di quanto si possa immaginare.Ecco a quale casta di dittatori si appoggia quel simpaticone Presidente della Camera, un fulmine nel salire servile sul carro dei vincitori ,quando deve essere eletto, un Giuda , uno Iago, un Bruto senza coraggio , esperto in regolamenti e trabocchetti vari quando si intasca privilegi e prebende inimmaginabili per lui senza il PdL.

Sono circa trent'anni e più che Flavio Carboni faceva affari con Caracciolo, con De Benedetti: la " Nuova Sardegna", per fare un solo ma eclatante esempio, acquistata dal gruppo De Benedetti peraltro con atto di dubbia legalità e non solo. Basta andare in Sardegna per rendersi conto che l'eolico puntava su Carlo De Bendetti. Dunque trentanni di " tutto va ben, madama la Marchesa". Una cena a casa di un Verdini, peraltro di una leggerezza abissale ( ma possibile che non sai chi ricevi a casa tua?) ed apriti cielo!

Devo ancors tirare le orecchie - tanto più a sventola di come le ha non è possibile - quel Rodomonte con la erre moscia che è Fratel Coniglietto, al secolo Gad Cuor di Leone.Affetto da sempre da forme inguaribili di vigliaccheria umana , di cecità  e di cialtroneria acuta, costui, con sommo disprezzo del ridicolo, su La Repubblica ( e dove senno'?) pretende di sfasciare la migliore sanità regionale non solo d'Italia ma credo d'Europa ( quella della Regione Lombardia) perchè forse, dico forse , questa struttura conta anche due impiegati malandrini o sospetti di essere tali. Povero Coniglietto! Ma perchyè non guarda un poco in Puglia dove la Giunta Vendola ha distrutto la sanità pugli9ese trasformandola in un malaffare totalre? O in Calabria, in quella di Loiero? O nel Lazio, nel Lazio di Marrazzo. Le frescacce che scrive sono pari agli sputacchi che ti becchi se gli stai a portata di sputo  quando parla. Un recordamn delle cialtronerie. Guest normale per questo tipo di esibizioni, la solita La Repubblica. E dove senno?

Cannigione  22 Luglio 2010

Gaetano Immè

martedì 20 luglio 2010

Non credo sia sfuggito all'attento osservatore delle faccende italiane come , dopo quasi un ventennio durante il quale la Magistratura non ha fatto altro che attaccare personalmente  Silvio Berlusconi  in relazione a fatti illeciti che sarebbero stati dallo stesso commessi " prima" della sua discesa in campo politico, la strategia della Magistratura politicizzata abbia diversificato il suo campo d'azione con convergenti provvedimenti che, pur non avendo direttamente come imputato Silvio Berlusconi, hanno sempre un unico scopo : quello di modificare per via giudiziaria il voto popolare. Così la strategia golpista , tra l'altro neanche nascostamente teorizzata ed elaborata da tempo da Magistratura Democratica e dai propri ben noti coriferi ( cito solo il P.M. Ingroia e l'altro P.M. Spataro ), mira di fatto non solo a tenere questo Presidente del Consiglio sotto scopa, ma anche a bruciargli intorno tutto il suo territorio, le sue truppe. Non più quindi solo Silvio Berlusconi, ma anche Pier Silvio Berlusconi, ma anche Dell'Utri, ma anche Mori, ma anche De Gennaro, ma anche Ganzer, ma anche Pollari, ma anche Verdini, ma anche Cappellacci, ecc. La strategia mira ad attribuire alla Magistratura i poteri che una volta erano e competevano solo al potere politico,unico eletto dal popolo, come  detta la Carta Costituzionale. La strategia , una strategia certamente golpista e sovversiva e  da pura loggia politico-magistrale, ha come complici e supporters quelle forze politiche  che con il loro asservimento a questa strategia della Magistratura credono di guadagnarsi il Governo del Paese senza neanche avere la seccatura di doversi presentare e  sopratutto di dover vincere libere  elezioni politiche, riducendo così la nostra Repubblica democratica e parlamentare ad un vero e proprio Stato di polizia guidato, non si sa perchè, dai Magistrati. Insomma un vero e proprio golpe per la instaurazione di un  regime giustizialista, di tipo talebano, dove la guida del Paese non sarà più compito del libero e democratico Parlamento, ma  una insindacabile privilegio dei Magistrati.

