Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 1 luglio 2010

Il ruggito di un coniglio ed altro

C'è chi il senso del ridicolo lo ha, c'è chi il senso del ridicolo non lo ha e se non lo hai non lo puoi andare a comprare in un negozio, nè lo distribuiscono con i fluts di Dom Perignon giacciato sulle terrazze romane. Così Gad Lerner non ha trovato di meglio che scrivere su La Repubblica ( e dove senno'?) un articolo che già dal titolo fa sbellicare dal ridere. "Il profitto e l'operaio" . Gad Lerner voi non lo conoscete e non sapete di quale coraggio dispone, di come , dopo l'appartenenza a Lotta Continua che è già tutto un dire ,  abbia dimostrato di avere coraggio e lucidità da vendere con la sua carriera. Già non ha senso rapportare il profitto al salario non essendoci fra le due entità alcuna relazione, se non quella vetero-marxista tipo anni 70 del secolo scorso: Gad dimentica però - da uomo onesto e coraggioso -  quando se ne fotteva  di quanto fosse l'utile della FIAT dell'Avvocato G. Agnelli - quando questi garantiva assunzioni a go go e salari assicurati a masse di nullafacenti assunti con la politica assistenziale, il cui costo ricadeva poi sempre sul contribuente italiano -. Oggi , Gad, lautamente stipendiato da Telecom , sulle cui scalate ci sarebbe da scrivere dieci libri  ma Gad è talmente coraggioso che quando c'è di mezzo la  pagnotta e i suoi padroni si volta sempre dall'altra parte e finge di non vedere nè i " capitani coraggiosi" di D'Alema, nè " la cricca " che si comprò la Telecom dallo Stato avendo come socio il famoso " OAK FUND" ossia il Fondo Quercia che individuava i DS nell'affare Telecom. Così  per lui e per La Repubblica( Dio li fa e poi li accoppia)  è immorale quanto prende Berlusconi ogni anno se rapportato a quanto prende una tuta blu si Pomigliano, non altro. Ma l'uomo è fatto così, non si rende conto di essere ridicolo, non si rende conto che potrebbe anche rapportare quanto prende un operaio di Pomigliano - per dire - a quello che prende lui in un anno. Potrebbe dire - ma non lo dice perchè Gad è fatto così, un coniglio mai diventa coraggioso - che la tuta blu di Pomigliano prende all'anno circa 35.000 Euro, mentre lui s'imberta dalla Telecom qualcosa come 1 milione di euro l'anno per una trasmissione da 3 % di share. Se lui prende quanto prendono cinquanta tute blu è morale, nulla da eccepire. La sua buonuscita miliardaria da lla RAI per l'eoirco Gad non è immorale se rapportata a quanto prende all'anno, che so, un carpentiere, per dire. Ma Gad poteva anche guardare un poco a casa sua: all'accoppiata Bernabè- Gabriele Galatieri Genola: il primo è arrivato ad ottenere dalla Telecom la bellezza di quasi 4 milioni di Euro l'anno, l'altro, il GGG, la bellezza di 1,750 milioni di Euro l'anno: La Telecom perde, deve licenziare 30.000 persone, non riesce più a barcamenarsi sul mercato  mondiale delle telecomunicazione, è un corpaccione che contiene tanti di quegli scandali sui quali nessuno - nemmeno  Gad il signore pro operai - ha il coraggio di indagare ( vedi Cirpiani, vedi Consorte, vedi intercettazioni, vedi....) ma Gad non se ne accorge, tutto questo spreco non lo indigna. No. Lui è fatto così, La Repubblica è fatta così, molti sono fatti così. Sostengono i teoremi indipendentemente dai fatti, mentre io mi affido solo ai fatti fregandomene dei teoremi. Così i fatti segnalano che un tale Carlo De Benedetti, editore di La Repubblica forse ancora cittadino elvetico, si mette in tasca centinaia di milini di Euro l'anno quale azionista della CIR grazie a La Repubblica ed all'Espresso: ma Gad è fatto così: coraggio da leone ma quando si parla del padrone, meglio far finta di non vedere! Per lui sono " immorali" ( senza però spiegarne i motivi , mai, Gad è fatto così, come ai bei tempi di Lotta Continua, quando bastava una parola !) solo i compensi di Berlusconi e di Marchionne.I compensi miliardari degli altri? Il povero Gad non li conosce. Grande Gad: sei l'eroe del chiagne e fotti: il solito pidocchioso d'animo ma ora riccone solo di portafoglio che finge di essere un operaista, con villone a Capalbio e panza piena.


