Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 20 luglio 2010

Non credo sia sfuggito all'attento osservatore delle faccende italiane come , dopo quasi un ventennio durante il quale la Magistratura non ha fatto altro che attaccare personalmente  Silvio Berlusconi  in relazione a fatti illeciti che sarebbero stati dallo stesso commessi " prima" della sua discesa in campo politico, la strategia della Magistratura politicizzata abbia diversificato il suo campo d'azione con convergenti provvedimenti che, pur non avendo direttamente come imputato Silvio Berlusconi, hanno sempre un unico scopo : quello di modificare per via giudiziaria il voto popolare. Così la strategia golpista , tra l'altro neanche nascostamente teorizzata ed elaborata da tempo da Magistratura Democratica e dai propri ben noti coriferi ( cito solo il P.M. Ingroia e l'altro P.M. Spataro ), mira di fatto non solo a tenere questo Presidente del Consiglio sotto scopa, ma anche a bruciargli intorno tutto il suo territorio, le sue truppe. Non più quindi solo Silvio Berlusconi, ma anche Pier Silvio Berlusconi, ma anche Dell'Utri, ma anche Mori, ma anche De Gennaro, ma anche Ganzer, ma anche Pollari, ma anche Verdini, ma anche Cappellacci, ecc. La strategia mira ad attribuire alla Magistratura i poteri che una volta erano e competevano solo al potere politico,unico eletto dal popolo, come  detta la Carta Costituzionale. La strategia , una strategia certamente golpista e sovversiva e  da pura loggia politico-magistrale, ha come complici e supporters quelle forze politiche  che con il loro asservimento a questa strategia della Magistratura credono di guadagnarsi il Governo del Paese senza neanche avere la seccatura di doversi presentare e  sopratutto di dover vincere libere  elezioni politiche, riducendo così la nostra Repubblica democratica e parlamentare ad un vero e proprio Stato di polizia guidato, non si sa perchè, dai Magistrati. Insomma un vero e proprio golpe per la instaurazione di un  regime giustizialista, di tipo talebano, dove la guida del Paese non sarà più compito del libero e democratico Parlamento, ma  una insindacabile privilegio dei Magistrati.

Tutto parte con la riforma del Codice del 1989 quando alla Polizia Giudiziaria venne tolto ogni potere di indagine giudiziaria, mentre ai P.M. venne demandato ogni potere di indagine. E' dunque nelle mani dei P.M. la " politica della giustizia" in Italia: proprio in virtù di queste disposizioni il P.M. è sato fatto divenire il dominus della politica giudiziaria. Questo concentramento di poteri ha provocato ovviamente un indebolimento della lotta al crimine, per il semplice fatto che sul tavolo dello stesso P.M. vi sono pile di crimini , magari già comprovati ed indagati , per furto, per truffa, per inadempimento, anche per omicidio ma questi reati vengono tralasciati dal P.M.davanti anche solo ad un semplice sospetto contro un potente.Con buona pace di quella grande presa per i fondelli che si chiama " obbligatorietà dell'azione penale".  Essere titolare della inchiesta, anche solo su semplici " ipotesi di reato" su un uomo politico o su un potente significa, per un P.M., essere gratificato immediatamente non solo da un punto di vista mediatico, ma anche garantirsi, ex post, anche una ricca carriera politica e di potere a portata di mano: spero bastino gli esempi , non certo esaustivi ma molto signficativi, di Violante, di Maritati, di Ayala,  di Di Pietro, di De Magistris, di Colombo, tanto per limitarci a pochi esempi, tutti ex Magistrati che oggi siedono in Parlamento con il centrosinistra.