Tutto parte con la riforma del Codice del 1989 quando alla Polizia Giudiziaria venne tolto ogni potere di indagine giudiziaria, mentre ai P.M. venne demandato ogni potere di indagine. E' dunque nelle mani dei P.M. la " politica della giustizia" in Italia: proprio in virtù di queste disposizioni il P.M. è sato fatto divenire il dominus della politica giudiziaria. Questo concentramento di poteri ha provocato ovviamente un indebolimento della lotta al crimine, per il semplice fatto che sul tavolo dello stesso P.M. vi sono pile di crimini , magari già comprovati ed indagati , per furto, per truffa, per inadempimento, anche per omicidio ma questi reati vengono tralasciati dal P.M.davanti anche solo ad un semplice sospetto contro un potente.Con buona pace di quella grande presa per i fondelli che si chiama " obbligatorietà dell'azione penale".  Essere titolare della inchiesta, anche solo su semplici " ipotesi di reato" su un uomo politico o su un potente significa, per un P.M., essere gratificato immediatamente non solo da un punto di vista mediatico, ma anche garantirsi, ex post, anche una ricca carriera politica e di potere a portata di mano: spero bastino gli esempi , non certo esaustivi ma molto signficativi, di Violante, di Maritati, di Ayala,  di Di Pietro, di De Magistris, di Colombo, tanto per limitarci a pochi esempi, tutti ex Magistrati che oggi siedono in Parlamento con il centrosinistra.

L'attacco della Magistratura allo Stato, dopo quello personale a Silvio Berlusconi sceso in politica, aveva assolutamente bisogno  del fatto che la Magistratura avesse una sua arma di ricatto sulla politica. E così se si vanno a riesaminare i tempi nei quali,  utilizzando alcuni illeciti comportamenti , peraltro generalizzati , della politica , la Magistratura si imposec, con un golpe costituzionale di inaudita violenza democratica, quale potere dello Stato superiore a quello del popolo e dei suoi eletti, ci si accorge che tutti gli attori di quel tempo hanno ancora oggi un immenso peso nella scena politica italiana. Chi era infatti il Presidente di quella Camera dei Deputati che, terrorizzata e ricattata dal famoso diktat militar-giustizialista di Saverio Borrelli e del P.M. Di Pietro, si fece vilmente scippare le guarentigie costituzionali previste dall'articolo 68 della Costituzione Italiana, così riducendo il Parlamento ad una Istituzione che agisce sotto ricatto della Magistratura, se non Giorgio Napolitano? Chi erano ieri  e chi sono oggi, non solo Giorgio Napolitano, ma anche Di Pietro, Colombo, Davigo ?   Chi furono le forze politiche di allora che furono coscientemente salvate dal l di Mani Pulite e che  beneficiarono dell'operazione stessa ? E dove stanno oggi quelle stesse forze politiche? Con quale forza politica sono entrati in  Parlamento tuttii gli ex P.M. citati ? Risposte ovvie.Silvio Berlusconi,  Primo Ministro, fu accusato di concorso in corruzione, reato che sarebbe stato dallo stesso perpetrato mediante il versamento di alcune tangenti ad ufficiali della Guardia di Finanza impegnati in verifiche fiscali presso quattro aziende dell'imprenditore milanese. Gli episodi contestati sarebbero risaliti, secondo quanto prospettato dall'accusa, al 1989 (tangente per Videotime), al 1991 (Mondadori), al 1992 (Mediolanum) e al 1994 (Tele+). Così fu fatto cadere il Governo Berlusconi del 1994. Il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi, che aveva ricevuto un invito a comparire presso la Procura di Milano per il 22 novembre 1994 davanti al PM Antonio Di Pietro, è datato 14 ottobre 1995. In primo grado il processo, cominciato il 17 gennaio 1996, si era concluso, il 7 luglio del 1998, con una condanna, per tutti i capi d'accusa, a 2 anni e 9 mesi di reclusione complessivi. Il giudizio di Appello, emesso il 9 maggio del 2000, aveva ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo Berlusconi (con la formula per non aver commesso il fatto) per la vicenda Tele+ e prosciogliendolo con riguardo ai tre residui capi d'imputazione (per intervenuta prescrizione dovuta alla concessione delle attenuanti generiche). Ma il 19 ottobre 2001 la Corte di Cassazione assolse l'imputato per tutti e quattro i capi d'accusa (con la formula per non aver commesso il fatto). Il Governo eletto da popolo, comunque, era stato esautorato con un atto giudiziario di tipo golpista, tanto  la verità sarebbe venuta fuori  tempo massimo. Possiamo ritenere che uomini complici  di un tale sfregio costituzionale possano oggi avere interesse a smentire se stessi? Certo che no, perchè questi stessi uomini proprio da quella situazione hanno tratto i loro massimi vantaggi sia politici che ideologici. Napolitano è oggi addirittura al Colle,; gli esecutori materiali  degli omicidi di vari partiti politici dell'epoca sono seduti in Parlamento su concessione  del partito politico che essi stessi  salvarono  da Mani Pulite disapplicando la Legge  in modo orribile;  la sinistra è addirittura potuta andare, grazie a quel golpe,  al Governo senza aver mai vinto una elezione politica proprio sfruttando, complice un Colle senza dignità, lo scempio giudiziario di Mani Pulite ed oggi spera solo che la Magistratura tolga Berlusconi, tolga il PdL dalla politica , non importa con quale mezzo.