Come si chiama il Presidente della Federazione Calcio dell'Italia? Via! A pascere le pecore, via! Ma come si fa, dico io, a riassumere un allenatore già Campione del Mondo, pieno di soldi, immotivato al massimo, presuntuoso ed ombroso da tornarci sù, dargli la guida della Nazionale per i Mondiali ma nel contempo nominando già il suo successore ( Prandelli). Ma dove vive costui ? Ecco dunque che i giocatori non seguono l'allenatore ( lo ha dichiarato Lippi stesso), giàè sapendo che dopo ci sarà un altro CT. Allora dico: perchè Lippi, già Campione del Mondo a Berlino, ha accettato ed anzi sollecitato la sua nomina? Aveva tutto da perdere, come Mourigno. Perchè l'ha voluta la Nazionale? Lui si è assunto tutte le responsabilità della magra figura. Bella scoperta: e chi doveva assumersela la responsabilità? Forse io? E Lippi nop0n me la racconta giusta.... Perchè ha subito buttato le mani avanti ( solo colpa mia, solo colpa mia....un'ovvietà ridicola ) forse per non wntrare nel merito delle sue opinabiloi scelte. Perchè tanti giocatori della Juve che ha fatto uno schifo di Campionato, perchè no a Cassano ( forse perchè ha litigsto con suo figlio ? forse perchè non fa parte della scuderia della GEA? Sollevare questi dubbi non è comportarsi come Oliviero Beha che nel 1982 accusò senza alcuna prova l'Italia di avere comprato il Cameroun). Si potrebbe saperne di più?


Oggi 29 giugno 2010, tre eventi. L'ottantacinquesimo compleanno di Giorgio Napolitano e i decess di Pietro Taricone, di anni trentacinque e di Aldo Giuffrè , attore napoletano. Al Presidente auguro di tutto cuore un ottimo compleanno: gli auguro di tutto cuore di ricordarsi che un Pesidente della Repubblica, anche se più che " nominato " è stato letteralmente " depositato" sul Colle con i voti dei suoi soli compagnucci, non deve solo apparire super partes, un arbitro e non un giocatore,  deve anche esserlo. E lui spesso non lo è: non lo è stato nella faccenda, peraltro deprimente, di Brancher; non avrebbe dovuto intervenire con quelle parole per due motivi: sia perchè il caso era chiuso, sia perchè nessuno lo aveva sollecitato a parlare su Barancher. Capisco che per un soggetto come lui, una vita da travet ossequioso nel Partito Comunista Italiano di Togliatti, un " migliorista" tremebondo che appena Tolgiatti, o Pajetta o chi fosse alzavano la voce, subito si adeguava agli ordini del partito italiano e del PCUS , sentirsi " indipendente" dal Partito è cosa ardua, ma gli auguriamo di riuscirci, prima o poi. Speriamo prima, per ragioni di età e per le vere necessità del Paese. Pietro Taricone è stato non solo un bel giovane,  ma anche un uomo che ha dimostrato di credere in se stesso, di avere dei valori. Dopo la vittoria al GF del 2000,  avrebbe potuto fare soldi a palate facendo quelle misere trasmissioni televisive dove una ciurma di donne laide e arrapate  litigano ed urlano fra di loro per avere il compiacimento del bello di turno, il tronista. Ma  Pietro non si è piegato al Dio denaro. Ha cercato di migliorare, voleva fare l'attore, ha studiato, ci ha provato non so con quali risultati, ma poco importa. Quel che importa è che Pietro Taricone non si è venduto al tronismo, non si è prostituito al presenzialismo televisivo, non si è venduto al " costanzismo", al " fazismo" , alla facile e miserabile via del voyeurismo alla Simona Ventura.  Ha cercato piuttosto una via, quella dell'attore, che era ardua ma che prometteva per Lui soddisfazioni intime ed economiche enormi. Insomma, Pietro poteva fare la vita facile, poteva fare il divetto tronista, il mezzo gigolò, il dongiovanni prezzolato, l'uomo tutto fisico e niente cuore e cervello  ed invece ha cercato la sua via con una pervicacia che gli fa onore. E' morto per la sua passione, non va compatito. Ma va rimpianto e ricordato, questo si: come una persona che non si è svenduta al guadagno facile , ma che ha lottato per migliorare. Bravo Pietro, ci mancherai. Per Aldo Giuffrè, ottantasei anni passati a fianco di  Edoardo, attore naturale, voglio dire che senza di lui il teatro non è più lo stesso. Muore uno spontaneista, una voce stupenda, un attore con la A maiuscola. Resta dei due solo Carlo, che, dopo la loro riappacificazione, dice " è morta la metà di me". Grazie Aldo, per tutte le emozioni che mi hai saputo donare. Un abbraccio.

Gaetano Immè

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