L'attacco della Magistratura allo Stato, dopo quello personale a Silvio Berlusconi sceso in politica, aveva assolutamente bisogno  del fatto che la Magistratura avesse una sua arma di ricatto sulla politica. E così se si vanno a riesaminare i tempi nei quali,  utilizzando alcuni illeciti comportamenti , peraltro generalizzati , della politica , la Magistratura si imposec, con un golpe costituzionale di inaudita violenza democratica, quale potere dello Stato superiore a quello del popolo e dei suoi eletti, ci si accorge che tutti gli attori di quel tempo hanno ancora oggi un immenso peso nella scena politica italiana. Chi era infatti il Presidente di quella Camera dei Deputati che, terrorizzata e ricattata dal famoso diktat militar-giustizialista di Saverio Borrelli e del P.M. Di Pietro, si fece vilmente scippare le guarentigie costituzionali previste dall'articolo 68 della Costituzione Italiana, così riducendo il Parlamento ad una Istituzione che agisce sotto ricatto della Magistratura, se non Giorgio Napolitano? Chi erano ieri  e chi sono oggi, non solo Giorgio Napolitano, ma anche Di Pietro, Colombo, Davigo ?   Chi furono le forze politiche di allora che furono coscientemente salvate dal l di Mani Pulite e che  beneficiarono dell'operazione stessa ? E dove stanno oggi quelle stesse forze politiche? Con quale forza politica sono entrati in  Parlamento tuttii gli ex P.M. citati ? Risposte ovvie.Silvio Berlusconi,  Primo Ministro, fu accusato di concorso in corruzione, reato che sarebbe stato dallo stesso perpetrato mediante il versamento di alcune tangenti ad ufficiali della Guardia di Finanza impegnati in verifiche fiscali presso quattro aziende dell'imprenditore milanese. Gli episodi contestati sarebbero risaliti, secondo quanto prospettato dall'accusa, al 1989 (tangente per Videotime), al 1991 (Mondadori), al 1992 (Mediolanum) e al 1994 (Tele+). Così fu fatto cadere il Governo Berlusconi del 1994. Il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi, che aveva ricevuto un invito a comparire presso la Procura di Milano per il 22 novembre 1994 davanti al PM Antonio Di Pietro, è datato 14 ottobre 1995. In primo grado il processo, cominciato il 17 gennaio 1996, si era concluso, il 7 luglio del 1998, con una condanna, per tutti i capi d'accusa, a 2 anni e 9 mesi di reclusione complessivi. Il giudizio di Appello, emesso il 9 maggio del 2000, aveva ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo Berlusconi (con la formula per non aver commesso il fatto) per la vicenda Tele+ e prosciogliendolo con riguardo ai tre residui capi d'imputazione (per intervenuta prescrizione dovuta alla concessione delle attenuanti generiche). Ma il 19 ottobre 2001 la Corte di Cassazione assolse l'imputato per tutti e quattro i capi d'accusa (con la formula per non aver commesso il fatto). Il Governo eletto da popolo, comunque, era stato esautorato con un atto giudiziario di tipo golpista, tanto  la verità sarebbe venuta fuori  tempo massimo. Possiamo ritenere che uomini complici  di un tale sfregio costituzionale possano oggi avere interesse a smentire se stessi? Certo che no, perchè questi stessi uomini proprio da quella situazione hanno tratto i loro massimi vantaggi sia politici che ideologici. Napolitano è oggi addirittura al Colle,; gli esecutori materiali  degli omicidi di vari partiti politici dell'epoca sono seduti in Parlamento su concessione  del partito politico che essi stessi  salvarono  da Mani Pulite disapplicando la Legge  in modo orribile;  la sinistra è addirittura potuta andare, grazie a quel golpe,  al Governo senza aver mai vinto una elezione politica proprio sfruttando, complice un Colle senza dignità, lo scempio giudiziario di Mani Pulite ed oggi spera solo che la Magistratura tolga Berlusconi, tolga il PdL dalla politica , non importa con quale mezzo.