L'attacco della Magistratura politicizzata contro lo Stato è partito. Si tratta di un ordine dello Stato, la Magistratura, che non intende riconoscere ad altri organismi dello Stato, il diritto di operare anche ai margini della Legge per perseguire i loro fini istituzionale, quali quello della sicurezza. Se esaminiamo i casi di Pollari, di Mori, di Ganzer, di De Gennaro, possiamo trarre alcune osservazioni. Le accuse a costoro, servitori dello Stato, sono tutte direttamente connesse allo svolgimento dei compiti propri di ciascuno di essi; sono quindi i compiti istituzionali ad essere messi dalla Magistratura sotto accusa, con una loro lettura in chiave solamente delinquenziale e non in chiave di sicurezza nazionale. Operazioni delicate sono state tante nella vita politica e sociale italiana. Si pensi per esempio alla catt ura del bandito Giuliano, fatto, come ricostruito saggiamente da Macaluso Emanuele, con l'accordo delle cosche mafiose siciliane. Il patto con il terrorismo palestinese, al quale terrorismo i Governi italiani degli anni dal 1970 al 1990 hanno consentito di far transitare per l'Italia carichi di armi purchè non ripetessero attentanti come quello funesto di Fiumicino, non sarebbe stato possibile senza una sostanziale connivenza della  Magistratura che  si voltò sempre  dall'altra parte quando veniva scoperto qualche carico di armi. Insomma si può dire che fino ad allora reggeva l'idea di un interesse prevalente dello Stato che veniva perseguito da enti di Stato con procedure e modi non certo sempre impeccabili. Da quando invece la Magistratura ha tolto ogni dignità alla politica con il golpe costituzionale-giudiziario,da allora, invece, è tutto cambiato. I servizi di sicurezza non sono più sicuri. Chi arresta Totò Riina non è un eroe ma un delinquente. Lo stesso segreto di stato viene considerato un abuso. Ganzer, che viene condannato per atti mai da lui personalmente compiuti, non dirigeva eroici infiltrati, ma era un delinquente , un narcotrafficante di droga. La strategia è quella dunque di leggere queste zone d'ombra legate alla difesa nazionale in chiave semplicemente delittuosa. Chi osa muoversi senza avere il preventivo assenso della Magistratura  viene crocefisso.

In questo quadro,  tipicamente golpista, rientra , ma come novità, anche l'iniziativa della Procura di Siracusa che il 22 aprile scorso ha incriminato il Generale Vincenzo Carrarini , responsabile del terzo reparto della Guardia di Finanza di Siracusa e l'Ingegner Rodolfo Ronconi,  Direttore Generale dell'Immigrazione del Viminale. Secondo il Procuratore di Siracusa, Ugo Rossi, i due imputati sono responsabili di avere emanato disposizioni che il 31 agosto 2009 hanno condotto una nave militare al largo di Capo Passero a prelevare a bordo e poi a consegnare alla marina libica 75  clandestini. Secondo il Procuratore gli imputati " con abuso delle rispettive qualità di Publici Ufficiali,  avrebbero tenuto una condotta violenta nell'ordinare di ricondurre, in territorio libico, contro la loro pale volontà, 75 stranieri non identificati, alcuni sicuramente minorenni." Il reato sarebbe stato compiuto a bordo della nave militare italiana Denaro e quindi in territorio italiano. Per cui, prosegue il Procuratore, " i potenziali rifugiati  sono stati tratti, in aperto contrasto con le norme di diritto interno ed internazionale, impedendo loro l'accesso alle procedure di tutela  dei rifugiati  e di avvalersi dei diritti loro riconosciuti  in materia di immigrazione".  In parole povere, viene chiaramente contestato il reato di " violenza privata". Reato che appare come un piede di porco, un grimaldello,  che consente alla Magistratura di arrivare al vero scopo di questa altra iniziativa golpista: rendere illegittima  la pratica stessa del respingimento in mare dei clandestini, usando la giurisprudenza per vanificare le strategie decise dal Governo. L'aspetto più allarmante di questa sortita della Procura di Siracusa non è tanto nel suo immediiato adeguarsi alla pretesa della Procura di Milano, P-M- Spataro, che con il caso Pollari ha teorizzato l'imposizione al Governo  da parte della Magisttratura dei modi e delle strategie  per contrastare il terrorismo - nel caso di Abu Mazen - o di pretendere il pieno controllo della lotta ai grandi trafficanti di droga, come nel caso del Generale Ganzer; quello che è più grave è che la Procura di Siracusa fa finta di non sapere , alla pari di chi contesta per ideologia la politica dei respingimenti in mare,  che questa scelta del Governo ha procurato molto di più che un rallentamento del flusso dei clandestini in Italia. Queste disposizioni hanno di fatto prodotto la cessazione di una vera e propria strage.  Secondo l'attendibile " Fortesse Europe" gli scomparsi nel Canale di Sicilia sono stati 4.201 clandestini, un vero e proprio eccidio.A questi morti vanno poi aggiunti tutti quei morti in terra d'Africa, nelle misere carovane  organizzate dai trafficanti di carne umana. Questo eccidio è cessato. Ma alla Magistratura ideologizzata, alla Magistratura politicizzata, alla Procura di Siracusa, a quella di Milano, a quella di Caltanissetta ed a molte, molte altre Procure,  non interessa evitare l'eccidio di innocenti . Quel che interessa è attaccare lo Sato per assumerne la guida, il comando, senza aver mai vinto una democratica elezione. Come avviene in tutti i regimi.
E' palese la pretesa di voler governare il Paese a mezzo di provvedimenti giudiziari . Non mi stupisce , dunque, che i vertici del PD nulla abbiano detto circa la sentenza di condanna al Generale Ganzer. Diciamo che se non mi stupisce è perchè trovo  comportamento del PD cieco e ridicolo. Un Partito che ogni giorno si impanca per insegnare il valore ed il senso delle istituzioni, che difende anche una ormai palesemente indifendibile Magistratura, che difende  dalle critiche e dai rilievi la Coste Costituzionale, ogni Tribunale, il CSM, un partito che peraltro pretende pure di candidarsi alla guida del Paese tace imbarazzato davanti alla clamorosa decisione del Giverno e delle Istituzioni stesse di mantenere in servizio il condannato Generale Ganzer.Ha taciuto il Segretario Bersani, ha taciuto Letta, ha taciuto perfino un Veltroni affamato ormai di visibilità in ogni dove, ha taciuto D'Alema - che pure presiede il Copasir - , ha taciuto Franceschini, ha tacuito la Bindi.  Perchè questa Magistratura sta lavorando per loro. Works in progress. E poi c'è Di Pietro.....