L'attacco della Magistratura politicizzata contro lo Stato è partito. Si tratta di un ordine dello Stato, la Magistratura, che non intende riconoscere ad altri organismi dello Stato, il diritto di operare anche ai margini della Legge per perseguire i loro fini istituzionale, quali quello della sicurezza. Se esaminiamo i casi di Pollari, di Mori, di Ganzer, di De Gennaro, possiamo trarre alcune osservazioni. Le accuse a costoro, servitori dello Stato, sono tutte direttamente connesse allo svolgimento dei compiti propri di ciascuno di essi; sono quindi i compiti istituzionali ad essere messi dalla Magistratura sotto accusa, con una loro lettura in chiave solamente delinquenziale e non in chiave di sicurezza nazionale. Operazioni delicate sono state tante nella vita politica e sociale italiana. Si pensi per esempio alla catt ura del bandito Giuliano, fatto, come ricostruito saggiamente da Macaluso Emanuele, con l'accordo delle cosche mafiose siciliane. Il patto con il terrorismo palestinese, al quale terrorismo i Governi italiani degli anni dal 1970 al 1990 hanno consentito di far transitare per l'Italia carichi di armi purchè non ripetessero attentanti come quello funesto di Fiumicino, non sarebbe stato possibile senza una sostanziale connivenza della  Magistratura che  si voltò sempre  dall'altra parte quando veniva scoperto qualche carico di armi. Insomma si può dire che fino ad allora reggeva l'idea di un interesse prevalente dello Stato che veniva perseguito da enti di Stato con procedure e modi non certo sempre impeccabili. Da quando invece la Magistratura ha tolto ogni dignità alla politica con il golpe costituzionale-giudiziario,da allora, invece, è tutto cambiato. I servizi di sicurezza non sono più sicuri. Chi arresta Totò Riina non è un eroe ma un delinquente. Lo stesso segreto di stato viene considerato un abuso. Ganzer, che viene condannato per atti mai da lui personalmente compiuti, non dirigeva eroici infiltrati, ma era un delinquente , un narcotrafficante di droga. La strategia è quella dunque di leggere queste zone d'ombra legate alla difesa nazionale in chiave semplicemente delittuosa. Chi osa muoversi senza avere il preventivo assenso della Magistratura  viene crocefisso.

In questo quadro,  tipicamente golpista, rientra , ma come novità, anche l'iniziativa della Procura di Siracusa che il 22 aprile scorso ha incriminato il Generale Vincenzo Carrarini , responsabile del terzo reparto della Guardia di Finanza di Siracusa e l'Ingegner Rodolfo Ronconi,  Direttore Generale dell'Immigrazione del Viminale. Secondo il Procuratore di Siracusa, Ugo Rossi, i due imputati sono responsabili di avere emanato disposizioni che il 31 agosto 2009 hanno condotto una nave militare al largo di Capo Passero a prelevare a bordo e poi a consegnare alla marina libica 75  clandestini. Secondo il Procuratore gli imputati " con abuso delle rispettive qualità di Publici Ufficiali,  avrebbero tenuto una condotta violenta nell'ordinare di ricondurre, in territorio libico, contro la loro pale volontà, 75 stranieri non identificati, alcuni sicuramente minorenni." Il reato sarebbe stato compiuto a bordo della nave militare italiana Denaro e quindi in territorio italiano. Per cui, prosegue il Procuratore, " i potenziali rifugiati  sono stati tratti, in aperto contrasto con le norme di diritto interno ed internazionale, impedendo loro l'accesso alle procedure di tutela  dei rifugiati  e di avvalersi dei diritti loro riconosciuti  in materia di immigrazione".  In parole povere, viene chiaramente contestato il reato di " violenza privata". Reato che appare come un piede di porco, un grimaldello,  che consente alla Magistratura di arrivare al vero scopo di questa altra iniziativa golpista: rendere illegittima  la pratica stessa del respingimento in mare dei clandestini, usando la giurisprudenza per vanificare le strategie decise dal Governo. L'aspetto più allarmante di questa sortita della Procura di Siracusa non è tanto nel suo immediiato adeguarsi alla pretesa della Procura di Milano, P-M- Spataro, che con il caso Pollari ha teorizzato l'imposizione al Governo  da parte della Magisttratura dei modi e delle strategie  per contrastare il terrorismo - nel caso di Abu Mazen - o di pretendere il pieno controllo della lotta ai grandi trafficanti di droga, come nel caso del Generale Ganzer; quello che è più grave è che la Procura di Siracusa fa finta di non sapere , alla pari di chi contesta per ideologia la politica dei respingimenti in mare,  che questa scelta del Governo ha procurato molto di più che un rallentamento del flusso dei clandestini in Italia. Queste disposizioni hanno di fatto prodotto la cessazione di una vera e propria strage.  Secondo l'attendibile " Fortesse Europe" gli scomparsi nel Canale di Sicilia sono stati 4.201 clandestini, un vero e proprio eccidio.A questi morti vanno poi aggiunti tutti quei morti in terra d'Africa, nelle misere carovane  organizzate dai trafficanti di carne umana. Questo eccidio è cessato. Ma alla Magistratura ideologizzata, alla Magistratura politicizzata, alla Procura di Siracusa, a quella di Milano, a quella di Caltanissetta ed a molte, molte altre Procure,  non interessa evitare l'eccidio di innocenti . Quel che interessa è attaccare lo Sato per assumerne la guida, il comando, senza aver mai vinto una democratica elezione. Come avviene in tutti i regimi.
E' palese la pretesa di voler governare il Paese a mezzo di provvedimenti giudiziari . Non mi stupisce , dunque, che i vertici del PD nulla abbiano detto circa la sentenza di condanna al Generale Ganzer. Diciamo che se non mi stupisce è perchè trovo  comportamento del PD cieco e ridicolo. Un Partito che ogni giorno si impanca per insegnare il valore ed il senso delle istituzioni, che difende anche una ormai palesemente indifendibile Magistratura, che difende  dalle critiche e dai rilievi la Coste Costituzionale, ogni Tribunale, il CSM, un partito che peraltro pretende pure di candidarsi alla guida del Paese tace imbarazzato davanti alla clamorosa decisione del Giverno e delle Istituzioni stesse di mantenere in servizio il condannato Generale Ganzer.Ha taciuto il Segretario Bersani, ha taciuto Letta, ha taciuto perfino un Veltroni affamato ormai di visibilità in ogni dove, ha taciuto D'Alema - che pure presiede il Copasir - , ha taciuto Franceschini, ha tacuito la Bindi.  Perchè questa Magistratura sta lavorando per loro. Works in progress. E poi c'è Di Pietro.....