Non so quanto giorni sono passati da quando è uscita fuori questa famosa P3 ed ancora oggi nessuno sa quale sia il reato che gli " indagati" abbiano compiuto. Solo Lui ha capito tutto. Di chi parlo? Ma certo che è lui!!!! Tre paginate di sdottoreggiamenti su La Repubblica per non dire nulla, se non per mettere la sua firma , dietro congruo pagamento di vile moneta ovviamente, sotto l'ultimo tormentone: chi c'è dietro questa P3? Saviano solo lo ha capito, al volo e presto, e, dietro congrua ed acconcia  moneta, svela agli appecoronati repubblicones che dietro la P3 c'è solo e sempre Berlusconi.  Ma vendere la propria intelligenza ad un teorema prima che vengano fuori le eventuali prove è cosa buona e giusta? E' degna di un esimio scrittore? E' opera da Premio Pulitzer? O da prezzolato scribacchino? Ma non dimentichiamo chi è Saviano: un furbone alla Di Pietro, che ha scritto ( forse anche scopiazzato da altri - causa di plagio ancora in corso - ) un solo libro sulle gesta della camorra ed è così diventato ricco. Mentre lui , gonfio di soldi, gira e cazzeggia per salotti e studi televisiv i, scrive articolesse kilometriche per dire amenità ed ovvietà deprimenti, i veri eroi anticamorra - cittadini che vivono una vita di soprusi, agenti che rischiano la vita infiltrandosi nelle cosche e che poi vengono condannati dalla Magistratura - vengono negletti dalla società se non addirittura condannati ( vedi Gamzer, vedi Mori, vedi Ultimo, vedi Pollari, ecc) per aver fatto il loro dovere. Come aveva ragione Sciascia a inveire contro i professionisti dell'antimafia!!!!

Gaetano Immè

Cannigione 20 luglio 2010

sabato 17 luglio 2010

Senatori a vita, riflessioni sparse. Prima riflessione: ma nel Parlamento democratico e repubblicano non dovrebbe entrare solo chi è stato eletto dal popolo? E come mai nessun " sincero democratico" ha mai riflettuto che questa istituzione dei " Senatori e vita" ( non escudo neanche gli ex Presidenti della Repubblica, perchè questi non sono mai nominati dal popolo, ma solo partoriti dalle camarille politiche ) è solo un arcaico, retrivo, monarcale residuo del vecchio Senato di nominale reale ? Si aspettano ( invano!!!) adeguate risposte. Chissà, forse non essendo più al Governo il Prof. Prodi che si reggeva non sui voti ( sugli eletti dal popolo) ma proprio sui " Senatori a vita" ( pensa tu dove sta di casa la così detta " democrazia"!!!!) qualcuno potrebbe risponedermi. Sperem!!!


Impegnati come sono da almeno sedici anni non a fare più politica ma a cercare e scovare cavilli contra-personam in ogni dove, i così detti sedicenti " democratici" hanno trovato e scovato una norma ad -berlusconem anche in un emendamento alla manovra finanziaria, quella  che richiede l'introduzione  della figura del " giudice ausiliario". " Vogliono aiutare Mediaset per congelare il processo Fininvest-Cir !!" hanno gridato i sinceri democratici, tipo Donatella Ferranti, peraltro anche capogruppo dei DS in Commissione giustuizia . Non chiedo poi mica tanto, diamine! Ma almeno informarsi un pochino, prima di urlare allo scempio della democrazia! Infatti si da il caso che la Finivest abbia da tempo emesso un'apposita fidejussione bancaria  a favore della Cir per la famosa sentenza del Giudice Misiano. E siccome la fidejussione di 750 milioni di Euro costa parecchi soldini, credo che la prima che voglia  discutere il procedimento sia proprio la Finivest.

 Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, è da oscar della faccia da tolla. Arruola pregiudicati da utilizzare per cercare lo scontro con la polizia, strilla contro il Governo non si sa cosa, ma lo fa  in perfetta grisaglia e cravatta regimental e solo per salvare se stesso. L'ipocrita fa finta di non sapere che la ricostruzione dell'Aquila è nelle mani dell'Aquila , in quelle sue , non in quelle  del governo. Perchè non si spiccia a fare quello che deve fare il Signor Cialente? O forse al Signor Cialente va bene solo affidare di nascosto appalti
miliardari ai suoi amici - appalti, poi, per fortuna revocati dalla Regione - oppure godere di sontuosi appartamenti che " amici degli amici"  gli hanno messo  gratuitamente a  diisposizione ( per la sua famiglia e per il suo entourage, circa 30 persone) ? Invece che spendere soldi per ingaggiare delinquenti abituali o pregiudicati, Cialente poteva andare a parlare con i Sindaci di altri paesi  dell'Irpinia, dell'Umbria, del Belice, tanto per dire, per vedere, come cantava  Enzo Jannacci, " l'effetto che fà"! Oppure poteva farsi un girettto dalle parti di Udine, dove i friulani trentaquattro anni fa si misero in  coda agli sportelli postali e bancari per pagare le imposte, pur dopo il terremoto e dopo una prima ed unica proroga. Gli aquilano, invece, scendono in piazza, con delinquenti abituali, per pretendere -con  la becera tracotanza  dei  mantenuti -  quello che il Governo stava già loro concedendo .......




Ciao Lelio, Maestro Luttazzi!  Hai illuminato la mia gioventù con il tuo swing, la tua musica mi ha tenuto compagnia - e che compagnia- durante quelle interminabili estati romane, quando molti amici andavano " in vacanza" e quando non c'era vacanza  per il quarto figlio di un  professore di latino come me,  anni cinquanta, altro che Celentano! La Repubblica, coraggiosa con i morti tanto quanto infame nelle sue bugie, ne ricorda " una carriera stroncata dalla condanna per spaccio di droga...". Questo becero, miserabile, schifoso giornalismo , tipico di La Repubblica, non poteva scioperare per trecentassentacinque giorni l'anno ? Le loro miserabili menzogne si commentano da sole. Maestro Lelio, una preghiera: lasciaci quì la tua musica, non portartela via, è patrimonio tuo ma anche nostro, della nostra generazione. E se per caso tu dovessi incontrare Walter, Walter Chiari , abbraccialo, anche lui era un grande, con grosse viltà, ma un grande.....E cantatevela, tutti e due, daje con lo swing, così vi allenate e sarete belli e pronti quando.....,.,..



Molto trascurata dalla stampa il caso del così detto emendamento dell'On Stefano Ceccanti del PD, un Magistrato, mica noccioline!. Il fatto: l'apposita Commissione, PD compreso - dunque -  stava studiando la possiiblità di " costituzionalizzare" il Lodo Alfano. Si vuole estendere lo scudo dai processi  anche al Capo dello Stato, ma vincolandolo  alla approvazione della maggioranza semplice del Parlamento. Ergo,  la maggioranza semplice del Parlamento potrebbe decidere l'imputabilità del Capo dello Stato. E' noto che ad oggi il Capo dello Stato ( articolo 90 della Costituzione ) non è  imputabile se non per alto tradimento ed attentato alla Costituzione. Chi non ricorda a tale proposito lo squittìo di OL Scalfaro che, investito dello scandalo Sisde ( i cento milioni al mese che OL Scxalfaro si intescava zitto zitto con la scusa dei fondi speciali...... ) nel 1993, pestava i piedi per terra urlando, come un ragazzino, il suo famoso " non ci sto!" ? Dunque davanti ad una Legge che poteva cambiare questo " squilibrio" istituzionale ( differenza di processabilità fra Capo dello Stato ed altre cariche istituzionali), l'emendamento dell'On Stefano Ceccanti del PD ( che diceva solo una cosa: il Capo dello Stato non può essere processato per violazione delle norme penali ) mirava dunque a mantenere questo  assoluto privilegio per il Capo dello Stato. Un semplice autogol? Non credo, una ragione deve esserci. E infatti ecco il Colle che invece che prendersela con il PD ( unico nresponsabile del pasticciaccio brutto del Quirinale ) si scaglia - guarda caso - solo contro Il Giornale che aveva svelato la notizia, insieme a Il Fatto. Presidente, si ricomponga, rientri in se: e chieda ai suoi  amici e sodali anzichè minacciare chi fa solo il proprio lavoro da giornalista facendo conoscere al pubblico  notizie vere.