Non so quanto giorni sono passati da quando è uscita fuori questa famosa P3 ed ancora oggi nessuno sa quale sia il reato che gli " indagati" abbiano compiuto. Solo Lui ha capito tutto. Di chi parlo? Ma certo che è lui!!!! Tre paginate di sdottoreggiamenti su La Repubblica per non dire nulla, se non per mettere la sua firma , dietro congruo pagamento di vile moneta ovviamente, sotto l'ultimo tormentone: chi c'è dietro questa P3? Saviano solo lo ha capito, al volo e presto, e, dietro congrua ed acconcia  moneta, svela agli appecoronati repubblicones che dietro la P3 c'è solo e sempre Berlusconi.  Ma vendere la propria intelligenza ad un teorema prima che vengano fuori le eventuali prove è cosa buona e giusta? E' degna di un esimio scrittore? E' opera da Premio Pulitzer? O da prezzolato scribacchino? Ma non dimentichiamo chi è Saviano: un furbone alla Di Pietro, che ha scritto ( forse anche scopiazzato da altri - causa di plagio ancora in corso - ) un solo libro sulle gesta della camorra ed è così diventato ricco. Mentre lui , gonfio di soldi, gira e cazzeggia per salotti e studi televisiv i, scrive articolesse kilometriche per dire amenità ed ovvietà deprimenti, i veri eroi anticamorra - cittadini che vivono una vita di soprusi, agenti che rischiano la vita infiltrandosi nelle cosche e che poi vengono condannati dalla Magistratura - vengono negletti dalla società se non addirittura condannati ( vedi Gamzer, vedi Mori, vedi Ultimo, vedi Pollari, ecc) per aver fatto il loro dovere. Come aveva ragione Sciascia a inveire contro i professionisti dell'antimafia!!!!

Gaetano Immè

Cannigione 20 luglio 2010

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