Gaetano Immè

Cannigione 17 luglio 2010

giovedì 1 luglio 2010

Il ruggito di un coniglio ed altro

C'è chi il senso del ridicolo lo ha, c'è chi il senso del ridicolo non lo ha e se non lo hai non lo puoi andare a comprare in un negozio, nè lo distribuiscono con i fluts di Dom Perignon giacciato sulle terrazze romane. Così Gad Lerner non ha trovato di meglio che scrivere su La Repubblica ( e dove senno'?) un articolo che già dal titolo fa sbellicare dal ridere. "Il profitto e l'operaio" . Gad Lerner voi non lo conoscete e non sapete di quale coraggio dispone, di come , dopo l'appartenenza a Lotta Continua che è già tutto un dire ,  abbia dimostrato di avere coraggio e lucidità da vendere con la sua carriera. Già non ha senso rapportare il profitto al salario non essendoci fra le due entità alcuna relazione, se non quella vetero-marxista tipo anni 70 del secolo scorso: Gad dimentica però - da uomo onesto e coraggioso -  quando se ne fotteva  di quanto fosse l'utile della FIAT dell'Avvocato G. Agnelli - quando questi garantiva assunzioni a go go e salari assicurati a masse di nullafacenti assunti con la politica assistenziale, il cui costo ricadeva poi sempre sul contribuente italiano -. Oggi , Gad, lautamente stipendiato da Telecom , sulle cui scalate ci sarebbe da scrivere dieci libri  ma Gad è talmente coraggioso che quando c'è di mezzo la  pagnotta e i suoi padroni si volta sempre dall'altra parte e finge di non vedere nè i " capitani coraggiosi" di D'Alema, nè " la cricca " che si comprò la Telecom dallo Stato avendo come socio il famoso " OAK FUND" ossia il Fondo Quercia che individuava i DS nell'affare Telecom. Così  per lui e per La Repubblica( Dio li fa e poi li accoppia)  è immorale quanto prende Berlusconi ogni anno se rapportato a quanto prende una tuta blu si Pomigliano, non altro. Ma l'uomo è fatto così, non si rende conto di essere ridicolo, non si rende conto che potrebbe anche rapportare quanto prende un operaio di Pomigliano - per dire - a quello che prende lui in un anno. Potrebbe dire - ma non lo dice perchè Gad è fatto così, un coniglio mai diventa coraggioso - che la tuta blu di Pomigliano prende all'anno circa 35.000 Euro, mentre lui s'imberta dalla Telecom qualcosa come 1 milione di euro l'anno per una trasmissione da 3 % di share. Se lui prende quanto prendono cinquanta tute blu è morale, nulla da eccepire. La sua buonuscita miliardaria da lla RAI per l'eoirco Gad non è immorale se rapportata a quanto prende all'anno, che so, un carpentiere, per dire. Ma Gad poteva anche guardare un poco a casa sua: all'accoppiata Bernabè- Gabriele Galatieri Genola: il primo è arrivato ad ottenere dalla Telecom la bellezza di quasi 4 milioni di Euro l'anno, l'altro, il GGG, la bellezza di 1,750 milioni di Euro l'anno: La Telecom perde, deve licenziare 30.000 persone, non riesce più a barcamenarsi sul mercato  mondiale delle telecomunicazione, è un corpaccione che contiene tanti di quegli scandali sui quali nessuno - nemmeno  Gad il signore pro operai - ha il coraggio di indagare ( vedi Cirpiani, vedi Consorte, vedi intercettazioni, vedi....) ma Gad non se ne accorge, tutto questo spreco non lo indigna. No. Lui è fatto così, La Repubblica è fatta così, molti sono fatti così. Sostengono i teoremi indipendentemente dai fatti, mentre io mi affido solo ai fatti fregandomene dei teoremi. Così i fatti segnalano che un tale Carlo De Benedetti, editore di La Repubblica forse ancora cittadino elvetico, si mette in tasca centinaia di milini di Euro l'anno quale azionista della CIR grazie a La Repubblica ed all'Espresso: ma Gad è fatto così: coraggio da leone ma quando si parla del padrone, meglio far finta di non vedere! Per lui sono " immorali" ( senza però spiegarne i motivi , mai, Gad è fatto così, come ai bei tempi di Lotta Continua, quando bastava una parola !) solo i compensi di Berlusconi e di Marchionne.I compensi miliardari degli altri? Il povero Gad non li conosce. Grande Gad: sei l'eroe del chiagne e fotti: il solito pidocchioso d'animo ma ora riccone solo di portafoglio che finge di essere un operaista, con villone a Capalbio e panza piena.


Come si chiama il Presidente della Federazione Calcio dell'Italia? Via! A pascere le pecore, via! Ma come si fa, dico io, a riassumere un allenatore già Campione del Mondo, pieno di soldi, immotivato al massimo, presuntuoso ed ombroso da tornarci sù, dargli la guida della Nazionale per i Mondiali ma nel contempo nominando già il suo successore ( Prandelli). Ma dove vive costui ? Ecco dunque che i giocatori non seguono l'allenatore ( lo ha dichiarato Lippi stesso), giàè sapendo che dopo ci sarà un altro CT. Allora dico: perchè Lippi, già Campione del Mondo a Berlino, ha accettato ed anzi sollecitato la sua nomina? Aveva tutto da perdere, come Mourigno. Perchè l'ha voluta la Nazionale? Lui si è assunto tutte le responsabilità della magra figura. Bella scoperta: e chi doveva assumersela la responsabilità? Forse io? E Lippi nop0n me la racconta giusta.... Perchè ha subito buttato le mani avanti ( solo colpa mia, solo colpa mia....un'ovvietà ridicola ) forse per non wntrare nel merito delle sue opinabiloi scelte. Perchè tanti giocatori della Juve che ha fatto uno schifo di Campionato, perchè no a Cassano ( forse perchè ha litigsto con suo figlio ? forse perchè non fa parte della scuderia della GEA? Sollevare questi dubbi non è comportarsi come Oliviero Beha che nel 1982 accusò senza alcuna prova l'Italia di avere comprato il Cameroun). Si potrebbe saperne di più?


Oggi 29 giugno 2010, tre eventi. L'ottantacinquesimo compleanno di Giorgio Napolitano e i decess di Pietro Taricone, di anni trentacinque e di Aldo Giuffrè , attore napoletano. Al Presidente auguro di tutto cuore un ottimo compleanno: gli auguro di tutto cuore di ricordarsi che un Pesidente della Repubblica, anche se più che " nominato " è stato letteralmente " depositato" sul Colle con i voti dei suoi soli compagnucci, non deve solo apparire super partes, un arbitro e non un giocatore,  deve anche esserlo. E lui spesso non lo è: non lo è stato nella faccenda, peraltro deprimente, di Brancher; non avrebbe dovuto intervenire con quelle parole per due motivi: sia perchè il caso era chiuso, sia perchè nessuno lo aveva sollecitato a parlare su Barancher. Capisco che per un soggetto come lui, una vita da travet ossequioso nel Partito Comunista Italiano di Togliatti, un " migliorista" tremebondo che appena Tolgiatti, o Pajetta o chi fosse alzavano la voce, subito si adeguava agli ordini del partito italiano e del PCUS , sentirsi " indipendente" dal Partito è cosa ardua, ma gli auguriamo di riuscirci, prima o poi. Speriamo prima, per ragioni di età e per le vere necessità del Paese. Pietro Taricone è stato non solo un bel giovane,  ma anche un uomo che ha dimostrato di credere in se stesso, di avere dei valori. Dopo la vittoria al GF del 2000,  avrebbe potuto fare soldi a palate facendo quelle misere trasmissioni televisive dove una ciurma di donne laide e arrapate  litigano ed urlano fra di loro per avere il compiacimento del bello di turno, il tronista. Ma  Pietro non si è piegato al Dio denaro. Ha cercato di migliorare, voleva fare l'attore, ha studiato, ci ha provato non so con quali risultati, ma poco importa. Quel che importa è che Pietro Taricone non si è venduto al tronismo, non si è prostituito al presenzialismo televisivo, non si è venduto al " costanzismo", al " fazismo" , alla facile e miserabile via del voyeurismo alla Simona Ventura.  Ha cercato piuttosto una via, quella dell'attore, che era ardua ma che prometteva per Lui soddisfazioni intime ed economiche enormi. Insomma, Pietro poteva fare la vita facile, poteva fare il divetto tronista, il mezzo gigolò, il dongiovanni prezzolato, l'uomo tutto fisico e niente cuore e cervello  ed invece ha cercato la sua via con una pervicacia che gli fa onore. E' morto per la sua passione, non va compatito. Ma va rimpianto e ricordato, questo si: come una persona che non si è svenduta al guadagno facile , ma che ha lottato per migliorare. Bravo Pietro, ci mancherai. Per Aldo Giuffrè, ottantasei anni passati a fianco di  Edoardo, attore naturale, voglio dire che senza di lui il teatro non è più lo stesso. Muore uno spontaneista, una voce stupenda, un attore con la A maiuscola. Resta dei due solo Carlo, che, dopo la loro riappacificazione, dice " è morta la metà di me". Grazie Aldo, per tutte le emozioni che mi hai saputo donare. Un abbraccio.

Gaetano Immè